20 September, 2026

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Dal 23 luglio al 2 agosto per la prima volta l’ex sito minerario Porto Flavia, a Masua, si apre ai grandi eventi culturali per ospitare “I tramonti di Porto Flavia”, concerti tra tango e musica classica.

I dettagli dell’iniziativa saranno illustrati nella conferenza stampa che si terrà domani, lunedì 17 luglio, alle 11.00, a Cagliari, nella sede della Fondazione di Sardegna, in via San Salvatore da Horta 2.

All’incontro con i giornalisti parteciperanno Fabio Furìa, direttore artistico della rassegna, Emilio Agostino Gariazzo, sindaco di Iglesias, e un rappresentate della Fondazione di Sardegna.

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Lunedì 17 luglio dovrebbe essere la giornata decisiva per il passaggio di proprietà del Carbonia Calcio dalla famiglia Giganti ad una nuova cordata di imprenditori locali. La trattativa ha avuto un’accelerazione negli ultimi giorni e domani sera l’accordo raggiunto dovrebbe essere sancito dalle firme delle parti davanti ad un notaio. Salvo sorprese, dunque, domani sera si concluderà la gestione della famiglia Giganti, durata circa 15 anni, ed il Carbonia Calcio proseguirà l’attività sportiva, sia con la prima squadra che verrà iscritta al prossimo campionato di Promozione, sia con con il settore giovanile, protagonista negli ultimi anni di risultati eccellenti in tutte le categorie, in particolare gli allievi ed i giovanissimi.

Nei giorni scorsi, intanto, uno dei giovani protagonisti dell’ultima brillantissima stagione in Promozione, conclusa con il secondo posto nella stagione regolare e la sfortunata partecipazione alla Coppa Primavera per i play-off promozione che hanno premiato il Guspini Terralba (terzo classificato nella stagione regolare), ripescato in Eccellenza, il centrocampista Nicola Serra (17 anni, nato il 14 ottobre 1999) ha firmato per il Latte Dolce, squadra che milita nel campionato di serie D. Il tornante Daniele Contu (22 anni, nato il 25 gennaio 1995), potrebbe raggiungerlo a breve a Sassari ma non ha ancora firmato. In precedenza ha cambiato squadra Stefano Demontis (29 anni, nato il 26 febbraio 1988), che alcune settimane fa ha lasciato il Carbonia ed ha firmato per la Monteponi (campionato di Prima categoria).

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«Non c’è nessuna ripercussione sulla operatività dei depuratori affidati in conduzione alla società Acciona relativamente allo stato d’agitazione annunciato da un’unica sigla sindacale, l’Ugl, per problemi che riguarderebbero tra l’altro l’organizzazione lavorativa in un unico impianto. Su questa iniziativa c’è anche la presa di distanze da parte di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil che ribadiscono di non aver proclamato lo stato d’agitazione per le maestranze di Acciona e che ritengono un errore dichiarare che esistono problemi sindacali nella maggior parte dei depuratori sardi.»

Abbanoa conferma la piena operatività di tutti i depuratori come conferma su Twitter l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti. «Depuratori Abbanoa presidiati h24 a salvaguardia delle coste sarde. In queste ore il servizio è pienamente garantito, senza variazioni». E’ stato aumentato il presidio e il controllo costante degli impianti al servizio delle località costiere per far fronte alle necessità di una stagione turistica che si sta delineando molto intensa, forse anche oltre i livelli della stagione precedente.

Anche di fronte alla dichiarazione di stati d’agitazione più ampi (per esempio uno sciopero nazionale di categoria), la legge garantisce la continuità dei servizi essenziali come appunto la depurazione dei reflui fognari: attività che non può essere sospesa.

 

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Mercoledì 19 luglio ricorre il 25° anniversario della starge di via D’Amelio, nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. Riceviamo e pubblichiamo un ricordo del giudice Paolo Borsellino, della prof.ssa Elisabetta Barbuto, componente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.

