Si terrà mercoledì 8 aprile, nella sala convegni Fratelli Fois, a Portoscuso, il Consiglio Generale Sardo “Rilanciare l’industria: lavoro, sviluppo e futuro per il Sulcis Iglesiente” promosso dalla FSM CISL


La mancata assegnazione della sigla ufficiale per le targhe da parte del ministero dei Trasporti sta bloccando l’operatività della provincia del Medio Campidano. Senza questo codice, infatti, non è possibile immatricolare nuovi veicoli né aggiornare gli archivi della Motorizzazione e del PRA, con conseguenze
dirette su imprese e lavoratori. A oltre dieci mesi dalla sua istituzione, la provincia del Medio Campidano è ancora paralizzata da un grave vuoto normativo nazionale. Una situazione che sta producendo danni concreti a imprese, lavoratori e all’intero sistema economico del territorio.
A denunciarlo è il consigliere regionale Alberto Urpi, che parla senza mezzi termini di una situazione «gravissima e non più tollerabile».
«La provincia del Medio Campidano è stata istituita il 1° giugno 2025. Da allora imprenditori e operatori economici hanno investito, creduto nel territorio e programmato il futuro. Oggi però si trovano ostaggio di una burocrazia inaccettabile e di un disinteresse generale.»
Il nodo principale riguarda proprio la mancata assegnazione della sigla ufficiale per le targhe e il conseguente aggiornamento degli archivi della Motorizzazione e del PRA. Un ritardo che blocca operativamente le aziende: impossibilità di immatricolare nuovi veicoli difficoltà nell’ottenere licenze per l’autotrasporto rallentamenti o blocchi nelle attività produttive.
«Alcune imprese sono già state costrette a spostare sedi in altre province per continuare a lavorare. Questo significa perdita di competitività, posti di lavoro a rischio e un territorio che viene penalizzato dallo Stato invece che sostenuto.»
Alberto Urpi incalza il ministro dei Trasporti, chiedendo un intervento immediato e deciso: «Non ci sono più alibi: o siamo davanti a una inerzia amministrativa, o a una grave sottovalutazione del problema. In entrambi i casi, è una responsabilità che non può ricadere su cittadini e imprese».
L’appello è diretto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Serve un’assunzione di responsabilità politica. Il Ministro dia un ultimatum ai suoi uffici e sblocchi immediatamente la situazione. Il Medio Campidano deve diventare operativo a tutti gli effetti, senza ulteriori rinvii».
Lo stesso Alberto Urpi ha inoltre inviato una nota formale e urgente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo lo sblocco immediato della situazione e l’assegnazione della sigla ufficiale.
Venerdì 10 alle 10.00 e domenica 12 aprile alle 9.30, nella spiaggia di Fontanamare a Gonnesa e nella prima spiaggia di Porto Pino, sono in programma due giornate della 36ª campagna di Legambiente Sardegna “Spiagge e Fondali Puliti 2026” .
Obiettivo della campagna è quello di denunciare l’incuria e l’abbandono delle coste, accendere i riflettori sulla raccolta differenziata e la gestione sostenibile dei rifiuti, promuovere la tutela dell’ecosistema marino.
Quest’anno lo slogan della campagna è “tiriamolisù, una spiaggia più pulita è una spiaggia più felice”.
Non è un caso che l’immagine scelta per questa edizione 2026 di “Spiagge e Fondali Puliti” sia una “faccina” triste realizzata con i rifiuti spiaggiati, che però può ritrovare presto il sorriso grazie all’impegno e ad una maggiore cura dei cittadini come testimonia la clip pubblicata sui social di Legambiente.
Legambiente ricorda che il marine e il beach litter, ossia il tema dell’abbandono dei rifiuti in spiaggia o in mare, è un’emergenza seria e importante da affrontare. Sulle spiagge di tutta la Penisola spopolano troppi rifiuti di ogni genere, forma e tipo.
