29 July, 2026

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Le squadre di Abbanoa sono a lavoro in località Pani Loriga per riparare un’improvvisa rottura che si è verificata lungo la condotta che alimenta il centro abitato di Santadi. I lavori saranno conclusi entro le 18.00.

Il guasto ha causato la riduzione della portata in arrivo ai serbatoi. Per questo motivo sono previste delle limitazioni notturne per ricostituire i livelli ottimali di riserva idrica necessari a garantire il servizio. Oggi l’erogazione sarà sospesa alle 20.00, domani e dopodomani alle 22.00. L’erogazione sarà ripristinata ogni giorno alle 5.00 del mattino. Sarà cura dei tecnici di Abbanoa eseguire tutte le manovre in rete necessarie per limitare quanto possibile gli orari di interruzione.

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Doppio appuntamento, domenica 30 aprile e lunedì 1° maggio, a Sant’Antioco e Cagliari, per la decima edizione di Mare e Miniere 2017. Domenica sera, alle 19.30, nella Basilica di Sant’Antioco Martire, Sant’Antioco, verrà proposto lo spettacolo “Jerusalem”con Gabriella Aiello, Simonetta Soro, Pejman Tadaion, Mauro Palmas e Alessandro Foresti. 

“Jerusalem” è una produzione originale del festival frutto di una rigorosa ricerca volta a rimarcare l’esigenza di dialogo tra culture e religioni differenti, in una fase storica in cui le distanze sembrano farsi sempre più inconciliabili. Le voci di Gabriella Aiello e Simonetta Soro, e quella del polistrumentista iraniano Pejman Tadoion (oud e percussioni), incontreranno il liuto cantabile di Mauro Palmas e l’organo di Alessandro Foresti dando vita ad un suggestivo percorso fatto di attraversamenti ed incroci musicali attraverso il repertorio sacro cristiano, ebraico e sufi. Al culmine del concerto, che si terrà nel corso dell’annuale festività religiosa di Sant’Antioco, verranno eseguiti un canto ed un uffizio gregoriano del 1100 dedicati al protomartire sardo.

Lunedì sera, alle 19,00, nella Sala Tola Sulis Fiera di Cagliari, “Insolito dialogo”con Mauro Palmas (liuto cantabile) e Alessandro Foresti (organo).

Due artisti appartenenti a due mondi musicali apparentemente lontani, due splendidi e assai diversi strumenti: uno legato alla tradizione popolare mediterranea, l’altro legato prevalentemente alla musica sacra e liturgica. Una formazione unica dalla grande impronta poetica, forte del legame che unisce i due artisti e che permette loro di trasmettere al pubblico – senza mediazioni e con il solo dialogo dei propri strumenti – la comune passione per la musica. Attraverso composizioni originali, riletture con personale creatività e nel rispetto della tradizione classica e popolare, Palmas e Foresti mettono a confronto, con i loro strumenti, sensibilità, esperienze e suggestioni raccolte nel corso della loro lunga ed eclettica attività di musicisti. Il Mediterraneo, con il suo variopinto mondo di tradizioni, musiche, culture e religioni, è il protagonista ispiratore di questo intenso progetto. 

Dal 26 giugno al 2 luglio 2017, intanto, Mare e Miniere tornerà nuovamente a Sant’Antioco con i Seminari di musica, canto e danza popolare, una settimana di vacanza-studio nel fascinoso Sulcis Iglesiente con un ricco programma di stages, concerti, produzioni originali ed eventi speciali. Artisti di grande levatura, protagonisti di ricerca, studio e sperimentazione, attraverso lezioni frontali daranno la possibilità di entrare in contatto con una visione nuova e colta della musica popolare, approfondendo i vari aspetti che caratterizzano le pratiche attuali degli strumenti, delle tecniche vocali e coreutiche tradizionali, partendo dall’apprendimento di brani e danze legate al repertorio della musica popolare. Docenti dei corsi saranno Luigi Lai (launeddas), Carlo Rizzo (percussioni), Elena Ledda e Simonetta Soro (canto), Nando Citarella (percussioni e danze popolari italiane), Mauro Palmas (mandola), Marcello Peghin (chitarra), Alessandro Foresti (canto corale), Pietro Cernuto (friscaletto e zampogna), Totore Chessa e Riccardo Tesi (organetto), Simone e Niccolò Bottasso (musica d’insieme).

