12 September, 2026

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L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco ha consegnato cinque “attestati di merito” ad altrettanti giovani antiochensi che, nel corso del 2017, si sono distinti per i traguardi ottenuti nel loro ambito di studi e/o professionale. La cerimonia si è svolta nella serata di ieri (28/12/2017) nell’aula consiliare prima dell’inizio dell’ultima seduta di Consiglio comunale prevista per il 2017. Le pergamene sono state assegnate dal sindaco Ignazio Locci e dall’assessore della Pubblica Istruzione Rosalba Cossu. I cinque ragazzi destinatari del riconoscimento sono Filippo Lorrai, Alessandra D’Angelo, Silvia Pittasi, Nadia Locci e Maria Giulia Taccori (quest’ultima assente in quanto fuori sede).

Filippo Lorrai, con il suo libro “Il Grande Erik”,  ha vinto il premio letterario “La Giara”, promosso dalla RAI e dedicato ai romanzi inediti di giovani scrittori. Il concorso, il cui premio viene assegnato da una giuria d’eccezione, si propone di scovare nuovi talenti: con questo riconoscimento Filippo si è assicurato la pubblicazione del romanzo con la Rai Eri.

Alessandra D’Angelo, ricercatrice, ha vinto il Premio “Geoffrey Philips Analytical Science Award”,  ottenuto grazie ai traguardi raggiunti nell’ambito della ricerca farmaceutica presso la University of Greenwich. La nuova tecnica promossa da Alessandra fornirà alle aziende farmaceutiche un approccio più rapido e semplice per sviluppare farmaci ed offrire i trattamenti più efficaci ai pazienti.

Silvia Pittasi, Nadia Locci e Maria Giulia Taccori si sono distinte per la loro brillante carriera universitaria, tanto che la “Fondazione Italia-Usa”, in una cerimonia ufficiale svoltasi alla Camera dei Deputati, le ha omaggiate con una pergamena e con il diritto alla frequentazione gratuita di un prestigioso Master in Marketing. 

«Siamo orgogliosi dei nostri ragazzi – commenta il sindaco Ignazio Locci – i loro successi meritano un riconoscimento ufficiale: confidiamo nelle loro capacità e gli auguriamo traguardi sempre più importanti». Esprime soddisfazione anche l’assessore della Pubblica istruzione Rosalba Cossu: «Riconosciamo nella cultura e nel merito le direttrici da percorrere per la crescita sociale ed economica della nostra comunità. Questo attestato vuole rappresentare uno stimolo a crescere e a fare sempre meglio. Voglio inoltre sottolineare che il nostro storico Liceo Emilio Lussu prepara ragazzi in grado di distinguersi per capacità e professionalità e questo ci gratifica».

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La visita del ministro Carlo Calenda insieme al presidente della Regione Francesco Pigliaru, è certamente il segno più importante delle Vertenze industriali dell’intero 2017.

Una visita, con la sottoscrizione dell’accordo di programma che consente l’accelerazione dei tempi burocratici stabiliti per la definizione del Contratto di Sviluppo funzionale alla cessione dello Smelter di Portovesme. Pratica sulla quale si è detto tutto, mentre l’11 di gennaio avremo il primo momento di verifica del Piano Industriale, della consistenza finanziaria e industriale della Società alla quale il MISE e Invitalia hanno deciso di assegnare lo stabilimento.

Visita poi utilizzata dal Ministro per dare una scossa alla Vertenza Eurallumina culminata con la convocazione al MISE, per la seconda settimana di gennaio, di Rusal, Enel, Terna e Regione, per portare a compimento l’accordo per la fornitura del vapore dalla centrale Grazia Deledda, già sottoscritto fra le 2 Società nello scorso mese di settembre. Accordo per cui è necessaria la stipula di un contratto di servizio con la Società di gestione della Rete elettrica, a seguito del quale si potrebbe dare rapido avvio all’investimento di circa 40 milioni di €, con immediato respiro al sistema degli appalti e riduzione dei tempi di riavvio della produzione, in quanto lo stesso ha già tutte le autorizzazioni di Legge.

Una visita che si è potuta svolgere per la condivisione delle problematiche da superare, l’unità di intenti, l’azione comune e soprattutto per l’approvazione di fondamentali provvedimenti Legislativi.

