17 October, 2026

Palazzo della Regione 4 copia

La Giunta Pigliaru, come previsto dall’accordo firmato a luglio con il Governo centrale e come già hanno fatto le altre Regioni a statuto speciale (Alto Adige, Trentino, Friuli), nella Giunta di questa mattina ha ritirato i ricorsi ancora pendenti con il Governo di fronte alla Corte Costituzionale. L’accordo, e dunque il ritiro dei ricorsi, non riguarda invece in alcun modo il versante della Vertenza Entrate, dove sono già stati ottenuti importanti risultati (pieno riconoscimento del diritto della Sardegna alla compartecipazione in base all’articolo 8 dello Statuto e anticipazione di 300 milioni degli arretrati) ma che al momento resta ancora aperto.

«Il Governo sinora ha mantenuto gli impegni presi con noi a luglio e noi oggi manteniamo i nostri, chiudendo il contenzioso che riguarda le materie oggetto di quell’accordo – ha detto il presidente Francesco Pigliaru -. Tutto il nostro impegno, ora, va sulla Vertenza Entrate. Sono due i fronti su cui stiamo lavorando: un costante confronto con lo Stato per la definizione delle norme di attuazione che portino al pieno riconoscimento e alla quantificazione delle nostre entrate e la predisposizione di un disegno di legge sull’Agenzia regionale delle Entrate. La Vertenza Entrate è una partita aperta – ha concluso Pigliaru – ma gli importanti risultati che abbiamo ottenuto sino a questo momento ci fanno essere ottimisti».

Grazie all’accordo firmato il 21 luglio a Roma sul pareggio di bilancio, tutto quello che entra nelle casse della Sardegna potrà essere speso, senza più sottostare agli assurdi vincoli del patto di stabilità. Significa, solo per il 2015, poter effettuare pagamenti per circa 700 milioni in più rispetto al 2014. Non solo: tutti gli arretrati dovuti dal Governo possono essere utilizzati senza alcun limite di spesa per pagare i residui passivi fin qui accumulati, ovvero le promesse di pagamento con Enti Locali, Imprese, Associazioni finora mai saldate proprio a causa dei vincoli del Patto. Solo in questi primi mesi quasi un miliardo di euro: i 300 milioni della Vertenza Entrate, altri 350 dovuti ed erogati da Roma e 320 ricevuti da Bruxelles.

«Da quest’anno non accadrà più che la Regione farà promesse di pagamento che non potrà mantenere: spendendo tutto quello che incassiamo riusciremo a chiudere i debiti pregressi e soprattutto a non aprirne nuovi. È un risultato straordinario perché non stiamo più parlando di promesse di pagamento, non più cifre stanziate e non spendibili ma solo certezze – sottolinea l’assessore della Programmazione e del Bilancio, Raffaele Paci -. I primi giorni di febbraio abbiamo pagato un terzo dei debiti con Enti Locali, Università, Cultura, Agricoltura, Sanità e Sociale, per fare solo alcuni esempi. Vogliamo chiudere la partita dei debiti entro quest’anno, in modo da ripartire nel 2016 con la consapevolezza di non dover più pensare al passato ma di poterci concentrare solo sulle cose da realizzare nel presente e per il futuro della Sardegna».

Le tasse aggiuntive pagate dai sardi per abbattere il debito pubblico rimarranno in Sardegna e saranno usate solo ed esclusivamente per ridurre il debito pubblico dei sardi: si tratta di 200 milioni all’anno per 4 anni. Con il comma 5 dell’articolo 38 del ddl Stabilità, il Governo lo scorso dicembre ha riconosciuto alla Sardegna il diritto a trattenere nell’Isola il ricavato delle cosiddette tasse di scopo. Si tratta di un risultato importante, auspicato anche dall’ordine del giorno unitario approvato all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 2 ottobre. «Tutto questo significa che il nostro debito pubblico si riduce notevolmente, pagheremo molto meno la rata del mutuo (risparmieremo circa 40 milioni solo nel 2015), dunque sarà più sostenibile la contrazione del nuovo mutuo per il Piano Infrastrutture che rimetterà in moto l’economia dell’Isola e l’aiuterà a superare lo storico gap che tanto la penalizza. Si sostituisce il vecchio debito con alti tassi di interesse con nuovi mutui a tassi bassissimi – spiega l’assessore Paci -. Complessivamente perciò diminuiscono rate e indebitamento».