 

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Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, Francesco Birocchi.

Perché in Italia è così difficile giungere a una conoscenza scientifica diffusa e condivisa? Per quale ragione è così facile che tesi prive di attendibilità trovino credito? Che ruolo hanno i mass media in questi processi. Sono domande di grande attualità alle quali tenterà di dare alcune risposte il seminario organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna che si svolgerà a Oristano, giovedì 27 aprile prossimo. L’appuntamento è presso la Sala Convento San Domenico, in via Lamarmora, alle 14.00. Il corso durerà tre ore e darà diritto a tre crediti formativi per i giornalisti.

Sul tema “La conoscenza ridotta a opinione” interverrà Marco Ferrazzoli, capo ufficio stampa del CNR, saggista e docente di teoria e tecnica della divulgazione all’Università Tor Vergata di Roma.

Di “Scienza e Social Media”  parlerà Andrea Mameli, responsabile comunicazione del CRS4, che approfondirà, tra l’altro, il tema della distinzione tra informazioni credibili e “bufale”.

L’incontro sarà introdotto dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna, Francesco Birocchi.

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È dedicato ad un simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile lo spettacolo in programma sabato (29 aprile) a Monserrato al Grande Teatro dei Piccoli, la stagione per famiglie targata Is Mascareddas alla sua quattordicesima edizione al MoMoTI. Alle 18.00, nel teatro di via 31 marzo 1943, Monica Porcedda e Daniele Pettinau, della compagnia La Cernita di Carbonia, vestono i panni di due clown con una missione: raccontare ai bambini la storia di Iqbal Masih, bambino operaio e sindacalista pakistano, che nella sua breve vita è riuscito a far a liberare dalla schiavitù tremila bambini delle fabbriche di tappeti gestite dalla mafia locale.

«Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro – ha detto Iqbal, assassinato a soli 12 anni il 16 aprile del 1995 -. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite.»

Dentro questa frase, semplice ed inequivocabile, è racchiuso il senso di una storia straordinaria, di una favola che insegna ai bambini quanto il coraggio sia più forte della violenza.

Ingresso allo spettacolo a 5 euro. La recita serale è anticipata venerdì (28 aprile) da un matinèe per le scuole con ingresso a 4 euro. Sono previsti sconti per famiglie e gruppi.

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In occasione delle celebrazioni della festa di Sant’Antioco Martire, il Circolo fotografico f/7.1 di Sant’Antioco ha organizzato la quinta edizione della mostra fotografica “Scrivendo con la luce”. Due le novità previste dal programma: la prima, la più importante, è data dalla dedica dell’intera rassegna all’antiochense Roberto Lusci, appassionato di fotografia, scomparso prematuramente alcuni anni fa; la seconda, dalla decisione di imprimere gli scatti, per la prima volta, su tela fotografica.

Partecipano, come da tradizione, i soci del Circolo f/7.1, che offriranno al pubblico una panoramica di una ventina di fotografie ripartite in due categorie, paesaggistica e macrofotografia, i settori di interesse privilegiati da Roberto Lusci.

L’appuntamento è fissato per sabato 29 aprile, alle 19.30, per l’inaugurazione ufficiale che sarà accompagnata da un piccolo rinfresco. L’allestimento resterà in esposizione fino a lunedì primo maggio, giorno conclusivo della 658esima Sagra di Sant’Antioco Martire.

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Si intitola “Lo sport come metafora” la serata del Panathlon Club Cagliari, che si terrà il 27 aprile alle ore 20.30 al Caesar’s Hotel di Cagliari, nel corso della cena conviviale organizzata della stessa associazione culturale in campo sportivo.

Ospite d’onore sarà Aldo Accardo, già titolare della cattedra di Storia Contemporanea all’Università degli studi di Cagliari, che dialogherà con i presenti sullo sport visto non solo come attività che porta benessere fisico e psichico, ma anche capace di influenzare la vita di tutti i giorni in molti aspetti fondamentali.

Una serata durante la quale si citeranno varie metafore sorte nel nostro linguaggio comune: dalla “veronica” alla “melina”, passando per l’indimenticabile “Rombo di Tuono”, solo per fare qualche esempio.

