13 September, 2026

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I positivi sviluppi della vertenza Alcoa sono salutati «con partecipata soddisfazione» dalla RSU Eurallumina, da anni impegnata nell’altra grande vertenza per il lavoro nel territorio del Sulcis Iglesiente.

«Confermiamo l’auspicio di una definitiva acquisizione dello stabilimento di alluminio primario da parte di altro soggetto imprenditoriale  e che il processo di riavvio delle produzioni sia il più rapido possibile – si legge in una nota diffusa in serata -. Il giusto riconoscimento per tutti quei lavoratori che con la loro “resistenza”, mai hanno cessato e cesseranno a seconda degli sviluppi del percorso intrapreso, l’impegno ed i sacrifici per impedire che venga cancellata la possibilità di riappropriarsi del proprio lavoro e che si materializzi l’abbandono di queste strategiche produzioni – aggiunge la RSU Eurallumina -. A loro vanno accomunati tutti coloro che ne hanno sostenuto, nei rispettivi ruoli e ambiti, le legittime rivendicazioni.»

«Certi che la conclusione positiva di tutte le vertenze aperte, ognuna con le proprie specificità, il consolidamento, il rilancio, lo sviluppo di tutto il polo industriale con la filiera dell’alluminio, dei non ferrosi e del comparto energetico, siano determinanti per il superamento della grave crisi che ha colpito in modo particolare il territorio del Sulcis Iglesiente, e che insieme alla valorizzazione di tutti i settori economico produttivi, sino ad oggi troppo marginalizzati, segnino un nuovo corso per una reale economia integrata mirata alla crescita ed allo sviluppo economico e sociale del territorio – conclude la RSU Eurallumina -. La lotta paga…sempre!!!»

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Il nuovo appalto di Igiene urbana di Sant’Antioco approvato dalla Giunta Locci non piace al consigliere di minoranza Massimo Melis.

«Con la delibera n. 158 del 30 novembre scorso, la Giunta municipale, guidata dal sindaco Ignazio Locci, ha approvato il nuovo progetto di Igiene urbana da mandare in gara – scrive Massimo Melis in una nota -. La novità rispetto al passato, in ossequio alla delibera del Consiglio comunale degli ultimi mesi di mandato della Giunta Corongiu, è dettata dal Bando unico, con il comune di Calasetta, per la gestione del servizio. Per quanto riguarda Sant’Antioco, da un’analisi degli elaborati, emerge immediatamente la pressoché totale uguaglianza dei documenti, una vera e propria fotocopia, rispetto a quelli approvati dalla Giunta Corongiu nel 2011. Tale fenomeno palesa l’evidente incapacità, dell’organo politico in carica, di realizzare un disegno, con il nuovo progetto di Igiene urbana, che sia in linea con le aspettative della collettività, costi-benefici.»

«Mettendo a confronto i costi del progetto approvato nel 2011 e di quello approvato lo scorso 30 novembre, salta subito all’occhio un incremento, nei costi del nuovo progetto, di  € 137.709,34, che moltiplicato per 5 anni di appalto, produce un aggravio di spesa totale pari a €.688.546,70 – aggiunge Massimo Melis -. Analizzando poi da dove arrivano i maggiori costi, scopriamo, in maniera imbarazzante, che questi scaturiscono da servizi che oggi sono resi gratis alla collettività. Infatti, buona parte dei maggiori costi scaturisce da:

• Raccolta degli oli esausti e degli abiti usati: questo servizio offerto oggi gratuitamente, con il nuovo appalto verrà a costare annualmente in più €.23.906,22. A dire che le ditte del settore offrono questo servizio gratuitamente, pagando addirittura il suolo pubblico per il posizionamento dei contenitori.

• Raccolta panni: attualmente il servizio viene svolto in maniera gratuita senza limiti di utenza. In base a quanto prevede il progetto approvato dalla Giunta Locci, per i prossimi 5 anni costerà annualmente in più alla collettività € 30.081,26, inoltre non dovrà superare le 50 utenze attive altrimenti aumentano i costi.

• Raccolta rifiuti prodotti nelle spiagge: questo servizio, riferito allo svuotamento dei cestini posizionati nelle spiagge, non alla pulizia delle spiagge, fino al 2015 veniva svolto dalla ditta che si occupava dei parcheggi nelle spiagge. Successivamente il comune ha pagato maggiori costi alla ditta che gestisce l’appalto di Igiene Urbana in paese. In base a quanto prevede il progetto approvato dalla Giunta Locci, per i prossimi 5 anni costerà annualmente in più alla collettività € 27.980,38. Compreso nel nuovo costo anche la fornitura ed il posizionamento di 12 postazioni per la raccolta dei rifiuti.»

«In ultimo, il nuovo progetto prevede la rimozione di 2.000 kg annui di amianto da discariche abusive. Attualmente lo stesso servizio viene fornito gratuitamente dalla ditta che si è aggiudicata l’appalto, infatti la stessa l’ha inserito come offerta migliorativa. In sintesi – conclude Massimo Melis – queste novità partorite dalla Giunta Locci con il nuovo progetto di Igiene urbana, pochine e inopportune, produrranno solo maggiori costi senza contestualmente garantire maggiori servizi.»

