16 August, 2026

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Protezione civile al lavoro in sardegna

La macchina regionale è completamente operativa da ieri per il codice rosso diramato su tutta la Sardegna dalla Protezione civile per rischio idrogeologico e idraulico, sino a venerdì 2 ottobre, a causa della perturbazione in arrivo. Lo ha assicurato l’assessore della Difesa dell’Ambiente con delega alla Protezione civile, Donatella Spano, durante la conferenza stampa di questo pomeriggio assieme al titolare della Sanità, Luigi Arru, al capo di gabinetto della Presidenza, Filippo Spanu, che ha annunciato l’imminente rientro del presidente Pigliaru da Parigi, dove ha annullato ogni impegno, e al direttore regionale della Protezione civile, Graziano Nudda.
«Niente panico, siamo in allerta rossa ma non ancora nella fase dell’emergenza – ha spiegato l’assessore Spano, che questa mattina ha sentito la Protezione civile nazionale per concordare gli aspetti operativi -. Il sistema di prevenzione è completamente funzionante e tutte le strutture sono attive e pronte a operare nel migliore dei modi, ma è essenziale che la popolazione contribuisca con le misure di autoprotezione che sono pubblicate sul sito regionale della Protezione civile.»
«Per non intasare gli ospedali e i poliambulatori abbiamo chiesto ai cittadini di posticipare le visite non strettamente necessarie», ha affermato l’assessore della Sanità Luigi Arru. Per il direttore della Protezione civile Graziano Nudda esiste il rischio di alluvione, ma tutte le forze sono in campo: «In massimo un’ora siamo in grado di raggiungere qualsiasi punto della Sardegna. Per la sicurezza delle persone – ha concluso il direttore della Protezione civile – invitiamo a seguire tutte le prescrizioni e le misure di autoprotezione, ad essere vigili e ad evitare in particolare cantine e sottopiani».

TUTTE LE MISURE DI AUTOPROTEZIONE IN CASO DI ALLUVIONE

Sapere se la zona in cui si vive, si svolge l’attività lavorativa o si soggiorna, è a rischio alluvione aiuta a prevenire e affrontare meglio le situazioni di emergenza. Nel caso delle piene-lampo (flash floods) è fondamentale la conoscenza di elementari norme di autoprotezione, perché le onde di piena su torrenti e fiumi, le frane e le colate detritiche, sono fenomeni rapidissimi e non permettono di attendere avvisi esterni.

E’ opportuno informarsi costantemente sull’evoluzione meteorologica, visualizzare il sito internet SardegnaProtezioneCivile dove si potranno leggere tutte le notizie utili, ascoltare la radio o guardare la televisione per apprendere eventuali avvisi di condizioni meteorologiche avverse o di allerte di protezione civile, e rispettare sempre le disposizioni degli enti locali e di protezione civile preposti al sistema di allertamento e alla gestione dell’emergenza.

In particolare, ricorda:

• E’ importante conoscere quali eventi alluvionali tipici possono verificarsi sul tuo territorio. Il tuo Sindaco è obbligato a predisporre il Piano comunale di protezione civile per il rischio idraulico e idrogeologico e a informarti sull’ubicazione delle zone a rischio, delle aree di emergenza. Pretendi di conoscere queste cose quando si è tranquilli nelle giornate di sole (“in tempo di pace”), non quando si è in emergenza. Pretendi che ti mettano a disposizione il Piano, o un suo sunto, nella maniera più appropriata. È un tuo diritto per proteggerti e proteggere chi ti sta vicino!

• Se nel tuo territorio ci sono state alluvioni in passato, è probabile che ci saranno anche in futuro!

• Se, invece, nel tuo territorio, non si sono mai verificate alluvioni, non è detto che non possano accadere!

