14 August, 2026

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La Sardegna, nell’arco degli ultimi sessant’anni, in fatto di fecondità ha registrato un clamoroso tracollo. Nel 1952, l’Isola deteneva il tasso record di 3,8 figli per donna, il migliore d’Italia. Nel 2015, invece, l’indice è stato di 1,1 figli per donna, il peggiore risultato su scala nazionale (dati Istat, Noi Italia 2016). È cresciuta, intanto, l’età delle madri sarde al primo nato (32,4 anni, nel 1995 era 30,5) così come il numero delle coppie senza figli. Complessivamente, nell’Isola il tasso di natalità è ormai sotto il 7 per mille (6,9, dati Svimez) mentre il tasso di mortalità supera il 9 per mille.

Le Acli, che monitorano costantemente lo stato di salute demografica della Sardegna, hanno registrato che, nel 2015, in ben 304 comuni sardi su 377 (l’80,6%) il saldo naturale della popolazione è stato negativo: in otto centri su dieci, in sostanza, i morti hanno superato i nati. Il fenomeno ha riguardato soprattutto i piccoli paesi interni – falcidiati dallo spopolamento – ma non ha risparmiato del tutto le città più grandi. Anche a Cagliari, per esempio, nel 2015 il saldo tra i nati e i morti è stato negativo (-891 unità) e la popolazione complessiva è di poco aumentata soltanto grazie al contributo degli immigrati (+1.319, dati dell’Atlante demografico del Comune).

Anche il saldo migratorio, tuttavia, è ormai negativo in tanti paesi della Sardegna. In 225 comuni sardi su 377 (circa il 60%) gli emigrati superano gli immigrati: si tratta, soprattutto, dei piccoli centri delle zone interne, dove la cicogna non arriva, i giovani scappano e neppure l’arrivo degli stranieri sembra capace di scongiurare una lenta estinzione.

Tabella 1 – Popolazione sarda Provincia

Popolazione

1 Gen. 2014

Popolazione

1 Gen. 2015

variazione

Cagliari

560.827

561.925

1.098

Oristano

163.511

162.643

-868

Sassari

335.097

334715

-382

Nuoro

158.980

158.413

-567

Olbia-Tempio

158.518

159.950

1.432

Ogliastra

57.699

57.642

-57

Medio Campidano

100.676

100.141

-535

Carbonia Iglesias

128.551

127.857

-694

SARDEGNA

1.663.859

1.663.286

-573

Le statistiche elaborate dalle Acli mostrano quanto sia urgente pensare a un vero e proprio Piano per la natalità in Sardegna, che si ponga l’obiettivo di sostenere tutti coloro che vorrebbero mettere su famiglia ma non sono nelle condizioni di farlo. Un Piano da adottare attraverso una nuova Legge regionale per le famiglie, che individui veri e propri incentivi alla natalità e servizi coerenti con la formazione e la gestione quotidiana di un nucleo familiare.

«La politica e le istituzioni – spiega Fabio Meloni, presidente delle Acli della Sardegna – devono prendere atto dei numeri allarmanti sulla natalità e lo spopolamento e raccogliere la sfida di un futuro diverso per l’Isola. Le famiglie si sostengono certamente con gli sgravi fiscali e gli incentivi al reddito ma serve molto di più. Penso alla necessità di aiutare le giovani coppie nell’accesso al credito per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Penso all’urgenza di rendere più semplice per le mamme e i papà la conciliazione lavoro-famiglia, iniziando con il potenziamento dei servizi all’infanzia e coinvolgendo i privati in un progetto di rafforzamento del welfare aziendale. Solo così potremo tornare a crescere, invertendo le statistiche che oggi ci condannano a un lento declino.»

