21 October, 2026

Il Consiglio comunale di Portoscuso.

Il Consiglio comunale di Portoscuso.

Lo stabilimento Eurallumina.

Il Consiglio comunale di Portoscuso è stato convocato per lunedì 29 settembre, alle 17.00. All’ordine del giorno figura l’esame dell’atto di indirizzo per l’accordo di programma con #Eurallumina, per il rilancio delle produzioni.

La #RSU Eurallumina oggi ha diffuso una nota, nella quale sottolinea «l’importanza dei temi che verranno  esposti in Consiglio comunale, riguardanti la ripresa del “LAVORO” dei 500 tra  lavoratrici e lavoratori diretti  e del sistema degli appalti e dell’indotto che coinvolge fornitori e servizi, del sistema industriale non solo territoriale ma regionale e nazionale, che comporterebbe la ripartenza del “primo anello della filiera dell’alluminio”, le rilevanti ricadute occupazionali e sociali, che il via libera  ad ingenti investimenti già garantiti darebbe a tutto il territorio, che in questi anni ha registrato il progressivo abbandono, chiusura o sospensione delle attività produttive e la conseguente cancellazione di servizi essenziali per il cittadino (Sanità e Giustizia), incrementando il già da sempre nutrito esercito di disoccupati, obbligando migliaia di lavoratori e le loro famiglie a subire la necessità di dover far ricorso agli ammortizzatori sociali (nella gran parte dei casi erogati con inaccettabile ritardo) e oggi a seguito delle varie riforme  senza più coperture, impoverendo e aggravando ulteriormente la situazione del Sulcis attestandolo tra le province più povere d’Italia»;

«consapevoli e certi che le possibilità di ripresa del territorio – si legge ancora nella nota della RSU Eurallumina – si basano sul consolidamento delle produzioni industriali che possono avere mercato e futuro, insieme a tutti gli altri settori (turismo, agro-alimentare, commercio, artigianato) che, purtroppo, hanno avuto sviluppo marginale e che debbano avere la giusta attenzione e sostegno; certi che convivere nel rispetto delle leggi e degli interessi comuni (Ambiente, Salute e Lavoro) sia un obiettivo perseguibile e realizzabile e che le lavoratrici e i lavoratori Eurallumina  in questi anni di lotta e sacrifici, senza mai cedere alla rassegnazione e alle avversità  sempre  nuove, e superate con determinazione  in questa difficile vertenza, hanno sempre posto al vertice delle loro rivendicazioni; con grande rispetto delle istituzioni locali e le comunità da esse  rappresentate, delle garanzie che a livello tecnico-scientifico-giuridico, queste giustamente pretendono, della giusta ripartizione  di oneri e benefici, attendiamo fiduciosi che, quanto in sede preliminare già ampiamente approfondito, sia valutato positivamente e possa tracciare un percorso che velocizzi il già programmato progetto industriale di riavvio delle produzioni; invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori Eurallumina, dell’Indotto, i rispettivi familiari e tutti coloro che hanno a cuore il futuro del lavoro, della loro vita famigliare e di questo territorio, a partecipare alla seduta del Consiglio comunale di Portoscuso in programma lunedi 29 settembre 2014, alle ore 17.00.»

Polo industriale Portovesme 3

Le lavoratrici e i lavoratori  #Eurallumina e degli Appalti, riuniti in assemblea il giorno 26/09/14, recependo la richiesta pervenuta dall’assemblea, a seguito delle comunicazioni della RSU, già intervenuta in merito ad una problematica legata al territorio e direttamente a noi collegata (perché usufruivamo di quel servizio) hanno deciso di condividere il  comunicato emanato dalle lavoratrici coinvolte, che operavano presso la Mensa Consortile.

Questo il testo integrale.

«Continua la moria di posti di lavoro a #Portovesme, ad essere a rischio le 8 addette della mensa consortile.

Un’altra attività chiude e altri posti di lavoro vengono cancellati, nel devastato polo industriale di Portovesme, fanno meno rumore dei grossi numeri che coinvolgono le grosse aziende, ma portano con se gli stessi drammi.

