13 September, 2026

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E’ stato effettuato questa mattina un nuovo sopralluogo, disposto dal sostituto procuratore Paolo De Angelis, nella villetta di via Cristoforo Colombo 31, in località Medadeddu, alla periferia di Carbonia, nella quale alle prime luci dell’alba dello scorso 2 agosto ha perso la vita una donna di 58 anni, Anna Maria Merola, vittima di un’asfissia a causa del violento incendio che ha avvolto l’abitazione. Da quel giorno la villetta si trova sottoposta a sequestro penale. Il sopralluogo odierno segue il primo effettuato il 16 agosto, due settimane dopo la tragedia.

Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e uomini del RIS. Al sopralluogo hanno partecipato anche i consulenti delle parti.

    

 

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Sono 3.623 i laboratori e le botteghe artigiane sarde dell’agroalimentare che nelle prossime festività, con acquisti diretti e on line, proporranno a circa 140mila famiglie isolane, pane, pasta, dolci, vini, birre, carni, formaggi, pesce e conserve per soddisfare ogni tipo di richiesta e palato, garantendo qualità, gusto, tradizione e genuinità.

Sulle tavole e sotto l’albero, anche quest’anno, fate trovare i prodotti agroalimentari artigianali della Sardegna: sono tipici della nostra isola, buoni e soprattutto genuini. Ma attenzione che siano realmente realizzati nella nostra terra, con ingredienti semplici e naturali”.

Con questa frase, Stefano Mameli, Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna, invita i consumatori a scegliere prodotti enogastronomici tradizionali e genuini, evitando l’acquisto di quelli di imitazione o di scarsa qualità.

«In un periodo come il Natale – aggiunge Stefano Mameli – anche se in un momento economicamente difficile, è importante affidarsi alla tradizione e alla qualità che possono garantire i nostri straordinari artigiani dell’alimentazione e della ristorazioneAnche un solo acquisto di questo genere è un “piccolo valore” che può contribuire a dare ulteriore forza a un comparto che è tra i pochi a resistere alla crisi garantendo occupazione e lavoro a decine di migliaia di lavoratori sardi

L’associazione artigiana, così, rilancia l’idea di un Natale all’insegna della tradizione e della genuinità alimentare isolana, ribadendo la necessità di marchi di qualità e disciplinari per le produzioni artigianali e ponendo l’accento sulla questione della commercializzazione e dell’acquisto dei prodotti di imitazione o di qualità non eccelsa.

«Non è una novità che sul mercato vengano immessi in maniera sempre più preoccupante i cosiddetti “cibi-fotocopia” ma i consumatori, in questi ultimi anni, sono sicuramente più attenti nello scegliere gli alimenti tradizionali sardi quali formaggi, salumi, pane, pasta, i dolci, vini e liquori, anche se nei negozi cresce il panorama dei prodotti “simil-Sardegna”

Ma le circa 140mila famiglie sarde che, secondo una recente indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato, hanno intenzione di consumare prodotti tradizionali, staranno ben alla larga dall’ampio elenco di prodotti “sardinian fake food”, veri e propri “inganni culinari”, in cui prodotti di evidente importazione vengono spacciati come “originali sardi” come i malloreddus multinazionali, i maialetti olandesi, l’olio ottenuto da olive greche e tunisine, le salsicce “tipo sardo” confezionate in altre regioni d’Italia, le sebadas slovacche o il liquore di mirto ottenuto da bacche della Slovenia.

«Siamo certi che le Panadas di Oschiri, il formaggio Greviera di Ozieri, l’Aranzada di Nuoro, i Culurgionis ogliastrini, la Birra di Tertenia, il vino di Sorso, le Tiliccas della Gallura, i Mostaccioli di Oristano, il Torrone di Tonara o l’olio di Gonnosfanadiga – riprende Stefano Mameli – non temano confronti dal punto di vista qualitativo perché crediamo che il loro sapore, profumo e gusto non siano riproducibili artificiosamente.»

