12 September, 2026

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L’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ha definito i fondi contrattuali del comparto. Una cifra che supera di poco i 6 milioni di euro e che rappresenta un risultato storico per l’Aou di Sassari, perché determina e certifica i fondi contrattuali aziendali per l’area del comparto sanità dal 2007 al 2015. Il risultato è stato messo nero su bianco dalla direzione aziendale dall’Azienda ospedaliero universitaria di viale San Pietro, con la delibera numero 754 approvata ieri.

Dalla sua costituzione, e sino a ottobre del 2017, l’Azienda non ha mai avuto un atto aziendale approvato dalla Regione e, pertanto, neppure la conseguente dotazione organica. Questa situazione è stata di ostacolo alla quantificazione dei fondi contrattuali, a causa dell’incertezza sulla base di calcolo. L’incorporazione dell’ospedale civile nel 2016 ha comportato ulteriore problematica che, nel 2017, ha spinto la direzione aziendale e l’assessorato regionale della Sanità a mettere la parola fine all’annosa problematica avviando un percorso condiviso di definizione dei fondi.

Da qui la delibera regionale di luglio scorso, la numero 35/23, che ha dato le «linee di indirizzo per la determinazione dei fondi contrattuali dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari». La Regione ha così chiarito il concetto di dotazione organica di riferimento, ha definito i criteri di incremento dei fondi a seguito di aumento della dotazione organica, quindi ancora la riduzione proporzionale dei fondi in base alla riduzione della dotazione organica ed i limiti di spesa per le aziende interessate da operazioni di incorporazione.

L’azienda di viale San Pietro ha quindi affidato a un soggetto terzo l’incarico per la revisione dei fondi contrattuali del personale delle aree della dirigenza e del comparto che nelle settimane scorse ha consegnato alla direzione lo studio relativo al comparto per gli anni dal 2007 al 2015. Sono ancora in fase di lavorazione, invece, i dati relativi agli anni 2016 e 2017. È in fase di approvazione poi la definizione dei fondi contrattuali della dirigenza sanitaria non medica e amministrativa.

«Con la definizione dei fondi contrattuali del comparto, cioè del personale non dirigente sanitario e amministrativo – afferma il direttore generale dell’Aou Antonio D’Urso -, abbiamo aggiunto un tassello per ristabilire il giusto clima aziendale. Sono convinto che da gennaio si apriranno nuovi percorsi. È stata, così, riordinata una situazione che dal 2007 non sembrava vedere soluzione. Resta, infine, ancora da definire la parte della dirigenza medica – conclude il manager -, dopo un primo incontro svolto a metà dicembre in assessorato regionale che ha dato la sua disponibilità ad affrontare la questione fondi contrattuali.»

La delibera adottata ieri dalla direzione aziendale determina i fondi contrattuali così suddivisi: fondo per il finanziamento delle fasce retributive, delle posizioni organizzative, della parte comune ex indennità di qualificazione professionale e dell’indennità professionale specifica (3.592.427). Quindi ancora il fondo per il compenso del lavoro straordinario (1.780.418) e il fondo della produttività collettiva per il miglioramento dei servizi e per il premio della qualità delle prestazioni individuali (855.223).

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Nell’ultima seduta dell’anno il Consiglio comunale di Carbonia ha approvato il regolamento sui Comitati di quartiere.

«Con l’approvazione del regolamento sui Comitati di quartiere abbiamo raggiunto un altro obiettivo che era stato indicato nelle linee programmatiche del nostro mandato amministrativo (2016-2021). Uno dei punti strategici del nostro programma, così come il regolamento sul baratto amministrativo.»

Con queste parole il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha accolto con entusiasmo l’approvazione del regolamento sui Comitati di Quartiere, avvenuta nella seduta del Consiglio comunale del 22 dicembre scorso.
Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore del decentramento Paola Argiolas per il «varo di un importante strumento che rappresenta una novità assoluta nello scenario politico-istituzionale della città di Carbonia. I Comitati di quartiere mirano a favorire la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, supplendo all’abolizione delle circoscrizioni. Queste entità saranno, quindi, un esempio di democrazia partecipata e potranno collaborare fattivamente con gli organi istituzionali del Comune (Sindaco, Giunta, Consiglio comunale e Consulte)».
Nel regolamento sono stati individuati 8 quartieri presenti nella città di Carbonia e nelle sue frazioni. Si tratta di Barbusi, Bacu Abis, Cortoghiana, Is Gannaus, Serbariu, Carbonia Nord, Carbonia Centro e Carbonia Sud.
I Comitati svolgeranno un ruolo propulsivo e consultivo attraverso il confronto con gli organi istituzionali del Comune, la redazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di vita del quartiere, la formulazione di proposte di partecipazione alla spesa pubblica attraverso strumenti di bilancio partecipato.
«Un grande passo avanti nella direzione del decentramento amministrativo – si legge in una nota -, che dimostra l’attenzione e la vicinanza dell’Amministrazione comunale non solo verso il centro cittadino, ma anche verso le periferie e le frazioni.»