La galassia delle medie, piccole e piccolissime imprese di appalto e di servizi, che gravitavano intorno ad #Eurallumina, #Alcoa ed #ex Ila, che hanno parzialmente o totalmente cessato la loro attività, è un lungo triste elenco di nomi, con i lavoratori che hanno subito il peso maggiore della crisi , collocati in regime di cassa integrazione e mobilità in deroga , che da oltre un anno non percepiscono le modeste indennità, ed ormai senza nessuna copertura, perché quegli strumenti di sostegno sono stati  cancellati lasciando senza nessuna tutela i lavoratori  coinvolti.

Ultima in ordine di tempo in procinto di abbassare le serrande, la “mensa consortile  di Portovesme”. Un  servizio operativo dal 1994, che in questi 20 anni ha fornito un servizio indispensabile ai lavoratori delle ditte esterne agli stabilimenti più importanti. La struttura è sita all’interno del  Consorzio Industriale di Portovesme, lo stesso ente ha affidato in  gestione il centro cottura e distribuzione pasti, alle varie società che si sono alternate nella titolarità del servizio in questi 2 decenni. Con la contrazione degli addetti alle manutenzioni degli impianti del polo industriale, già a partire dal 2006, i dipendenti della mensa, erano stati collocati in mobilità per poi sia pur parzialmente rientrare in servizio, per l’ ingesso nella struttura della società che confezionava i pasti per gli ospedali della Provincia, ma una volta trasferitisi presso il centro sito all’interno dell’Enap di Carbonia, la crisi per le dipendenti della mensa consortile si è nuovamente acuita .

La ditta che ha il contratto di gestione, la Gemeaz Elior, con sede in via Benedetto Croce 68  a Roma, una delle più grosse aziende attive sul mercato nazionale, con una forte ramificazione anche in Sardegna, ha ritenuto che i pasti erogati nel centro di Portovesme, non fossero più sufficienti a garantire un guadagno congruo.

Ad oggi a utilizzare il servizio erano alcuni lavoratori dell’Eurallumina impegnati nelle rotazioni manutentive (altri utilizzano il ticket fornito dall’azienda per consumare il pasto in altri locali privati di Portoscuso e Portovesme) e alcuni delle rimanenti sparute ditte superstiti nel nucleo industriale e alcune decine di pasti per la Casa dell’Anziano di Carbonia.

La Gemeaz Elior in data 15 settembre 2014, ha inviato un telegramma alle restanti 8 dipendenti (tutte donne, alcune operanti in quel servizio dalla sua apertura, appunto 20 anni), indicando in termini perentori il loro trasferimento  presso la sede di Sassari, a partire dal 1 ottobre 2014, con la chiusura contestuale del centro di Portovesme.

Una proposta quanto meno irricevibile, per lavoratrici, che dimostrando, oltre alla certificata professionalità, spirito di sacrificio  per salvaguardare il posto di lavoro, riducendosi le già poche ore di lavoro, che in alcuni casi non superano le 10/15 ore settimanali, lavorando nei festivi, dando piena disponibilità in qualsiasi orario, senza nessuna indennità, e un minimo di  rimborso carburante per le addette al servizio che risiedono fuori Portoscuso.

Con stipendi che non arrivano ai 400 euro mensili, è palese che un trasferimento a Sassari, ad una così grande distanza dalla propria residenza (tutte con famiglia da accudire), e con l’impossibilità di potersi mantenere (pensare a pagare un affitto con quelle retribuzioni è assurdo), sia un pretesto per sentirsi rispondere con un rifiuto, e perseguire la strada del licenziamento.

A questo punto è urgente l’ intervento dei sindacati di categoria che seguono il settore mense, e se necessario dei livelli superiori, che devono trovare la strada che garantisca il massimo della tutela alle 8 lavoratrici , contestando il provvedimento di trasferimento, e concordando il percorso di sostegno qualora l’azienda non volesse recedere dal suo progetto di cessazione dell’attività, con gli strumenti  stabiliti in questi casi.