Infatti, in tanti fuori dall’Isola provano a “copiare” l’eccellente qualità, i profumi e i sapori che, per esempio, si possono trovare nei dolci che vengono ancora preparati in laboratori artigianali, con la più antica tradizione casalinga dell’isola, preziosa per la genuinità e semplicità dei suoi ingredienti base, sempre quelli da centinaia d’anni: uova, zucchero, farina, miele, mandorle, buccia di limone o arancia, mosto di vino cotto o pecorino freschissimo. Stesso discorso anche per la produzione delle paste fresche e ripiene, ancora oggi vengono prodotte con elementi naturali come la semola, l’acqua, le uova, o per i formaggi freschi, che non hanno ne’ additivi chimici, ne’ conservanti.

Delle oltre 3.600 imprese attive nell’artigianato alimentare nella regione, secondo i dati dell’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPMI riportati nel dossier “Food economy e l’artigianato alimentare nell’Isola”, 1.427 sono pasticcerie, panifici e gelaterie, 1.648 sono attive nei servizi da asporto, 224 sono pastifici, 51 sono attive nella lavorazione e trasformazione della carne, 51 nel lattiero caseario, 43 nell’ambito delle spezie e condimenti, 41 nella produzione di oli e grassi vegetali e animali, 26 nella lavorazione e conservazione di frutta, ortaggi e pesce, 37 nell’ambito dei vini, birre e distillati vari, 33 nella lavorazione delle granaglie e altre 42 in altre produzioni, attività che nel primo semestre 2017 hanno esportato 86milioni di euro di valore, di cui 73 per i prodotti alimentari e 12 di bevande. A livello provinciale, a Cagliari ci sono 1.508 imprese, a Sassari-Gallura 1.107, a Nuoro 721 e a Oristano 287.

Negli ultimi dodici mesi (settembre 2016 – agosto 2017), a livello nazionale, le vendite all’estero di “Torte, pane con uva passa, panettoni, panettone di Natale, cornetti e altri prodotti dolci della panetteria, della pasticceria o della biscotteria”, compresi i dolci da ricorrenza, hanno registrato un incremento tendenziale del 5,8%, combinazione di una crescita del 5,0% sui mercati dell’Unione europea e dell’8,6% per i mercati extra Ue; tra i principali mercati aumenti a doppia cifra per Stati Uniti (+31,4%), Belgio (+24,2%), Polonia (+15,1%) e Svizzera (+13,9%).

Ormai le vendite di prodotti agroalimentari vòlano anche on line, nonostante il settore abbia enormi prospettive di crescita. Nel 2017, secondo l’analisi dell’Osservatorio eCommerce B2c, il mercato italiano online food&grocery vale 812 milioni di euro, +37% rispetto al 2016. Nonostante la crescita sia la più alta tra quelle registrate nei principali comparti merceologici online (tutti compresi tra +6% e +27%), questo incide solo per il 4% del mercato eCommerce B2c italiano, pari complessivamente a 23,1 miliardi di euro. Nel food&grocery la componente principale, in termini di valore degli acquisti, è rappresentata dall’Alimentare, con l’87% del comparto, per un valore di 708 milioni di euro, in crescita del +39% rispetto al 2016. Tra i prodotti più acquistati nell’alimentare, troviamo con il 54% i “secchi” (ossia confezionati, incluso il caffè), con il 31% i prodotti “freschi” (inclusi il cibo pronto e verdura/frutta), con il 9% le bevande alcoliche (birra, vino, distillati e liquori), con il 5% le bevande analcoliche (acqua, bibite e succhi) e con l’1% i prodotti surgelati.

«Infine, è doveroso ricordare i 193 prodotti agroalimentari tradizionali che la Sardegna annovera insieme alle centinaia di imprese artigiane sarde che si dedicano alle produzioni a marchio garantito Dop, Igp e Stg – conclude Stefano Mameli – numeri che dimostrano quanto sia forte il collegamento della popolazione sarda con le sue tradizioni più profonde. Legame che si deve sempre più tradurre in un sistema integrato e sinergico tra prodotti di qualità, territorio e percorsi turistici enogastronomici

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Ci sono nuove assunzioni per postini in Poste Italiane e le candidature scadono il 3 gennaio 2018. La ricerca è rivolta a giovani diplomati in tutta Italia ma ovviamente potranno partecipare anche i laureati, compresi quelli con lauree triennali. L’ultimo avviso di candidatura c’era stato appena due mesi fa. L’azienda apre quindi a nuove selezioni per diplomati nel 2018. La figura professionale ricercata è sempre quella del portalettere. Le assunzioni avverranno in tutta Italia con contratto a tempo determinato a decorrere da gennaio 2018, in relazione alle specifiche esigenze aziendali sia in termini numerici che di durata. Inoltre potrà ricandidarsi anche chi ha aderito ad un precedente avviso senza essere stato contattato. L’avvio dell’iter di selezione viene anticipato da…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.suntini.it/diariolavoro_poste.html .