• In alcuni casi è difficile stabilire con precisione dove e quando si verificheranno le alluvioni e potresti non essere allertato in tempo; l’acqua può salire improvvisamente, anche di uno o due metri in pochi minuti;

• Alcuni luoghi si allagano prima di altri. In casa, le aree più pericolose sono le cantine, i piani seminterrati e i piani terra;

• All’aperto, sono più a rischio i sottopassi, i tratti vicini agli argini e ai ponti, le strade con forte pendenza e in generale tutte le zone più basse rispetto al territorio circostante attraversato da fiumi;

• La forza dell’acqua può danneggiare gli edifici e le infrastrutture (ponti, terrapieni, argini) e quelli più vulnerabili potrebbero cedere o crollare improvvisamente;

Anche tu, con semplici azioni, puoi contribuire a ridurre il rischio:

• Se vedi rifiuti ingombranti abbandonati, tombini intasati, corsi d’acqua parzialmente ostruiti, ecc., segnalalo al Comune;

• Chiedi al tuo Comune, come già ricordato, informazioni sul Piano comunale di Protezione Civile, per sapere quali sono le aree potenzialmente allagabili, le vie di fuga e le aree di emergenza sicure della tua città, del tuo paese o del luogo dove vivi: se non c’è, pretendi che sia predisposto, così da sapere come comportarti;

• Individua gli strumenti che il Comune e la Regione utilizzano per diramare l’allerta e tieniti costantemente informato. La Regione utilizza il sito istituzionale Internet: http://www.sardegnaambiente.it/protezionecivile/

• Assicurati che la scuola, o il luogo di lavoro, ricevano le allerte e abbiano un piano di emergenza;

• Se nella tua famiglia ci sono persone che hanno bisogno di particolare assistenza, verifica che nel Piano di emergenza comunale siano previste misure specifiche nei casi si renda necessaria l’evacuazione;

• Evita di conservare beni di valore in cantina, al piano seminterrato o luoghi potenzialmente allagabili;

• Assicurati che in caso di necessità sia agevole raggiungere rapidamente i piani più alti del tuo edificio;

• Tieni in casa, in un luogo facile da raggiungere, una fotocopia dei documenti, una cassetta di pronto soccorso, bottiglie d’acqua potabile, cibo conservabile, cambio biancheria, una torcia elettrica, una radio a pile, stivali di gomma e assicurati che ognuno della famiglia sappia dove siano.

Cosa fare – Durante l’emissione di un’allerta per il rischio meteorologico, idraulico e idrogeologico

• È utile avere sempre a disposizione una torcia elettrica e una radio a batterie, per sintonizzarsi sulle stazioni locali e ascoltare eventuali segnalazioni utili;

• Tieniti informato sulle criticità previste e/o in atto sul territorio e le misure adottate dal tuo Comune;

• Condividi quello che sai sull’allerta di protezione civile e sui comportamenti corretti;

• Assicurati che tutte le persone potenzialmente a rischio siano al corrente della situazione;

• Non dormire nei piani seminterrati ed evita di soggiornarvi;

• Proteggi con paratie o sacchetti di sabbia i locali che si trovano al piano strada e chiudi le porte di cantine, seminterrati o garage solo se non ti esponi a pericoli;

• Rimani preferibilmente a casa;

• Se ti devi spostare per forza, valuta prima il percorso ed evita le zone a rischio di allagamento;

• Valuta bene se mettere al sicuro l’automobile o altri beni: può essere pericoloso per te e per gli altri;

• Verifica che la scuola di tuo/a figlio/a sia informata dell’allerta in corso e sia pronta ad attivare il piano di emergenza;

• Insegna ai bambini il comportamento da adottare in caso di emergenza, come chiudere il gas o telefonare ai numeri di soccorso.

Cosa fare – durante l’emergenza

Se sei in un luogo chiuso

• Non scendere in cantina, nel seminterrato o garage per mettere al sicuro i beni: rischi la vita; • Non uscire assolutamente per mettere al sicuro l’automobile o mezzi agricoli: c’è pericolo di rimanere bloccati dai detriti e di essere travolti dalla forza dell’acqua. Mai combattere con l’acqua e i detriti, sono più forti loro;

•. Se ti trovi in un locale seminterrato o al piano terra, sali ai piani superiori. Evita l’ascensore: si può bloccare. Aiuta gli anziani e le persone con disabilità che si trovano nell’edificio, se da solo non ce la fai, chiedi aiuto ai vicini abili o le forze destinate ai soccorsi: Prima il C.O.C. del Comune (il numero di telefono lo trovi nel Piano di protezione civile), poi, se non riesci con il C.O.C., i Vigili urbani, squadre di Volontariato comunale, Corpo forestale e di vigilanza ambientale, Carabinieri, Polizia;

• Se abiti a un piano alto, offri ospitalità a chi abita ai piani sottostanti e, viceversa, se risiedi ai piani bassi, chiedi ospitalità;

• Chiudi il gas e disattiva l’impianto elettrico e quello di riscaldamento. Non toccare impianti e apparecchi elettrici con mani o piedi bagnati;

• Non bere acqua dal rubinetto: potrebbe essere contaminata;

• Limita l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi;

• Tieniti informato (internet, radio, televisione) su come evolve la situazione e segui le indicazioni fornite dalle autorità.