Di pari passo anche della proprietà delle mura, il Consorzio Industriale, che per impedire la chiusura del servizio, possa rivedere visto il momento di acclarata difficoltà, anche temporaneamente il canone di affitto e di concerto con le organizzazioni sindacali, svolgere un’operazione di scouting, invitando la Gemeaz Elior a temporeggiare, e per verificare se altre aziende operanti nel territorio (mense ospedaliere e scolastiche) possano essere interessate a rilevare il servizio, che nel passato ha garantito importanti guadagni e occupazione, e che potenzialmente, in previsione della ripresa di vecchie e nuove realtà produttive, possa investire in questa prospettiva. Ruolo fondamentale recita la politica, dal comune di Portoscuso, a quelli limitrofi, della ex Provincia Carbonia Iglesias, che debbono spingere affinché quanto potenzialmente realizzabile per il settore industriale inserito nel Piano Sulcis, dalla ripartenza di Eurallumina, la cessione dello stabilimento Ex Alcoa, riavvio della Portal, costruzione impianto Bio Carburante, dragaggio del porto e altre iniziative di gestione diretta del consorzio industriale (raddoppio impianto trattamento acque, completamento  strada consortile) possano entro il 2015 essere cantierate, richiamando al lavoro alcune migliaia di lavoratori, che non potrebbero fare a meno di un luogo idoneo e attrezzato per la consumazione dei pasti. Intanto, occorre trovare una soluzione al problema di 8 lavoratrici, che non può essere trascurato e fatto passare nel silenzio, perché troppo debole la loro voce.

Le lavoratrici addette alla Mensa Consortile di Portovesme

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Eurallumina esprimono la loro solidarietà alle lavoratrici della Mensa Consortile, garantisco loro sostegno nelle iniziative che intenderanno mettere in atto, partecipano alla richiesta di intervento di tutti coloro che, avendone ruolo e possibilità, possano concorrere alla risoluzione di questa vertenza e che quando ci sarà la possibilità di  altre opportunità occupazionali per le loro professionalità, abbiano priorità nell’inserimento.

La RSU Eurallumina e l’assemblea delle lavoratrici e lavoratori Eurallumina e degli Appalti.

foto incontro intergruppo parlamentare a PortovesmeAttendati Alcoa 2

E’ iniziata oggi, a Portovesme, la due giorni in Sardegna dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà, seconda tappa del “Viaggio nell’Italia che riparte”, il tour attraverso il Paese per mettere in luce tutte quelle imprese e realtà nuove e innovative che hanno saputo rispondere alla crisi e rilanciare in sviluppo e competitività contribuendo alla ripartenza dell’Italia.

Due giorni di incontri dedicati al tema “La Sardegna tra rilancio della manifattura e attrattività degli investimenti esteri” per confrontarsi con tutte le realtà protagoniste sul territorio, aziende e istituzioni, e analizzare con loro le criticità ma soprattutto le potenzialità di una regione che sta  vivendo la sfida della ripartenza economica attraverso importanti processi di riconversione e rilancio industriale nel segno della sostenibilità e della apertura competitiva agli investimenti esteri.

Molte le aziende nazionali ed internazionali che prenderanno parte alle due tavole rotonde e che insieme alla delegazione parlamentare dell’Intergruppo, rappresentata dagli onorevoli Raffaello Vignali, Guglielmo Vaccaro, Francesco Sanna e Gianluigi Gigli, approfondiranno, nelle due giornate di incontro, le tematiche relative allo sviluppo della lavorazione dei metalli non ferrosi, del comparto energetico e della attrattività del sistema produttivo italiano.

«Su tutto il territorio nazionale – ha spiegato Raffaello Vignali, responsabile economico di NCD e coordinatore dell’Intergruppo, nel corso della conferenza stampa – riscontriamo sempre più forme di aggregazione nuove, sistemi di reti che stanno innovando i distretti. Sono reti di imprese, reti associative, reti “ibride” tra imprese e sistema della ricerca, del credito, delle istituzioni. Reti che nascono dalla consapevolezza che la competitività nella globalizzazione è sempre più competitività di sistema. La Sardegna non fa eccezione in questo percorso virtuoso di innovazione e ripartenza come dimostra anche Portovesme, territorio che ha visto svilupparsi l’importante polo industriale che concentra tutta la produzione nazionale dei metalli non ferrosi e che oggi rappresenta un leading case di accordi intersettoriali di distretto (energia e manifattura; raffinazione dei carburanti e agricoltura) e finanza di progetto con investitori internazionali. Con questa iniziativa – ha proseguito Vignali – vogliamo accendere i riflettori e portare alla luce questa come tante altre realtà industriali nuove e altamente innovative che oggi esistono in Italia e che costituiscono fenomeni di resilienza, ovvero capaci di resistere alla crisi. Il nostro compito, come Intergruppo, è ascoltare le imprese e gli attori dei sistemi e provare a rispondere concretamente alle loro esigenze richieste. Dobbiamo ripartire dall’economia reale con misure concrete che rispondano alle esigenze di chi fa impresa, per questo alla fine del tour presenteremo, con tutte le forze politiche presenti nell’Intergruppo e che in Parlamento sono impegnate insieme nel riformare il Paese, un ddl a sostegno della competitività e dello sviluppo.»

