12 September, 2026

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Grande impresa della VBA/Olimpia Sant’Antioco nella prima partita del nuovo anno, a Saviano, sul campo della CML Vesuvio Cimitile. 0 a 3 il risultato di una delicatissima sfida salvezza, con parziali che non lasciano spazio ad alcuna discussione: 20 a 25, 14 a 25, 17 a 25. Con i tre punti odierni, la squadra sulcitana distanzia di tre lunghezze la squadra campagna (con la quale era appaiata alla vigilia), salendo a quota 12 punti, al nono posto ma con gli stessi punti del Cus Cagliari Sandalyon che ha perso nettamente in casa, 3 a 0 (15 a 25, 11 a 25, 22 a 25) contro un avversario sulla carta alla sua portata, l’Istituto Estetico IT.SAB di Latina.

La Pol. Sarroch ha superato il modesto Volley Club Orte per 3 set a 1, dopo aver perso il primo set (22 a 25), con tre parziali netti: 25 a 12, 25 a 17, 25 a 22, confermandosi al secondo posto (sulla stessa linea della FenicePallavolo Roma che ha battuto 3 a 0 il Volley Marcianise) ma ora a due soli punti dalla capolista Roma Volley, piegata nettamente, 3 a 1 (25 a 22, 26 a 24, 16 a 25, 25 a 20), quanto sorprendentemente, nel derby capitolino con la Virtus Roma, formazione penultima in classifica che fino ad oggi aveva messo insieme solo 6 punti.

La VBA/Olimpia sabato 13 gennaio, alle 16.00, giocherà ancora in trasferta, sul campo dell’Ist. Estetico IT.SAB. Latina.

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La Juventus ha espugnato la Sardegna Arena con un goal di Federico Bernardeschi realizzato al 29′ della ripresa e resta a contatto della capolista Napoli, distanziata di un solo punto. Fin qui tutto normale, tutto nei pronostici della vigilia. Ciò che non è normale ed è inaccettabile da parte del Cagliari e di chi guarda con obiettività le partite, è il modo in cui è maturata la vittoria della squadra di Massimiliano Allegri.

L’azione dalla quale è scaturito il goal della Juventus, era viziata da una chiarissima gomitata di Medhi Benatia su Leonardo Pavoletti, ignorata dall’arbitro che non ha neppure fermato l’azione, come avrebbe dovuto fare da regolamento, perché il centravanti rossoblu è rimasto infortunato a terra e sugli sviluppi dell’azione la Juventus ha segnato la rete che poi ha deciso la partita; pochi minuti dopo, l’arbitro ha negato un clamoroso rigore al Cagliari, per un tocco con un braccio largo di Federico Bernardeschi. L’arbitro non ha ritenuto di chiedere l’intervento del Var, scatenando giustamente le proteste del Cagliari che nel finale ha provato ancora a recuperare il risultato senza riuscirvi.

Al di là dei due episodi, poi rivelatisi decisivi, la partita ha confermato la forza della Juventus che nella prima metà del primo tempo ha messo sotto il Cagliari, colpendo una traversa ed un palo con un calcio di punizione di Paulo Dybala (10′) ed un diagonale di Federico Bernardeschi (17′), ma con il passare dei minuti il Cagliari è cresciuto ed ha costruito alcune nitidissime occasioni da goal: la prima con un colpo di testa di Leonardo Pavoletti (27′), neutralizzata con un intervento super dal portiere Wojciech Szczęsny; la seconda con Diego Farias (34′), bravi a liberarsi nell’area avversaria ma poi non altrettanto nel trovare il tempo per la conclusione; la terza, nel finale del tempo, ancora con Diego Farias (44′), sventata da un secondo grande intervento di Wojciech Szczęsny che ha deviato il pallone sul palo.

In avvio di ripresa il Cagliari ha avuto subito una buona opportunità con l’attivissimo Leonardo Pavoletti ed al 4′ la Juventus ha perso Paulo Dybala, bloccato da un problema muscolare, sostituito da Douglas Costa. Il Cagliari ha creato meno in avanti ma ha continuato a chiudere bene gli spazi agli attaccanti bianconeri, rischiando solo al 15′ su una conclusione da buona posizione di Miralem Pjanic terminata di poco a lato, fino ai due episodi già descritti, che hanno deciso la partita a favore della Juventus.