Caro Dott. Borsellino,

un altro anno è passato. Un’altra pagina del grande libro della vita e della storia è stata girata. Venticinque anni fa. Un quarto di secolo ci separa dall’orrore del 19 luglio 1992 quando il fragore della morte si sparse in tutta Italia.

L’Italia delle persone semplici e oneste, dei lavoratori, della gente comune, della gente che ogni giorno si alza e si avvia incontro alla propria giornata di lavoro con spirito di sacrificio, di abnegazione, di servizio. E il dolore fece ammutolire gli italiani…il silenzio attonito di chi vede vacillare la speranza in un futuro migliore e si chiede se vale la pena di continuare a fare il proprio dovere, a combattere quotidianamente, incessantemente il malaffare con lo scopo di consegnare ai propri figli un futuro migliore…il silenzio carico di panico di chi vede spegnersi una luce in fondo al tunnel e pensa atterrita al buio che l’attende…il silenzio sgomento di chi pensa al dolore e allo strazio di una famiglia che perde un marito, un padre, un fratello, un Uomo…fu il silenzio…

Ed il fragore della morte arrivò anche alle orecchie di chi quell’attentato aveva curato e preparato nei minimi particolari; quella gente, però, non ammutolì, festeggiò, probabilmente, l’esito della sua missione di morte; festeggiò pensando all’eclatante messaggio di potenza che aveva dato nuovamente, dopo appena due mesi dalla morte di Giovanni Falcone; festeggiò pensando che il terrore seminato li avrebbe resi più forti, invincibili, padroni del mondo, di uomini e cose…

Subito dopo fu l’apoteosi dei ricordi, dei proclami, delle grandi manifestazioni d’intenti…Tutti, ma proprio tutti, si affrettarono ad assicurarsi un posto in prima fila per ricordare, compiangere, promettere una lotta senza quartiere alla mafia, completamente dimentichi della Sua solitudine in  quei mesi che scivolavano verso il 19 luglio…quella solitudine che i Giusti sono spesso costretti a subire prima dell’atto finale e che il suo sguardo triste e perso a Capaci, la sera dell’attentato al Dott. Falcone, testimonia con una incredibile forza arrivando dritto al cuore e alle coscienze.

“Le loro idee camminano sulle nostre gambe”. Questo fu lo slogan di molte manifestazioni. Questo fu il motto didascalico sotto le foto che La ritraggono insieme al Dott. Falcone, sorridenti e malinconici, consapevoli dei rischi della dura lotta che avevate ingaggiato contro il mostro dalle mille teste, dalle mille maschere, subdolo, violento e crudele che ha potuto crescere pascendosi della ignoranza che generava e genera sudditanza, clientelismo e complicità e che le sole manifestazioni contro tutte le mafie, sia pure organizzate ed animate dai migliori intenti, non sono sufficienti a contrastare.

E’ nella vita di ogni giorno che la lotta alle mafie si concretizza. E’ nella vita di ogni giorno che occorre fare il proprio dovere affinché la lotta non sia affrontata solo da pochi eroici paladini della Legalità, ma patrimonio comune di tutti gli uomini e le donne.

Il ruolo della scuola e degli educatori si ripropone allora con grande forza affinché, nelle coscienze dei più giovani, le regole vengano percepite non come qualcosa di astruso e lontano dalla propria realtà, ma come fondamento di una società civile e pacifica in cui ognuno, svolgendo il proprio compito con onestà e serietà, contribuisca alla creazione di un futuro migliore per tutti.

Fin dalla più tenera età, infatti, è importante che i ragazzi percepiscano l’importanza del rispetto per quelle regole, oggi troppo calpestate, che conduce alla vera libertà.    

Regole condivise. Regole accettate e non imposte. Regole che generano diritti e doveri. Regole che accolgono e tutelano i più deboli. Regole, norme che consentono una pacifica e libera convivenza impedendo i soprusi, le prevaricazioni di pochi a danno della collettività.

Non è un caso se un valoroso Magistrato, come il Dottor Nicola Gratteri, non perda occasione per sottolineare l’importanza di questa opera di diffusione capillare della cultura della legalità. Non è un caso se un altrettanto valoroso Magistrato, come il Dottor Gherardo Colombo, abbia deciso di dedicare la sua vita alla formazione delle giovani generazioni.