Il primo in assoluto è la Norma che ha sancito la sostanziosa riduzione strutturale dei costi dell’energia elettrica per le attività produttive ad alta intensità energetica e occupazionale. Una norma che interessa 3.300 aziende nel Paese di cui almeno 18 in Sardegna, circa 400mila lavoratori fra i quali i 1.300 della Portovesme srl, che arriva a compimento grazie alla concretezza del Ministro, ma anche alla testarda rivendicazione, proposizione e mobilitazione del territorio e all’altrettanta concretezza dei parlamentari del Sulcis Iglesiente che hanno profuso il determinante impegno per la sua approvazione.

Il secondo, altrettanto vitale, è la sclassificazione degli Usi Civici dei terreni industriali, che anacronisticamente “godevano” di quel vincolo. Provvedimento senza il quale non si potrebbe ora ragionare sulla ripartenza della filiera dell’alluminio, della riconversione produttiva della Carbosulcis con l’importantissimo progetto ARIA per la produzione di gas rari da impiegare nella ricerca e nella medicina che era bloccato per la scoperta di quel vincolo a quasi 70 anni dalla nascita della miniera di Seruci, come di qualsiasi altro possibile insediamento produttivo.

Il terzo è la Decretazione di Area di Crisi Industriale Complessa. Norma che deve ancora sviluppare le sue importanti potenzialità per la riconversione, riqualificazione e creazione di nuove opportunità di Lavoro in tutti i settori economici, ma sostanziale per ottenere il recupero e la proroga degli ammortizzatori sociali ancora per il prossimo anno.

Infine, fra gli altri non di minore importanza, il Piano Sulcis. Piano conquistato dal territorio, spesso contestato a sensazione da chi ne ha beneficiato a partire dalle cospicue risorse destinate alla fiscalità di vantaggio e da chi ne ha fatto lo strumento sensazionale e retorico per tornaconto mediatico. Piano che per noi, dopo alcuni anni di niente assoluto, può e deve essere superato avendo di fatto praticamente esaurito le sue finalità, con l’impegno di quasi il 90% delle risorse che riguardano i settori che vanno dall’Istruzione alla ricerca, dal recupero e bonifica del territorio a quello dello sviluppo infrastrutturale, turistico, portuale e per la ripresa e salvaguardia del comparto produttivo.

Le Vertenze, non solo industriali, che hanno vita grazie alla testarda e tenace mobilitazione dei Lavoratori, saranno concluse quando ripartirà il Lavoro che a sua volta sarà importantissimo per la ripresa dell’economia e dell’occupazione nei vari settori, ma possiamo dire che il 2017, per la prima volta dopo troppo tempo, si chiude con qualcosa di più concreto e importante degli Auguri e della speranza da auspicare per il nuovo anno.

Roberto Puddu

Segretario generale CGIL

Camera del Lavoro Sulcis Iglesiente

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E’ stato appena istituito, con voto del Consiglio comunale, che il contributo ambientale di soggiorno del comune di Sant’Antioco fa già discutere.

«Davvero pensiamo di risollevare una situazione morta da tempo istituendo come prima cosa una tassa ai danni dei turisti che scelgono Sant’Antioco come meta di vacanza già per l’imminente stagione 2018?» si chiede Massimiliano Grosso, operatore turistico antiochense.

