12 September, 2026

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L’81,4% dei campioni prelevati dai suini abbattuti lo scorso 3 gennaio in agro di Orgosolo è risultato sieropositivo alla peste suina africana e oltre il 5% virus positivo, con la malattia in corso. Il report è stato comunicato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale, incaricato di effettuare i test di laboratorio, all’Unità di progetto per l’eradicazione della PSA in Sardegna. Ben 105 campioni sieropositivi su 129 sottoposti alle analisi (i capi depopolati erano stati 215) hanno confermato la forte presenza della malattia fra gli animali lasciati al pascolo brado illegale dove il virus continua ad alimentarsi e a muoversi indisturbato fra i branchi di maiali bradi e fra suini bradi e cinghiali. «Dai numerosi dati elaborati in quest’ultimo mese sui capi abbattuti fra Barbagia e Ogliastra – hanno spiegato dall’IZS – l’agro di Orgosolo sembra proprio essere l’epicentro più pericoloso della PSA in Sardegna. La forte e costante endemicità della malattia riscontrata nei branchi dei maiali abbattuti in quei territori dimostra che se non si interrompe subito il pascolo brado, e quindi la continua trasmissione del virus fra maiali e maiali e fra maiali e cinghiali, rischiamo di tenerci la peste suina africana per sempre». 
Il risultato dell’81,4% di sieropositività conferma di fatto l’andamento riscontrato nei controlli elaborati nell’ultimo mese sui capi depopolati. Un dato pericolosissimo che si muove su una forbice tra il 71,6% e il 100% di animali interessati dal virus. Unica eccezione, che secondo gli esperti dell’IZS era dovuta al fatto che si trattava di branchi isolati e non a contatto con altri suini, riguarda i maiali abbattuti lo scorso 30 dicembre fra le campagne di Villagrande Strisaili e Talana dove la sieropositività era stata del 5,6%.
Va ricordato che gli interventi di depopolamento non sono dovuti alla presenza o meno della PSA riscontrata nei suini, ma è conseguenza delle normative igienico sanitarie e di quelle previste dal piano di eradicazione della peste suina africana in Sardegna che vietano il pascolo brado illegale in tutto il territorio regionale di suini non registrati, mai sottoposti quindi a controlli sanitari e di proprietà ignota.
L’Unità di progetto rinnova «l’invito, per tutti coloro che detengono maiali non registrati allo stato brado, a voler cogliere l’opportunità di regolarizzare la propria situazione e gli stessi animali, rivolgendosi allo sportello delle attività produttive del proprio comune di residenza. La richiesta spontanea di regolarizzazione da parte degli interessati, consente di evitare le pesanti sanzioni previste dalle norme statali e di poter sanare la situazione esistente con il pagamento di circa 450 euro, qualunque sia il numero di suini registrati. In questo modo – prosegue l’Unità di progetto – gli animali cessano di essere irregolari e possono essere sottoposti ai necessari controlli sanitari, da parte dei Servizi veterinari delle ASSL, che potranno valutare così lo stato sanitario di ogni singolo capo. La possibilità di emergere dalla clandestinità e operare come veri allevatori, alla luce del sole, è concreta, reale e anche semplice: basta volerlo e recarsi quindi negli uffici del proprio comune».

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«Dopo sei mesi dall’incendio che ha colpito la città di Iglesias, nel giugno 2017, ancora oggi in numerose zone, insistono dei focolai.»

La denuncia arriva Valentina Pistis, capogruppo di Cas@ Iglesias in Consiglio comunale e candidata a sindaco per le Amministrative della prossima primavera, che a fine anno è stata contattata da alcune famiglie residenti a Monteponi ed il 31 dicembre ha effettuato un sopralluogo presso il compendio minerario.

«Abbiamo appurato, insieme con alcuni abitanti, che la superficie dell’area (ex fonderia piombo e Pozzo Sella) è sprofondata per circa 40 cm – aggiunge Valentina Pistis -. Inoltre, nonostante il lungo tempo trascorso, vi è ancora del fumo denso e acre che fuoriesce dal terreno. Ho provveduto ad inviare, in data 4 gennaio c.a. una dettagliata segnalazione alle Autorità competenti, chiedendo di effettuare tutte le verifiche necessarie al fine di tutelare la salute dei nostri concittadini. Destinatari della nota: l’Amministrazione comunale, il Corpo forestale e IGEA Spa. Ad oggi, solo quest’ultima ha risposto tempestivamente affermando che stanno “predisponendo i progetti per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e delle prescrizioni fornite dai Vigili del Fuoco”.»

