15 July, 2026

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Un’associazione che riunisca i giornalisti e i critici musicali italiani: sarà incentrata su questo l’edizione speciale del Forum del giornalismo musicale che si terrà sabato 23 dicembre a Roma.

Il Forum, diretto da Enrico Deregibus, dopo due edizioni di successo al Mei di Faenza si sposta ora nella capitale, nell’ambito della manifestazione “MEIllennials”, in programma dal 21 al 23 al Monk (in Via Giuseppe Mirri 35).

Nella mattinata del 23, alle ore 10, si svolgerà una assemblea fra tutti gli aderenti al Forum per dare il via ai lavori per la creazione appunto di una associazione di giornalisti e critici musicali, esigenza maturata durante le due edizioni di Faenza. Nell’assemblea se ne discuterà delineando le linee guida per uno statuto.

Per aderire, basta inviare una semplice mail a: enrico.deregibus@gmail.com e in copia a mei.materialimusicali.it .

Non sarà però l’unico momento della tre giorni dedicato al giornalismo di settore. Venerdì 22, infatti, nel tardo pomeriggio ci sarà un “Aperitivo social” con un incontro/seminario, dedicato ai giovani giornalisti ma aperto a tutti, di Fabrizio Galassi (giornalista, docente e consulente di digital marketing), dal titolo: “Giornalismo digitale: gli algoritmi aiutano a scrivere meglio?”.

Il Forum del giornalismo musicale, un format unico in Italia, ha ospitato nei suoi primi due anni numerose iniziative: tavoli di lavoro, assemblee, lezioni, corsi di aggiornamento, incontri con figure professionali. Ha coinvolto sino ad oggi oltre 200 giornalisti, da quelli delle grandi testate a quelli delle webzine, sino alle radio e tv. Si tratta di una occasione unica per affrontare da molti punti di vista i temi centrali del giornalismo musicale di oggi: il rischio di estinzione, il nuovo ruolo, la carenza di spazi, l’interazione fra media diversi e molto altro.

Il Forum sarà ospitato da MEIllennials, I Premi degli Indipendenti per i Giovani. Una tre giorni del Mei indirizzata ai giovanissimi nuovi artisti della scena musicale indipendente ed emergente, con anche i Premi PIVI e PIMI a loro riservati. Durante la tre giorni si esibiranno, grazie a un contest esclusivo, le future leve musicali provenienti dai licei e dalle scuole di musica; inoltre, non mancherà la formazione, che prevede incontri, seminari e workshop.

Tra gli ospiti e i premiati Gomma, Lucio Corsi, La Notte, Daniele Coccia Paifelman, The Niro, Le Ore, Agnese Valle, Carlo Valente, Le Capre a Sonagli, Riccardo Sinigallia, Roberto Angelini, Edoardo De Angelis e Marina Rei. Ospiti dell’anteprima del 20 dicembre saranno Caracas (Stefano Saletti & Valerio Corzani) e gli Skiantos.

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Il Terzo Settore è un mondo vasto e variegato che conta in Italia centinaia di migliaia di organizzazioni non a scopo di lucro avvalendosi dell’apporto professionale di 1 milione di lavoratori e 5 milioni di volontari.

E’ un modello di infrastrutturazione sociale che viene da lontano, un percorso che – sul piano legislativo – si fa risalire agli anni ’90 con le leggi sulle associazioni di volontariato (266/91), sulla cooperazione sociale (381/91), sulle associazioni di promozione sociale (383/2000), passando dalle norme che hanno promosso l’istituzione delle ONLUS (460/97). Le organizzazioni che si riconoscono in questa cornice normativa sono fondate su principi di solidarietà e democrazia, orientate alla realizzazione di attività solidaristiche, di tutela dei diritti, di promozione sociale, di mutualità e gratuità. Organizzazioni entro le quali una parte rilevante delle attività si sviluppa attraverso la donazione di tempo a titolo gratuito e di volontariato.

In Sardegna le attività volontaristiche rese all’interno delle associazioni di volontariato contano l’apporto di circa 100mila persone; a queste vanno sommate le attività di volontariato prestato dentro le cooperative sociali di tipo B, quelle che si occupano di inserimento lavorativo di persone in particolari condizioni di svantaggio personale e sociale; inoltre bisogna annoverare la disponibilità dei soci delle associazioni di promozione sociale, che in migliaia di strutture di base rendono possibile la realizzazione delle attività sociali grazie al volontariato. A tutto ciò va aggiunto il tanto lavoro volontario che cittadini – anche non organizzati all’interno di associazioni e cooperative – prestano in modo estemporaneo negli ambiti più svariati (cultura, tempo libero, sport, ambiente, cittadinanza attiva).