Tutti gli insegnanti sono chiamati a dare il loro contributo, ma è fuor di dubbio che gli insegnanti di discipline giuridiche, possano costituire un valore aggiunto in ogni scuola anche nelle scuole di primo grado. E’ un compito delicato, una missione che Noi insegnati di diritto dobbiamo e vogliamo portare avanti e alla quale vogliamo dedicarci con amore per contribuire alla formazione di cittadini consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri affinché nessuno possa più ritenersi “beneficiato” dal “potente” di turno nella soddisfazione di una legittima pretesa. Solo così si potrà interrompere la spirale viziosa in cui ancora oggi le mafie prosperano e trovano consenso.

Caro Dott. Borsellino… è utopia?

No. Io voglio credere e voglio sperare che tutto ciò che ho auspicato diventi realtà.

Voglio immaginare il Suo sorriso, dietro il fumo dell’ennesima sigaretta, nel vedere tanti giovani, finalmente liberi di decidere del proprio futuro; voglio immaginare una terra libera dalle mafie e dal malaffare; voglio immaginare, e sono sicura, che il 19 luglio sarà allora un giorno di speranza, sia pure nella malinconica struggente assenza di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la Giustizia; voglio immaginare che quel giorno Lei troverà veramente la pace e una stella brillerà di più in cielo per guidarci nella nostra quotidiana opera. Senza paura.

Grazie, Dottor Borsellino.

Prof.ssa Elisabetta Barbuto

Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani

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Cagliari ha scelto Riccardo Paolini per sostituire Zare Markovski sulla panchina della Dinamo Academy che disputerà il prossimo campionato di A2 di basket.. Il tecnico marchigiano, che aveva concluso la stagione 2016-17 sulla panchina di Ferentino, subentrerà al coach macedone, che ha chiesto di essere liberato dal contratto firmato per intraprendere la nuova avventura alla guida del Trabzonspor, nella massima lega turca. Ora il club sardo riprende le operazioni di mercato: in arrivo l’accordo con la guardia Roberto Rullo e l’ala Marco Allegretti che si aggiungeranno all’ossatura già delineata con Simone Bonfiglio, Mirco Turel ed i giovani Lorenzo Bucarelli e Michele Ebeling.

 

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La Vanoli Cremona, la nuova squadra di Meo Sacchetti, il coach del “triplete” della Dinamo è pronta a festeggiare il ritorno in A1 al posto della Juve Caserta, esclusa dal Consiglio Federale del 14 luglio. La Vanoli sarebbe la terza squadra ripescata nelle ultime 4 stagioni (Capo d’Orlando perdente della finale di A2 nel 2014 per Siena, Caserta retrocessa nel 2015 per la Virtus Roma).

La retrocessione sul campo costerà comunque cara al club lombardo, che dovrà versare 125mila euro per riottenere l’ammissione alla Lega Basket, ed ha perso i 128.500 dei due premi italiani (terzo posto in quello generale e primo per gli Under 25) maturati nel 2016-17, oltre alla rescissione automatica al 30 giugno di tutti i contratti pluriennali in essere – da Paul Biligha, accordatosi con Venezia a Fabio Mian e Raphael Gaspardo che sono diretti a Pistoia. Al momento Cremona ha 4 contratti firmati – Michele Ruzzier, Drake Diener, Marco Portannese e Giampaolo Ricci – più l’accordo sulla parola con Giulio Gazzotti. L’idea sarebbe quella di cercare un’altra combo-guard per fare uscire Drake Diener dalla panchina, al di là dell’ipotesi non esclusa di riattivare Travis Diener, e cercare un italiano da quintetto, sebbene sembri alquanto difficile l’ipotesi di convincere Raphael Gaspardo a restare.

