13 September, 2026

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E’ in programma domenica 3 dicembre, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30, nel Centro culturale di via Cattaneo, a Iglesias, il convegno-giornata di studi “PACE, LAVORO, SVILUPPO ri-costruire il presente, ri-pensare il futuro”.
Ripensare il futuro del Sulcis-Iglesiente per promuoverne l’uscita dalla drammatica crisi economica e morale in cui un modello di sviluppo tanto consumistico quanto competitivo e violento lo ha gettato; questo l’obiettivo del convegno organizzato ad Iglesias dal “Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile”.

25 organizzazioni della società civile coinvolte nella preparazione, 14 relatori, 3 moderatori, una decina di esperti di diritto, etica, sindacato, nonviolenza attiva, imprenditorialità ecosostenibile; questi i numeri, evidentemente significativi, del primo evento culturale organizzato dal giovanissimo Comitato, costituito solo nel maggio scorso.

 – E’ possibile progettare e perseguire una riconversione della struttura economica del territorio che non si basi né sull’industria bellica locale (con le sue nefaste conseguenze in giro per il mondo e particolarmente in Yemen) né sulle grandi industrie energivore ed inquinanti che da decenni ne condizionano lo sviluppo?

– E’ possibile iniziare a pensare il territorio come la casa comune da lasciare in eredità ai nostri figli, anziché trattarlo come lo scaffale di un supermercato da saccheggiare come se non ci fosse un domani?

– E’ possibile guardare ai paesi extraeuropei come altre case in cui vivono persone simili a noi, con sentimenti, desideri di sviluppo, valori da preservare e non essere complici di chi li vuole dissanguare e lasciare senza risorse e senza speranze?

– Da dove iniziare per esplorare nuove strade, dare nuove risposte al giusto bisogno di occupazione, promuovere i valori della solidarietà umana, della responsabilità ambientale, della sostenibilità?

Sono queste le domande alle quali cercherà di offrire spunti per una risposta collettiva il convegno di Iglesias, con un fitto programma ricco di interazioni positive e propositive.

Semplici cittadini, lavoratori dell’industria e degli altri settori produttivi, politici, sindacalisti, uomini di chiesa e di partito, imprenditori e intellettuali, tutti sono invitati a partecipare ed a contribuire alla ricerca di soluzioni alternative alla drammatica situazione attuale. Insieme è possibile.

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La Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna si schiera ancora al fianco del soprintendente ai Beni Culturali Fausto Martino.

«Questa volta la colpa ascrittagli da parte del sindaco di Cagliari – si legge in una nota della Consulta – è di aver censurato i lavori di manutenzione effettuati dal Comune sulla Torre dell’Elefante, e manifestato l’intento di valutare la congruità di un ponteggio messo in opera con un ancoraggio alla torre. Cosa impensabile in tempi di ponteggi leggeri e autoportanti. Martino dovrà valutare i danni: ben 50 fori di trapano segnano infatti la facciata: una ferita inferta a un monumento di immenso valore architettonico e storico, uno dei simboli della città, la cui importanza travalica l’ambito regionale. È sorprendente la minimizzazione del presunto danno da parte di esperti, non tutti competenti nella materia del restauro, sicuri che un paramento murario antico valga quanto una superficie per il tiro a segno.

La Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna ritiene inevitabile e doveroso l’intervento del Soprintendente, il quale fa solo quanto è parte dei suoi compiti istituzionali. Quando gli interventi sono svolti con criteri dubbi e il danno è palese, un Sovrintendente ha il dovere di intervenire nell’interesse pubblico. La Legge italiana ha istituito, come organismi deputati a tale superiore funzione per terzietà e competenza, proprio le Soprintendenze ai Beni culturali. Fortunatamente esse si esprimono sui principi della Tutela e non in base ad opportunità contingenti della politica.»

«Il patrimonio culturale e ambientale del Paese vive nel flusso delle generazioni ed appartiene alle comunità grazie alla Costituzione. Esso può sopravvivere agli interventi umani solo attraverso un monitoraggio tecnico eseguito con gli adeguati strumenti  culturali. La tutela, operata mediante controlli, non è mai vincolo ostruzionistico, ma garanzia di salvaguardia della ricchezza materiale e immateriale dei nostri monumenti, luoghi, territorio. È interesse di ciascuno – conclude la Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna – stare dalla parte di chi presidia tali valori impedendo che si disperdano.»