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PACI FINANZIARIA
«Lavoriamo da mesi a questo Piano per il lavoro, non c’è nessuna presa in giro, non ci siamo fatti incalzare da nessuno, parliamo di soldi veri e immediatamente spendibili. Credo che questo sia uno dei punti più qualificanti di questa Finanziaria, e ribadisco la nostra disponibilità e apertura sulle tematiche importanti che ci vengono proposte anche nel dibattito in aula.»
L’ha detto l’assessore del Bilancio Raffaele Paci, rispondendo nell’aula del Consiglio regionale per presentare il Piano LavoRas da 127,9 milioni di euro (e 70 per ciascuno dei prossimi due anni).
«Siamo ben consapevoli del fatto che il lavoro sia il problema in assoluto più importante della Sardegna e in questi anni abbiamo indirizzato tutto il nostro impegno in questa direzione, la stessa in cui si incanala questo Piano per il Lavoro – ha sottolineato Raffaele Paci -. Certo per favorire la crescita e lo sviluppo servono anche altri interventi e li stiamo facendo, per esempio i bandi per le imprese da 250 milioni in due anni o le infrastrutture, ma questo Piano è estremamente importante, mette a sistema finanziamenti regionali, nazionali ed europei ancora liberi che stiamo programmando con questa finalità.»
«In 30 giorni, quindi in tempi rapidi, la Giunta identificherà le metodologie e le tematiche principali su cui intervenire attraverso cantieri e bonus occupazionali – ha aggiunto Raffaele Paci -. Per esempio ambiente, archeologia, decoro urbano, e poi catasto e reti tecnologiche. Con una grande, costante, consapevole attenzione al digitale, che sappiamo bene quanto sia fondamentale, tanto che abbiamo dato vita al Digital Innovation Hub con Confindustria e abbiamo pubblicato qualche mese fa un bando da 25 milioni dedicato all’alta tecnologia le cui risorse sono andate soprattutto al settore digitale. Sappiamo che questo è il futuro, ma sappiamo anche che i 50enni espulsi dal mercato del lavoro hanno esigenze diverse da quelle dei giovani, e noi abbiamo il dovere di aiutarli con interventi specifici e mirati.»
«Abbiamo lasciato questo Piano volutamente aperto a ulteriori contributi, e sarà sottoposto a un monitoraggio trimestrale per controllarne l’andamento. Stiamo dando risposte che anche questa stessa Aula ci ha chiesto di dare a giovani e ai meno giovani, a chi sta cercando lavoro e a chi l’ha perso, a chi il lavoro lo sta perdendo e deve già pensare a una nuova occupazione, alle donne per garantire servizi che permettano loro di potersi inserire con serenità nel mondo del lavoro. In aggiunta a questi 127 milioni ce ne sono 22 per le politiche di conciliazione, 41 per Parco geominerario, liste speciali, Olmedo, Tossilo e Foresta Burgos, più il centinaio di milioni per le politiche attive a partire dalla flexicurity. Ce la stiamo mettendo tutta – ha concluso il vicepresidente della Regione – e sono convinto che si possa lavorare insieme al Consiglio nelle prossime settimane per chiudere un Piano per il lavoro efficace e capace di dare le risposte che tutti stanno aspettando.»

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Il Consiglio regionale ha esaminato questo pomeriggio gli emendamenti all’articolo 1 della Manovra Finanziaria.

Sull’emendamento 105 l’on. Edoardo Tocco (FI) ha annunciato il voto favorevole e ha detto: «Non c’era fretta di approvare a tappe forzate questa manovra, sarebbe stato opportuno dare più tempo alla commissione».

Sempre per Forza Italia l’on. Marco Tedde ha ribadito: «Il giudizio sulla manovra è sempre più negativo, visto che in commissione avete appena approvato gli emendamenti mancetta, le cosiddette marchette pre elettorali. Molte delle quali pesantissime e gridano vendetta. Vi abbiamo chiesto di valutare le esigenze dei Comuni e ve lo ha chiesto il Cal: voi avete speso 40 milioni di euro in mancette».

L’on. Giuseppe Fasolino (FI) ha detto: «Non voglio credere alle mancette elettorali né ai contributi solo per certi territori. Ma è la finanziaria tutta che è sbagliata e il Cal vi sta dicendo come devono essere spese queste risorse negli enti locali».

Per l’on. Paolo Truzzu (Sardegna), invece, «si è persa l’occasione di sfruttare al meglio questa finanziaria e invece ancora una volta vi state attivando su una distribuzione a pioggia e a soddisfare interessi particolari. Lo abbiamo visto anche questo pomeriggio in commissione: persino emendamenti importanti della maggioranza sono stati respinti». 

Anche l’on. Mariano Contu (FI) ha criticato il provvedimento ed ha citato il primo intervento di Gavino Carta, nuovo segretario regionale della Cisl, secondo cui «la massa manovrabile del bilancio è bassa a causa dei costi obbligati della sanità». Secondo l’on. Mariano Contu «l’importante è anche mettere a disposizione in fretta le risorse stanziate per il piano del lavoro, perché i sardi hanno bisogno di interventi duraturi ma anche rapidi».

Per l’on. Gianluigi Rubiu (Udc) «il voto all’emendamento 105 sarà favorevole perché questa manovra ha una visione distorta della realtà e non centra il vero obiettivo: cioè il lavoro, che è la madre di tutti i problemi della Sardegna. Questa maggioranza è troppo lontana dai problemi della gente».

L’on. Luigi Crisponi (Riformatori) ha esordito così: «Sembra che il centrosinistra abbia una sorta di psicosi per le elezioni. E’ meglio se invece le si affronta con calma, evitando le mancette da elezioni e l’ansia di arrivare a marzo prossimo temendo di presentarsi in braghe di tela. State evitando di andare a una discussione franca e serena con l’opposizione».

