28 April, 2026

Il capitano Fabio Vignati, 39 anni, è il nuovo allenatore del Sant’Elena. Subentra al dimissionario Marco Piras. Fabio Vignati è arrivato al Sant’Elena nell’estate 2022 con alle spalle una lunghissima e prestigiosa carriera da calciatore, che lo ha visto protagonista in tutte le categorie, con 2 presenze in serie A, 25 in serie B e ben 175 n serie C.

Fabio Vignati assume la guida della squadra dopo la pesante sconfitta per 4 a 0 subita domenica scorsa sul campo del San Teodoro Porto Rotondo e la qualificazione alla finale della Coppa Italia, maturata con la vittoria per 1 a 0 conquistata mercoledì a Bosa (in finale affronterà l’Ossese). Farà il suo esordio domenica 3 dicembre sul campo di Mulinu Becciu, contro la Villacidrese di Graziano Mannu.

E’ stato presentato venerdì 24 novembre, nella sala consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, il Comitato “Ciclovie Meridionali Sarde – CCMS”, fondato da 14 società ciclistiche rappresentanti circa 500 soci e sostenuto da numerosi appassionati del territorio. I lavori sono stati moderati da Andrea Pisanu, sindaco del comune di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis.

Il Comitato si propone di sensibilizzare le Istituzioni, affinché venga preso in considerazione il recupero del tracciato delle vecchie Ferrovie Meridionali (confluite nel 2008 nell’ARST), per convertirlo quanto prima possibile in una pista ciclo-pedonale, creando i collegamenti dalle dorsali principali ai vari siti di interesse turistico del Sulcis Iglesiente.

Il Comitato è presieduto da Lino Diana, affiancato dal vice Andrea Fabrizi, la segretaria Stefania Cacace, il tesoriere Alberto Etzi e i consiglieri Christian Reina, Fabrizio Piras e Guglielmo Arus.

Allegate le interviste al presidente Lino Diana e al vicepresidente Andrea Fabrizi.

Giampaolo Cirronis

La sezione di Carbonia dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Itali festeggia sabato 2 dicembre 2023 il 30° anniversario dalla sua fondazione, con una cerimonia organizzata con il patrocinio del comune di Carbonia.
L’evento curato dall’A.N. art. I. Carbonia” si articolerà secondo il seguente programma:
•    Ore 9.30: punto di raccolta in piazza Roma e corteo verso il cippo degli artiglieri;
•    Ore 10.00: alzabandiera e deposizione corona di alloro;
•    Ore 10.30: Santa Messa officiata dal parroco don Cristian Lilliu presso la parrocchia di San Ponziano.

La sala convegni del Centro sociale di viale Indipendenza, a Nuxis, ospiterà dal 2 al 4 dicembre, l’evento “I tesori naturali di un’Isola – Mostra bio-diversità”, organizzato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Romeo Ghilleri, in collaborazione con l’Agenzia regionale Fo.Re.S.T.A.S..

Nella mostra verranno illustrate le problematiche che caratterizzano le bio-diversità della fauna e della flora presente nell’Isola e sarà un’occasione per esporre al pubblico i progetti dell’Ente Foreste rivolti alla tutela e alla valorizzazione delle risorse ambientali sarde, ed è articolata in tre differenti contesti spaziali:

  • il primo, di carattere istituzionale, presenta una composizione di elementi fra i più rappresentativi della fauna e flora della Sardegna;
  • il secondo punta l’attenzione su aspetti critici nel sistema ambientale, come la piaga degli incendi;
  • il terzo, a carattere più educativo, si concentra su alcuni temi di particolare importanza come la biodiversità.

La mostra sarà visitabile dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.30.

La mostra è aperta a tutti ma si rivolge in particolare ai più giovani, in quanto lo scopo è promuovere i valori ecologici e la sostenibilità ambientale.