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violenza sulle donne

Un pieghevole, in formato tascabile, dedicato alle donne vittime o a rischio di violenza, che raccoglie tutti i numeri di pubblica utilità, dal numero verde nazionale 1522, attivo 7/24, ai “centri antiviolenza della Sardegna” e ancora ai “centri di ascolto per gli uomini maltrattanti”, da distribuire capillarmente nelle strutture pubbliche e private ad alta concentrazione di pubblico e utenza (ospedali, tribunali, scuole, uffici pubblici ecc.).

È l’iniziativa della Commissione regionale pari opportunità, sotto l’egida dell’assessorato dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, su progetto grafico della DG Comunicazione della Presidenza della Regione Sardegna, perché quando si parla di violenza “prevenzione” è la parola d’ordine, ma pone la necessità di sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza o in situazioni di allarme e pericolo, avendo a portata di mano i numeri utili.

«La violenza sulle donne è un fatto di estrema gravità – sottolinea la presidente della Commissione regionale pari opportunità Gabriella Murgia – che colpisce la salute delle donne e mina inesorabilmente l’equilibrio psicofisico dei figli, di intere famiglie, della collettività. Il pieghevole si inserisce tra le azioni positive di informazione e di sensibilizzazione che abbiamo voluto realizzare proprio a novembre, il mese di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.»

La Direzione generale delle politiche sociali finanzia annualmente i centri e le case ai sensi della L.R. 7 agosto 2007, n. 8 “Norme per l’istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittima di violenza”. La Giunta regionale, con delibera n. 52/40, ha esitato in questi giorni le linee guida per l’annualità 2017.

«Il messaggio rivolto alle donne è chiaro: le istituzioni sono presenti, anche attraverso delle organizzazioni riconosciute per legge, supportate da staff di psicoterapeuti, medici, educatori, che lavorano alacremente per offrire ascolto e risolvere situazioni talvolta drammatiche, attraverso azioni di protezione e accoglienza per le madri e i loro figli. Il gratuito patrocinio è uno strumento validissimo garantito dallo Stato, che oltre ad aumentare l’accesso alla giustizia per reati di abuso sessuale, stalking e maltrattamenti familiari, favorisce l’emersione dei fenomeni spesso consumati in solitudine ed abbandono. I centri di ascolto uomini maltrattanti, attraverso l’auto responsabilizzazione degli autori di violenza nelle relazioni affettive, promuovono percorsi di recupero con buone prospettive di reinserimento nelle famiglie di appartenenza. Il prossimo obiettivo – conclude Gabriella Murgia – è l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. La modifica è stata inserita nella L.R. n. 8 del 2007. Dobbiamo fare sistema e unire gli sforzi attraverso protocolli e modalità operative condivise tra i centri antiviolenza, i servizi sociali, le forze dell’ordine e le associazioni che operano nei settori della prevenzione, contrasto e sicurezza contro la violenza femminile.»

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Fine settimana a Monserrato al MoMoTI per Il Grande Teatro dei Piccoli, alla sua quindicesima edizione fino al 24 dicembre. Sabato 2 e domenica 3 dicembre alle 17.00, nel teatro in via 31 marzo 1943 n. 20, è di scena l’attore e burattinaio di Ravenna Vladimiro Strinati nello spettacolo “Nicola e il mare”

Scritta da Strinati con Danilo Conti, che ne firma la regia, e Antonella Piroli, la pièce attinge dalla suggestione e dalla riscrittura di fiabe come ColaPesce, Il Sale. Il tema è quello del rapporto con la natura, con la genesi dell’esistenza, con le fiabe e i miti popolari che ci propongono uomini che conoscono il valore degli elementi. Il linguaggio scenico scelto è quello della presenza di un attore che agisce con oggetti e figure per costruire scene musicali nelle quali il testo, rarefatto, è affidato al discorso diretto tra i personaggi. 

Sabato 16 e domenica 17 dicembre la stagione per famiglie targata Is Mascareddas fa un’ultima tappa a Cagliari al Teatro Massimo con lo spettacolo “Uno, due, tre…”: una semplice storia di colori, proposta dalla compagnia di Ravenna Drammatico Vegetale, che pare ricavata da un quadro di Piet Mondrian, per attori e animazioni con oggetti e immagini. Un affresco a tre dimensioni raccontato da due attori di poche, anzi pochissime parole,  ideato da Pietro Fenati, in scena con Elvira Mascanzoni. 