I tre punti portano la Juventus a quota 50 punti, un punto dietro il Napoli capolista; il Cagliari resta fermo a 2o punti, con un margine di 5 punti immutato su Spal e Crotone, sconfitte da Lazio e Milan, e 7 sul Verona, tornato a mani vuote da Napoli.

Diego Lopez e Tommaso Giulini a fine partita hanno contestato la direzione arbitrale per il mancato coinvolgimento del Var nelle azioni decisive.

 

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Manca ormai poco più di mezz’ora, alla Sardegna Arena, alla grande sfida tra il Cagliari e la Juventus, valida per la prima giornata di ritorno del campionato di serie A. La squadra di Diego Lopez arriva al grande appuntamento reduce dalla grande impresa compiuta sul campo dell’Atalanta (la squadra bergamasca che poi in settimana è andata a vincere in Coppa Italia a Napoli ed oggi ha espugnato l’Olimpico nel match con la Roma), la Juventus reduce da un grande periodo di forma che l’ha portata al secondo posto in classifica, alla vigilia ad una sola lunghezza dalla capolista Napoli (oggi vittoriosa per 2 a 0 sul Verona e quindi a +4 sui bianconeri prima del fischio d’inizio del posticipo della Sardegna Arena).

Massimiliano Allegri a Cagliari ha conosciuto le sue prime esperienze nella massima serie tra il 2008 ed il 2010 (risale al 2009 l’ultima vittoria rossoblu sulla Juventus, 2 a 0 con reti di Nenè ed Alessandro Matri, proprio con il tecnico toscano in panchina). La sua carriera, dopo l’esordio deciso da Massimo Cellino, è stata un crescendo continuo, prima con l’esperienza al Milan (con uno scudetto, una Supercoppa italiana ed il premio quale migliore allenatore), poi con l’approdo alla Juventus, inizialmente accolto a Torino con scetticismo dopo i tre scudetti vinti consecutivi con Antonio Conte, ma poi rivelatosi trionfale, con tre scudetti, tre Coppe Italia e due finali di Champions League in tre stagioni.

Diego Lopez oggi non può disporre degli squalificati Miangue e Joao Pedro, mentre recupera Niccolò Barella.

Le formazioni iniziali.

Cagliari (3-5-2): Rafael, Romagna, Ceppitelli, Pisacane, Faragò, Cigarini, Barella, Ionita, Padoin, Farias, Pavoletti.

Juventus (4-3-2-1): Szczesny, Barzagli, Benatia, Chiellini, Alex Sandro, Khedira, Pjanic, Matuidi, Bernardeschi, Dybala, Higuain.

Fischio d’inizio alle 20.45, dirige Gianpaolo Calvarese di Teramo (assistenti di linea Giacomo Paganessi di Bergamo ed Alessio Tolfo di Pordenone, quarto uomo Antonio Giua di Olbia, al var Luca Banti di Livorno, all’avar Alfonso Marrazzo di Roma).

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Si prevede il tutto esaurito domani sera, domenica 7 gennaio, alle 20.45, al Teatro Centrale di piazza Roma, dove prenderà ufficialmente il via “Carbonia 80”, la nuova stagione di prosa e danza 2017-2018, rassegna a cura del Cedac e del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo Sardegna, con il patrocinio ed il contributo economico del comune di Carbonia.

La nuova stagione teatrale si annuncia di altissimo livello, con la presenza di attori di fama nazionale.

«Abbiamo organizzato la rassegna nei minimi dettagli, con l’’obiettivo di festeggiare nel migliore dei modi la nostra città che, quest’’anno, taglierà un traguardo importante: il compimento dei suoi primi 80 anni”», ha affermato il sindaco di Carbonia Paola Massidda.

«“E proprio l’’ottantesimo compleanno di Carbonia ha ispirato il nome che abbiamo dato alla nuova stagione di prosa, “Carbonia 80” (1938-2018), la quale ripercorre tutti i cambiamenti sociali che hanno caratterizzato la nostra città in questi decenni”», ha spiegato l’’assessore della Cultura Sabrina Sabiu.

La rassegna prevede otto appuntamenti. Si comincia con un attesissimo spettacolo dedicato a Grazia Deledda, unica scrittrice italiana a vincere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1926. “”Quasi grazia”,” di Marcello Fois vedrà Michela Murgia cimentarsi nel ruolo della scrittrice sarda più famosa al mondo, Grazia Deledda.