Abbanoa investe un ulteriore mezzo milione di euro per nuovi interventi di riqualificazione delle reti idriche della città di Iglesias. Sono iniziati nei giorni scorsi i cantieri di un nuovo appalto di riqualificazione della rete idrica finanziati tramite il Fondo europeo per lo Sviluppo e la Coesione “Fsc”: rientrano nel pacchetto di interventi, approvato dal Consiglio d’Amministrazione guidato dal presidente Franco Piga, destinato a diversi centri dell’Isola per l’efficientamento delle reti idriche. A Iglesias saranno realizzate nuove condotte, in sostituzione a quelle ormai usurate, e installate nuove apparecchiature di regolazione che porteranno al miglioramento idraulico della rete di distribuzione del centro abitato.

I lavori in corso riguardano la sostituzione di condotte di diametro insufficiente o materiale ormai inadeguato dove negli ultimi anni sono stati necessari diversi interventi di riparazione. Sono previste anche nuove condotte ritenute necessarie per migliorare la funzionalità della rete idrica creando degli anelli che garantiscono una migliore circolazione. Sono interessate le condotte di via Pescivendoli, la località Cappuccini (a partire da via Falcone) via Tempio, via Corsica fino a piazza Sella, vico Cappuccini e via Concie; in tutto un chilometro di reti idriche. In quest’ultima strada lunedì si procederà al collegamento della nuova condotta già realizzata. Tra le 8.30 e le 17 sono previsti cali di pressione e temporanee interruzioni nel tratto tra via Gramsci e via Modena durante le attività di disconnessione delle vecchie tubature e allaccio delle nuove.

La rete idrica di Iglesias è stata già oggetto di numerosi interventi che hanno già consentito di superare le pesanti criticità del passo quando, soprattutto nel periodo estivo, erano necessarie persino le chiusure notturne dell’erogazione. L’intero schema idrico è stato suddiviso in distretti: Centro storico/Sant’Antonio, Vergine Maria, Col di Lana, via Isonzo, Campo Romano e Serra Perdosa. Iglesias è inserita anche nei primi trenta centri della Sardegna dove è stato attuato il programma di ingegnerizzazione delle reti idriche. Si tratta di un modello innovativo basato sull’azione combinata di misure di campo, studi specialistici sull’assetto di rete, regolazioni e progressivi interventi strutturali sugli asset. Il processo di ingegnerizzazione si svolge a partire da un’indagine sulla rete ammalorata con installazione di misuratori portatili per l’esecuzione di prove idrauliche diurne e notturne e con ispezioni mirate per la localizzazione delle perdite. A tale fase segue la diagnosi, ovvero la definizione delle criticità e delle cause di malfunzionamento della rete, con successivi rilasci di prescrizioni sempre più evolute e dettagliate per le soluzioni tecniche ottimali da adottare, tra le svariate combinazioni possibili, al fine di efficientare la rete dal punto di vista idraulico, energetico e gestionale.

Il comune di Sant’Antioco, in collaborazione con il comune di Calasetta, il Tribunale di Cagliari ed il Centro Regionale di Programmazione della Regione Sardegna, inaugurerà l’Ufficio di prossimità di Sant’Antioco giovedì 7 dicembre, alle 12.30, presso la sede dell’ufficio, in via Risorgimento n. 37.

L’Ufficio di prossimità permetterà ai cittadini di ricevere informazioni e compiere operazioni nell’ambito della Volontaria Giurisdizione per le quali attualmente occorre recarsi presso gli uffici giudiziari ubicati nelle sedi dei Tribunali Ordinari della Sardegna.

Il progetto, in coerenza con le finalità perseguite dalla Regione Autonoma della Sardegna di ampliare l’offerta dei servizi, ha lo scopo di promuovere un servizio giustizia più vicino ai cittadini, in collaborazione con gli Enti locali e i tribunali.

 

Importante appuntamento venerdì primo dicembre a Carbonia, con l’evento “Disabile per un giorno” dedicato al diabete, organizzato dall’associazione NABA con il patrocinio del comune di Carbonia, giunto alla sua terza edizione.

A questo proposito arriva l’invito a partecipare, da parte del presidente, Andrea Deiana, intervistato da Nadia Pische.