Quest’anno la campagna, insieme all’indagine Beach Litter, porterà in primo piano il tema dei mozziconi di sigaretta. Un’emergenza silenziosa figlia di un grave gesto di inciviltà ma anche della carenza di politiche e controlli.
L’abbandono dei mozziconi di sigaretta in spiaggia o in mare, così come quella dei rifiuti, rappresenta una minaccia anche per la biodiversità e per diverse specie a rischio.
In Italia tra quelle più a rischio c’è ad esempio il fratino (Anarhynchus alexandrinus), piccolo uccello che nidifica proprio in questo periodo lungo gli ecosistemi dunali e le spiagge naturali delle coste.

Prenderà il via mercoledì 8 aprile a Carbonia, alla presenza dei principali protagonisti del mondo della sanità del Sulcis, la terza giornata della Scuola di formazione politica promossa dai Riformatori Sardi e incentrata appunto sulla sanità (Hotel Lu, via Costituente, ore 17.00).
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco, Pietro Morittu, e del Vicesindaco, Michele Stivaletta, e l’introduzione del responsabile della Scuola di formazione, Umberto Ticca, si aprirà l’analisi e il confronto sullo stato della sanità sarda tra emergenze, nodi strutturali e soluzioni, con un’attenzione particolare al Sulcis. Il cuore del confronto sarà sul Manifesto sulla salute, un documento che di incontro in incontro si arricchisce di nuovi spunti e contributi.
Sarà Franco Meloni, uno dei più autorevoli manager della sanità, a guidare subito dopo la tavola rotonda incentrata sul Manifesto e le cure di cui necessita la sanità sarda. Parteciperanno, chiamati a dare il loro contributo per un ulteriore arricchimento del documento in fase di predisposizione, Daniele Maria Agulli, Dirigente ARES Sardegna e Segretario regionale FEDIR; Paolo Cannas, Direttore generale Asl Sulcis Iglesiente; Salvatore Ierna, Direttore F.F.S.C. Cardiologia Sulci Iglesiente; Rosaria Montisci, medico di base –Narcao; Carlo Murru, Direttore Distretto socio-sanitario di Iglesias. Le conclusioni saranno affidate ad Andrea Tunis.
Il terzo appuntamento della Scuola di formazione politica rappresenta un nuovo momento di confronto dedicato alle criticità, all’analisi dei problemi, alla ricerca delle soluzioni e alle prospettive del sistema sanitario regionale.
La Scuola di formazione politica, che nell’edizione 2026 è itinerante (verranno toccate diverse città della Sardegna) e incentrata sulla sanità, nasce proprio dalla volontà di mettere attorno allo stesso tavolo i principali protagonisti del settore sanitario per condividere analisi, esperienze e possibili linee di intervento in una fase particolarmente delicata per la sanità sarda.Non a caso, gli appuntamenti hanno come filo conduttore il “Manifesto sulla sanità” che verrà illustrato al ministro della Sanità, Orazio Schillaci, nella giornata in programma il 10 aprile a Cagliari.
Ieri ha seguito il derby dalla tribuna, attaccato alla recinzione per dare indicazioni ai suoi calciatori che hanno eseguito tutto alla perfezione, aggiudicandosi la vittoria e i tre punti in palio che valgono tantissimo in prospettiva salvezza. Grazie ai concomitanti risultati delle dirette concorrenti, il Carbonia è salito al settimo posto con 36 punti, e il vantaggio sulla quota playout è ora di cinque punti. Graziano Mannu ieri pomeriggio, al termine del derby, negli spogliatoi del Comunale “Carlo Zoboli, non ha potuto rilasciare interviste, perché squalificato per una giornata dopo l’espulsione rimediata la scorsa settimana sul campo della capolista Ossese, lo ha fatto stamane, esprimendo tutta la sua soddisfazione per la prestazione fornita dalla sua squadra e per l’importantissimo passo in avanti compiuto in classifica e nella corsa salvezza.






