La riforma del Terzo Settore avvia un percorso di sostegno a tutti questi enti con l’esplicita ambizione di una maggiore interconnessione tra tutte le anime che lo compongono, attraverso una notevole semplificazione normativa e un unico registro nazionale che tuttavia non cancellerà le identità storiche.

La promozione del settore si svilupperà attraverso agevolazioni fiscali, maggiore limpidezza nelle modalità di collaborazione con gli enti pubblici, maggiore chiarezza e trasparenza nei bilanci e nelle rendicontazioni, utilizzo di strumenti di sostegno finanziario innovativi (social bonus), riconoscimento delle attività di volontariato svolte in ogni Ente di Terzo Settore e quindi potenziamento dell’apporto gratuito in tutte le organizzazioni che lo compongono e valorizzazione della figura del volontario.

La riforma istituisce anche il Servizio Civile Universale, con maggiori opportunità che verranno offerte ai giovani per prestare il proprio servizio in Italia e all’estero. Favorisce l’estensione nel sostegno ai Centri di Servizio per il Volontariato (in Sardegna si tratta del CSV Sardegna Solidale – gestito dall’Associazione la Strada e attivo dal 1998 – che ha gestito da allora oltre 30 milioni di euro in attività svolte dalle associazioni di volontariato aderenti), estendendo la governance a tutto il Terzo Settore, attraverso un’organizzazione condivisa e democratica, con una propria personalità giuridica, improntata al principio della “porta aperta”.

La riforma del Terzo Settore in Sardegna riguarderà 1.725 associazioni di volontariato, oltre 800 cooperative sociali, migliaia di circoli e strutture di base delle associazioni di promozione sociale e altri enti non lucrativi. Si stima vengano interessate oltre 8 mila organizzazioni, anche raggruppate in reti associative, al cui interno operano oltre 14 mila lavoratori e centinaia di migliaia di cittadine e cittadini sardi.

Per tutto questo la riforma è certamente una grande sfida che vogliamo affrontare con fiducia, riguarda tutto il mondo della solidarietà organizzata, l’economia sociale ed il volontariato in senso lato. È un grande potenziale riconosciuto da tutti e approvato dal Forum Nazionale del Terzo Settore che raggruppa tutte le nostre sigle.

Per questo rimaniamo sorpresi nel leggere l’attacco portato da una parte delle associazioni sarde di volontariato a nome di tutto il Terzo Settore sardo. Attacco in cui non ci riconosciamo e non si riconoscono le altre sigle del Terzo Settore in Sardegna. Un attacco mistificatore che richiama un’unità che in Sardegna non esiste e che riguarda solo una frazione di questo grande mondo, quello  che aderisce al CSV Sardegna Solidale. C’è tanta altra parte di volontariato nella nostra regione che non ci si riconosce e guarda con spirito positivo il percorso riformatore sui Centri di Servizio per il Volontariato basato sul principio della “porta aperta”.

La Regione Sardegna – per la competenza data dal suo Statuto Autonomo – dovrà avviare un proprio percorso attuativo che potrà essere l’occasione per iniziare una nuova stagione, in cui il mondo del Terzo Settore regionale si metterà al servizio di tutta la società sarda.

Francesco Sanna (confcoop federsol), Alfio Desogus (FISH), Tore Farina (UISP), Franco Marras (ACLI), Andrea Pianu legacoopsic, Franco Uda (ARCI)

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Una serata ricca di contenuti e riflessioni quella che si è consumata venerdì 8 dicembre alla Chiesa di Scientology della Sardegna. Grazie alla partecipazione di illustrissimi oratori, tra i quali Mohmad Doreid, dell’Associazione Sardegna-Libano, Jo’ Hán Chánt’Ney, medicine man rappresentante della Dinè-Navajo Tribe, è stato dato un importante messaggio: dobbiamo riportare le persone ad avere valori quali il rispetto reciproco e di se stesse affinché possano esserci diritti.

La Chiesa di Scientology si impegna nella divulgazione di questo documento in quanto è nei suoi obiettivi quello di divulgare ideali di pace e fratellanza, nonché per le direttive del suo fondatore L. Ron Hubbard, il quale affermò che «I diritti umani devono essere resi una realtà non un sogno idealistico». 