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Sono 9 i buyer che da Polonia, Croazia ed Ungheria domani, lunedì 17 luglio, arriveranno in Sardegna per conoscere e comprare i prodotti agroalimentari di 20 imprese sarde produttrici di pane, pasta, riso, formaggio, salumi, olio, bottarga, vino, birra, distillati, dolci e snack, durante 10 ore di incontri e 94 contrattazioni business-to-business.

L’incoming con gli importatori, distributori, titolari di supermercati e ristoratori dell’est Europa, che si svolgerà a Cagliari, con inizio alle 9.20, presso il Caesar’s Hotel, è organizzato da Confartigianato Imprese Sardegna, in collaborazione con l’ICE-Istituto per il commercio estero. Il tutto verrà supportato dagli interpreti, seguito dai funzionari dell’ICE ed esaminato da un giornalista croato, specializzato in recensioni di prodotti e territori di qualità, che visiterà anche Cagliari.

All’apertura dei lavori, alle 9.00, parteciperà l’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu ed il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio Matzutzi. Atteso anche il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda.

La Polonia è il sesto partner commerciale dell’Italia; la quota export del nostro Pese è cresciuta del 12,2% negli ultimi 12 mesi, chiudendo il 2016 con oltre 11 miliardi di euro. Dati ugualmente positivi, ma più contenuti, anche per Ungheria e Croazia. Con la prima abbiamo chiuso con più di 4 miliardi mentre con la seconda a circa 1.

Martedì 18, compratori esteri, giornalisti e responsabili dell’ICE, si trasferiranno in Ogliastra per la visita del territorio e di alcune imprese produttrici di snack e pane, formaggio e birra.

«Abbiamo organizzato gli incontri business-to-business e le visite sul territorio, per consentire alle imprese di avere un confronto diretto con i buyer e, quindi, con i mercati esteri – afferma il presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio Matzutzi – in pratica mettiamo le aziende nelle condizioni di attestare l’appetibilità delle proprie produzioni, per indirizzarle verso quei mercati ritenuti più adatti a intraprendere dei rapporti commercialiL’agroalimentare è un settore strategico e da valorizzare ulteriormente – aggiunge Antonio Matzutzi – in cui sono presenti moltissime aziende con una produzione di tipo artigianale che, grazie all’alta qualità dei propri prodotti, stanno già conquistando i mercati esteriPer gli imprenditori, è fondamentale sfruttare queste occasioni d’internazionalizzazione offerte da iniziative come gli Incoming, che possono garantire nuove e proficue opportunità di espansione in altri mercati

Queste le imprese che il 17 luglio incontreranno i buyer polacchi, ungheresi e croati a Cagliari: Azienda Agricola Marco Zurru di Gonnosfanadiga, P.A.C. Luca Pisano di San Gavino, Caseificio Silvio Boi di Cardedu, Rovajo di Desulo, Mie.li.ca. Aresu di Donori, Azienda Falchi di Oristano, Il Giglio Dolci di Sardegna di Sennori, Birrificio Brumare di Bauladu, Birrificio Lara di Tertenia, Panificio Forno Carasau di Oliena, Azienda Agricola Tresmontes di Sorso, Agricola Soi di Nuragus, Pastificio Gianfranco Porta di Gonnosfanadiga, S.F. Sard.A.Pan. Ferreli di Lanusei, Antica Apicoltura Gallurese di Berchiddeddu, Blue Marlin di Mogoro, Sardinia Caseus di Macomer, Antica Fabbrica del Dolce Nuorese di Nuoro, Start 2002 di Villaspeciosa e quelle rappresentate dal Consorzio Sardinia Eat di Galtellì.

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Le ironiche ballate di Renzo Cugis e Samuele Dessì nello spettacolo “Si stava peggio quando si stava peggio”, l’incontro tra Filippo Martinez e Gavino Murgia nel reading “Suoni dal buio”, e Alberto Capitta con il suo romanzo “L’ultima trasfigurazione di Ferdinand”. L’ultima settimana del festival Street Books di Dolianova si apre con tre appuntamenti di grande richiamo, tutti ad ingresso gratuito e in programma alla Villa De Villa, con inizio alle 21.30.