L’Iglesias si è sbilanciata nel tentativo di creare qualche problema alla difesa del Carbonia che in contropiede ha avuto più volte l’occasione per andare ancora in goal, con Tomas Pavone (non ha centrato la porta rimasta sguarnita dopo un errore di Fabio Slavica), Ayrton Hundt e Andrea Porcheddu. Nel finale Graziano Mannu, in tribuna perché squalificato dopo l’espulsione rimediata a Ossi, ha inserito Brisciani, Barrenechea e Basciu, al posto di Andrea Mastino, Lorenzo Melis e Tomas Pavone; Gianfranco Ibba ha effettuato l’ultimo cambio, inserendo Alberto Piras per Tomaso Arzu. Al triplice fischio finale, dopo quasi 7′ di recupero, è esplosa la festa in casa biancoblù.
Una rete capillare di assistenza, più vicina ai cittadini e supportata dalla tecnologia: il Sulcis Iglesiente si prepara a cambiare volto alla sanità territoriale.
Tra maggio e giugno saranno inaugurate sei nuove Case di Comunità, organizzate secondo un modello “hub & spoke” con centri Hub a Carbonia (San Ponziano) e Iglesias (PO Santa Barbara) e sedi spoke a Carloforte, Giba, Sant’Antioco e Fluminimaggiore (presso le attuali Case della Salute). Strutture pensate per semplificare l’accesso alle cure e rafforzare il legame tra territorio e servizi sanitari nell’ottica di un nuovo e concreto coinvolgimento delle Comunità.
Un progetto che prende forma dopo settimane di sopralluoghi e confronti diretti con operatori sanitari, medici di medicina generale e amministratori locali. Un lavoro di ascolto e pianificazione condivisa, con un obiettivo preciso: costruire una sanità più moderna ed efficiente.
Le nuove Case di Comunità saranno dotate di servizi innovativi per telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio, strumenti destinati a rivoluzionare la presa in carico dei pazienti. Grazie a queste tecnologie, medici di famiglia e specialisti potranno collaborare in tempo reale, riducendo tempi di attesa e migliorando l’efficacia delle cure.
Al centro del progetto, la gestione delle patologie croniche: scompenso cardiaco, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e diabete. Il telemonitoraggio consentirà di seguire i pazienti a distanza in modo continuativo, intercettando precocemente eventuali peggioramenti e intervenendo prima che si trasformino in emergenze.
Una strategia che punta a ridurre ricoveri e accessi al pronto soccorso, alleggerendo la pressione sugli ospedali e migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini.
Nello stesso periodo sarà operativo anche il primo Ospedale di Comunità presso il Presidio Santa Barbara di Iglesias: una struttura intermedia dedicata ai pazienti che non necessitano più di cure intensive, ma che hanno ancora bisogno di assistenza clinica e monitoraggio.
Un tassello fondamentale per garantire continuità nelle cure e accompagnare in modo sicuro il percorso di recupero.
Finanziati con fondi del PNRR, gli interventi in corso segnano un importante salto di qualità nei servizi sul territorio, puntando su innovazione e assistenza di prossimità per garantire cure più accessibili, continue ed eque.
Tradizione e folklore, fede e devozione, cultura e intrattenimento saranno ancora una volta i cardini su cui si regge la festa di Sant’Antioco Martire, patrono di Sardegna, giunta alla 667ª edizione. Dal 16 al 20 aprile prossimi Sant’Antioco si vestirà a festa per rendere omaggio al Santo di tutti i sardi, in un tripudio di colori e sapori. E se gli immancabili appuntamenti simbolo della tradizione e della spiritualità si ripetono da secoli (la processione de Is Coccois in programma sabato 18 e la processione Solenne di lunedì 20, giorno de Sa Festa Manna) il forbito cartellone di eventi laici si arricchisce e si rinnova di anno in anno, spaziando tra musica di qualità e iniziative che ambiscono a celebrare le eccellenze antiochensi, nel segno della tradizione più profonda.