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Accordo raggiunto tra il comune di Carbonia e il CeDAC per la nuova stagione teatrale 2017/2018. Domani, martedì 12 dicembre, alle ore 11.00, nella sala riunioni della Torre Civica, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal comune di Carbonia e dal CeDAC, verrà presentato il cartellone degli appuntamenti. All’incontro con i giornalisti, sarà presente l’assessore della Cultura del comune di Carbonia, Sabrina Sabiu. Il CeDAC sarà rappresentato da Valeria Ciabattoni, direttore del Circuito Teatrale Regionale sardo.

L’accordo pone fine definitivamente alle polemiche sviluppatesi in città qualche settimana, a seguito del mancato accordo tra le due parti. Le polemiche sono state al centro anche di un aspro confronto in Consiglio comunale, tra maggioranza e minoranza.

 

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La fortuna ha baciato in fronte un operaio del polo industriale di Portovesme, con una vincita di ben 2 milioni di euro, “grattata” in un tagliando da 10 euro del concorso “Il Miliardario”. E’ accaduto questa mattina nella rivendita Bar Tabacchi di Bruncu Teulada, di proprietà di Angelo Nocco. Il fortunato vincitore si è scoperto, evidentemente per l’emozione, già al momento in cui ha “grattato” il tagliando e, pochi minuti più tardi, dopo aver lasciato il Bar Tabacchi, ha richiamato il titolare dello stesso, confermando di essere lui il vincitore dei 2 milioni di euro.

Nella foto, in primo piano, Angelo Nocco, titolare del Bar Tabacchi.

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È di 210 maiali abbattuti il bilancio degli interventi sui suini irregolari, non registrati, senza proprietario e al pascolo brado illegale effettuati venerdì 8 dicembre nelle campagne di Arzana, Desulo e Orgosolo. Lo comunica l’Unità di Progetto per l’eradicazione della Peste suina africana che, in coordinamento con la Prefettura e la Questura di Nuoro, ha portato avanti l’iniziativa. Sul campo uomini di Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, veterinari e personale Ats, e ancora di Forestas, Istituto zooprofilattico sperimentale e delle diverse Forze dell’ordine dello Stato. Ad Arzana, con 50 suini abbattuti, si è operato in località “Is Campanilis”, a Desulo, con 90 maiali abbattuti, in località Girgini, mentre a Orgosolo, con 70 maiali abbattuti, in località Montes. I depopolamenti sono previsti dalla normativa nazionale in materia di salute animale per tutti quegli animali irregolari, di cui non si conosce niente dal punto di vista sanitario e che possono provocare danni alla salute dell’uomo.

«L’ordine pubblico ha funzionato molto bene, non ci sono state proteste, tranne un piccolo presidio di una ventina di persone nel bivio di Pradu, a Orgosolo. Gli interventi non hanno avuto quindi rallentamenti o azioni di disturbo». Questo il primo commento del coordinamento dell’UdP operante fra Barbagia e Ogliastra che, a intervento concluso, ha voluto precisare: «Ci scusiamo con gli allevatori che hanno potuto raggiungere i propri animali, soprattutto mucche, qualche ora dopo rispetto al previsto e li ringraziamo per la pazienza dimostrata».

Sono diversi i provvedimenti promossi in questi ultimi 3 anni dall’UdP e dal sistema Regione per favorire le buone pratiche dell’allevamento dei suini nel rispetto delle leggi e degli interventi di contrasto alla presenza della PSA. Uno dei più importanti è il cosiddetto Ravvedimento operoso che accompagna il percorso di regolarizzazione e di emersione dei soggetti che detengono suini illegalmente. Chi, infatti, si ravvede su come ha operato in precedenza, al di fuori quindi del quadro normativo, e fa proprie le leggi sul corretto allevamento dei maiali potrà evitare di pagare la sanzione amministrativa nazionale di circa 10mila euro e dare così avvio, una volta contattato il Suap del proprio Comune di appartenenza e garantito il rispetto delle norme vigenti in materia di allevamento suino, a una nuova attività. Questa impresa potrà godere dei numerosi finanziamenti messi a disposizione dal Programma di sviluppo rurale (PSR) della Regione Sardegna attraverso circa 10 Misure specifiche. Il comparto suinicolo, oltre ad avere a disposizione più di 50 milioni di euro per il benessere animale dei maiali (primo caso in tutta l’Unione Europea) potrà beneficiare di sostegni economici che, rispettate determinate condizioni previste nei bandi, possono raggiungere l’80% a fondo perduto.

