15 July, 2026

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Domani, martedì 12 dicembre, alle ore 10,30, nella sala retablo al secondo piano del Municipio di Cagliari, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di un ordine del giorno, primo firmatario Federico Ibba, consigliere comunale e vice presidente commissione Lavori pubblici. intitolato:Linee guida per l’individuazione degli operatori economici da invitare alle procedure negoziate per l’affidamento di lavori pubblici di importo inferiore a 1 milione di euro”.

Saranno presenti rappresentanti delle imprese dei professionisti e degli operatori del settore, ivi compresi i sindacati dei lavoratori. Durante la conferenza stampa, saranno diffusi i numeri aggiornati della crisi del comparto.

«Le imprese sarde – dice Federico Ibba – si trovano svantaggiate rispetto a quelle della penisola nell’aggiudicazione dei lavori pubblici degli enti locali, soprattutto alla luce del nuovo codice degli appalti e delle linee guida dell’ANAC. Questo ordine del giorno è volto a stabilire dei criteri oggettivi e nel rispetto delle normative al fine di garantire un’adeguata partecipazione delle imprese sarde nell’aggiudicazione degli appalti procedura negoziata dei lavori pubblici sotto la soglia del milione di euro. Questo provvedimento – conclude  Federico Ibba – tiene conto della grave crisi del comparto edile che ha attanagliato la Sardegna ed è volto a stabilire una “buona pratica” anche per gli altri comuni dell’Isola.»

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Innovazione tecnologica

Si chiama Contest Open Data Sardegna. E’ un concorso promosso dalla Regione, attraverso l’assessorato degli Affari Generali, in collaborazione con Formez PA, nell’ambito del progetto “OpenRas: dati aperti per la trasparenza e l’accountability”. L’iniziativa è rivolta a cittadini singoli o associati, scuole, università e imprese dell’Unione Europea con l’intento di favorire lo sviluppo di servizi innovativi, basati sui dati esposti in formato aperto sul portale Open data http://opendata.regione.sardegna.it/, e valorizzare il patrimonio informativo pubblico.

Il Contest Open Data Sardegna vuole dare visibilità e il meritato riconoscimento alle più interessanti proposte di riuso dei dataset esposti dalla Regione sul suo portale in una delle seguenti categorie: applicazioni, utilizzabili da smartphone, tablet o desktop in grado di offrire un servizio utile ai cittadini, studenti e imprese ma anche alla stessa amministrazione regionale; rappresentazioni visuali dei dati, in grado di offrire una lettura facilitata dei dati stessi (infografica); articoli di Data Driven Journalism, elaborati di taglio giornalistico, a partire dai dati pubblicati nel catalogo Open Data della Regione Sardegna utilizzati anche in integrazione con altre fonti; dati geografici, applicazioni per la rappresentazione di dati geo-riferiti, a partire da quelli pubblicati nel catalogo Open Data della Regione Sardegna.

«La Giunta – spiega l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu – considera il rafforzamento del sistema dei dati aperti un passaggio fondamentale per far crescere i livelli di trasparenza della pubblica amministrazione. Il nostro sistema, con un portale che acquista contorni sempre più definiti, è a disposizione di tutti e non solo di una ristretta cerchia di specialisti. Siamo di fronte a uno strumento dalle grandi potenzialità che apre la strada a nuove sfide per molti giovani sardi che in questo ambito possono trovare nuove opportunità di lavoro. Il progetto OpendataRas, voluto e sostenuto dalla Giunta, si inserisce in un percorso che rende i cittadini più informati e consapevoli e migliora la qualità dei servizi con il supporto delle più recenti innovazioni tecnologiche. Il Contest è un modo per promuovere la conoscenza degli open data della Regione e per valorizzarli in modo dinamico con il contributo dei cittadini, del mondo della scuole e dell’università.»

Le proposte di riuso dei dataset devono essere presentate entro il prossimo 21 gennaio.

È prevista l’assegnazione di un premio per i vincitori di ciascuna delle quattro categorie. In palio tablet e kit per robotica. Scuole e Università concorrono in una categoria dedicata.
Una giuria composta da esperti qualificati valuterà le proposte candidate con l’obiettivo di premiare quelle che meglio rispondono alle finalità del contest. Per ciascuna delle categorie di concorso verrà stilata una graduatoria. L’invio della proposta di utilizzo dei dataset deve avvenire, attraverso il modulo presente sul sito http://contest.formez.it. L’annuncio delle proposte vincitrici verrà fatto in occasione dell’evento conclusivo del progetto “OpenRAS: dati aperti per la trasparenza e l’accountability” che si terrà nel mese di febbraio 2018.

