29 July, 2026

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«È il momento del cambio di passo. La recessione è alle nostre spalle ma la crescita è ancora troppo lenta. Serve una diversa politica fiscale che accompagni misure coraggiose sul fronte del lavoro, del sostegno alle imprese, dell’economia verde. Il Def va nel verso giusto.»

Lo scrive, in una nota, il senatore del Partito democratico Silvio Lai, valutando positivamente il Documento di Economia e Finanza e le indicazioni in esso contenute per la predisposizione della prossima manovra finanziaria da parte del Governo.

«Affrontare il tema della povertà – aggiunge Silvio Lai – significa rendere attuativa la legge delega approvata dal Parlamento, ma anche aumentare la disponibilità di risorse per fronteggiare, come rileva l’Istat, le condizioni di grave deprivazione nella quale si trovano oltre sette milioni di persone. A questa priorità occorre aggiungere la predisposizione di interventi selettivi sul cuneo fiscale per favorire l’occupazione giovanile, la disattivazione delle clausole di salvaguardia per impedire l’aumento dell’Iva, il rafforzamento degli investimenti pubblici legati al governo ordinato del territorio e al contrasto del dissesto idrogeologico. Ridurre la pressione fiscale non significa farlo a pioggia, ma con un meccanismo di gradualità che tenga conto della diversità di contribuzione legata ai redditi. Il 25% della ricchezza è nelle mani dell’1% della popolazione. È lecito chiedere a chi ha di più – conclude Silvio Lai – di offrire un apporto differente allo sviluppo del Paese.»

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Come ogni anno, tra aprile e maggio, incontriamo, sempre dopo la Pasqua, la settimana che comprende il 25 aprile (Festa della Liberazione), l’80° della morte di Antonio Gramsci (27 aprile di quest’anno), Sa die de sa Sardigna (28 aprile) e il primo maggio (festa dei lavoratori) e, a Cagliari, anche la festa di Sant’Efisio. Feste tutte di morte e di resurrezione. Dove l’impegno e la sofferenza trovano il loro senso nel percorso verso la libertà. Liberté, egalité, fraternité rappresentano la moderna laica religione dell’Occidente.

«Il Comitato di Sa die de sa Sardigna – scrive in una nota Salvatore Cubeddu, componente del Comitato organizzatore – invita i sardi a vivere le feste nella consapevolezza dei problemi che continuano ad accompagnarci. Compagni e fratelli in questa terra di Sardegna. Si potranno leggere saggi su Sa Die, sul suo significato, su Giorgio Asproni e sulle manifestazioni svolte e da svolgere in www.fondazionesardinia.eu .»

Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti “Vespri Sardi”, cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con la quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola titolare del Regno di Sardegna.

Le iniziative organizzate dal Comitato, costituite tra numerose associazioni culturali, in occasione della Festa del Popolo Sardo, sono le seguenti:

Ore 9.00, salone di Palazzo Viceregio, celebrazione di Sa die de sa Sardigna:

– Saluti del Comitato

– Interventi delle autorità

– Messaggio al Popolo Sardo, dello storico Federico Francioni.

La musica – Procurad’e moderare… – viene guidata dal gruppo  Cuncordia a launeddas”, che accompagna la cerimonia e il successivo corteo dei partecipanti che si dirigono verso il Duomo.

Ore 11.00, Cattedrale di Cagliari, l’arcivescovo mons. Arrigo Miglio celebra la Santa Messa solenne, che sarà accompagnata: dalle musiche delle launeddas; dal Coro di voci bianche “Chorus Opera”, diretto da Laura Porceddu; Coro parrocchiale “Santa Maria degli Angeli” (Flumini), curato da Vittorio Montis; Mezzosoprano Martina Serra (Teatro Lirico); Tenore Giampaolo Atzeni (Polifonica Karalitana). Le musiche dei nuovi testi in lingua sarda sono composte dal maestro Vittorio Montis (all’organo).

Il comitato per Sa die de sa Sardigna è formato da: Fondazione Sardinia, Istituto Gramsci della Sardegna, la Società Umanitaria, la Cineteca Sarda, Inprentas, Fondazione Giuseppe Siotto, Tramas de Amistade, AladinPensiero, Is Picciocus de via Palabanda, Confederazione Sindacale Sarda, Fondazione Alziator, Unesco Club Cagliari, Riprendiamoci la Sardegna, Osservatorio sui Beni Comuni della Sardegna, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Assotziu Scida, Iscandula e singoli personaggi.

