18 July, 2026

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La sala della Sezione di Storia locale, sita nella Grande Miniera di Serbariu, ha ospitato ieri sera un incontro in ricordo di Vitale Piga. Nel corso della serata, organizzata dall’associazione “Amici della Miniera” di Carbonia, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, è stata ripercorsa la vita politico-professionale di colui che fu podestà di Carbonia nei primi anni della neonata cittadina del Sulcis, dal 28 settembre 1939 al 24 aprile 1942, presidente dell’Ente ospedaliero ed autore del libro “Il giacimento carbonifero del Sulcis – Carbonia”, del quale l’associazione “Amici della Miniera” curerà la ristampa anastatica.

Il ragioniere Vitale Piga, prima dell’esperienza a Carbonia, fu podestà della città di Iglesias dal 30 marzo 1927 al 19 settembre 1930, e dall’8 novembre 1930 al 7 marzo 1931.

Tra gli ospiti della serata c’era Barbara Piga Serra, giornalista corrispondente da Londra di Al Jazeera, nata a Milano nel 1974 da padre sardo (di Decimomannu) e madre siciliana, nipote di Vitale Piga Serra, cresciuta a Copenaghen, diplomata in relazioni internazionali alla London school of economics, esperienze professionali alla Cnn, Bbc, Sky News e Channel 5, sposata con un giornalista ebreo, Mark Kleinman (il 14 luglio 2008 scelse Carloforte per il suo primo matrimonio, con Mark Austin, protestante, celebrato nella chiesa di San Carlo da don Lino Melis, con ricevimento curato da Luigi Pomata).

I lavori sono stati presentati da Mario Zara, presidente dell’associazione “Amici della miniera”, con la proiezione di un filmato e di immagini dei primi anni di Carbonia, e aperti dalla relazione della professoressa Rosalba Pala, ricercatrice storica, che ha parlato delle vicende degli anni che hanno preceduto la nascita della città di Carbonia.

Dopo il primo intervento di Barbara Piga Serra, che ha tracciato una figura del nonno Vitale, secondo quanto le è stato raccontato fin da bambina dalla famiglia, in quanto non lo ha conosciuto, e quello di Francesco Marini, altro nipote di Vitale Piga che lo ha conosciuto per lunghi anni in vita, Luciano Ottelli, geologo minerario, geologo e scrittore, figlio del cavaliere Guido Ottelli, commissario prefettizio della città di Iglesias, dal 3 settembre 1924 al 28 marzo 1926, poco prima dell’arrivo di Vitale Piga. Luciano Ottelli ha parlato in particolare delle miniere di carbone di Bacu Abis.

Sono seguiti gli interventi dell’ingegner Paolo Costa, studioso di urbanistica di Carbonia e del territorio, che ha parlato della progettazione della città di Carbonia: e del commendatore Paolo Fadda, manager minerario, storico minerario e scrittore, nipote di uno degli impresari che costruì Carbonia. La serata è stata conclusa da alcuni interventi degli ospiti presenti nella sala riunioni della Sezione di Storia locale della Grande Miniera di Serbariu.

Vitale Piga, al di là della sua scelta di aderire al partito fascista, è una figura molto importante dell’epoca che ha preceduto la nascita di Carbonia e dei suoi primi anni di vita, ed il suo libro “Il giacimento carbonifero del Sulcis – Carbonia”, è stato preso come punto di riferimento dagli autori di molte pubblicazioni successive su Carbonia e sulla realtà carbonifera del Sulcis. Al di là della fede politica, è importante studiarne la figura, come ha confermato la stessa Barbara Piga Serra, che ha sottolineato di essere perfettamente cosciente che se suo figlio, avendo un padre ebreo, fosse vissuto ai tempi del nonno Vitale, sarebbe stato ucciso.