«Continuiamo a chiedere di osservare quanto previsto dalla nostra costituzione e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio che ha rigorosamente fissato i concetti di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. In tal senso, le aree minerarie dismesse rappresentano parte rilevante dell’identità culturale Iglesiente. Un patrimonio culturale da restaurare per recuperarne, da un lato, l’integrità materiale e, dall’altro – conclude Valentina Pistis -, incrementarne la fruizione pubblica, così da trasmettere i valori di cui tale patrimonio è portatore.»

video MONTEPONI 31.12.2017

  

Valentina Pistis

  Capogruppo Cas@ Iglesias

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La Sulcispes Sant’Antioco ha iniziato il nuovo anno con una sconfitta amara al PalaGiacomoCabras, contro la Scuola Basket Cagliari. I lagunari, sono stati avanti solo nel primo quarto, 19 a 12, cedendo nei successivi tre alla crescita: 11 a 28, 20 a 22 e 18 a 21.

«Siamo partiti abbastanza bene, poi abbiamo avuto un calo fisico, dovuto probabilmente alle poche sedute d’allenamento dell’ultimo periodo – spiega coach Paolo Massidda – dal secondo quarto in poi, la prestazione è peggiorata, registrando percentuali al tiro disastrose e diverse pecche in difesa. Questa fase di campionato ci porterà ad affrontare delle gare toste contro avversarie temibili, per cui occorrerà tanto sacrificio per poterle fronteggiare inoltre le assenze incidono ancora, purtroppo non abbiamo il roster al completo e quindi anche questo fattore ci ha penalizzato non poco. Considerazioni a parte – conclude il coach sulcitano -, sabato incontriamo la capolista Sinnai consapevoli che ci aspetta una sfida ostica e, seppur rimaneggiati, daremo certamente il massimo per disputare una buona partita.»

Sulcispes – Scuola Basket Cagliari 68 a 83.

Parziali: 19 a 12, 11 a 28, 20 a 22, 18 a 21.

Sulcispes Sant’Antioco: Cera 2, Rasset 16, Pintus 11, Castiglia 9, Massidda 19, Piras 5, Tosadori 4, Peloso 2, Era 0. All. Massidda.

Scuola Basket Cagliari: Garau 1, Marras 2, Badellino 15, Spano 21, Cicotto 13, Melis 12, Fancello, Piras 10, Poma 5, Brisu 2, Lorrai 2. All. De Vita.

Arbitri: Di Fortunato e Porcu.

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Da mercoledì 10, e poi per altre tre giornate, i dipendenti dell’Aou di Sassari andranno alle urne. Ci sono da eleggere, infatti, i componenti elettivi dei comitati di dipartimento. Previsti nel nuovo atto aziendale approvato a ottobre scorso, i comitati di dipartimento dell’Aou di Sassari sono dodici come i dipartimenti.

Ben precisi i compiti dell’organo del dipartimento che, formato da componenti di diritto ed elettivi, resta in carica tre anni. Il comitato concorre alla formulazione del piano delle attività e dell’utilizzazione delle risorse disponibili, quindi concorre al monitoraggio e alla verifica delle attività e partecipa all’individuazione del direttore di dipartimento secondo le modalità previste dalla normativa.

Possono votare ed essere eletti i dipendenti che fanno capo ai vari dipartimenti e che siano in servizio a tempo indeterminato al 15 dicembre 2017, oppure assunti a tempo determinato e in possesso dei requisiti per la stabilizzazione (dpcm 2015).

Sono oltre 2.000 i dipendenti che andranno a eleggere i loro rappresentanti all’interno dell’organo di dipartimento. Per agevolare le operazioni di voto sono stati organizzati tre seggi: i primi due al settimo piano del Santissima Annunziata e il terzo nell’aula didattica del palazzo della clinica malattie infettive.

Mercoledì 10 gennaio, dalle 9.00 alle 18.00, saranno chiamati a votare al settimo piano dell’ospedale civile i dipendenti dei dipartimenti di “Emergenza-urgenza” e delle “Specialità mediche e della riabilitazione”. Si recheranno, invece, a malattie infettive i dipendenti del dipartimento medico.