Non ci saranno Santiago Brailly, Alessio Romanazzo e Luigi Cobuzzi nel Carbonia che domenica affronterà il Calangianus. al Comunale di Villaperuccio, nella partita valida per la 14ª giornata di andata del campionato di Eccellenza regionale, Il centrale argentino è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo dopo l’espulsione per doppia ammonizione rimediata domenica scorsa sul campo del Ghilarza; l’attaccante ed il centrocampista pugliesi, viceversa, sono stati svincolati dalla società. Questi ultimi sono i primi movimenti in uscita del mercato di riparazione autunnale che promette di cambiare parzialmente volto all’organico a disposizione del tecnico Maurizio Ollargiu. Il primo ingresso è maturato la scorsa settimana, con il ritorno di Nicola Mancini,  che la scorsa estate aveva firmato per il Calangianus, squadra che domenica ritroverò da avversario. Altri movimenti, sia in ingresso, sia in uscita, dovrebbero essere ufficializzati nei prossimi giorni.

Vedere come sono stati ridotti i nostri Ospedali fa molto male. Adesso, dopo l’Urologia, il disastro può toccare alla Traumatologia. Una volta, quando gli ammalati ortopedici sardi andavano al Rizzoli di Bologna venivano accolti con frasi tipo «perché siete venuti qui? Avete chirurghi come il professor Italo Cao e il professor Giuseppe De Ferrari al CTO di Iglesias». Erano i tempi in cui gli americani ritenevano il Rizzoli il migliore ospedale ortopedico del mondo a causa dell’invenzione geniale del chiodo di Codivilla per allungare le ossa. Nell’immediato dopoguerra e nel Ventennio successivo molti malati sardi venivano al Sirai per farsi operare al rene o alla vescica dal famoso dottor Gaetano Fiorentino, il primo Specialista in Urologia in Sardegna. Certamente si può obbiettare che allora c’erano le miniere e che i Governi dotavano i nostri Ospedali dei migliori professionisti per curare i minatori che erano una delle componenti più pregiate della Nazione.
Oggi, dismesse le miniere, gli Ospedali sono nell’abbandono. Davanti a questo fallimento si contrappongono le città di Cagliari e di Sassari che, pur non avendo mai avuto né miniere né industrie pesanti, fioriscono di Ospedali. C’è di più. Nelle delibere di programma economico triennale (24-25-26) approvate dal Brotzu, dalla ASL 8, dalla AOU (Azienda Ospedaliero Universitaria) di Cagliari c’ è in programma l’ulteriore espansione delle specialità ospedaliere e del numero di dipendenti pubblici della Sanità (9.000 contro i 1.000 circa della ASL del Sulcis Iglesiente). Significa che per una popolazione della città metropolitana, che è 4 volte quella nostra, Cagliari ha 9 volte il personale ospedaliero destinato a noi. Se si va a vedere il programma della nostra ASL per i prossimi tre anni, si scopre che non c’è variazione apprezzabile del personale e delle spese programmate per la Sanità del Sulcis Iglesiente.
Ad Iglesias sono praticamente ridotte al lumicino tutte le specialità che conoscevamo un tempo. Al Sirai è stata praticamente chiusa l’Urologia, e ora è di fatto funzionalmente chiusa la Traumatologia. La Chirurgia, oberata da funzioni improprie, è in affanno. Di questo passo si arriverà a chiudere anche il Pronto Soccorso e Accettazione del Sirai. Del resto, se non ci saranno più i reparti specialistici, dove ricoverare i tumori, i traumi, gli infarti, le coliche renali, a cosa serve il Pronto Soccorso? Al contrario, nelle delibere cagliaritane si programma di aumentare il numero dei medici, e le spese per attrezzature.
Qui, nel Sulcis Iglesiente, non si progettano né nuove assunzioni oltre ai vecchi posti deliberati né nuovi impegni di spesa per le innovazioni tecnologiche. Il messaggio di tutte quelle delibere sui piani triennali è chiaro. Purtroppo, non è chiaro per i politici nostrani. Di qualunque colore essi siano. Scommettiamo che nei programmi che verranno propagandati per le future elezioni regionali e europee in questo territorio saranno previsti molti campi da gioco, tante luminarie, convegni, fiere e sciocchezze varie? Ormai anche le appartenenze politiche sono senza ideali: si dà il voto a chi esibisce il sorriso più smagliante e a chi dà più pacche sulle spalle al bar. Lì nasce l’errore e la nostra colpa personale. Abbiamo tutti la colpa personale di avere azzerato i nostri ospedali. Non si tratta di una colpa collettiva generica; quella serve soltanto a diluire il nostro rimorso e addirittura a dichiararci vittime del sistema. Invece è esattamente colpa di ognuno di noi. Ognuno di noi, in persona, è responsabile dell’esistenza delle lunghe liste d’attesa per i ricoveri  della carenza dei medici di famiglia e ospedalieri, dei tumori che vanno avanti e non c’è più nessuno che li sappia curare, e così via.
