25 October, 2021
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Sarà necessaria una nuova configurazione della struttura del Mater Olbia per adattarla alla nuova rete ospedaliera e potenziare il settore della radio-terapia e consentire alla Sardegna di abbattere le liste d’attesa per questo trattamento, riducendo di conseguenza la consistente “mobilità passiva” (che ha una incidenza di oltre 25 milioni annui per il servizio sanitario regionale).

E’ quanto emerso al termine del sopralluogo che la commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra (Psi), ha effettuato presso la struttura che la Qatar Foundation sta realizzando nel centro gallurese.

Il nuovo assetto del Mater Olbia, che prevede anche una riduzione (ancora da quantificare) dei 242 posti-letto complessivi originariamente assegnati, deve ancora essere formalizzato ma non dovrebbe comportare lo slittamento dei tempi di completamento del nuovo ospedale.

Occorrerà però intervenire, come ha comunicato il manager della QF Lucio Rispo, sia sull’adeguamento dell’immobile (per circa 20 milioni) che sulla dotazione tecnologica (per altri 20 milioni). «Attualmente – ha detto ancora Rispo – la parte edilizia dell’intervento è completata per l’81% e contiamo di portarla  a termine in tempi molto brevi mentre per l’accreditamento procederemo per fasi in un percorso che prevediamo di concludere entro il 2018».

Nello stesso tempo, la Qatar Foundation ha perfezionato accordi con importanti istituzioni nazionali per la gestione della struttura e con centri di ricerca internazionali per dare vita ad un nuovo “polo” di ricerca scientifica che avrà sede al Mater.

Dopo il sopralluogo durato circa due ore, la commissione ha tenuto una riunione conclusiva assieme al management della Qatar Foundation. Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Lorenzo Cozzolino, Giuseppe Meloni, Daniela Forma e Rossella Pinna del Pd, Giorgio Oppi dell’Udc, Giovanni Satta ed Emilio Usula del Misto, Pierfranco Zanchetta di Cps, Attilio Dedoni dei Riformatori sardi, Daniele Cocco di art.1-Sdp, Edoardo Tocco e Giuseppe Fasolino di Forza Italia.

Molti consiglieri, con sottolineature diverse, hanno lamentato la mancanza di informazione alla commissione e indirettamente al Consiglio sulle modifiche della rete ospedaliera esprimendo però una valutazione positiva sia sull’esito del sopralluogo che, in prospettiva, sul ruolo che il Mater Olbia potrà esercitare nel miglioramento del sistema sanitario della Sardegna.

Il capogruppo del Cps, Pierfranco Zanchetta, in particolare, ha sollecitato un sopralluogo della commissione presso l’ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena.

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Dopo le dimissioni di Paolo Maninchedda, il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha assegnato l’interim dell’assessorato dei Lavori pubblici all’assessore della Programmazione Raffaele Paci. L’interim, affidato a Paci in qualità di vicepresidente della Giunta regionale, «si prolungherà per il tempo necessario a dare seguito al confronto con il Partito dei Sardi e la coalizione per confermare il buon lavoro fatto finora e proseguire l’esperienza di governo intrapresa insieme». Il decreto di nomina sarà firmato domani.

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Il 24 maggio il segretario generale Cisl del Sulcis Iglesiente Fabio Enne ed il responsabile del dipartimento Industria Massimo Cara, hanno chiesto un incontro urgente alla Sider Alloys, la società che sta trattando l’acquisizione dello stabilimento ex Alcoa di Portovesme, «per avere informazioni circa il Piano Industriale Sider Alloys, che risulta essere ufficialmente presentato presso il Mise, ma del quale non si conosce nessun elemento, e i vostri intenti di carattere industriale per la ripartenza degli Impianti».

Il 29 maggio, la Sider Alloys ha risposto ai rappresentanti della Cisl, sottolineando che «negli accordi da noi sottoscritti con Invitalia sono previste delle clausole espresse che vietano la divulgazione di informazioni a terze parti. Non siamo pertanto autorizzati a fornire ulteriori dettagli rispetto a quanto già pubblicamente diffuso. RingraziandoVi per l’interesse dimostrato da una importante compagine sociale quale la Vostra, vi confermiamo la nostra volontà di organizzare un incontro non appena le condizioni lo consentiranno».

Ieri Fabio Enne e Massimo Cara hanno scritto nuovamente al dottor Giuseppe Mannina, rappresentante della Sider Alloys a Lugano.

