15 July, 2026

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Crolla la produzione e cresce la richiesta di latte. Da una rilevazione di Coldiretti Sardegna su un campione di 30 pastori di tutta la Sardegna con una media di 300-600 pecore, emerge che nelle prime due settimane di dicembre la produzione è crollata in media del 20 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Trend negativo che, visti i presupposti con i pascoli senza un filo d’erba, dovrebbe purtroppo confermarsi anche per i prossimi mesi.

Siccità, scarsa preparazione del bestiame, meno parti stanno condizionando la campagna del latte. E visto il crollo della produzione cresce la richiesta di latte dal mondo della trasformazione che rischia di non andare a regime con le produzioni e di lavorare meno rispetto alle proprie capacità. 

Per questo crescono di giorno in giorno le richieste di latte che arrivano ai pastori dai trasformatori. Ad alcuni sono arrivate anche proposte di contratto pluriennali (anche di tre anni), come raramente si erano prima viste in Sardegna.

Che l’annata avesse messo in ginocchio i pastori era noto da tempo. Ma adesso si continuano a pagare pesanti le conseguenze, anche perché il clima continua ad essere inclemente verso il mondo delle campagne. Le mancate precipitazioni hanno lasciato i campi radi, senza un filo d’erba ed il freddo e le gelate di questi ultimi giorni hanno completato l’opera. Inoltre nei mesi precedenti i pastori già con le tasche vuote al termine di un annata in cui non sono riusciti a pagarsi i costi di produzione a causa di una remunerazione del latte a 50-60 centesimi al litro, si sono visti costretti anche ad acquistare il fieno a causa della siccità. Tutto questo ha portato a tagliare le spese dell’alimentazione e cura del bestiame che oggi si pagano tutte. Come se non bastasse da fine luglio è ricomparsa la lingua blu, che ha causato un’alta percentuale di aborti e reso improduttive molte pecore.

Intanto, il prezzo del Pecorino romano sale vertiginosamente. Come rivelato dal dossier latte presentato martedì scorso da Coldiretti Sardegna, rispetto al prezzo minimo toccato quest’anno (4,20 euro al kg), il costo della Dop sarda è già cresciuto del 70% e continua a crescere. L’ultima rilevazione di Clal lo da a 7,25 euro/kg.

Dalla rilevazione condotta da Coldiretti Sardegna sulla produzione di latte nelle prime due settimane di dicembre, risulta che nel sud Sardegna rispetto allo stesso periodo di un anno fa è crollata del 30%. L’esempio eclatante arriva da un gruppo di pastori che un anno fa mungeva 5.500 litri ogni due giorni e che quest’anno arriva a malapena 6.500 in tutta la settimana.

Nel Sulcis la situazione non cambia dove la maggior parte dei pastori sta tagliando di netto i costi rinunciando in molti casi anche alla rimonta (non stanno allevando agnelli).

Nel centro Sardegna (Oristanese e Nuorese) e nel sassarese la riduzione del latte è leggermente contenuta e si attesta intorno al 20 per cento. In media negli ovili dove lo scorso anno in questo stesso periodo si mungevano 200 litri di latte adesso si è scesi a 160.

«Purtroppo, è un quadro che conosciamo troppo bene – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. I tanti fattori negativi che si sono condensati quest’anno hanno indebolito il comparto costringendolo a tagliare le spese e rendendo le greggi meno produttive. E’ un cane che si morde la coda. La notizia positiva arriva dalle vendite del Pecorino romano, con il prezzo che è salito e continua a salire. Le ultime rilevazioni di Clal pubblicate dopo la presentazione del nostro Dossier sul latte lo danno a 7,25 euro al kg, +1% rispetto a cinque giorni prima. Questi sono tutti elementi che diamo ai pastori affinchè li valutino e abbiano gli strumenti per poter contrattare o ricontrattare il proprio latte.»

«Il prezzo del latte deve salire – sostiene il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -, è lo stesso mercato, sbilanciato questa volta sulla richiesta di latte che scarseggia che lo chiede. Un contributo positivo è sicuramente stato dato anche dal pegno rotativo che ha contribuito a sbloccare il mercato del Pecorino romano, congestionato dalla sovrapproduzione dell’annata 2015-2016. Ma proprio per questo adesso non è più rinviabile una cabina di regia per gestire le produzioni di latte e formaggio.»

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Tre appuntamenti per riscoprire la vita e l’opera di Giuseppe Agus, violinista cagliaritano che a metà del Settecento decise di abbandonare il posto nella Cappella civica della sua città per trasferirsi a Londra.

A organizzarli è l’associazione culturale Echi lontani che, insieme con il Conservatorio di Cagliari, sabato 16 e domenica 17 dicembre propone i concerti “Giuseppe Agus. Dall’isola all’isola: la Cagliari del Settecento in viaggio incontra la Londra musicale”. Il 18 dicembre è in programma, invece, “Giuseppe Agus: violinista cagliaritano a Londra e Parigi nel ‘700”, l’occasione per presentare la ristampa di una partitura originale di Agus, recentemente acquistata da un antiquario statunitense.

