14 October, 2026

Alcuni consiglieri del Partito democratico, prima firmataria Rossella Pinna, hanno presentato un’interpellanza al presidente della Regione e all’assessore regionale dei Trasporti, tesa a garantire tariffe agevolate anche nel periodo di inizio e fine anno scolastico, pari a quelle praticate durante il resto dell’anno, per il trasporto degli studenti delle scuole di istruzione primaria e secondaria.

«Gli studenti pendolari – osserva l’on.le Pinna – che giornalmente raggiungono le sedi scolastiche prescelte, nei mesi di settembre e giugno, data di inizio e fine delle attività didattiche stabilite dal calendario scolastico regionale, devono farsi carico di maggiori oneri economici di trasporto con il pagamento delle “corse” a “tariffa ordinaria”. Infatti nell’attuale sistema tariffario, non sono previste agevolazioni per questo periodo, sebbene lo stesso rientri a pieno titolo in quello previsto dal medesimo calendario, come stabilito anche nella recente delibera di giunta regionale n.21/13 del 6 maggio 2015.»

«Fino al 2010 – aggiunge Rossella Pinna – era espressamente prevista una tipologia di abbonamento mensile riservata agli studenti, utilizzabile proprio nel periodo di inizio e fine delle lezioni scolastiche, con un prezzo agevolato pari alla metà del costo dell’abbonamento mensile. Da questa data in poi le tariffe agevolate, nei periodi sopraddetti, sono state cancellate determinando un aggravio di spesa per gli studenti e le loro famiglie, ancor più per quelli costretti a percorrere lunghe distanze.»

Per questi motivi gli esponenti del Partito democratico chiedono al presidente e all’assessore dei Trasporti «se non ritengano opportuno modificare o integrare l’attuale sistema tariffario di trasporto, con un’offerta più idonea ed economica, in favore degli studenti delle scuole primarie e secondarie, nell’ambito della validità temporale prefissata dal calendario scolastico, e quali provvedimenti intendano assumere per colmare un vulnus determinato dall’attuale sistema tariffario dei trasporti, affinché fin dal prossimo anno scolastico gli studenti possano usufruire di tariffe agevolate anche nei mesi di settembre e giugno».

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ll presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha firmato il decreto di scioglimento del Consiglio della Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura di Cagliari.
Con lo stesso decreto è stato nominato commissario straordinario Paola Piras, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Cagliari, con esperienza amministrativa nei settori pubblico e privato. La professoressa Piras guiderà la Camera fino all’insediamento dei nuovi organi di legge per la nomina dei quali avvierà entro 120 giorni le procedure di rinnovo.

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Il capogruppo di Area popolare in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, ha presentato un’interrogazione sull’emergenza dei lavoratori inglobati nei progetti in utilizzo in diversi centri della Sajrdegna – con una pattuglia di 18 lavoratori inseriti nei programmi dell’amministrazione provinciale di Carbonia Iglesias – che lamentano delle evidenti criticità nell’erogazione degli emolumenti.

«Si tratta di una beffa assurda per i lavoratori. L’esternalizzazione dei servizi a cooperative di tipo B determina – spiega Rubiu nell’interrogazione rivolta all’assessore del Lavoro, Virginia Mura – una serie di distorsioni ai danni degli operai che si vedono decurtare una grande fetta degli emolumenti, con il pagamento del 65% in altre spese ed appena il 35 per cento che finisce nelle tasche dei lavoratori».

«Occorrerebbe ovviamente rivedere le disposizioni normative, con la costituzione di nuove società per accorpare gli operai – conclude Rubiu – in modo da favorire il lavoro dei Comuni. C’è da evidenziare poi che i lavoratori non ricevono lo stipendio da diversi mesi, con difficoltà di molte famiglie ad affrontare l’emergenza.»

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 Ospedale Brotzu Cagliari2Ospedale Microcitemico copiaOspedale Businco

La commissione Salute e politiche sociali, presieduta dal socialista Raimondo Perra, ha sentito in audizione l’assessore dell’Igiene, sanità e assistenza sociale, Luigi Arru, sulla Delibera n. 31/9 del 2015 – Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Incorporazione presidi ospedalieri. Direttive e linee di indirizzo. L.R. n. 23/2014.