 

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L’11 dicembre 2 milioni di euro con un tagliando da 10 euro del gratta e vinci “Il Miliardario” nella ricevitoria di Angelo Nocco, a Bruncu Teula; mercoledì 27 dicembre 2,5 milioni di euro con una giocata da 2 euro al “Dieci e lotto” nella ricevitoria di Corso Vittorio Emanuele 64 di Carmela Cannavà, a Sant’Antioco. La dea bendata ha bussato due volte con vincite milionarie in soli 16 giorni, nel Sulcis ma, non ancora soddisfatta, ha bussato anche una terza volta, questa volta a Carbonia, non con proporzioni milionarie ma, comunque, con una somma considerevole: 300.000 euro!

E’ l’importo vinto da 23 dipendenti della Lai Automobili, con uno dei 60 gratta e vinci “Il Miliardario” da 5 euro acquistati al Conad SuperStore di via della Stazione. Si tratta di giocatori non abituali che, sotto le festività di fine anno, hanno deciso di mettersi insieme con piccole quote di una decina di euro, per tentare la fortuna… Che non si tratti di giocatori abituali, è confermato dal fatto che non tutti i dipendenti hanno accettato di partecipare, salvo poi pentirsi, evidentemente, quando si è materializzata la grandissima sorpresa…

Quando una piccola monetina da 5 centesimi ha “grattato” il tagliando fortunato…nella sede della Lai Automobili di via Nazionale è esplosa la festa… Per i 23 fortunati è stato sicuramente un graditissimo regalo, come confermano i sorrisi immortalati stamane dalle macchine fotografiche arrivate numerose per documentare quanto accaduto.

     

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Mercoledì 27 dicembre 10 lavoratori socialmente utili hanno firmato il contratto che li legherà a tempo indeterminato al comune di Carbonia e questa mattina hanno preso servizio. «Siamo veramente felici perché la stabilizzazione di 10 Lsu rappresenta un risultato significativo, che consentirà all’Amministrazione Comunale di avvalersi del prezioso contributo di operatori qualificati, i quali avranno finalmente la certezza di un futuro – ha affermato il Sindaco Paola Massidda -. Si tratta di un segnale importante per la nostra città e per l’intero Sulcis Iglesiente. La stabilizzazione di 10 lavoratori socialmente utili – che si aggiunge ad altri provvedimenti presi dall’Amministrazione comunale come l’assunzione di 64 lavoratori nei cantieri comunali di forestazione e di 26 lavoratori Alcoa e indotto, ex ILA e indotto Eurallumina – rappresenta un’inversione di tendenza in un territorio letteralmente messo in ginocchio dalla crisi e dagli elevati tassi di disoccupazione».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore del Personale Paola Argiolas, che ha seguito passo dopo passo la vicenda dei lavoratori socialmente utili: «Grazie a questa assunzione a tempo indeterminato, 10 padri di famiglia porranno fine alla precarietà lavorativa con quale hanno dovuto fare i conti per più di 20 anni. 10 lavoratori della nostra città potranno così guardare al futuro con fiducia e ottimismo».
5 lavoratori sono stati assunti come esecutori operativi specializzati di categoria B1: Antonio Cesare Piras, Efisio Monni, Enrico Espa, Carlo Airi e Luciano Deiana. A loro si aggiungono 5 esecutori tecnici specializzati: Antonio Cadeddu, Marcello Osanna, Giancarlo Figus, Benigno Sulas e Lorenzo Virdis.

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In Sardegna erano 136.795 i POS, lettori di moneta elettronica, attivi alla fine del 2016 presenti presso le imprese, i professionisti e gli esercenti di commercio. 1 ogni 31 abitanti, le “macchinette” in 6 anni sono cresciute di 41.486 unità.

Sono questi i dati dell’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPMI, su dati della Banca D’Italia, in vista del prossimo 1° gennaio, data dalla quale, per qualsiasi transazione commerciale, artigiani, liberi professionisti, imprese ed esercenti del commercio avranno l’obbligo di a munirsi di POS per i pagamenti tramite bancomat.