«Credevo che fosse la sinistra l’unica a proporre tasse! Non facciamo altro che lamentare il fatto che vengano imposte nuove tasse, ci si è indignati non poco quando Soru propose la tassa di lusso, e la prima proposta che viene in mente ad un sindaco convintamente di destra è quella di tentare il miglioramento dell’offerta turistica istituendo una tassa che il turismo potrebbe invece penalizzarlo? – aggiunge Massimiliano Grosso -. Io lo trovo bizzarro, se non addirittura da incoscienti. Fra l’altro parliamo di una tassa che, per il fine che dovrebbe avere, è pensata pure male. Sì, perché se, come si è detto, si istituirà una tassa di soggiorno ai danni dei turisti che decideranno di soggiornare per più di una notte a Sant’Antioco, graziando invece coloro che pernotteranno qui per una sola notte, non si incentiveranno certo le persone a trattenersi per più notti da noi, li convinceremo solo che, per evitare di pagare l’obolo, una notte e via sarà più che sufficiente per vedere l’isola. E’ un dato noto a tutti gli operatori turistici che nei mesi di media e bassa stagione viviamo delle briciole di quel turismo itinerante che porta i visitatori a spostarsi da un punto all’altro della Sardegna, con l’obiettivo di vedere il più possibile in una settimana o dieci giorni. Imponendo una tassa a chi sceglierà di trattenersi per due o tre notti a Sant’Antioco, ridurremo ancor di più le possibilità che i turisti scelgano di trascorrere più di una notte da noi e potrebbe addirittura verificarsi che anziché decidere di utilizzare Sant’Antioco come punto di appoggio per vedere anche Calasetta, Porto Pino e altri luoghi limitrofi, gli stessi turisti sceglieranno di soggiornare proprio in queste località del circondario per farne un punto d’appoggio per visitare noi, con un incalcolabile danno economico per chi in quelle poche notti di bassa stagione ancora ci spera… E questo è da rimarcare e da non sottovalutare, soprattutto considerato il fatto che già oggi, visti i costi più bassi dei posti letto in aree come le vicine San Giovanni Suergiu e Matzaccara, ci sono turisti che affittano le case a poco costo nel circondario per poi trascorrere le giornate a costo zero sulle nostre spiagge…»

«Ma anche ammesso che l’istituzione di questa tassa possa avere un senso, abbiamo calcolato, dati alla mano, quanto si stima di ottenere, nel concreto, da questa manovra? Durante la riunione del 18 dicembre fra sindaco, assessore al bilancio e operatori del settore (a cui, però, vorrei rimarcare che, per una falla di comunicazione, erano presenti solo 8 operatori), è emerso un dato che parla di circa 60.000 euro – sottolinea ancora Massimiliano Grosso -. Si tratta di fatto di una cifra veramente irrisoria, con la quale non sarà possibile portare avanti i grandi interventi che la gente si aspetta. Ma anche laddove si puntasse sul discorso che “tutto può fare brodo”, mi fa specie, sinceramente, che un paese a cosiddetta vocazione turistica e una Giunta che nell’acronimo della sua lista elettorale annoverava la voce Turismo fra le tre più importanti, oggi decida, nel capitolo di spesa previsto per il triennio dal 2018 al 2021, di destinare al settore turistico poco più di 35mila euro all’anno su un totale di circa 20 milioni di euro (ne hanno speso quasi il doppio per i dieci giorni di manifestazioni natalizie, per intenderci, che per un’intera programmazione estiva!), salvo poi spacciare per genialata l’idea di recuperare i soldi volutamente destinati ad altro facendo pagare una tassa ai turisti che già pagano cifre esorbitanti per arrivare prima in Sardegna (non dimentichiamo che dal 2011 ad oggi il caro traghetti ha dirottato altrove circa il 70% delle presenze avute fino al 2010) e poi nel nostro territorio (mancando i collegamenti diretti a basso costo con l’aeroporto di Cagliari, il costo di un taxi grava ulteriormente sul bilancio della vacanza).»

«Quindi, dico SI alla tassa di soggiorno, ma dico NO ad attuarla oggi – conclude Massimiliano Grosso –, senza aver prima condotto uno studio adeguato sull’argomento che coinvolga seriamente tutti, e dico tutti, gli operatori del settore.»

 