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Sabato 29 aprile, alle 18.30, nel museo MAGMMA di Villacidro (nella Casa Santi Anna e Gioacchino, in via San Gavino) sarà inaugurata la mostra “100 di questi giorni”, dedicata al prossimo Giro d’Italia, che prenderà il via proprio dalla Sardegna.

Sino al 28 maggio saranno in mostra i lavori che i vincitori del Premio Marchionni 2016 sono stati chiamati a creare per  celebrare l’evento sportivo dell’anno: 16 opere di elevatissima qualità realizzate con le tecniche più diverse, dalla grafica alla pittura.

Il titolo dell’esposizione, nella grafica scelta per la locandina, gioca sulla presenza della parola “giorni” nel termine “giro”, invitando il lettore a leggerne le due versioni: 100 di questi giorni o 100 di questi giri. Non è solo nella grafica che l’aspetto artistico si intreccia con quello affettivo: Villacidro oltre a essere la sede del MAGMMA è anche la città natale di Fabio Aru, ed è per questo che alcuni artisti hanno voluto rendergli omaggio con alcune opere che ne ritraggono le effigie, a volte intento nello sforzo spasmodico delle salite, altre in interpretazioni fantastiche legate alla dinamica, elemento che il ciclismo evoca sin dai tempi del futurismo. In questo senso, la mostra sembra effettivamente evocare quell’epoca eroica del ciclismo sublimata in quegli anni rivoluzionari dal punto di vista artistico, da Boccioni, Depero  e Sironi.

Saranno in esposizione le opere di: Francesco Altomare, Giuseppe  Cacciatore, Michele Cara, Liliana Cecchin, Andrea Ciresola, Luca Dalmazio, Peppe Denaro, Fernando Di Dtefano, Gavino Ganau, Massimiliano Kronmuller, Max Mazzoli, Sabato Panico, Davide Prevosto, Andrea Savazzi, Francesco Stile e Francesco Zefferino.

La mostra resterà aperta dal giovedì alla domenica, dalle 16,30 alle 18,30.

L’esposizione è realizzata dal MAGMMA e dalla Fondazione di Sardegna con il patrocinio del comune di Villacidro e della Regione autonoma della Sardegna.

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La vertenza dei lavoratori Ati-Ifras non si sblocca, con i lavoratori del Parco Geominerario in attesa di una soluzione per il loro ricollocamento. L’ultima manifestazione di protesta, in ordine di tempo, è quella che vede l’occupazione del comune di Gonnesa.

Sulla lunga vertenza che coinvolge oltre 500 lavoratori, il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato un’interpellanza urgente.

«Siamo nel caos più totale – attacca Gianluigi Rubiu -. Dal 31 dicembre scorso l’esercito di oltre 500 dipendenti sono stati licenziati in quanto è scaduta la convenzione tra Regione e Ati Ifras. E’ stata assicurata una ricollocazione mirata degli operai. La situazione è però di assoluto immobilismo. I dipendenti non solo sono ancora in attesa di un inserimento lavorativo, ma devono ancora percepire lo stipendio di dicembre, che comprende anche la quattordicesima e il trattamento di fine rapporto. Una vera e propria beffa – aggiunge Gianluigi Rubiu – perché una fetta consistente di lavoratori (120 circa) sarebbero dovuti passare ad Igea, una parte nella pianta organica dei diversi Comuni inclusi nel Geoparco (87 centri compresi tra il Sulcis e il Medio Campidano).»

«E’ inaccettabile che questi operai, che vantano una professionalità all’interno dei diversi settori, da quello ambientale sino al comparto turistico e culturale – sottolinea ancora Gianluigi Rubiu – siano rimasti senza un lavoro e privi di una prospettiva per il futuro. Il percorso di occupazione temporanea presso i Comuni si è infatti rivelato un boomerang, con un iter irrealizzabile, visto che gli enti locali non possono assumere nuovi dipendenti al loro interno. E’ ora di finirla con le promesse ed occorre trovare una soluzione per questi dipendenti. Non trova consenso neppure la forma dell’autoimpiego, con la fuoriuscita dal bacino, sia per motivi anagrafici sia per ragioni di professionalità. Nessun esodo, quindi. La situazione, ormai grottesca, segnala l’incapacità della giunta regionale. E’ necessaria una via d’uscita condivisa – conclude Gianluigi Rubiu – con un percorso mirato a valorizzare le professionalità all’interno del Parco Geominerario.»