Sempre per i Riformatori l’on. Cossa ha annunciato il voto favorevole alla soppressione dell’articolo 1 e ha denunciato il rischio di un blocco dei voli aerei su Cagliari e della stagione turistica 2018.

Per il capogruppo di Forza Italia, on. Pietro Pittalis, «si stanno destinando risorse del bilancio ordinario per il cofinanziamento di programmi dell’Unione europea ma se fossi in un consigliere regionale del centrosinistra mi preoccuperei del tipo di delega che state dando all’assessore alla Programmazione, senza che il Consiglio regionale possa esercitare il controllo».

Sullo stesso argomento ha preso la parola l’on. Angelo Carta (Psd’az) che ha illustrato i dati di questa partita finanziaria in capo all’assessore al Bilancio: «Dell’efficacia di questi fondi ha parlato questa mattina l’assessore Paci, rilevando che soltanto la metà delle somme impegnate in passato è stata spesa».

Per l’on. Stefano Tunis (FI) «sarebbe bello sentire l’assessore Raffaele Paci spiegarci com’è andata sino a oggi la spesa dei fondi comunitari», mentre per l’on. Attilio Dedoni «non si capisce perché il Consiglio regionale non debba occuparsi della programmazione dei fondi, posto che la gestione in capo alla giunta e alla burocrazia regionale ha mostrato soltanto ritardi della spesa. E in agricoltura ne sanno qualcosa di  erogazioni ritardate».

L’emendamento 105 è stato respinto.

Sull’emendamento 106 il capogruppo di Forza Italia, on. Pietro Pittalis, ha chiesto al presidente Gianfranco Ganau: «Approvando la disposizione stiamo approvando anche le tabelle A, B e C: è corretto? Non verranno dunque modificate successivamente le tabelle?».

Il presidente Gianfranco Ganau ha risposto: «Le tabelle si votano a parte e sono emendabili. Dunque, nulla osta ora alla discussione dell’articolo e dei suoi commi».

Per l’on. Edoardo Tocco (FI) «è necessario che la Giunta si faccia dare dallo Stato e dal Governo quel che è dei sardi» mentre per l’on. Giuseppe Fasolino (FI) «viene quasi la voglia di fare ostruzionismo a questa finanziaria davanti al vostro menefreghismo. Avete una fretta assurda: state gestendo i soldi dei sardi. Riportate in commissione la manovra».

Anche l’on. Marco Tedde (FI) ha stigmatizzato «il silenzio plastico della maggioranza e non riusciamo a capire se voi della maggioranza non avete argomenti o se siete satolli dopo aver lanciato la rete e pescato tanti emendamenti».

Sull’ordine dei lavori l’on. Luca Pizzuto (Sinistra) ha detto: «Lo straordinario riavvio dello stabilimento Alcoa, sancito oggi dal governo, è un risultato straordinario e insperato. Per questo esprimo la mia gioia per questo e chiedo al presidente di informare l’Aula su questo».  

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis ha replicato al consigliere Luca Pizzutto (Art.1-Sdp) “il risultato di cui di compiace non è in ogni caso una sua vittoria ma di tutti coloro che si sono impegnati nella vertenza Alcoa”. Pittalis ha inoltre escluso intenti ostruzionistici da parte della minoranza ed ha rilanciato l’accusa all’onorevole Pizzutto: «Di fatto introducendo un argomento diverso dalla finanziaria cerca di provocando una serie di interventi fuori tema». Il consigliere di Fi, Stefano Tunis, ha invitato il presidente della Giunta a riferire sulle eventuali novità sulla vicenda Alcoa.

Il presidente Francesco Pigliaru ha raccolto l’invito ed ha spiegato che si registrano positivi passi in avanti per la definizione della vertenza e che “si è dinanzi ad una prospettiva più positiva di quella trovata quattro anni fa”. Il presidente ha quindi informato l’Aula che è in programma una deliberazione apposita della Giunta in vista di un accordo di programma.

Il consigliere Tunis ha quindi ringraziato il presidente Francesco Pigliaru ed ha affermato: «Ringrazio per la precisazione che di fatto smentisce le dichiarazioni dell’onorevole Luca Pizzuto sulla riapertura della fabbrica dell’Alcoa a Portovesme».

Il capogruppo di Forza Italia, Pittalis, è ritornato sul secondo comma dell’articolo 1 e sulle tabelle a,b, e c ed ha evidenziato l’esiguità dei fondi a disposizione per l’edilizia abitativa: «Stanziate solo 8 milioni di euro contro uno stanziamento storico di oltre 20 milioni di euro».

Il capogruppo di “Sardegna”, Paolo Truzzu, ha dichiarato voto a favore dell’emendamento ed ha espresso solidarietà al sindaco di Desulo nei confronti del quale è stata richiesta una condanna di sei mesi per al nota vicenda del pascolo brado nella lotta contro la peste suina.

Il capogruppo del Psd’Az, Angelo Carta, ha dichiarato voto favorevole ed ha confermato la volontà di “entrare nel vivo della manovra”. «Non puntiamo a rallentare i lavori – ha affermato l’esponente della minoranza  ma cercare di comprendere a fondo la finanziaria che la maggioranza ha esaminato per conto proprio».