Le battute conclusive della stagione teatrale sono in programma a Monserrato, al MoMoTI, sabato 23 e domenica 24 dicembre con i padroni di casa nello spettacolo di narrazione con pupazzi e oggetti “Doni” (in sostituzione della piéce “Giacomina e il popolo di legno” annunciata in precedenza). In scena la burattinaia Donatella Pau.

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Prosegue con successo, a Sant’Antioco, l’attività del servizio InformaLavoro “Ci Siamo!”, uno sportello a disposizione dei cittadini che fornisce informazioni e supporto necessari per cogliere e costruire nuove opportunità di lavoro. Attivato dall’assessorato dei Servizi sociali e delle Politiche giovanili nel marzo del 2016 e gestito dalla Cooperativa sociale onlus “Millepiedi”, riceve settimanalmente una media di 20 ragazzi e ad oggi conta 275 giovani seguiti passo dopo passo in percorsi specifici, con un’età tendenzialmente superiore ai 30 anni, residenti nel Comune di Sant’Antioco e di cui una piccola percentuale proveniente da Carbonia, Calasetta e San Giovanni Suergiu. In riferimento all’età, si sottolinea che nell’ultimo anno il 50% circa dei nuovi accessi è rappresentato da giovani, per la fascia 15-30 anni, che si rivolgono al Servizio per avere indicazioni sulla ricerca attiva di occasioni lavorative, di formazione e per la stesura del Cv europass.

Il servizio “Ci Siamo!” offre un ampio ventaglio di opportunità: dal supporto nella ricerca di lavoro/tirocinio/formazione, ad un vero e proprio sostegno attraverso un percorso orientativo finalizzato ad aumentare la propria consapevolezza rispetto ai punti di forza e alle potenzialità che permettono di scegliere e agire in maniera attiva per un inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro. Ma non solo: lo sportello opera anche in qualità di orientamento nella costruzione di iniziative imprenditoriali, supportando gli utenti nella valutazione dell’idea progettuale e nell’eventuale ricerca di possibili forme di finanziamento. Accanto all’InformaLavoro si colloca il Centro Eurodesk, che integra l’InformaLavoro attraverso la diffusione di informazioni attendibili e costantemente aggiornate su iniziative e programmi dell’Unione Europea destinati alla mobilità transazionale di giovani e adulti. Dal momento dell’apertura ad oggi, il Centro Eurodesk ha anche permesso a 5 giovani di spostarsi in Europa per formazione, lavoro ed esperienze alla pari. Oltre all’attività di sportello, il Centro organizza anche diverse iniziative a tema (l’”APERIEUROPA”, progetto “Primi passi .. in Europa”, Adesione alla Campagna Nazionale di Time to move 2017, etc.).

«E’ un servizio al quale teniamo molto, funziona bene ed è guardato con interesse anche da altri Comuni del territorio quale esempio di buona prassi – commenta l’assessore delle Politiche sociali Eleonora Spiga– crediamo sia utilissimo ai giovani e, in generale, a chiunque desideri supporto e sostegno per essere inserito o reinserito nel mercato del lavoro. Ma può essere utile anche per i ragazzi che non hanno le idee chiare su quale percorso intraprendere a conclusione del ciclo di studi di secondo grado.» 

Lo sportello è aperto al pubblico il martedì e il giovedì dalle 10.00 alle 12.30 e il mercoledì dalle 15.00 alle 17.00 nella sede dell’assessorato dei Servizi sociali e delle Politiche giovanili, in via Risorgimento 37, a Sant’Antioco.

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Dovranno attendere sino al 3 gennaio i 45 lavoratori ex Ati Ifras ancora da assumere all’interno di Igea. 

Quello stesso giorno, infatti, l’agenzia formativa convenzionata comincerà l’attività di formazione. Nel frattempo, va avanti il percorso per il reimpiego dei 490 lavoratori dell’Area Parco Geominerario: complessivamente sono ormai definite in modo certo le posizioni di 189 lavoratori, mentre per altri 151 devono essere ancora completate anche con i progetti di enti locali e pubblici. 

E’ quanto emerso dall’ultimo incontro tenutosi ieri sera tra la Regione e i sindacati, sulla vertenza che si protrae da più di un anno.

