21 October, 2026

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Originale iniziativa dei #Riformatori sardi: «Dieci miglia di proposte: viaggio itinerante tra bellezze e incompiute dell’Isola». Con questo slogan si sono imbarcati oggi a Palau per una dibattito a bordo della #Motonave Virginia. Durante il viaggio-dibattito sono stati affrontati numerosi temi: i trasporti, le infrastrutture ex G8, le servitù militari.

Sul ponte di comando del partito fondato da Massimo Fantola, c’erano il coordinatore del collegio Olbia Tempio, Giovanni Pileri, e gli esponenti di punta del partito in Gallura: Luca Montella e Fabio Lai; il coordinatore regionale, Michele Cossa; il presidente della commissione Affari Sociali della Camera, Pierpaolo Vargiu; il capogruppo in Consiglio regionale, Attilio Dedoni. Decine di attivisti e dirigenti provenienti da tutta la Sardegna.

Lungo l’itinerario: prima partenza, alle 10.00 da La Maddalena, seconda partenza alle 10.30 da Palau, alle 10.45 giro di presentazione del territorio, alle 12.00 dibattito a Cala Corsara (Isola di Spargi), alle 14.00 breve pausa all’isola di Budelli, alle 16.00 rientro al Porto di Palau.

Dieci miglia di idee e proposte, a partire dalle aggiorni questioni che interessano l’isola di la Maddalena e la Gallura. Iniziando dall’isolamento territoriale dei mesi invernali, che penalizza le imprese e lo sviluppo economico, soprattutto dopo che gli americani sono andati via. Sono stati spesi inutilmente 400 milioni di euro, per strutture ha sono abbandonate e stanno andando in malora è che potrebbero essere preziose per un incremento del turismo nel territorio. «Ma Su infrastrutture e trasporti – hanno spiegato i Riformatori sardi – la Regione è lenta e incapace di programmare. E la Gallura e l’intera Sardegna ne risentono. Da quando la Giunta si è insediata sono passati ormai sei mesi e non è stato prodotto alcun risultato. Non c’è uno straccio di idea di come far rinascere la Sardegna».

«L’unico risultato ottenuto da Francesco Pigliaru – hanno concluso i Riformatori sardi – è stato di svendere la Sardegna a Roma: prima un accordo suicidio sul pareggio di bilancio dando al governo la possibilità di decidere sulle nostre entrate, poi la questione delle servitù militari gestita malissimo e sfuggita di mano. Infine, una continuità territoriale monca e fuori controllo.»

E’ stato presentato ieri sera, nel locale Il Vinile, a Carbonia, “L’odore dello scirocco”, primo romanzo di Gianluca Massa, editore Regina Zabo. L’incontro è stato moderato dal giornalista Gianfranco Nurra. Gianluca Massa è nato nel 1970 a Masainas, vive e lavora a Carbonia. È laureato in Giurisprudenza e fa l’impiegato al comune di Carbonia.

Si è inventato il paesino di Mallonis in cui ambienta le sue storie, mescolando sapientemente la realtà dei piccoli paesi della Sardegna, della zona del Sulcis in particolare, alla fantasia. Oltre “L’odore dello scirocco”, ha pubblicato con Regina Zabo il racconto brevissimo Il trapezista di Mallonis ed ha il cassetto colmo di racconti ancora inediti.

L’inaccessibile villaggio di Mallonis viene spazzato per una settimana da un mefitico vento di scirocco, che con il suo odore sconvolge e turba gli abitanti.

Lo scirocco soffia senza requie tessendo una trama che lega insieme gli abitanti al proprio destino e a quello del villaggio di Mallonis, nato sotto una cattiva stella e cresciuto come l’erba cattiva.

Le voci degli abitanti si alternano alla voce narrante, richiamando alla memoria i ricordi, che si intrecciano a fatti leggendari ed alla storia della fondazione, ricostruendo, in una narrazione polifonica, gli eventi occorsi in quella maledetta settimana e culminati con l’assassinio di Eufrasio Curreli e Fiorentina Frailis.

Il libro è stato pubblicato in versione digitale.

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La #Giunta regionale ed il #Movimento Pastori Sardi hanno raggiunto un’intesa, questa mattina, nel Palazzo della Regione di Viale Trento, a Cagliari, sui rimedi da adottare per combattere la #lingua blu, che ha colpito gli allevamenti, e sugli interventi per rilanciare l’attività nelle campagne. Al termine dell’incontro, nel quale la Regione era rappresentata dal presidente, Francesco Pigliaru, e dagli assessori della Sanità, Luigi Arru, e dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, il leader del Movimento, Felice Floris, ha annunciato lo stop alla mobilitazione dei pastori. Le parti hanno superato anche i malintesi sul Piano di sviluppo rurale emersi negli ultimi mesi. 