Alleghiamo le foto della serata e due filmati: il primo è relativo ad uno stralcio dell’intervento di Barbara Piga Serra e all’intervento di Francesco Marini, nipote di Vitale Piga; il secondo, alla lettura di una poesia in sardo di Vitale Piga, fatta da Elisabetta Marroccu, cugina di Barbara Piga Serra.

                  

 

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Lunedì 13 novembre, alle ore 17,30, è in programma l’inaugurazione del Centro studi di pianificazione e governo del territorio (Urban Center) del comune di Iglesias nei prestigiosi locali di Villa Boldetti (ingresso via Cattaneo), completamente riqualificati.

L’Urban Center nasce con l’obiettivo di supportare il processo partecipativo e di comunicazione pubblica durante il percorso di formazione del nuovo Piano urbanistico comunale.

«Il Centro studi di pianificazione – spiega il sindaco Emilio Gariazzo – è il luogo in cui cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo sociale ed economico, ordini professionali, associazioni di categoria, istituzioni potranno incontrarsi, confrontarsi e contribuire a delineare il futuro della città. Un vero e proprio laboratorio di partecipazione civica in cui ragionare di pianificazione urbana e del territorio.»

Dopo il taglio del nastro, è previsto un convegno inaugurale sugli “Assetti del Piano urbanistico comunale”. Vi prenderanno parte il sindaco di Iglesias, dott. Emilio Gariazzo, il geologo Fausto Alessandro Pani, l’archeologo Marco Serra, la dottoressa Lucetta Milani del Cres, il dott. Giuseppe Fara. Le conclusioni sono affidate al prof. ing. Enrico Alfonso Corti, coordinatore degli studi propedeutici al Puc.

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Le attività popolari, quelle competitive, divulgative orientate allo sport inclusivo e non convenzionali, il loro impatto mediatico ed economico, considerando gli investimenti spesi dal Comune per lo sviluppo del movimento sportivo in città. Sono questi gli elementi su cui punta l’Amministrazione comunale per creare la cornice ideale agli sport e che gli ha fatto vincere per la prima volta in assoluto in Italia, il titolo di Miglior Città dello Sport in Europa.
A conferma, ulteriore, di questa sua vocazione, Cagliari è stata scelta per la terza (la prima nel 2010, nel 2012 la seconda) da Federginnastica, come sede della Gran Prix, la prestigiosa manifestazione che porta nei più bei centri del Paese le diverse specialità della disciplina, facendo registrare ogni anno uno straordinario successo di pubblico.
Sarà il PalaPirastu di via Rockfeller a ospitare le stelle delle Nazionali azzurre di Ginnastica Artistica, Ritmica, Aerobica e Acrobatica al PalaPirastu, il 12 novembre, per tutto un pomeriggio, dalle 15,30 fino alle 18.00. Quaranta le esibizioni in programma, 120 gli atlete e atleti presenti.
A loro si aggiunge l’ex capitano della Squadra Nazionale italiana di Ginnastica Ritmica, Marta Pagnini, bronzo olimpico a Londra 2012 e innumerevoli riconoscimenti mondiali ed europee. Ma ci saranno anche le Farfalle, Alessia Maurelli, Martina Centofanti, Beatrice Tornatore, Anna Basta, Martina Santandrea, Agnese Duranti, Francesca Majer, Elena Varallo, Daniela Mogurean e Letizia Cicconcelli. accompagnate dalla supercampionessa Emanuela Maccarani. Per l’artistica spiccano i nomi di Carlotta Ferlito e Lara Mori e poi, tra gli altri, Vanessa Ferrari, i sardi Nicola Bartolini e Marcello Patteri. Si potranno inoltre ammirare il campione mondiale in carica agli anelli Eleftherios Petronias.
«Una manifestazione che si inquadra alla perfezione nel programma che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per promuovere gli sport, per consentire a tutti i cittadini di praticare un’attività fisica», ha sottolineato l’assessore Yuri Marcialis alla conferenza di stamattina al Palazzo Civico di via Roma. E non c’è da dubitare che «la possibilità di conoscere e assistere alle prove dei campioni che domenica saranno ospitati al PalaPirastu può costituire un ulteriore contributo per raggiungere l’obiettivo».
La Gran Prix torna nell’Isola dopo cinque anni. L’ultima ad ospitarla nel 2016 e 2015 è stata infatti Verona. Prima ancora Firenze, Modena, Catania e altre importanti città d’Italia. Il PalaPirastu è pronto al grande evento, come conferma Marcialis, perché «il Palazzetto ha subito di recente un importante restauro, soprattutto nelle parti interne».
L’evento avrà inizio alle 15,30, hanno puntualizzato Stefania Soro (presidente Comitato Sardegna della Federginnastica) e Massimo Zanotto (SG Plus). Ad aprire il “galà”, hanno detto, saranno le rappresentative sarde. Ospiti d’eccezione il rossoblu Alessandro Agostini e i cestisti della Cagliari Dinamo Academy.