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L’assemblea informativa mensile dei lavoratori Eurallumina, si terrà domani, giovedì 27 aprile, nella sala assemblee dello stabilimento, con inizio alle 10.00, in concomitanza con la consegna delle buste paga relative alla mensilità di aprile. L’assemblea è riservata esclusivamente alle lavoratrici e ai lavoratori diretti Eurallumina. Questa necessità è dettata dalle disposizioni in tema di sicurezza che prevedono che la sala sia utilizzata esclusivamente dal personale immatricolato Eurallumina e che non si possa andare oltre un numero stabilito dalle autorizzazioni assicurative in merito.

   

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Nell’ambito della rassegna “DivagAzioni2017″ che quest’anno ha come sottotitolo “… navigando a vista”, Art’In presenta giovedì 27 aprile al Teatro Adriano di Cagliari l’anteprima nazionale del progetto “Il suono che gira intorno” (inizio ore 21.00). Un progetto esclusivo e inedito che vede il trio d’eccezione costituito da Gavino Murgia, Marcello Peghin e Riccardo Lay, artisti tra i più importanti della scena scena jazz e world music internazionale,per la prima volta sul palco insieme ai Tenores Gòine (Nuoro). Un’occasione unica per assistere a un concerto immersivo fra paesaggi sonori arcaici e jazz nello stile inconfondibile dei tre artisti (originari rispettivamente di Nuoro, Alghero e Sassari) fra i più stimati e rappresentativi della Sardegna. Con i loro progetti e le collaborazioni con i più grandi musicisti della scena musicale hanno calcato i palcoscenici di tutto il mondo e racchiudono la storia del jazz italiano e dei suoni ancestrali dell’isola.

Suoni raffinati, acidi, potenti ed evocativi per un percorso inedito e originale che attinge alle profonde radici della Sardegna, alla musica afroamericana e alle sonorità del Mediterraneo, nelle composizioni del trio con le linee di contrabbasso e la voce di Riccardo Lay, i sassofoni e le voci di Gavino Murgia, le chitarre di Marcello Peghin e il canto dei Tenores di Gòine con Gavino Murgia, bassu; Francesco Pintori, boche e mesu boche; Giovanni Mossa contra e Antonello Mura, boche e mesu boche. Con il loro repertorio di brani tradizionali di canti profani e religiosi sono tra i cori più richiesti nei più prestigiosi festival europei, mostrando anche una grande curiosità verso le musiche del mondo e una interessante apertura verso commistioni di matrice etnica e jazz. Sonorità affascinanti che derivano dal suono di insieme della quattro voci che spaziano dalle forme di canto A sa seria, ai balli, ai muttos fino ai brani religiosi.

Un concerto imperdibile con quattro capisaldi del jazz e delle tradizioni arcaiche sempre aperti allo scambio e alla scoperta di nuove culture, che inaugura la 15ª edizione di “divagAzioni2017”.

E’ prevista una degustazione, il numero dei posti è limitato. E’ consigliata la prenotazione. Biglietti: intero € 15,00; ridotto studenti e Over 65 € 10,00.

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Otto consiglieri di maggioranza (Paolo Zedda, Eugenio Lai, Luca Pizzuto, Daniele Cocco, Antonio Gaia, Pierfranco Zanchetta, Mondo Perra e Annamaria Busia) e due dell’opposizione, Christian Solinas e Angelo Carta del Psd’Az, hanno presentato una mozione per la riscrittura dello Statuto sardo.

Il documento, a conclusione di una serie di articolate premesse di carattere storico, culturale e politico istituzionale, si conclude con l’impegno rivolto a “tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio” perché, al fine di rammodernare lo Statuto, sia istituita una commissione speciale (ai sensi dell’articolo 53 del regolamento consiliare) con il compito di redigere (entro 60 giorni dall’approvazione della mozione) una proposta per l’istituzione dell’assemblea costituente sarda e, entro un anno, in coordinamento con la stessa assemblea costituente, una proposta di revisione organica dello Statuto sardo da sottoporre prima all’approvazione del Consiglio regionale e, dunque, del Parlamento italiano, ai sensi dell’articolo 54 del vigente statuto speciale (doppia lettura alla Camera e al Senato).

