1 August, 2026

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«Il ministero della Salute conferma quanto ho sostenuto nell’interrogazione in cui mettevo in guarda l’Azienda Brotzu dal rischio di un bando illegittimo, che impediva ai tecnici di laboratorio di poter avere l’accesso ai posti che a tali professionisti sono riservati per legge!»

Lo rileva il deputato dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu che, nei giorni scorsi, si era rivolto al ministero della Salute perché esercitasse il suo ruolo di sorveglianza su un bando del Brotzu che danneggiava i tecnici di laboratorio.

«La sanità moderna – aggiunge Pierpaolo Vargiu – si basa su un mix di competenze e professionalità sempre più sofisticato, che deve essere salvaguardato e valorizzato se vogliamo davvero che la prestazione resa al paziente sia appropriata e di qualità.»

«I tecnici di laboratorio hanno un ruolo importante nelle attività di diagnostica, che richiede un percorso universitario specifico e qualificato, che li rende insostituibili nella loro professionalità. Negarne o annacquarne le competenze – sottolinea ancora Pierpaolo Vargiu – significherebbe innescare una guerra tra professioni sanitarie di cui non si sente davvero il bisogno ma, sopratutto, comprometterebbe gli equilibri che stanno alla base della qualità dell’assistenza ai pazienti.»

«Avuto il parere motivato da parte del Ministero – conclude Pierpaolo Vargiu – credo che sarebbe opportuno che l’Azienda Brotzu rettifichi immediatamente il contenuto del bando!»

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Al via il bando per il finanziamento di progetti di ricerca per l’innovazione scientifica tecnologica grazie al programma operativo regionale Fse 2014-2020. Con questo strumento l’assessorato della Pubblica Istruzione intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi di crescita intelligente e sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione individuati dalla Strategia Europa 2020.
Le proposte dei progetti, destinati ai residenti in Sardegna che abbiano conseguito il titolo di dottore di ricerca in Italia o all’estero, dovranno essere presentate da Università statali e Università non statali legalmente riconosciute dal Miur, istituti di istruzione universitaria a ordinamento speciale, istituzioni di formazione e ricerca avanzata, enti di ricerca pubblici e privati di alta qualificazione, con almeno una sede formativa in Sardegna. Saranno finanziati progetti di ricerca di durata triennale in ambiti scientifici coerenti con le linee strategiche del Pnr e della Smart specialisation regionale.

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Si è svolta stamane, alla Art port gallery dell’aeroporto di Olbia, la presentazione del programma “Network Summer 2017”, i voli da marzo a ottobre, da parte della società di gestione Geasar. Saranno attivi 90 collegamenti, dei quali 16 nuovi, con 18 Paesi, operati da oltre 40 compagnie. L’offerta è di circa 300mila posti in più (+10%) rispetto all’anno scorso.

«L’aeroporto di Olbia sta facendo un lavoro fondamentale per il territorio e per l’intera Sardegna, ha dato un notevole contributo ai quasi tre milioni di arrivi nell’isola nel 2016 e sta ripagando l’investimento importante che l’assessorato ha fatto per il biennio 2016/2017 – ha detto l’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Francesco Morandi -. L’intenzione della Regione è rinnovare il progetto di comunicazione avviato con il sistema aeroportuale e con Geasar in particolare, con un accordo di respiro triennale.»
Olbia è l’aeroporto italiano che nel 2016 ha fatto registrare la crescita maggiore (+14%), contribuendo con il suo traffico passeggeri in entrata al record assoluto di presenze (oltre 13 milioni e mezzo) nelle strutture ricettive isolane. Ora si riparte con prospettive addirittura migliori: «Si aprirà ad aprile la stagione turistica più interessante e lunga di sempre per la Sardegna – ha aggiunto l’assessore Morandi – che, grazie al lavoro di aeroporto, porto, operatori e comunità locali, permetterà di offrire ai nostri potenziali visitatori collegamenti, presentati opportunamente con largo anticipo, servizi, motivazioni di viaggio e temi di vacanza durante un ampio periodo dell’anno. In questa favorevole dinamica temporale – ha aggiunto l’assessore del Turismo – l’assessorato è intervenuto con la programmazione di grandi eventi internazionali, primo tra tutti la centesima edizione del Giro d’Italia, in grado di generare flussi e di amplificare la notorietà della destinazione, e attraverso il progetto di destagionalizzazione finanziato con due milioni di euro che mette i sistemi territoriali in condizione di strutturare l’offerta costruendo un prodotto turistico».
La collaborazione con i tre principali scali isolani presenta da tre anni una destinazione Sardegna fortemente riconoscibile che si sta posizionando con un brand impattante e un’immagine coordinata. L’interesse dei mercati internazionali è cresciuto in maniera esponenziale: l’obiettivo è consentire che nei prossimi anni i flussi stranieri – attualmente rappresentano il 46 per cento – superino quelli nazionali, ovviamente senza che i passeggeri in arrivo dalla Penisola subiscano alcun decremento.