«L’ascolto dei protagonisti su cui fondare la ripresa economica dell’Italia – ha dichiarato Guglielmo Vaccaro, deputato PD e co-coordinatore dell’Intergruppo – è fondamentale per definire politiche efficaci di sostegno alla crescita. La nostra volontà e la sfida è fare questa operazione insieme, al di là delle differenze politiche. Il tour – ha proseguito – è, infatti, un’iniziativa che facciamo al servizio del Paese, a prescindere dalle nostre differenti appartenenze politiche. È questa la più importante novità. Le maggiori forze politiche che lavorano in Parlamento alle riforme insieme intraprendono un viaggio nell’economia reale per dare luce alle luci della ripresa economica ed ascoltare chi è ancora in grande difficoltà.»

«Con questa iniziativa – ha dichiarato Francesco Sanna, deputato PD – cerchiamo di leggere la nuova realtà dei distretti produttivi alla luce dei grandi cambiamenti determinati dalla globalizzazione. La curiosità e la sfida è provare a capire quali politiche nazionali possono essere messe in campo per rispondere, guardando al futuro, ai nuovi bisogni dei distretti e per aiutare gli investitori stranieri a valorizzare la collocazione dei distretti negli asset di loro interesse.  Guardando, in particolare, alla trasformazione del mercato mondiale dell’energia, la Sardegna potrebbe essere il teatro ideale, e il laboratorio europeo, dell’uso massiccio del gas metano liquefatto nel settore dei trasporti marittimi e terrestri e nei principali usi industriali e civili. Una opportunità che non possiamo farci scappare e che dobbiamo invece sostenere con interventi politiche mirate e strategiche.»

«L’economia è Glocal – ha dichiarato Gian Luigi Gigli, deputato del gruppo “Per l’Italia” – deve cioè tener conto della globalizzazione, senza per questo dimenticare le specificità e le esigenze locali, le ricchezze e le criticità del territorio. Per questo il tentativo di rilanciare l’economia del Paese di fronte alle sfide della crisi e della globalizzazione non può fare a meno di un ascolto dei territori, come quello che l’intergruppo per la Sussidiarietà sta portando avanti in tutta Italia. Per questo è importante ripartire dai distretti produttivi ed è importante che ciò avvenga prestando attenzione alla Sardegna, alle sue aree di crisi e alle opportunità di innovazione che si aprono in settori industriali che non confliggono con le più tradizionali attività dell’isola, legate all’agricoltura e al turismo.»

«L’incontro di oggi – ha detto Paola Pinna, del M5S – costituisce un utile spunto per ragionare della politica industriale in Italia anche in vista della revisione della strategia europea 2020. In questo senso prosegue diventa prioritario trovare una conciliazione tra l’esigenza di mantenere standard elevati in ambito ambientale e quella di sostenere il rilancio industriale e l’occupazione.»

Scuola di via Mazzini copia

La presenza di alcuni alveari nei due plessi scolastici, ha provocato la chiusura degli edifici di Via Mazzini e Serbariu, a Carbonia, per la giornata di domani, sabato 27 settembre, per permettere le operazioni di trasferimento degli stessi nelle apposite arnie.

«La sospensione delle lezioni – si legge in una breve nota dell’Amministrazione comunale – risponde alla necessità di salvaguardare la sicurezza degli studenti e del personale scolastico.»

Gianluigi Rubiu 1 copia

Il consigliere regionale Gianluigi Rubiu (Udc) è il promotore di una mozione a sostegno della proroga del #Piano Casa.

«Fra circa due mesi (il 29 novembre è la data ultima) scade il Piano casa della Sardegna – spiega il capogruppo Udc – con le diverse associazioni di categoria che hanno già rinnovato l’appello all’esecutivo ed al Consiglio per una sua proroga, viste le enormi difficoltà in cui si imbatte da tempo il settore, bloccato dalla crisi economica e da numerosi divieti.»