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L’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio sarà presente alla fiera Buy Travel Online 2017 (BTO) che si svolgerà a Firenze, nel polo espositivo della Fortezza da Basso, dal 29 al 30 novembre 2017.
Per l’occasione, nello spazio RAS all’interno del Padiglione Cavaniglia, saranno ospitate trenta aziende sarde operanti nel settore turistico (imprese alberghiere, cooperative, consorzi e associazioni, operanti anche nel campo dei servizi turistici digitali o editoriali al turismo). Le aziende ammesse riceveranno un ticket d’ingresso gratuito per i due giorni di BTO, col quale avranno diritto a seguire tutti gli eventi del programma. Saranno invece a loro carico le spese di viaggio, vitto ed alloggio del personale presente alla manifestazione.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle azioni di comunicazione digitale inserite nel piano strategico per il turismo della Regione Autonoma della Sardegna. La BTO di Firenze (https://www.buytourismonline.com), giunta alla decima edizione ed ospitata nella centralissima Fortezza da Basso, a poca distanza dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, è ormai la manifestazione leader del travel online (10mila presenze nell’edizione 2016): nei due giorni di apertura si terranno 161 tra incontri, dibattiti e workshop dedicati alle connessioni tra turismo e tecnologia, alle tendenze del mercato e alle soluzioni più avanzate per promuovere attività turistiche e territori. Nell’edizione del decennale, saranno tre i temi portanti dell’evento: l’Internet Security, l’Asia come mercato emergente e le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale in ambito travel.
Le aziende interessate a partecipare potranno inviare la scheda di partecipazione tramite PEC all’indirizzo tur.promozione@pec.regione.sardegna.it entro il 19 novembre 2017. 

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C’è chi ipotizza che l’intero territorio del Sulcis possa diventare un’unica centrale elettrica verde, per operare sia nel campo della produzione che in quello della distribuzione ed entrare nel mercato globale dell’energia elettrica, favorendo un nuovo tipo di sviluppo eco sostenibile. Si tratta, per ora, solo di un’idea che però testimonia la grande volontà del territorio di non abbandonare quella cultura industriale che lo ha caratterizzato in passato e ancora lo caratterizza, ma puntando su un nuovo ruolo nell’ambito della ricerca scientifica nel campo delle nuove tecnologie dell’energia, indirizzata verso i sistemi energetici più efficienti nel rispetto delle peculiarità ambientali e ai programmi per il risparmio energetico.

Un dibattito serrato che pone una serie di importanti interrogativi a partire da quello sulle reali  ricadute economiche per il territorio delle trentanove torri eoliche dell’Enel che da cinque anni contendono alle ciminiere il complesso skyline di Portovesme.

Nuove energie (rinnovabili) per risollevare i territori” è il titolo del seminario organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna nell’ambito di “SulciScienza – Idee per la cultura, per la società, per la scienza”. Si svolgerà nella sala del Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu, giovedì 16 novembre dalle 14.00 alle 17.00.

