3 August, 2026

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L’Amministrazione comunale di Iglesias ha presentato questa mattina il progetto “Iglesias WiFi”, grazia al quale gli ospiti della città di Iglesias, cittadini e turisti con smartphone, tablet e pc portatili potranno, fra poche settimane, collegarsi gratuitamente a Internet navigando in banda larga in 22 aree ed edifici pubblici.

Le zone coperte saranno: Colle del Buon Cammino, Castello Salvaterra, Parco delle Rimembranze, Casa Serena, Piazza Antonino Orrù, Area Chiesa San Pio X, Ex mattatoio e Piazza Cavallera, Stazione Fs, Piazza Sella, Piazza Oberdan, Corso Matteotti, Piazza Lamarmora, Piazza Pichi, Piazza Municipio e Palazzo Municipale, Archivio Storico, Mercato Civico, Biblioteca Comunale, Giardini Pubblici, Piazzale Scuole Via Isonzo/Roma, Centro Direzionale e Centro Culturale.

«Questo è il primo progetto – ha detto il sindaco Emilio Gariazzo – che nasce utilizzando i fondi della legge 37/98 che l’Amministrazione comunale ha salvato il mese scorso dalla perenzione. Il progetto è stato elaborato grazie alla sinergia tra l’assessorato dei Lavori pubblici, quello del Turismo e quello dell’Informatizzazione.»

Il progetto prevede un investimento di circa 39.000,00 euro.

Vediamo ora le interviste realizzate stamane con Simone Franceschi, vicesindaco ed assessore del Turismo, e Francesco Melis, assessore dell’Informatizzazione.

  

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L’assessorato dell’Ambiente del comune di Iglesias ha diffuso una nota con la quale comunica alla cittadinanza che le buste dell’umido non conformi, finite erroneamente nella dotazione dell’annualità 2017, saranno sostituite. Chiunque si accorgesse che le buste hanno la scadenza degli anni precedenti o il materiale fosse deteriorato, può richiederne la sostituzione.

La ditta che ha in appalto il servizio si è scusata e ha immediatamente provveduto ad eliminarle dalla distribuzione.

«L’Ufficio Ambiente – ha detto l’assessore Francesco Melis – rimane a disposizione per qualsiasi informazione e chiarimento.»

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Sabato 24 dicembre Carbonia darà l’estremo saluto ad un grande artista, Mauro Scarteddu, morto la notte scorsa all’età di 73 anni. Mauro Scarteddu era nato l’11 febbraio 1943 a Carbonia, dove ha iniziato la sua produzione artistica nel 1959, all’età di soli 16 anni.

Nel 1965, fu tra i fondatori, con Nino Dejosso, Luigi Angius, Ielmo Cara, Pino Pitzolu, Claudio Olla e poco più avanti Antoca, Antonio Casu, dell’Associazione sulcitana d’arte contemporanea, meglio nota come Asac, presente nel territorio, con la sua attività, per almeno due decenni. Il sodalizio, raggruppava quasi tutti i principali artisti carboniensi dell’epoca, raggruppatisi intorno al “maestro” Vittorio Maccioni, ispiratore di un’associazione che intendeva sviluppare un nuovo, diffuso movimento di arte e cultura. L’Asac divenne un punto di riferimento ed un luogo privilegiato dove confrontarsi, scambiare esperienze e stati d’animo, discutendo di tecniche espressive, colori ed altri dettagli tecnici.

Dal 1967 al 1970, Mauro Scarteddu ha completato la sua esperienza artistica a Torino, frequentando l’Accademia Albertina e un corso di cartellonistica pubblicitaria. Ha collaborato con diversi artisti del capoluogo piemontese, tra i quali Lessio, De Agostini, Zufolini e, soprattutto, Luciano Proverbio. Nel 1971 ha partecipato a due concorsi nazionali, vincendo in entrambi il primo premio (targa d’oro a Striano e medaglia d’oro a Benevento).

Nel 1972, la Galleria Fusai di Torino gli ha finanziato un viaggio in Sudamerica (Perù ed Ecuador, nel 1972 e 1973) dove, nella giungla di Tena e Sasayacu, ha realizzato quegli schizzi che gli sono serviti per la personale del 1981 a Carbonia.

Nel 1983 ha conosciuto il maestro Aligi Sassu che, dopo averne visto le opere, gli ha scritto la presentazione della personale del 1984 a Carbonia.

Nel 1986 lo scrittore Marcello Serra lo ha presentato alla personale di Cagliari, alla Galleria Diaz, definendone il linguaggio pittorico “realismo magico”. Dal 1987 al 1995, ha lavorato continuativamente, realizzando 7 personali.