Il consigliere dei Riformatori sardi, Michele Cossa, ha dichiarato voto ed ha segnalato alcuni voci delle tabelle a, b, e c, per evidenziarne l’esiguità delle risorse: «Cito ad esempio il capitolo relativo ai passeggeri non residenti delle isole minori e lo zero nelle risorse destinate alla fetopatia alcolica per la quale è stata approvata un’apposita legge in questa legislatura». A giudizio di Michele Cossa sono modesti anche gli stanziamenti per il servizio radiotelevisivo e i programmi in lingua sarda.

Posto in votazione l’emendamento 106=305=684 non è stato approvato con 28 contrari e 16 favorevoli.

Annunciata la votazione dell’emendamento sostitutivo parziale n. 206 è intervenuto il consigliere Marco Tedde (Fi) per mettere l’accento sulla questione della programmazione ricordando le critica in proposito rivolte anche dal Cal. L’esponente della minoranza ha denunciato inoltre “l’inserimento di risorse senza specifica destinazione”. «È inconcepibile – ha concluso Marco Tedde – che mettiate da parte 40 milioni in un portafoglio senza che si sappia cosa volete farne». A favore dell’emendamento anche Alessandra Zedda (Fi) che ha chiesto all’assessore paci di indicare “almeno una delle opere realizzate con il muto da 700 milioni contratto in avvio di Legislatura per le opere pubbliche”. Mariano Contu (Fi) ha dichiarato voto favorevole ed ha lamentato il ritardo nella spendita e nella programmazione dei fondi europei. Stessa posizione è stata espressa dal capogruppo Udc, Gianluigi Rubiu, che ha stigmatizzato la lentezza nei processi di spesa e l’assenza di un efficace crono programma degli interventi. Paolo Truzzu (Sardegna) ha insistito sulla quantità e sulla qualità della spesa delle risorse comunitarie ed ha auspicato maggiore collaborazione tra le amministrazioni pubbliche, la Regione e gli Enti locali. Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha spiegato che l’emendamento riporta ad una cabina di regia regionale la programmazione dei fondi ed ha affermato: «Continuiamo a lamentarci dell’Europa dei burocrati senza però che rispetto a questo stato di cose ci sia un atteggiamento reattivo della classe politica sarda». A favore, anche Luigi Crisponi (Riformatori): «L’emendamento merita l’attenzione di tutto il Consiglio perché vuole riscrivere l’utilizzo dei fondi comunitari per una migliore spesa». Angelo Carta (capogruppo Psd’Az) ha rimarcato l’importanza del comma 2 («introduce un argomento importante, i fondi europei e il rapporto tra la Sardegna e l’Europa») ed ha sottolineato la spesa record che in agricoltura vanta la Regione Veneto per confrontarla con quella assai più ridotta della Sardegna.

Il consigliere Michele Cossa, dei Riformatori, ha messo in evidenza che «c’è un problema enorme nei processi di spesa per l’agricoltura perché da anni si verifica che, dopo la pubblicazione dei bandi, le pratiche si ingolfano e non si riesce ed erogare le risorse, col risultato che in alcuni anni non arriva un euro e in altri si accelera moltissimo».

Il consigliere di Forza Italia Giuseppe Fasolino ha ricordato che «l’opposizione ha rivolto alla finanziaria una serie di critiche soprattutto sulla destinazione di 40 milioni definiti da qualcuno mancette, ma al di là delle definizioni è comunque preoccupante che le risorse siano distribuite a seconda delle indicazioni di alcuni consiglieri di maggioranza; lo stesso Cal ha suggerito la distribuzione di queste risorse per aree strategiche e noi condividiamo questa impostazione seria, privilegiando le aree della Sardegna più in sofferenza».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni, riprendendo il tema sollevato dal collega Pittalis di certi comportamenti istituzionalmente non corretti, ha criticato «l’eccessivo accentramento delle procedure presso l’assessorato della Programmazione e la marginalizzazione del Consiglio, un modo di procedere che va assolutamente modificato».

Il consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco ha affermato che «il sistema della programmazione va decisamente snellito e semplificato istituendo per esempio uno sportello per le imprese all’interno dell’assessorato, soprattutto per le pratiche che riguardano l’agricoltura, in modo da assicurare la migliore spesa dei fondi ed un impatto positivo sul sistema regionale».

Il consigliere Fabrizio Anedda (Misto-Sinistra sarda) ha detto fra l’altro che «parlando di marchette indubbiamente ci sono alcuni maestri». Nel merito della proposta, ha sostenuto che «il problema non è tanto l’accentramento presso l’assessorato della Programmazione quanto che le risorse siano destinate realmente allo sviluppo ed all’occupazione».

Messo ai voti l’emendamento è stato respinto.

Successivamente il Consiglio ha iniziato l’esame dell’emendamento n. 439.

Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde, sempre in tema di programmazione, ha sostenuto che «nella manovra emerge l’aumento delle entrate tributarie per circa 120 milioni di euro e riteniamo, a differenza della maggioranza, che una parte di questi fondi debbano andare ad aumentare la dotazione del Fondo unico degli Enti locali».

Sempre per Forza Italia il consigliere Giuseppe Fasolino ha messo in luce l’importanza dell’efficacia della spesa regionale «perché, nel sistema attuale, le risorse non arrivano a destinazione o arrivano molto tardi con risultati del tutto negativi per la comunità e soprattutto per le fasce più deboli; c’è un deficit della programmazione sul quale occorre intervenire altrimenti i fondi finiranno nelle aree più forti».