Si parte lunedì 17 luglio con “Si stava peggio quando si stava peggio”, uno spettacolo di e con Renzo Cugis e le musiche in scena di Samuele Dessì. Un attore in scena con un musicista a suo fianco a fare da colonna sonora racconta storie più o meno personali e più o meno vere. Storie per raccontare che, se non ci sono più i gusti e le stagioni di una volta, è perché non ci siamo più noi. I noi di una volta. “Si stava peggio quando si stava peggio” è un invito a riconsiderare il passato per riconsiderare il presente e, un modo per tentare di combattere la nostalgia: inutile stato psicologico che invade il prezioso posto riservato ai ricordi ed alla memoria.

Un incontro insolito con un esito originale: da una parte l’autore, scrittore e regista (e tante altre cose ancora) Filippo Martinez, dall’altra il sassofonista Gavino Murgia. Insieme martedì 18 presentano il reading “Suoni da buio”. Come nella Pompei prima dell’eruzione, anche oggi viviamo “a luce spenta in un ambiente chiuso”. Il feroce dio Denaro ha dettato le sue priorità e l’umanità si è piegata ai suoi diktat di volgarità e violenza. Gavino Murgia sarà armato del suo sassofono, Filippo Martinez della sua voce. Avvolti dalle note di Gavino Murgia ascolteremo le parole di poeti sardi del ‘900 e di questo secolo: da Emilio Lussu a Felicina Trebini, da Antonio Gramsci a Luca Foschi, da Nino Nonnis a Sergio Atzeni, da Renzo Cugis a Marco Schintu. Musica e poesia: “Suoni dal buio” è un piccolo tentativo di resistenza di un mondo alla ricerca della luce.

Mercoledì 19 si torna ai libri con “L’ultima trasfigurazione di Ferdinand” (Il Maestrale). A presentare il romanzo sarà l’autore Alberto Capitta che dialogherà con Emanuele Cioglia. Nell’occasione, sarà attivo il servizio gratuito di bibliositting: i bambini a partire dall’età di sei anni potranno appassionarsi al divertimento della letteratura grazie al laboratorio creativo curato da Eliana Aramu “Gli Sporcelli e altri personaggi ripugnanti”, ispirato a Roald Dahl.

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Prende il via oggi, nel quartiere di Serra Perdosa, a Iglesias, “IglesiaStreet”, progetto dedicato alla street art.

La proposta di un uso creativo del muro, compagno ormai della storia dell’uomo nelle strade delle città contemporanee, si inserisce all’interno del tessuto urbano di Iglesias, sulla scia di alcuni interventi di muralismo già realizzati negli ultimi anni.

Una serie di opere realizzate da artisti di fama riqualificheranno alcune zone cittadine e delle frazioni, ricucendole in un itinerario artistico grazie al quale, il cittadino, potrà sentirsi legato al territorio attraverso la contemporaneità, il turista, parte attiva di un percorso tutto da riscoprire, tra passato e presente.

Autore della prima opera sarà l’urban artist Giorgio Bartocci, origini marchigiane e base operativa a Milano, figura di spicco nel panorama nazionale del filone astratto del muralismo contemporaneo. Sin dal ’97 quando il suo corpo a corpo col muro ha avuto inizio grazie ai graffiti, la sua pratica artistica si nutre di un immaginario denso di influenze primitiviste. Il suo è un codice espressivo fatto di macchie fluide di colori accostati assecondando i moti dell’interiorità, nelle possibilità che esso concede di cogliere le tensioni sociali della modernità.

L’artista opererà sulla grande parete del palazzo dalla cooperativa Salvaterra, alle spalle del punto ristoro “Chiosco Sardo”, affacciata direttamente sulla strada prospiciente le scuole elementari del quartiere di Serra Perdosa.

Un grande ringraziamento va alla cooperativa Salvaterra, proprietaria della parete e al suo proprietaria della parete, e al suo presidente, Pino Tolu, per la disponibilità e la collaborazione alla realizzazione dell’iniziativa.per la disponibilità e la collaborazione alla realizzazione dell’iniziativa.