Nell’incontro del 19 dicembre scorso al ministero dell’Economia e delle Finanze la Sardegna ha ottenuto il pieno diritto al riconoscimento delle somme mai pagate fra il 2010 e il 2014 all’interno della Vertenza Entrate per la partita che comprende gli arretrati Ires, Riserve finanziarie e Giochi. Il 16 gennaio, in attesa di quantificare esattamente il dovuto, il Governo ha staccato un assegno da 300 milioni come anticipo sugli arretrati.

La Giunta sta lavorando a un disegno di legge sull’Agenzia Sarda delle Entrate che abbia compiti di accertamento e riscossione delle proprie entrate, a garanzia dell’autonomia della Sardegna e del controllo su entrate proprie e compartecipazioni erariali.

Raffaele Paci 7

La Giunta regionale ha approvato oggi, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci, le linee guida della nuova programmazione territoriale che punterà su individuazione delle aree di intervento, promozione dello sviluppo attraverso progetti finanziati dai fondi europei che garantiscano lavoro, istruzione, mobilità e connettività, certezza di tempi e risorse e monitoraggio dei risultati. per la sua realizzazione, le risorse della Programmazione 2014-2020 saranno integrate con quelle della Regione rendendo più mirato l’utilizzo e rispettando le specificità dei territori.

Al centro della strategia sta la qualità della vita delle persone: più benessere e più lavoro. Per i progetti territoriali viene attivata una procedura di condivisione con le rappresentanze istituzionali di scala regionale degli enti locali e sarà attivato un tavolo di partenariato Territorio – Regione per definire strategia di sviluppo, obiettivi e risultati attesi. «La crisi finanziaria, economica, sociale, ma anche politica e di fiducia, insieme alla scarsa competitività produce in ambito regionale effetti amplificati impoverendo sempre più il tessuto produttivo e sociale – spiega l’assessore Paci -. La Regione non mira soltanto a uscire dalla crisi, ma vuole anche colmare le lacune del nostro modello di crescita e creare le condizioni per un diverso tipo di sviluppo economico, che abbia una dimensione territoriale e sia più intelligente, sostenibile e solidale. Territori competitivi e occupazione: questo vogliamo realizzare grazie a una reale partecipazione alle scelte da parte dei territori, ognuno dei quali ha una sua specificità che viene assecondata e valorizzata».

La nuova Programmazione territoriale fa riferimento al modello della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), fortemente ancorata però alle caratteristiche del contesto regionale. Della SNAI richiama la metodologia, caratterizzata dall’utilizzo integrato dei diversi fondi comunitari e individua l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) come strumento di programmazione particolarmente indicato per attuare le strategia territoriali, perché fornisce un meccanismo flessibile per la formulazione di risposte integrate alle diverse esigenze pur mantenendo l’attenzione sui temi che legano la politica di coesione alla strategia Europa 2020. «In questo processo i Comuni sono considerati partner privilegiati per la realizzazione dei progetti di sviluppo – sottolinea il vicepresidente della Regione -. Dovranno però accorparsi in Unione di Comuni e Comunità Montane con una visione sovralocale e, dimostrando di avere giuste competenze e organizzazione, potranno gestire direttamente le risorse per attuare gli interventi». 

Per la realizzazione dei progetti si avranno varie combinazioni tra i diversi fondi e strumenti, in relazione alle caratteristiche del territorio o della filiera su cui si intende operare (zone urbane, rurali, di crisi). Saranno recuperati i progetti già espressi dai territori nella precedente programmazione per confermarli, integrarli o modificarne la strategia. «Questo approccio territoriale alle politiche di sviluppo non può prescindere dal processo di revisione dell’organizzazione degli Enti Locali – conclude l’assessore Paci – per rendere più efficace l’azione, contrastare lo spopolamento delle aree interne, incrementare la domanda locale di lavoro, rafforzare i fattori produttivi locali che sono anche in grado di incrementare la competitività del sistema produttivo regionale. In questo processo, ogni territorio avrà garanzia di trasparenza, parità di accesso ed equilibrio».