Il danno irreversibile ai nostri ospedali sta coincidendo con le elezioni regionali e europee, e bisogna approfittarne per pretendere pentimenti concreti e proponimenti concreti.
Iniziamo con l’ascoltare coloro che si addosseranno la colpa di avere inventato la ATS (Azienda Tutela Salute dei tempi di Pigliaru e Arru), e poi la ARES (Azienda Regionale Salute di Solinas e Nieddu poi Doria). La ARES è l’ultima nata. Si tratta di una macchina burocratica che governa la Sanità Sarda. E’ un tipo di struttura amministrativa che prima non esisteva e che è stata imposta prelevando da ciascuna ASL il cuore della sua amministrazione e trapiantandolo in un unico nuovo ente unificato. Tutte le funzioni che assomma in sé ARES sono state tolte non solo alle ASL (come la nostra) ma anche all’assessorato regionale della Sanità. Gli effetti della sua gestione sono sotto gli occhi di tutti e ormai è difficile capire quale sia il motivo della sua esistenza e che cosa giustifichi un costo di gestione annuale pazzesco, pari a 76 milioni di euro. Quell’apparato svolge di fatto una funzione pubblica ma è gestito con principi privatistici e come tale è inaccessibile al pubblico. Ha effetti pesantemente politici sulla Sanità generale ma non ha le responsabilità dei politici, perché nessuno dei suoi componenti è stato mai candidato né votato dai cittadini. E’ un’ossimoro con anima politica ma cuore privatistico. Considerato l’enorme costo e gli effetti negativi sui nostri ospedali agonizzanti, i candidati dovrebbero promettere di metterci in salvo da ARES riconoscendone la natura di errore madornale che necessita d’essere emendato. Tutto il suo personale e i fondi da essa gestiti dovrebbero essere redistribuiti nelle 8 ASL territoriali della Sardegna. Questo atto comporterebbe l’incarico di unica Autorità sanitaria alla Direzione generale della Sanità, come è sempre stato, all’interno dell’assessorato competente, escludendo ARES.
Una seconda proposta concreta consiste nel ricollocare i Sindaci nella cabina di regia per il controllo diretto delle rispettive ASL. In tal modo i Sindaci si farebbero nuovamente carico della responsabilità politica della Sanità. E’ l’unico modo per ridare al cittadino elettore il potere di indicare il nome di chi deve amministrarlo e interpretarne i bisogni; anche quelli sanitari.
Una terza proposta concreta consiste nel restituire ai medici direttori delle Unità Operative Complesse le funzioni di “Primari”. La differenza fra le due figure è enorme. Gli attuali direttori di Unità operativa, dopo aver vinto il concorso pubblico, ottengono l’incarico di direttore di durata quinquennale. Alla fine dei cinque anni, l’incarico può essere rinnovato oppure no. Dipende dalla valutazione discrezionale che ne darà la dirigenza amministrativa della ASL. Ciò significa che i direttori non diranno e non faranno mai nulla che dia dispiacere alla dirigenza della ASL e al partito di governo, in perfetta sottomissione.
Ne deriva che il destino di quella Unità operativa è legato alla linea politico-amministrativa dominante e non alla gestione dei medici. Al contrario, i primari del passato erano inamovibili e mantenevano sia la loro autonomia nella programmazione scientifica e culturale sia il potere di controllo sui medici dell’équipe. I medici giungevano in ospedale preparati culturalmente dall’Università ma venivano formati come professionisti dai loro Primari. Ogni Ospedale diventava una fabbrica di specialisti. Per questo motivo, i medici, una volta costruiti come professionisti dai lori maestri, spesso si trasferivano a vivere nella città in cui risiedeva l’ospedale e non se ne separavano mai più.
Queste tre proposte:
– Abrogazione della legge che ha istituito ARES;
– Il controllo diretto dei Sindaci del territorio sulla gestione della propria ASL;
– La ricostruzione della gerarchia e autonomia Primariale nei reparti.