Ancora per Forza Italia, il consigliere Mariano Contu ha lamentato che «nell’ambito del Fondo sociale europeo, con una dotazione di 444 milioni di euro, è stato programmato solo il 65% ma non si capisce quanto effettivamente sia stato speso né si conoscono i risultati ottenuti con le risorse assegnate; anzi l’esperienza insegna che questi fondi potrebbero essere un bluff».

La vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha messo l’accento sul fatto che «non si possono migliorare le procedure di spesa con inutili appesantimenti burocratici, i progetti sono coperti da risorse regionali e nazionali che però non arrivano a destinazione determinando una attesa che in alcuni casi dura anche tre o quattro anni, un periodo nel quale molte aziende spariscono addirittura dal mercato».

Il consigliere Edoardo Tocco, di Forza Italia ha ricordato che «purtroppo di risorse non spese la Sardegna è piena anche quando certi progetti dovrebbero avere priorità come nel caso del programma Garanzia giovani, o quando iniziative di formazione come quelle per alcune professioni sanitarie si rivelano inutili perché non garantiscono sbocchi occupazionali».

Il capogruppo del Psd’Az Angelo Carta ha ricordato che «il raffronto con le altre Regioni dell’Unione europea è impietoso per la Sardegna che le ultime rivelazioni segnalano nelle ultime posizioni ed in ulteriore arretramento; il tema della velocità della spesa è quindi centrale ma, nella manovra, è stato ignorato e sottovalutato questo fondamentale punto di debolezza del sistema regionale».

Il consigliere dei Riformatori sardi Luigi Crisponi ha detto che «l’emendamento cerca di aggredire il nervo scoperto della programmazione europea, certamente meno efficace rispetto al recente passato; ciò dipende dalla debolezza dei progetti e dalla loro distanza dalle reali esigenze dei territori, sarebbe stato meglio che il Cal si fosse potuto esprimere su questo tema per poter rilanciare i sistemi locali».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha collocato l’emendamento nell’ambito della riflessione complessiva proposta dall’opposizione che la maggioranza finora non ha accolto. Prevale, ha affermato, «un alone di vergogna in alcuni consiglieri di maggioranza che stanno facendo finta di non vedere cosa sta succedendo nella manovra a proposito dei fondi europei».

Messo ai voti, l’emendamento è stato respinto.

Successivamente il presidente ha tolto la seduta. I lavori riprenderanno domattina alle 10.00.

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La Regione, insieme alla Congregazione Figlie della Carità, ha programmato interventi ed attività per il contrasto alla tratta degli esseri umani, un fenomeno che anche in Sardegna ha assunto dimensioni gravi e preoccupanti alla luce dei recenti flussi migratori. Di questo tema si è discusso nel corso di un incontro che si è svolto a Cagliari, nella sede della Congregazione.

Con un finanziamento di 500mila euro, che rientra nell’avviso del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione e Congregazione realizzeranno una serie di azioni per assicurare tutela e protezione alle vittime, il loro inserimento in strutture protette e l’assistenza necessaria per affrontare una vita diversa, libera dai precedenti terribili vincoli. In via di rafforzamento le attività di primo contatto (Unità di strada, Sportello anti tratta, presenza agli sbarchi), gli interventi di sostegno educativo e psicologico, consulenza ed orientamento e l’intera rete di aiuto e supporto a chi ha subito le conseguenze di questa attività criminale.

La Giunta ha inoltre destinato altre risorse (10mila euro per il 2017) per la realizzazione di attività di informazione e sensibilizzazione, sempre in raccordo con la Congregazione. Si tratta delle azioni inserite nel Piano flussi migratori non programmati, strumento di pianificazione regionale, che dedica una intera sezione alla lotta alla tratta degli esseri umani. Sono previsti incontri nelle scuole e nelle università, percorsi formativi rivolti agli operatori che si occupano di immigrazione e la progettazione di percorsi di formazione pratica nelle imprese per i migranti vittime di tratta per favorire il processo di inclusione.

La tratta di esseri umani, nota anche come trafficking, è un’attività criminale che rende vittime, ogni anno, migliaia di uomini, donne e bambini. Inizialmente maggiormente diffusa ai fini di sfruttamento sessuale, si è ormai ramificata in diverse tipologie e ciò rende molto più difficile identificare tale reato. Il trafficking è ora, infatti, praticato con anche diverse finalità: lo sfruttamento lavorativo, l’accattonaggio, i matrimoni forzati, il traffico illegale di organi, il compimento di attività illecite come il traffico di droga. I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente.
All’incontro sono intervenuti Vincenzo Castelli, esperto di politiche sociali, Tonia Cattari e Corinne Vigo che si sono soffermate sul progetto ‘Elen Joy’ per sostenere l’assistenza alle vittime della tratta, Silvana Tilocca, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Ats, Marco Basile, dirigente della Squadra Mobile della Questura e Marco Sechi, in rappresentanza della Regione Sardegna.

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La Giunta regionale ha ripartito, come proposto dall’assessore Luigi Arru, 20 milioni tra le aziende del servizio sanitario per la totale copertura del disavanzo 2015, sino ad ora accertato, e in acconto per quello del 2016. Con altri 300mila euro, trasferiti all’Ats, si è deciso di proseguire con le attività di profilassi vaccinale contro la febbre catarrale degli ovini: la Giunta ha stabilito che le risorse siano ripartite dalla stessa ATS tra le singole ASSL sulla base dei relativi fabbisogni necessari per una tempestiva esecuzione delle attività.