La delibera stabilisce i tempi e le linee di indirizzo per arrivare entro il 31 dicembre di quest’anno all’incorporazione del Microcitemico e dell’Oncologico-Businco nell’Azienda Brotzu di Cagliari e del Santissima Annunziata nell’Azienda ospedaliera universitaria di Sassari.

Il processo avrà una tappa intermedia il 30 giugno prossimo, data in cui è prevista l’approvazione, per entrambe le procedure, del Piano di incorporazione che dovrà essere redatto dai Commissari delle Aziende. Nei Piani, in particolare, dovranno essere individuate le strutture sanitarie che dovranno passare dalla Asl 8 di Cagliari e dalla Asl 1 di Sassari, nell’ottica di un riassetto complessivo della rete ospedaliera e di potenziamento delle cure post acuti nel territorio. Una volta predisposti i Piani, dovranno essere poste in essere le azioni necessarie per la successione delle aziende ospedaliere nella titolarità dei rapporti giuridici esistenti, per individuare le strutture organizzative che dovranno transitare e definire l’elenco del personale dipendente a tempo indeterminato, determinato, e a contratto. Avranno necessità di un ragionamento più complesso le psichiatrie e le neuropsichiatrie e l’ex Complesso pediatrico Macciotta.

L’assessore Arru ha spiegato che con questa delibera si sta dando seguito alla legge 23 del 17 novembre scorso, sempre nell’ottica di garantire il servizio di assistenza sanitaria a tutti i cittadini e in tutti i territori, ma riordinando le specialità per zone e riducendo i giorni di ricovero e di conseguenza anche i costi. Arru ha spiegato che la diagnosi della sanità sarda non è rosea: l’Isola è agli ultimi posti per indice di case-mix, ossia la complessità dei casi trattati dagli ospedali sardi, e per indice di mortalità, oltre a una dispersione della casistica che aumenta i rischi per i pazienti. Bisogna unificare alcune specializzazioni per aumentare la casistica e ridurre i costi, anche accorpando strutture complesse ed eliminandone altre. La Commissione ha preso atto che i lavori stanno proseguendo, apprezzando il valore della delibera.

Critiche all’operato della Giunta sono arrivate poi dall’opposizione ma anche dalla maggioranza. Giorgio Oppi (Area popolare sarda) ha chiesto di avere i dati della situazione delle Aziende sanitarie e ha evidenziato la grave situazione che vivono gli anziani che devono accedere alle Rsa. Oppi ha chiesto che la Regione si faccia carico almeno del 60 per cento dei costi, perché molti anziani bisognosi di un ricovero non possono sostenere la quota a loro carico. L’esponente della minoranza ha anche sollevato il problema dei trapianti, sottolineando che quest’anno, con 7 trapianti di fegato e 9 di rene, la Sardegna ha registrato il numero minimo dei trapianti dal 1989 e ha chiesto all’assessore Arru un immediato intervento per evitare che i tanti pazienti in attesa di un fegato o un rene non siano costretti a lasciare la Sardegna per farsi operare. Per Lorenzo Cozzolino (Pd) è ora che dalle parole si passi ai fatti, con tagli decisi da fare sulla base di criteri univoci e definiti, oltre a capire in che modo deve essere inquadrato il personale.

L’assessore Arru ha ribadito che sta portando avanti le azioni necessarie per applicare quanto stabilito dalla legge 23, si è detto disponibile a valutare l’incremento della quota regionale per quanto riguarda le Rsa. Sui trapianti, ha concluso Arru, ha spiegato che c’è stato un forte aumento delle resistenze da parte dei familiari che avrebbero dovuto dare il via libera all’espianto degli organi e sta affrontando la situazione assieme con i responsabili dei reparti di Rianimazione degli ospedali sardi.

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L’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, ha illustrato nella V commissione, presieduta da Luigi Lotto (Pd) l’andamento della spesa comunitaria dei fondi Psr (2007-2013) in considerazione del rischio di disimpegno in vista dalla scadenza del 31 dicembre 2015.

L’assessore Falchi nel ribadire l’impegno per l’impiego di tutte le risorse disponibili (complessivamente ammontano 1.284.746.000 euro nel settennio) ha sottolineato il sostanziale andamento positivo della spesa del programma per l’agricoltura. Il programma comunitario è suddiviso in 4 assi di intervento, due de quali, l’asse 3 (qualità della vita nelle aree rurali) e l’asse 4 (leader), presentano oggettive difficoltà, derivanti dal fatto che le risorse destinate ai Gal e alle aree “leader” risultano impegnate nei rispettivi piani di sviluppo locale e dunque difficilmente manovrabili dall’amministrazione regionale.