«Ringraziando per la vostra risposta alla nostra richiesta d’incontro – hanno scritto Enne e Cara – non possiamo esimerci dal manifestare stupore circa la motivazione di impossibilità da voi comunicata. Chiarendo che il nostro intento era quello di contribuire all’accelerazione per la definizione della vertenza che da anni costringe tutte le maestranze ex Alcoa e delle ditte d’appalto, in uno stato di precarietà assoluta e con indecifrabili prospettive sulla ripresa produttiva – hanno aggiunto i due rappresentanti sindacali – crediamo giusto dare priorità a questo aspetto sociale causato da una pessima gestione politica caratterizzata dalle incertezze e dai rinvii, piuttosto che giustificare le clausole di riservatezza esistenti negli accordi da voi sottoscritti con Invitalia, dove peraltro si registrano costantemente divulgazione ed informazioni, anche dettagliate, sinceramente molto preoccupanti.»

«Riteniamo inevitabile e scontato un incontro non appena le condizioni lo consentiranno – hanno concluso Fabio Enne e Massimo Cara – come d’altronde saranno inevitabili le eventuali azioni di contrarietà, qualora insista questo lento processo di “segretezza” alquanto singolare.»

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Il giornalista pubblicista Andrea Corda, 36 anni, laureato in Scienza della comunicazione, è il nuovo segretario dello staff del sindaco di Carbonia Paola Massidda. Il suo nome faceva parte di un lungo elenco di candidati, ben 63, tra i quali laureati in Economia e Commercio, Giurisprudenza, Scienze politiche e Scienza della comunicazione, che hanno partecipato al bando di selezione pubblicato dal comune di Carbonia. Fin qui si tratta della conclusione di una normale procedura di selezione ma… Eh sì, c’è un ma, che scaturisce dal fatto che Andrea Corda il 5 giugno 2016 era uno dei 6 candidati alla carica di sindaco, proposto dalla lista Unidos, il movimento fondato dal deputato Mauro Pili. Un anno fa, dunque, Andrea Corda era uno degli avversari politici di Paola Massidda, poi eletta a sindaco nel trionfale ballottaggio con il sindaco uscente Giuseppe Casti, e oggi diventa un suo collaboratore di strettissima fiducia. Alle elezioni ottenne 1.317 voti, il 7,84%, risultato che non gli è bastato per essere eletto consigliere comunale, perché la vittoria di Paola Massidda, con il Movimento 5 Stelle, la cui lista al primo turno aveva ottenuto “solo” il 17,91%, ha lasciato solo 9 seggi a tutte le opposizioni che al primo turno avevano ottenuto complessivamente l’82,09% dei voti e si sono divisi il 40% dei seggi (Andrea Corda sarebbe stato eletto se a vincere il ballottaggio fosse stato Giuseppe Casti).

Andrea Corda è sorpreso del clamore scatenatosi intorno all’esito della selezione, alla quale ha partecipato con altri 62 aspiranti.

«Ho avuto un’esperienza politica con il Movimento Unidos – spiega Andrea Corda – ma io ero e resto un giornalista e come tale ho partecipato alla selezione. Il mio impegno politico, peraltro, si è esaurito dopo il ballottaggio del 19 giugno 2016, nonostante mantenga un buon rapporto con gli amici con i quali ho condiviso l’esperienza delle Amministrative. Quello di segretario dello staff del sindaco è un incarico tecnico part time per 28 ore settimanali – aggiunge Andrea Corda – della durata di un anno.»

Andrea Corda nel dicembre 2015 ha ricevuto, a Firenze, il Premio Spadolini Nuova Antologia, riservato a tesi di laurea specialistica e di dottorato su un tema relativo alla storia politica e culturale dell’Italia contemporanea (‘800-‘900) e due mesi dopo, un secondo premio, dal Centro Studi sul giornalismo Gino Pestelli di Torino, per la sua tesi di dottorato in Storia del giornalismo, dal titolo “Il giornalismo in Sardegna dall’istituzione della Regione Autonoma ai giorni nostri. Tra conservazione e innovazione”.

Dopo l’esperienza politica, Andrea Corda ne ha avuto una giornalistica, con l’emittente televisiva Canale 40, della quale è stato direttore della testata giornalistica e per alcuni mesi ha curato il telegiornale. «Questa esperienza si è chiusa definitivamente dieci giorni fa», ha sottolineato Andrea Corda.