La proroga del “Piano Casa” potrebbe consentire una leggera ripresa del settore legato all’edilizia. «Una misura che mira a semplificare tutte le procedure per ottenere le autorizzazioni che riguardano piccoli interventi di ristrutturazione dei caseggiati, senza le lungaggini della burocrazia – si legge nel documento sottoscritto, tra gli altri da Giorgio Oppi (Udc), Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia) e Modesto Fenu (Zona Franca Sardegna) -. Non è un caso che le associazioni di categoria abbiano già invocato la proroga del provvedimento. Le statistiche, infatti, presentano un responso positivo con i dati relativi al giugno 2013, che hanno rilevato  21.853 istanze relative al #Piano Casa nei Comuni direttamente censiti mentre si arriverebbe a 35.180 pratiche con una distribuzione proporzionale anche nei Comuni non direttamente censiti. Da notare che tra dicembre 2012 e giugno 2013, le istanze sono cresciute di 2.553 unità. Senza dimenticare le opportunità di lavoro legate alla misura».

Gianluigi Rubiu invita la maggioranza a portare il disegno per l’approvazione del piano casa nell’aula di via Roma. «Si tratta – conclude il consigliere regionale di Iglesias – di un dispositivo in grado di rilanciare effettivamente un settore edilizio più che mai messo in ginocchio dalle difficoltà della deflazione.»

Il 1 ottobre 2014, a Cagliari, presso la Cittadella dei Musei (Aula Rossa), si svolgerà il seminario dal titolo “Il traffico illegale dei beni culturali l’esperienza del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale”. Il seminario è il primo dei tre previsti nell’ambito del progetto #Archeomedsites. I prossimi si terranno il 2 ottobre a Sassari presso l’Aula Magna dell’Università (Piazza Università) ed il 30 ottobre a Paestum (Campania)  presso il #Museo Archeologico Nazionale.

Data l’importanza del tema del traffico illegale dei beni culturali a livello internazionale, l’iniziativa è stata fortemente voluta dal ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, attraverso il servizio V Architettura e Arte contemporanee della #Pabaac (Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee), capofila del progetto, in collaborazione con i partner nazionali.

Pro Loco Carloforte A

L’associazione #Pro Loco di Carloforte, l’associazione A Màina ed il ristorante “Il tonno di corsa” parteciperanno, a costo zero, domenica 5 ottobre, dalle 10.00 alle 20.30, alla rassegna “Colture e culture liguri”, in programma al #Castello di Lerici, in Liguria. La tradizione e la cultura del tonno a #Carloforte, il #chinotto di Savona, lo zafferano e i #fichi d’India di Campiglia, i #formaggi della Val di Vara, il mercato del territorio e “jazz” saranno i protagonisti della rassegna organizzata dall’assessorato della Cultura del comune di Lerici, dalla #Società marittima di Mutuo soccorso, dal #Consorzio del Castello e dall’STL di Lerici.

La giornata sarà dedicata alle eccellenze di Liguria, con video, libri, fotografie, racconti sulla cultura e la tradizione del tonno, con la #Pro Loco di Carloforte, l’associazione A Màina, lo chef Secondo Borghero, del ristorante carlofortino “Il tonno di corsa”, che preparerà assaggi al tonno della tradizione tabarchina, con prodotti originali.

Si parlerà inoltre del chinotto, l’agrume ligure, con la “Confraternita del chinotto”, su storia, coltura, cultura, prodotti ed assaggi; dello zafferano, l’oro rosso, e fichi d’India… eccellenze di Campiglia, con l’associazione Campiglia, coltivazione, prodotti ed assaggi; i formaggi della Val di Vara, la valle del biologico, sapori e profumi dell’entroterra ligure con la cooperativa casearia Val di Vara; mercatini di prodotti del territorio con slow food ed aziende agricole; il vino ligure, degustazione e libri; pranzo con assaggi tabarchini ed aperitivo serale in jazz La Spezia jazz combo.

Opposizione consiliare regionale 1 Opposizione consiliare regionale 2 Opposizione consiliare regionale 3

I gruppi dell’opposizione in #Consiglio regionale stroncano la manovra di assestamento alla manovra finanziaria 2014-2016, approvata in giunta lo scorso 19 settembre e che ha incominciato l’esame nella Terza commissione.

«Siamo davanti ad un’autentica operazione di macelleria sociale», così ha dichiarato in apertura dell’incontro con la stampa, il capogruppo di #Forza Italia, Pietro Pittalis, nell’evidenziare i tagli anche ai “settori santuario del centrosinistra”, come cultura, istruzione, università, lavoro e assistenza sociale. «La Giunta si dimostra inadeguata e irresponsabile – ha proseguito il capogruppo di Fi – e invece di affrontare la crisi e il disagio sociale mostra, con la manovra di assestamento, un disinteresse totale verso i problemi delle imprese e delle famiglie sarde.»