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TG 1 MARZO 2016 2

La commissione sanità del Consiglio regionale stamane ha sentito in audizione i rappresentanti della sanità privata. A nome dell’associazione di categoria, il presidente Andrea Pirastru ha espresso sulla riforma, a livello generale un parere positivo “con riserva”, una riserva che nasce sia dai cambiamenti che sono stati fatti rispetto alle prima proposta del febbraio scorso, sia dalla constatazione che «la riforma deve ancora essere riempita di contenuti, dal nostro punto di vista, per quanto riguarda le specialità da accreditare».

Dopo aver ricordato che in termini di budget «dal 2012 le assegnazioni di fondi alla sanità privata sono passate da 105 milioni a 99», Pirastru ha dichiarato che «le strutture private hanno un ottimo livello di appropriatezza che anche il settore pubblico potrebbe raggiungere generando risparmi per circa 50 milioni di euro l’anno».

«Il problema, ha sottolineato – è che le nostre prestazioni sono controllate con rigore e secondo parametri certi ma non altrettanto avviene nel pubblico e comunque non con criteri omogenei, che purtroppo cambiano non solo fra assessorato e aziende ma anche da un’azienda all’altra.»

«Come settore privato – ha aggiunto Pirastru – possiamo fare la nostra parte per arrivare ad una buona riforma, a cominciare dalla riduzione delle liste di attesa; ricordo in proposito che la Regione aveva stanziato fin dal 2011 risorse importanti (21 milioni, di cui solo 2 per i privati) per una riduzione significativa delle attese dei pazienti, ma questa disposizione è rimasta sostanzialmente inapplicata.»

Sul Mater Olbia il presidente della sanità privata sarda ha detto di non avere niente in contrario, precisando che «siamo imprenditori privati e non possiamo essere contro una impresa privata». «Piuttosto – ha osservato – è un progetto in piedi da 2 anni e ora si parla del 2017, data che non appare molto realistica; è chiaro comunque che pur non incidendo sul rapporto di 3.7 posti letto per 1000 abitanti quella struttura avrà un impatto sulle convenzioni, penso soprattutto alla pediatria visto che fra i promotori del progetto c’è il Bambin Gesù di Roma».

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La Costa Smeralda piange Alfonso Iantosca Il leggendario cuoco e pizzaiolo del Pomodoro e del Romazzino è scomparso lo scorso mese di marzo. Aveva 82 anni.

La Costa Smeralda piange una delle sue colonne. É morto il mese scorso, all’età di 82 anni, Alfonso Iantosca, storico cuoco e pizzaiolo del Romazzino e del Pomodoro. Fofò, come in Costa Smeralda lo chiamavano tutti, era arrivato a Porto Cervo nel ’63, agli albori di quella che negli anni successivi diventerà una delle località turistiche più famose al mondo. Negli anni d’oro della Costa Smeralda, Fofò era diventato il pizzaiolo preferito del principe Karim Aga Khan, la fama delle sue pizze arrivò a precederlo conquistando i palati di sovrani, industriali, attori e sportivi di tutto il mondo. I sovrani di Giordania, dopo essere rimasti folgorati dalla pizza di Alfonso Iantosca, avevano fatto recapitare una lettera col timbro reale nella quale chiedevano al pizzaiolo i segreti della sua mitica ricetta. Anche il re Gustavo di Svezia impazziva per le sue focacce al rosmarino. Monica Vitti andava matta per la pizza ai capperi e Ugo Tognazzi per le triglie al sugo. Ma il nome di Iantosca cominciò da subito a circolare tra le ville dei vip e i clienti degli alberghi di Porto Cervo: lo volevano tutti. Restano nella memoria le sue grigliate a Mortorio, con un barbecue improvvisato sulla spiaggia che richiamava personaggi famosi e gente comune.