«Cresce sempre di più la volontà e la coscienza dei sardi perché si arrivi ad uno statuto, più moderno e rispondente alle esigenze dei tempi – ha dichiarato il primo firmatario della mozione, Paolo Zedda (Sinistra democrazia e progresso) – e ritengo che tale necessità politica sia presente in tutte le forze rappresentate in Consiglio regionale». Paolo Zedda si è detto dunque fiducioso sui tempi di approvazione in Consiglio della proposta di modifica costituzionale da sottoporre all’approvazione del Parlamento («in un anno si potrebbe licenziare un testo condiviso») ed ha insistito sulle possibilità di successo dell’iniziativa avanzata («ho avuto positive interlocuzioni con il Pd e le forze della minoranza consiliare»).

Il vice presidente del Consiglio, Eugenio Lai, ha annunciato che il gruppo Sdp porrà la mozione all’attenzione della conferenza dei capigruppo («così da favorirne la tempestiva discussione in Aula») e la consigliera del “Campo progressista”, Annamaria Busia, ha evidenziato come “al di fuori del  Consiglio” è tangibile la volontà dei sardi di riscrivere lo Statuto speciale e con esso il quadro dei rapporti tra la Sardegna e lo Stato italiano.    

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Il Consiglio regionale della Sardegna ospiterà da domani la conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome. Alle 16.00, nella sala capigruppo, al sesto piano del palazzo di via Roma, si terrà l’assemblea plenaria della conferenza. Seguirà, dalle 17.00 nella sala della Terza commissione, il workshop: “Autonomia finanziaria, coordinamento della finanza pubblica, federalismo fiscale: il comune problema delle risorse”. Venerdì 28 aprile, giorno de Sa die, alle 9.00, nella sala capigruppo, si riunirà il coordinamento delle assemblee delle regioni a statuto speciale e province autonome. Dalle 10.00, nell’Aula consiliare, si terrà il convegno “Nuove prospettive del regionalismo: specialità e asimmetria”. I lavori saranno aperti dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna Gianfranco Ganau, coordinatore dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni a statuto speciale e delle province autonome e da Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e coordinatore della conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle province autonome. Modera il convegno Massimo Luciani, presidente dell’associazione italiana costituzionalisti.

 

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L’assessorato regionale della Pubblica istruzione ha pubblicato gli elenchi delle graduatorie provvisorie relative al bando per l’attribuzione di contributi per l’abbattimento dei costi del “fitto-casa” da assegnare a studenti sardi che frequentano corsi universitari presso Atenei ubicati fuori dalla Sardegna per l’anno accademico 2016/17.
I soggetti direttamente interessati possono presentare ricorso gerarchico entro il termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione delle graduatorie sul sito internet della Regione.

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Il gruppo Fiat, con oltre 100 anni di storia alle spalle, non ha certo bisogno di presentazioni. Da qualche anno divenuta una delle maggiori aziende automobilistiche mondiali dopo la fusione con l’americana Chrysler. Le dimensioni mondiali si deducono anche dal numero di stabilimenti attivi in tantissimi paesi e dalla politica delle assunzioni. Basta digitare sul sito ufficiale dell’azienda nella sezione “careers” per rendersi conto della internazionalizzazione del gruppo. Anche in Italia Fiat-Chrysler sta mettendo in atto tante iniziative per chi aspira a lavorare nel gruppo. Innanzitutto tante opportunità di…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/lavoro_fca2017.html .

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Venerdì 28 aprile, nel giorno in cui si festeggia sa Die de sa Sardigna, l’associazione culturale ArcoStudio si presenta all’opinione pubblica dedicando l’intera giornata all’inaugurazione dell’omonimo spazio di via Portoscalas 17 a Cagliari e alla presentazione dell’archivio teatrale e della biblioteca ivi custoditi. 

L’appuntamento è a partire dalle ore 11.00. L’attore e scrittore Mario Faticoni, presidente della nuova associazione, leggerà brani da “Procurad’e moderare” di Luciano Marrocu e dall’autobiografia di Vincenzo Sulis.

Dopo l’inaugurazione mattutina, la giornata sarà animata da una serie di visite e omaggi di artisti e operatori culturali, tra i quali rappresentanti dell’Ersu e della Soprintendenza archivistica, che ha decretato l’interesse storico dell’archivio.