I tre incontri sono gli ulteriori passaggi del progetto triennale, partito l’anno scorso, volto a far emergere una volta per tutte la figura di Giuseppe Agus. Il musicista cagliaritano ha lasciato, infatti, un’eredità importante, riuscendo a ritagliarsi un posto di primo piano nel vivacissimo panorama culturale della Londra di quegli anni, e dopo anche in quello di Parigi.

L’appuntamento di domani è nella suggestiva chiesa di Santa Maria del Monte, nel quartiere  Castello, dove alle 21.00 si terrà il primo dei due concerti che vedrà protagonisti L’Apothéose & Bizzarria Ensemble (composti da Attilio Motzo e Sara Meloni al violino barocco, Enrico Di Felice al flauto traverso barocco, Alessandro Palmeri al violoncello barocco e Alessandra Artifoni al Clavicembalo). Il programma, oltre a musiche di Giuseppe Agus, proporrà anche brani di Georg Friedrich Händel e Francesco Xaverio Geminiani.

Domenica alla stessa ora, sempre nella Chiesa di Santa Maria del Monte, arriva la seconda parte dell’omaggio musicale ad Agus: il programma spazierà da Joseph Marie Clément Dall’Abaco a Karl Friedrich Abel, da Georg Friedrich Händel a John Stanley e Johann Adolph Hasse, senza dimenticare il musicista nostrano. Protagonisti saranno ancora una volta L’Apothéose & Bizzarria Ensemble.

L’ultimo appuntamento di questo piccolo trittico dedicato a Giuseppe Agus è lunedì, alle 11.00, nell’aula magna del Conservatorio di Cagliari con l’incontro “Giuseppe Agus: violinista cagliaritano a Londra e Parigi nel ‘700”. Dopo i saluti del direttore e del presidente dell’istituzione musicale, Giorgio Sanna e Gianluca Floris, dell’assessore comunale della Cultura, Paolo Frau, del  responsabile relazioni esterne della Fondazione di Sardegna, Graziano Milia, e del direttore artistico del Festival Echi lontani, Dario Luisi, sarà presentata in anteprima la ristampa, risalente al 1760 circa, delle “Sonate a Violino solo e Basso di Giuseppe Agus”, recentemente acquistata dall’associazione Echi lontani.

Seguirà un intervento della musicologa Myriam Quaquero che illustrerà gli ultimi aggiornamenti sulle ricerche in corso attorno alla figura di Agus. Una figura ancora in gran parte avvolta da molti punti oscuri: le ultime ricerche condotte dalla musicologa Myriam Quaquero hanno permesso di acclarare che il violinista sardo nel 1775 si trasferì da Londra a Parigi per sfuggire ai suoi creditori, riuscendo ad acquisire notevole importanza anche nel tessuto musicale della capitale francese. Un fatto che fa cadere l’ipotesi secondo cui in quegli anni Agus si trovasse a Londra accusato di un tentato stupro. Ancora: da alcuni spartiti trovati nel Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli è emerso che Agus potrebbe aver compiuto qui i suoi studi. E’ da acclarare tuttavia se quelle trascrizioni siano veramente attribuibili a lui o piuttosto al figlio Joseph Francis.

Questi sono solo gli ulteriori frammenti di un percorso alla riscoperta dell’artista sardo, che andranno a costituire, insieme alla copia di spartito recentemente acquisita, un apposito “Fondo Agus” dell’Associazione Echi lontani che sarà custodito nel “Pierluigi da Palestrina”.

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Si è conclusa la prima fase di selezione dei candidati alla progettazione del nuovo stadio: in questi mesi il Cagliari Calcio ha ricevuto 25 proposte, provenienti da studi nazionali e internazionali, per realizzare l’impianto del futuro, quello che prenderà il posto dello stadio Sant’Elia. Dopo un’accurata e attenta analisi il club ha individuato – nel rispetto dei tempi preannunciati – tre studi di progettazione che dovranno ora proporre il proprio innovativo concept design della nuova Casa del tifo rossoblù.

I tre gruppi che parteciperanno alla seconda fase di selezione sono: J+S con One Works, Sportium e Tractebel.

J+S e One Works, società di progettazione e consulenza, si avvalgono della collaborazione degli architetti portoghesi Gonçalo Byrne e João Nunes, di Deerns e dello Studio Majowiecki.

Sportium, società consortile, ha come soci Progetto CMR, Ideas, B&L e David Manica, architetto statunitense specializzato nella progettazione di stadi e arene.

Tractebel, società di ingegneria del gruppo Engie, ha come partner lo studio di architettura polacco JSK Architekci, che ha contribuito a elaborare il progetto preliminare del nuovo impianto.

Si apre ora una seconda fase nella quale ai progettisti selezionati verrà chiesto di presentare – entro il 12 febbraio 2018 – una proposta di concept dello stadio, coerente con le linee guida stabilite dal club. Nel corso delle settimane successive, sulla base dell’analisi dei progetti presentati, verrà assegnato l’incarico definitivo.

Il Cagliari Calcio coinvolgerà i suoi tifosi e le Istituzioni nel processo di scelta finale.