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Parate e spettacoli in piazza, sotto Il segno del Natale. E’ la ricetta, e il titolo, della mini rassegna con cui Il Crogiuolo animerà le vie e le piazze del centro, e non solo, di Cagliari, dal 13 al 23 dicembre, un progetto realizzato per l’assessorato comunale del Turismo e, insieme, un’iniziativa di solidarietà a favore delle famiglie SMA, i cui figli sono colpiti da atrofia muscolare spinale.

Domani, mercoledì 13, si parte con Babbo Natale e i suoi amici, un corteo chiassosamente festoso che, dalle 17.00, percorrerà le vie e le piazze del quartiere di Castello. La parata si ripeterà, sempre con inizio alle 17.00, snodandosi il 15 fra le strade della Marina, il 19 fra quelle di Villanova e il 22 dicembre nel quartiere di Sant’Elia.

Babbo Natale e i doni scomparsi è invece lo spettacolo che la compagnia del Crogiuolo presenta sabato 16 in Piazza Carlo Alberto, alle 17.00, e replicherà, sempre con lo stesso orario, il 17 in Piazza San Sepolcro, il 21 in piazza San Domenico ed il 23 dicembre al Lazzaretto di Sant’Elia. Il testo e la regia sono di Rita Atzeri, in scena Alessandra Leo, Antonio Luciano, Daniela Vitellaro e Marta Gessa.

Polo Nord, casa di Babbo Natale: il fermento è tanto, la vigilia si avvicina e ci sono ancora molti doni da preparare. Babbo Natale è impegnato nel tentativo di interpretare il desiderio di un bambino che al posto della classica letterina ha inviato un disegno. Purtroppo non si sente bene, un brutto raffreddore lo rende un po’ sordo, così fraintende spesso ciò che gli dicono gli gnomi Vanillina e Frollino. Anche Alfredo, la renna, per contagio, si ammala. Nella casa di Babbo Natale, intanto, succedono strani avvenimenti: giocattoli che si animano e rischiano di far cadere Babbo Natale; la manomissione degli omini di zenzero a cui vengono fatte facce tristi; la sostituzione dello zucchero con il pepe nell’impasto dei dolci e, come se non bastasse, la scomparsa dei doni da consegnare ai bambini! Il consulto con gli gnomi anziani per risolvere il caso non produce il risultato sperato, non resta quindi che chiedere aiuto alla Befana e ai bambini. Il loro compito sarà quello di tenere gli occhi bene aperti per aiutare Babbo Natale a ritrovare i doni, scoprire il significato del disegno e che cosa sta succedendo. Verranno poi invitati a visitare i centri commerciali naturali dei quartieri dove si tiene lo spettacolo per trovare, come in una caccia al tesoro, un pacco nel quale far arrivare i loro doni ai bambini che soffrono di atrofia muscolare spinale.

 

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L’evento “Iglesias Anno Domini 1324” in programma sabato 16 e domenica 17 dicembre è stato rinviato al 14 e 15 aprile 2018 a causa del maltempo.

«Le avversità meteorologiche non danno tregua all’evento – ha scritto poco fa il vicesindaco Simone Franceschi nel suo profilo facebook -. Questa mattina in considerazione delle pessime previsioni per il prossimo fine settimana (da venerdì a domenica) l’organizzazione ha deciso a malincuore di rinviare l’evento in programma per il 16 e 17 dicembre. La rievocazione si svolgerà in primavera dopo le festività pasquali – ha concluso Simone Franceschi -. Le nuove date individuate sono il 14 e 15 aprile 2018.»