Dopo l’introduzione di Elvira Usai (sindaco di San Giovanni Suergiu e giornalista), Francesco Birocchi (presidente Odg Sardegna) e del prof. Nino Dejosso (direttore SulciScienza), svolgeranno le loro relazioni il prof. Bruno D’Aguanno (responsabile del Programma Energie Rinnovabili del CRS4), il prof. Luciano Burderi (astrofisico presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari), e il dott. Manuel Floris (fisico, ricercatore anche nel campo dell’energia e responsabile scientifico del Planetario de l’Unione Sarda).

L’incontro è aperto al pubblico. Ai giornalisti partecipanti verranno assegnati tre crediti formativi.

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«Il Governo si impegna a sostenere in Europa la richiesta della Sardegna del riconoscimento effettivo dello status di insularità. La voce dei referendari inizia a farsi sentire a Roma! Il fronte comune di tutti i sardi di buona volontà inizia ad ottenere ascolto, che è ancora troppo debole, nei Palazzi romani.»

Lo scrive in una nota Roberto Frongia, presidente del comitato per il riconoscimento dell’insularità nella Costituzione.

«Chi fino a ieri sosteneva che la nostra è una battaglia impossibile si deve ricredere: le nostre ragioni sono troppo evidenti e troppo forti. Ma è chiaro che non ci possiamo accontentare di un primo, timido passo, che assomiglia alle tante prese in giro che abbiamo subito negli anni ed è davvero ancora troppo poco rispetto al nostro obiettivo. Siamo sempre dentro la solita logica delle promesse condiscendenti e degli impegni generici e privi di risultati pratici. Il grave e permanente svantaggio naturale della Sardegna non può più essere oggetto di trattative nelle quali il Governo consideri la Sardegna alla stessa identica stregua delle regioni di terraferma. È fondamentale che i sardi sommergano il Governo con una valanga di firme sul referendum per l’insularità: solo così, rafforzando il grande fronte unito su questo tema – conclude Roberto Frongia -, vinceremo questa grande battaglia per il futuro della nostra terra.»

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Storie a lieto fine di bimbi nati prematuri, venuti al mondo prima che si sia completata la 37esima settimana di gestazione. Storie di chi ha iniziato un percorso in salita, fatto di bisogni speciali. Storie di genitori speciali che quei neonati non hanno mai lasciato soli, dando loro quel particolare sostegno per farli crescere e vederli diventare bambini, ragazzi, adulti. E ancora, storie di chi, purtroppo, non ce l’ha fatta, circondato dal calore e dall’amore dei genitori e dagli sforzi della medicina che, dagli anni Sessanta a oggi, ha ridotto notevolmente i tassi di mortalità dei neonati prematuri.

Questo e molto altro ancora vuole raccontare l’appuntamento che la Clinica di Neonatologia dell’Aou di Sassari ha organizzato per il 17 novembre, in occasione della “Giornata mondiale della prematurità”.

Un open day, il primo per la Clinica diretta da Giorgio Olzai che, dalle ore 12.00 alle ore 17.00, condurrà il “visitatore” lungo un percorso di immagini, video e foto sino alle porte della terapia intensiva dove, all’interno delle incubatrici, i piccoli sono seguiti da medici, infermieri, personale di supporto e genitori nel loro cammino verso la “maturità”. Un percorso che vuole raccontare la realtà della prematurità e le problematiche a essa legate. Ma per la Clinica di Neonatologia l’iniziativa vuole essere anche occasione per trasmettere un messaggio di speranza all’esterno della mura, dove racchiude e protegge quei piccoli bimbi nati troppo presto e che pesano poco più di una piuma. In questo viaggio di immagini è prevista la partecipazione di ex pazienti, ora cresciuti, e di genitori che potranno portare la preziosa testimonianza della loro esperienza nella terapia intensiva neonatale dell’Aou.