Lo stesso padrone di casa, alle ore 18.00, aprirà una serie di interventi di affettuoso sostegno all’iniziativa da parte di amici e soci della neonata associazione.

Nell’arco della giornata sarà possibile provvedere al tesseramento per l’anno 2017 a un costo promozionale.

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Sono trascorsi trentuno anni da quel tragico giorno del 26 aprile 1986, uno dei più gravi disastri tecnologici dell’umanità, paragonabile all’esplosione simultanea di più di 100 bombe nucleari analoghe a quelle che nel 1945 avevano sterminato Hiroshima e Nagasaki.

In occasione dell’Anniversario di questa immane tragedia i Presidenti della Bielorussia e dell’Ucraina hanno reso omaggio in queste ore alle vittime della tragedia con la posa di corone di fiori nel “Muro del Ricordo” presso il memoriale “Eroi di Chernobyl” che si trova poco distante dagli edifici amministrativi della Centrale Nucleare (che, pur trovandosi in territorio ucraino, è distante solo 16 chilometri dal territorio della Repubblica Belarus). Nel memoriale è stata installata una campana antica di 200 anni che ogni 26 aprile suona in ricordo di tutte le vittime.

In Bielorussia una serie di manifestazioni sono in programma in particolare, ma non solo, nella Regione di Gomel, la regione più colpita dalle conseguenze del disastro (va ricordato che ben il 70% del materiale radioattivo fuoriuscito dalla centrale è ricaduto in territorio bielorusso). Le cerimonie si terranno presso i vari memoriali in granito che ricordano i villaggi e paesi scomparsi a seguito del disastro, basti pensare, ad esempio, che solo nel distretto provinciale di Narovlianskij, dopo la catastrofe di Chernobyl, dei 74 villaggi che ne facevano parte, ben 35 sono scomparsi, poiché la loro popolazione è stata completamente evacuata. Fra le cerimonie da segnalare, inoltre, quella presso il monumento in ricordo di Vasilij Ignatenko nella città di Bragin, vigile del fuoco e liquidatore intervenuto immediatamente dopo l’esplosione della centrale nucleare, e nella Chiesa dell’Arcangelo Gabriele, costruita alla fine del XVIII secolo nel villaggio di Vylevo che a seguito del disastro, rientrò nella zona di evacuazione totale, per cui la chiesa è stata smontata completamente pezzo a pezzo, bonificata dalle radiazioni e installata nella città di Gomel.

L’Italia sin dall’inizio ha assunto una posizione di cruciale importanza nel movimento umanitario internazionale, in primo luogo nell’accoglienza dei bambini di Chernobyl. Nei 25 anni di relazioni diplomatiche tra i nostri paesi (instaurate il 13/04/1992) sono stati ospitati in Italia più di 600mila bambini bielorussi, ma queste relazioni umanitarie sono nate addirittura ancor prima dell’instaurarsi dei rapporti diplomatici formali, una vera e propria diplomazia popolare dal basso che ha creato legami solidi e duraturi.

La Sardegna, il suo popolo, le sue istituzioni, le associazioni di volontariato sono in prima fila in questo splendido movimento di solidarietà, decine di migliaia sono stati di bambini bielorussi che in questi lunghi anni hanno trascorso nell’Isola le loro vacanze estive e natalizie grazie alla solidarietà delle famiglie sarde, l’Isola è fra le regioni italiane più accoglienti in proporzione al numero della popolazione e ai livelli di reddito.

Nonostante i 31 anni trascorsi dalla tragedia le famiglie sarde non hanno dimenticato e continuano a tendere la loro mano all’infanzia bielorussa, anche questa estate i bambini bielorussi trascorreranno le loro vacanze in Sardegna nell’ambito dei progetti Chernobyl.

Ancora una volta a nome delle istituzioni e del popolo bielorusso voglio ringraziare le famiglie e le associazioni di volontariato sarde per l’impegno concreto a favore dell’infanzia bielorussa e l’apprezzamento per il sostegno che la Regione Autonoma della Sardegna, le variate amministrazioni comunali, le università sarde garantiscono, affinché, questa solidarietà continui e si sviluppi in forme sempre più ampie ed efficaci allargandosi in tutti i settori di reciproco interesse.

Foto www.belta.by