19 September, 2026
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La Prima Commissione del Consiglio regionale guidata da Francesco Agus (Sel) ha sentito oggi i rappresentanti delle Unioni dei Comuni sugli aspetti della riforma che riguardano la gestione associata dei servizi e delle funzioni. Attualmente sono 35 le Unioni operanti in Sardegna, alcune delle quali costituite prima della legge n. 12 del 2005.

Il coordinatore regionale delle U.d.C. Giuseppe Cappai ha evidenziato alcune criticità emerse dall’esperienza di questi anni che hanno ostacolato l’attività quotidiana degli enti. «Uno degli aspetti da superare – ha detto Cappai – è il vincolo che impedisce alle Unioni di avere una propria pianta organica, la gestione associata di alcuni servizi richiede la disponibilità di personale a tempo pieno, non basta quello fornito dai singoli comuni». Tra gli aspetti da correggere, secondo Cappai, anche la discontinuità dei flussi finanziari e i ritardi nei trasferimenti delle risorse del Fondo Unico nelle casse delle Unioni.

Giuseppe Cappai, infine, ha rimarcato la necessità di prevedere nella riforma l’individuazione di ambiti territoriali “congrui”: «L’esperienza ci dice che la gestione associata può funzionare solo se fatta su aree omogenee».

Su questo punto si è soffermato anche Pier Sandro Scano, nella doppia veste di presidente dell’Anci e presidente dell’Unione dei comuni della Bassa Marmilla. Scano ha suggerito una modifica dell’art.8 del DL di riforma che consenta ai singoli paesi di individuare il percorso migliore per per favorire l’associazionismo. «Siamo per il superamento del vincolo della gestione associata delle funzioni fondamentali – ha detto il presidente dell’Anci – questa, però, deve avvenire su base volontaristica. Una volta individuate le funzioni, i comuni potrebbero trasferirle all’Unione che, in seguito, potrebbero ragionare per sub-ambiti: In alternativa si potrebbe pensare a una gestione associata attraverso lo strumento della convenzione». Scano ha poi rimarcato l’esigenza di rafforzare il ruolo delle Unioni nella programmazione territoriale: «E’ un concetto sul quale abbiamo aperto un ragionamento con la Giunta, un dialogo proficuo che ha già prodotto qualche effetto positivo in alcune delibere dell’esecutivo».

Rispondendo ad una sollecitazione del consigliere del Pd Roberto Deriu, sulla possibilità di individuare un modello flessibile che preveda la differenziazione delle Unioni vista la disomogeneità dei territori, Scano ha invocato una riforma per gradi: «Costringere i Comuni a stare assieme non funziona – ha detto il presidente dell’Anci – occorre mettere in moto un processo per arrivare a gestioni associate reali. Serve un ordine giuridico per i percorsi di aggregazioni già in atto».

Franceschino Serra, presidente dell’Unione dell’Alta Marmilla, infine, ha chiesto tempi rapidi per l’approvazione della riforma. «La norma è attesa da anni – ha detto Serra – occorre far presto per consentire alle Unioni di diventare davvero il braccio operativo dei comuni».

Francesco Agus

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Riprende martedì mattina l’attività delle commissioni permanenti del Consiglio regionale. Alle 10.00 la Terza commissione, presieduta da Franco Sabatini, esaminerà il dl 205 (Sostituzione della tabella E allegata alla legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 – legge finanziaria 2015); il dl 192 (Disciplina della partecipazione della Regione, degli enti regionali e degli enti locali a società di capitali e consortili); il dl 199 (Interventi in materia di consorzi di garanzia fidi) e il doc. n. 7/XV (POR FSE 2014-2020 e istituzione del Comitato di sorveglianza).

Alle 10.30 la commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra, sentirà in audizione i rappresentanti dei  Centri Riabilitativi sardi sui problemi relativi al settore della riabilitazione e delle politiche sociali.

Alle 11.00 si riunisce la commissione Lavoro, presieduta da Gavino Manca, per l’esame del dl sull’anticipazione degli ammortizzatori sociali (qualora sia pervenuto). La commissione, alle 12.00,  proseguirà in seduta congiunta con la commissione Autonomia, presieduta da Francesco Agus. All’esame delle due commissioni il testo sull’appalto vigilanza degli immobili RAS.