Secondo i dati del Ministero della Salute, ogni anno nel mondo circa 15 milioni di bambini nascono prima del termine di 37 settimane per una gravidanza completa, con un rapporto di oltre una nascita pretermine ogni dieci. In Italia, ogni anno nascono circa 40 mila bambini prematuri che rappresentano il 6,9-7 per cento dei nati.

A Sassari la percentuale sale sino al 13,5 per cento, dato riconducibile al fatto che, nella clinica di Ostetricia dell’Aou, vengono conteggiate anche le gravidanze a rischio del bacino di utenza della Neonatologia. Piccoli bimbi grandi tanto da stare quasi nel palmo di una mano e dal peso che, nella maggior parte delle volte, non supera il kg.

E se ancora non sono spiegati i motivi di molte nascite pretermine, – secondo gli esperti di Epicentro, il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità – nei Paesi ad alto reddito il loro incremento risulta associato all’aumento dell’età materna al parto, al maggiore ricorso alle tecniche di procreazione assistita con conseguente maggiore frequenza di gravidanze gemellari e, in alcuni Paesi, ai tagli cesarei effettuati prima della 38esima settimana di gestazione.

Il tasso di sopravvivenza per i neonati prematuri è, per fortuna, in continuo miglioramento grazie ai progressi compiuti dalla scienza.

«Il bambino pretermine – spiega Giorgio Olzai – inizia un percorso in salita, con difficoltà inizialmente massime, dovute all’immaturità degli organi. Un cammino complesso e complicato con esiti che, in alcuni casi, il bambino porterà con sé per tutta la vita». Un bambino con problemi speciali, da quelli respiratori a quelli visivi, che troverà in genitori speciali il supporto per la sua crescita. «Perché non basta essere ospitati in una incubatrice per sopravvivere e continuare a crescere – aggiunge il responsabile della Clinica – e nessun supporto tecnologico potrà mai sostituire l’utero materno. Ecco che la nostra terapia intensiva neonatale, da anni ormai, si è aperta alla presenza dei genitori che partecipano attivamente alle varie fasi di cura e assistenza: fondamentale diventa il contatto con il piccolo e l’approccio all’alimentazione».

Per le mamme è diventato importante il supporto che la struttura sassarese ha fornito nel tempo, arrivata sino a prevedere una sezione balie in grado di ospitare 12 mamme per il soggiorno notturno e altre ancora per il soggiorno diurno. «Questo – conclude Giorgio Olzai – consente alla mamme di stare vicino ai loro piccoli, permette un precoce contatto e favorisce l’allattamento materno che potrà proseguire anche dopo le dimissioni».

Attualmente la struttura dell’Aou di Sassari dispone di una terapia intensiva neonatale, di una terapia sub-intensiva, di una patologia neonatale. Nella Clinica lavorano 12 medici e 32 infermieri. Nel 2016 al primo piano della palazzina del Materno infantile sono stati ospitati 440 neonati, la metà circa dei quali nati prima della 37esima settimana.

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L’Associazione Parkinson del Sulcis Iglesiente ha organizzato, con il patrocinio del comune di Carbonia, il primo convegno sulle “Patologie collegate al Parkinson”. L’incontro sarà utile per focalizzare l’attenzione su questa malattia e sui sintomi che la caratterizzano, tra cui i tremori, la lentezza nei movimenti e le difficoltà nella deambulazione. 
Il Parkinson registra alti indici di diffusione tra le persone al di sopra dei 65 anni, ma negli ultimi anni si sta propagando anche tra i cittadini di età inferiore ai 40 anni.