Con il passare degli anni, Mauro Scarteddu ha diradato via via sempre più le sue personali, dedicandosi alla produzione artistica per 11 mesi ed esponendo le sue opere nel mese di dicembre negli spazi del centro commerciale Conad.

La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel panorama artistico e culturale sulcitano ed isolano. Probabilmente, come spesso accade, nel tempo la sua arte verrà apprezzata ancor più di quanto sia avvenuto nel corso della sua vita.

                                    

 

 

 

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E’ nata oggi, a Oristano, l’Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo (Oilos).
«La firma di questa mattina – ha detto il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru – è un passaggio storico per il settore del latte ovino sardo, al quale abbiamo lavorato con determinazione. Da oggi in poi, per la prima volta, tutti i portatori di interesse del mondo agropastorale si troveranno intorno a un tavolo per confrontarsi e condividere le migliori strategie. In tal modo abbiamo gettato le basi per ritagliare al comparto il posto che gli spetta fra i grandi competitor internazionali e per mettere il cuore del nostro agroalimentare di eccellenza finalmente al passo con il mondo.»
Lo Statuto dell’Organizzazione, così come il regolamento di funzionamento, è stato sottoscritto dai rappresentanti dell’Oilos e da quelli delle associazioni di categoria, che partecipano a titolo consultivo. La firma è arrivata dopo oltre un anno e mezzo di lavori, iniziati a luglio 2015, con decine di incontri e riunioni e dopo via libera incassato a settembre scorso, con l’approvazione dello Statuto da parte del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf). L’Oilos, con sede legale a Oristano presso l’ARAS di Nuraxinieddu, è composta da 25 soggetti che hanno designato 11 rappresentanti: 5 del mondo della cooperazione; 3 per la parte industriale e 3 per i produttori. All’organizzazione partecipano anche il Consorzio di tutela del Pecorino romano e le associazioni di categoria: Coldiretti, Cia, Copagri, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop, e AGCI.
«Uno dei più importanti asset dell’economia sarda – ha aggiunto Francesco Pigliaru – ha ora uno strumento con cui pianificare le azioni nel medio e lungo periodo. Ci sono tutte le condizioni per lavorare sui dati di produzione del latte e quindi programmare le trasformazioni e la presenza sui mercati senza essere ostaggio delle fluttuazioni economiche dovute anche ad alcune improvvisazioni con cui è stato a volte gestito il settore.»
«Mai più interventi tampone e ricette emergenziali per venire incontro ai crolli ciclici del prezzo del latte ovino e alla mancanza di certezze che attanaglia da sempre il comparto isolano. Chi ha scelto di far parte dell’Oilos ha fatto una scelta di campo positiva, che guarda al futuro. Di questo grande risultato va dato il giusto merito a Elisabetta Falchi – ha sottolineato il presidente Pigliaru – che, con l’impegno e la dedizione di tutta la struttura tecnica dell’Assessorato dell’Agricoltura e delle Agenzie agricole, ha condotto la difficile opera di accompagnamento e mediazione che il Governo regionale le aveva affidato. Abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla nei mesi a seguire, cercando di far valere i nuovi regolamenti comunitari che prevedono risorse specifiche per gli ovini da latte e non solo per i bovini. Siamo pronti, da subito, a collaborare e, se necessario, a spronare l’Oilos – ha concluso Francesco Pigliaru -, affinché crei le migliori condizioni per un giusto prezzo del latte dovuto alle decine di migliaia di allevatori sardi.»

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L’assessorato regionale dei Trasporti ha pubblicato le disposizioni 2017 relative alle agevolazioni tariffarie per il trasporto pubblico locale.
Le agevolazioni vengono calcolate sulla base della percentuale di invalidità e del reddito del richiedente.
Le situazioni reddituali massime sulla base del grado di invalidità sono le seguenti:
– dal 50% al 79% grado di invalidità il reddito massimo è 18.000,00 euro;
– dall’80% al 100 % grado di invalidità il reddito massimo è 25.500,00 euro;
– reduci di guerra il reddito massimo è 18.000,00 euro.
Le aziende di trasporto sono pertanto autorizzate a rilasciare i titoli di viaggio richiesti dall’utenza dietro presentazione dell’attestazione valida per l’anno 2017.
In considerazione dei ristretti tempi a disposizione per il rinnovo dell’attestazione viene prorogata la validità dei titoli in scadenza al 31 dicembre 2016 fino al 31 gennaio 2017, fermo restando per le aziende il diritto a ricevere il corrispettivo anche per il mese di gennaio 2017.
Le richieste di rinnovo potranno essere inoltrate anche via mail scrivendo all’indirizzo: matpiras@regione.sardegna.it .