Una problematica nota, considerato che al 31 dicembre 2013 la spesa delle risorse a valere sull’asse 4 aveva raggiunto solo l’8% e quella sull’asse 3 solo il 50%, contro l’88% dell’asse 2 (miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale) e dell’asse 1 (miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale) le cui procedure di spesa sono da sempre più snelle e celeri.

«Procediamo – ha spiegato l’assessore – con una serie di delibere e di azioni tese a migliorare la spesa ridistribuendo le somme dell’asse Leader del Psr 2007-2014 nei progetti a cabina regionale, predisposti in accordo con i territori e con i Gal (gruppi di azione locale)». A questo proposito, Elisabetta Falchi, ha annunciato il rifinanziamento del bando sulla misura 321, per l’acquisto di mezzi speciali e minibus nei Comuni ed ha ricordato l’intervento per l’acquisto dei mezzi di trasporto per gli scolari nei centri rurali, alla luce della recente approvazione del nuovo piano di dimensionamento scolastico. Un’ulteriore iniziativa riguarda l’impegno di 25 milioni di euro (la delibera sarà all’attenzione della Giunta la prossima settimana) per la realizzazione della banda larga nelle aree rurali dell’Isola.

«In sostanza – ha precisato l’assessore – fino al 2013 la spesa media dei fondi Psr è stata pari a 120 milioni di euro anno, mentre quella del 2014 ha raggiunto la cifra di 188 milioni di euro.»

Sul rischio di disimpegno la Falchi ha quantificato il pericolo in circa 30 milioni di euro ed ha così sintetizzato il quadro della spesa: 1.284.746.000 euro è la dotazione complessiva del Psr 2007-2013 e al 31 dicembre 2013 risultavano spesi 840.000.000 di euro. Al 31 dicembre 2014 la spesa ha raggiunto la cifra pari a 1.021.000.000 e dunque le risorse da spendere per il 2015 sono pari a 263.746 euro, gran parte delle quali già impegnate o erogate.

La seconda parte dell’audizione dell’assessore dell’Agricoltura si è svolta sulla questione del cosiddetto “refresh”, anche alla luce delle recenti polemiche con le associazioni di categorie in ordine alle richieste di restituzione avanzate agli operatori agricoli della Sardegna dall’agenzia governativa Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura) in seguito ai risultati dell’ultima mappatura del territorio dell’Isola.

Il cosiddetto “refresh” è un’azione richiesta dall’Unione europea che prende a riferimento i dati oggettivi del territorio per verificare il corretto operato degli organismi pagatori  (quindi di Agea) nella distribuzione dei fondi comunitari alle aziende agricole. Sulla base delle ultime risultanze datate 2013 si è evidenziata una riduzione delle superfici pascolabili in Sardegna, con ovvie implicazioni sulle pratiche contributive. L’assessore Falchi, a questo proposito, ha ricordato gli interventi della Regione presso l’Agea, nonché le successive azioni intraprese dall’agenzia per una più puntuale verifica dei dati. «Alcune aree – ha proseguito la Falchi – sono state reinserite come pascolabili mentre per tutte le altre l’agenzia nazionale ha proceduto con la richiesta di restituzione delle somme relative al triennio 2011-2013».

La sfilata lungo il Decumano degli ottoni e delle percussioni dei Circle of Drummers and Horns ha aperto le celebrazioni del National Day di Israele. «Il ritmo israeliano è come un battito che parte da Gerusalemme per unire uomini e donne di ogni parte del mondo – hanno spiegato i performers -. Il nostro progetto è un’opera di armonia congiunta per portare un messaggio universale di speranza e allegria».

Successivamente, ecco la cerimonia ufficiale dell’alzabandiera e l’esecuzione degli inni, alla quale hanno partecipato il vice ministro degli Esteri dello Stato di Israele, Tzipora Hotovely, e il Commissario Generale di Expo Milano 2015, Bruno Pasquino. Ospiti in platea, l’ambasciatore Naor Gilon, il commissario del Padiglione israeliano Elazar Cohen e l’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti.