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Gavino Carta, 52 anni, sassarese, è il nuovo segretario regionale della Cisl. E’ stato eletto oggi dal Consiglio generale, riunito nella sala convegni del THotel di Cagliari alla presenza del segretario nazionale Annamaria Furlan, con 93 voti a favore. Subentra a Ignazio Ganga, entrato a far parte nelle scorse settimane della segreteria nazionale con deleghe alla Previdenza, Fisco e Pubblico impiego.

 

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«Se in Sardegna il centrodestra vuole offrire una novità politica, Energie Per L’italia di Stefano Parisi all’interno di una lista che raggruppi diversi movimenti moderati e di centro potrebbe rappresentare  una grande opportunità». Lo ha detto il coordinatore  regionale di Energie Per L’Italia, Tore Piana durante un incontro svoltosi stamane, alla presenza di Elena Vidili, coordinatrice di Energie Per L’italia, e altri dirigenti locali con un gruppo di imprenditori, artigiani e commercianti svoltosi a Sassari nella zona industriale per discutere su alcune problematiche legate alla troppa pressione fiscale e ai trasporti. Durante il confronto si è discusso sulla presenza  della  nuova aggregazione politica nel centrodestra, che sarà presente alle prossime elezioni politiche e si prepara per le elezioni regionali del febbraio 2019 con proprie liste, che si chiama “Energie Per L’Italia” e che viene contraddistinta dal colore giallo del proprio simbolo.

«Tra coloro che non vanno più a votare – spiega Tore Piana – ci sono molti ex elettori del centrodestra, anche del mondo delle attività produttive, delusi dai partiti tradizionali, che tuttavia non voterebbero mai per la sinistra o per Grillo. Una nuova aggregazione può quindi essere un progetto interessante in grado di riportare molti italiani e Sardi di area liberaldemocratica al voto.»

«Da parte degli imprenditori – conclude Tore Piana – è stato auspicato che il nuovo soggetto politico prenda forma e si presenti con il simbolo totalmente nuovo, idee e proposte liberali, ma soprattutto facce nuove e credibili in grado di convincere gli elettori. Servono donne e uomini che incarnino quelle proposte di libertà, per combattere prima nei collegi e nelle liste proporzionali e dopo in Parlamento.»

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Nel Campidano, nel Sarrabus, negli stagni di Cabras, Espedito Murgia, noto Editu, è stato un suonatore di launeddas atipico: di certo per la sua provenienza geografica, distante dalle zone di pianura considerate le patrie dei maestri. Era infatti un suonatore di montagna, della Barbagia di Seulo, di inizio Novecento: nei paesi dell’interno allora gli esperti erano rari e la melodia dello strumento a canne relegata a qualche festa patronale. Ad impressionare tziu Editu, classe 1912, fu proprio un maestro del Sarrabus: Giuseppinu Lara, padre di Emanuele e Antonio. È ormai trascorso un secolo da quelle sonate e gli strumenti sono molto diversi dagli attuali: di certo meno standardizzati. Anche le tecniche sono mutate, come ricorda lo stesso Murgia in un’intervista del 1982 dove racconta che Lara-padre non legava “su tumbu” a “sa mancosa manna” e, contrariamente a come fanno tutti al giorno d’oggi, teneva “sa mancosedda” con la mano sinistra.  

Alla figura straordinaria, di frontiera, di tziu Editu Murgia l’associazione culturale Iscandula – che da oltre trent’anni promuove la musica delle launeddas – con la collaborazione della Regione Sardegna e del comune di Seulo – ha realizzato alcune ricerche sulla sua biografia e sui materiali lasciati in eredità. I risultati degli studi (anche su documenti video, fotografici e audio) saranno illustrati durante un evento pubblico, nel suo paese. Si cercherà di tratteggiare il profilo del suonatore e del poeta dalla lunga carriera, conclusasi – tenendo fede alla leggendaria longevità dei seulesi – quando ormai era centenario, nel 2012. Durante l’incontro prima si parlerà delle scoperte e delle testimonianze dirette sul suo lavoro, a seguire ci sarà un concerto sulle note di launeddas e fisarmonica, una festa di musica e balli. L’appuntamento è per sabato 16 dicembre, alle 17.00, nella sala polivalente di Seulo, in via San Pietro.

Il programma. A introdurre le relazioni i saluti di Enrico Murgia, sindaco di Seulo, di Eugenio Lai, vice presidente del Consiglio regionale e di Maria Murgia, nipote di Tziu Editu. I lavori inizieranno quindi con l’intervento di Dante Olianas, presidente dell’associazione culturale Iscandula, che illustrerà la storia del Maestro e introdurrà un’intervista sonora da lui rilasciata nel 1982, nonché le pubblicazioni finora realizzate. La parola passerà quindi a Gianluca Piras, suonatore di launeddas e ricercatore che presenterà ‘Is sonus de Tziu Editu’, ossia ‘I suoni di Tziu Editu’: misurazioni, analisi e catalogazioni degli strumenti originali. Dalle caratteristiche tecniche al materiale multimediale: Pietro Frau, curatore della mostra dedicata a Murgia, scandirà aneddoti e curiosità sulle fotografie storiche e i filmati raccolti durante la ricerca. Spazio poi alla figura del maestro-poeta: Dario Loddo, racconterà il percorso dall’idea alla alla pubblicazione del libro ‘Poesias ‘e Barbagia e sa Martinica’ di Espedito Murgia, da lui curato curato e stampato dalla Tipografia TAIM di Cagliari. Infine, Piersandro Pillonca, giornalista e ricercatore della cultura sarda, partendo dal prodotto editoriale parlerà dell’immaginario poetico di Murgia e del suo stile.  