«L’assessorato sta strutturando un sistema regionale di organizzazione della destinazione che fa perno attorno alle grandi infrastrutture di trasporti, aeroporti e porti isolani che, insieme alla Regione, sono in grado di catalizzare l’offerta e di creare servizi indispensabili per essere più competitivi sui mercati. Attività e scelte condivise derivano da incontri cadenzati con gli operatori per aggiornare strategia, programmare interventi, costruire network di generazione d’offerta, individuare i canali di promocommercializzazione del prodotto turistico regionale.»

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L’assessorato della Pubblica istruzione ha pubblicato un avviso di chiamata per il finanziamento di progetti di ricerca relativi all’anno 2017, con l’obiettivo di:
– investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente;
– migliorare la qualità e l’efficacia dell’istruzione superiore e di livello equivalente e l’accesso alla stessa, al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita specie per i gruppi svantaggiati;
– innalzare i livelli di competenze, di partecipazione e di successo formativo nell’istruzione universitaria e/o equivalente.
La finalità dell’avviso è quella di finanziare proposte progettuali articolate in progetti di ricerca in ambiti scientifici coerenti con le linee strategiche del Pnr e della Smart specialisation regionale, afferenti alle Aree di Specializzazione (AdS) su cui la Regione Sardegna intende concentrare le risorse per il periodo di programmazione 2014-2020 in materia di Ricerca e Innovazione.
Le proposte progettuali, articolate in uno o più progetti di ricerca, dovranno essere presentate da Università statali e Università non statali legalmente riconosciute dal Miur, Istituti di istruzione universitaria a ordinamento speciale, Istituzioni di formazione e ricerca avanzata, Enti di ricerca pubblici e privati di alta qualificazione, con almeno una sede formativa in Sardegna per ogni progetto di ricerca per il quale si presenta la proposta progettuale.
Ogni progetto di ricerca avrà un contratto almeno di durata triennale.
Destinatari delle azioni sono i residenti in Sardegna alla data di sottoscrizione del contratto di ricerca, che abbiano conseguito il titolo di dottore di ricerca in Italia o all’estero.
Le proposte progettuali dovranno pervenire tramite raccomandata oppure tramite consegna a mano all’indirizzo Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport – Direzione Generale della Pubblica Istruzione – Servizio Università e Politiche giovanili – Viale Trieste n. 186 – 09123 Cagliari, entro le ore 13.00 del 20 marzo 2017.

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Le squadre di Abbanoa hanno concluso nel primo pomeriggio l’intervento di manutenzione straordinaria in programma oggi sull’acquedotto Sulcis. Si trattava di una riparazione in un punto molto delicato su un tratto di condotta in cemento armato del diametro di quasi un metro nei pressi del Rio Murtas nel comune di Narcao. Le avverse condizioni meteo avevano comportato un rinvio dell’intervento di una settimana proprio per la necessità di procedere con le migliori condizioni del terreno. Ieri notte i tecnici hanno avviato gli scavi per liberare dalla terra il tratto interessato e portato nel cantiere i pezzi e le attrezzature necessarie all’intervento. Stamattina alle 6.00 sono iniziate le operazioni di riparazione e le manovre nelle reti necessarie a svuotare la condotta.

Il punto dove si era verificata la rottura è stato saldato e protetto con un giunto di rinforzo. Operazioni che si sono concluse verso le 14.00. Successivamente sono stati avviati gli interventi di riempimento dell’acquedotto: manovre ancora in corso e che richiedono molta gradualità per evitare sbalzi improvvisi di pressione.

L’erogazione all’utenza nei centri interessati è stata garantita dalle scorte nei serbatoi. In serata, come preventivamente comunicato nei giorni scorsi, saranno effettuate delle chiusure per ricostituire le scorte negli stessi serbatoi. A Carbonia è prevista per le 20.00, con riapertura dell’erogazione alle 6.00 di domani mattina. A Narcao, Santadi, Villaperuccio, Piscinas, Giba, Masainas, Tratalias, Perdaxius, Portoscuso e Gonnesa alle 17.00 con riapertura sempre alle 6.00 di domani mattina. Tali restrizioni potrebbero essere minori in base alle scorte residue di ogni singolo serbatoio: se l’acqua stoccata dovesse essere sufficiente, saranno limitate o del tutto evitate le chiusure.