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Il Miramare Gastro & Music Pub, dopo cinque concerti in altrettanti giorni consecutivi da venerdì 22 a martedì 26, continua con la programmazione degli eventi di dicembre. Il locale affacciato sulla passeggiata di Alghero ha festeggiato il Natale a suon di musica dal vivo. Si è iniziato con il concerto di Alessandro Azara Quartet e il suo Tributo a Rino Gaetano, per continuare con il longevo gruppo sassarese “La Pillola”, alla Vigilia è toccato ai galluresi “Hollywood Band”, mentre il 25 dicembre si sono esibiti i “Puro Malto featuring Barbara Sanna” e, infine, a Santo Stefano i “Senza Base”. Un poker reale di live music che però non ferma l’energia alla base di questa nuova scommessa di un gruppo di giovani e affermati imprenditori algheresi.
Dopo solo due giorni di pausa in cui l’attenzione si sposta sullo sport il Pub della Riviera del Corallo riparte con qualità sonora. Venerdì 29 “Friday Tribute Night”, la rassegna musicale targata Miramare e dedicata in maniera esclusiva alle migliori tribute band della Sardegna, porta sul palco un meraviglioso omaggio al grande Fabrizio De André, il cantautore genovese che scelse proprio l’Isola come casa e i Sardi come compaesani. Crêuza de mä”, il nome del progetto musicale come il titolo di uno dei dischi più apprezzati dell’indimenticabile Faber. L’ultimo “sabato del Miramare” del 2017 invece propone il misto di ritmi rock e pop in cui si esibiscono i “Black Out”, formazione nata dall’incontro tra la splendida voce di Fabrizio Sanna e musicisti del calibro di Bachisio Ulgheri, Federico Canu e Fabio Carta. La notte di Capodanno infine sarà la selezione dello storico dj Benny a salutare l’anno in corso e a far ballare per festeggiare insieme l’arrivo del 2018.
Il Miramare Gastro & Music Pub ha inoltre da poco attivato il proprio servizio di cucina a cura di chef Claudio Cubeddu con piatti di carne, pesce, vegani e vegetariani che sarà a disposizione anche l’ultimo dell’anno.

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Ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia di Carbonia, al termine di un servizio coordinato finalizzato al controllo della circolazione stradale attraverso la predisposizione di posti di controllo, allo scopo di reprimere i reati contro il patrimonio e, in particolare, i furti in abitazione e agli esercizi pubblici, hanno deferito in stato di libertà un giovane 21enne nativo del Belgio e residente a Carbonia per guida in stato di ebbrezza, poiché, controllato in via Gramsci alla guida dell’autovettura a lui in uso, si trovava in evidente stato di ebbrezza alcolica, accertata mediante alcoltest. Al giovane è stata ritirata la patente di guida ed il veicolo è stato fidato a persona autorizzata.

Nel corso del servizio sono state altresì identificate 25 persone, delle quali 2 cittadine di origine nigeriana dedite all’attività di prostituzione ed un cittadino nord africano (nei pressi della stazione ferroviaria); sono stati controllati 15 veicoli, 3 strutture ricettive, 4 esercizi ricettive, 3 istituti di credito e, infine, 2 uffici postali.

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Il Consiglio comunale di Sant’Antioco ha approvato l’istituzione del “Contributo ambientale di soggiorno”, il cui gettito sarà destinato a finanziare gli interventi previsti nel bilancio comunale di previsione in materia di turismo. Si tratta di una “tassa di scopo”: ciò significa che i fondi confluiti nelle casse comunali dovranno essere utilizzati per fini specifici e, in questo caso, per finalità ambientali e per la creazione di nuovi servizi legati al turismo. «Siamo convinti della bontà di questa scelta – commenta il sindaco Ignazio Locci – i cui effetti saranno tutti a vantaggio di Sant’Antioco e della sua comunità: utilizzeremo i fondi per migliorare i servizi esistenti e crearne di nuovi, in modo da rendere competitiva e maggiormente appetibile la nostra isola». In particolare, per citare due esempi di azione, si punterà al miglioramento dell’accessibilità nelle spiagge e al potenziamento della pulizia e della cura degli arenili. 

Occorre inoltre considerare un altro aspetto: il turismo, oltre a garantire benefici economici, comporta anche dei costi in termini di tutela del paesaggio e dei servizi ad esso connessi. «Noi abbiamo il dovere di salvaguardare il nostro paradiso ambientale con interventi che inevitabilmente peserebbero sulle tasche dei contribuenti locali – aggiunge il sindaco di Sant’Antioco -, con il “Contributo ambientale di soggiorno”, quindi, vogliamo alleggerire il carico sulle spalle degli antiochensi chiedendo un piccolo contributo (si parte da un minimo di 50 centesimi al giorno) ai turisti che scelgono Sant’Antioco per trascorrere le vacanze».