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Tutto è nato dalla domanda del padre di Daniele. Daniele è un mio piccolo paziente, dato che faccio il pediatra, che ha il diabete. Una malattia che in Sardegna, purtroppo, è diffusa più che in altre Regioni e nazioni.

“Ma non è possibile” mi chiedeva, scuotendo il capo, il papà «evitare di venire qui a prendere questa ricetta, lo sanno che Daniele deve fare l’insulina, sempre, che deve usare siringhe e aghi».

Ha ragione ho detto qualcosa si può fare, anzi possiamo fare.

Innanzitutto, basta sapere che in Sardegna si stampano ogni anno circa 19.586.837 di ricette, in Italia 356 milioni. Quindi milioni di persone in Italia tutti i giorni si recano nello studio del medico e del pediatra. Non è quindi solo Daniele, ad avere necessità di recarsi periodicamente in ambulatorio, basta citare qualsiasi malato cronico, gli anziani, con artrosi, pressione alta, cardiopatici, o affetti da malattie renali, oppure malattie mentali. Pensiamo quanti necessitano di presidi ed ausili.

La cosa paradossale che invece a seguito del D.M. 2 del 2011, tutti sono obbligati ad inviare telematicamente le ricette alla farmacia, oltre a consegnare al paziente un “promemoria” cartaceo. Ebbene questo promemoria nel 2011 era “temporaneo” serviva per garantire il farmaco in caso di inefficienza del sistema. Tuttavia ad oggi solo il Trentino ha provveduto ad eliminare questa incombenza del promemoria. Segno questo che si può provvedere alla sua eliminazione. Sappiamo anche che ogni anno vengono spesi milioni di euro per il sistema di informatizzazione o ITC di ogni regione compresa la Sardegna. Purtroppo, i sistemi telematici delle regioni non dialogano tra loro, creando delle piccole repubbliche informatiche, e spesso anche tra stesse strutture della Regione.
L’ausilio delle tecnologie informatiche potrebbe, se applicate in maniera estesa rendere molto più facile ed economico, gestire l’assistenza. Immaginate un paziente che giunge in pronto soccorso, magari anche non in grado di spiegare tutte le sue patologie, bene senza chiedere niente il medico risalendo tramite il suo codice fiscale può sapere tutta la sua storia clinica.

Tuttavia questo obiettivo ambizioso si può raggiungere a piccole tappe, per ora sarebbe sufficiente che la nostra Regione di sua iniziativa programmi ed attui il più rapidamente possibile questa modernizzazione.

Immaginiamo i risultati, diminuiranno la lunghezza e la frequenza delle visite negli studi dei medici e dei pediatri di famiglia, e contemporaneamente questi potranno aumentare la disponibilità di tempo per l’assistenza medica, anche di iniziativa per i cittadini  senza costi aggiuntivi, non gravati dall’uso di stampanti di difficile settaggio. Inoltre avremmo un grande risparmio di inchiostro e toner oltre che di carta, contribuendo a ridurre l’inquinamento ambientale anche nel microclima.

La stampa del promemoria si può relegare solamente nei casi in cui sia momentaneamente impossibile trasmettere la ricetta per via telematica. Oppure per la prescrizione di alcuni farmaci speciali.

La legittima domanda che ci si pone a questo punto, quale possa essere la via da percorrere per poter realizzare questa piccola rivoluzione per i pazienti della Sardegna. Se siamo in tanti a condividere questa idea, si può procedere con la sottoscrizione  di una petizione che è stata pubblicata su change.org al seguente link

https://www.change.org/p/basta-alle-inutili-file-negli-ambulatori-dei-medici-e-pediatri-di-famiglia

E’ sufficiente andare sulla pagina e sottoscriverla, evitando anche di pagare i due euro richiesti, quindi in maniera completamente gratuita. Le sottoscrizioni verranno poi inviate alle figure istituzionali preposte a realizzare questo cambiamento. Quanto più saranno numerose tanto più saranno tenute in considerazione.

Faccio queste affermazioni perché da decenni lavoro come medico sia presso ospedali e strutture pubbliche, e poi sul territorio, come medico di famiglia ed ora come pediatra. Conosco quindi tutte le problematiche relative a questa incombenza che si sta rivelando sempre più un ostacolo alla professione medica e alla assistenza sanitaria soffocata da adempimenti burocratici.