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Domani, martedì 12 dicembre, alle ore 10,30, nella sala retablo al secondo piano del Municipio di Cagliari, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di un ordine del giorno, primo firmatario Federico Ibba, consigliere comunale e vice presidente commissione Lavori pubblici. intitolato:Linee guida per l’individuazione degli operatori economici da invitare alle procedure negoziate per l’affidamento di lavori pubblici di importo inferiore a 1 milione di euro”.

Saranno presenti rappresentanti delle imprese dei professionisti e degli operatori del settore, ivi compresi i sindacati dei lavoratori. Durante la conferenza stampa, saranno diffusi i numeri aggiornati della crisi del comparto.

«Le imprese sarde – dice Federico Ibba – si trovano svantaggiate rispetto a quelle della penisola nell’aggiudicazione dei lavori pubblici degli enti locali, soprattutto alla luce del nuovo codice degli appalti e delle linee guida dell’ANAC. Questo ordine del giorno è volto a stabilire dei criteri oggettivi e nel rispetto delle normative al fine di garantire un’adeguata partecipazione delle imprese sarde nell’aggiudicazione degli appalti procedura negoziata dei lavori pubblici sotto la soglia del milione di euro. Questo provvedimento – conclude  Federico Ibba – tiene conto della grave crisi del comparto edile che ha attanagliato la Sardegna ed è volto a stabilire una “buona pratica” anche per gli altri comuni dell’Isola.»

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Innovazione tecnologica

Si chiama Contest Open Data Sardegna. E’ un concorso promosso dalla Regione, attraverso l’assessorato degli Affari Generali, in collaborazione con Formez PA, nell’ambito del progetto “OpenRas: dati aperti per la trasparenza e l’accountability”. L’iniziativa è rivolta a cittadini singoli o associati, scuole, università e imprese dell’Unione Europea con l’intento di favorire lo sviluppo di servizi innovativi, basati sui dati esposti in formato aperto sul portale Open data http://opendata.regione.sardegna.it/, e valorizzare il patrimonio informativo pubblico.

Il Contest Open Data Sardegna vuole dare visibilità e il meritato riconoscimento alle più interessanti proposte di riuso dei dataset esposti dalla Regione sul suo portale in una delle seguenti categorie: applicazioni, utilizzabili da smartphone, tablet o desktop in grado di offrire un servizio utile ai cittadini, studenti e imprese ma anche alla stessa amministrazione regionale; rappresentazioni visuali dei dati, in grado di offrire una lettura facilitata dei dati stessi (infografica); articoli di Data Driven Journalism, elaborati di taglio giornalistico, a partire dai dati pubblicati nel catalogo Open Data della Regione Sardegna utilizzati anche in integrazione con altre fonti; dati geografici, applicazioni per la rappresentazione di dati geo-riferiti, a partire da quelli pubblicati nel catalogo Open Data della Regione Sardegna.

«La Giunta – spiega l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu – considera il rafforzamento del sistema dei dati aperti un passaggio fondamentale per far crescere i livelli di trasparenza della pubblica amministrazione. Il nostro sistema, con un portale che acquista contorni sempre più definiti, è a disposizione di tutti e non solo di una ristretta cerchia di specialisti. Siamo di fronte a uno strumento dalle grandi potenzialità che apre la strada a nuove sfide per molti giovani sardi che in questo ambito possono trovare nuove opportunità di lavoro. Il progetto OpendataRas, voluto e sostenuto dalla Giunta, si inserisce in un percorso che rende i cittadini più informati e consapevoli e migliora la qualità dei servizi con il supporto delle più recenti innovazioni tecnologiche. Il Contest è un modo per promuovere la conoscenza degli open data della Regione e per valorizzarli in modo dinamico con il contributo dei cittadini, del mondo della scuole e dell’università.»

Le proposte di riuso dei dataset devono essere presentate entro il prossimo 21 gennaio.

È prevista l’assegnazione di un premio per i vincitori di ciascuna delle quattro categorie. In palio tablet e kit per robotica. Scuole e Università concorrono in una categoria dedicata.
Una giuria composta da esperti qualificati valuterà le proposte candidate con l’obiettivo di premiare quelle che meglio rispondono alle finalità del contest. Per ciascuna delle categorie di concorso verrà stilata una graduatoria. L’invio della proposta di utilizzo dei dataset deve avvenire, attraverso il modulo presente sul sito http://contest.formez.it. L’annuncio delle proposte vincitrici verrà fatto in occasione dell’evento conclusivo del progetto “OpenRAS: dati aperti per la trasparenza e l’accountability” che si terrà nel mese di febbraio 2018.