Dopo l’approvazione delle linee guida in Giunta, l’Assessorato della Programmazione procederà a una Manifestazione di Interesse per la presentazione dei progetti, ai quali il Centro regionale di programmazione fornirà supporto e assistenza.

Il presidente del comitato continuità territoriale isole minori della Sardegna, Pierpaolo Bruscu, ha chiesto un incontro al presidente Pigliaru per affrontare i problemi legati alla vertenza Saremar.

 «Egregio Presidente – ha scritto Bruscu al governatore – nonostante le varie richieste di incontro inviate, ed a tutt’oggi prive di riscontro, con la presente Le richiedo un incontro urgente, o in alternativa un incontro pubblico da svolgersi a Carloforte, sulla vertenza Saremar, che rischia di precipitare, a causa delle decisioni prese dall’assessore Deiana, ormai solo contro tutti, ma fermo nel progetto di privatizzazione della Saremar nell’interesse dei Sardi!!! Peccato che noi come comitato, i sindacati, le parti sociali, la popolazione ed ora anche le amministrazioni comunali interessate siano tutti contrari al progetto dell’assessore Deiana.»

«Che dire poi dell’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Vallascas ed il 4 marzo dell’interrogazione risoluzione presentata in parlamento dall’on. Pili – ha aggiunto Bruscu -. Non le sembra sia venuto il momento di conoscere una sua opinione, possibile che non abbia voglia di far conoscere le sue idee i suoi progetti, quali possano essere i futuri sviluppi per questi territori e direi per tutta la Sardegna, sinceramente non condivido il suo immobilismo e i suoi silenzi. Spero – ha concluso Bruscu – non si debba essere costretti ad azioni eclatanti per poter avere la sua attenzione.»

Traghetto 8 copia

Municipio Carbonia 1 copia

Lunedì sera il Consiglio comunale di Carbonia ha dato il via libera definitivo al bilancio di previsione 2015.

Condizionato dai minori trasferimenti statali (circa 1.379.000 euro in meno), il Bilancio 2015 si è posto tre obiettivi principali: risparmi per i cittadini, mantenimento dei servizi e nuovi investimenti.

Il Bilancio di previsione 2015 non prevede alcun aumento di tasse o imposte, mentre le tariffe di alcuni importanti servizi a richiesta individuale, come ad esempio l’Asilo nido o il servizio Mensa scolastica, sono state ridotte del 10%. Questa scelta è frutto della volontà politica di investire sui giovani e sulla loro formazione culturale, professionale e civica.

Un altro importante risparmio concreto di cui i cittadini potranno beneficiare deriva dalla riduzione delle tariffe Tari. Grazie al nuovo piano economico del servizio di gestione dei rifiuti, i cittadini potranno avere un risparmio di almeno il 10-15%, dovuto principalmente al rinnovo del servizio di raccolta e gestione rifiuti che sta per partire e prevede diverse migliorie e razionalizzazioni. A questi risparmi l’Amministrazione conta di sommare gli effetti positivi della riduzione del prezzo a base d’asta della gara per l’affidamento del servizio e della lotta all’evasione fiscale totale e parziale che potranno ridurre ulteriormente la tassazione a carico dei cittadini che hanno sempre pagato. È in corso, inoltre, un’importante vertenza con la Regione Sardegna per arrivare alla Tariffa Unica dei costi per lo smaltimento dei rifiuti. Se si realizzasse questa soluzione, per la quale sono arrivati i primi segnali positivi, si avrebbe un ulteriore e importante risparmio che inciderebbe in maniera considerevole sull’abbattimento delle tariffe.

Per il nuovo servizio di raccolta e gestione dei rifiuti il Comune ha accolto diversi suggerimenti presentati dai cittadini nel corso delle numerose assemblee pubbliche convocate dall’Amministrazione, con l’obiettivo di rendere il servizio più rispondente alle esigenze della popolazione e di ridurre le tariffe.

Per il 2015 è prevista la restituzione di quota parte della TASI versata nel 2014 dai cittadini.