Lasciati da parte gli studi è tempo di concerti e di musica tradizionale isolana: si ballerà sulle note delle launeddas suonate da Gianluca Piras e Michele Deiana, alla fisarmonica Celio Mocco.

Biografia di tziu Editu Murgia.

Dopo l’illuminazione da giovanissimo, tziu Editu Murgia seguì in parte la scuola del Sarrabus: si trasferì prima a San Vito come servo pastore a venti anni e comprò un strumento da tziu Antoni Lara, era il 1932. Continuò via via con altri maestri anche una volta tornato a Seulo: firmò un contratto con un altro suonatore di launeddas di Villaputzu che abitava a Gergei, Giunchinu ‘e Seu. Secondo le regole del tempo si trasferì a casa sua e imparava sia il mestiere di calzolaio, sia quello di suonatore di launeddas. Poi la malaria – allora molto comune – lo costrinse a uno stop forzato. Ma il legame di Murgia con lo strumento restò forte, tanto da riprendere più tardi a Decimo da un maestro originario di Villaputzu, Agostinu Acca. Una vita di frontiera la sua: suonatore di Barbagia, distante e in parte isolato dal fermento musicale del Campidano si esibiva in tutti i paesi del circondario fino alle trasferte e ai concerti in Italia e, negli anni Settanta, la registrazione di un LP. Una lunga carriera che gli ha permesso festeggiare i cento anni nel 2012 con la moglie, gli amici e i paesani.

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I positivi sviluppi della vertenza Alcoa sono salutati «con partecipata soddisfazione» dalla RSU Eurallumina, da anni impegnata nell’altra grande vertenza per il lavoro nel territorio del Sulcis Iglesiente.

«Confermiamo l’auspicio di una definitiva acquisizione dello stabilimento di alluminio primario da parte di altro soggetto imprenditoriale  e che il processo di riavvio delle produzioni sia il più rapido possibile – si legge in una nota diffusa in serata -. Il giusto riconoscimento per tutti quei lavoratori che con la loro “resistenza”, mai hanno cessato e cesseranno a seconda degli sviluppi del percorso intrapreso, l’impegno ed i sacrifici per impedire che venga cancellata la possibilità di riappropriarsi del proprio lavoro e che si materializzi l’abbandono di queste strategiche produzioni – aggiunge la RSU Eurallumina -. A loro vanno accomunati tutti coloro che ne hanno sostenuto, nei rispettivi ruoli e ambiti, le legittime rivendicazioni.»

«Certi che la conclusione positiva di tutte le vertenze aperte, ognuna con le proprie specificità, il consolidamento, il rilancio, lo sviluppo di tutto il polo industriale con la filiera dell’alluminio, dei non ferrosi e del comparto energetico, siano determinanti per il superamento della grave crisi che ha colpito in modo particolare il territorio del Sulcis Iglesiente, e che insieme alla valorizzazione di tutti i settori economico produttivi, sino ad oggi troppo marginalizzati, segnino un nuovo corso per una reale economia integrata mirata alla crescita ed allo sviluppo economico e sociale del territorio – conclude la RSU Eurallumina -. La lotta paga…sempre!!!»

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Il nuovo appalto di Igiene urbana di Sant’Antioco approvato dalla Giunta Locci non piace al consigliere di minoranza Massimo Melis.

«Con la delibera n. 158 del 30 novembre scorso, la Giunta municipale, guidata dal sindaco Ignazio Locci, ha approvato il nuovo progetto di Igiene urbana da mandare in gara – scrive Massimo Melis in una nota -. La novità rispetto al passato, in ossequio alla delibera del Consiglio comunale degli ultimi mesi di mandato della Giunta Corongiu, è dettata dal Bando unico, con il comune di Calasetta, per la gestione del servizio. Per quanto riguarda Sant’Antioco, da un’analisi degli elaborati, emerge immediatamente la pressoché totale uguaglianza dei documenti, una vera e propria fotocopia, rispetto a quelli approvati dalla Giunta Corongiu nel 2011. Tale fenomeno palesa l’evidente incapacità, dell’organo politico in carica, di realizzare un disegno, con il nuovo progetto di Igiene urbana, che sia in linea con le aspettative della collettività, costi-benefici.»

«Mettendo a confronto i costi del progetto approvato nel 2011 e di quello approvato lo scorso 30 novembre, salta subito all’occhio un incremento, nei costi del nuovo progetto, di  € 137.709,34, che moltiplicato per 5 anni di appalto, produce un aggravio di spesa totale pari a €.688.546,70 – aggiunge Massimo Melis -. Analizzando poi da dove arrivano i maggiori costi, scopriamo, in maniera imbarazzante, che questi scaturiscono da servizi che oggi sono resi gratis alla collettività. Infatti, buona parte dei maggiori costi scaturisce da:

• Raccolta degli oli esausti e degli abiti usati: questo servizio offerto oggi gratuitamente, con il nuovo appalto verrà a costare annualmente in più €.23.906,22. A dire che le ditte del settore offrono questo servizio gratuitamente, pagando addirittura il suolo pubblico per il posizionamento dei contenitori.

