7 May, 2021
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Maria Marongiu è la nuova segretaria dell’Unione cittadina del Partito democratico di Carbonia. E’ stata eletta ieri nel corso della prima riunione del nuovo organismo. Il segretario Fabio Desogus ha nominato la segreteria che lo affiancherà e che sarà così composta: il vice segretario è Amedeo Matteu, gli altri componenti della segreteria sono Alberto Straullu, Alessio Tidu, Cinzia Firinu, Matteo Fenu e Ilaria Podda.

I componenti della segreteria e la presidente sono stati nominati ed eletti «ritenendo che fosse indispensabile e giusto coniugare e valorizzare le diverse esperienze e sensibilità presenti tra gli iscritti e, contemporaneamente, dare rappresentanza in Segreteria a varie zone geografiche della città», si legge in una nota del segretario Fabio Desogus.

«Il Partito Democratico di Carbonia – aggiunge Fabio Desogus – ritiene che sia indispensabile, per una vera azione di rilancio dell’attività politica in città, essere presenti anche e soprattutto nelle zone periferiche e nelle circoscrizioni comunali, al fine di recepire al meglio il disagio e le istanze provenienti da ogni zona della città. Parimenti, in Segreteria, insieme a membri giovani che con molto entusiasmo stanno affrontando il loro primo incarico all’interno del PD, sono state poste anche persone di comprovata esperienza e conoscenza delle problematiche e delle risorse presenti in città – conclude Fabio Desogus -, al fine di effettuare un ringiovanimento della classe dirigente senza però far mancare il fondamentale apporto e le necessarie esperienze di chi da tempo si impegna e fa politica per il miglioramento della comunità in cui vive.»

Maria Marongiu.

Fabio Desogus.

Amedeo Matteu.

 

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Da domani, venerdì 1 dicembre, si apriranno i termini per la presentazione delle domande di ammissione alla nuova misura unica nazionale di contrasto alla povertà, denominata Reddito di Inclusione (ReI), istituita dal decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017.
Il sussidio verrà concesso a decorrere dal 1° gennaio 2018 e sarà erogato mensilmente dall’INPS per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, attraverso una carta di pagamento elettronica denominata “Carta ReI”.

Il nucleo familiare del richiedente dovrà essere in possesso di una certificazione I.S.E.E. in corso di validità, pari o non superiore a 6.000 euro.

Il beneficio economico varia in base al numero dei componenti il nucleo familiare e oscilla da un importo minimo di 187,50 euro al mese a un massimo di 485,40 euro.

La domanda dovrà essere consegnata direttamente, o spedita con raccomandata A/R all’Ufficio Protocollo del Comune di Carbonia sito in Piazza Roma 1, oppure trasmessa all’indirizzo di PEC del comune di Carbonia comcarbonia@pec.comcarbonia.org a partire dal giorno venerdì 1° dicembre 2017.

Il modulo di domanda è disponibile presso le sedi dei Servizi Sociali e sul sito Internet del Comune di Carbonia (www.comune.carbonia.ci.it).

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«Troppe promesse scaraventate sui lavoratori, senza che poi si passi all’attuazione dei provvedimenti. Sull’agenzia Forestas si deve passare dalle parole ai fatti, venendo incontro alle richieste dei dipendenti.»

Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, si esprime così sul futuro dell’Agenzia Forestas, con i lavoratori che da mesi lottano per vedere riconosciuti i loro diritti. Dunque, basta con rinvii e ripensamenti.

«Un contratto regionale per i lavoratori e la stabilizzazione dei precari. Un impegno preso dalla giunta sin da giugno, con una tabella di marcia non rispettata. Sull’ente Forestas, che occupa circa seimila lavoratori (poco meno di duemila sono precari) distribuiti in 173 cantieri – sottolinea Gianluigi Rubiu – la maggioranza appare confusa e inconcludente. Nell’ultima seduta del consiglio sono stati stanziati 7 milioni di euro per chiudere la partita riguardante gli incrementi contrattuali, ma restano ancora tutte le altre problematiche relative all’inquadramento del personale e alla stabilizzazione dei precari.»