Se sei all’aperto

• Allontanati dalla zona allagata: per la velocità con cui scorre l’acqua, anche pochi centimetri potrebbero farti cadere. Un’automobile galleggia in poco più di 30 cm d’acqua, nonostante pesi oltre una tonnellata: l’acqua può spazzarvi via come fuscelli se tentate di opporvi! Non entrate mai nell’acqua in movimento con un’automobile anche se vi sembra di conoscere la strada, meno che mai in un sottopassaggio allagato;

• Raggiungi rapidamente l’area vicina più elevata evitando di dirigerti verso pendii o scarpate artificiali che potrebbero franare;

• Fai attenzione a dove cammini: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti, ecc.;

• Evita di utilizzare l’automobile: anche pochi centimetri d’acqua potrebbero farti perdere il controllo del veicolo o causarne lo spegnimento; rischi di rimanere intrappolato assieme a chi è dentro la macchina;

• Se sei in auto, non tentare di raggiungere comunque la destinazione prevista, ma trova riparo nello stabile più vicino e sicuro;

• Evita sottopassi, argini, ponti: sostare o transitare in questi luoghi può essere molto pericoloso:

• Limita l’uso del cellulare: tenere libere le linee facilita i soccorsi;

• Tieniti informato su come evolve la situazione e segui le indicazioni fornite dalle autorità.

Cosa fare – Dopo l’emergenza

• Segui le indicazioni delle autorità prima di intraprendere qualsiasi azione, come rientrare in casa, spalare fango, svuotare acqua dalle cantine ecc.;

• Non transitare lungo strade allagate: potrebbero esserci voragini, buche, tombini aperti o cavi elettrici tranciati. Inoltre, l’acqua potrebbe essere inquinata da carburanti o altre sostanze;

• Fai attenzione anche alle zone dove l’acqua si è ritirata: il fondo stradale potrebbe essere indebolito e cedere;

• Verifica se puoi riattivare il gas e l’impianto elettrico. Se necessario, chiedi il parere di un tecnico;

• Prima di utilizzare i sistemi di scarico, informati che le reti fognarie, le fosse biologiche e i pozzi non siano danneggiati;

• Prima di bere l’acqua dal rubinetto assicurati che ordinanze o avvisi comunali non lo vietino; non mangiare cibi che siano venuti a contatto con l’acqua dell’alluvione: potrebbero essere contaminati. Da tenere a portata di mano È utile inoltre avere sempre in tasca, riuniti in un punto noto a tutti componenti della famiglia, oggetti di fondamentale importanza in caso di emergenza quali:

• Kit di pronto soccorso e medicinali;

• Generi alimentari conservabili, non deperibili;

• Scarpe pesanti, stivali di gomma;

• Scorta di acqua potabile 9 Vestiario pesante di ricambio 9 Impermeabili leggeri o cerate;

• Torcia elettrica con pila di riserva coltello multiuso;

• Fotocopia documento di identità;

• Chiavi di casa;

• Valori (contanti, carte di credito, preziosi);

• Carta e penna.

 

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Sarà un ottobre denso di appuntamenti per il Fondo Ambiente Italiano in Sardegna. Si parte sabato 3 e domenica 4 ottobre dalle 14.00 alle 19.00 con la visita alla mostra La memoria ritrovata. L’Arma e lo scrigno dei tesori recuperati, allestita nella Cittadella dei Musei dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (ingresso gratuito). L’iniziativa a marchio FAI Sardegna vede la collaborazione degli uffici territoriali del MIBACT e dell’Università degli Studi di Cagliari.

La mostra La memoria ritrovata. L’Arma e lo scrigno dei tesori recuperati illustra l’attività del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, punto di riferimento nazionale ed internazionale.