Venerdì 12, sempre dalle 9.00 alle 18.00, andranno al civile i dipendenti dei dipartimenti “Cardio toraco vascolare” e “Neuroscienze testa-collo”. A malattie infettive i dipendenti del dipartimento chirurgico.

Martedì 16, stesso orario, al civile voteranno i dipendenti dei dipartimenti “Tutela fragilità” e “Tutela salute donna bambino”. In viale San Pietro, palazzina malattie infettive, i dipendenti del dipartimento oncoematologico.

Giovedì 18 gennaio, giornata conclusiva, dalle 9.00 alle 18.00, all’ospedale di via De Nicola voteranno i dipendenti dei dipartimenti “Farmaco e diagnostica” e “Professioni sanitarie”. A malattie infettive andranno a votare i dipendenti del dipartimento amministrativo e tecnico.

I seggi sono stati allestiti con la collaborazione del comune di Sassari che ha messo a disposizione le cabine e le urne elettorali.

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Una sorpresa inattesa, che ha riempito di gioia il pubblico e gli artisti, la presenza e il saluto, in un Auditorium Comunale stracolmo di spettatori, dell’Arcivescovo di Cagliari S.E. Arrigo Miglio al Gran Concerto per il Natale Ortodosso che si è tenuto ieri 7 gennaio per festeggiare una ricorrenza molto sentita che coinvolge la comunità immigrata proveniente dallo spazio post sovietico che è numerosissima in Sardegna. I suoi auguri e saluti sono stati accolti con un fragoroso applauso dalle centinaia di persone (immigrati ucraini, bielorussi, russi, moldavi, ma anche tanti sardi amanti della buona musica e delle tradizioni slave) che hanno riempito sino alla massima capienza il teatro cagliaritano ormai piccolo con i suoi trecento posti, per questo concerto che è divenuto una gradita tradizione della città.

Oltre a S.E. monsignor Arrigo Miglio hanno portato i saluti e gli auguri monsignor Marco Lai per la Caritas, padre Nikolay Volshyy per la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Mosca e padre Ioan Agape della Chiesa Ortodossa Rumena. Non sono mancati i saluti delle istituzioni: Regione Sardegna (Marco Sechi Ufficio di gabinetto della Presidenza), Comune di Cagliari (assessore Yuri Marcialis) Università di Cagliari (prorettore Micaela Morelli), Consolato Bielorusso in Sardegna (console onorario Giuseppe Carboni)

Gli artisti del quartetto bielorusso “MUSIC KVATRO” di Bobruisk, hanno incantato il pubblico: Volha Auseika soprano con una voce calda e potente, Valeriy Narkevich contrabbassista di indubbia qualità, Yauheni Girshin tastierista e musicista di esperienza, e Sergey Mitchenkov violinista di talento che come ha detto S.E. Arrigo Miglio alla fine dello spettacolo quando si è trattenuto con gli artisti “è un tutt’uno tra corpo e violino”, hanno reso indimenticabile la giornata festiva del Natale ortodosso, particolarmente sentita quando si è lontani dalla propria casa, incontrando nel contempo anche il forte apprezzamento del pubblico italiano.

Il programma musicale è stato un vero e proprio viaggio nella ricchezza e complessità dell’oriente slavo dove svariati popoli e tradizioni convivono da secoli, con una suddivisione del concerto in 4 grandi blocchi tematici: inizio con le canzoni bielorusse, per continuare con il blocco dedicato alle canzoni popolari russe con alcune incursioni nella tradizione zigana, il proseguo con le musiche e le canzoni della tradizione ebraica, doveroso per degli artisti che provengono dalla città di Bobruisk, dove, sino allo scoppio della seconda guerra mondiale, si contava una popolazione di origini ebraiche che raggiungeva l’80% del totale. Ed infine il blocco dedicato alle canzoni popolari ucraine, dai canti natalizi alle canzoni della tradizione popolare sino al canto dedicato alla “mamma”. Lunghi e ripetuti i bis richiesti dal pubblico alla fine del concerto.

La manifestazione si è tenuta nell’ambito delle iniziative del Progetto “Rete per l’interazione culturale e la conoscenza” dell’Associazione Cittadini del Mondo Onlus – Biblioteca “Rodnoe Slovo” – Centro di lingua russa e cultura slava di Cagliari. Con il contributo della Fondazione di Sardegna, la collaborazione del comune di Bobruisk (Bielorussia) ed il patrocinio del Consolato onorario Repubblica Belarus in Cagliari.