Per evitare il continuo scambio del virus fra maiali domestici e cinghiali, vittime e spesso portatori della PSA, è vietato per legge il pascolo brado non confinato. Tuttavia, per venire incontro alle diverse esigenze presentate dagli allevatori, soprattutto in determinati territori del Nuorese, della Barbagia e dell’Ogliastra, l’UdP ha creato le migliori condizioni per favorire l’avvio degli allevamenti in semi brado confinati. Esistono due tipologie di questo tipo di allevamento: una per le zone Rosse, infette da PSA, e l’altra per le zone Bianche, immuni dal virus. Nel primo caso la detenzione di suini all’aperto in spazi confinati non deve superare la superfice massima di 10 ettari. Nelle zone Bianche invece le estensioni degli allevamenti non devono superare i 40 ettari. La separazione fra gli allevamenti e l’esterno deve essere garantita attraverso recinti (muri a secco in pietra o doppie delimitazioni in rete metallica) o altri manufatti alti almeno un metro e 50 centimetri. Tali strutture non devono quindi essere accessibili da parte di altri suini presenti al di fuori dell’allevamento o da cinghiali selvatici, possibili vettori del virus della PSA verso i maiali sani custoditi all’interno. Il carico sostenibile consentito è di quindici quintali di animali per ettaro.

La Peste suina africana è una malattia contagiosa ed infettiva che colpisce il maiale domestico e il cinghiale, ma non è trasmissibile all’uomo. In Europa è arrivata per la prima volta in Portogallo, si presume attraverso scarti alimentari provenienti dall’Africa, nella seconda metà degli anni ’50 per espandersi poi in tutta la penisola Iberica. In Sardegna è stata segnalata nel 1978 e da allora ha decimato periodicamente gli allevamenti del comparto suinicolo isolano.