Musica dal vivo con il concerto clou de “Le Vibrazioni” in piazza Ferralasco alle 21.30 di sabato 18 aprile, e con l’esibizione dell’armonicista sardo agli onori della ribalta Moses Concas, in piazza De Gasperi alle 20.00 di domenica 19 aprile. I due spettacoli saranno preceduti dal live della band antiochense Wa’ in bon’ora, che porterà sul palco di piazza Italia lo spettacolo “Furasantus”, venerdì 17 aprile alle 20.00. Non solo musica, grazie all’evento “Cammino dei sapori e delle tradizioni della festa di Sant’Antioco”: itinerario con stand enogastronomici e artigianali dedicati alle tradizioni ed eccellenze locali tra Piazza Italia, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Umberto, Via Regina Margherita e Piazza De Gasperi. Un cammino ideale del gusto impreziosito dallo Show Cooking a cura dello chef antiochense premiato da “Gambero Rosso”, Achille Pinna, dall’incontro con Ylenia Parente, che proporrà una dimostrazione sulle tecniche di lavorazione della pasta fresca, dalla preparazione e degustazione di ricette tipiche della cucina antiochense a cura dell’Associazione Cuochi Cagliari Sud Sardegna, e dalla gara di cucina con gli allievi dell’Istituto Alberghiero di Sant’Antioco.
E poi cultura, folklore e tradizione a partire da giovedì 16, con il Convegno “Liturgia, devozione e santità nel Mediterraneo moderno”, presso l’aula consiliare, alle 17.30: nell’occasione, il giovane e talentuoso artista sardo Jacopo Scasselati presenterà la sua scultura raffigurante Antioco Martire; tre giornate di Cori e animazione folkloristica itinerante nelle vie del centro: nella sera di sabato 18 con il coro “Eufonia” di Gavoi e il coro “Priamo Galisay” di Nuoro e doppio appuntamento domenica 19, alle 10.30 e alle 18.30, con i cori “Eufonia” di Gavoi, “Priamo Galisay” di Nuoro, “Su BonuCaminu” di Ardauli e il gruppo Folk “Is Massaieddas” di San Nicolò D’Arcidano, insieme ai suonatori di launeddas. Infine, lunedì 20, dalle 17.30, “Aspettando la Processione”, intrattenimento folk con cori polifonici e suonatori di launeddas su cinque postazioni suddivise tra il lungomare Cristoforo Colombo, piazza Italia e piazza Umberto.
Tornano anche le bellissime Traccas, vere e proprie opere d’arte che ornate a festa verranno esposte nelle vie del centro sabato (alle 17.00) e domenica (alle 10.00). Menzione speciale per “Intrecci al Telaio” – Dimostrazione di tessitura con telaio dell’800 ed esposizione manufatti a cura delle sorelle Pes, presso il Palazzo del Capitolo – Piazza De Gasperi, sabato (dalle 17.00), domenica e lunedì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, e per “Giochi dei nonni” Animazione per bambini, attività ludiche della tradizione in Piazzetta Efisio Piria, dalle 17.00 di domenica 19.
Ma il giorno più importante al centro del considerevole programma, quello che stringe le maglie della comunità antiochense da 667 anni all’insegna della fede e della devozione, è “sa Festa Manna” del lunedì, che come da tradizione si celebra 15 giorni dopo Pasqua con la processione solenne in onore del Santo Patrono (trasmessa in diretta TV e in streaming su Videolina), in cui il simulacro di Antioco e le sue reliquie sfilano per le vie della città accompagnati da gruppi folkloristici e a cavallo, cori e suonatori di launeddas, preceduta dalla Solenne celebrazione eucaristica nella basilica di Sant’Antioco Martire presieduta dal Vescovo della Diocesi di Iglesias, monsignor Mario Farci. Chiuderà la giornata di “Festa Manna” lo spettacolo pirotecnico nel lungomare cittadino, alle 22.00.