La scelta del sindaco Paola Massidda, comunque, inevitabilmente, fa discutere. Tra gli interventi più critici, riportiamo quello di Giuseppe Casti, Partito democratico, ex sindaco, sconfitto da Paola Massidda nel ballottaggio.

«Uniti. Un anno fa si presentavano rivali politici alle elezioni Comunali di Carbonia. Oggi Andrea Corda, candidatosi con Unidos all’epoca, è diventato il Segretario Personale della Sindaca Paola Massidda del Movimento 5 Stelle – ha scritto Giuseppe Casti questa mattina in un post del suo profilo Facebook -. Prima rivali politici, oggi, invece, hanno trovato, evidentemente, punti di accordo tra loro. Al di là della preparazione e del curriculum di tutto rispetto, che sicuramente Andrea Corda può esibire, è una scelta estremamente discutibile e politicamente confusa. Mi pare strano, poi, che all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle, dove militano persone anche molto preparate, non ci fosse davvero nessuno in grado di ricoprire questo ruolo.»
«A volte ti chiedi come mai al ballottaggio tutti gli altri schieramenti siano confluiti su Paola Massidda e sul Movimento 5 Stelle… – ha concluso Giuseppe Casti – poi piano piano le risposte arrivano.»

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Prosegue il confronto tra la Giunta e i rappresentanti di categoria e territoriali di Cgil, Cisl e Uil sul contratto dei forestali bloccato dal 2010.
L’esecutivo, con gli assessori dell’Ambiente Donatella Spano e al Personale Filippo Spanu, ha riferito che va avanti, in modo continuativo, il dialogo con il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e, tramite lo stesso Dipartimento, con la Ragioneria dello Stato.
Dal Governo si attende, a breve, la conferma formale e definitiva della validità del contratto privatistico per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, sottoscritto nel 2010.
Con l’atto formale di conferma l’esecutivo nazionale dovrà indicare – hanno spiegato gli assessori – la sua posizione ufficiale sulle possibili modalità di applicazione della parte economica del contratto che, come per tutti i lavoratori del settore pubblico, potrà avere effetti per il periodo successivo alla sentenza della Corte Costituzionale che, nel 2015, ha stabilito l’illegittimità del blocco contrattuale.
Gli esponenti della Giunta hanno ribadito la necessità che i dipendenti dell’Agenzia Forestas non siano discriminati rispetto agli altri lavoratori del sistema Regione e che non subiscano danni o svantaggi di natura economica.
Gli assessori hanno infine rimarcato che, come prevede la legge istitutiva dell’Agenzia, l’unico contratto applicabile per i lavoratori è quello privatistico per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria.
Nei prossimi giorni è in programma un nuovo incontro tra la Giunta ed i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

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«La Regione scenda in campo per salvare il centro di pronto intervento Don Vito Sguotti di Medadeddu.»

Il grido d’allarme arriva da Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale.

«Il centro di pronto intervento di Medadeddu è un punto di riferimento per le esigenze di numerosissime persone in stato di necessità e senza fissa dimora, in collaborazione e sinergia con i Servizi Sociali, fino al loro reinserimento – sostiene Gianluigi Rubiu -. Riteniamo inconcepibile che una struttura che opera nell’universo dell’assistenza sociale e del sostegno ai soggetti svantaggiati subisca delle sforbiciate che rendono impossibile portare avanti le attività.»
Gianluigi Rubiu non nasconde l’amarezza sul possibile epilogo dell’associazione Don Sguotti «perché sul centro sociale si passa da un contributo di 139mila a 90mila euro, con una decurtazione pari al 35 per cento. Una situazione che ha avuto i primi riflessi con il licenziamento delle due lavoratrici addette alla struttura. Si tenga conto che il progetto del complesso è stato autorizzato dall’assessorato della Sanità ed assistenza sociale. Auspichiamo quindi un intervento della Regione per fronteggiare le difficoltà relative alle attività del complesso».
«Si tratta di un’istituzione storica a Carbonia che ha portato anche al supporto di persone in grave difficoltà anche in sinergia con le forze dell’ordine ed i servizi sociali del Comune. Un impianto che cerca di incrociare le richieste di accoglienza degli ultimi senza casa, privi di una famiglia e ormai senza speranza – conclude Gianluigi Rubiu – declinando così lo spirito dell’attività di Don Sguotti.»