Sono state approvate in via definitiva, su proposta dell’assessore dell’Istruzione Giuseppe Dessena, le linee guida per la programmazione dell’offerta formativa e della rete scolastica regionale. Per l’anno scolastico 2018/2019 non sono state apportate sostanziali modifiche alla rete scolastica sarda, ma si è intervenuti in linea con l’esistente.

Una delibera proposta dall’assessore Cristiano Erri prevede che la Regione, come previsto nelle norme del Codice Urbani, riconosca l’irrilevanza – sotto il profilo paesaggistico – di fiumi, torrenti e corsi d’acqua iscritti negli elenchi del ‘Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici’, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri nei territori dei Comuni di Marrubiu, Terralba, Uras e Maracalagonis. Ciò non esclude l’operatività di altri, eventuali vincoli imposti sugli stessi e sulle aree adiacenti.

La Giunta ha deliberato positivamente sulla proposta dell’assessora Donatella Spano di pianificare risorse per lo studio di pianificazione e programmazione faunistico-venatoria. A partire dal 2018 devono infatti essere attivati, su aree campione rappresentative dell’intero territorio regionale, per due anni, i censimenti delle specie di maggiore interesse venatorio e che necessitano di approfondimenti e aggiornamenti scientifici (tra cui le specie pernice sarda e lepre sarda). Sarà inoltre predisposto un atlante dei mammiferi presenti in Sardegna, finalizzato al completamento del quadro conoscitivo faunistico regionale.

Su proposta dell’assessore Barbara Argiolas del Turismo, Artigianato e Commercio, con due differenti delibere è stata approvata la ripartizione dei contributi relativi all’anno 2017 per favorire le attività delle confederazioni delle imprese artigiane e di quelle delle imprese commerciali. Lo stanziamento totale, a valere sul bilancio 2017, è di 1,2 milioni: 600 mila euro saranno ripartiti tra le confederazioni artigiane, gli altri 600 mila tra quelle commerciali.

La Giunta, infine, su proposta dell’assessore Filippo Spanu, ha dato il via libera alle procedure necessarie all’acquisizione della titolarità da parte della Regione del dominio di rete di primo livello generico denominato “.srd”. Si tratta di uno strumento contemplato dalla legge regionale n. 5 del 2017 per promuovere un’immagine univoca e riconoscibile della Sardegna nel vasto mondo di Internet e offrire un ulteriore supporto agli imprenditori che operano nei mercati esteri. In questa fase le attività necessarie saranno svolte dalla Direzione degli Affari Generali attraverso la società in house SardegnaIT.

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La Giunta regionale ha emanato le linee di indirizzo per l’Azienda regionale per l’emergenza-urgenza.
Alcune attività dell’Areus sono ora in capo all’Ats – e svolte dalle centrali operative del 118 o esercitate dalle aziende ospedaliere. E’ quindi necessario dare avvio al nuovo modello organizzativo nell’ambito del sistema dell’emergenza e urgenza che assicuri il coordinamento dei trasporti primari e secondari all’interno della rete ospedaliera regionale e delle reti di riferimento nazionale (compresi il trasporto materno STAM e neonatale STEN; il coordinamento regionale dei trapianti, incluse le attività di trasporto degli organi e dei tessuti e degli assistiti candidati al trapianto; il coordinamento del sistema regionale sangue con particolare riferimento alle attività di scambio e compensazione del sangue e degli emocomponenti.
«Il Programma di riqualificazione e certificazione di competenze del sistema dell’Emergenza-Urgenza della Regione – ricorda l’assessore Luigi Arru – è stato approvato dalla Giunta e finanziato con 2 milioni e mezzo di euro. Dare attuazione a questo Programma è compito dell’Areus, che si avvarrà del supporto dell’ATS. In attesa dell’Atto aziendale, è importate approvare i primi indirizzi di programmazione funzionali all’avvio dell’Areus e, nell’ambito del perimetro delle competenze previste dalla legge, di definizione delle modalità organizzative». 
In una prima fase, il direttore generale dell’Areus provvederà alla definizione dei processi di ricognizione condotti di concerto con le altre Aziende sanitarie, individuando le strutture organizzative che dovranno essere ricondotte all’ Azienda per l’emergenza urgenza, il personale dipendente a tempo indeterminato, determinato e a contratto operante nei servizi a gestione Areus, il patrimonio mobiliare e immobiliare oggetto di trasferimento o comunque funzionale alla sua operatività, gli eventuali debiti e crediti oggetto di trasferimento, i contratti di fornitura, beni, servizi e utenze, funzionali alla piena operatività dell’Azienda. Ancora, con le altre Aziende si dovranno individuare i servizi da gestire in forma integrata, le modalità di aggregazione degli acquisiti, una prima struttura organizzativa, il modello operativo e il crono-programma delle attività.
La prima fase dovrà concludersi entro i primi quattro mesi del 2018, la seconda fase entro la fine 2018, con la formalizzazione dell’assetto gestionale e organizzativo dell’Azienda, previa emanazione delle linee di indirizzo da parte della Giunta regionale per la predisposizione dell’atto aziendale.
Per garantire il buon esito della fase di avvio dell’Areus, i costi di funzionamento relativi al 2017, dalla costituzione della nuova Azienda, verranno sostenuti dall’ATS, a valere sui finanziamenti ad essa destinati dal bilancio regionale.
Per assicurare la programmazione delle attività ed il finanziamento all’Areus, si parte in via provvisoria per il 2018 con una quota pari a 67 milioni di euro.