Da cittadini di questa bellissima isola chiediamo con forza, sottoscrivendo questa petizione una sanità più centrata sulla persona, che dia un segnale a tutti i cittadini di questa nazione. Cambiare si può se lo chiediamo uniti ed in tanti, diamo un piccolo grande aiuto a Daniel ed a tutti noi.

Paolo Zandara

Medico pediatra

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L’assessore regionale del turismo, Barbara Argiolas ed alte autorità istituzionali e accademiche, parteciperanno mercoledì  13 dicembre, dalle 8.30, all’Università di Cagliari, presso l’Aula Magna di Ingegneria (via Marengo 2), la Giornata “Sardegna per tutti. Turismo e totale fruibilità. Una terra ricca di storia, accogliente e da scoprire”, organizzata in occasione dell’undicesimo anniversario dall’entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ris. 3447/ONU), prendendo spunto dalla recente legge regionale sul turismo (L.R. 28 Luglio 2017, n. 16), il CUG (Comitato Unico di Garanzia) dell’Università di Cagliari, insieme al Sia (Servizi per l’Inclusione e l’Apprendimento).

L’obiettivo dichiarato della Giornata è quello di consentire ai frequentanti (docenti, discenti, amministratori e operatori di settore) di riflettere, in termini multi e pluridisciplinari, su dei concetti legati al tema del turismo e della piena fruibilità e, quindi, anche alla disabilità e alla piena accoglienza (per es., bollino blu per le strutture adeguate; guide turistiche, prima accoglienza, piena fruibilità per tutte le persone; guida turistica rivolta a tutte le persone ecc.).

Si parte dal presupposto che i diritti delle persone con disabilità (PcD) rientrano nell’ambito dei diritti umani e della loro universalità. In altri termini, i diritti umani valgono per tutte le persone senza distinzioni di sorta.

Il contributo dei relatori e dei partecipanti ai workshop tematici consentirà di trarre delle conclusioni che saranno oggetto di discussione nella plenaria finale.

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è stata adottata il 13 dicembre 2006 durante la sessantunesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/61/106. La Convenzione e il suo Protocollo Opzionale sono stati aperti per la firma il 30 marzo 2007. Fino al 14 maggio 2007 ci sono state 92 firme alla Convenzione, 50 firme al Protocollo Opzionale e una ratifica alla Convenzione. È il primo grande trattato sui diritti umani del XXI secolo ed entrerà in vigore nel momento in cui riceverà venti ratifiche. (Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, Comitato Italiano per L’unicef – Onlus, Roma, 2007, p. 2).

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La Pasta Cellino Cagliari, protagonista del campionato di A2 Girone Ovest di basket, venerdì si allenerà al PalaGiacomoCabras di Sant’Antioco. E’ sicuramente un appuntamento da non perdere per gli amanti del basket e dello sport. I ragazzi di coach Riccardo Paolini stanno disputando un campionato di tutto rispetto, oggi al quarto posto in classifica.

«Si invitano i nostri tifosi e tutti i concittadini a partecipare a questo importante evento – spiega Salvatore Ingrande, presidente Sulcispes – al termine dell’allenamento i giocatori della “Pasta Cellino Cagliari” saranno a disposizione per eventuali foto e autografi. Dopodiché, ci sarà un rinfresco per omaggiare lo staff del club cagliaritano per aver scelto Sant’Antioco, quindi la Sulcispes.»

La società lagunare confida in una discreta partecipazione di pubblico. «Questa è la prima volta che Sant’Antioco ospita una squadra di questo calibro – conclude il presidente sulcitano – siamo quindi orgogliosi e contenti, e ci sentiamo inoltre di ringraziarli per aver riportato il grande basket nel sud dell’isola dopo tantissimi anni. Sperando che il pubblico accorra numeroso, come merita l’evento.»

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Sono stati vissuti momenti di commozione ieri, domenica 10 dicembre, al Parco Memoriale alle spalle della Chiesa di San Severino, in località Monte Agruxiau, nato per ricordare i minatori caduti sul lavoro, voluto da Fratel Gerardo Fabert, il prete operaio della Comunità dei Piccoli Fratelli che svolgeva la sua attività a Bindua-San Giovanni Miniera.