«E’ davvero un onore essere all’Esposizione Universale. Il tema di Expo Milano 2015 – ha sottolineato il vice ministro Hotovely – è un messaggio universale e di grande importanza a cui rispondiamo con un padiglione dedicato ai progressi di Israele nell’innovazione per l’agricoltura». «Irrigazione a goccia, desalinizzazione e lotta allo spreco dell’acqua sono solo alcune delle tecnologie su cui lavoriamo ogni giorno – ha aggiunto Hotovely -. Questo anche grazie a MASHAV, una delle prime agenzie di sviluppo internazionale che promuove innovazioni agricole sin dagli anni ‘50”.

Il vice ministro ha poi sottolineato i legami storici, commerciali ed economici che contraddistinguono i due Paesi: «L’Italia è il nostro secondo partner europeo in Ricerca e Sviluppo. Con voi cooperiamo in numerosi progetti in tutto il mondo. La combinazione del settore manifatturiero italiano di altissima qualità e l’innovazione israeliana sono la base della nostra partnership. La visita del nostro Presidente Netanyahu a settembre sarà un’opportunità per approfondire ulteriormente questa collaborazione».

«Il padiglione israeliano – ha aggiunto il Commissario Pasquino – è uno dei più affascinanti e soprattutto importanti qui al sito espositivo. Il tema ‘Fields of tomorrow’scelto da Israele dimostra il suo impegno nell’agricoltura unita alla continua ricerca ed elevata tecnologia». Successivamente la delegazione ha visitato il padiglione israeliano e fatto tappa a Palazzo Italia per la colazione ufficiale. Concerti, performance musicali e acrobatiche animeranno il padiglione vestito a festa per tutta la giornata.

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Si è conclusa, a Cagliari, la tre giorni sulla valorizzazione del patrimonio digitale. Trasparenza, integrazione delle banche dati e valorizzazione del patrimonio digitale dell’Isola al centro del momento conclusivo dell’evento “La memoria della Sardegna in Rete – La conoscenza digitale: politiche di gestione, comunicazione e conservazione”, organizzato dalla Presidenza attraverso la Direzione generale per la Comunicazione della Regione per un confronto tra esperti, addetti ai lavori e cittadini sulla memoria del vasto del prezioso patrimonio documentale della Sardegna.
In queste giornate è stato avviato un ampio confronto tra specialisti, personale regionale e cittadini, in particolare sui temi di un potenziamento e di una evoluzione della Digital Library e della sua interazione con l’Archivio Storico della Regione Sardegna, consultabile nel sito della Regione, del riuso dei dati e della reingegnerizzazione del sistema dei portali regionali, soprattutto con l’intento di rendere i contenuti e i servizi sempre più facilmente fruibili dalla collettività.
L’evento segna una tappa successiva del percorso avviato lo scorso aprile dalla Direzione generale per la Comunicazione, che ha voluto aprirsi a un confronto pubblico per condividere la riflessione elaborata e i materiali prodotti per ricevere ogni contributo. Sarà inoltre avviata una consultazione attraverso la piattaforma Sardegna ParteciPA dove verranno pubblicati i risultati dei lavori, in modo da consentire alla cittadinanza e ai portatori di interesse di poter offrire un ulteriore contributo che possa migliorare e arricchire i contenuti dei bandi di gara. L’iniziativa è stata anche un’occasione di formazione per i dipendenti regionali in materia di comunicazione e di relazioni con il pubblico.