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Si è svolta questo pomeriggio, al Museo del Carbone, la tradizionale festa della Befana in Miniera, con grande partecipazione di bambini e adulti. Piccoli e grandi partecipanti hanno scatenato la fantasia con i laboratori creativi e si sono divertiti con i truccabimbi, le sculture di palloncini e i set fotografici a tema. Infine, è arrivata la Befana, quest’anno sul trattore messo a disposizione da SOMICA S.p.A., per distribuire le caramelle a tutti i bambini. La manifestazione è stata organizzata dal Museo del Carbone, in collaborazione con l’associazione Pro Loco di Carbonia, SOMICA S.p.A., La Salvia Animazioni e con il patrocinio del comune di Carbonia e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

La serata si è conclusa con la premiazione dei presepi partecipanti alla VII edizione della mostra “In miniera tra i presepi”, che quest’anno contava 45 presepi, dei quali 26 in concorso, realizzati da scuole, associazioni e appassionati, e i restanti realizzati da artigiani, artisti e hobbisti. Ha vinto il 1° premio il presepe numero 21 realizzato dalla scuola dell’Infanzia di Cortoghiana, sezioni C, D ed E, con un presepe interamente realizzato con cancelleria usata: matite colorate, gomme per cancellare, graffette. Al secondo posto il presepe numero 8 dell’Istituto Comprensivo Taddeo Cossu di Teulada, classe 2ª A della scuola secondaria di primo grado di Sant’Anna Arresi, un ambiente tipicamente marino, con l’utilizzo di materiali naturali e di riciclo, tavole, legnetti, cortecce, sassi e pasta di bicarbonato. Terza classificata, la scuola dell’infanzia Francesco Ciusa, Istituto Comprensivo Don Milani, sezioni 1M e 2M, con un presepe realizzato con la carta di quotidiano e cartoncino. Al quarto posto da segnalare il partecipante individuale più giovane di tutte le edizioni, il bimbo Daniele Curreli con un presepe interamente realizzato con mattoncini Lego; al quinto posto il presepe dall’ambientazione fiabesca dell’Associazione Sofferenti Psichici ASP Onlus.

Questo l’elenco dei primi dieci classificati tra i 26 presepi in concorso:

POSIZIONE          NUMERO            GRUPPO      

1                             21          Scuola Infanzia Cortoghiana, Istituto Comprensivo Deledda Pascoli, sezioni C, D ed E

2                            8             Istituto Comprensivo Taddeo Cossu Teulada, Scuola secondaria di primo grado Sant’Anna Arresi, 2ª A

3                             4             Scuola Infanzia Francesco Ciusa – Istituto Comprensivo Don Milani, sezioni 1Me 2M

4                             16          Daniele Curreli   

5                             26          Associazione sofferenti psichici ASP Onlus            

6                             5             Scuola secondaria di primo grado Istituto Comprensivo Deledda Pascoli, Bacu Abis,  3ª H

7                             23          Associazione Culturale Sardinian Events             

8                             10          Pinuccia Portas 

9                             15          Scuola Primaria Cortoghiana, Istituto Comprensivo Deledda Pascoli, 3ª F

10                          1             Il Delfino Società Cooperativa Sociale        

Oltre al premio in buoni acquisto per i primi due classificati, il primo classificato si è aggiudicato il trofeo Crabò in stoffa, carbone e legno, con la targhetta della mostra. Terzo, quarto e quinto classificato, hanno ricevuto, come di consueto, alcuni gadget del Museo; tutti i partecipanti hanno ricevuto il catalogo della mostra con le fotografie di tutti i presepi.

                                   

 

 

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Arrivano a Iglesias i primi frutti del gemellaggio sottoscritto lo scorso 23 ottobre con la città bielorussa di Bobruisk.
Questa sera il Teatro Electra ospiterà un concerto straordinario del quartetto bielorusso MUSIC KVATRO: voce soprano, contrabbasso, violino/voce, tastiera, percussioni. Il concerto racchiuderà pezzi di diversi stili e generi: musica popolare slava, canzoni bielorusse, ucraine, russe, zigane, musiche delle danze popolari ebraiche, pezzi della tradizione classica con rivisitazione moderna, composizioni di musica leggera e jazz.
L’evento è stato reso possibile dal lavoro svolto dal Console Onorario presso il Consolato Bielorusso in Sardegna Giuseppe Carboni.
L’appuntamento è fissato tra pochi minuti al Teatro Electra, alle ore 19.00, ingresso gratuito.