• Raccolta panni: attualmente il servizio viene svolto in maniera gratuita senza limiti di utenza. In base a quanto prevede il progetto approvato dalla Giunta Locci, per i prossimi 5 anni costerà annualmente in più alla collettività € 30.081,26, inoltre non dovrà superare le 50 utenze attive altrimenti aumentano i costi.

• Raccolta rifiuti prodotti nelle spiagge: questo servizio, riferito allo svuotamento dei cestini posizionati nelle spiagge, non alla pulizia delle spiagge, fino al 2015 veniva svolto dalla ditta che si occupava dei parcheggi nelle spiagge. Successivamente il comune ha pagato maggiori costi alla ditta che gestisce l’appalto di Igiene Urbana in paese. In base a quanto prevede il progetto approvato dalla Giunta Locci, per i prossimi 5 anni costerà annualmente in più alla collettività € 27.980,38. Compreso nel nuovo costo anche la fornitura ed il posizionamento di 12 postazioni per la raccolta dei rifiuti.»

«In ultimo, il nuovo progetto prevede la rimozione di 2.000 kg annui di amianto da discariche abusive. Attualmente lo stesso servizio viene fornito gratuitamente dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto, infatti la stessa l’ha inserito come offerta migliorativa. In sintesi – conclude Massimo Melis – queste novità partorite dalla Giunta Locci con il nuovo progetto di Igiene urbana, pochine e inopportune, produrranno solo maggiori costi senza contestualmente garantire maggiori servizi.»

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PACI FINANZIARIA
«Lavoriamo da mesi a questo Piano per il lavoro, non c’è nessuna presa in giro, non ci siamo fatti incalzare da nessuno, parliamo di soldi veri e immediatamente spendibili. Credo che questo sia uno dei punti più qualificanti di questa Finanziaria, e ribadisco la nostra disponibilità e apertura sulle tematiche importanti che ci vengono proposte anche nel dibattito in aula.»
L’ha detto l’assessore del Bilancio Raffaele Paci, rispondendo nell’aula del Consiglio regionale per presentare il Piano LavoRas da 127,9 milioni di euro (e 70 per ciascuno dei prossimi due anni).
«Siamo ben consapevoli del fatto che il lavoro sia il problema in assoluto più importante della Sardegna e in questi anni abbiamo indirizzato tutto il nostro impegno in questa direzione, la stessa in cui si incanala questo Piano per il Lavoro – ha sottolineato Raffaele Paci -. Certo per favorire la crescita e lo sviluppo servono anche altri interventi e li stiamo facendo, per esempio i bandi per le imprese da 250 milioni in due anni o le infrastrutture, ma questo Piano è estremamente importante, mette a sistema finanziamenti regionali, nazionali ed europei ancora liberi che stiamo programmando con questa finalità.»
«In 30 giorni, quindi in tempi rapidi, la Giunta identificherà le metodologie e le tematiche principali su cui intervenire attraverso cantieri e bonus occupazionali – ha aggiunto Raffaele Paci -. Per esempio ambiente, archeologia, decoro urbano, e poi catasto e reti tecnologiche. Con una grande, costante, consapevole attenzione al digitale, che sappiamo bene quanto sia fondamentale, tanto che abbiamo dato vita al Digital Innovation Hub con Confindustria e abbiamo pubblicato qualche mese fa un bando da 25 milioni dedicato all’alta tecnologia le cui risorse sono andate soprattutto al settore digitale. Sappiamo che questo è il futuro, ma sappiamo anche che i 50enni espulsi dal mercato del lavoro hanno esigenze diverse da quelle dei giovani, e noi abbiamo il dovere di aiutarli con interventi specifici e mirati.»
«Abbiamo lasciato questo Piano volutamente aperto a ulteriori contributi, e sarà sottoposto a un monitoraggio trimestrale per controllarne l’andamento. Stiamo dando risposte che anche questa stessa Aula ci ha chiesto di dare a giovani e ai meno giovani, a chi sta cercando lavoro e a chi l’ha perso, a chi il lavoro lo sta perdendo e deve già pensare a una nuova occupazione, alle donne per garantire servizi che permettano loro di potersi inserire con serenità nel mondo del lavoro. In aggiunta a questi 127 milioni ce ne sono 22 per le politiche di conciliazione, 41 per Parco geominerario, liste speciali, Olmedo, Tossilo e Foresta Burgos, più il centinaio di milioni per le politiche attive a partire dalla flexicurity. Ce la stiamo mettendo tutta – ha concluso il vicepresidente della Regione – e sono convinto che si possa lavorare insieme al Consiglio nelle prossime settimane per chiudere un Piano per il lavoro efficace e capace di dare le risposte che tutti stanno aspettando.»

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Il Consiglio regionale ha esaminato questo pomeriggio gli emendamenti all’articolo 1 della Manovra Finanziaria.