«La cura giusta per Forestas sono le regole certe per tutti, compresi i precari e non solo per i duemila lavoratori che svolgono mansioni superiori. C’è poi il dubbio complicato legato alla stabilizzazione degli operai. Di fatto – conclude Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interrogazione sulla materia -. Si mantiene un gap giuridico enorme nella gestione stessa del personale, senza la riqualificazione dell’organico e ignorando il forte problema del precariato.»

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Il comune di Carbonia ha pubblicato il bando pubblico relativo all’erogazione di contributi per il rimborso delle spese di viaggio a favore degli studenti pendolari che hanno frequentato le scuole superiori e artistiche nell’anno scolastico 2016-2017. 

«Si tratta di uno strumento essenziale per favorire il diritto allo studio dei tanti alunni della città e delle frazioni, che ogni mattina sono costretti a prendere un mezzo pubblico per recarsi a scuola – spiega il sindaco di Carbonia, Paola Massidda -. Il rimborso totale o parziale delle spese di viaggio è un’iniziativa a sostegno delle famiglie meno abbienti e, nel contempo, un mezzo per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica.»
Il termine ultimo per la presentazione delle domande scade improrogabilmente il 15 dicembre 2017.
La modulistica è consultabile presso l’ufficio Pubblica Istruzione in via XVIII Dicembre, le sedi istituzionali di Bacu Abis e Cortoghiana e sul sito internet del comune di Carbonia.
Possono presentare domanda di partecipazione gli studenti appartenenti ad un nucleo familiare con una situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 14.650 euro.
Ulteriori informazioni possono essere richieste presso l’Ufficio Pubblica Istruzione di via XVIII Dicembre (tel. 0781 694470 e 0781 694448).

 

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Gabriella Carmelita è il nuovo direttore del Servizio di Farmacia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. Dirigente farmacista, già dipendente dell’Azienda nella stessa unità operativa, sostituisce l’uscente Grazia Maria Moretti.

Il nuovo direttore, con decorrenza immediata, assumerà l’incarico temporaneo che avrà la durata di sei mesi, «fatta salva – si legge nella delibera adottata ieri – ogni eventuale determinazioni in merito».

L’Aou, infatti, ha attivato la procedura per la selezione del nuovo direttore del Servizio Farmacia. Il procedimento è alle fasi conclusive ed è stata già nominata la commissione mentre, in questi giorni, si stanno verificando le date per le riunioni dei commissari quindi quelle per le selezioni dei candidati. L’obiettivo è chiudere l’intera procedura di selezione entro i primi mesi del 2018.

È dei giorni scorsi, inoltre, la delibera di assunzione a tempo determinato di 75 infermieri. Si tratta di personale infermieristico inserito nella graduatoria di selezione a tempo determinato che l’Aou di Sassari ha approvato il 25 ottobre scorso, nella quale sono presenti 774 idonei. Per cinquanta di loro, già in servizio nei reparti dell’Azienda ospedaliera universitaria con contratto in scadenza, si tratta di un’assunzione con sostituzione di vecchio contratto e con la designazione nella stessa unità operativa in cui sono impiegati attualmente. Per gli altri 25, invece, si tratta di una assunzione a tempo determinato, con decorrenza dal 1° dicembre, in sostituzione di personale cessato o in sostituzione di personale in maternità o lunga malattia. Dodici dei 25 neoassunti andranno a sostituire 12 unità infermieristiche assunte in precedenza con contratti interinali. Obiettivo dell’Aou è coprire l’intera quota degli infermieri assunti con contratto interinale (ancora 12) con contratti a tempo determinato.

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La prima commissione Autonomia si è riunita questa mattina per discutere della programmazione dei lavori. Nelle prossime settimane il parlamentino si occuperà del DL 416 sul funzionamento del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, la cui istruttoria è stata iniziata diversi mesi fa.