Sono tre atti senza aggravio di spesa sul bilancio pubblico. Il personale di ARES non perderebbe il posto e verrebbe redistribuito nelle 8 ASL della Sardegna per svolgerci le funzioni per cui è stato assunto. I primari riprenderebbero le loro funzioni di direzione e di formazione di nuovi professionisti fidelizzati all’ospedale. La politica locale riprenderebbe il controllo della Sanità territoriale e ne risponderebbe ai propri elettori. L’assessore alla Sanità recupererebbe, in prima persona, le funzioni di programmazione e controllo.
Queste sono proposte concrete e facilmente realizzabili senza aggravio di spesa. Per realizzarle sarebbe sufficiente riconoscere gli errori commessi in passato contro la Sanità pubblica e accettare l’opinione degli cittadini nel momento in cui diventano elettori. In mancanza del rispetto della volontà popolare, la richiesta del voto non ha senso.
E’ inutile cercare di salvare l’Urologia o la Traumatologia o l’Ostetricia, facendo un’operazione a rate.
Bisogna salvare tutto in un colpo solo. Non con raccolta di firme ma con politici a raccolta, di qualunque colore siano, si salva la Sanità.

Mario Marroccu

Venerdì 1 dicembre, alle ore 17,30, presso la Biblioteca Comunale di viale Arsia, a Carbonia, si svolgerà la presentazione del libro di Patrizia Napoleone, intitolato ”Nero carbone”. Un appuntamento che si inserisce nell’ambito della rassegna “Carbonia Scrive”.
Dopo i saluti dell’assessora comunale della Pubblica Istruzione Antonietta Melas, e di Piero Agus, presidente dell’Associazione Amici della Miniera, interverranno:
– la dott.ssa Maria Giovanna Musa, archivista della Sezione di Storia locale;
– il prof. Giuseppe La Rosa:
– il prof. Giancarlo Gambula;
– la dott.ssa Valentina Ebranati.
Coordinerà i lavori la dott.ssa Anna Paola Peddis dello SBIS (Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis).
L’autrice. Patrizia Napoleone, scomparsa nel 2021, ha insegnato Lettere italiane nei Licei. Ha svolto la professione di psicologa-psicoterapeuta. Ha fondato l’associazione “Libera & Umanamente scrivere”, di cui è stata presidente, e la scuola di scrittura creativa e di biblioterapia “Viaggi di parole”. Ha collaborato ai “Quaderni dell’Archivio di Stato di Pisa” e al progetto “Invito alla lettura” con la Fondazione “Bellonci” di Roma e con il Ministero della Pubblica Istruzione. Ha pubblicato opere di poesia, di narrativa, di critica letteraria e di psicologia. “Nero carbone” è stato uno dei romanzi più apprezzati nel concorso lo Scrittore 2020-2021
Il libro. La Sardegna più dura, quella della vita agra della campagna e delle miniere di carbone, protagonista di un romanzo che a partire dai primi del Novecento attraversa tre generazioni.
Attraverso tre generazioni e tre famiglie si disegna un potente affresco di una Sardegna aspra e arcaica ma profondamente umana. Dall’economia della pastorizia e dell’agricoltura fino all’industrializzazione dovuta alle risorse del carbone e delle miniere estrattive. Dall’epoca d’oro del carbone si arriva poi alla crisi nelle miniere di Serbariu a Carbonia. Le storie dei protagonisti si intrecciano con luoghi ed eventi e talvolta li determinano. Il romanzo, infatti, non narra solo le vicende del protagonista Tanì, orfano di madre, venduto dal padre come servo pastore a Zannas, ma anche la storia dell’epoca più antica della pastorizia. E, attraverso la vita di Tanì, si parla di banditismo e della Prima guerra mondiale, che ruba gli uomini dalle case e determina miseria e morte.