Don Vito Sguotti.

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Dopo l’allarme suscitato in Sardegna dalla cessione del ramo d’azienda, a seguito della quale da più parti è stato paventato il rischio di 400 licenziamenti in Sardegna, Wind Tre dichiara in una nota «che la cessione del ramo d’azienda relativo a quattro call center interni, comunicata alle organizzazioni sindacali la scorsa settimana, non comporterà alcun licenziamento. L’azienda, inoltre, è disponibile ad individuare, d’intesa con il sindacato, ulteriori garanzie per tutti i dipendenti coinvolti, compreso il mantenimento delle attuali sedi di lavoro, con l’obiettivo di giungere ad un accordo innovativo che rafforzi il settore dei Contact Center in Italia».

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«Occorre un deciso intervento della regione, non solo formale, sul Governo per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per la siccità che ha colpito l’isola. Non si deve perdere un minuto di più in questo momento di grande sofferenza delle aziende sarde.» Il senatore del Partito democratico Silvio Lai scrive così al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, per segnalare i ritardi negli interventi contro la siccità.

«Il riconoscimento per lo stato di calamità naturale, per le normative attualmente vigenti, viene riconosciuto quando si presenta un danno accertato e certificabile, pari almeno al 30% della coltura presa in esame – aggiunge Silvio Lai -. Attualmente, stando alle prime stime provenienti dai comuni, siamo intorno al 50/60%, con punte anche del 70/80% nel nord dell’isola, per le produzioni foraggere del 2017. Il Ministero dell’agricoltura può comunque riconoscere sull’intero suolo regionale, lo stato di calamità, già solo basandosi sulle segnalazioni ricevute dalla stragrande maggioranza dei comuni sardi, ma serve che la questione sia rappresentata nel suo insieme dalla Giunta regionale, non come questione parziale ma come una priorità economica e sociale, come si fa per una grave crisi industriale.»

«Sappiamo che per le colture per le quali è possibile ricorrere a pratiche assicurative, non è ammissibile richiedere aiuti senza dover incorrere in procedure d’infrazione da parte di Bruxelles – sottolinea ancora Silvio Lai -. Tuttavia mentre per la stragrande parte dei seminativi, è possibile assicurarsi preventivamente, per il 2017, non era previsto nessuno strumento per ciò che riguardava foraggere e pascoli. Per questo la strada dell’aiuto per il reintegro delle scorte di foraggio per l’alimentazione del bestiame appare praticabile. L’UE permette di derogare agli aiuti di stato, nei limiti de minimis di 15.000 euro ad azienda riferiti ad un triennio, e un eventuale aiuto riconosciuto attraverso lo stato di calamità non sarebbe cumulabile con eventuali aiuti già goduti dalle aziende. In conclusione, un’iniziativa della regione potrebbe portare pur all’interno di questi vincoli ad un aiuto attraverso la strada dei voucher per l’acquisto di foraggi nelle aziende zootecniche, qualora tale percorso non cumuli il valore dei foraggi acquistati, con aiuti de minimis, oltre il plafond stabilito per legge.»

«Aggiungo – conclude il senatore Silvio Lai nella lettera – che occorre procedere ad un controllo di quelle opere già realizzate e bloccate per motivi burocratici largamente superabili che avrebbero potute essere utilizzate per attenuare i disagi e i danni alle colture, come quelle relative all’utilizzo delle acque reflue nelle grandi città.»