Alfonso Iantosca era originario di Avellino e all’inizio degli anni Sessanta faceva parte dell’Arma dei Carabinieri. Mandato in Sardegna, scelse di rimanervi, ma in altre vesti: venne assunto dall’ e iniziò a sfornare pizze per i palati più esigenti del mondo. Una scelta di vita davvero sorprendente, ma molto azzeccata: «Ha amato la Sardegna e la Costa Smeralda per tutta la vita – racconta sua figlia, Claudia Iantosca – al punto che sua madre, in quegli anni, si impegnò per far emigrare negli Usa sia lui che i suoi due fratelli, miei zii. Mia nonna riuscì nell’intento, ma solo in parte: i miei due zii partirono e si stabilirono in America e vivono tuttora lì. Mio padre invece rimase in Sardegna. Si rifiutò di partire, e non sbagliò la scelta: ha vissuto una vita piena, entusiasmante, soddisfacente, e soprattutto è diventato un punto di riferimento per la cucina in Costa Smeralda». Le sue pizze, infatti, hanno contribuito a creare una istituzione come il Pomodoro di Porto Cervo, tuttora avvolto da un’aura leggendaria.

Dopo una lunga e impegnativa carriera (arrivava a cucinare anche 400 pizze al giorno, una sorta di macchina), Iantosca si è ritirato nel 1995, dopo oltre trent’anni passati tra i tavoli del Romazzino e del Pomodoro. Lo scorso mese di marzo, è scomparso. Un altro dei protagonisti dell’epopea della Costa Smeralda se ne è andato dopo aver contribuito, con il suo lavoro, a costruire parte del Mito.

iantosca bianco e nero iantosca festa romazzinoiantosca e tognazzi iantosca festa romazzino 3

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Ieri giovedì 14 aprile 2016, presso l’Ambito territoriale scolastico di Cagliari, i funzionari e dirigenti dell’Inail guidati dal direttore regionale dell’Inail per la Sardegna, Enza Scarpa, insieme con il dirigente dell’Ambito territoriale scolastico di Cagliari Luca Cancelliere, hanno incontrato i dirigenti scolastici dei 44 Istituti scolastici secondari di II grado dell’Ambito territoriale scolastico di Cagliari per illustrare loro il progetto “In-formazione in sicurezza. Take it easy. Il futuro è nelle tue mani”. 

Il progetto, destinato agli studenti delle scuole secondarie di II grado e articolato in moduli distinti per anno di iscrizione, costituisce un percorso formativo-didattico in materia di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. 

7.1 - INAIL 1 7.2 - INAIL 2

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Si è svolta nella commissione Autonomia l’audizione del  deputato Francesco Sanna (Pd) sulla proposta di legge costituzionale n.3212, di cui è primo firmatario, tendente alla modifica degli articoli 27, 28, 43, 44 e 45 dello Statuto sardo, nonché della modifica della rubrica del titolo V dello stesso che si propone di trasformare da “Enti locali” in “Rapporti tra la Regione e gli Enti locali”.

La proposta di modifica statutaria si propone, in sintesi: di trasferire l’esercizio del potere regolamentare dal Consiglio alla Giunta; di attribuire al Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) il potere di iniziativa legislativa nelle materie di competenza; di eliminare dallo Statuto speciale il riferimento alle tre province storiche (Cagliari, Nuoro e Sassari);  di indicare nella Carta autonomistica della Sardegna che l’ordinamento delle autonomie locali è basato sui Comuni; di inserire in Statuto la città metropolitana, quale forma tipica di aggregazione di comuni; di prevede che la fusione dei comuni e la creazione di un nuovo comune avvenga per legge regionale rinforzata, richiedendo per la sua approvazione la maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio; di consentire la creazione di un nuovo comune solo in caso di popolazione almeno pari a 10.000 abitanti; di prevedere il referendum consultivo sulla proposta di fusione o nuova costituzione di comuni.

Francesco Sanna ha rassicurato i commissari sulla possibilità di approvazione (doppia lettura alla Camera e al Senato) delle modifiche costituzionali ed ha dichiarato disponibilità ad accogliere eventuali proposte del Consiglio regionale per introdurre ulteriori modificazioni alla Carta autonomistica.

L’esponente della maggioranza che sostiene il governo Renzi ha inoltre affermato che le modifiche statutarie, qualora approvate, «potrebbero rappresentare “la cornice” istituzionale per la riforma degli Enti Locali varata, di recente, dal Consiglio regionale».