Rimane aperta la discussione su Forestas: «L’approvazione in Consiglio dell’emendamento della Giunta sull’adeguamento degli effetti economici del contratto oggi applicato ai lavoratori non muta di una virgola gli obiettivi a cui questa commissione sta lavorando, su mandato unanime dei presidenti dei gruppi e su impulso della Presidenza del Consiglio, che ha in corso interlocuzioni con la direzione generale dell’Inps – ha detto il presidente Francesco Agus -. L’ente previdenziale, sia chiaro, non ha nessun obbligo formale a fornire al Consiglio una risposta ed è evidente che in assenza di novità spetti alla conferenza dei capigruppo dare un indirizzo chiaro, depositare la proposta di legge oggi all’attenzione della commissione o indicare un’altra soluzione. Personalmente sono convinto riguardo al fatto che le questioni poste all’Inps, tanto quella della presidenza agricola quanto quella sui lavoratori stagionali, siano corrette dal punto di vista tecnico e sia quindi possibile per i presidenti di gruppo in tempi brevi presentare formalmente la proposta di legge e procedere alla sua calendarizzazione».

Il parlamentino ha poi trattato il tema delle Province, con riferimento agli esiti del referendum costituzionale nell’ordinamento sardo, esiti che impongono un ripensamento sul loro ruolo anche con riguardo alla situazione finanziaria, ormai al limite del dissesto: ripetutamente il Consiglio regionale è dovuto intervenire nelle ultime manovre finanziarie per consentire l’approvazione dei bilanci delle Province.

Giuseppe Meloni (Pd) ha chiesto di mettere all’ordine del giorno la proposta di istituire la provincia gallurese cancellata dal referendum ma secondo la commissione è prima necessario un confronto con i gruppi (quantomeno quelli della maggioranza), con la Giunta e con i rappresentanti dei Sindaci. 

E’ stata poi inserita nella programmazione, su proposta di Paolo Zedda (Sdp), la discussione della Pl 300 sulla trasparenza del procedimento delle nomine e delle designazioni di competenza della Regione. L’iter della proposta sarà preceduto da un ciclo di audizioni. Il parlamentino si occuperà anche del demanio marittimo su proposta di Gennaro Fuoco (Sardegna).

Il tema della revisione della legge elettorale, invece, su proposta di Salvatore Demontis (Pd) inizierà dall’esposizione delle proposte presentate sino a ora. Parallelamente verranno portati avanti dei passaggi informali con i gruppi consiliari affinché si esprimano sulle priorità da dare all’iter di revisione.

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Il piano per la tutela e valorizzazione delle zone umide della Sardegna prende ufficialmente il via con la ripartizione territoriale di 20 milioni di euro di fondi Fsc del Patto per la Sardegna. La destinazione del finanziamento è stata approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore della Programmazione Raffaele Paci. L’intervento, in sinergia con interventi dell’Assessorato dell’Ambiente già in corso, è una delle politiche speciali all’interno della programmazione territoriale, e la ripartizione dei fondi è stata messa a punto dalla cabina di regia. «Le zone umide sono una grande risorsa della Sardegna e stiamo mettendo in atto una politica complessiva per la loro valorizzazione – dice Raffaele Paci -. Non parliamo solo di tutela ambientale, che pure è prioritaria, ma anche di potenziarne le attività produttive, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro occupata nelle attività economiche e promuovere nuova e qualificata occupazione».

Nel maggio 2016, con la delibera che istituiva il Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, la Giunta ha individuato nell’Università di Cagliari il soggetto di adeguata esperienza per la predisposizione dello studio di valorizzazione delle zone umide e lagunari della Sardegna. Attraverso lo studio sono stati individuati i territori che saranno prioritariamente oggetto di intervento: Golfo di Oristano; Golfo di Palmas e Mare Interno; Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada; Ogliastra e VI-VII Sarrabus; Baronie e Gallura; Golfo dell’Asinara e Nurra.

Al Golfo di Oristano (Montiferru, Sinis e Planargia; Costa del Sinis-Terra dei Giganti; Terralbese e Linas; Fenici) vanno 6 milioni; al Golfo di Palmas e Mare Interno (Arcipelago del Sulcis, Sulcis) 2 milioni; a Golfo di Cagliari e costa da Capoterra a Teulada (Nora e Bithia, Città metropolitana) 4 milioni; a Ogliastra e VI-VII Sarrabus (Nord Ogliastra, Ogliastra e Valle del Pardu; Sarrabus) 2 milioni; a Baronie e Gallura (Monte Acuto e Riviera di Gallura; Montalbo) 2 milioni; infine, 4 milioni sono destinati a Golfo dell’Asinara e Nurra (Rete metropolitana nord Sardegna).