Sull’emendamento 105 l’on. Edoardo Tocco (FI) ha annunciato il voto favorevole e ha detto: «Non c’era fretta di approvare a tappe forzate questa manovra, sarebbe stato opportuno dare più tempo alla commissione».

Sempre per Forza Italia l’on. Marco Tedde ha ribadito: «Il giudizio sulla manovra è sempre più negativo, visto che in commissione avete appena approvato gli emendamenti mancetta, le cosiddette marchette pre elettorali. Molte delle quali pesantissime e gridano vendetta. Vi abbiamo chiesto di valutare le esigenze dei Comuni e ve lo ha chiesto il Cal: voi avete speso 40 milioni di euro in mancette».

L’on. Giuseppe Fasolino (FI) ha detto: «Non voglio credere alle mancette elettorali né ai contributi solo per certi territori. Ma è la finanziaria tutta che è sbagliata e il Cal vi sta dicendo come devono essere spese queste risorse negli enti locali».

Per l’on. Paolo Truzzu (Sardegna), invece, «si è persa l’occasione di sfruttare al meglio questa finanziaria e invece ancora una volta vi state attivando su una distribuzione a pioggia e a soddisfare interessi particolari. Lo abbiamo visto anche questo pomeriggio in commissione: persino emendamenti importanti della maggioranza sono stati respinti». 

Anche l’on. Mariano Contu (FI) ha criticato il provvedimento ed ha citato il primo intervento di Gavino Carta, nuovo segretario regionale della Cisl, secondo cui «la massa manovrabile del bilancio è bassa a causa dei costi obbligati della sanità». Secondo l’on. Mariano Contu «l’importante è anche mettere a disposizione in fretta le risorse stanziate per il piano del lavoro, perché i sardi hanno bisogno di interventi duraturi ma anche rapidi».

Per l’on. Gianluigi Rubiu (Udc) «il voto all’emendamento 105 sarà favorevole perché questa manovra ha una visione distorta della realtà e non centra il vero obiettivo: cioè il lavoro, che è la madre di tutti i problemi della Sardegna. Questa maggioranza è troppo lontana dai problemi della gente».

L’on. Luigi Crisponi (Riformatori) ha esordito così: «Sembra che il centrosinistra abbia una sorta di psicosi per le elezioni. E’ meglio se invece le si affronta con calma, evitando le mancette da elezioni e l’ansia di arrivare a marzo prossimo temendo di presentarsi in braghe di tela. State evitando di andare a una discussione franca e serena con l’opposizione».

Sempre per i Riformatori l’on. Cossa ha annunciato il voto favorevole alla soppressione dell’articolo 1 e ha denunciato il rischio di un blocco dei voli aerei su Cagliari e della stagione turistica 2018.

Per il capogruppo di Forza Italia, on. Pietro Pittalis, «si stanno destinando risorse del bilancio ordinario per il cofinanziamento di programmi dell’Unione europea ma se fossi in un consigliere regionale del centrosinistra mi preoccuperei del tipo di delega che state dando all’assessore alla Programmazione, senza che il Consiglio regionale possa esercitare il controllo».

Sullo stesso argomento ha preso la parola l’on. Angelo Carta (Psd’az) che ha illustrato i dati di questa partita finanziaria in capo all’assessore al Bilancio: «Dell’efficacia di questi fondi ha parlato questa mattina l’assessore Paci, rilevando che soltanto la metà delle somme impegnate in passato è stata spesa».

Per l’on. Stefano Tunis (FI) «sarebbe bello sentire l’assessore Raffaele Paci spiegarci com’è andata sino a oggi la spesa dei fondi comunitari», mentre per l’on. Attilio Dedoni «non si capisce perché il Consiglio regionale non debba occuparsi della programmazione dei fondi, posto che la gestione in capo alla giunta e alla burocrazia regionale ha mostrato soltanto ritardi della spesa. E in agricoltura ne sanno qualcosa di  erogazioni ritardate».

L’emendamento 105 è stato respinto.

Sull’emendamento 106 il capogruppo di Forza Italia, on. Pietro Pittalis, ha chiesto al presidente Gianfranco Ganau: «Approvando la disposizione stiamo approvando anche le tabelle A, B e C: è corretto? Non verranno dunque modificate successivamente le tabelle?».

Il presidente Gianfranco Ganau ha risposto: «Le tabelle si votano a parte e sono emendabili. Dunque, nulla osta ora alla discussione dell’articolo e dei suoi commi».

Per l’on. Edoardo Tocco (FI) «è necessario che la Giunta si faccia dare dallo Stato e dal Governo quel che è dei sardi» mentre per l’on. Giuseppe Fasolino (FI) «viene quasi la voglia di fare ostruzionismo a questa finanziaria davanti al vostro menefreghismo. Avete una fretta assurda: state gestendo i soldi dei sardi. Riportate in commissione la manovra».

Anche l’on. Marco Tedde (FI) ha stigmatizzato «il silenzio plastico della maggioranza e non riusciamo a capire se voi della maggioranza non avete argomenti o se siete satolli dopo aver lanciato la rete e pescato tanti emendamenti».