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Questo pomeriggio nella prestigiosa casa della Pallacanestro Biella, il PalaForum degli Orsi ha ospitato l’atto conclusivo del torneo internazionale Bear Wool Volley 2018. Il prestigioso torneo ha animato tutto il territorio Biellese con 112 squadre e 1.350 atleti, dalle categorie under 13 agli under 20. Per una dimensione inclusiva, presente anche la categoria Special Olympics con la sua Pallavolo Unificata. Proprio in questa disciplina, in cui giocano in campo persone con e senza disabilità intellettiva, la squadra sarda ha avuto l’opportunità di giocare davanti ad un grande pubblico. Infatti, alle ore 14.30 la squadra Gramsci-Amaldi Stella Speciale si è aggiudicata la medaglia d’oro contro gli atleti di All Star Arezzo. In un palazzetto gremito, e con le gambe che tremavano per l’emozione, la compagine sarda ha ceduto il primo set, vinto un sofferto secondo set rimandando tutto al tie-break. Nella terza frazione sono gli atleti sardi ad avere la meglio aggiudicandosi il prestigioso torneo. Ma, soprattutto, ha vinto l’inclusione perché attraverso lo sport unificato è semplice valorizzare le abilità di tutti, e far emergere valori come l’accettazione e l’amicizia.

La delegazione sarda è giunta a Biella grazie al progetto finanziato dal MIUR linea di attività 2 “Campus residenziali sportivi”. Il progetto è stato promosso dall’istituto di Istruzione Superiore Gramsci-Amaldi di Carbonia in partnership con l’ASD Stella Speciale, L’ASD Volley Project e Special Olympics Italia Team Sardegna. Il progetto, partendo dall’esperienza di alcuni studenti ai XXXIII giochi nazionali estivi Special Olympics Italia, si pone come obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione scolastica, ed il territorio, su temi come la diversità e l’inclusione che smesso mancano di opportunità dirette.

La delegazione sulcitana è composta dalla squadra unificata impegnata sul parquet e da 11 giovani studenti della 3ª E del liceo scientifico indirizzo sportivo, che hanno contribuito attivamente alla realizzazione dell’evento sportivo.

 

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Grande festa questa mattina, in una piazza Roma baciata dal sole di inizio gennaio e dalla presenza di centinaia di bambini accompagnati dai loro genitori, per la seconda edizione della discesa della Befana dal Campanile della chiesa di San Ponziano, organizzata dall’associazione culturale “Simpatiche Canaglie”, con il patrocinio del comune di Carbonia.

L’evento è stato preceduto dalla celebrazione della Santa Messa, alle 10.00, cui sono seguiti prima l’arrivo degli aiutanti della Befana con la slitta di Babbo Natale, poi quello dei Re Magi con la distribuzione delle caramelle ai bambini. A mezzogiorno l’arrivo degli aiutanti della Befana in moto, quindi la discesa della Befana con una corda dal campanile, preceduta dal saluto del parroco di San Ponziano Amilcare Gambella e, al termine, la distribuzione delle calze piene di doni a tutti i bambini presenti.

Alleghiamo un ricco album fotografico e i filmati dell’arrivo degli aiutanti della Befana in moto e l’intera discesa della Befana dal campanile.

          

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215432677958062/

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215432710918886/

 

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10215432794400973/

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«Sulla “Questione Zona Franca”, esprimiamo disponibilità a sostenerne i giusti principi contenuti nella rivendicazione e indirizzati verso la difesa e la tutela dei diritti di tutti i Sardi in materia fiscale e non solo. Impegneremo sin da ora le nostre strutture affinché vengano avviati incontri chiarificatori su questo importante tema, da approfondire e chiarire ulteriormente, al fine di sensibilizzare il nostro corpo elettorale e per far si che alla “Questione Zona Franca” venga data concretezza.»

Lo scrive, in una nota, Tore Piana, responsabile regionale di Energie Per l’Italia.

«Esprimiamo una valutazione positiva per la questione zona franca esprimendo solidarietà al sindaco del comune di Giave Maria Antonietta Uras che ha avuto il coraggio civico e politico di  rilanciare, in termini globali, questo importante tema che dovrà vedere tutte le forze politiche in campo assumere delle posizioni chiare di fronte agli elettori – aggiunge Tore Piana -. Energie Per L’Italia Sardegna affronterà la questione Zona Franca Sardegna  come una questione certamente da approfondire e da attuare nei confini previsti dalla normativa nazionale e comunitari per garantire perequazione tra cittadini e imprese sarde che sostengono il gravoso onere costituito dai costi manifesti e occulti  derivanti dall’insularità e quelli che questo peso non lo sostengono.»