Le fotografie allegate sono di Dietrich Steinmetz e Renato d’Ascanio Ticca.

 

 

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La dottoressa Marcella Munaro è la nuova dirigente del 4° servizio, con competenze nei settori relativi a “Servizi al cittadino, appalti e contratti, politiche della casa, patrimonio ed espropriazioni” del comune di Carbonia. La nuova dirigente è stata chiamata in servizio, con determinazioni n. 169/1 del 20 giugno 2017 e n. 364/1 dell’11 novembre 2017, quale vincitrice della procedura di mobilità indetta ai sensi di legge per la copertura di un posto di dirigente amministrativo, resosi vacante per la cessazione dal servizio per mobilità del dott. Livio Sanna.
La dottoressa Munaro, classe 1964, è laureata in Giurisprudenza e vanta numerose esperienze professionali nel settore pubblico: dal 1989 al 1992 è stata responsabile dei servizi demografici, elettorali e cimiteriali presso il comune di Cormano; dal 1992 è stata in servizio presso il comune di Busto Arsizio, ente nel quale, dal 2010 al 2017, ha ricoperto il ruolo di dirigente, occupandosi di vari settori: dalle risorse interne al personale/organizzazione/formazione, dagli affari generali all’innovazione tecnologica.
Il sindaco Paola Massidda e l’intera Amministrazione comunale di Carbonia hanno accolto la dottoressa Munaro formulandole i migliori auguri di buon lavoro.
 

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Il programma di formazione continua dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna riprenderà venerdì prossimo, 12 gennaio, a Cagliari con il seminario organizzato con l’Università di Cagliari dal titolo “Comunicare con cura: il controverso caso dei vaccini, storia, filosofia, etica e cronaca di un dibattito aperto”. Si svolgerà dalle 14,30 alle 18,30, presso l’Aula Magna Boscolo, della Cittadella Universitaria di Monserrato e darà diritto a 4 crediti formativi.

I lavori saranno introdotti da Francesco Birocchi (presidente Odg Sardegna). Seguiranno le relazioni dei professori Andrea Grignolio (Università di Roma “La Sapienza”) “Chi ha paura dei vaccini? Storia e psicologia della resistenza ai vaccini”; Paolo Contu (Università di Cagliari), “Il contesto vaccinale in Sardegna: dati/statistiche”; Marcello Montibeller (Università di Sassari), “Costruire prove: il movimento no-vax e l’uso dei dati”; Elisabetta Lalumera (Università Milano-Bicocca), “Resitenza alla vaccinazione e comunicazione etica: il ruolo della fiducia e dei valori”; Francesca Ervas (Università di Cagliari), “Un nuovo lessico per i vaccini? Metafore e comunicazione in ambito sanitario”.
L’evento è organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna con l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari, il Corso dl laurea in Scienza della Comunicazione/Filosofia e Teorie della Comunicazione dell’Università di Cagliari e l’Osservatorio socioterritoriale per la comunicazione pubblica.

L’immunizzazione della popolazione dalle malattie infettive è un obiettivo primario per la salute pubblica. Tuttavia, nonostante l’ampio successo dei vaccini, testimoniato dalla scomparsa di alcune malattie infettive, in Italia si assiste ad un pericoloso calo della copertura vaccinale. Il seminario ha l’obiettivo di comprendere le ragioni di questo calo, indagando il modo in cui comunicano tanto i sostenitori quanto i detrattori delle vaccinazioni. Secondo studi recenti, infatti, alla base del fenomeno di resistenza ai vaccini ci sono sia la persuasione retorica di testi disponibili nella rete, la cui efficacia sembra andare molto oltre l’informatività scientifica, sia la mancanza di fiducia negli esperti (immunologi, comunicatori scientifici, operatori sanitari), nelle loro competenze e conoscenze sul tema di sicurezza dei vaccini.

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Dalla rivendicazione di pari opportunità per l’accesso alle cariche elettive nel Consiglio Regionale della Sardegna, all’attuazione di adeguate politiche di genere, per una nuova condizione delle donne in una società più equa e rispondente ai bisogni del mondo contemporaneo. Questo lo spirito del “Plenum 2018” del Coordinamento 3 – Donne di Sardegna, in programma domenica 14 gennaio ad Arborea, nella Sala Conferenze del Museo della Bonifica. Obiettivo: presentarsi alle donne sarde decise a contribuire alla costruzione di un futuro possibile per l’isola, fondato su un rapporto paritario ed equilibrato fra donne e uomini, condizione necessaria per una  stagione di sviluppo e rinascita. Proposta rivolta anche agli uomini, disposti a collaborare lealmente alla realizzazione dei futuri progetti, tesi al progresso e alla crescita del benessere e della felicità del popolo sardo, nel rispetto della dignità e dell’identità delle persone.