Inaugurata il 15 luglio e aperta fino al 15 ottobre, espone manufatti di diversa tipologia e provenienza trafugati e poi ritrovati; è ospitata nello Spazio San Pancrazio all’interno del baluardo costruito dal Vicerè spagnolo Juan Dusay, tra il 1491 e il 1507, nell’attuale Cittadella dei Musei ed è suddivisa in tre Sezioni dedicate rispettivamente alla protezione del patrimonio culturale in ambito nazionale e l’attività di contrasto alla falsificazione, al patrimonio della Sardegna, ai prestigiosi capolavori a suo tempo trafugati. La varietà delle opere testimonia l’immensa ricchezza della cultura artistica italiana ed europea e la loro vulnerabilità.

Ciascuna delle opere ha una sua storia il cui recupero è merito di chi contrasta quotidianamente il depauperamento della memoria storica in osservanza dell’art. 9 della Costituzione. Non è da tralasciare poi il fatto che grazie a questa si possono ammirare per la prima volta in Sardegna capolavori che solitamente vediamo nei grandi musei della penisola o europei. La Sezione Capolavori a confronto comprende infatti opere di grandi artisti come Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Pierre Bonnard.

Il Fai Sardegna nell’Aula Roberto Coroneo, nell’Aula Rossa, e nella Sala delle Mostre temporanee, rese disponibili dall’Università degli Studi di Cagliari nelle stesse ore in cui promuove la visita alla mostra, propone momenti di informazione sui contenuti della mostra con specialisti/e, studiosi/e dell’Università e da funzionari/e del Mibact e del CC TPC. I cittadini sono invitati a fare propri gli spazi della Cittadella dei Musei, luogo tra i più panoramici del Mediterraneo e a cogliere l’opportunità di visitare, appunto, oltre alla mostra La memoria ritrovata le collezioni museali che vi sono ospitate, tra cui la Pinacoteca Nazionale e il Museo Archeologico Nazionale il cui ingresso domenica 4 ottobre, come ogni prima domenica del mese, è gratuito.

Domenica 11 ottobre dalle 10:00 alle 18:00 il FAI Sardegna promuove la Domenica di Carta 2015 organizzata annualmente dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, unitamente con l’Università degli Studi di Cagliari. Saranno aperti l’Archivio di Stato e la Biblioteca Universitaria con l’evento Costruiamo la Biblioteca della Sardegna dalla forte connotazione partecipativa. Tutta la comunità, infatti, è invitata a portare un libro del cuore di autore sardo – un romanzo nella tappa alla Biblioteca Universitaria, un saggio sulla Sardegna di qualsiasi ambito nella tappa all’Archivio di Stato, così che ciascuno, leggendo passi scelti per 3 minuti, possa dare il proprio contributo. Chi volesse potrà lasciare in dono presso le postazioni FAI il libro, da cui ha tratto i passi letti. I libri donati arricchiranno la Biblioteca del carcere di Uta nell’ambito delle attività del FAI Sardegna a favore delle istituzioni carcerarie, cominciata con l’apertura dell’ex carcere di Buoncammino di Cagliari a marzo e maggio 2015 con le Giornate FAI di Primavera.

Nel corso della Domenica di Carta 2015 si potrà visitare nella Biblioteca Universitaria la mostra Cibi e libri. La tematica scelta per l’esposizione bibliografica è un argomento di cruciale importanza e tema nell’Expo 2015 Nutrire il pianeta, energia per la vita, a cui si è uniformato l’argomento della manifestazione cagliaritana. All’Archivio di Stato si potrà visitare la Mostra La Grande Guerra: vicende, uomini, società in cui si tematizzano aspetti del primo conflitto mondiale. Speciale attenzione è dedicata alla sezione degli approvvigionamenti alimentari. Verrà inoltre proiettato un filmato dell’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna dal titolo La 1ª Guerra Mondiale e la leggenda del Piave.

Domenica 18 ottobre, infine, si terrà in Sardegna la FAI Marathon 2015. A livello nazionale il modello della maratona è stato modificato ed è molto più simile all’iniziativa promossa dal FAI a Cagliari Si terrà infatti in luoghi speciali dell’immaginario collettivo da fruire anche con eventi che animeranno le visite. I particolari di tutte le attività previste saranno illustrati a seguito della conferenza stampa nazionale; è possibile già da oggi fruire del sito internet www.faimarathon.it attraverso cui tenersi costantemente aggiornati sui luoghi e sulle attività previste.