Fra pochi giorni, infatti, a partire dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, entrerà anche in vigore la norma sulle sanzioni per chi viola l’obbligo di dotarsi di “lettori di moneta elettronica”: sarà infatti obbligatorio accettare pagamenti anche con bancomat e per importi anche inferiori ai 5 euro.

«Un vantaggio per i consumatori – commenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – ma uno svantaggio per artigiani e commercianti i quali dovranno sostenere i costi di gestione del POS delle banche, che possono raggiungere cifre non indifferenti se si tiene conto che spesso ad essere coinvolte sono piccole e medie imprese con fatturati annui spesso contenuti

Il provvedimento mira ad accelerare ulteriormente la diffusione e utilizzo della moneta elettronica, cresciuto in modo apprezzabile nell’ultimo triennio, dopo l’entrata in vigore dal 30 giugno 2014 della legge n. 221/2012 che prevede l’accettazione da parte di imprese e professionisti di pagamenti effettuati attraverso carte di debito.

In Italia nel 2006 furono 1.132.129 i POS, che effettuarono oltre 770 milioni di operazioni per un controvalore di oltre 71miliardi e una spesa media di 93 euro; nel 2016 i POS sono diventati 2.093.959, hanno elaborato 1miliardo e 800mila operazioni per un controvalore di oltre 115 miliardi e una spesa media di 63 euro.

Il Consiglio dei ministri, nella riunione dello scorso 11 dicembre, con un decreto legislativo sui servizi di pagamento nel mercato interno, ha anche disposto che «per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non può essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa; per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria per operazione non può essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione».

Nello stesso decreto anche un buona notizia per i consumatori: viene abbassata, passando da 150 euro a 50 euro, la franchigia massima a carico degli utenti nel caso di pagamenti non autorizzati.

Analizzando il trend delle installazioni dei POS in Italia è emerso che tra il 2013 – anno precedente all’introduzione dell’obbligo – il numero dei POS è cresciuto del 37,6% pari a 572.396 unità in più. Inoltre si è osservato un tasso medio annuo di crescita dell’11,2% dal 2013 al 2016 rispetto al più contenuto +0,8% del triennio precedente; di conseguenza tra il 2013 e il 2016 il numero di abitanti per POS passa da 39 a 29 abitanti per POS.

In parallelo tra il 2013 e il 2016 è cresciuto del 49,8% il numero delle transazioni con carta di debito tramite POS con un ritmo medio annuo del 14,4% rispetto al 10,2% osservato nel periodo precedente. L’ammontare delle transazioni dal 2013 al 2016 è aumentato del 46,5%, con un trend maggiormente accentuato rispetto alla spesa per consumi finali delle famiglie che dal 2013 è aumentata del 4,3%, evidenziando un crescente utilizzo da parte di imprese e consumatori.

A livello provinciale, 19.413 POS si trovano a Cagliari, cresciuta di 3.370 “lettori” in 3 anni. Seguono Sassari con 12.753 (+3.207 nell’ultimo triennio), Nuoro con 5.494 (+1.968 tra il 2013 e 2016) e Oristano con 3.588 (+835).

«Non siamo mai stati contrari ad accettare i pagamenti elettronici e a combattere il nero – sottolinea Matzutzi – però il problema principale restano le commissioni bancarie. Per alcuni settori i ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza di uno o due punti percentuali sul transato significa rinunciare al profitto. Non vogliamo che a subire siano sempre imprese e consumatori.» 

«Ricordiamo che già 2 anni fa – continua il presidente Matzutzi – la legge di stabilità stabilì che sarebbero stati fissati i tetti delle commissioni da applicare ai pagamenti elettronici, commisurandoli ai servizi effettivamente erogati. Nulla ci pare sia stato fatto.»

L’associazione artigiana sottolinea come esistano anche alcuni sistemi che oggi consentono di avere il POS a costi quasi zero come quelli per i quali non ci si appoggia ad una banca per il servizio, ma si opera grazie all’utilizzo degli smartphone.

Confartigianato Imprese Sardegna, in ogni caso, tutelerà imprese e consumatori contro ulteriori aggravi di spesa, vigilando sulla corretta applicazione del provvedimento e sulle commissioni bancarie, e denunciando ogni situazione anomala o poco chiara.