I lavori, coordinati da Susi Ronchi, incominceranno alle ore 9.30 e vedranno la partecipazione della segreteria uscente: Carla Medau, Rita Corda, Simonetta Corongiu, Rita Mameli, Carla Puligheddu, oltre a tante altre donne che si sono sempre distinte per il loro attivismo a favore del riconoscimento dei diritti e delle opportunità delle donne: Simonetta Sotgiu, Carmina Conte, Luisa Marilotti, Paola Secci, Alessandra Addari, Patrizia Desole, Rita Nonnis, Pupa Tarantini, Franca Mandis, Manuela Pintus.

Si tratterà di un momento di intenso confronto e partecipazione, da tutte atteso e auspicato in vista delle imminenti scadenze elettorali, dove certamente saranno impegnate moltissime donne che hanno partecipato e contribuito alla battaglia per la doppia preferenza di genere.

Per chi desidera iscriversi, è possibile scaricare il modulo dal sito web: www.coordinamento3.blog – sezione Eventi.

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«La specie autoctona di suino sardo non è a rischio estinzione. Sono oltre 300 i capi registrati e, se alcuni soggetti irregolari decidessero di allevare in legalità, i numeri potrebbero solo che crescere e ridurre il problema della consanguineità.»

Le rassicurazioni arrivano dall’Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina africana in Sardegna, dopo gli abbattimenti dei maiali al pascolo brado illegale, senza controlli sanitari, mai registrati e quindi di proprietà ignota, portati avanti in quest’ultimo mese.

Alcuni allevatori, fortemente preoccupati, hanno chiesto se tali azioni possano mettere a rischio l’esistenza del maiale rustico di razza sarda. Il tema è stato poi rilanciato dai detrattori delle azioni di legalità e rispetto delle norme messe in campo dalla Regione Sardegna contro quei soggetti che abbandonano i suini a loro stessi nelle terre pubbliche di alcuni Comuni della Barbagia e dell’Ogliastra.

Il maggior esperto della Sardegna e l’unico titolato a riconoscere e certificare l’appartenenza dei maiali alla razza di suino sarda è il dipendente dell’Agenzia Agris, Sebastiano Porcu. Lo studioso regionale, attualmente in distacco all’Agenzia Forestas, conosce tutti gli allevamenti dell’Isola che da decenni segue e frequenta con costanza. «La lotta attiva per l’eradicazione della Peste suina africana è un passo indispensabile e necessario per lo sviluppo economico di tutto il settore suino della Sardegna, così come l’uscita dalla clandestinità degli allevamenti è indispensabile per l’iscrizione degli animali al Registro Anagrafico dei suini autoctoni italiani gestito dall’Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS)». Sebastiano Porcu lo va dicendo nelle tante assemblee e incontri a cui partecipa dal lontano 2007 e lo ribadisce ancora oggi: «Il modo migliore per tutelare questa specificità zootecnica è registrare gli animali e quindi emergere dall’irregolarità. Non possiamo, purtroppo, pensare di salvaguardare questi maiali se ufficialmente non esistono». Infatti, affinché un allevamento venga iscritto all’albo degli allevamenti del Registro Anagrafico questo deve:

a) essere iscritto al Registro imprese della Camera di Commercio per attività agricola;
b) possedere codice ASSL per l’allevamento suino;
c) possedere almeno un verro e una scrofa del tipo genetico allevato.
d) disporre di strutture che consentano l’isolamento delle scrofe al momento del parto e durante l’allattamento in quanto i suinetti devono essere identificati entro i 45 giorni di vita;
e) seguire un ordinato sistema di registrazione degli eventi (fecondazioni, parti, numero suinetti nati, ecc.).

«Per garantire la paternità ai suinetti – ha spiegato l’esperto di Agris – non si può praticare l’allevamento promiscuo con presenza di più verri nel branco. Inoltre, per mantenere la razza in purezza, bisogna evitare che questi animali vengano in contatto con suini di altre razze e/o con cinghiali: devono essere perciò allevati in condizioni di sicurezza biologica. Tali passaggi – ha aggiunto Porcu – possono quindi garantire sia l’allevamento nel rispetto del piano di eradicazione della PSA, sia la tracciabilità dei prodotti tradizionali da esso derivati.»