Durante tutte le giornate sarà possibile iscriversi al FAI o rinnovare la tessera e dare la propria disponibilità per diventare volontari per ulteriori iniziative.

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Al via a Cagliari il Karel Music Expo: da domani (giovedì 1) a sabato 3, il “festival delle culture resistenti”, ideato e organizzato dalla cooperativa Vox Day, taglia il traguardo della nona edizione. Un’edizione che, sotto il titolo “Giallo”, completa la tetralogia sui colori tracciata nelle ultime tre precedenti e ispirata alla “Ruota della Medicina della nazione Lakota, oggetto simbolo dell’unità attraverso la diversità, in cui bianco, nero, rosso e giallo rappresentano la molteplicità delle esperienze umane attraverso un percorso secolare”, come spiega il direttore artistico Davide Catinari.

 Ancora una volta il festival pianta le tende nello storico quartiere di Castello, con il Teatro Civico di via De Candia a fare da “campo centrale”, ma con appuntamenti anche nello storico Palazzo Siotto e al Piccolo Teatro Santa Croce.

Come sempre, la musica fa la parte del leone nel ricco programma del Karel Music Expo, con ventuno esibizioni di gruppi e solisti nazionali e internazionali che spaziano fra generi e stili differenti, dal cantautorato moderno all’indie-rock, dal pop all’elettronica. Dalla Gran Bretagna arrivano Ayala, Lail Arad, Lail Arad, Jim Kroft e i Clinic, da Malta i nosnow/noalps, dagli Stati Uniti Bob Log III; dalla penisola Colapesce, Appino, Sebastiano De Gennaro, Dimartino, Giuliano Dottori, Enrico Cipollini, Populous, i Drink To Me; giocano invece “in casa” i sardi Beeside, Pussy Stomp, Herbert Stencil, Pasquale Demis Posadinu e Franksy Natra. Spiccano nel cartellone i nomi di Hans-Joachim Roedelius, tra i pionieri della musica elettronica, in arrivo a Cagliari venerdì 2 con Stefan Schneider, e Blaine L. Reininger, fondatore e co-leader dei Tuxedomoon, di scena la stessa sera con Georgio Valentino.

Se la musica tiene banco, anche il cinema trova uno spazio di rilievo in questa edizione del festival con una rassegna di cortometraggi di fiction (tutte le sere a Palazzo Siotto, prima dei concerti) e una selezione di corti animati (in chiusura di ogni serata al Teatro Civico di Castello). Ma non è tutto, perché rientrano nel programma degustazioni, azioni ecosostenibili e varie altre iniziative ad arricchire e caratterizzare il nono Karel Music Expo che si presenta ai nastri di partenza forte del contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato dello Spettacolo e Attività Culturali e Assessorato del Turismo), del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura e Assessorato del Turismo) e della Fondzione Banco di Sardegna.

Il nono Karel Music Expo fa parte di 10 nodi – I festival d’autunno a Cagliari.

 

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Quartiere Sant'Elia di Cagliari

Le associazioni di “Sant’Elia Viva” e de “La Via della Felicità” lo avevano promesso e hanno mantenuto la parola: lunedì 28 settembre è iniziato il doposcuola per i bambini delle elementari del borgo di Sant’Elia, nei locali dell’ex asilo dietro il Lazzaretto.

La prima giornata è stata improntata sul chiarimento di alcune parole chiave riguardanti la scuola, visto che i bambini non erano a conoscenza di parole come: materia scolastica, italiano, matematica, grammatica, e altre semplici parole che, pur sentite dire in varie circostanze nell’ambito scolastico, nessuno mai gliele aveva spiegate e fatte capire. E’ stato necessario chiarire anche il concetto “perché studiare?”, in quanto nessuno glielo aveva mai detto.

Tutti i bambini si sono dimostrati interessati a hanno partecipato attivamente ai lavori con commenti e disegni; le tre ore circa di lavoro sono state intervallate da sapienti momenti di gioco per spezzare il ritmo e per premiare il loro impegno.