 

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Il 2016 si conclude con un bilancio positivo per i volontari di Fondazione per un mondo libero dalla droga. Con un impegno senza precedenti i volontari, dal Sulcis alla Gallura, dal Sarcidano al Gerrei fino alla Barbagia al Campidano e all’Oristanese, si sono adoperati per creare una Sardegna libera dalla droga.

Oltre 350 iniziative pubbliche promosse su tutto il territorio regionale, circa 200.000 libretti informativi con “La verità sulla Droga”, oltre 80 paesi coinvolti dislocati in tutte le provincie: sono solo alcuni numeri di un anno di intenso lavoro per i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga e della Chiesa di Scientology della Sardegna.

Da Carloforte a La Maddalena, passando per Calangianus, Isili, Iglesias, Galtellì, Irgoli, Mandas, Decimomannu, Carbonia, Uta, Cagliari, Nuoro, Olbia, Silius, Siurgus Donigala, Samugheo, Samatzai, Sestu, San Vito e altre decine di località, grandi e piccolissime, sono state letteralmente investite da una valanga di libretti informativi, coinvolgendo studenti, genitori, insegnanti e dirigenti scolastici, preparatori atletici e società sportive, amministratori pubblici e varie associazioni di volontariato.

E lo sforzo non è stato vano, giacché da più parti è stata richiesta la collaborazione dei volontari della Fondazione per divulgare il messaggio attraverso conferenze nelle scuole e nelle palestre, manifestazioni sportive o di solidarietà sul tema della informazione e della prevenzione alla droga.

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Aria di crisi per il mondo delle imprese della Sardegna legate alla comunicazione. In 12 mesi sono, infatti, scomparse 55 piccole e grandi realtà artigiane (-4,1% rispetto al 2015) che si occupano di produzione di software e consulenza informatica, attività dei servizi d’informazione, pubblicità, ricerche di mercato, servizi d’ufficio e supporto alle imprese, attività editoriali, di ricerca e selezione personale, stampa e riproduzione di supporto registrati e di tante altre professionalità.

La “fotografia” arriva dal rapporto dall’Ufficio Studi di Confartigianato “Le imprese artigiane della comunicazione”, sui dati UnionCamere-Infocamere 2015-2016, che disegna l’identikit dei piccoli imprenditori sardi dell’era digitale.

A livello italiano, la nostra regione occupa l’8° posto come percentuale di imprese della comunicazione (3,5%) rispetto al totale delle aziende iscritte agli albi camerali (su base regionale); questo, nonostante il comparto nazionale abbia subito un calo (sempre nell’ultimo anno) del 1%.

«Nonostante la flessione registrata – sottolinea Maria Carmela Folchetti, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – la rivoluzione digitale sta spingendo anche nella nostra regione la creazione d’impresa. Quello della comunicazione è un settore in cui spicca la presenza di piccole imprese, espressione di abilità, professionalità, creatività e flessibilità di risposta a una domanda sempre più complessa e sofisticata.»

In Italia sono ben 42.198; circa 7.400 in Lombardia, segue l’Emilia Romagna con oltre 4mila ed il Veneto con oltre 3.800.

Il settore della Comunicazione in Sardegna, tra le 1.285 imprese, conta 359 imprese tra le “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, 341 per quelle che svolgono “Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici”, 294 per le quelle relativa la “Stampa e riproduzione di supporti registrati”, 142 della “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”, 86 sono le “Attività di supporto per le funzioni d’ufficio e altri servizi di supporto alle imprese”, 56 quelle che svolgono “Pubblicità e ricerche di mercato” e 7 le imprese di “Attività editoriali”.

La dinamica regista una crescita solo per le imprese “Produttrici di software e consulenza informatica”, con un +0,7%. Tutti gli altri settori, come detto, sono in calo; quello marcato (-8,2%) lo si rileva tra le imprese che si occupano di “pubblicità e ricerche di mercato”. Segue il -6,5% delle “attività di supporto a uffici e imprese”.

Su base provinciale è Sassari quella che soffre di più: negli ultimi 12 mesi sono scomparse 24 imprese (-5,4%). Seguono Cagliari con una perdita di 24 aziende (-3,8%), Oristano con -3 imprese (-3,6%) e Nuoro con 4 aziende in meno (-2,2%).

Per Confartigianato Sardegna, il mondo delle piccole imprese sarde ha, in maniera sempre maggiore, necessità di essere rafforzato per dar vita a un modello vincente che vede l’isola, da qualche decennio, terra fertile per lo sviluppo tecnologico avanzato. Anche per questi motivi è urgente che la Regione, nei bandi di prossima emanazione, dia priorità al finanziamento degli interventi di “piccola pezzatura”, ovvero quelli fino a 15mila euro, per andare incontro alle esigente di tante piccole imprese.