L’Amministrazione ha puntato inoltre al mantenimento di tutti i servizi al cittadino: partendo dai Servizi Sociali che complessivamente valgono oltre 8 milioni di euro (di cui circa 2 milioni di fondi comunali), circa un terzo del Bilancio comunale complessivo, che si attesta intorno ai 30 milioni di euro. Nel solo 2014, il Comune ha offerto circa 150 opportunità di lavoro che, seppur a tempo parziale e per una durata di circa 6 mesi, hanno dato una risposta alle necessità di tante persone in difficoltà. Il Bilancio comunale, così come da diversi anni a questa parte, si orienta sempre più verso i Servizi alla Persona. Nel Settore Sociale, anche per il 2015, resteranno attivi, infatti, tutti i servizi che si sono distinti per il buon funzionamento e che fanno del Comune di Carbonia un esempio, almeno in campo regionale, per l’attenzione alle esigenze sociali dei cittadini: ludoteca comunale (che ogni anno organizza diversi laboratori rivolti ai più giovani ed è gestita in ambito sovracomunale tramite PLUS), colonia estiva per i ragazzi, assistenza in strutture o assistenza alle persone in difficoltà, servizi per gli anziani, Sala Prove musicali (sempre in ambito PLUS) e tanti altri servizi.

Un altro asse portante della proposta di Bilancio riguarda gli investimenti. Grazie all’alleggerimento del Patto di Stabilità, il 2015 vedrà la realizzazione di diversi interventi, in particolare sugli impianti di illuminazione, rete idrica, strade e marciapiedi. Nel 2015 potranno essere realizzati lavori per circa 10 milioni di euro. In questo contesto, si inseriscono i due nuovi progetti di immediata cantierabilità, per l’impianto di illuminazione pubblica e risparmio energetico (1.300.000 euro) e per la riqualificazione di Piazza Ciusa (400.000 euro). Questi due interventi si dovranno concludere e rendicontare entro il 30 settembre 2015.

La serie di progetti in programma, per cui l’Amministrazione dispone già dei fondi, è molto più vasta: gli interventi per le strade e i marciapiedi cittadini (700.000 euro nel 2015 e 800.000 euro nel 2016); quelli per gli edifici scolastici della città; gli interventi per la rete idrica (2.000.000 di euro) e per la pineta di Rosmarino (250.000 euro); per l’installazione di videocamere di sorveglianza in città (il comune di Carbonia si è aggiudicato di recente un bando); gli interventi nell’area della Grande Miniera di Serbariu (300.000 euro per l’illuminazione a cui si aggiunge la nascita del Camper service); messa a norma e riqualificazione di diversi impianti sportivi. Al fine di avere maggiori risorse da destinare agli investimenti pubblici in città, per contribuire alla ripresa dell’economia locale, l’Amministrazione comunale ha anche rinegoziato i mutui accesi, in precedenza, dal comune di Carbonia. L’Amministrazione Casti non ha mai acceso nuovi mutui, ed ha proceduto alla rinegoziazione di quelli “aperti” allungandone le scadenze. Questa operazione ha portato ad una riduzione dell’incidenza sul Bilancio delle somme da accantonare per il pagamento degli stessi mutui. Il risparmio così ottenuto sarà destinato, per l’anno 2015, alla realizzazione di cantieri: 700.000, euro per strade e marciapiedi, 90.000 euro per le palestre di Cortoghiana e Bacu Abis, il resto, pari a 200.000 euro, per il cofinanziamento dei Bandi regionali e per altri piccoli interventi.

«L’Amministrazione comunale – ha detto il sindaco, Giuseppe Casti -, tenendo conto degli effetti della crisi che si fanno sentire sempre più sui bilancio comunali, ha voluto presentare un Bilancio di previsione che mira a dare nuovo sviluppo e un contributo concreto ai cittadini nell’affrontare i problemi della vita quotidiana. Per questo abbiamo continuato a lavorare per il miglioramento della qualità della vita degli abitanti di Carbonia. Da una parte ci siamo impegnati a ridurre le tasse e a mantenere tutti i servizi, dall’altra, grazie ad un parco investimenti di circa 10 milioni di euro, abbiamo voluto contribuire a ridare respiro alla situazione economica della Città e del territorio. Ringrazio tutti coloro che hanno espresso il proprio voto favorevole al Bilancio, i Consiglieri di minoranza che hanno dimostrato serietà e propensione al dialogo, le Commissioni consiliari – ha concluso Giuseppe Casti – per il meticoloso lavoro svolto e tutti i cittadini che hanno partecipato alle diverse assemblee pubbliche, fornendo preziosi suggerimenti.»