Pietro Pittalis ha criticato la scarsa capacità di spesa dimostrata dall’esecutivo regionale in questi primi sette mesi di legislatura ed ha definito “un segnale inquietante” il taglio di 10 milioni di euro nel capitolo relativo agli indennizzi in Agricoltura, a favore delle aziende colpite dalla tragica alluvione dello scorso 11 novembre, mentre ha giudicato “irresponsabile” la decisione della Giunta di prevedere un taglio di 36 milioni di euro (sul totale di 40 milioni) per “il rischio idrogeologico”. «Non solo assistiamo a un taglio di così grande consistenza – ha precisato Pittalis – ma le rimanenti risorse vengono spalmate fino al 2018».

Bocciata senza appello anche la decisione della giunta guidata dal presidente Pigliaru di provvedere alla copertura del disavanzo 2013 (216.138.608, 71 euro) attraverso la contrazione di mutui («soluzione a cui non si è mai fatto ricorso nella legislatura del presidente Cappellacci») e quella di dar corso («con una operazione puramente ragionieristica») allo stanziamento di 103 milioni di euro nel capitolo delle spese del servizio sanitario regionale, per la cosiddetta sterilizzazione degli ammortamenti della Asl («si poteva attendere la legge Finanziaria»). Tra i tagli contestati, gli oltre due milioni e mezzo di euro in meno per la Lingua sarda («alla Giunta la Lingua sarda non interessa e le forze della maggioranza che si definiscono identitarie tacciono»), la riduzione da oltre nove milioni dei fondi per la disabilità, i 12 milioni e mezzo del fondo occupazione e i circa 12 milioni nei fondi per la ricerca.

L’ex presidente della Giunta, Ugo Cappellacci (Fi), ha rilanciato l’invito all’esecutivo perché non dia seguito all’accordo siglato lo scorso luglio col governo italiano in materia di entrate, nella parte in cui prevede il ritiro dei ricorsi presentate dalla Regione in materia di finanza pubblica ed ha definito, i risultati fino ad ora ottenuti dalla Giunta nel rapporto con l’esecutivo nazionale, “un vero e proprio furto di Autonomia”. Così sono da intendersi, a giudizio dell’esponente dell’attuale minoranza consiliare, la riduzione di 84 milioni di fondi Fas, i 65 milioni in euro in meno della legge 66 e i 300 milioni in meno dallo “sblocca Italia” («in realtà dovrebbe chiamarsi “sbanca Sardegna”»). «Per la Giunta – ha concluso Cappellacci – è arrivato il momento della sveglia».

A giudizio del capogruppo dei #Riformatori sardi, Attilio Dedoni, la manovra di assestamento al bilancio dimostra la volontà di nascondere la “mala politica” dell’attuale giunta regionale. Dedoni ha ribadito le critiche ai tagli e per la contrazione dei mutui ed ha sottolineato l’assenza di stanziamenti persino per i circoli degli emigrati sardi («decisioni che certificano l’insipienza e l’arroganza dei governanti arrivati dall’Università»).

Il capogruppo di “Sardegna”, Modesto Fenu (Zona Franca), ha invece sottolineato l’assenza di iniziative in favore della Zona Franca e richiamato l’attenzione sull’urgenza di interventi a favore del settore produttivo isolano. Il suo collega di gruppo, Paolo Truzzu (FdI-An), ha sottolineato come la manovra di assestamento sia fatta di soli tagli e ha evidenziato, in generale, un atteggiamento arrendevole della Giunta nei confronti delle indicazioni del governo Renzi («non vogliono disturbare il manovratore e l’assessore Paci fa il gioco delle tre carte, dove a perdere sono i cittadini»).

L’assessore al Bilancio dell’ultima #Giunta Cappellacci, Alessandra Zedda (Fi), ha escluso intenti polemici da parte delle opposizione nel denunciare la “confusione” che emerge dalla manovra di assestamento, con la quale «si tradiscono i sardi e le promesse fatte dalla Giunta ad inizio della legislatura».