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«Nel 2014, quando pochissimi ci credevano, insieme ai lavoratori dell’Alcoa abbiamo convinto il Governo a fare tutto il possibile per far ripartire l’impianto. Il Governo è stato da subito con noi e si è mosso alla ricerca di imprenditori, portando Alcoa in cima ai dossier nazionali. Ora siamo a un passo dall’accordo finale, un momento decisivo per una vicenda in cui abbiamo fortemente creduto e che è simbolica per l’intera Sardegna». E’ il commento del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, al termine dell’incontro svoltosi al Mise su Alcoa, presieduto dal ministro Carlo Calenda e alla presenza l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras.

«Il passaggio dello smelter di Portovesme a un nuovo investitore è il risultato per il quale la Giunta ha lavorato fin dal suo insediamento, quando nessuno avrebbe scommesso sul riavvio produttivo di Alcoa. Abbiamo tenuto sempre alta la tensione, lavorando quotidianamente con ministri e sottosegretari che sono stati interlocutori attenti e operativi. Grazie al lavoro fatto in sinergia con il Governo, in particolare con il ministro Calenda, siamo riusciti a trovare una soluzione che consentirà di far ripartire un’industria importante e strategica non solo per l’Isola ma per tutta l’Italia. Ciò non sarebbe stato possibile se anche i parlamentari sardi non avessero lavorato per varare norme per rendere competitive le produzioni energivore della Sardegna. Così come è stato fondamentale chiudere l’accordo con i sindacati per l’estensione degli ammortizzatori sociali, permettendo ai 500 lavoratori e alle loro famiglie di affrontare questi anni con più serenità. Per prudenza, aspettiamo di completare i pochi passi che mancano all’ultima firma e solo dopo festeggeremo – ha concluso il presidente Francesco Pigliaru – insieme ai lavoratori, che voglio ringraziare per averci da subito persuaso che la sfida si poteva vincere e con i quali andremo avanti nel percorso, che è stato lungo e complesso.»

Alla riunione di questa mattina al Mise, cui erano presenti, oltre all’assessore Maria Grazia Piras, i sindacati nazionali e territoriali di categoria, è emerso che il gruppo svizzero Sider Alloys è intenzionato a rilevare lo stabilimento Alcoa con un piano di investimenti che consentirà un rilancio produttivo della fabbrica. Sono stati inoltre evidenziati i prossimi passi del percorso che è stato avviato in questi ultimi mesi e che si dovrà concludere entro il 15 febbraio con la firma finale. L’intenzione è di chiudere entro Natale il corpus procedurale comprendente l’Accordo di Programma, che il Piano Sulcis contribuisce parzialmente a finanziare, per rendere operativo l’iter del passaggio dello stabilimento da Alcoa a Invitalia e, quindi, da Invitalia a Sider Alloys, e il Contratto di Sviluppo. A partire dal prossimo 11 gennaio inizierà il confronto fra sindacati e investitore, con la mediazione del Mise e della Regione, per definire una piattaforma sindacale.

«Il prossimo atto della Regione – ha detto l’assessore Maria Grazia Piras – sarà la rapida approvazione di una delibera della Giunta sull’Accordo di Programma». La Regione inoltre convocherà a breve i sindacati regionali per un approfondimento anche sul Piano industriale.

La Giunta Pigliaru, con Governo e Invitalia, ha intrapreso fin dal suo insediamento un percorso per la ricerca di un investitore, per arrivare in tempi serrati alla firma dell’Accordo di Programma, alla definizione delle risorse del Contratto di Sviluppo e al graduale riavvio degli impianti. Nel mentre, sono state poste le condizioni per il rilancio non solo di Alcoa ma di tutte le attività imprenditoriali nel polo industriale sulcitano, portando avanti le azioni stabilite nel Piano Sulcis, con il dragaggio del porto di Portovesme, investimento di quasi 16 milioni di euro, finanziato con fondi FSC assegnati all’assessorato dell’Industria. Inoltre è stato raggiunto un importante risultato sulla bonifica delle falde acquifere, i cui costi ricadranno su Alcoa e sulle altre aziende che operano nell’area industriale. La bonifica dei suoli è già in atto e nelle scorse settimane sono stati sciolti i nodi che ancora non avevano permesso l’avvio delle altre opere di risanamento.

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«La Giunta Pigliaru illude i sardi, soprattutto l’universo di disoccupati, precari e cassintegrati, proponendo un finto ed inesistente nei fatti piano del lavoro. Si assiste ad un commissariamento dell’assessore del lavoro, così certificando, semmai ve ne fosse ancora bisogno, il fallimento di questa giunta regionale in merito alle politiche attive del lavoro.»

E’ la netta espressa dal capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis sul provvedimento contenuto nella manovra finanziaria.

«A fronte di dati drammatici sulla disoccupazione, specie quella giovanile, l’esecutivo si limita a rimodulare somme già stanziate per altri settori di intervento (cantieri comunali, Forestas, lavori socialmente utili e cantieri verdi) mettendo in serio pericolo le iniziative già programmate in quei settori – ha aggiunto Pietro Pittalis -. E’ necessaria un’operazione verità per smascherare questo grossolano inganno ai danni dei sardi,  con un pacchetto che in realtà è una scatola vuota. E’ il solito giochetto delle tre carte che l’assessore Paci propone in ogni angolo della Sardegna, senza peraltro indicare alcuna azione concreta per la creazione dei nuovi posti di lavoro. Auspico che le organizzazioni sindacali – conclude Pietro Pittalis – verifichino questa sonora presa in giro, perché non si può certo stare in silenzio di fronte all’ultima beffa consumata ai danni dei disoccupati e dei senza lavoro.»