Non più tardi di ieri sera, intorno alle 20.00, nel corso dell’incontro svoltosi nel Parco di Villa Sulcis, a Carbonia, nell’ambito della Festa di Sinistra Ecologia Libertà, Francesco Pigliaru aveva detto di non aver capito le ragioni della manifestazione del Movimento Pastori Sardi di qualche giorno fa, ma di essere pronto all’incontro convocato per questa mattina, poi conclusosi con l’intesa.

foto incontro intergruppo parlamentare a PortovesmeIMG_2037
Il presidente della Regione Francesco Pigliaru è intervenuto ieri, nella sede del #Consorzio industriale di Portovesme, all’incontro “Viaggio nell’Italia che riparte” organizzato dall’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà sul tema: “La Sardegna tra rilancio della manifattura ed attrattività degli investimenti esteri”.
Nel corso del dibattito, ha detto sostanzialmente le cose che ha poi ribadito, ampliandole per la maggior disponibilità di tempo, nel corso della festa di #Sinistra Ecologia Libertà, nel Parco di Villa Sulcis, a Carbonia.
«I problemi non si risolvono con le parole – ha detto Pigliaru prima di cominciare l’incontro di Portovesme -. I problemi li risolvono i governi quando lavorano. Qui abbiamo trovato una situazione assolutamente non gestita, che stiamo affrontando con il piano Sulcis. E sappiamo bene che il Sulcis ha problemi generali e problemi specifici: pensiamo ad Alcoa, che senza il nostro impegno a tutti i tavoli sarebbe una partita già persa. Siamo consapevoli che il mondo è cambiato e che l’industria pesante non è la soluzione: è tempo di guardare ad altri tipi di sviluppo. Per riuscirci – ha aggiunto il governatore – è necessario per prima cosa fare le bonifiche, senza non potremo mai avere un’offerta turistica e agroalimentare di qualità; poi avere idee e riuscire ad attrarre investimenti dall’esterno, imprenditori seri che siamo pronti ad affiancare, dando risposte certe in tempi rapidi.»

Sono punti che il presidente Pigliaru ha ripreso nel corso del suo intervento, sottolineando il lavoro della Giunta sulle riforme, mettendo al primo posto la riorganizzazione della macchina amministrativa e la semplificazione burocratica. In tema di lavoro, Francesco Pigliaru ha messo l’accento sulla necessità di politiche attive, «che è la direzione in cui ci stiamo muovendo. Sul modello del progetto “Garanzia Giovani”, stiamo lavorando a una riforma dei #Centri Servizi per il Lavoro, perché chi si trova in una condizione di disoccupazione possa essere seguito in un percorso individuale e mirato. La copertura della disoccupazione è fondamentale e dovrebbe essere universale, ma non basta più, serve creare le condizioni perché chi è disoccupato trovi lavoro al più presto. Ricordiamoci che sono le imprese a creare il lavoro il compito della Regione è creare un ambiente favorevole agli investimenti e allo sviluppo delle imprese. Ciò che serve – ha concluso Francesco Pigliaru – è dare la massima flessibilità all’impresa e insieme la massima sicurezza ai lavoratori»

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Sono stati istituiti cento tavolini in tutta la Sardegna, 10 nella sola Cagliari e sono state raccolte ben 2.628 firme in una giornata che ha visto impegnati i giovani #Riformatori sardi in numerose piazze della Sardegna, per la raccolta di adesioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione in tutte le Asl della Sardegna, di un pronto soccorso pubblico veterinario e di un numero per le emergenze dedicato.

«Il riconoscimento degli animali quali esseri portatori di diritti – spiega Danilo Pillitu (Giovani Riformatori), portavoce del comitato Sos 4 zampe fondato assieme a Enpa, Anta, Lega nazionale del Cane ed Una zampa nel cuore – è uno dei capisaldi della politica dell’Unione europea. La legislazione vigente risulta ancora carente per quanto concerne il soccorso agli animali feriti. La riforma del codice della strada ha introdotto l’obbligo di soccorso agli animali che però, molto spesso, vengono abbandonati, a rischio della loro vita e anche di quella degli altri utenti perché non è stato previsto un adeguato sistema che consenta al cittadino di rivolgersi tempestivamente all’ente competente per usufruire del servizio di soccorso veterinario in caso di un animale vittima di incidente.»