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Tutto è nato dalla domanda del padre di Daniele. Daniele è un mio piccolo paziente, dato che faccio il pediatra, che ha il diabete. Una malattia che in Sardegna, purtroppo, è diffusa più che in altre Regioni e nazioni.

“Ma non è possibile” mi chiedeva, scuotendo il capo, il papà «evitare di venire qui a prendere questa ricetta, lo sanno che Daniele deve fare l’insulina, sempre, che deve usare siringhe e aghi».

Ha ragione ho detto qualcosa si può fare, anzi possiamo fare.

Innanzitutto, basta sapere che in Sardegna si stampano ogni anno circa 19.586.837 di ricette, in Italia 356 milioni. Quindi milioni di persone in Italia tutti i giorni si recano nello studio del medico e del pediatra. Non è quindi solo Daniele, ad avere necessità di recarsi periodicamente in ambulatorio, basta citare qualsiasi malato cronico, gli anziani, con artrosi, pressione alta, cardiopatici, o affetti da malattie renali, oppure malattie mentali. Pensiamo quanti necessitano di presidi ed ausili.

La cosa paradossale che invece a seguito del D.M. 2 del 2011, tutti sono obbligati ad inviare telematicamente le ricette alla farmacia, oltre a consegnare al paziente un “promemoria” cartaceo. Ebbene questo promemoria nel 2011 era “temporaneo” serviva per garantire il farmaco in caso di inefficienza del sistema. Tuttavia ad oggi solo il Trentino ha provveduto ad eliminare questa incombenza del promemoria. Segno questo che si può provvedere alla sua eliminazione. Sappiamo anche che ogni anno vengono spesi milioni di euro per il sistema di informatizzazione o ITC di ogni regione compresa la Sardegna. Purtroppo, i sistemi telematici delle regioni non dialogano tra loro, creando delle piccole repubbliche informatiche, e spesso anche tra stesse strutture della Regione.
L’ausilio delle tecnologie informatiche potrebbe, se applicate in maniera estesa rendere molto più facile ed economico, gestire l’assistenza. Immaginate un paziente che giunge in pronto soccorso, magari anche non in grado di spiegare tutte le sue patologie, bene senza chiedere niente il medico risalendo tramite il suo codice fiscale può sapere tutta la sua storia clinica.

Tuttavia questo obiettivo ambizioso si può raggiungere a piccole tappe, per ora sarebbe sufficiente che la nostra Regione di sua iniziativa programmi ed attui il più rapidamente possibile questa modernizzazione.

Immaginiamo i risultati, diminuiranno la lunghezza e la frequenza delle visite negli studi dei medici e dei pediatri di famiglia, e contemporaneamente questi potranno aumentare la disponibilità di tempo per l’assistenza medica, anche di iniziativa per i cittadini  senza costi aggiuntivi, non gravati dall’uso di stampanti di difficile settaggio. Inoltre avremmo un grande risparmio di inchiostro e toner oltre che di carta, contribuendo a ridurre l’inquinamento ambientale anche nel microclima.

La stampa del promemoria si può relegare solamente nei casi in cui sia momentaneamente impossibile trasmettere la ricetta per via telematica. Oppure per la prescrizione di alcuni farmaci speciali.

La legittima domanda che ci si pone a questo punto, quale possa essere la via da percorrere per poter realizzare questa piccola rivoluzione per i pazienti della Sardegna. Se siamo in tanti a condividere questa idea, si può procedere con la sottoscrizione  di una petizione che è stata pubblicata su change.org al seguente link

https://www.change.org/p/basta-alle-inutili-file-negli-ambulatori-dei-medici-e-pediatri-di-famiglia

E’ sufficiente andare sulla pagina e sottoscriverla, evitando anche di pagare i due euro richiesti, quindi in maniera completamente gratuita. Le sottoscrizioni verranno poi inviate alle figure istituzionali preposte a realizzare questo cambiamento. Quanto più saranno numerose tanto più saranno tenute in considerazione.