Sul piano della valorizzazione delle produzioni locali sarde è sempre il modello spagnolo, con i suoi salumi di eccellenza e gli straordinari posizionamenti raggiunti sui mercati internazionali, a fare da apripista ai progetti di filiera da far decollare con maggior forza una volta sconfitta la peste suina africana sull’Isola. Oggi, infatti, a causa della malattia le carni dei maiali nati e allevati in Sardegna non possono essere vendute fuori regione.
«Le produzioni derivanti dal suino autoctono – ha osservato Sebastiano Porcu – dovrebbero essere differenziate e rese chiaramente riconoscibili dal consumatore attraverso l’utilizzo di marchi di eccellenza come la DOP. La valorizzazione di questi prodotti rappresenterebbe infatti un’opportunità di sviluppo per l’economia delle aree rurali maggiormente interessate da questo genere di allevamento, contrastando quindi l’esodo dalle campagne da parte dei giovani.»

La razza suina sarda è stata riconosciuta ufficialmente dal Governo, inserendola quindi fra le razze suine autoctone nazionali, l’8 giugno 2006. Nel registro anagrafico del suino di razza Sarda risultano iscritti circa 300 capi presenti in poco meno di 50 allevamenti sparsi in tutta la regione. Questa sottospecie di suini è comunemente associabile, ma non esclusivamente, a quei maiali dal manto scuro e dal pelo lungo. Le carni vengono utilizzate, nella maggior parte dei casi, per la produzione di salumi.

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E’ iniziato oggi il ciclo di incontri tra Regione, enti locali, aziende e parti sociali sulla riforma del trasporto pubblico locale (TPL). Da oggi fino a giovedì 11 gennaio l’assessore dei Trasporti Carlo Careddu, con Anci e Cal Sardegna, terrà una serie di incontri a Sassari, Olbia, Nuoro, Lanusei, Oristano, Sanluri e a Carbonia. Il primo appuntamento si è tenuto stamane, nella sala consiliare di Palazzo ducale in piazza del Comune a Sassari, mentre alle 15,30 se ne terrà uno nella Sala Expo in via Porto Romano a Olbia.

«Ci confronteremo con il territorio, con sindaci e amministratori, rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, per ascoltare e fornire tutti i necessari elementi di conoscenza – spiega Carlo Careddu -. L’obiettivo da raggiungere tutti insieme è strategico e importantissimo. Riguarda la complessiva riorganizzazione del trasporto pubblico locale con la creazione di nuovi bacini di mobilità e dei relativi enti di governo per garantire qualità ed efficienza dei servizi essenziali, così come richiedono le norme nazionali e comunitarie in materia, entro la fine del 2019.»


Sul portale istituzionale SardegnaMobilità sono disponibili i video integrali delle relazioni tenute a Cagliari il 17 novembre scorso dagli advisor incaricati dalla Regione di effettuare uno studio sulla definizione dei bacini di mobilità per il trasporto pubblico. Sono state individuate più ipotesi sulle quali si è aperto il confronto. Il metodo di lavoro degli advisor ha previsto la valutazione della domanda sistematica e potenziale, in base ai dati Istat e di Sardegna Statistiche, e dell’insieme dei servizi di trasporto. La mobilità giornaliera aggiornata al 2014 è pari a 693.675 spostamenti sistematici, il mezzo più utilizzato è l’auto privata (67%), segue la mobilità lenta (pedonale, ciclistica etc) al 21% e il trasporto pubblico locale al 12%.

«La riforma è tutta da scrivere – conclude l’assessore regionale dei Trasporti – per questo vorremmo consentire a tutti gli interlocutori istituzionali di valutare elementi normativi di base e osservazioni tecniche, assolutamente oggettivi, per potere contribuire alla stesura di una legge che risponda alle esigenze dei sardi e della Sardegna. La decisione finale sarà quindi assunta dal legislatore, naturalmente nel rispetto di quanto prescrivono le regole nazionali e comunitarie, ma anche in virtù della nostra concertazione.»

Gli enti locali e tutte le parti sociali coinvolte potranno trasmettere eventuali contributi, suggerimenti o anche semplici osservazioni sulla riforma del TPL al seguente indirizzo email: trasp.assessore@regione.sardegna.it .