L’iniziativa rientra nel programma di recupero sociale attraverso l’approfondimento del libretto “La Via della Felicità” scritto da L. Ron Hubbard e conta di portare avanti l’impegno settimanale con i bambini e creare altri momenti di coinvolgimento con gli abitanti del quartiere.

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Traghetti Arbatax e La Maddalena copiaMassimo Deiana 11 53 copia

Dopo l’invio delle lettere di licenziamento (che scatterà dopo il 31 dicembre 2015) e la forte mobilitazione dei lavoratori, l’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, ha partecipato ad un incontro con i lavoratori della compagnia marittima che si è svolto oggi a La Maddalena.
«Siamo in grado di garantire il riassorbimento del personale Saremar a tempo indeterminato attraverso l’inserimento della clausola sociale nel bando pubblico e nel contratto di servizio per la gestione dei collegamenti con le isole minori – ha detto Massimo Deiana -. Nella procedura di gara internazionale che prenderà avvio tra qualche settimana sarà introdotto l’obbligo – al quale il nuovo gestore si dovrà attenere – di riassumere tutti i dipendenti, in presenza di un piano industriale sostenibile e senza un giorno di interruzione dell’attività lavorativa.»
La soluzione per salvaguardare l’occupazione è stata esaminata sotto il profilo tecnico, amministrativo e giuridico, con gli advisor nominati dalla Regione per l’elaborazione del bando, ed è rispettosa degli orientamenti in materia espressi dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. «Le condizioni della riassunzione saranno quelle previste dalla norme e dal contratto collettivo nazionale», ha precisato l’assessore Deiana, rispondendo ad una delle domande rivolte dal pubblico presente nella sala consiliare del municipio maddalenino.
«Attendiamo adesso di conoscere con esattezza l’ammontare delle risorse che il ministero dell’Economia stanzierà nei prossimi nove anni per l’esercizio della continuità territoriale con le isole minori – ha concluso l’assessore regionale dei Trasporti – anche se prevediamo che la cifra orientativa si aggirerà intorno ai 13 milioni ogni dodici mesi.»

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«Expo Milano 2015 ci insegna che dobbiamo contribuire tutti insieme al benessere del Pianeta per un futuro più equo e sostenibile». Con queste parole Sheikh Mohammad Abdullah Almubarak Al-Sabah, minister of State for Cabinet Affairs, ha dato il via alle celebrazioni ufficiali per il National Day del Kuwait.

«Il tema dell’Esposizione Universale è molto importante per noi – ha proseguito il ministro – perché permette di mostrare, attraverso il padiglione, il patrimonio, le tradizioni e la cultura del nostro Paese, che si è sempre battuto per l’innovazione e lo sviluppo, all’insegna della sostenibilità:»

Il padiglione del Kuwait si ispira al tema “La sfida della natura” e rappresenta le grandi sfide che l’emirato medio orientale affronta per garantire una migliore e più sostenibile qualità della vita: l’acqua, l’energia e l’agricoltura. «Alla fine di Expo Milano 2015 – ha aggiunto il politico kuwaitiano – alcuni elementi della struttura del Padiglione saranno utilizzati in diverse scuole milanesi».

«La partecipazione del Kuwait all’Esposizione Universale cade nell’anno del cinquantesimo anniversario dell’inizio delle relazioni diplomatiche con l’Italia, con la quale auspichiamo rapporti sempre più solidi – ha continuato il ministro -; il Kuwait, anche grazie al fondo sovrano, che ormai sfiora i 20 miliardi di dollari americani, ha l’obiettivo di portare la pace e promuovere le relazioni tra i Paesi di tutto il mondo.»

A dare il benvenuto alla delegazione kuwaitiana, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’amministratore delegato della Saras ed ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, e il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Ferri, che ha accolto, con un caloroso grazie i rappresentanti del Paese arabo: «Al Kuwait significa piccola fortezza, un concetto che esprime perfettamente il ruolo significativo che il Paese ha nello scenario geopolitico internazionale. L’ultima sfida è quella della lotta al Daesh, il sedicente Stato Islamico. Dobbiamo cooperare per porre fine al proliferare di qualsiasi tipo di estremismo e fondamentalismo».

«L’Italia e il Kuwait sono legati storicamente, sotto tutti punti di vista: politico, economico e culturale – ha concluso il sottosegretario Ferri -. Siamo molto soddisfatti degli investimenti kuwaitiani in Italia e del supporto offerto alle piccole e medie imprese del nostro Paese.»