Alle 16.00 si riunisce il Consiglio regionale. All’esame dell’Assemblea il testo unificato n. 58-79-107-115-121-122/A (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della legge regionale n. 18 del 1998); la proposta di legge n. 126 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 maggio 2013, n. 12 “Norme per la formazione specialistica medica, medico-veterinaria e non medica dell’area sanitaria”); la mozione n. 113 (Pizzuto e più) sulle problematiche relative alla privatizzazione della Saremar e la mozione n. 126 (Crisponi e più) in merito agli intendimenti della Giunta regionale sull’attività di gestione dei rifiuti presso il sito di Tossilo e sul potenziamento delle linee di incenerimento. All’ordine del giorno anche la nomina delle componenti la commissione regionale pari opportunità.

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Domani, mercoledì 29 aprile, sarà una giornata di lavoro intenso per le commissioni consiliari. La prima commissione (Autonomia), presieduta dall’on. Francesco Agus (Sel) si riunirà alle 10.30 per esaminare  la normativa contrattuale relativa agli appalti per la vigilanza degli immobili della Regione. Sempre alle 10.30 la seconda commissione (Lavoro), presieduta dall’on. Gavino Manca (Pd) ascolterà l’assessore del Lavoro, Virginia Mura, che riferirà sullo stato delle vertenze Unilever e Geo Parco e sulle problematiche della formazione professionale e dei cosiddetti lavoratori “in utilizzo”. Successivamente la commissione si occuperà della Pl n.36 (Insegnamento della storia, della cultura e della letteratura della Sardegna nelle scuole) e della Pl n. 167 (Norme volte ad incentivare l’insegnamento della lingua Sarda nelle scuole di ogni ordine e grado. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26/77 sulla “Promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna”).

Ancora alle 10.30, la quinta commissione (Attività produttive), presieduta dall’on. Luigi Lotto (Pd) ascolterà i rappresentanti regionali di Assogal Sardegna sulle problematiche relative ai Gal ed allo sviluppo locale. All’attenzione della commissione anche il Testo unificato della proposte di legge nn. 45 e 61 in materia di apicoltura.

Nel pomeriggio, alle 16.00, sarà la volta della quarta commissione (Governo del territorio), presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd). All’ordine del giorno l’esame del Dl 198 (Continuità territoriale marittima tra la Sardegna e le isole minori. Autorizzazione all’individuazione di un soggetto idoneo allo svolgimento dell’attività di supporto tecnico, economico finanziario e legale alle correlate procedure di gara) e del Dl 150 (Sanzioni amministrative sui servizi di trasporto pubblico regionale e locale). Inoltre la commissione dovrà esaminare due proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti il servizio idrico: la n. 2 (norme in materia di istituzione del servizio idrico integrato, individuazione ed organizzazione degli ambiti territoriali ed ottimali in attuazione della legge 36/94) e la n. 6 (norme in materia di gestione da parte dei Comuni della Sardegna del servizio idrico integrato).

I presidenti della Prima e Seconda Commissione del Consiglio regionale Francesco Agus (Sel) e Gavino Manca (Pd) apriranno un confronto con la Giunta sull’aggiudicazione della gara d’appalto per i servizi di vigilanza e di parcheggio nelle strutture regionali. La necessità di un approfondimento è stata sollecitata dai due presidenti al termine delle audizioni, in seduta congiunta, dell’assessore agli Enti locali,Cristiano Erriu, e dei sindacati. «Serve una soluzione che rispetti la dignità dei lavoratori – hanno detto Agus e Manca – il nuovo appalto, per alcuni di loro, comporterà un taglio delle retribuzioni del 50%».

«I tagli non dipendono da noi – ha spiegato Erriu – abbiamo dovuto ridurre la dotazione finanziaria nel rispetto delle disposizioni statali che hanno comportato una sforbiciata di 700 milioni di euro per i bilanci delle Regioni. Il nuovo appalto, per il quale sono stati aggiudicati due lotti su tre (mancano le province di Sassari e della Gallura,) prevede un risparmio di 2,5 milioni di euro all’anno. Abbiamo scelto di mantenere inalterati i livelli occupazionali ma con minori risorse le società aggiudicatrici non potranno garantire gli stessi stipendi».

Il nuovo appalto, vinto da un’associazione temporanea di imprese (Coopservice e Sicur Italia) prevede meno servizi di vigilanza armata e più servizi di portierato. I vigilantes armati sono passati da 128 a 92 mentre è aumentato il numero dei guardiani e dei portinai. Per questi ultimi, il cambio d’appalto ha portato anche alla modifica dei contratti in peius con conseguente riduzione degli emolumenti ( da 17.900 a 13.000 euro all’anno). La sorte peggiore è toccata alle 36 guardie armate che hanno dovuto subire un cambio di mansione e accettare il nuovo contratto: da vigilantes guadagnavano 1400 euro lordi, da portinai ne percepiranno invece 730, con un taglio lineare del 50%.