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Domani la pubblicazione dell’avviso, il 22 giugno l’apertura della piattaforma per il caricamento delle domande e tre click day il 25, 26 e 27 luglio. Parte il nuovo Piano Imprese della Regione con 44 milioni di euro per tre nuovi bandi a sportello a sostegno delle imprese con sede operativa in Sardegna e per i primi due bandi territorializzati, novità assoluta all’interno della programmazione territoriale. Gli assessori della Programmazione Raffaele Paci, dell’Industria Maria Grazia Piras e del Turismo Barbara Argiolas hanno presentato tutti i nuovi bandi che comprendono le tipologie T1+T2 per le nuove imprese (investimenti fra 15mila e 500mila euro), T2 per le imprese già operative (fra 200mila e 800mila euro) e T4 (fra 5 e 20 milioni).
«Ancora bandi, in tempi certi e con procedure rapide. Stiamo sostenendo il mondo imprenditoriale e lo stiamo facendo con convinzione, perché sono le imprese a creare sviluppo e, dunque, occupazione – sottolinea Raffaele Paci -. Mettiamo a disposizione 44 milioni di euro, una novità assoluta cioè i bandi territorializzati, e la garanzia che tutte le imprese che sono pronte a investire e hanno i requisiti riusciranno ad avere accesso ai contributi. Con la procedura a sportello, chiesta a gran voce dalle associazioni di categoria, garantiamo la velocizzazione e la semplificazione delle procedure; allo stesso tempo diamo garanzie a quelle imprese che non saranno pronte per questo click day di riuscire comunque ad avere accesso ai finanziamenti nei bandi successivi. I bandi territorializzati per la Gallura e l’Ogliastra sono poi una importante novità, calibrati sulle imprese dei singoli territori all’interno della programmazione territoriale e solo a loro destinati, in modo da facilitare gli investimenti nelle linee di sviluppo individuate dalle singole zone.»
I tre bandi da 10 milioni ciascuno prevedono: aiuti alle imprese in fase di avviamento e sviluppo (T1 e T2, nuove imprese); competitività per le micro, piccole e medie imprese (T2); contratti di investimento (T4). Per quanto riguarda i bandi territorializzati, ci sono 4,2 milioni (cui si aggiungono ulteriori 2,8 milioni del Feasr) per le imprese della Gallura e 5 (più 2 del Feasr) per quelle dell’Ogliastra. Dopo la pubblicazione dell’avviso fissata per domani, il 22 giugno sarà aperta la piattaforma dove si potranno caricare le domande e completare tutte le procedure. Se la domanda è completa, l’imprenditore riceverà un codice che dovrà caricare nei click day già fissati per il 25 (imprese operative, T2), 26 (nuove imprese, T1 e T2) e 27 luglio (bandi territorializzati). Da domani sarà anche possibile presentare le manifestazioni d’interesse per i contratti d’investimento (T4).
«La mole di finanziamenti messi in campo dalla Regione è davvero consistente e mai come in questo periodo le imprese possono accedere a risorse fondamentali per la crescita e lo sviluppo – ha detto l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras – . Stiamo accompagnando le aziende, quelle già attive e quelle che stanno nascendo, verso un percorso che porterà a investimenti importanti, soprattutto in termini di innovazione tecnologica. I dati indicano che sta aumentando la fiducia e le imprese vogliono investire: la Regione sta sostenendo questa fase di ripresa. Lo testimonia anche il successo ottenuto dai bandi predisposti dal nostro Assessorato, quelli del Programma di Internazionalizzazione, 16 milioni già spesi e altri 6 milioni da stanziare, e i bandi per l’Audit energetico, da 2,5 milioni di euro, con i quali le aziende hanno potuto realizzare interventi per contenere i costi energetici e, quindi, essere più competitivi sul mercato.»
«Sono bandi che mettono a disposizione grandi opportunità per le imprese turistiche, artigiane e del commercio – ha sottolineato l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Barbara Argiolas -. Siamo impegnati in prima linea come Assessorato, in collaborazione col Centro regionale di programmazione, perché siamo consapevoli che soprattutto molte imprese dell’artigianato e del commercio sono piccole e hanno difficoltà a presentare le domande. Per questa ragione ci faremo promotori di una forte azione di informazione e comunicazione sul territorio regionale. Vogliamo essere quasi “facilitatori”, accompagnatori delle progettualità possibili per far sì che siano presentate domande corrette in grado di ottenere un esito positivo e che le micro e piccole imprese possano accedere ai finanziamenti a parità di condizioni con le aziende più grosse.»

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La Benetton è un’azienda italiana nata nel 1965 a Ponzano Veneto (Treviso) e fondata da Luciano, Gilberto, Carlo e Giuliana Benetton. Dopo quattro anni dall’inizio dell’attività viene aperto il primo negozio a Parigi e negli anni ‘70 entra a far parte del gruppo Benetton anche il noto marchio di moda Sisley. Negli anni ‘80 viene inaugurato a New York, nella famosa Madison Avenue, il primo negozio Benetton, che comincia a espandersi anche nel mercato dell’est Europa e dell’Unione Sovietica. Oggi Benetton è presente in 120 Paesi e conta oltre 6.500 negozi. Il gruppo è spesso alla ricerca di giovani diplomati e laureati. Chi è interessato a lavorare…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://www.diariolavoro.it/lavoro_benetton2017.html .