«Il comparto in cui operano gli artigiani della comunicazione – continua la presidente Folchetti – è in rapida espansione e le nuove tecnologie rappresentano oggi forse la migliore occasione per lo sviluppo di attività imprenditoriali, soprattutto da parte dei più giovani.»

«Occorre proseguire nello sviluppo imprenditoriale che incentivi la digitalizzazione delle imprese esistenti, o la nascita di nuove startup digitali – conclude la Folchetti –una regione come la Sardegna di oggi, per competere con il resto del mondo, ha bisogno di adattare la propria struttura produttiva ai lavori delle generazioni più giovani e alle loro competenze. Ha bisogno di imprese in cui coniugare la capacità di innovare con l’esperienza ovvero c’è necessità di una politica a misura di nuovi saperi.»

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«La lettera del presidente Francesco Pigliaru all’assessore Maurizio Martina è la prova del fallimento delle strategie attuate sinora per il mondo delle campagne». A sostenerlo è Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale.

«Una nuova beffa per gli agricoltori – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Servono norme chiare e agili, non si può caricare sulle spalle delle aziende agricole isolane la burocrazia e le lungaggini nelle procedure. Troppe attività isolane si trovano in forte sofferenza finanziaria a causa delle dilazioni dei contributi e delle scadenze fissate per la fine dell’anno.»

«Purtroppo è il segnale chiaro che la Sardegna e la classe politica isolana non hanno nessun peso e riconoscimento politico – conclude Gianluigi Rubiu -. L’agricoltura è un settore primario per la nostra economia. La stagione siccitosa e gli incendi che hanno devastato diverse aziende richiedono un impegno urgente per provvedere immediatamente al pagamento dei premi senza attendere ulteriori rinvii.»

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Da domenica 25, giorno di Natale, a venerdì 30 dicembre, alle 18.00, al Teatro delle Saline – piazzetta Billy Sechi n. 3/4 – l’Akròama presenta “Alice nel paese delle meraviglie”. La regia dello spettacolo di Natale è di Elisabetta Podda.

Vita quotidiana, sogno, assurdità. Il sogno di Alice nel paese delle meraviglie raccontato da una persona davvero speciale. Ritroviamo il laghetto di lacrime, la casa della Duchessa, del Coniglio Bianco, il Cappellaio Matto. Una riscrittura vivace e divertente per farci entrare nel mondo dei giochi di parole e dei nonsense così caro a Lewis Carroll. La storia di “Alice nel paese delle meraviglie” è diventata una delle più note e amata della letteratura inglese, esercitando una forte attrazione su lettori sia adulti che bambini, grazie al peculiare gusto del gioco logico e verbale e all’utilizzo del romanzo per insegnare principi di logica, di matematica e metafisica ponendo Carroll quasi come un filosofo della scienza. L’attrazione degli adulti per Carroll è facilmente spiegabile, la fantasia, la capacità di osservare con perfetto candore la realtà (magari aderendo poi a queste “nuove” visioni con una disposizione mai esausta), serve infatti allo scrittore per mettere a nudo le assurdità e le incoerenze della vita adulta, nonché a dar vita ad incantevoli giochi basati sulle regole della logica, capaci di deliziare gli spiriti più intelligenti. La storia di Alice non viene stravolta, vi ritroveremo quindi molti dei personaggi che hanno caratterizzato il romanzo rendendolo celebre e immortale, una riscrittura vivace e divertente che trascinerà lo spettatore nel mondo poetico di questo grande della letteratura. Lewis Carrol, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson – nasce a Daresbury (Cheshire, Inghilterra), il 27 gennaio 1832. Studia a Rugby e a Oxford, nel Christ Church College, dove rimane sino al 1881 come lettore di matematica pura, disciplina alla quale dedicherà numerosi trattati. Considerato unanimemente uno dei grandi della letteratura mondiale diviene famoso appunto con il romanzo “Alice nel paese delle meraviglie”.

“Alice nel paese delle meraviglie” con Erika Carta (Alice), Elisabetta Podda (narratrice, bruco, anatra), Giovanni Trudu (Cappellaio matto, topo, Battista, valletto, Carta sette), Tiziana Martucci (Regina di cuori, pappagallo, cuoca), Alberto Marcello (re, coniglio bianco, Dodo, lepre, Carta cinque, guardia), Marion Constantin (duchessa, ghiro, aquilotto, Carta due, guardia). Costumi Marco Nateri, assistente costumista Salvatore Aresu, sartoria Roberta Serra, Anna Sedda e Bice Sedda. Suoni e musiche originali di Roberto Sciola. Direzione tecnica Lele Dentoni.