L’imposta è corrisposta per ogni pernottamento nelle strutture ricettive, fino ad un massimo di cinque consecutivi, purché effettuati nella medesima struttura (il primo giorno è esente). Tra gli altri, sono esenti dal pagamento dell’imposta i bambini fino al compimento del dodicesimo anno di età e gli anziani sopra i settant’anni. L’imposta verrà applicata esclusivamente dal primo aprile al 30 ottobre di ogni anno. «Nonostante ci sia la contrarietà di qualcuno convinto di avere in mano la giusta ricetta sul turismo – conclude Ignazio Locci – noi siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta sotto il profilo sia delle politiche legate al turismo, sia di quelle connesse all’ambiente. E siamo anche consapevoli che dalla nostra parte ci sia la maggioranza dei turisti che rispetta la nostra isola. Il “Contributo ambientale di soggiorno” rappresenta per Sant’Antioco un’opportunità di crescita che noi vogliamo cogliere».

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Dopo Carbonia, Sassari, Alghero e Cuglieri, ultimi impegni in Sardegna per Cedric Shannon Rives & Brothers in Gospel, protagonisti della quindicesima edizione di Gospel Explosion, la rassegna itinerante (e costola del festival Narcao Blues) organizzata dall’associazione culturale Progetto Evoluzione.

Il gruppo statunitense completa il suo tour nell’isola dei nuraghi facendo tappa domani sera (venerdì 29) a Serramanna, nella Sala Conferenze “Vico Mossa” (in via Parrocchia), e sabato (30 dicembre) a Iglesias, nella chiesa di San Pio X. 

Si comincia in entrambe le occasioni alle 19.00, con ingresso gratuito.

L’ensemble originario del Missouri è stato fondato dal cantante e direttore musicale Cedric Shannon Rives, talento cristallino che fin da giovanissimo ha iniziato a cimentarsi con la musica padroneggiando con innata grazia e facilità le arti del musical e della recitazione. Con quattro album all’attivo e decine di migliaia di dischi venduti in tutto il mondo, l’artista americano è accompagnato in questo giro della Sardegna in musica dalle voci di Christopher Ifill, Joel T. Lester e Travis Tailor, da Heyward Matthews alle tastiere e da Chance Harper alla batteria. Il repertorio spazia tra modernità e tradizione con le immancabili pietre miliari del genere e brani originali dello stesso Cedric Shannon Rives, molti dei quali sono stati ripresi da alcuni tra i più importanti artisti gospel contemporanei, come The Anointed Pace Sisters, Darwin Hobbs, DeWayne Woods, Le’Andria Johnson, tra gli altri.

 

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Esposizioni di abiti d’epoca e costumi sardi, street food, degustazioni di cibi e vini prelibati, le botteghe degli antichi mestieri artigiani, laboratori sulla preparazione del pane e dei dolci sardi del territorio, presentazioni di libri, letture, eventi culturali, musica, spettacoli e animazione per le vie del centro storico. Il 29 e il 30 dicembre ritorna a Quartu Sant’Elena la manifestazione “Lollas, Autumn Tastes of Sardinia” che nei primi anni ’90 fece di questo comune tra i più popolosi dell’area metropolitana di Cagliari ricco di tradizioni artigiane, uno dei più dinamici centri culturali della Sardegna. Le case antiche della città si vestono a festa nell’ultimo weekend dell’anno per salutare il 2018 con una due giorni densa di appuntamenti tra suoni, sapori, parole, brindisi e auguri, dalle 16.00 alle 21.00.