«Come ogni anno ci siamo impegnati con devozione con lo scopo di offrire a cittadini e ospiti un ricco programma – commenta il sindaco Ignazio Locci – a partire dai consueti appuntamenti con la tradizione e la fede, dalla processione nelle principali strade del paese del simulacro e delle reliquie del Patrono, fino ai fuochi d’artificio che si specchiano in laguna. E poi musica di qualità, eventi nel segno della tradizione e del folklore. Mi preme, ancora una volta, porre l’accento su quanto sia dispendiosa l’organizzazione di questo momento di comunità e festa, l’appuntamento più importante per la comunità antiochense: si tratta di un’attività che dura mesi e che coinvolge diversi uffici comunali, nonché numerose associazioni, locali e non soltanto. Tutti chiamati a fornire il proprio impegno per assicurare che ogni singolo evento si svolga in sicurezza e nel migliore dei modi possibili. I miei ringraziamenti, a nome della comunità, vanno dunque a coloro che si adoperano per garantire questi giorni di festa.»
«Il “Cammino dei Sapori” nasce da un’idea semplice ma forte: mettere al centro la nostra Festa, l’Isola, le sue tradizioni e le persone che ogni giorno le tengono vive – dice l’assessora del Turismo e delle Attività produttive Roberta Serrenti – vogliamo valorizzare ciò che siamo, partendo dalle eccellenze enogastronomiche e artigianali che raccontano la nostra storia, come il vino Carignano e l’abito tradizionale, trasformandole in una risorsa concreta per il territorio. Attorno alla figura del Santo possiamo costruire qualcosa di ancora più grande: un attrattore turistico che unisca la fede, la devozione e il senso di comunità con i sapori, i prodotti e le tradizioni che rendono unica la nostra Terra. È un modo per accogliere visitatori non solo come turisti, ma come ospiti, offrendo loro un’esperienza vera e unica. Questa è anche una scelta politica chiara: investire nelle nostre radici per creare opportunità, lavoro e sviluppo sostenibile. Con una promozione sempre più mirata, vogliamo raccontare la festa come un’esperienza autentica e condivisa, capace di rafforzarne il valore, consolidarla nel panorama regionale e darle il riconoscimento che merita, portandola anche su scenari nazionali.»
«La festa di Sant’Antioco è l’appuntamento più sentito e identitario della nostra comunità, il momento in cui fede, tradizione e cultura si intrecciano e si rinnovano da secoli – aggiunge l’assessore della Cultura Luca Mereu – la 667ª edizione conferma il valore profondo di questa celebrazione, con al centro la solenne processione del Santo, espressione di una devozione popolare autentica e partecipata. Accanto alla dimensione religiosa, il programma valorizza anche il folklore e la cultura. Tra le novità di quest’anno spiccano le giornate dedicate al folklore con traccas itineranti nel centro cittadino, momenti musicali e balli tradizionali e la partecipazione di gruppi femminili per celebrare il centenario del Nobel di Grazia Deledda. Previsti inoltre momenti di musica liturgica dedicati al Santo, con l’esibizione di musicisti di fama come Moses Concas e un convegno storico sulla devozione popolare a Sant’Antioco, durante il quale verrà donata alla cittadinanza la statua del Santo. Un programma che racconta una comunità viva, orgogliosa delle proprie radici e sempre più consapevole del valore del proprio patrimonio identitario.»
Archiviato l’ultimo turno di riposo, il campionato di Eccellenza regionale riparte per la volata finale. Il pareggio imposto dal Carbonia alla capolista Ossese ha riaperto i giochi per la prima posizione che vale la promozione diretta al termine della stagione regolare, con tre squadre racchiuse in 4 punti: Ossese 52 punti, Ilvamaddalena 49, Nuorese 48. Oggi 4 aprile al Comunale “Franco Frogheri”, è in programma Nuorese-Ossese…
Alle spalle delle tre squadre di testa s’è creato il vuoto, con quattro squadre in corsa per gli ultimi due posti per i playoff, con l’attenzione rivolta al divario tra la seconda e la quinta e tra la terza e la quarta, perché il primo turno di play off si disputerà solo se il divario non sarà superiore ai 9 punti. Alla vigilia della 12ª giornata di ritorno, tra Ilvamaddalena (2ª) e l’Atletico Uri (5°) ci sono 9 punti, tra Nuorese (3ª) e Tempio (4°) 6 punti. Sperano ancora di riagganciare il 5° posto il Lanusei (6°, distanzato di 12 punti dall’Ilvamaddalena) e l’Iglesias (7ª), a 13 punti dall’Ilvamaddalena.