«La Sardegna troppo spesso viene vista dal Governo Nazionale come terra di conquista – sottolinea ancora Tore Piana – calpestando l’autonomia regionale, abbiamo la più alta percentuale di territori gravati da servitù militari, abbiamo quasi la totalità  nelle carceri della Sardegna dei reclusi di mafia con il 41 Bis, vorrebbero utilizzare il territorio della Sardegna per lo stoccaggio delle scorie nucleari, Lo Stato deve obbligatoriamente  concedere alla Sardegna benefici fiscali e strutturali maggiori, come appunto la Zona Franca. Da Oggi costituiremo un gruppo di lavoro all’interno del partito di Energie Per l’Italia che si occupi di sviluppare tutti gli approfondimenti  necessari. Esprimiamo forte rammarico e delusione nei confronti del presidente Pigliaru e della Giunta regionale – conclude Tore Piana – per la totale assenza di rivendicazioni nei confronti del Governo Nazionale e della Unione Europea sulla questione Zona Franca.»

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A Milano, nel pomeriggio di lunedì 11 dicembre 2017, presso l’auditorium della storica Casa Manzoni  (Via Gerolamo Morone 1), il Centro Nazionale di Studi Manzoniani, in collaborazione con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sarde in Italia), ha organizzato un incontro dal titolo “Ritrarre in forme plastiche la vita” per commemorare i 90 anni  del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, unica donna italiana ad essere insignita della prestigiosa  benemerenza,

Significativa la data dell’iniziativa culturale (esattamente a 90 anni dalla consegna materiale alla scrittrice sarda del massimo riconoscimento letterario a livello mondiale, avvenuta a Stoccolma il 10 dicembre 1927, anche se il Premio si riferì all’anno 1926, in cui non era stato assegnato dall’Accademia svedese per mancanza di candidature meritevoli). Nota: anche se in un diffusissimo strumento di consultazione come è l’enciclopedia libera Wikipedia è ben precisato che «il 10 dicembre 1927 venne conferito alla Deledda il premio Nobel per la letteratura 1926 (non vinto da alcun candidato l’anno precedente, per mancanza di requisiti)», sono stati innumerevoli coloro che hanno preso la cantonata di collocare il conferimento del Premio nella data errata del 10 dicembre 1926. Ne cito uno per tutti: ha scritto il “Corriere della Sera” dell’11 dicembre 2017: «Nel giorno della consegna dei Nobel, il 10 dicembre, quando anche lei ricevette 91 anni fa, nel 1926, quello per la Letteratura, Grazia Deledda è stata omaggiata da Google. Il motore di ricerca l’ha celebrata ieri con un doodle, versione speciale del logo di Google per commemorare anniversari ed eventi».

Il titolo dell’incontro ha voluto riprendere le parole della motivazione espressa dalla Giuria in occasione del Premio Nobel alla Deledda: «Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita qual è nella sua appartata isola natale e che con profondità e calore tratta problemi di generale interesse umano».

Di fronte a un folto pubblico, composto in gran parte di giovani, Angelo Stella, presidente del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, ha introdotto i lavori ricordando che nella biblioteca personale del Manzoni figuravano opere di autori sardi che lui aveva sicuramente letto dato che le pagine sono risultate non più intonse: 1) di Vincenzo Raimondo Porru il Nou Dizionariu universali sardu-italianu (1834) «che era nello scrittoio di Alessandro Manzoni quando morì, e ancora vi si conserva» secondo una testimonianza del 1879 del poeta vicentino Giacomo Zanella; ed il Saggio di grammatica sul dialetto sardo meridionale dedicato a sua altezza reale Maria Cristina di Bourbon infanta delle Sicilie duchessa del genevese dal sacerdote Vincenzo Raimondo Porru (1811); 2) dello storico Giuseppe Manno la “Storia di Sardegna”, opera suddivisa in quattro volumi scritti tra il 1825 ed il 1827.

La relazione di Mauro Novelli (docente di Letteratura e cultura nell’Italia contemporanea e Letteratura italiana otto-novecentesca presso l’Università degli studi di Milano) ha offerto un ritratto avvincente della personalità eccezionalmente determinata della Deledda ed un cenno alle sue opere più importanti sia quelle ambientate nei suoi luoghi natii e valorizzanti il patrimonio di abitudini e mentalità della gente sarda sia quelle di ambientazione “continentale”.