Le celebrazioni sono proseguite con performance musicali, eventi e balli tradizionali, all’interno del padiglione e lungo il Decumano. In serata, si sono esibiti i “Pearl Divers”, il gruppo musicale più originale e caratteristico del Golfo Persico.

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Cala Gonone 1 copia

 Dal 2 al 4 ottobre, Dorgali ospita la quinta edizione della Borsa internazionale del turismo attivo in Sardegna, appuntamento che promuove l’Isola senza fine come meta ideale per gli “experience seeker”, viaggiatori che vivono da protagonisti la vacanza praticando attività sportive in scenari unici e incontaminati. «Bitas è un appuntamento fondamentale che si muove lungo tre direttrici: l’internazionalizzazione della domanda turistica soprattutto verso i nostri mercati obiettivo, il turismo attivo e sportivo sul quale stiamo investendo molto anche in sinergia col turismo culturale, la destagionalizzazione che è al centro di un intenso lavoro con gli operatori», ha spiegato l’assessore Francesco Morandi, che ha presentato stamane l’iniziativa alla stampa insieme al sindaco di Dorgali, Angelo Carta.

L’edizione 2015 avrà come punto di forza la stretta sinergia fra coste e interno e sarà incentrata sulla formula del workshop per fasi in cui gli operatori isolani potranno proporre le proprie offerte ai tour operator. Sono 73 buyer inseriti nel catalogo della Bitas 2015, dei quali 60 hanno confermato la partecipazione. Provengono dalla Penisola e da altri 15 Paesi: Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera e USA). Un dato in linea con le ultime due edizioni della Borsa: 50 buyer a Nuoro nel 2012, 75 a Bosa nel 2013. Altro dato molto positivo è l’enorme interesse per la Sardegna, che non avevo mai registrato prima. Degli oltre 300 operatori contattati, oltre la metà ha dichiarato di voler inserire la Sardegna nelle loro programmazioni e chiedono di essere invitati alle prossime edizioni. Quanto agli operatori all’offerta, i numeri sono perfettamente in linea con le edizioni precedenti, sono oltre 220 i seller sardi iscritti.
«Sarà un’occasione unica di incontro tra domanda nazionale e internazionale e offerta sarda nell’ambito del segmento attivo, soprattutto in riferimento a quei paesi europei ed extraeuropei sui quali stiamo concentrando i maggior sforzi di promozione turistica – ha aggiunto l’assessore del Turismo -. Il turismo attivo e sportivo vive un momento di forte crescita di interesse, a livello mondiale, specie in alcuni Paesi del nord e centro Europa, quale forma di contatto con territori meno frequentati ma con caratteristiche paesaggistiche il cui fascino si è mantenuto intatto. Il nostro sforzo è diretto a promuovere questo segmento e unirlo quanto più possibile alla fascia del turismo culturale.»

«Bitas 2015 è uno degli eventi inserito nel palinsesto territoriale per Expo 2015 – ha sottolineato ancora Francesco Morandi – che ci consentirà di arricchire l’offerta della nostra Isola anche a beneficio di buyers e visitatori intercettati nel circuito dell’Esposizione universale.»
Il programma di seminari, tavole rotonde ed educational tour, rivolti a operatori, amministrazioni e studenti, è molto ricco, come il calendario delle attività promozionali e di iniziative collaterali, fra cui apnea a Cala Gonone e sport estremi (climbing, parapendio e paracadutismo) sul Supramonte, ha l’obiettivo di mettere in risalto le bellezze naturalistiche, ideali scenari per praticare trekking, escursionismo, arrampicata libera, cicloturismo, nordic walking, triathlon, equitazione, diving, surf, vela e altri sport del mare, in generale tutte le tipologie di fruizione del territorio che implicano un coinvolgimento attivo del visitatore.

«La Sardegna – ha concluso Francesco Morandi – vuole presentarsi come meta ideale per tutti questi sport, in periodi stagionali che vadano oltre la classica stagione estiva: l’Isola non vende più il mare come suo unico prodotto ma si pone come destinazione per le tante declinazioni, anche sportive, della qualità della vita.»