Il consigliere di Forza Italia Oscar Cherchi (già assessore dell’Agricoltura nell’esecutivo del centrodestra) ha posto l’accento sulla riduzione di 10 milioni di euro dei fondi destinati alle aziende agricole colpite dalla tragica alluvione del novembre 2013 e rimarcato l’assenza di bandi e di azioni per garantirne l’utilizzo e la spendita («l’attuale assessore smetta di guardare al passato e incominci a lavorare perché sono già passati sette mesi dal suo insediamento»).

«La Giunta regionale dimostra di non avere un’idea di Sardegna», è l’accusa mossa dal consigliere di #Forza Italia, Antonello Peru, che ha ricordato le azioni dell’esecutivo Cappellacci per la riduzione della spesa («niente mutui e taglio dei costi della politica») e a favore dello sviluppo («riduzione dell’Irap, fondi per le opere immediatamente cantierabili»). Antonello Peru ha quindi criticato la decisione dell’attuale Giunta e della maggioranza di centrosinistra di procedere con l’istituzione di una nuova Asl («non ha alcun senso e aumenta i costi dell’amministrazione»).

Il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, ha espresso “ferma contrarietà” per la manovra di assestamento ed ha preannunciato una serie di azioni congiunte delle forze di opposizione per denunciarne i limiti e migliorarne i contenuti.

Sulla fecondazione eterologa, la Sardegna punta a garantire il ticket più basso all’interno della forbice fissata oggi dalle Regioni che va dai 400 ai 600 euro. È la posizione dell’assessorato regionale della Sanità, guidato da Luigi Arru, che porterà in Giunta una delibera con cui recepire le linee guida nazionali approvate in accordo con le altre Regioni, in attesa della legge parlamentare.
L’eterologa sarà inserita all’interno dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza per le donne in età fertile. In Sardegna la fecondazione eterologa si può già effettuare nei reparti di Ginecologia dell’Ospedale Microcitemico e nelle #Cliniche universitarie di Cagliari e di Sassari. Le richieste di fecondazione eterologa nell’Isola sono più alte rispetto alle altre regioni perché l’età delle coppie è più elevata e le condizioni economiche e sociali più disagiate impediscono di rivolgersi all’estero. Sono un centinaio le coppie che ogni anno si recano fuori dalla Sardegna per questo motivo.
Al momento, le Regioni sono in attesa delle nuove linee guida ministeriali sulla procreazione medicalmente assistita, che per legge devono essere aggiornate ogni 3 anni e invece sono ferme al 2008. L’accordo tra tecnici e funzionari regionali sulle nuove norme siglato il 4 settembre scorso – la Sardegna al tavolo tecnico è rappresentata dal dottor Giovanni Monni, primario di Ginecologia al #Microcitemico – era necessario dopo la sentenza del 9 aprile della #Corte Costituzionale che ha tolto il divieto di ricorrere a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nel caso di infertilità assoluta.

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Si è svolta a Cagliari, questa mattina, una riunione per parlare delle criticità e del lavoro da svolgere per arrivare a soluzioni condivise sui problemi dell’abusivismo edilizio nel parco di Molentargius. Al tavolo tecnico erano presenti gli assessori regionali dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, e dell’Ambiente, Donatella Spano, insieme ai rappresentanti competenti dei comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena e del Parco Naturale e il rappresentante del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact). 
«E’ necessario a partire dal complesso quadro dei vincoli esistenti nell’area – ha detto l’assessore Erriu – fare un censimento e mettere insieme i dati dei vari enti riguardo i manufatti costruiti negli anni. Nella zona di Is Arenas, infatti, si è registrato un fenomeno crescente di abusivismo successivo al divieto di edificazione durato sino ai primi anni ’90.»

Gli edifici abusivi sono alcune centinaia, di questi tre quarti ricadenti nel territorio di Cagliari e il restante in quello di Quartu. «Restano da definire tutte le istanze di condono edilizio – spiegano gli assessori Erriu e Spano – l’abusivismo frena la crescita e l’attuazione del piano di sviluppo del Parco. Siamo determinati a dare impulso a un lavoro congiunto per mettere a regime i manufatti sanabili e attuare un reale coordinamento di azioni amministrative che sono di tipo urbanistico, ambientale e sanitario».

La riqualificazione ambientale di Is Arenas , corridoio di connettività ecologica fra i centri urbani di Quartu Sant’Elena, e lo stagno di Molentargius e di Quartu Saline, è dunque da considerarsi strategicamente molto importante per lo sviluppo del territorio.