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Smeralda Holding, società italiana controllata dal fondo sovrano Qatar Investment Authority e proprietaria dal 2012 di un patrimonio immobiliare e terreni di costa lungo la Costa Smeralda, chiuderà la stagione turistica 2017 con numeri e presenze in forte crescita.

Per quel che riguarda le presenze durante il periodo estivo, Smeralda Holding ha registrato una crescita di oltre il 7% rispetto al 2016 (con un picco del +9,1% per l’Hotel Cala di Volpe), grazie alla decisione strategica di allungare di circa cinque settimane il periodo di apertura e di chiusura degli hotel – generando un effetto positivo anche sul bilancio del Gruppo, che stima di chiudere l’esercizio 2017 con 94,6 milioni di euro di ricavi (+8,5% rispetto al 2016) e un Ebitda a 28,9 milioni di euro, in aumento del 15,9%.

Il portafoglio di Smeralda Holding è composto da quattro hotel (Cala Di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), la Marina di Porto Cervo (uno dei più importanti porti nel Mediterraneo), il cantiere navale, il Pevero Golf Club, a cui si aggiungono altri asset minori come negozi, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e il 51% di una JV che possiede 2.300 ettari di terreni di costa. I primi tre hotel del Gruppo sono annoverati tra i 10 hotel con il ricavo medio per camera più elevato al mondo.

Smeralda Holding ha chiuso i propri bilanci con ricavi in costante crescita negli anni – 75 milioni di euro (2013), 79 milioni di euro (2014), 82 milioni di euro (2015), 87 milioni di euro (2016) – e ha registrato negli ultimi due esercizi, sotto la guida di Mario Ferraro, amministratore delegato di tutte le società operative del Gruppo e vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda – premiato nel corso della sua carriera come miglior manager alberghiero d’Europa e con esperienze come General Manager presso il JW Marriott Venice Resort & Spa, il Conrad Dubai, Hilton Molino Stucky Venice e come Area General Manager Sicily per THI Hotels, dopo essere stato General Manager del San Domenico Palace Taormina – eccellenti performance di Ebitda.

Per il 2018 Smeralda Holding prevede un investimento di circa 30 milioni di euro, parte di un piano quinquennale in cui, fino al 2022, destinerà 120 milioni di euro a progetti di ristrutturazione degli asset, valorizzazione del territorio e incremento delle attività di intrattenimento.

Il Cala di Volpe avrà settanta camere completamente rinnovate, sarà aperta una Spa al Romazzino e riaperta quella del Pitrizza per dare risposte alla sempre crescente domanda di wellness, mentre sarà realizzato un beach club al Cala di Volpe e rinnovato il Cala Petra Ruja.

Il piano di lavori prevede l’esecuzione di almeno il 30% delle opere prima della stagione estiva, il 70% entro la fine del 2018. Tutti gli interventi programmati rientrano nei criteri di sostenibilità ambientale che da sempre caratterizzano le attività del Gruppo in Sardegna – così come quelle del Fondo Sovrano del Qatar nel mondo – sia per il rispetto del territorio che della popolazione sarda con la quale il Gruppo opera con la massima sintonia e coinvolgimento per custodire e proteggere l’inestimabile patrimonio della Costa Smeralda.

Il Gruppo punta inoltre ad una diversificazione dell’offerta dei venti ristoranti e dei bar, attraverso lo sviluppo dell’enogastronomia locale e l’introduzione dei concept distintivi di brand della ristorazione internazionale (tra cui Novikov).

Gli investimenti del piano quinquennale consentiranno di generare importanti ricadute sull’economia del territorio e la creazione di centinaia di posti di lavoro passando dagli attuali 1000 professionisti (compresi gli stagionali) a 1.400 unità, tutte principalmente di provenienza sarda (più del 90%).

Ogni anno Smeralda Holding contribuisce in maniera rilevante alla crescita dell’economia gallurese con oltre 20 milioni di euro di salari e stipendi (23 considerando anche il Consorzio Costa Smeralda) e con più di 16 milioni di euro in acquisti da fornitori, di cui circa 6 milioni di euro solo in food & beverage.

«I risultati della stagione estiva appena conclusa – dichiara Mario Ferraro, amministratore delegato Smeralda Holding – oltre a essere motivo d’orgoglio, rappresentano una conferma e un incentivo alla sperimentazione di ulteriori strategie che convergano sull’obiettivo, il prolungamento della stagione, che stiamo perseguendo, direttamente e indirettamente, con i progetti del piano quinquennale.

Gli investimenti stanziati serviranno a consolidare la posizione delle strutture del Gruppo, sempre ai massimi livelli di offerta e di qualità, sia nella logistica sia nel servizio. E come sempre i benefici della nostra intraprendenza riguardano anche un territorio e una popolazione che vogliamo far crescere insieme a noi condividendo l’ambizione e l’emozione di lavorare in una delle mete più importanti del mercato turistico mondiale.

Grazie a un importante piano di investimenti, di 30 milioni di euro per il 2018 e circa 120 milioni di euro fino al 2022 – conclude Mario Ferraro -, puntiamo ad ammodernare e riqualificare le nostre strutture, per renderle ancora più competitive».