L’evento, in ogni suo step, sarà comunicato attraverso una pagina facebook dedicata Iglesiastreet.

Il progetto IglesiaStreet, promosso dall’Amministrazione comunale di Iglesias, è stato ideato e curato dal prof. Damiano Danilo Rutigliano e dall’associazione Enne2, presieduta da Alessio Sanna, in collaborazione con l’IIS Giorgio Asproni – Liceo Artistico.

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Il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, la scorsa settimana ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa ai progetti di Impianti Solari termodinamici denominati “Gonnosfanadiga” e “Flumini Mannu” da realizzarsi nel sud della Sardegna ex art. 5 comma 2, lettera c bis legge 400/88.

Gent.mo Presidente,

In data 10 Ottobre 2016 e 9 giugno 2017, presso la Presidenza del Consiglio in Roma, si sono svolte due Riunioni Istruttorie, indette dal Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo (Ufficio per la concertazione amministrativa e il monitoraggio), nell’ambito dei procedimenti di VIA inerenti rispettivamente la realizzazione di due Centrali Termodinamiche solari (CSP ) di 55 Mwe, denominate la prima “Flumini Mannu” (Comuni di Villasor e Decimoputzu) e la seconda “Gonnosfanadiga” (Comuni di Gonnosfanadiga, Guspini e Villacidro).

L’attivazione della procedura presso il Consiglio dei Ministri è stata richiesta dal MATTM, come previsto dall’ex art. 5, comma 2, lettera c bis, della legge 23 agosto 1988 n.400, che prevede il deferimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per una complessiva valutazione, nei casi di espressioni contrastanti emerse da Amministrazioni a diverso titolo competenti per la definizione di atti e provvedimenti. Nei due casi in questione i pareri negativi di Compatibilità Ambientale alla realizzazione dei due impianti espressi dal MIBACT, dalla Regione Sardegna, dalle Amministrazioni comunali nei cui territori ricadono le CSP risultavano in esplicito contrasto con il giudizio positivo formulato dalla CTVIA, espressasi per conto del MATTM.

Nel corso delle riunioni il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Sardegna e i Sindaci dei Comuni interessati hanno avuto modo di esporre, presentando agli atti anche relazioni e filmati, documentate critiche ai due progetti e le motivazioni che giustificano la loro ferma opposizione alla realizzazione delle due CSP.

In particolare è stato evidenziato l’abnorme consumo di terreno agricolo (oltre 500 ha) e l’effetto devastante sulla componente suolo, il consumo indiscriminato ed abnorme di risorse idriche (oltre 300.000 mc/anno dichiarati per la sola pulizia degli specchi), impatti entrambi esiziali per l’economia di una Regione come la Sardegna afflitta da penuria di suoli fertili e minacciata da ricorrente siccità. Sono stati richiamati dai partecipanti i contenuti delle numerose Osservazioni che denunciavano le irreversibili e negative alterazioni di tutte le matrici ambientali, gli impatti negativi sugli habitat e sugli ecosistemi, gli inevitabili danni ai sistemi idrici presenti nel sottosuolo e in superficie (opere in c.a. di sola fondazione: circa 20.966 pali profondi dai 5 ai 30 mt. e 10.000 mq di platea alta 1,5 mt. Impatti di analogo segno negativo deriverebbero al Paesaggio, alla Cultura e alla Economia delle aree interessate dalla realizzazione degli impianti.

In sintesi può dirsi che l’opposizione alla realizzazione dei Progetti trae le sue logiche fondamenta dalla dimostrata non sostenibilità ambientale dei due progetti.

Concorrono inoltre a giustificare tale esplicito contrasto gli alti costi sociali che conseguirebbero agli interventi. I terreni interessati dagli impianti, sui quali la società proponente non dimostra di avere alcun titolo, sono infatti attualmente utilizzati da agricoltori ed allevatori, che si vedrebbero d’improvviso e coattivamente privati, mediante il ricorso all’istituto dell’esproprio a beneficio di privati, delle fonti da cui traggono sostentamento da generazioni. Anche per tale motivo gli impianti hanno visto crescere e consolidarsi una radicale e corale opposizione da parte delle popolazioni locali, sfociata in molteplici manifestazioni e pubbliche assemblee di protesta. Tale dissenso è stato peraltro reso esplicito e condiviso a livello politico locale e regionale attraverso molteplici Delibere dei Comuni e del Consiglio Regionale.