 

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Nuvole su Cagliari 1 copia

Alle 17.00 il Settore Meteo DMC dell’Arpas ha comunicato che: «Il ciclone mediterraneo posizionato a largo delle coste occidentali della Sardegna sta inducendo venti da sud/sud ovest su tutti i versanti orientali dell’isola. L’aria calda e umida sta producendo attività temporalesca sui versanti orientali, inclusa la costa sud ovest di Cagliari ed è destinata ad intensificarsi durante il corso di questa serata. Precipitazioni sparse si registrano anche sulla Sardegna Nord occidentale.

Sulla base delle informazioni acquisite dalla rete fiduciaria in telemisura si segnala che: nelle ultime 2 ore sono proseguite le precipitazioni nelle zone indicate nel precedente comunicato con cumulati di entità non significativa (circa 5 mm). A partire dalle ore 16.00 circa sono iniziate intense precipitazioni nell’area di Capoterra. Le due stazioni hanno registrato ad ora i seguenti valori: Santa Lucia di Capoterra 12,8 mm; Capoterra 13,6 mm. Le misure di livello nei corsi d’acqua monitorati non hanno subito variazioni degne di interesse.

Sulla base delle informazioni pervenute dai presidi territoriali si segnala che: i livelli dei corsi d’acqua monitorati non hanno subito variazioni degne di interesse. I gestori degli invasi non hanno finora segnalato manovre di rilascio. Tuttavia gli stessi non hanno escluso eventuali manovre nelle prossime ore.»

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Nuvole su Cagliari 1 copiaAllerta meteo Protezione civile

Allerta meteo con codice rosso in tutta la Sardegna. Lo ha annunciato la Protezione civile, specificando che fenomeni importanti e potenzialmente molto pericolosi potrebbero iniziare a intensificarsi da questo pomeriggio.
Si tratta di rischio idrogeologico e idraulico molto elevato. Ai sindaci è stato chiesto di attuare i propri Piani di protezione civile e di regolare normalmente l’uscita mattutina delle scuole, evitando i rientri pomeridiani.
Le Amministrazioni comunali, sempre nell’attuazione del Piano, sono state inviate a provvedere a diffondere immediatamente le informazioni tra la popolazione e a predisporre tutte le misure per salvaguardare la tutela delle persone affinché nessuno rimanga nelle zone a rischio alluvione.
L’assessore della Difesa dell’Ambiente con delega alla Protezione civile, Donatella Spano, sta coordinando da ieri le attività del Sistema di Protezione civile regionale per far fronte alla criticità prevista.
Oltre che a Iglesias e Gonnesa, dove i sindaci Emilio Gariazzo e Pietro Cocco hanno disposto la chiusura delle scuole fino a venerdì 1° ottobre compreso, e a Carbonia, dove il sindaco Giuseppe Casti ha disposto la chiusura delle scuole con effetto immediato da questo pomeriggio e per la giornata di domani, anche a Sant’Antioco il sindaco Mario Corongiu ha ordinato la sospensione dell’attività scolastica di ogni ordine e grado (chiusura delle scuole) per la giornata del 1 ottobre 2015.

A Portoscuso, considerati gli effetti e danni localizzati per rischio idrogeologico ed idraulico, ovvero per potenziali rischi connessi a forti ed improvvisi rovesci d’acqua, il sindaco Giorgio Alimonda ha invitato i cittadini ad adottare tutte le misure di cautela e prudenza, per non mettere a repentaglio la propria incolumità. Ed ha poi firmato l’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado per la giornata di giovedì 1 ottobre. In relazione all’evolversi della situazione di rischio,  la chiusura delle scuole potrà essere prorogata anche a venerdì 2 ottobre.

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Nuvole su Cagliari 1 copiaAllerta meteo Protezione civile

A causa della nuova allerta meteo di criticità elevata – codice rosso, il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, ha disposto la chiusura del turno pomeridiano delle scuole per il giorno 30 settembre e la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e dell’Asilo nido del comune di Carbonia per l’intera giornata di giovedì 1 ottobre 2015. Il Centro operativo Comunale (C.o.C.), che prosegue nel monitorare costantemente l’evoluzione delle condizioni meteo, si riunirà nella giornata di domani per valutare l’eventuale chiusura anche per la giornata di venerdì 2 ottobre.