E’ stata già ripristinata, invece, l’alimentazione del serbatoio d’accumulo di Sant’Anna Arresi, della frazione di Is Domus di Sant’Anna Arresi, delle frazioni di Is Porcus, Is Pillonis e San Simplicio del comune di Perdaxius e la fornitura per il Consorzio industriale di Portoscuso.

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La chiusura del punto nascite dell’ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena è ancora al centro del dibattito politico regionale. Oggi a tuonare contro la decisione è Edoardo Tocco, consigliere regionale di Forza Italia, vicepresidente della competente commissione consiliare regionale.

«E’ una follia. Una scelta incomprensibile – attacca Edoardo Tocco -. L’interruzione dell’attività nel punto nascita dell’ospedale rappresenta uno schiaffo alla popolazione dell’Isola che già è in forte difficoltà per la mancanza di collegamenti con il resto della Sardegna. Un provvedimento che mette a rischio le partorienti. Non è possibile ragionare solo in base ai numeri, mettendo in pericolo la vita di centinaia di mamme residenti nell’Isola. Occorre rivedere il progetto che prevede il trasporto verso l’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, lasciando il punto nascita a La Maddalena. Un servizio indispensabile per gli abitanti dell’arcipelago.»

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La grave situazione in cui si trovano i lavoratori della Polar s.r.l. che lavorano la bentonite estratta dal Rio Palmas e dal Rio Bra nei territori di Piscinas e Giba, è stata esaminata nel corso di un’assemblea pubblica aperta indetta dal sindaco, Mariano Cogotti, svoltasi ieri sera, nella sala consiliare del comune di Piscinas, cui hanno partecipato ai lavori l’Unione dei Comuni del Sulcis, rappresentata dal suo presidente Gianfranco Trullu, il sindaco di Masainas Ivo Melis, i consiglieri regionali Gianluigi Rubiu e Luca Pizzuto, le associazioni sindacali territoriali, i lavoratori oggetto di provvedimento di licenziamento ed un folto pubblico di cittadini.

Dall’assemblea è scaturita una situazione abbastanza critica da parte della azienda Polar s.r.l. e la drammaticità che vede coinvolti tutta una serie di lavoratori che sono stati espulsi dal ciclo produttivo ed in parte trasferiti presso altro stabilimento in Liguria.

Considerata, inoltre, la situazione giudiziaria che vede coinvolti detti lavoratori e l’azienda che comporterebbe ripercussioni anche sulla stabilità finanziaria dell’azienda, è stata assunta una posizione unitaria sulle seguenti attività politiche e sindacali da attuarsi:

– Piena solidarietà ai lavoratori espulsi e trasferiti;

– Salvaguardia del livello occupazionale dell’azienda tramite verifica delle autorizzazioni minerarie regionali affinché le stesse possano e debbano essere utilizzate soltanto da chi è in grado di condurre l’azienda in un processo di sviluppo sia produttivo che occupazionale;

– Immediato incontro con l’assessore regionale dell’Industria, con le parti sindacali e politiche, già fissato per domani 16/02/2017;

– Interrogazione in Consiglio regionale dei consiglieri regionali Gianluigi Rubiu e Luca Pizzuto,

affinché la Regione Sardegna effettui un immediato intervento al fine di sbloccare la situazione creatasi sotto il profilo occupazionale e socio-territoriale, in quanto il Sulcis non può permettersi ulteriori chiusure di aziende che parrebbero avere la possibilità di espansione.

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Il consigliere regionale Giovanni Satta (gruppo misto) ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta, sul mancato inserimento nelle deliberazioni della G.R. n. 2/14 del 12.1.2017 e n. 8/1 del 10/02/2017, nella parte inerente il Piano di dimensionamento scolastico della provincia di Sassari, delle quattro (4) richieste presentate dall’Istituto IIS Amsicora di Olbia per l’anno scolastico 2017/2018.

L’on. Satta chiede di interrogare il presidente della Regione e l’assessore regionale della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per conoscere:
1) Le cause e le motivazioni che hanno portato la Giunta regionale, alla esclusione delle tre (3) proposte presentate dall’IIS Amsicora di Olbia dalla programmazione richiesta e dall’inserimento nel Piano di dimensionamento scolastico 2017/2018 definitivamente approvato, e cioè:

  • La  richiesta di istituzione  presso la sede IPIA di Olbia degli indirizzi del settore tecnologico degli istituti tecnici “Meccanica, meccatronica ed energia” “Elettronica e Elettrotecnica”;
  • La richiesta di istituzione presso l’IPIA di Oschiri, degli indirizzi del settore tecnologico degli istituti tecnici “Meccanica, meccatronica ed energia” “Elettronica ed Elettrotecnica”;
  • La richiesta di attivazione dell’indirizzo “Servizi Socio Sanitari, Operatore Socio Sanitario” (già presente nella sede di Oschiri), anche in quella di Olbia.