E’ appena il caso di ricordare che la Sardegna ha fornito un contributo tra i più elevati fra le Regioni italiane alla diffusione delle FER, sacrificando ampie porzioni del proprio territorio in termini di incidenza superficiale per le estese aree impegnate da impianti solari ed eolici, tanto da riuscire ad assicurare nel 2015, secondo il Rapporto Terna, oltre il 31% del fabbisogno di energia elettrica con fonte rinnovabile e quindi con un saldo ampiamente positivo rispetto agli obiettivi fissati dal burden sharing per il 2020. Né è stato sottaciuto il costo in termini di inquinamento e disoccupazione attuale, diretta conseguenza di fallimentari politiche nazionali in materia di energia ed indirizzi industriali, che hanno lasciato in eredità la presenza di ben 5 SIN e un modello produttivo in totale disfacimento.

Nonostante ciò resta comunque confermata la determinazione a voler ulteriormente contribuire all’utilizzo delle FER, ma secondo modalità che non siano dettate da interessi speculativi. Generazione diffusa, Risparmio energetico, Autoproduzione ed Autoconsumo, lncentivi all’autosufficienza energetica dei piccoli centri, sono questi gli obiettivi posti dalla Regione a fondamento del PEARS 2015-2030, che rigetta in modo esplicito la politica dei megaimpianti, quella della speculazione energetica e il sacrificio di territori che ne è diretta e logica conseguenza.

E’ stato in conclusione da più parti evidenziato che il Parere Positivo di compatibilità ambientale emesso dalla CTVIA non appare supportato da adeguate motivazione tecniche, le analisi in esso presenti risultano superficiali, sottovalutano o ignorano i contenuti delle molteplici e documentate Osservazioni pervenute nel corso dei procedimenti, sposa in acritico appiattimento le tesi della Società proponente, formula infine Prescrizioni inattuabili e prive di ogni validità tecnica.

In ragione dunque dei contenuti emersi nel corso delle due Riunioni istruttorie, che hanno visto confermate, giustificate e rafforzate le concordi valutazioni da parte dei rappresentanti del MIBACT, della Regione e delle Amministrazioni Comunali, e in manifesta antitesi alla isolata e incomprensibile posizione del MATTM, si chiede alla Presidenza del Consiglio di procedere nel più breve tempo possibile ad emettere l’atteso giudizio di valutazione complessiva dei due impianti.

Si esprime nel contempo il fermo e pieno convincimento che tale giudizio non possa che assumere una formulazione negativa, in considerazione della dimostrata non sostenibilità ambientale, sociale ed economica degli impianti proposti, dei devastanti impatti ambientali negativi per un territorio a vocazione agricola e delle macroscopiche criticità emerse dall’analisi dei progetti nel corso dei due procedimenti, affinché i legittimi proprietari delle aree interessate possano riprendere serenamente a pensare al futuro delle loro attività agricola e possano, eventualmente, migliorare e investire sulle proprie aziende. La richiesta di urgenza e l’istanza di una manifestazione negativa di giudizio di VIA trovano piena legittimità nei numerosi Pareri Negativi già espressi dal Mibact e dalla Regione Sardegna e sono sostenuti dalle unanimi volontà delle Comunità isolane, che chiedono il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione delle popolazioni locali, che da oltre 4 anni vivono il trauma di una possibile violenza ambientale al loro territorio, di una perdita delle proprie risorse alimentari a vantaggio della speculazione privata, del compimento di un destino in aperto contrasto con quei valori identitari e culturali in cui credono e ai quali non intendono rinunciare nell’interesse delle generazioni che seguiranno.

Confidando nell’adozione di un sollecito provvedimento si porgono distinti saluti.

Il Presidente

Emiliano Deiana