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La Giunta regionale ha stanziato 350 milioni di euro per la programmazione territoriale: sviluppo dei territori, crescita dell’economia, politiche antispopolamento e un modo completamente nuovo di programmare le risorse, tutte insieme quelle europee, nazionali e regionali. La Giunta ha approvato la ricognizione di finanziamenti e interventi presentata dall’assessore della Programmazione Raffaele Paci: 204 milioni sono ancora da spendere. Partita ufficialmente due anni e mezzo fa, la programmazione territoriale procede a ritmo sostenuto e, grazie anche all’entusiasmo e alla grande partecipazione degli amministratori locali, ha già permesso di mettere a segno importanti risultati. Poco meno del 90% dei Comuni potenzialmente interessati è già coinvolto, e a questo tipo di intervento se ne affiancano altri (Iti, Investimenti territoriali integrati; Snai, Strategia nazionale per le aree interne). Contemporaneamente, sono operativi il Piano Sulcis, il Piano per il Nuorese e il Pon Metro.
«Una programmazione territoriale che è completamente nuova rispetto al passato e sulla quale stanziamo una quantità di risorse senza precedenti. Il principio ispiratore della programmazione territoriale – spiega l’assessore Raffaele Paci – è semplice: mai più progetti calati dall’alto. Sono i territori, che meglio di chiunque altro conoscono i propri punti di forza e come valorizzarli per farli diventare il volano dello sviluppo economico, a elaborare un progetto insieme alla Regione che li accompagna al finanziamento finale. Poche regole ma molto chiare, dunque: i progetti devono essere elaborati dal basso, coinvolgendo assolutamente le imprese del territorio, devono essere presentati da almeno una Unione di Comuni (ma più Unioni possono allearsi per un unico progetto), puntare allo sviluppo di un territorio quanto più ampio possibile, per riuscire a creare occasioni di occupazione anche in chiave anti-spopolamento nelle zone interne. Anche i tempi sono certi: avendo un unico referente per ciascuna delle parti interessate (Regione e Unione di Comuni), la procedura è fortemente accelerata e, una volta firmata la convenzione attuativa, il progetto dev’essere realizzato al massimo entro 36 mesi. Un meccanismo che non mette i territori in competizione fra loro – aggiunge Raffaele Paci – in quanto la manifestazione d’interesse si può presentare fino agli ultimi mesi della legislatura e che garantisce finanziamenti certi e tempi definiti».
A disposizione dei territori ci sono, dunque, ancora 204 milioni di euro, 184 di fondi Fsc-Fesr più eventuali quote Fse e Feasr. A questa cifra vanno aggiunti 20 milioni per la valorizzazione delle aree umide.
Per quanto riguarda le risorse già stanziate, 45 milioni sono andati ai tre Iti già operativi per Cagliari, Sassari e Olbia, per progetti di riqualificazione urbana e inclusione sociale. 16 milioni è la quota destinata ai territori Snai, Alta Marmilla e Gennargentu Mandrolisai. 83 milioni e mezzo di euro sono stanziati per i 6 Accordi di programma chiusi (Gallura e Alta Gallura, Ogliastra, Parte Montis, Marghine, Montalbo-Area di rilevanza strategica Tepilora e Parteolla) per un totale di 9 Unioni coinvolte, 69 Comuni, oltre 205mila abitanti.
«Non sono mai state investite tante risorse per i nostri territori, con una politica che punta fortemente su uno sviluppo che siamo convinti sia possibile ed è indispensabile per creare lavoro, il primo grande antidoto contro lo spopolamento – sottolinea Raffaele Paci -. La risposta entusiastica dei territori ci dice che la strada è quella giusta. Cercheremo di accelerare al massimo le procedure per garantire che i progetti vengano realizzati e diano risposte nel più breve tempo possibile.»
Sono invece 14 con 21 Unioni, 179 Comuni e 592.696 abitanti coinvolti i progetti avviati o in fase di co-progettazione (Nora e Bithia, Nuorese Gennargentu Barbagia, Marmilla, Anglona e Bassa Valle del Coghinas con Unione di Comuni del Coros, Monte Acuto con Riviera di Gallura e comune di Golfo Aranci, Sarcidano-Barbagia di Seulo, Guilcer e Barigadu, Logudoro e Goceano, Meilogu e Villanova, Fenici, Montiferru-Sinis e Planargia, Rete metropolitana di Sassari, Costa del Sinis-Terra dei Giganti, Terralbese e Linas). Altre tre manifestazioni di interesse sono state presentate dai territori della Trexenta, Basso Campidano e Terre del Campidano.
Complessivamente, parliamo di 20 progetti, 30 Unioni, 248 Comuni, 798.595 abitanti, ovvero l’85% dei Comuni (che sono in tutto 293) e l’88% della popolazione (921.841) potenzialmente interessati.