Sul posto è stata aggiunta una nuova dedica con una targa affissa su una pianta di ulivo, in memoria di Silvestro Mocci. Minatore in pensione, comparso nello scorso mese di maggio, all’età di 75 anni. Protagonista della nascita del parco, attivissimo ed appassionato custode della memoria storica dei minatori, Silvestro Mocci è stato il primo presidente dell’associazione A.Mi.Me.

Viste le non favorevoli condizioni climatiche cerimonia breve ma molto toccante. Al fianco dei figli di Silvestro Mocci, hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni (il vice sindaco di Iglesias Simone Franceschi ed il sindaco di Villamassargia Debora Porrà), di associazioni legate alla valorizzazione della cultura mineraria, amici ed una delegazione della RSU (di cui il figlio Gianmarco è componente) e dei lavoratori Eurallumina.

Silvestro Mocci con il figlio Gianmarco.

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119 aziende artigiane sarde hanno partecipato alla 22ª edizione della Fiera di Milano. Fino a ieri “Artigiano in fiera” ha ospitato in dieci padiglioni, per un totale di 320mila mq, più di tremila espositori da oltre 100 paesi di tutto il mondo.

«Siamo presenti – ha spiegato l’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas – con una rappresentanza significativa del tessuto produttivo manufatturiero isolano, fatto di piccole e medie imprese che non si accontentano di riproporre un passato glorioso ma sanno proporre letture contemporanee della nostra tradizione.»

Il tema dell’edizione di quest’anno è stato ‘Artigiani creatori di bellezza e di bontà. Originali per definizione’: «L’originalità – ha commentato Barbara Argiolas – è una delle caratteristiche più forti e riconoscibili del nostro artigianato. Ceramica, coltelleria, sughero, oreficeria, abbigliamento tradizionale, lavorazione della pietra, del ferro battuto, del corallo, del legno e del vetro, ricamo, senza dimenticare l’agroalimentare: il saper fare degli artigiani sardi racconta a Milano una storia antica e una identità autentica che guarda al domani e punta a ritagliarsi uno spazio crescente nel mercato globale».

La salute del comparto è strategica per la Regione, soprattutto nell’ambito delle politiche che l’Assessorato sta attuando per legare il sistema turistico e i settori dell’artigianato e del commercio in reti sinergiche che sappiano creare sviluppo. «Le imprese – ha ricordato Barbara Argiolas – hanno un ruolo sociale di fondamentale importanza, soprattutto nei tanti paesi dell’interno dell’isola. Come Regione abbiamo il compito di dare supporto perché si punti sempre più alla produzione d’eccellenza, di creare le condizioni perché l’offerta sia facilitata nell’incontro con la domanda anche incentivando percorsi di internazionalizzazione e perché chi viene a visitare la Sardegna abbia la possibilità di conoscere e acquistare i nostri prodotti anche attraverso le piattaforme digitali. Lo abbiamo fatto stanziando importanti risorse, anche in collaborazione con gli assessorati della Programmazione e dell’Industria».

“Artigiano in fiera” è anche una importante occasione promozionale della destinazione Sardegna. Nello stand dell’assessorato, infatti, è stato attivo un info point di 56 mq, dove i visitatori sono stati accolti da animazione musicale tradizionale. «In questi giorni – ha concluso l’assessore Argiolas – abbiamo registrato il passaggio di 40-50mila persone per l’info point, che hanno raccolto informazioni e suggerimenti per una vacanza in Sardegna».

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Gli attivisti del gruppo “5 stelle per Iglesias afferente al M5S” hanno organizzato un incontro dibattito per venerdì 15 dicembre 2017, dalle ore 18,00, nella sala Lepori di via Isonzo, a Iglesias, a Iglesias, sul tema “Diritto alla Salute o Business”.

E’ prevista la partecipazione di Antonio Macciò, responsabile del reparto di Ginecologia Oncologia del presidio ospedaliero Armando Businco di Cagliari, che interverrà su “Il paziente, il centro della Sanità”Andrea Tirotto, infermiere dell’ospedale Civile di Sassari, su “L’Elisoccorso”; Luisella Colombano, ostetrica presso l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias, su “Consultorio familiare del distretto di Iglesias, una risorsa per il territorio”; Carla Cuccu, avvocato, su “Criticità della riforma sanitaria sarda nell’Iglesiente”; e, infine, P. Calledda, Emanuela Corda, Emanuela Serra e Manuela Serra – P.V. M5S.