L’appuntamento con il primo convegno sulle “Patologie collegate al Parkinson” è fissato per sabato 11 novembre, alle ore 10,00, nella Sala Astarte della Grande Miniera di Serbariu. Si tratta di un evento incoraggiato dall’Amministrazione Comunale di Carbonia che, come ha spiegato il sindaco Paola Massidda, “intende tenere alta l’attenzione su una malattia neurodegenerativa che colpisce circa 230mila persone in Italia. La giornata di domani rappresenta un’occasione per unire e sensibilizzare tutta la comunità sul problema del Parkinson, e per fare luce sulle numerose patologie ad esso collegate».

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Penultimo appuntamento sabato 11 novembre, a Cagliari, per il VI Festival degli strumenti antichi, organizzato dalla sezione interdipartimentale di Musica antica del Conservatorio di Cagliari. Alle 21.00, nella splendida cornice del Palazzo Siotto, in via Dei Genovesi 114, in collaborazione con l’associazione Mozart Italia è in programma il concerto “Mozart – Hummel, il maestro e l’allievo”.

Le intriganti musiche di J.N. Humme e W. . Mozart saranno ripercorse nella serata che vedrà sul palco Manuela Giardina (fortepiano), Carlo Ipata (traversiere), Attilio Motzo (violino) e Fabrizio Meloni (violoncello).

Il costo dei biglietti è di 8 euro.

Il Festival degli strumenti antichi è organizzato per far conoscere la bellezza del patrimonio musicale barocco e non solo.

E’ realizzato in collaborazione con: i Padri Gesuiti della Chiesa di San Michele in Stampace, l’Associazione Mozart Italia, l’associazione musicale Echi lontani, il negozio di strumenti musicali “Il Controfagotto”.

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Anche le associazioni del terzo settore possono presentare progetti per favorire iniziative di volontariato rivolte ai migranti ospitati nel territorio regionale. Lo prevede il nuovo Avviso promosso dalla Regione Sardegna e pubblicato nella sezione bandi del sito dell’Osservatorio interregionale per la cooperazione allo sviluppo (Oics). In tal modo, rispetto al precedente Avviso pubblicato lo scorso 29 agosto, dove veniva riconosciuta unicamente ai Comuni la possibilità di presentare le proposte, la Regione intende ampliare il novero di soggetti che possono presentare e quindi realizzare i progetti di volontariato sociale.
«Sono state già finanziate – sottolinea l’assessore degli Affari generali, Filippo Spanu – le proposte avanzate dai comuni di Cargeghe, Valledoria, Iglesias e Cagliari che impegneranno circa 40 richiedenti asilo in attività volontarie e gratuite nei settori individuati dal Comune e dalle associazioni del territorio. Si tratta, in generale, di servizi alla collettività, che non richiedono specializzazione, nei campi della salvaguardia dell’ambiente e della cura del verde, della tutela e cura dell’arredo urbano, del patrimonio storico, artistico e culturale e degli ambienti dedicati al tempo libero e allo sport. E’ una forma di impegno civico che agevola il processo di integrazione e consente ai richiedenti di offrire servizi utili alla comunità che li ospita.»
Le azioni di volontariato sociale, parte integrante del Piano regionale per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati e oggetto del recente Protocollo di intesa per l’impiego dei richiedenti protezione internazionale in attività di utilità sociale sottoscritto da Regione, Prefetture e Anci – mirano a promuovere il coinvolgimento dei migranti in attività di pubblica utilità per instaurare relazioni sociali con le popolazioni locali e favorire così un reale e effettivo processo di inclusione sociale e lavorativo.
Per la presentazione delle domande, nell’ambito del nuovo Avviso, c’è tempo sino alle ore 12.00 del prossimo 3 dicembre, salvo ulteriori proroghe che saranno valutate alla luce delle proposte ricevute e delle risorse impegnate.
Le attività di volontariato dovranno essere svolte da migranti che hanno raggiunto la maggiore età, ospitati nei Centri di Accoglienza straordinaria. I giovani devono aver presentato istanza per il riconoscimento della protezione internazionale o essere in attesa della definizione del ricorso in caso di impugnativa della decisione negativa della competente Commissione territoriale.