La competenza del servizio di assistenza veterinaria, spiega ancora Pillitu, «è riconosciuta alle regioni, che a loro volta hanno delegato tale funzione alle aziende sanitarie locali. Tuttavia, non sempre sono garantiti un servizio di guardia veterinaria attivo ventiquattro ore su ventiquattro e spazi adeguati di pronto soccorso per gli animali feriti o che stanno male, siano essi domestici o randagi. La Regione Sardegna non ha ancora istituito un numero unico telefonico di pronto soccorso per la segnalazione di un’emergenza al fine di inviare personale e mezzi adeguati».

Per Danilo Pillitu, la proposta di legge è importantissima. «Se verrà approvata – conclude Danilo Pillitu – farà fare alla Sardegna un incredibile balzo in avanti nel campo della sicurezza e cura degli animali domestici e dei randagi. Possiamo essere battistrada in Italia, approfittando anche del nostro essere Regione a Statuto speciale.»

Non solo promozione dell’attività venatoria, ma anche impegno nella salvaguardia e tutela dell’ambiente. E’ la missione portata avanti dall’#Unione Cacciatori Sardegna che ha messo in campo un esercito di volontari per la raccolta dei bossoli. Centinaia di soci e volontari dell’associazione – che raggruppa migliaia di iscritti nell’isola – hanno perlustrato per tutta la settimana le località maggiormente frequentate dai cacciatori al fine di verificare che non siano stati abbandonati i bossoli delle cartucce sparate. Ed ecco i numeri forniti dal presidente Bonifacio Cuccu in base a questa attività finalizzata a difendere il patrimonio naturalistico sardo. «Abbiamo raccolto oltre 30mila bossoli nel corso delle nostre ispezioni sulle montagne più battute nell’Isola – dice il responsabile dell’Unione Cacciatori Sardegna – alcuni dei reperti rinvenuti sono peraltro datati alle vecchie annate. Un segnale positivo, che fa risaltare il grande senso civico e sociale dei cacciatori obbligati in base ad una precisa norma di legge a recuperare i bossoli delle cartucce sparate, che non devono essere abbandonati nei luoghi di caccia».

La formazione dei cacciatori, che si identifica in un sodalizio tutto sardo, consegnerà ora i bossoli alle autorità competenti – con la guardia forestale in cima alla lista – per lo smaltimento del materiale. Anche il consigliere regionale Modesto Fenu mette l’accento sulla vocazione ambientalista dei cacciatori: «L’impegno della compagine conferma, ancora una volta, che il mondo venatorio mantiene un’attenzione particolare alla salvaguardia del paesaggio, alla tutela del patrimonio campestre e alla difesa dei beni boschivi dell’Isola». Un risultato importante raggiunto dall’universo venatorio: «E’ la certificazione del ruolo fondamentale dei cacciatori nella tutela dell’ambiente e nel governo del territorio sardo – aggiunge Fenu – Per questo i cacciatori meritano di essere utilizzati al meglio e considerati maggiormente, con un posto di rilievo nella protezione del paesaggio come sentinelle dell’ambiente e custodi della fauna». Proprio in quest’ottica, l’Unione cacciatori Sardegna sin da domenica – giornata in cui entrerà nel vivo la stagione venatoria, con tantissimi appassionati in giro per le montagne e i distretti rurali dei diversi territori – consegnerà ai suoi associati dei contenitori per la raccolta dei bossoli. «Un’operazione che va ad incrociare il senso civico dei cacciatori, che sono attaccati al patrimonio naturalistico isolano contro ogni forma di contaminazione del paesaggio».