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«Sono i dati migliori visti sinora e questo ci fa ben sperare, perché significa che la tendenza positiva va consolidandosi anche nel lungo periodo. Una tendenza che coinvolge sia il lavoro che il prodotto interno lordo, stimato in crescita dell’1,3% nel 2017 – commenta il presidente della Regione Francesco Pigliaru -. Diminuiscono significativamente disoccupati e inoccupati, e si registrano 18000 posti di lavoro in più. In questo quadro incoraggiante, il tasso di disoccupazione è al minimo da molti anni: oggi è al 14,6%, mentre quando abbiamo iniziato a governare noi era molto più alto, al 19%. Ancora – aggiunge il presidente della Regione -, in questo momento il nostro mercato del lavoro registra miglioramenti molto più netti di quelli ottenuti nel resto del Paese. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare, ma segnali come questo sono importanti, ci dicono che le nostre politiche stanno funzionando, che finalmente stiamo riuscendo a far tornare fiducia, lavoro e crescita. Con la Finanziaria che è appena entrata in aula e che vogliamo approvare prima della fine dell’anno – conclude Francesco Pigliaru -, siamo determinati a rafforzare questo processo positivo.» 
«Ancora una volta abbiamo un riscontro del miglioramento, in questo caso fortemente positivo, che da qualche tempo tutti i report statistici evidenziano – sottolinea l’assessore del Lavoro Virginia Mura -. L’Istat mostra come la Sardegna, praticamente in tutte le voci faccia passi avanti: il mercato del lavoro sardo segue la buona tendenza nazionale, ma con differenziali migliori, talvolta doppi, rispetto ai dati italiani, e con un forte stacco rispetto al resto del Mezzogiorno. Accanto alla diminuzione dei disoccupati e all’aumento degli occupati, al buon trend di crescita del lavoro femminile, mi sembra molto importante sottolineare il calo degli inattivi, l’aumento della forza lavoro e del tasso di attività: questi indicatori mostrano anche una rinnovata fiducia dei cittadini non solo verso il mercato del lavoro ma anche nei confronti delle istituzioni, quando dimostrano di funzionare. Un clima che adesso va custodito e alimentato consolidando i miglioramenti e continuando pazientemente a elaborare soluzioni e risposte per il sistema del lavoro sardo». 
Aumenta il tasso di attività (da 62,2% a 63,6%) e la forza lavoro (+1,6% da 692,6 a 703,5) cresce più della media nazionale e di quella del mezzogiorno (entrambe allo 0,9%), sia per la componente maschile (+1%) e più marcatamente per quella femminile (+2,3%).
Diminuisce inoltre la percentuale degli inattivi -4,6% (da 412,1 a 393,2). E, anche in questo caso, Italia e Mezzogiorno si assestano su posizioni inferiori (rispettivamente -2,2% e -2,0%).
Il tasso di disoccupazione diminuisce dal 15,9% al 14,6% (passa dal 15,5% al 15,0% per gli uomini e dal 16,5% al 14,1% per le donne) mentre l’occupazione è in aumento del 3,2%(da 582,2 a 600,9: +1,7% per la componente maschile e ben +5,4% per quella femminile). Il tasso di occupazione passa invece dal 52,1% al 54,1% (da 60,2% a 61,7% per gli uomini e da 44,0% a 46,5% per le donne).
Il miglioramento generale dell’occupazione vede dunque l’importante risultato della crescita dell’occupazione femminile, in termini percentuali tripla rispetto alla quella maschile.
Anche l’occupazione settoriale mostra andamenti tendenzialmente positivi, con il salto del +26,3% dell’industria in senso stretto (sulla quale ha influito sia l’occupazione maschile +22,5 che femminile +55,8%) e il +17,4% dell’intero settore industriale. Segue il +9,2% del commercio, alberghi e ristoranti e il +6,9% delle costruzioni.
Se si considera poi il contributo di ciascun settore alla crescita dell’occupazione emerge che il settore commercio, alberghi e ristoranti, con il +2,2%, e quello dell’industria in senso stretto, con il +2,1%, sono quelli che forniscono il contribuito maggiore alla crescita tendenziale dell’occupazione. 

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CAMPOS (Coordinamentu Artes Musicales e Poèticas de traditzioni Orali de Sardigna), l’associazione culturale costituita nel 2015 su iniziativa degli artisti che operano in Sardegna nelle arti musicali e poetiche di tradizione orale, chiama a raccolta i sindaci dell’isola, per presentare un progetto teso a creare una rete intercomunale per tutelare e promuovere i beni culturali della Sardegna, in particolare quelli immateriali, il turismo ad essi legato e quello ambientale.

L’occasione è offerta da “Sa corte de is artis” che si terrà a Solarussa il 16 dicembre, nel primo di una serie di incontri per dare gambe a una rete tra i comuni.

Dopo la santa messa, prevista alle 9.30, ci si sposterà presso la Casa Naitana, nel Parco di San Gregorio, dove verrà illustrato “Sardigna, aberi-mi sa janna”, il progetto che vede coinvolti 15 comuni che prende spunto dal bando di sviluppo locale promosso dalla Fondazione di Sardegna.

Ma l’iniziativa di CAMPOS tende a sfruttare anche le opportunità offerte da altri bandi della Regione, rivolti a Unioni dei Comuni e Comunità montane, e del ministero dell’Istruzione che si avvale di fondi strutturali europei.

In una lettera inviata a tutti gli amministratori dell’Isola CAMPOS sottolinea le attuali difficoltà socio economiche attraversate dai vari comuni, aggravate da un progressivo spopolamento, ed evidenzia come espressioni culturali specifiche, lingua locale, produzioni tipiche costituiscano una risorsa fondamentale per le comunità.

Da qui la convinzione che occorra intervenire «a partire dalla valorizzazione dei beni culturali e materiali e immateriali e dei riti comunitari ad essi connessi, per ridare forza e credibilità alle comunità stesse, per infondere fiducia nei singoli individui, creando nuove prospettive di sviluppo basate sulle produzioni locali e sul turismo culturale ed ambientale».

Le strategie saranno dunque esaminate nel corso del convegno in programma a Casa Naitana alla presenza, oltre che dei sindaci, di rappresentanti della Regione e dell’ISRE, l’Istituto Superiore Regionale Etnografico.