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Il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha firmato l’ordinanza (n. 420 del 28 dicembre 2017) che vieta l’utilizzo di petardi, botti e artifici pirotecnici di qualsiasi genere nei luoghi sensibili, nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2017 e il 1° gennaio 2018. Il divieto si applica per lo scoppio di petardi in prossimità e a una distanza inferiore a 200 metri da luoghi di culto, cinema, piazze pubbliche, giardini pubblici e ricoveri zootecnici.
«Con questa misura – ha commentato il sindaco – l’Amministrazione comunale intende salvaguardare la sicurezza dei nostri concittadini e tutelare il benessere degli animali. Il nostro obiettivo è evitare che l’esplosione di petardi possa determinare, per lo spavento indotto dal rumore e dagli effetti luminosi, conseguenze negative a carico di persone e animali, nonché fenomeni di degrado urbano e inquinamento.»
Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni dai 25 ai 500 euro. L’individuazione delle zone in cui è assolutamente vietato esplodere petardi permetterà di perseguire con più facilità i trasgressori.

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Garantire costantemente un servizio di qualità anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, sistemi operativi innovativi, presenza costante negli impianti, presidio e monitoraggio delle reti. Sono questi i pilastri sui quali poggia l’operatività di Abbanoa nei territori, “divisi” in 8 Distretti ci competenza (Distretto 1 – Cagliari; Distretto 2 – Sulcis; Distretto 3 – Sanluri; Distretto 4 – Oristano; Distretto 5 – Nuoro; Distretto 6 – Sassari; Distretto 7 – Olbia; Distretto 8 – Ogliastra). Abbanoa gestirà l’ordinario, quindi a garantire i servizi di potabilizzazione, distribuzione e depurazione, ma anche ogni eventuale emergenza, come accaduto a Natale. Nei giorni del 24 e 25 dicembre sono stati diversi gli interventi che hanno visto impegnate i tecnici del Gestore che con tempestività nelle riparazioni delle condotte (e poi e nelle regolazioni dell’acqua in rete) sono riusciti a portare a termine importanti interventi causati da guasti improvvisi senza creare alcun disservizio all’utenza.

Abbanoa ha da qualche tempo potenziato il servizio relativo alla segnalazione dei guasti, garantendo ai clienti una copertura di 24 ore. In ogni momento è quindi possibile contattare un operatore Abbanoa al numero verde 800 022 040, che da Cagliari riceve, gestisce le chiamate e inoltre le segnalazioni verso i distretti, garantendo una copertura di tutta la Sardegna. Il servizio non si ferma neanche nei giorni di festa.

L’assistenza ai clienti (numero verde 800 062 692) sarà garantita anche domani mattina fino alle 13,30, per riprendere come di consueto martedì 2 gennaio. Il servizio mail resta sempre attivo. A disposizione, per consultare la propria posizione, anche lo Sportello Online, raggiungibile dal sito istituzionale del Gestore in qualsiasi momento e a qualsiasi ora (www.abbanoa.it).

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Dalla performance del Cada die teatro che racconta le peripezie di un giovane richiedente asilo prima di giungere in Sardegna, all’incontro tra danze e musiche di diverse culture. Sino al dj set finale, in compagnia del dj siriano Zanko El Arabe Blanco.

E’ una giornata ricchissima quella che domani, sabato 30 dicembre, chiude “La città che viaggia”, il festival della creatività giovanile organizzato a Cagliari da Carovana SMI.

Alle 16.00, negli spazi dell’Exma l’appuntamento è con “InterNation Disco”, danze e musica partecipate, di diverse culture, guidate da artisti di differenti nazionalità.

Alle 19.00, la sala conferenze del centro culturale ospita “Agiuda, e as’essiri agiudau”, spettacolo che vedrà in scena il giovane richiedente asilo Inza Fonfana e Mauro Mou del Cada Die Teatro, in cui si racconta la storia (vera) del ragazzo immigrato.

Alle 19.30 si prosegue con la performance di musica elettronica “Years&Flowers”, mentre alle 20.00 arriva il rapper siriano (da tempo residente a Milano) Zanko El Arabe Blanco che insieme a diversi colleghi da tutta l’isola sarà il protagonista di “Lab e Jam”.

La giornata si apre, alle 9.00, con l’esposizione dei lavori realizzati per il festival dai ragazzi del liceo artistico Foiso Fois, all’interno di un progetto di alternanza scuola-lavoro.