Faccio queste affermazioni perché da decenni lavoro come medico sia presso ospedali e strutture pubbliche, e poi sul territorio, come medico di famiglia ed ora come pediatra. Conosco quindi tutte le problematiche relative a questa incombenza che si sta rivelando sempre più un ostacolo alla professione medica e alla assistenza sanitaria soffocata da adempimenti burocratici.

Da cittadini di questa bellissima isola chiediamo con forza, sottoscrivendo questa petizione una sanità più centrata sulla persona, che dia un segnale a tutti i cittadini di questa nazione. Cambiare si può se lo chiediamo uniti ed in tanti, diamo un piccolo grande aiuto a Daniel ed a tutti noi.

Paolo Zandara

Medico pediatra

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L’assessore regionale del turismo, Barbara Argiolas ed alte autorità istituzionali e accademiche, parteciperanno mercoledì  13 dicembre, dalle 8.30, all’Università di Cagliari, presso l’Aula Magna di Ingegneria (via Marengo 2), la Giornata “Sardegna per tutti. Turismo e totale fruibilità. Una terra ricca di storia, accogliente e da scoprire”, organizzata in occasione dell’undicesimo anniversario dall’entrata in vigore della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ris. 3447/ONU), prendendo spunto dalla recente legge regionale sul turismo (L.R. 28 Luglio 2017, n. 16), il CUG (Comitato Unico di Garanzia) dell’Università di Cagliari, insieme al Sia (Servizi per l’Inclusione e l’Apprendimento).

L’obiettivo dichiarato della Giornata è quello di consentire ai frequentanti (docenti, discenti, amministratori e operatori di settore) di riflettere, in termini multi e pluridisciplinari, su dei concetti legati al tema del turismo e della piena fruibilità e, quindi, anche alla disabilità e alla piena accoglienza (per es., bollino blu per le strutture adeguate; guide turistiche, prima accoglienza, piena fruibilità per tutte le persone; guida turistica rivolta a tutte le persone ecc.).

Si parte dal presupposto che i diritti delle persone con disabilità (PcD) rientrano nell’ambito dei diritti umani e della loro universalità. In altri termini, i diritti umani valgono per tutte le persone senza distinzioni di sorta.

Il contributo dei relatori e dei partecipanti ai workshop tematici consentirà di trarre delle conclusioni che saranno oggetto di discussione nella plenaria finale.

La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità è stata adottata il 13 dicembre 2006 durante la sessantunesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/61/106. La Convenzione e il suo Protocollo Opzionale sono stati aperti per la firma il 30 marzo 2007. Fino al 14 maggio 2007 ci sono state 92 firme alla Convenzione, 50 firme al Protocollo Opzionale e una ratifica alla Convenzione. È il primo grande trattato sui diritti umani del XXI secolo ed entrerà in vigore nel momento in cui riceverà venti ratifiche. (Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, Comitato Italiano per L’unicef – Onlus, Roma, 2007, p. 2).

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La Pasta Cellino Cagliari, protagonista del campionato di A2 Girone Ovest di basket, venerdì si allenerà al PalaGiacomoCabras di Sant’Antioco. E’ sicuramente un appuntamento da non perdere per gli amanti del basket e dello sport. I ragazzi di coach Riccardo Paolini stanno disputando un campionato di tutto rispetto, oggi al quarto posto in classifica.

«Si invitano i nostri tifosi e tutti i concittadini a partecipare a questo importante evento – spiega Salvatore Ingrande, presidente Sulcispes – al termine dell’allenamento i giocatori della “Pasta Cellino Cagliari” saranno a disposizione per eventuali foto e autografi. Dopodiché, ci sarà un rinfresco per omaggiare lo staff del club cagliaritano per aver scelto Sant’Antioco, quindi la Sulcispes.»

La società lagunare confida in una discreta partecipazione di pubblico. «Questa è la prima volta che Sant’Antioco ospita una squadra di questo calibro – conclude il presidente sulcitano – siamo quindi orgogliosi e contenti, e ci sentiamo inoltre di ringraziarli per aver riportato il grande basket nel sud dell’isola dopo tantissimi anni. Sperando che il pubblico accorra numeroso, come merita l’evento.»