Cristiano Erriu
La Giunta regionale ha approvato ieri la proposta dell’assessore degli Enti Locali Cristiano Erriu, per il Patto di stabilità territoriale 2014, contenente l’obiettivo aggregato dei comuni e delle province. La Regione sblocca 60 milioni per le opere delegate dei comuni e altri 30 milioni che saranno distribuiti come fondo unico.
La Giunta regionale, iniziata nel pomeriggio sotto la direzione del vice presidente della Giunta regionale, Raffaele Paci, e proseguita con il presidente Francesco Pigliaru, che in mattinata ha partecipato ad un incontro con l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, a Portoscuso, e in serata alla Festa di Sel, a Carbonia, ha approvato in due delibere gli atti di indirizzo per il recesso della Regione dal #Consorzio Forgea International ed il disegno di legge sulla riorganizzazione di #Sardegna Ricerche, con cui ridefinire natura giuridica, missione strategica, rapporti con sistema delle strutture di ricerca collegate e la razionalizzazione degli organi di gestione.
Sono state approvate le delibere proposte dall’assessore del Bilancio, Raffaele Paci, sul riassetto del #Programma Operativo FESR 2007-2013 e la rimodulazione del piano finanziario e sul #Patto di stabilità interno, per la ripartizione del plafond di competenza eurocompatibile.
Per quanto concerne i fondi POR FERS 2007/2014 saranno adottate misure idonee che garantiscano la priorità della spendita di questi fondi comunitari da parte degli assessorati interessati. E’ stata inoltre messa in atto una ricognizione di tutti i progetti cosiddetti “retrospettivi”: finanziati in origine con fondi regionali o nazionali ma compatibili con gli obiettivi dei programmi dell’UE, i quali possono essere così rendicontati, liberando le risorse regionali con i quali sono stati realizzati. Sarà inoltre modificata la procedura nel processo di controllo e certificazione della spesa dei fondi europei.
Dall’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, è arrivata la proposta di Patto di stabilità territoriale 2014, contenente l’obiettivo aggregato dei comuni e delle province. La Regione sblocca 60 milioni per le opere delegate dei comuni e altri 30 milioni che saranno distribuiti come fondo unico.
Sono stati inoltre individuati anche il nuovo direttore generale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (#Arpas), grazie alla selezione dei curricula presentati e della relazione del commissario, nella persona dell’ingegnere, Alessandro Sanna, attualmente dirigente dell’assessorato dell’Ambiente e territorio della Provincia di Cagliari e il direttore generale dell’Agenzia per la ricerca in Agricoltura (#Agris Sardegna), Raffaele Cherchi.

 

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La Giunta regionale ha approvato una delibera proposta dall’assessore della Cultura e dell’Istruzione, Claudia Firino, che prevede lo stanziamento di 80.000 euro per la a XIV edizione della #Fiera del libro di Macomer, in programma nel prossimo mese di novembre, e di altri 149mila euro per sostenere le case editrici dell’Isola.

«La fiera del libro di Macomer – ha detto l’assessore Firino – è un’iniziativa consolidata e ormai molto amata e apprezzata nell’isola. E’ importante sostenerla in quanto costituisce un volano di promozione del libro sardo e, contestualmente, un ottimo biglietto da visita e un manifesto della stessa Sardegna.»

L’obiettivo è dare maggiore solidità al mercato editoriale sardo che, negli anni, ha dato dimostrazione di avere grandi potenzialità ancora inespresse. «Mi ero impegnata a intervenire – chiarisce l’assessore Firino – ed ho mantenuto fede all’impegno preso alla prima occasione possibile.»

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Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha incontrato ieri, a Cagliari, i rappresentanti dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), partenariato multilaterale lanciato nel 2008 dall’allora presidente francese Sarkozy come continuazione del Partenariato euro-mediterraneo, noto anche come “Processo di Barcellona”, per parlare di trasporti, energie rinnovabili, empowerment delle donne, promozione dell’occupazione, sviluppo economico. L’UpM costituisce un quadro di riferimento per le relazioni politiche, economiche e sociali tra i 28 Stati membri dell’Unione Europea e 15 Paesi del Sud e dell’Est del Mediterraneo. Nel corso dell’incontro, Mario Mariani, responsabile della divisone progetti dell’UpM e Arnau Formiguera, consigliere diplomatico del Segretario Generale dell’UpM, hanno discusso nel dettaglio dei settori strategici che rientrano nel mandato dell’UpM, come detto quindi i trasporti, le energie rinnovabili, l’acqua come bene comune, la protezione ambientale, l’alta formazione e mobilità, la ricerca, gli affari sociali, lo sviluppo economico e occupazionale declinato nelle sue varie forme. 

Il presidente Pigliaru ha ricordato che la Sardegna è un territorio che ha una forte vocazione euro-mediterranea, e si è dichiarato disponibile ad avviare una riflessione su una possibile collaborazione con l’UpM in settori come l’alta formazione, la ricerca e le filiere agroalimentari. «Il territorio regionale – ha detto Pigliaru – possiede competenze e know-how in campi strategici per la cooperazione al livello euro-mediterraneo». L’incontro con il presidente Pigliaru è stato preceduto da un confronto tecnico tra gli uffici dell’Autorità di Gestione del Programma ENPI CBC “Bacino del Mediterraneo” e i rappresentanti dell’UpM durante il quale sono state analizzate e discusse le sinergie tra le due iniziative con l’obiettivo di avviare un dialogo più strutturato e approfondito nell’ambito del periodo programmatico 2014-2020. Con 95 progetti attualmente in corso di realizzazione, il #Programma ENPI CBC Med si configura come piattaforma rilevante per la cooperazione regionale nel bacino del Mediterraneo.