«Investiamo sulla capacità di ridurre le pressioni sulle risorse naturali, tutelare coste e paesaggio rurale, contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e orientare l’economia in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. I principi ispiratori della strategia regionale – conclude Raffaele Paci – sono quelli di integrazione, tutela, gestione e valorizzazione dei beni comuni, in questo caso quelli ambientali, in tutte le altre politiche attraverso un uso più efficiente delle risorse e una politica di prevenzione più che di risanamento.»

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E’ in programma domenica 3 dicembre, dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.30, nel Centro culturale di via Cattaneo, a Iglesias, il convegno-giornata di studi “PACE, LAVORO, SVILUPPO ri-costruire il presente, ri-pensare il futuro”.
Ripensare il futuro del Sulcis-Iglesiente per promuoverne l’uscita dalla drammatica crisi economica e morale in cui un modello di sviluppo tanto consumistico quanto competitivo e violento lo ha gettato; questo l’obiettivo del convegno organizzato ad Iglesias dal “Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile”.

25 organizzazioni della società civile coinvolte nella preparazione, 14 relatori, 3 moderatori, una decina di esperti di diritto, etica, sindacato, nonviolenza attiva, imprenditorialità ecosostenibile; questi i numeri, evidentemente significativi, del primo evento culturale organizzato dal giovanissimo Comitato, costituito solo nel maggio scorso.

 – E’ possibile progettare e perseguire una riconversione della struttura economica del territorio che non si basi né sull’industria bellica locale (con le sue nefaste conseguenze in giro per il mondo e particolarmente in Yemen) né sulle grandi industrie energivore ed inquinanti che da decenni ne condizionano lo sviluppo?

– E’ possibile iniziare a pensare il territorio come la casa comune da lasciare in eredità ai nostri figli, anziché trattarlo come lo scaffale di un supermercato da saccheggiare come se non ci fosse un domani?

– E’ possibile guardare ai paesi extraeuropei come altre case in cui vivono persone simili a noi, con sentimenti, desideri di sviluppo, valori da preservare e non essere complici di chi li vuole dissanguare e lasciare senza risorse e senza speranze?

– Da dove iniziare per esplorare nuove strade, dare nuove risposte al giusto bisogno di occupazione, promuovere i valori della solidarietà umana, della responsabilità ambientale, della sostenibilità?

Sono queste le domande alle quali cercherà di offrire spunti per una risposta collettiva il convegno di Iglesias, con un fitto programma ricco di interazioni positive e propositive.

Semplici cittadini, lavoratori dell’industria e degli altri settori produttivi, politici, sindacalisti, uomini di chiesa e di partito, imprenditori e intellettuali, tutti sono invitati a partecipare ed a contribuire alla ricerca di soluzioni alternative alla drammatica situazione attuale. Insieme è possibile.

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La Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna si schiera ancora al fianco del soprintendente ai Beni Culturali Fausto Martino.

«Questa volta la colpa ascrittagli da parte del sindaco di Cagliari – si legge in una nota della Consulta – è di aver censurato i lavori di manutenzione effettuati dal Comune sulla Torre dell’Elefante, e manifestato l’intento di valutare la congruità di un ponteggio messo in opera con un ancoraggio alla torre. Cosa impensabile in tempi di ponteggi leggeri e autoportanti. Martino dovrà valutare i danni: ben 50 fori di trapano segnano infatti la facciata: una ferita inferta a un monumento di immenso valore architettonico e storico, uno dei simboli della città, la cui importanza travalica l’ambito regionale. È sorprendente la minimizzazione del presunto danno da parte di esperti, non tutti competenti nella materia del restauro, sicuri che un paramento murario antico valga quanto una superficie per il tiro a segno.

La Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna ritiene inevitabile e doveroso l’intervento del Soprintendente, il quale fa solo quanto è parte dei suoi compiti istituzionali. Quando gli interventi sono svolti con criteri dubbi e il danno è palese, un Sovrintendente ha il dovere di intervenire nell’interesse pubblico. La Legge italiana ha istituito, come organismi deputati a tale superiore funzione per terzietà e competenza, proprio le Soprintendenze ai Beni culturali. Fortunatamente esse si esprimono sui principi della Tutela e non in base ad opportunità contingenti della politica.»

«Il patrimonio culturale e ambientale del Paese vive nel flusso delle generazioni ed appartiene alle comunità grazie alla Costituzione. Esso può sopravvivere agli interventi umani solo attraverso un monitoraggio tecnico eseguito con gli adeguati strumenti  culturali. La tutela, operata mediante controlli, non è mai vincolo ostruzionistico, ma garanzia di salvaguardia della ricchezza materiale e immateriale dei nostri monumenti, luoghi, territorio. È interesse di ciascuno – conclude la Consulta Ambiente e Territorio della Sardegna – stare dalla parte di chi presidia tali valori impedendo che si disperdano.»

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violenza sulle donne

Un pieghevole, in formato tascabile, dedicato alle donne vittime o a rischio di violenza, che raccoglie tutti i numeri di pubblica utilità, dal numero verde nazionale 1522, attivo 7/24, ai “centri antiviolenza della Sardegna” e ancora ai “centri di ascolto per gli uomini maltrattanti”, da distribuire capillarmente nelle strutture pubbliche e private ad alta concentrazione di pubblico e utenza (ospedali, tribunali, scuole, uffici pubblici ecc.).

È l’iniziativa della Commissione regionale pari opportunità, sotto l’egida dell’assessorato dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, su progetto grafico della DG Comunicazione della Presidenza della Regione Sardegna, perché quando si parla di violenza “prevenzione” è la parola d’ordine, ma pone la necessità di sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza o in situazioni di allarme e pericolo, avendo a portata di mano i numeri utili.

«La violenza sulle donne è un fatto di estrema gravità – sottolinea la presidente della Commissione regionale pari opportunità Gabriella Murgia – che colpisce la salute delle donne e mina inesorabilmente l’equilibrio psicofisico dei figli, di intere famiglie, della collettività. Il pieghevole si inserisce tra le azioni positive di informazione e di sensibilizzazione che abbiamo voluto realizzare proprio a novembre, il mese di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.»

La Direzione generale delle politiche sociali finanzia annualmente i centri e le case ai sensi della L.R. 7 agosto 2007, n. 8 “Norme per l’istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittima di violenza”. La Giunta regionale, con delibera n. 52/40, ha esitato in questi giorni le linee guida per l’annualità 2017.

«Il messaggio rivolto alle donne è chiaro: le istituzioni sono presenti, anche attraverso delle organizzazioni riconosciute per legge, supportate da staff di psicoterapeuti, medici, educatori, che lavorano alacremente per offrire ascolto e risolvere situazioni talvolta drammatiche, attraverso azioni di protezione e accoglienza per le madri e i loro figli. Il gratuito patrocinio è uno strumento validissimo garantito dallo Stato, che oltre ad aumentare l’accesso alla giustizia per reati di abuso sessuale, stalking e maltrattamenti familiari, favorisce l’emersione dei fenomeni spesso consumati in solitudine ed abbandono. I centri di ascolto uomini maltrattanti, attraverso l’auto responsabilizzazione degli autori di violenza nelle relazioni affettive, promuovono percorsi di recupero con buone prospettive di reinserimento nelle famiglie di appartenenza. Il prossimo obiettivo – conclude Gabriella Murgia – è l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere. La modifica è stata inserita nella L.R. n. 8 del 2007. Dobbiamo fare sistema e unire gli sforzi attraverso protocolli e modalità operative condivise tra i centri antiviolenza, i servizi sociali, le forze dell’ordine e le associazioni che operano nei settori della prevenzione, contrasto e sicurezza contro la violenza femminile.»