Sull’ordine dei lavori l’on. Luca Pizzuto (Sinistra) ha detto: «Lo straordinario riavvio dello stabilimento Alcoa, sancito oggi dal governo, è un risultato straordinario e insperato. Per questo esprimo la mia gioia per questo e chiedo al presidente di informare l’Aula su questo».  

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis ha replicato al consigliere Luca Pizzutto (Art.1-Sdp) “il risultato di cui di compiace non è in ogni caso una sua vittoria ma di tutti coloro che si sono impegnati nella vertenza Alcoa”. Pittalis ha inoltre escluso intenti ostruzionistici da parte della minoranza ed ha rilanciato l’accusa all’onorevole Pizzutto: «Di fatto introducendo un argomento diverso dalla finanziaria cerca di provocando una serie di interventi fuori tema». Il consigliere di Fi, Stefano Tunis, ha invitato il presidente della Giunta a riferire sulle eventuali novità sulla vicenda Alcoa.

Il presidente Francesco Pigliaru ha raccolto l’invito ed ha spiegato che si registrano positivi passi in avanti per la definizione della vertenza e che “si è dinanzi ad una prospettiva più positiva di quella trovata quattro anni fa”. Il presidente ha quindi informato l’Aula che è in programma una deliberazione apposita della Giunta in vista di un accordo di programma.

Il consigliere Tunis ha quindi ringraziato il presidente Francesco Pigliaru ed ha affermato: «Ringrazio per la precisazione che di fatto smentisce le dichiarazioni dell’onorevole Luca Pizzuto sulla riapertura della fabbrica dell’Alcoa a Portovesme».

Il capogruppo di Forza Italia, Pittalis, è ritornato sul secondo comma dell’articolo 1 e sulle tabelle a,b, e c ed ha evidenziato l’esiguità dei fondi a disposizione per l’edilizia abitativa: «Stanziate solo 8 milioni di euro contro uno stanziamento storico di oltre 20 milioni di euro».

Il capogruppo di “Sardegna”, Paolo Truzzu, ha dichiarato voto a favore dell’emendamento ed ha espresso solidarietà al sindaco di Desulo nei confronti del quale è stata richiesta una condanna di sei mesi per al nota vicenda del pascolo brado nella lotta contro la peste suina.

Il capogruppo del Psd’Az, Angelo Carta, ha dichiarato voto favorevole ed ha confermato la volontà di “entrare nel vivo della manovra”. «Non puntiamo a rallentare i lavori – ha affermato l’esponente della minoranza  ma cercare di comprendere a fondo la finanziaria che la maggioranza ha esaminato per conto proprio».

Il consigliere dei Riformatori sardi, Michele Cossa, ha dichiarato voto ed ha segnalato alcuni voci delle tabelle a, b, e c, per evidenziarne l’esiguità delle risorse: «Cito ad esempio il capitolo relativo ai passeggeri non residenti delle isole minori e lo zero nelle risorse destinate alla fetopatia alcolica per la quale è stata approvata un’apposita legge in questa legislatura». A giudizio di Michele Cossa sono modesti anche gli stanziamenti per il servizio radiotelevisivo e i programmi in lingua sarda.

Posto in votazione l’emendamento 106=305=684 non è stato approvato con 28 contrari e 16 favorevoli.

Annunciata la votazione dell’emendamento sostitutivo parziale n. 206 è intervenuto il consigliere Marco Tedde (Fi) per mettere l’accento sulla questione della programmazione ricordando le critica in proposito rivolte anche dal Cal. L’esponente della minoranza ha denunciato inoltre “l’inserimento di risorse senza specifica destinazione”. «È inconcepibile – ha concluso Marco Tedde – che mettiate da parte 40 milioni in un portafoglio senza che si sappia cosa volete farne». A favore dell’emendamento anche Alessandra Zedda (Fi) che ha chiesto all’assessore paci di indicare “almeno una delle opere realizzate con il muto da 700 milioni contratto in avvio di Legislatura per le opere pubbliche”. Mariano Contu (Fi) ha dichiarato voto favorevole ed ha lamentato il ritardo nella spendita e nella programmazione dei fondi europei. Stessa posizione è stata espressa dal capogruppo Udc, Gianluigi Rubiu, che ha stigmatizzato la lentezza nei processi di spesa e l’assenza di un efficace crono programma degli interventi. Paolo Truzzu (Sardegna) ha insistito sulla quantità e sulla qualità della spesa delle risorse comunitarie ed ha auspicato maggiore collaborazione tra le amministrazioni pubbliche, la Regione e gli Enti locali. Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha spiegato che l’emendamento riporta ad una cabina di regia regionale la programmazione dei fondi ed ha affermato: «Continuiamo a lamentarci dell’Europa dei burocrati senza però che rispetto a questo stato di cose ci sia un atteggiamento reattivo della classe politica sarda». A favore, anche Luigi Crisponi (Riformatori): «L’emendamento merita l’attenzione di tutto il Consiglio perché vuole riscrivere l’utilizzo dei fondi comunitari per una migliore spesa». Angelo Carta (capogruppo Psd’Az) ha rimarcato l’importanza del comma 2 («introduce un argomento importante, i fondi europei e il rapporto tra la Sardegna e l’Europa») ed ha sottolineato la spesa record che in agricoltura vanta la Regione Veneto per confrontarla con quella assai più ridotta della Sardegna.