Il progetto di riqualificazione di Piazza Ciusa verrà esaminato lunedì 16 marzo, alle ore 15.30, nella Sala Polifunzionale, in piazza Roma, nel corso di un incontro organizzato dall’Amministrazione comunale di Carbonia, al quale sono stati invitati gli operatori commerciali di piazza Ciusa, gli operatori del Mercato civico e del mercatino settimanale.

Piazza Mercato Carbonia

Carloforte si mobilita a difesa della Saremar pubblica, in vista della riunione del Consiglio regionale che martedì 17 marzo esaminerà la mozione presentata da undici consiglieri, primi firmatari Luca Pizzuto (SEL) e Pietro Cocco (PD).

La Pro Loco ha organizzato un viaggio in pullman, gratuito, per assicurare una folta presenza durante il dibattito. L’orario di partenza è stato fissato alle ore 13,15. L’invito a partecipare è rivolto ad associazioni, gruppi di cittadini, famiglie e singoli.

L’adesione si può confermare anche via mail al seguente indirizzo: prolococarloforte@gmail.com, specificando nome, cognome e un recapito telefonico, oppure telefonando alla Pro Loco allo 0781 854009.

Assalto al traghetto 2 copia

Foto conferenza stampa Riformatori

Il gruppo consiliare dei Riformatori sardi questa mattina ha presentato una proposta di legge sulle Fondazioni bancarie.

La Regione Sardegna – secondo Michele Cossa, Attilio Dedoni e Luigi Crisponi – può designare propri membri nei comitati di indirizzo e/o in qualsiasi organismo delle fondazioni bancarie e/o di qualsiasi altro soggetto giuridico, solo qualora vengano rigorosamente rispettate le regole sulla trasparenza, intesa come accessibilità totale alle informazioni sull’organizzazione e le attività della Fondazione e/o di qualsiasi altro soggetto giuridico.

La proposta di legge prevede anche che in materia di contratti, le fondazioni bancarie e/o qualsiasi altro soggetto giuridico dovranno determinare i soggetti contraenti mediante procedure competitive ad evidenza pubblica. I rappresentanti designati dovranno pertanto riferire alla Giunta Regionale il rispetto di quanto previsto nei commi precedenti attraverso una relazione annuale.

«La scelta di legare la designazione propri membri nei comitati di indirizzo e/o in qualsiasi organismo delle fondazioni bancarie e/o di qualsiasi altro soggetto giuridico solo qualora vengano rigorosamente rispettate le regole sulla trasparenza, intesa anche come apertura nei confronti dei cittadini delle funzioni e degli obiettivi strategici  dei citati soggetti – spiegano i consiglieri regionali dei Riformatori sardi – risponde ad un esigenza precisa: il controllo e la partecipazione democratica. D’altra parte trasparenza, responsabilità e correttezza gestionale rappresentano principi di assoluto interesse per la pubblica amministrazione. Le Fondazioni bancarie, tra l’altro, continuano ad avere una natura ibrida e nel contribuire con la loro azione al miglioramento delle condizioni della comunità, si dovrebbero attenere a criteri di pubblicità e trasparenza, operando sulla base del principio di sussidiarietà ai sensi dell’art. 118 cost., mediante interventi di sostegno, diretto e indiretto, sia materiali che immateriali, privilegiando la coprogettazione delle iniziative e le realizzazione di iniziative intersettoriali: assumono, quindi, un ruolo, di investitori istituzionali».

Ugo Cappellacci copia

I consiglieri del gruppo di Forza Italia una mozione con la quale chiede al presidente della Giunta, Francesco Pigliaru, di inviare una diffida al Governo e di chiedere un incontro urgente con il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, per ribadire la volontà dei sardi, certificata dall’esito del referendum popolare, contro la realizzazione nell’Isola del deposito unico delle scorie nucleari.

L’iniziativa trae spunto dalle «riservate informazioni ricevute dall’ex governatore Ugo Cappellacci da attendibili fonti ministeriali” che indicherebbero in un’area del centro Sardegna, il sito individuato per lo stoccaggio delle scorie». «Una scelta assurda e scellerata che contrasta con le volontà del popolo sardo e vanifica gli sforzi fatti per affermare nell’Isola uno sviluppo all’insegna della compatibilità ambientale e del turismo», così l’ha definita Cappellacci, che ha puntato il dito contro  “la colpevole inerzia” dimostrata dall’attuale esecutivo regionale sull’intera vicenda.