2)  Quali azioni urgenti intendano avviare al fine di porre rimedio a tale situazione di disparità, che ha ulteriormente penalizzato il territorio di Olbia.

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I pesticidi biologici a basso rischio, compresi quelli a base di bio-organismi come i feromoni o gli oli essenziali, potrebbero sostituire quelli convenzionali, sospettati di danneggiare l’ambiente e la salute umana. I deputati si chiedono il motivo per il quale alcuni Stati membri esitano o rifiutano la loro omologazione e vogliono che la Commissione proponga una revisione delle norme per accelerare il processo di approvazione.

In una risoluzione votata mercoledì, i deputati hanno fatto notare che l’utilizzo di prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito, a causa dei potenziali rischi che presentano per la salute umana, gli animali e l’ambiente. Eppure solo sette sostanze attive classificate come alternative “a basso rischio” sono state approvate nell’Unione europea.

Inoltre, alcuni Stati membri dell’UE hanno rifiutato l’autorizzazione di questi prodotti alternativi a basso rischio, a causa della loro efficacia che viene percepita come inferiore, senza tener conto dei benefici in termini di efficienza delle risorse per l’agricoltura biologica e senza considerare i costi agricoli, sanitari e ambientali di certi altri prodotti fitosanitari.

I deputati hanno invitato la Commissione a proporre una proposta legislativa, prima della fine del 2018, al fine di istituire una procedura accelerata per la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

I deputati hanno sottolineato che i residui di pesticidi possono essere trovati nel suolo, nell’acqua, e in alcuni prodotti agricoli. I prodotti fitosanitari a basso rischio di origine biologica possono rappresentare un’alternativa praticabile e contribuire a un’attività agricola più sostenibile, in particolare per i prodotti di origine biologica.

I pesticidi di origine biologica sono spesso basati su microorganismi, vegetali, sostanze chimiche o semichimiche bioderivate, come i feromoni o gli oli essenziali.

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Il Contact Center di Abbanoa, in viale Diaz, a Cagliari, è tornato alla piena operatività. Servizio di assistenza al cliente totalmente ripristinato. Nuove le postazioni, nuovi i Pc, nuova la sede: il contact center, già rimesso in piedi dall’azienda a 48 ore dall’incendio che aveva distrutto i locali Viale Diaz (ma in una sede provvisoria) ha ora ripreso tutte le funzionalità. Nel rogo, oltre all’intero contact center e agli altri uffici amministrativi, era andata distrutta anche la centrale del telecontrollo, una sorta di regia con 9 monitor di ultima generazione attraverso cui veniva monitorato il funzionamento degli impianti di depurazione della Sardegna.

Servizio di assistenza telefonica, segnalazione guasti, servizio mail sono ora tornati nella piena operatività. Il call center rappresenta il fiore all’occhiello del servizio al cliente: il numero verde 800 062 692 risponde a circa 15mila chiamate al mese, con tempi di attesa bassissimi. Oggi per poter attivare una nuova fornitura, avere informazioni sul proprio estratto conto o ricevere risposte e soluzioni ai problemi non è più necessario spostarsi fisicamente per recarsi allo sportello più vicino: tutti i servizi sono a disposizione con una semplice telefonata o con un click su Sportello Online www.abbanoa.it . Anche il servizio di segnalazione guasti (800 022 040), attivo h24, è pienamente in funzione, così come il servizio mail, che consente anch’esso di ricevere una risposta  in tempi brevi.

Al disagio logistico e alle difficoltà derivanti dal rogo, il Gestore ha risposto con una reazione immediata allestendo nuovi spazi: è stata dapprima ripristina la rete e si è poi proceduto con la sostituzione di tutti i 40 computer, che sono stati nuovamente configurati. Poi il “recupero” delle postazioni e l’allestimento della nuova sede. Un risultato importantissimo, frutto di un enorme sforzo aziendale che ha consentito la riattivazione del servizio a tempo di record. Oggi Abbanoa è nuovamente in grado di fornire tutti i servizi telefonici e online seguendo gli stessi livelli di assistenza che venivano garantiti prima dell’incendio.