Gli ultimi risultati hanno allontanato sensibilmente l’Iglesias dal quinto posto. Quando è stato chiamato a ricoprire la guida della squadra dopo le dimissioni di Giampaolo Murru, Gianfranco Ibba ha ricevuto dal presidente Giorgio Ciccu un mandato preciso: portare la squadra ai playoff. Arrivato dopo la settima giornata con la squadra al 7° posto a 12 punti dalla capolista Ossese e 10 dall’Ilvamaddalena seconda, la squadra rossoblù ha centrato una vittoria sul campo del Sant’Elena, interrompendo un digiuno di vittorie che durava dalla 14ª giornata di andata, 2 a 1 sul Lanusei, e messo insieme tre pareggi consecutivi: 1 a 1 con il Tortolì, 1 a 1 a Buddusò, 0 a 0 con il Tempio. Per sperare ancora nei playoff l’Iglesias dovrebbe fare un filotto di quattro vittorie nelle ultime quattro giornate: a Carbonia, in casa con il Santa Teresa, a Lanusei e in casa con il Villasimius.
Il derby della vigilia di Pasqua al “Carlo Zoboli” di Carbonia promette emozioni, perché le ambizioni play off dell’Iglesias si scontrano con quelle salvezza del Carbonia, rilanciate da tre vittorie casalinghe e un pareggio esterno nelle ultime cinque giornate. Oggi Iglesias e Carbonia sono divise in classifica da soli tre punti, situazione che testimonia il grande equilibrio del campionato, nel quale con una vittoria o una sconfitta si passa dai margini della zona playoff a quelli della zona playout. Il Carbonia guarda avanti con fiducia e punta a mettere insieme nelle ultime quattro partite (dopo il derby, trasferta a Cagliari con la Ferrini, poi in casa con l’Atletico Uri e, infine, sul campo della vicecapolista Ilvamaddalena) i punti che mancano per arrivare alla salvezza diretta, ma nei giorni di riposo dello scorso fine settimana il pensiero di tanti è tornato alle numerose occasioni perse, in particolare alla clamorosa sconfitta interna subita con il Sant’Elena alla terza giornata di ritorno, oggi matematicamente retrocesso (dopo Carbonia ha raccolto 1 solo punto in 8 partite giocate).
Il derby, come sempre, sfugge a tutti i pronostici. All’andata, al Monteponi, il 30 novembre, si impose l’Iglesias per 2 a 1, ma il Carbonia lasciò il campo con tanti rimpianti. Nel primo tempo, sullo 0 a 0, la squadra di Graziano Mannu sciupò due grandi occasioni con Leonardo Boi e l’Iglesias sbloccò il risultato al 41’ con un calcio di rigore tra sformato da Joel Salvi Costa. Il Carbonia riportò il risultato in parità con un goal dell’ex Tomas Pavone al 77’, spinto dall’entusiasmo cercò il goal della vittoria e venne punito da Joel Salvi Costa, in goal di testa su assist di Nicolas Capellino, per la doppietta personale.
Negli ultimi giorni di vigilia è cresciuta l’attesa per una partita che promette di riportare sulla tribuna del “Carlo Zoboli” il pubblico delle grandi occasioni.
Il fischio d’inizio è fissato alle ore 16.00. Dirigerà Gabriele Dascola di Cagliari, assistenti di linea Mirko Pili e Giuseppe Puddu di Oristano.
Giampaolo Cirronis