Alle 13.30 la distribuzione di un pranzo con prodotti sardi sarà l’occasione per dare voce anche alle aziende produttrici e a quelle turistiche, agrituristiche, della ristorazione.

Nel pomeriggio, dalle 16.00, spazio invece alle esibizioni degli artisti nelle nove diverse aree espressive riunite da CAMPOS con gare di poesia logudoresa, a s’arrepentina, a sa moda campidanese e mutos; a chiterra; concerti per launeddas e organetto; canti a tenore e a cuncordu; canti e musiche del Natale.

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L’associazione culturale Le Sorgenti di Nuxis, grazie alla sapiente guida del presidente Giangacomo Aru, sta compiendo un’importante operazione culturale. Lo studio, la catalogazione e il rilancio della cassa fiorita del Sulcis. Una cassa molto bella e solare, diffusa a Nuxis e nel Sulcis, ma sconosciuta fuori. Così, a metà agosto, nel contesto della festa paesana de Su ‘Addeu, organizzata dalla Pro Loco, ha allestito una mostra di  quindici casse, messe a disposizione da altrettante famiglie, che hanno mostrato il valore di questo bel manufatto, frutto della cultura materiale della zona. Non se ne conosce l’origine, anche se sono evidenti gli influssi mediterranei e africani. Si sta però decriptando la simbologia. Era la cassa della sposa, che la portava col carro nella nuova casa familiare con all’interno il corredo. La cassa, dunque, coi suoi fiori e i suoi disegni, esprime la gioia per l’amore degli sposi, la fertilità della donna, la vita che prosegue.

Tutto questo è espresso nei disegni che s’ispirano ad una simbologia antica. Se ne trovano le tracce in documenti celebri, come la porta del sepolcro ebraico di Kefer Yesef, di epoca romana (esposto al Louvre).

Questa porta sepolcrale è stata presa dagli studiosi come esempio paradigmatico di decifrazione del significato simbolico delle figure geometriche. Ne abbiamo già richiamato l’interpretazione di Rutten nel suo “Arts et Styles du Moyen-Orient Ancien”. Qui interessa utilizzare quei risultati in relazione alle casse sulcitane, che presentano, seppure in tante fantasiose varianti, uno schema fisso: sulla facciata un motivo floreale promanante da un vaso e inserito in una cornice geometrica. I lati sono affrescati con una stella o, più raramente, con un elica dentro un cerchio.

Orbene,  il motivo floreale anteriore, indica la vita che rinasce, promanando da un vaso, simbolo del dono; la cornice, in cui il vaso e il fiore sono contenuti, simboleggia le rivoluzioni terrestri. La stella motivo più ricorrente ai lati evoca il sole, Venere, l’amore; l’elica, meno frequentemente presente sempre ai due lati, simboleggia invece la luna, la fertilità femminile, e Cibele, la divinità lunare protettrice della vita delle donne. Stella ed elica sono contenuti in un cerchio, simbolo dell’eternità.

La cassa della sposa assume così un valore simbolico pregnante: anche quando ai lati ha l’elica, in luogo della stella, in essa c’è un augurio di eterno amore per la coppia, fertilità e abbondanza per la donna che con la cassa reca alla casa coniugale non solo il proprio corredo, ma il dono più prezioso: la promessa della vita che continua e si riproduce.

L’associazione Le Sorgenti ha fatto costruire la cassa fiorita, qui riprodotta, da Lino Tocco falegname e dal pittore Giuseppe Secci, seguendo lo schema tradizionale, seppure con belle innovazioni sui colori, perché intende valorizzare gli artigiani locali, nel convincimento dell’alto valore culturale di queste competenze materiali. Vuole però rilanciare anche la produzione e la diffusione del manufatto per il suo importante valore simbolico. C’è l’auspicio che la cassa, anche in un contesto radicalmente mutato, possa ridivenire un regalo di nozze o comunque un pezzo prezioso dell’arredamento della casa. Si vorrebbe farle prendere piede come è avvenuto per le casse intagliate delle zone interne, che sono oggetto molto ricercato per l’abbellimento degli ambienti. Per questo nei prossimi giorni la cassa fiorita del Sulcis sarà in esposizione e in vendita presso lo showroom de l’I.S.O.L.A. in via Baccaredda 176 – Cagliari (telefono: 070 492756), dove si vende l’artigianato sardo di eccellenza.

Andrea Pubusa