I lavoratori che portano avanti dai primi di ottobre i due presidi sul tetto del Duomo di Sassari e sotto i portici del palazzo della Regione, però, non smobilitano in attesa del prossimo incontro del tavolo partenariale convocato, sempre dall’assessore degli Affari generali, Filippo Spanu, per il 20 dicembre.

Dopo il pressing dei lavoratori del presidio, intanto, il comune di Sassari ha presentato cinque progetti per l’inserimento lavorativo di 46 persone per le quali saranno avviate le procedure finalizzate all’assunzione. L’Aspal e l’assessorato degli Enti locali hanno istruito i piani finanziari ed i cronoprogrammi di alcuni degli Enti firmatari dell’accordo procedimentale. 

Sono 88 le assunzioni in programma, mentre il Parco Monte Arci non ha sottoscritto l’accordo e ha comunicato l’intenzione di riproporre un progetto ridimensionato. Un avviso dell’assessorato del Lavoro, con scadenza il prossimo 22 dicembre, servirà a tutelare il personale anche assunto a tempo determinato, collaboratori e consulenti a contratto del bacino ex Ati Ifras, mentre 111 lavoratori hanno sinora sottoscritto gli atti transattivi.

«Purtroppo, dal mese di marzo 2017, quando si era parlato per la prima volta delle assunzioni a oggi con la scadenza, al 31 dicembre, della Naspi da 400 euro per diversi lavoratori, possiamo affermare che la Regione non ha rispettato i tempi – dice Simone Testoni, dirigente sindacale dell’Ugl – a parte una quarantina di assunzioni già incamerate tutte le altre sono per ora solo sulla carta. Bisogna accelerare le procedure e la Regione non deve scaricare le responsabilità sui sindacati.»

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L’Associazione Sportiva Dilettantistica Asso Sulcis Onlus Carbonia, in collaborazione con la FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale) e con il patrocinio ed il contributo economico dell’Amministrazione comunale, ha organizzato per domenica 10 dicembre l’8ª Coppa di Nuoto Città di Carbonia.

Si tratta di una manifestazione di nuoto a carattere regionale, riservata alle persone con disabilità.

Il campo di gara sarà la piscina comunale di Carbonia, dalle ore 9.30 alle 12.30.
«Siamo orgogliosi di sostenere un’iniziativa meritoria come l’8ª Coppa di Nuoto Città di Carbonia, che dà l’opportunità alle persone con disabilità di partecipare a competizioni fra pari, favorendone nel contempo l’inclusione sociale, l’integrazione e l’aggregazione», ha detto l’assessore dello Sport Valerio Piria.

 

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La Sulcispes ha iniziato con una vittoria il girone di ritorno del campionato di serie D. I biancoblu si sono imposti nettamente sull’Elmas con il punteggio di 74 a 55 (primo tempo 36 a 33). Avanti di una sola lunghezza nel primo quarto, 15 a 14, la Sulcispes ha incrementato il vantaggio in tutti i quarti successivi, chiusi sempre in vantaggio: 21 a 19, 18 a 7 e 20 a 15. E’ stata una partita piacevole, giocata con la giusta intensità.

«Abbiamo giocato un buon match, anche se spesso pecchiamo in continuità nel gioco di squadra con diverse leggerezze evitabili, sia in attacco che in difesa – ha commentato a fine match il coach Paolo Massidda -, negli ultimi due quarti siamo stati più incisivi e, infatti, i parziali parlano chiaro. Castiglia e Aralossi fermi ai box sono assenze che pesano sulle manovre di gioco, ed avendo una panchina abbastanza corta bisogna stringere i denti».

«Domenica giocheremo a Serramanna e non sarà semplice, poiché troveremo una squadra che, dopo la sconfitta pesante dell’andata, ci darà sicuramente del filo da torcere. Vogliamo aggiudicarci l’incontro – ha concluso Paolo Massidda -, in maniera tale da mantenere inalterato il margine che abbiamo in classifica sulle inseguitrici, fondamentale per arrivare fra le prime quattro.»

Sulcispes – Elmas 74 a 55.

Parziali: 15 a 14, 21 a 19, 18 a 7, 20 a 15.

Sulcispes: Casula 21, Cera, Rasset 20, Pintus 4, Castiglia, Cavassa 8, Basciu, Ingrande, Tosadori 13, Peloso 6, Era 2. All.: Paolo Massidda.

Basket Elmas: Bruni 2, Sanna 4, Calandra 17, Manai 10, Maresca 16, Proietti, Orrù 4, Piga 2, Del Rio. All: Alessio Orani.