Il consigliere Michele Cossa, dei Riformatori, ha messo in evidenza che «c’è un problema enorme nei processi di spesa per l’agricoltura perché da anni si verifica che, dopo la pubblicazione dei bandi, le pratiche si ingolfano e non si riesce ed erogare le risorse, col risultato che in alcuni anni non arriva un euro e in altri si accelera moltissimo».

Il consigliere di Forza Italia Giuseppe Fasolino ha ricordato che «l’opposizione ha rivolto alla finanziaria una serie di critiche soprattutto sulla destinazione di 40 milioni definiti da qualcuno mancette, ma al di là delle definizioni è comunque preoccupante che le risorse siano distribuite a seconda delle indicazioni di alcuni consiglieri di maggioranza; lo stesso Cal ha suggerito la distribuzione di queste risorse per aree strategiche e noi condividiamo questa impostazione seria, privilegiando le aree della Sardegna più in sofferenza».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, riprendendo il tema sollevato dal collega Pittalis di certi comportamenti istituzionalmente non corretti, ha criticato «l’eccessivo accentramento delle procedure presso l’assessorato della Programmazione e la marginalizzazione del Consiglio, un modo di procedere che va assolutamente modificato».

Il consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco ha affermato che «il sistema della programmazione va decisamente snellito e semplificato istituendo per esempio uno sportello per le imprese all’interno dell’assessorato, soprattutto per le pratiche che riguardano l’agricoltura, in modo da assicurare la migliore spesa dei fondi ed un impatto positivo sul sistema regionale».

Il consigliere Fabrizio Anedda (Misto-Sinistra sarda) ha detto fra l’altro che «parlando di marchette indubbiamente ci sono alcuni maestri». Nel merito della proposta, ha sostenuto che «il problema non è tanto l’accentramento presso l’assessorato della Programmazione quanto che le risorse siano destinate realmente allo sviluppo ed all’occupazione».

Messo ai voti l’emendamento è stato respinto.

Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame dell’emendamento n. 439.

Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde, sempre in tema di programmazione, ha sostenuto che «nella manovra emerge l’aumento delle entrate tributarie per circa 120 milioni di euro e riteniamo, a differenza della maggioranza, che una parte di questi fondi debbano andare ad aumentare la dotazione del Fondo unico degli Enti locali».

Sempre per Forza Italia il consigliere Giuseppe Fasolino ha messo in luce l’importanza dell’efficacia della spesa regionale «perché, nel sistema attuale, le risorse non arrivano a destinazione o arrivano molto tardi con risultati del tutto negativi per la comunità e soprattutto per le fasce più deboli; c’è un deficit della programmazione sul quale occorre intervenire altrimenti i fondi finiranno nelle aree più forti».

Ancora per Forza Italia, il consigliere Mariano Contu ha lamentato che «nell’ambito del Fondo sociale europeo, con una dotazione di 444 milioni di euro, è stato programmato solo il 65% ma non si capisce quanto effettivamente sia stato speso né si conoscono i risultati ottenuti con le risorse assegnate; anzi l’esperienza insegna che questi fondi potrebbero essere un bluff».

La vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha messo l’accento sul fatto che «non si possono migliorare le procedure di spesa con inutili appesantimenti burocratici, i progetti sono coperti da risorse regionali e nazionali che però non arrivano a destinazione determinando una attesa che in alcuni casi dura anche tre o quattro anni, un periodo nel quale molte aziende spariscono addirittura dal mercato».

Il consigliere Edoardo Tocco, di Forza Italia ha ricordato che «purtroppo di risorse non spese la Sardegna è piena anche quando certi progetti dovrebbero avere priorità come nel caso del programma Garanzia giovani, o quando iniziative di formazione come quelle per alcune professioni sanitarie si rivelano inutili perché non garantiscono sbocchi occupazionali».

Il capogruppo del Psd’Az Angelo Carta ha ricordato che «il raffronto con le altre Regioni dell’Unione europea è impietoso per la Sardegna che le ultime rivelazioni segnalano nelle ultime posizioni ed in ulteriore arretramento; il tema della velocità della spesa è quindi centrale ma, nella manovra, è stato ignorato e sottovalutato questo fondamentale punto di debolezza del sistema regionale».

Il consigliere dei Riformatori sardi Luigi Crisponi ha detto che «l’emendamento cerca di aggredire il nervo scoperto della programmazione europea, certamente meno efficace rispetto al recente passato; ciò dipende dalla debolezza dei progetti e dalla loro distanza dalle reali esigenze dei territori, sarebbe stato meglio che il Cal si fosse potuto esprimere su questo tema per poter rilanciare i sistemi locali».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha collocato l’emendamento nell’ambito della riflessione complessiva proposta dall’opposizione che la maggioranza finora non ha accolto. Prevale, ha affermato, «un alone di vergogna in alcuni consiglieri di maggioranza che stanno facendo finta di non vedere cosa sta succedendo nella manovra a proposito dei fondi europei».

Messo ai voti, l’emendamento è stato respinto.

Successivamente il presidente ha tolto la seduta. I lavori riprenderanno domattina alle 10.00.