«Immobilismo e assenza di iniziativa caratterizzano l’atteggiamento della Giunta davanti al rischio concreto che la Sardegna diventi il deposito unico delle scorie radioattive» ha rimarcato il capogruppo Fi, Pietro Pittalis, che ha quindi ammonito il Governo: «Renzi scelga un sito in Toscana, vicino casa sua, perché i sardi sono pronti a fargli ingoiare le scorie che vorrebbe spedire in Sardegna. La mozione consiliare ha l’obiettivo di riportare il tema all’attenzione di tutte le forze politiche ma soprattutto vuole riattivare una vera e propria mobilitazione popolare in ogni angolo della Sardegna.»

Il consigliere Marco Tedde ha quindi evidenziato il ritardo e la superficialità con la quale, a suo giudizio, procede la Giunta ed ha citato quella che ha definito “la risposta vergognosa” data all’interpellanza presentata in proposito lo scorso novembre. «La Giunta – ha dichiarato Tedde – nella risposta del 26 gennaio ammette di non aver assunto alcuna iniziativa e promette di mettere in campo opportune azioni per avviare un confronto col Governo sul tema delle scorie». «Serve – ha aggiunto Ignazio Locci – una presa di posizione forte e chiara del presidente Pigliaru e della sua maggioranza per ribadire al Governo Renzi il “no” fermo e deciso dei sardi alle scorie nucleari».

Grande preoccupazione per la condotta dell’esecutivo Pigliaru è stata espressa anche dalla consigliera, Alessandra Zedda: «Il governo del centrodestra, nella passata legislatura, si è caratterizzato per una marcata contrapposizione al governo nazionale quando quest’ultimo ha assunto scelte in danno dell’Isola, oggi, invece, la Giunta Pigliaru accetta, per tutte le vertenze aperte con lo Stato, la posizione governativa. E anche l’ultima decisione di ritirare i ricorsi in materia di entrate lo conferma».      

Foto d'archivio.

Foto d’archivio.

Una clamorosa manifestazione di protesta, è stata messa in atto questa mattina, nel cantiere del nuraghe Sirai, alla periferia di Carbonia, da due operai che sono saliti sulla gru mentre i loro colleghi hanno occupato lo stesso cantiere, per rivendicare il pagamento degli stipendi arretrati. Sul posto si sono recati gli agenti del Commissariato di Via Trieste e i carabinieri della Compagnia di Carbonia. Un’altra iniziativa è stata in atto da altri lavoratori, nell’ambito della stessa vertenza, con l’occupazione del municipio di Gonnosfanadiga mentre a Cagliari è stato attivato un presidio permanente davanti all’assessorato regionale del Lavoro.

A protestare sono i lavoratori della società Dalcas, che nel mese di gennaio ha pagato l’ultimo stipendio, relativo al mese di dicembre, ai suoi 180 lavoratori che fanno parte dell’organico dei 550 dell’Ati Ifras, il raggruppamento di imprese che lavorano all’interno dei cantieri del Parco Geominerario.

«In nessun modo – ha dichiarato stamane l’assessore regionale del Lavoro, Virginia Mura – devono ricadere sui lavoratori le inadempienze delle aziende costituenti l’ATI. Abbiamo ingiunto alla Dalcas e in subordine alla capofila IFRAS di provvedere con urgenza al pagamento dei salari alle maestranze. In ogni caso – ha concluso l’assessore del Lavoro -, la Regione si impegna perché la situazione sia risolta in tempi strettissimi e vigilerà perché non si verifichino più altri casi simili.»

Si sono conclusi, a Iglesias, i lavori di manutenzione straordinaria della strada rurale denominata S’Arriali.

Gli interventi hanno interessato un tratto stradale lungo 1.800 metri che costituisce l’unica via di accesso per numerose abitazioni e aziende.

I lavori hanno consentito la messa in sicurezza e il rifacimento della massicciata e della finitura stradale per un investimento totale di 200.000 euro.

Iglesias 2 copia