È stato presentato nella sede dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente a Cagliari il “Dossier sulla gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Sardegna (RAEE)” per l’annualità 2014, realizzato dal Centro di Coordinamento RAEE. «Il risultato della raccolta di questa particolare tipologia di rifiuti – ha spiegato l’assessore Donatella Spano durante il suo intervento – conferma l’ottimo trend della raccolta differenziata che contraddistingue la Sardegna dal 2004. Anche per il 2014, infatti, ci confermiamo come la Regione più virtuosa dell’area Sud e Isole, mentre nei primi mesi del 2015, con i dati ancora in elaborazione, andiamo ancora meglio con un livello di di crescita del 9%: il dato più alto di tutta Italia».
Secondo le statistiche del Centro di Coordinamento RAEE, la Sardegna è la Regione più virtuosa dell’area Sud e Isole in termini di raccolta pro capite di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, con una media di 5,38 kg per abitante. Un dato superiore alla media nazionale e agli obiettivi stabiliti dalla normativa europea. La raccolta complessiva vede un incremento del 4% rispetto al 2013, grazie al conferimento di 8.956.542 kg di RAEE, risultato in controtendenza rispetto all’andamento dell’area Sud e Isole.
In crescita del 12% anche il numero dei Centri di Conferimento autorizzati, le strutture dove i cittadini possono portare gratuitamente i propri RAEE una volta arrivati a fine vita. Grazie alla presenza di 168 Centri di Raccolta comunali e ad altri 4 Centri, la Sardegna può contare su 10 strutture ogni 100.000 abitanti, un dato superiore alla media italiana, pari a 7 centri ogni 100.000 abitanti.
Andando a vedere i risultati delle singole province della Sardegna, emergono alcuni dati interessanti. Sassari e Cagliari si confermano le migliori in termini di raccolta assoluta, rispettivamente con 2.454.077 kg e 2.361.455 kg. Rispetto al 2013, il trend della raccolta è positivo per tutte le province, ad eccezione di Cagliari (-1,46%); particolarmente significativo l’incremento registrato dalle Provincie del Medio Campidano (+27%) e di Nuoro (+18%).
Sul versante della raccolta pro capite, spicca il risultato eccellente di Olbia-Tempio, che registra il miglior dato a livello nazionale con 9,05 kg di RAEE raccolti per abitante. Seguono, nell’ordine, Sassari (7,32 kg/ab.), Ogliastra (5,71 kg/ab.), Oristano (5,05 kg/ab.), Nuoro (4,94 kg/ab.), Cagliari (4,21 kg/ab.), Carbonia Iglesias (3,9 kg/ab.) e Medio Campidano (2,63 kg/ab.).
Le province con il maggior numero di Centri di Raccolta ogni 100.000 abitanti sono Ogliastra con 28 Centri (dato tra i migliori a livello nazionale), Medio Campidano con 15 Centri e Oristano con 14 centri. Tutte le province sarde possono contare comunque su un numero di strutture adibite al conferimento dei RAEE in linea o spesso superiore rispetto alla media nazionale.

Il vice presidente del Consiglio regionale, Eugenio Lai, ha visitato questa mattina il presidio che le associazioni dei talassemici hanno allestito presso l’Ospedale Microcitemico di Cagliari, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di assicurare a questa particolare tipologia di pazienti un servizio efficiente, nell’ambito del processo di razionalizzazione del sistema sanitario regionale.

«Ho espresso solidarietà e vicinanza ai talassemici – ha dichiarato fra l’altro Lai – assicurando il massimo impegno per la soluzione dei loro problemi ed auspico per questo un segnale forte, concreto ed immediato, da parte dell’assessore della Sanità.»

Ritengo, infatti, che «la struttura attiva presso il Microcitemico sia essenziale per la sanità sarda sia per la cura ed il trattamento della talassemia che per la prosecuzione della ricerca; la storia della lotta contro questa malattia, dei grandi risultati raggiunti con il miglioramento della qualità della vita di molte persone è un patrimonio comune  che la Regione ha il dovere di salvaguardare, potenziare e sviluppare».

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Domani, a Cagliari, nella sala del transatlantico del Consiglio regionale, a un mese dalla morte, verrà ricordato il giornalista Gaetano Vindice Ribichesu.

L’incontro, promosso dal Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) con il patrocinio della presidenza del Consiglio regionale, avrà inizio alle 16.

Ribichesu è stato capo ufficio stampa del Consiglio regionale dopo un lungo e lusinghiero percorso professionale nel campo della carta stampata.

Di grande rilievo l’esperienza nel quotidiano sassarese La Nuova Sardegna di cui fu prima redattore ordinario e poi capo servizio e capo redattore. Non raggiunse la direzione per il suo rifiuto di accettare le condizioni poste dall’editore Nino Rovelli, allora il vero dominus dei due quotidiani più importanti, La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda.

Vindice Gaetano Ribichesu ha ricoperto ruoli di primo piano nell’Ordine dei giornalisti della Sardegna e dell’Associazione della Stampa sarda. E’ stato primo presidente della Fondazione Sardinia ed un profondo conoscitore della storia e della cultura della Sardegna, anche attraverso articoli e saggi sull’autonomia ed il federalismo.

All’incontro, oltre al presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau e al presidente del Corecom Sardegna Mario Cabasino, interverranno Francesco Birocchi, Vito Biolchini, Salvatore Cubeddu, Piero Marcialis, Gianfranco Murtas, Alberto Pinna, Massimiliano Rais e Celestino Tabasso.

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