Giuliana Nuvoli, professore di Letteratura italiana presso l’Università degli studi di Milano, che vanta diversi saggi sui rapporti fra letteratura e cinema, ha messo in evidenza come l’origine della vicenda drammatica al centro delle pagine di Canne al vento sia stata trascritta sullo schermo dal regista Mario Landi nello sceneggiato televisivo prodotto nel 1958 dalla Rai. Sono stati illustrati efficacemente i differenti modi di approccio della scrittrice e del regista.

Personalmente ho ricordato che l’accoglienza non favorevole ricevuta dai suoi primi romanzi convinse la Deledda a cercare di migliorare la conoscenza della lingua italiana seguendo i consigli di Antonio Scano, che la invitò a dedicarsi alla lettura di autori classici italiani (Metastasio, Goldoni, Manzoni, Guerrazzi, Capuana, Verga, Fogazzaro, D’Annunzio e, in generale, gli autori della letteratura regionale di impostazione naturalistica). In una lettera del 10 ottobre 1892 proprio ad Antonio Scano (che la pubblicò in Viaggio letterario in Sardegna, Foligno-Roma, Campitelli, 1932), la Deledda confessa: «Ora non faccio nulla. Cioè, studio soltanto e, secondo il suo consiglio, cerco di studiare la lingua, perché la fantasia non mi manca. […] E ho afferrato il Manzoni, il Boccaccio ed il Tasso, e tanti altri classici che mi fanno sbadigliare e dormire!… Dio mio! È inutile! Io non riuscirò mai ad avere il dono della buona lingua, ed è vano ogni sforzo della mia volontà. Scriverò sempre male, lo sento, perché l’abitudine di scrivere così come mi viene è radicata ormai nella mia povera penna».

Se leggiamo il romanzo Cenere (1904) vediamo però che nella parte seconda la Deledda usa un evidente stilema di derivazione classica tratto dai Promessi Sposi del Manzoni. Riferendo i pensieri di Anania, scrive: «Addio, addio, terra d’esilio e di sogni! Anania rimase immobile, appoggiato al parapetto del piroscafo, finché l’ultima visione di Capo Figari e delle isolette, sorgenti azzurre dalle onde come nuvole pietrificate, svanirono tra i vapori dell’orizzonte; […]».

Questi pensieri non possono non farci venire in mente quelli accorati di Lucia (capitolo VIII dei Promessi Sposi) mentre la barca che trasporta lei – fuggitiva dai luoghi natii, insieme con Agnese e Renzo, per sottrarsi alle grinfie dei “bravi” di don Rodrigo – andava avvicinandosi alla riva destra dell’Adda: «Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; torrenti, de’ quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! […]».

Per quanto riguarda  il contributo concreto che la F.A.S.I. ha inteso dare alla celebrazione dell’Anno Deleddiano (90 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura 1926 e  80 anni dalla morte), per rendere onore alla grande scrittrice sarda, ho citato il bando per  premi che saranno riconosciuti a tesi di laurea sulla Deledda che saranno discusse nell’anno accademico 2017-2018 nei dipartimenti di studi letterari delle Università fuori della Sardegna: si veda questo link: http://www.fasi-italia.it/index.php/2-non-categorizzato/880-padova-12-giugno-2017

Rosa Muggianu, originaria di Atzara (Nuoro), socia del CSCS-Centro Sociale Culturale Sardo di Milano, ha letto sia il discorso pronunciato dalla Deledda nel momento in cui ha ritirato il Premio sia la traduzione in sardo di Nuoro che la Deledda operò del brano dei Promessi Sposi con la narrazione di fra Galdino sul  “miracolo delle noci”. Questa traduzione fu pubblicata nel volumetto, commissionato da Paravia a Ciro Trabalza, che uscì nel 1917 col titolo “Dal dialetto alla lingua. Nuova  grammatica italiana per la IV, V e VI elementare con XVIII versioni in dialetto d’un brano dei “romessi Sposi”.

Giovanni Cervo, presidente del CSCS di Milano, con un gruppo di collaboratori ha coordinato l’offerta ai numerosi uditori di un buffet a base di prodotti sardi, concluso con un “brindisi alla Sarda” (nei due significati: alla maniera sarda; in onore della grande scrittrice sarda).

Paolo Pulina