I consiglieri della maggioranza intervenuti, Roberto Deriu (Pd), Salvatore Demontis (Pd) e Annamaria Busia (Sovranità, democrazia e lavoro) hanno espresso favore per il trasferimento in capo alla giunta dei poteri regolamentari e nel corso dei rispettivi interventi hanno posto l’accento su alcune questione specifiche attinenti la possibilità di introdurre la legislazione delegata (Deriu) nonché riferimenti agli ambiti territoriali strategici con riferimento alla “rete metropolitana” come forma particolare di unione dei comuni (Demontis) e sulla doppia preferenza di genere (Busia). 

Il presidente della commissione Autonomia, Francesco Agus (Sel), richiamata la risoluzione del Consiglio regionale, approvata nel giugno 2014 su proposta della commissione, che indica il cosiddetto “percorso delle riforme”, ne ha ribadito la validità ed ha espresso soddisfazione e apprezzamento per il varo della legge sugli Enti locali a cui – così ha affermato Agus – seguirà una nuova legge Statutaria che dovrà coordinarsi con la riforma della legge n. 1 inerente l’organizzazione della Regione.

Nel merito della proposta di legge costituzionale oggetto dell’audizione dell’onorevole Francesco Sanna, il presidente della commissione Autonomia ha riaffermato la necessità di un “ulteriore lavoro di istruttoria” in vista dell’espressione del richiesto parere. 

Francesco Sanna 1 copia

 

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Si è tenuta questa mattina, in Consiglio regionale, una conferenza stampa del presidente Gianfranco Ganau e dai rappresentati dei comitati promotori del referendum anti-trivelle, in programma domenica 17 aprile 2016.

Allegate le interviste del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, in qualità di delegato dell’Assemblea regionale sarda nel Comitato  nazionale costituito dai Consigli regionali della Basilicata, delle Marche, della Puglia, del Veneto, della Calabria, della Liguria, della Campania e del Molise; del capogruppo di Forza Italia Sardegna, Pietro Pittalis in qualità di delegato supplente del Comitato nazionale; della  presidente di Legambiente Sardegna, Annalisa Columbu; della portavoce del comitato “No trivelle in Sardegna”, Daniela Concas; e, infine, del portavoce del coordinamento associazioni della Sardegna “Vota sì per fermare le trivelle”, Giorgio Vargiu.

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Il segretario della Federazione lavoratori pubblici della Difesa in Sardegna, Antonio Lello Perra, promuove una battaglia che oltrepassi i confini della Penisola contro il blocco dei contratti, che continua dal 2010.

«A seguito del ricorso vinto grazie alla Federazione davanti alla Corte Costituzionale, che mira ad ottenere la condanna del Governo a risarcire i ricorrenti per il mancato rinnovo dei contratti dal 2010 al 2015 e la mancata riapertura dei tavoli contrattuali con adeguate risorse, come prevede la sentenza della suprema corte – spiega Perra -, non si deve certo abbassare la guardia. Anche perché nulla è stato fatto per risarcire i lavoratori.»

E’ già partita anche nell’isola una sorta di class action promossa dalla Confederazione Generale Sindacale – un ramo della federazione – con un appello urgente ai vertici dell’Unione Europea: «La confederazione si batterà per difendere e salvaguardare le prerogative dei dipendenti del pubblico impiego con un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo – aggiunge Perra -. E’ incomprensibile l’attacco concentrico sull’iniziativa del nostro sodalizio venuto da più parti sindacali, che invece di fornire soluzioni e indicare percorsi per sanare l’enorme danno subito ai lavoratori pubblici con il blocco dei contratti preferiscono invece contrastare le iniziative altrui».