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«Il paesaggio olivetato italiano è una grande risorsa identitaria dell’Italia e della Sardegna. Questo fa capire perché tanti Comuni pongono una grande attenzione alla cura del paesaggio e del patrimonio vegetale di questa straordinaria pianta. Si assiste troppo spesso a potature radicali errate, se non addirittura al saccheggio di alberi secolari che vanno ad arricchire i giardini di qualche privato, come è accaduto in alcune realtà della Puglia. I monumenti naturali sono una grande risorsa da promuovere e valorizzare. Iniziative come quella di oggi contribuiscono a rafforzare la cultura di tutela ambientale e di salvaguardia del paesaggio.»

Lo ha detto l’assessore dell’Urbanistica Cristiano Erriu, intervenuto ieri sera al convegno ‘Tutela e valorizzazione di ulivi plurisecolari’ che si è tenuto al Centro di aggregazione sociale di Genuri. Nel corso dei lavori, aperti dal sindaco Danilo Piras, è stato presentato il libro ‘Manuale di potatura e valorizzazione di ulivi plurisecolari’, realizzato con i contributi dell’assessorato dell’Agricoltura, della provincia del Sud Sardegna e del comune di Genuri. I testi sono stati curati dai tecnici di Laore, Agris e Università di Sassari.

«Con l’Ateneo sassarese – ha sottolineato Cristiano Erriu – stiamo svolgendo un lavoro importante. La Regione, infatti, ha commissionato uno studio al Dipartimento di Agraria sui paesaggi rurali storici, tra i quali spiccano quelli delle aree attorno alla città di Sassari e a Villamassargia, territori dove esiste tutt’ora una elevata qualità paesaggistica. Questo percorso ci deve condurre ad individuare nuove norme di tutela del paesaggio e delle coltivazioni pregiate, come gli oliveti e i vigneti storici. Con il fondamentale contributo delle Agenzie regionali Agris e Laore e delle Soprintendenze giungeremo presto al compimento del lavoro indispensabile per un’accurata predisposizione delle norme tecniche di attuazione le piano paesaggistico delle zone interne.»

L’assessore Erriu ha poi ricordato che «l’olivo è una pianta straordinaria che può essere anche un utile elemento di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Ma ha necessità di essere seguita e curata con dedizione e costanza. Il grande tema del fenomeno di abbandono delle zone interne e rurali della Sardegna richiede un impegno da parte di tutte le istituzioni, non solo della Regione ma anche di imprese, enti locali e Gal. Un olivo secolare richiede attenzioni non meno importanti di un monumento architettonico. Sono sicuro che la strada intrapresa sia quella giusta e che arriveremo nei prossimi mesi ad un risultato importante. Questa sfida si può vincere soltanto se si fa un lavoro di squadra convergente: Regione e Comuni devono camminare di pari passo, confrontandosi ma anche svolgendo un controllo severo e attento nel territorio».

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«Non concordare la chiusura dei reparti di Medicina 1 e 2 del Brotzu ha impedito a Policlinico e ATS di organizzare al meglio la loro attività, creando un danno inutile e ingiustificato a decine di pazienti che si sono visti rifiutare il ricovero. Per di più, la Direzione del Brotzu ha scelto il periodo peggiore dell’anno per fare dei lavori che non erano certo di emergenza, ma assolutamente programmabili in maniera tale da limitare le difficoltà ad essi connesse.»

Lo denuncia in un’interrogazione al presidente della Giunta regionale e all’assessore della Sanità, il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa.

«I mesi invernali sono quelli in cui si registrano i picchi delle malattie respiratorie, cosa ben nota a chiunque di occupi di sanità, e questo avrebbe dovuto indurre ad evitare nel modo più assoluto di creare simili problemi, indegni di un Paese civile» aggiunge Michele Cossa, che chiede alla Giunta regionale «se è a conoscenza del fatto che che la chiusura dei due reparti di Medicina del Brotzu ha costretto Policlinico e Ospedale SS. Trinità a trasferire pazienti ricoverati affitti da patologie mediche in appoggio presso reparti di altre specialità, facendo così saltare l’attività programmata, interventi chirurgici e determinando altri comprensibili disagi; se erano consapevoli dei problemi che sarebbero scaturiti dalla chiusura dei due reparti del Brotzu; se fossero stati discussi, oltre che con lo stesso assessorato regionale, con i responsabili dell’AOU di Cagliari e dell’ASL di Cagliari i problemi che si sarebbero creati ed approntato un adeguato piano per affrontare la temporanea emergenza».