Ci sarà spazio anche per “Sapori e Incontri. Cucinare insieme fa bene”, una installazione di cibi di varie culture, e per il “Caffè interlinguistico”, scambi di parole in lingue diverse, dove i partecipanti riceveranno una bevanda gratuita e la possibilità di conoscere “Ear2memory”, un metodo per imparare le lingue con il cellulare a cura di Bernd Kamps.

Dalle 11.00 alle 13.00 nei Campi dell’Ossigeno, in viale Cimitero 29, si disputerà invece “Calcio senza confini”, un’insolita partita di calcio con tanto di accompagnamento musicale, in cui le squadre sono miste per genere, provenienza ed età.

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Dopo l’assunzione di 64 persone da impiegare nei cantieri comunali, il comune di Carbonia ha pubblicato un avviso rivolto ai lavoratori facenti parte del bacino Alcoa e indotto, ex-ILA e indotto Eurallumina, fuoriusciti dagli ammortizzatori sociali nelle annualità 2014/2015. 

Verranno individuati 26 lavoratori, selezionati da un elenco di 81 persone inserite in uno specifico accordo del 20 dicembre 2016, sottoscritto dall’assessorato al Lavoro della Regione Sardegna e dalle organizzazioni sindacali territoriali. Le domande di partecipazione, con i relativi allegati, dovranno pervenire improrogabilmente entro e non oltre il giorno 8 gennaio 2018.
26 persone verranno assunte a tempo determinato e parziale, per 6 mesi e 20 ore settimanali, per lo svolgimento di diverse attività progettuali: dalla riapertura dell’ufficio di accoglienza e promozione turistica alla valorizzazione della Torre civica e delle strutture culturali, dall’assistenza per Scuolabus alla custodia e pulizia del Palazzetto dello Sport, dalla custodia del Mercato Civico alla manutenzione del Patrimonio culturale correlato alla Protezione Civile, dalla digitalizzazione delle opere pubbliche correlate alla Protezione civile e Ambientale al rafforzamento della struttura di Protezione civile e alle attività inerenti allo Sportello di Prossimità.
L’assunzione di 26 persone rientra nel cosiddetto progetto di politiche di flexicurity nell’area di crisi industriale complessa di Portovesme. «Il comune di Carbonia dimostra ancora una volta di essere in prima linea nelle politiche attive per il lavoro, attraverso progetti di utilità sociale che rappresentano uno strumento per garantire ai cittadini un sostegno al reddito attraverso percorsi strutturati di reinserimento lavorativo», ha affermato il sindaco di Carbonia, Paola Massidda.
«Con l’assunzione di 26 lavoratori, il comune di Carbonia intende creare le condizioni favorevoli all’individuazione di nuove opportunità di impiego e di occupazione per gli operai dell’Alcoa e dell’indotto, dell’indotto Eurallumina e degli ex ILA», ha spiegato l’assessore del Personale Paola Argiolas.
21 lavoratori verranno inquadrati con la qualifica di esecutore tecnico/esecutore operativo di categoria B1, 4 persone avranno l’inquadramento C1 di Istruttore Tecnico/Istruttore Amministrativo, mentre 1 lavoratore avrà la categoria D1 da Istruttore Direttivo Tecnico.

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«Accogliamo favorevolmente l’iniziativa della consigliera regionale Alessandra Zedda proposta come emendamento in finanziaria per l’introduzione di una misura a favore delle donne che hanno subito violenza. La misura chiamata “Reddito di libertà” va nella giusta direzione, ricalcando in toto lo schema proposto nel Reddito di Inclusione Sociale, che va oltre il mero aiuto economico ma spinge per il recupero della dignità della persona. In un periodo in cui la violenza di genere non tende a diminuire, ma anzi il contrario, non si può assolutamente allentare l’attenzione.»

Lo scrivono, in una nota, i quattro consiglieri regionali del gruppo Art. 1 – Sdp, Luca Pizzuto, Eugenio Lai, Daniele Cocco, Paolo Zedda.

Per tutti questi motivi la presentazione di una legge specifica è positiva. A questo proposito è importante ricordare che è all’ordine del giorno della VI commissione una nostra proposta di legge in tal senso “Norme per la diffusione della cultura della nonviolenza e contro la violenza di genere” che all’articolo tre «favorisce e finanzia i progetti personalizzati che permettano alle vittime di violenza di genere di superare il trauma della violenza subita».

«L’invito che rivolgo al Consiglio regionale – sostiene il consigliere Luca Pizzuto – è quello di unire le forze per arrivare a una proposta condivisa che vada in un’unica direzione: il rispetto e la difesa delle donne da qualsiasi forma di violenza.»