TG 1 MARZO 2016 2

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Municipio Carbonia 99 copia

In occasione del referendum del 17 aprile 2016, al fine di venire incontro alle esigenze degli elettori, il comune di Carbonia ha attivato i seguenti servizi straordinari:

Rilascio carte d’identità

il servizio per il rilascio o il rinnovo della carta d’identità è garantito presso il Front-Office del palazzo comunale, in piazza Roma sotto il portico, nei seguenti orari straordinari:

– sabato e domenica: dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Richiesta duplicato tessera elettorale:

il servizio, viene garantito dall’Ufficio elettorale centrale aperto in via Della Vittoria, presso la scuola media Sebastiano Satta (ingresso dal cancello, lato palestra).

Giorni e orari:

        giovedì  mattina fino alle 13.00 e la sera dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

        venerdì  e sabato  dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

        domenica  dalle ore 7.00 alle ore 23.00

Telefono: 0781 672702 e 0781 672701. E-mail: rerriu@comune.carbonia.ca.it

per la richiesta dei duplicati della tessera elettorale, il servizio è attivo anche presso gli uffici delle ex circoscrizioni di Cortoghiana e Bacu Abis, nei seguenti orari straordinari:

   Venerdì, dalle 15.30 alle 19.30 a Bacu Abis e Cortoghiana;

   Sabato, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 a Cortoghiana e dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00 a Bacu Abis;

   Domenica, dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00 a Cortoghiana Bacu Abis.

Si precisa che presso la sede di Bacu Abis viene effettuato il ritiro della richiesta del duplicato e successivamente il rilascio della nuova tessera. Per tale motivo è necessario che la richiesta sia inoltrata per tempo                                     

Servizio di accompagnamento dei disabili

Il servizio sociale in collaborazione con le associazioni di volontariato, ha organizzato il servizio di trasporto presso i seggi elettorali di persone anziane e disabili con difficoltà di deambulazione. Il servizio è gratuito.

Le persone interessate possono fare richiesta di accompagnamento telefonando al  numero 0781 694487 presso il Comune secondo il seguente calendario:

venerdì: dalle ore 14.00 alle ore 19.00;

sabato: dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

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Palazzo del Consiglio regionale 2014 2 copia

La commissione sanità presieduta dall’on. Raimondo Perra (Psi) ha ascoltato, nell’ambito delle audizioni sulla riforma della rete ospedaliera, i Rettori delle due Università sarde.

Per l’ateneo cagliaritano, la professoressa Maria Del Zompo ha messo in luce in apertura che la realtà universitaria opera seguendo il doppio registro della sanità e della formazione ed è quindi obbligata al rispetto di parametri diversi stabiliti sia dal ministero della Salute che da quello dell’Università e della Ricerca scientifica.

«Questo quadro di riferimento – ha spiegato – determina una stretta relazione fra corsi di studio, scuole di specializzazione e posti letto che ci spinge ad un impegno sempre maggiore per migliorare la qualità del nostro lavoro ma, nello stesso tempo, richiede una forte attenzione da parte delle Istituzioni.»

La professoressa Maria Del Zompo ha poi consegnato alla commissione una proposta di rete organizzativa sull’emergenza-urgenza articolata in 20 punti. «Siamo fuori dai parametri indicati dal Ministero dell’Università – ha precisato – ma come abbiamo detto anche al Ministero riteniamo che questa sia la dimensione adatta alla specificità della Sardegna».

Assente per impegni istituzionali il Rettore dell’Università di Sassari, il delegato per la sanità Alberto Porcu ha evidenziato che “la quota di 3.27 posti letto per 1000 abitanti che la riforma assegna alla sanità sassarese è notevolmente al di sotto di quella prevista dalla normativa nazionale e la stessa anomalia si rileva anche nel raffronto con Olbia, che ha una quota del 3.41”. Sono dati evidenti che «hanno motivazioni comprensibili ma non esplicitabili», ha continuato Porcu auspicando un significativo riequilibrio «senza il quale – ha concluso – il polo sassarese non sarebbe in condizioni di svolgere la sua funzione di hub che la stessa riforma gli attribuisce».