Una ricchissima tradizione produttiva, alimentare e gastronomica insieme alla sua millenaria ospitalità che si ritrova in questo affascinante percorso multisensoriale a ritroso nel tempo tra le memorie dei quartesi, organizzato dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo. Un itinerario che attraversa il centro storico tra via Eligio Porcu, Via Garibaldi, Via XX Settembre, Via Roma, Piazza delle Arance e Piazza Santa Maria e collega sette antiche case campidanesi dell’800: Casa Olla, Casa Dom’e Farra, Casa Celio Pusceddu, Casa Passera, Casa Murgia Casanova, Casa Fais, Casa Lepori, che durante le due giornate apriranno ai visitatori le loro “lollas” dove si potrà curiosare tra le esposizioni di abiti d’epoca, degustare i prodotti del territorio, assistere ai laboratori di preparazione dei prodotti tradizionali, ai concerti dal vivo con alcune delle formazioni tra le più apprezzate della scena musicale sarda, o passeggiare nelle splendide viuzze del centro per lasciarsi catturare dai profumi del pane appena sfornato come “su coccoi”, “su moddizzosu”, “su civraxiu” e “su pintau”, vera eccellenza della tradizione quartese. E ancora un’area ludica per i più piccoli nella Piazza Santa Maria con i giochi gonfiabili e percorsi ludico motori e animatori, e il trenino turistico che percorrerà il suo itinerario per le vie del centro storico.

Una grande festa popolare tipica del Campidano come si usava fino ad alcuni decenni fa, in cui ogni visitatore potrà personalizzare il suo percorso tra le antiche “lollas” in base ai suoi gusti e orari che si articolerà tra Sa Domu de is Maistrus (Casa Celio Pusceddu), Sa Domu de sa Cultura (Casa Olla), Sa Domu de is Drucis (Casa Lepori), Sa Domu de su Binu (Casa Fois), Sa Domu de is Froris (Casa Passera), Sa Domu de su Pani (Casa Murgia Casanova) e Sa Dom’e Farra.

 

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«Un anno nero, da dimenticare, che si chiude male così come è iniziato sul versante della riduzione dei prezzi dei prodotti ovicaprini: dal latte alle carni, passando per la lana.»
Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Pierluigi Caria, nel commentare l’allarme lanciato da Coldiretti Sardegna sul crollo del prezzo delle carni d’agnello che dopo Natale sono scese sotto i tre euro al chilo, addirittura intorno ai 2,8 euro.
«Come Assessorato – ha aggiunto Pierluigi Caria – siamo pronti ad aiutare di più il Consorzio di tutela dell’Agnello di Sardegna IGP, così che migliori il suo operato e il suo ruolo di tutela sul mercato delle nostre produzioni locali. Riuscire a difendere la tipicità e la qualità delle carni nate e allevate in Sardegna è fondamentale nelle dinamiche di posizionamento sulle piazze di vendita. Ribadisco quindi al presidente del Consorzio di tutela e presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, tutta la disponibilità che può competere all’istituzione che rappresento – conclude Pierluigi Caria – per fare in modo che a pagare il prezzo più pesante non siano più e solo i produttori primari: i pastori.»

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«La situazione è drammatica e i fatti si stanno consumando nell’indifferenza di tutti. La Regione non ha nessuna strategia per il rilancio del sistema produttivo e dell’occupazione nell’area del Nuorese.»

E’ la dura presa di posizione del capogruppo regionale di Forza Italia Pietro Pittalis sulle vertenze della Sardegna centrale, con la grave crisi industriale del bacino di Ottana e dintorni. Un’agonia senza fine destinata a prolungarsi senza un piano industriale e/o di conversione dell’esistente che assicuri la stabilità dei posti di lavoro e favorisca nuova occupazione. La pietra tombale su Ottana Polimeri, unico stabilimento in Italia in cui ancora si produceva la plastica utilizzata per le bottiglie, il pet, è stato l’ultimo colpo assestato sulla chimica in Sardegna, con 58 operai licenziati. Nessuna schiarita anche sulla centrale elettrica di Ottana Energia, altri 70 dipendenti, che il prossimo aprile termineranno la cassa integrazione.

C’è poi il nodo dei lavoratori ex Legler, 130 unità con il destino incerto: «Davanti ad una platea così ampia di operai in difficoltà – aggiunge Pietro Pittalis -. La Giunta regionale dovrebbe porre un’attenzione particolare. Abbiamo ricevuto una delegazione di lavoratori in Consiglio regionale con la promessa di un impegno per tentare la ripresa delle attività produttive inglobate nella Sardegna centrale. L’auspicio è che sull’area di Ottana e dintorni possano esserci nuovi investimenti e che la Giunta regionale si impegni fattivamente anche per quest’area – conclude Pietro Pittalis –, chiedendo l’intervento del Governo centrale così come avvenuto per altre aree di crisi della Sardegna.»