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Domenica 3 dicembre divertimento assicurato al luna park di Carbonia, dove tanti bambini e ragazzi potranno usufruire gratuitamente, per tutta la mattinata, di una serie di attrazioni offerte dalla giostra ubicata in via Costituente, nel terreno del piazzale adiacente allo Stadio Comunale “Carlo Zoboli”

Un’iniziativa organizzata dai giostrai Duville, d’intesa con il comune di Carbonia, per far felici tanti bambini della città, molti dei quali appartenenti a famiglie bisognose. 

Il programma prevede alle ore 11.00, nel padiglione autoscontri, la celebrazione della Santa Messa da parte di don Amilcare Gambella, parroco della Chiesa di San Ponziano. 

In seguito, dalle 11.30 alle 13.30, giostra gratuita per tutti.

L’assessore delle Politiche sociali del comune di Carbonia, Loredana La Barbera, ha ringraziato la famiglia Duville per aver assegnato ai Servizi sociali del Comune 1.000 biglietti gratuiti da donare alle famiglie indigenti della città.

L’iniziativa messa in campo dai titolari di una delle più importanti imprese operanti nel settore del divertimento itinerante, di concerto con il comune di Carbonia, rappresenta un piccolo, ma grande segnale di vicinanza verso le tante persone che vivono in condizioni di disagio economico-sociale.

 

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Sono 1.182 le autovetture elettriche o ibride che circolano sulle strade della Sardegna. Ben 364 sono state immatricolate nel solo 2016, l’1,3% sul totale delle 29.113 registrazioni dell’anno scorso fra le quali spiccano l’alimentazione a gasolio (16.693) e a benzina (11.814). Una goccia nel mare, il settore dell’ibrido ed elettrico, rispetto ai più comuni sistemi di propulsione che, però, ha registrato una crescita del 57,6% rispetto al 2015 contro il +16,9% del totale. In ogni caso, le immatricolazioni dell’ibrido ed elettrico hanno superato quelle del GPL-Benzina, che si ferma a 236 auto.

Sono questi i dati del dossier sul trend delle “Auto ibride/elettriche in Sardegna”, realizzato dall’Osservatorio per le Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Imprese Sardegna su fonte ISPRA e ACI nel 2016.

A livello nazionale, il boom d’immatricolazioni ibride ed elettriche è stato registrato in Lombardia con 10.527 autovetture vendute (+3,3%), seguita dal Lazio (7.308 e 3,2%) ed Emilia Romagna (4.456 con +2,9%).

«Stiamo assistendo a una crescita significativa di questo tipo di autovetture – afferma Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – anche se, per ora, rappresentano una percentuale minima rispetto a quelle più comuniDobbiamo sempre ricordarci come, fino a pochi mesi fa, l’isola fosse completamente priva di “carburanti” alternativi alla benzina, al gasolio e al gpl ed è quindi facile spiegare come il mercato delle auto a basso impatto ambientale fosse sconosciuto

Antonio Matzutzi ricorda come, solo pochi giorni fa, la commissione europea abbia adottato il pacchetto mobilità pulita che pone un target di riduzione del 30% delle emissioni medie di CO2 dei nuovi veicoli tra il 2021 e il 2030, comportando anche la crescita del meccatronico, la figura professionale che sta sostituendo il meccanico e l’elettrauto. In Sardegna, la modifica delle matrici tecnologiche delle auto, interesserà 2.513 imprese artigiane e circa 6.000 addetti nel comparto della Manutenzione e riparazione di autoveicoli.

Il parco delle autovetture regionale è costituito da 1.023.462 unità per il 40,58% alimentate a benzina, per il 57,34% a gasolio, per il 5,8% è costituito da autovetture a benzina e gas liquido, per lo 0,81% da benzina e GPL mentre lo 0,8% si riferisce alle 1.182 autovetture in circolazione ibride ed elettriche.

Distinguendo lo stock esistente di autovetture secondo la classe euro, la classe più rappresentata è la Euro 4 (31,1%) seguita da Euro 5 e 6 (27,4% di cui 18,9% Euro 5 e 8,5% Euro 6). In Euro 3 e inferiori rimane il 41,5% del parco autovetture, quota che sale al 53,7% per le vetture benzina mentre si riduce al 31,4% per le vetture alimentate a gasolio.