«Il tipo di contratti li decidono le imprese – hanno spiegato il direttore generale dell’assessorato agli Enti locali, Antonella Giglio, e la responsabile del servizio provveditorato Cinzia Lilliu – l’inserimento di clausole sociali non può travalicare il principio della libera impresa.»

I sindacati di categoria hanno accusato la Regione di eccessiva “leggerezza” nella definizione del bando. «Il risparmio per le casse regionali è stato fatto sulla pelle dei lavoratori – hanno detto i rappresentanti di categoria – gli utili per le aziende rimarranno invece invariati. Adesso c’è il rischio che il modello venga replicato anche in altri appalti».

Forti perplessità sulla conclusione della vicenda sono state espresse dai commissari della Prima e Seconda Commissione. Rossella Pinna (Pd) ha manifestato «profondo imbarazzo per un’operazione portata avanti da una Giunta di centrosinistra. I vigilantes sono trattati peggio dei lavoratori extracomunitari».

Stesso giudizio da parte di Piero Comandini (Pd):  «La Regione non sta facendo una bella figura. Quando si fa un nuovo appalto non ci si può basare solo sul mantenimento dei livelli occupazionali, occorre chiedersi che tipo di lavoro si garantisce, alcuni lavoratori si troveranno sotto la soglia della povertà».  

Daniele Cocco (Sel) e Paolo Truzzu (FdI) hanno chiesto una soluzione dignitosa per tutti, mentre per Salvatore Demontis (Pd) il problema sta nell’applicazione dei contratti: «La Regione – ha detto – non può dare lavoro a tutti ma deve garantire condizioni eque ai lavoratori».

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Proseguono, in Consiglio regionale, le audizioni sulla riforma degli Enti locali. La 1ª commissione (Autonomia) ha sentito in mattinata i sindacati autonomi (Usb – pubblico impiego) e, successivamente, in seduta congiunta con la 2ª commissione (Lavoro), i rappresentanti dei lavoratori delle società in house delle province.

Le Unioni Sindacali di Base hanno espresso forte preoccupazione per l’impostazione del DL n. 176 presentato dalla Giunta. Luca Locci (Usb) ha evidenziato il rischio che la riforma porti a un taglio pesante dei livelli occupazionali e a un conseguente abbassamento della qualità dei servizi offerti. «C’è il pericolo concreto che gran parte del personale vada in esubero – ha detto Locci – serve un’attenta analisi delle funzioni per capire quali potranno essere gestite dalle unioni e quali riportate in capo alla Regione». S€econdo il rappresentante dell’Usb, alcuni servizi dovranno essere necessariamente regionalizzati o gestiti da un ente intermedio: «Impensabile trasferire ai comuni le competenze in materia di ambiente, strade e servizi per l’impiego».  

Enrico Rubiu (Usb) ha ricordato che l’abolizione delle province è stata una scelta della politica italiana in controtendenza rispetto al resto d’Europa. «Tutti gli altri paesi del Vecchio Continente continuano a mantenere i livelli istituzionali intermedi e a dotarli delle risorse necessarie per lo svolgimento delle loro funzioni – ha detto Rubiu – non è solo un problema di costi ma di efficientamento dei servizi». Perplessità da parte di Rubiu anche sulle Città Metropolitane che «potrebbero portare alla desertificazione amministrativa dei territori».

Il presidente della Prima Commissione, Francesco Agus, ha ricordato che il disegno di legge della Giunta è stato approvato lo scorso 15 gennaio, prima del via libera da parte del Governo alla legge di stabilità. «L’esecutivo Renzi, con quel provvedimento, ha tolto l’acqua ai pesci – ha detto Agus – sottraendo importanti risorse per la riqualificazione del personale. La Commissione proporrà delle modifiche al DL 176 che tengano conto delle novità introdotte dalla legge di stabilità. C’è il massimo impegno da parte nostra perché vengano assicurati i livelli occupazionali e garantiti i servizi finora erogati dalla province».   

Subito dopo l’audizione dei sindacati, la Prima e la Seconda Commissione hanno sentito, in seduta congiunta, i rappresentanti dei lavoratori delle società in house delle province.

Ignazio Ganga (segreteria regionale Cisl) ha chiesto un’integrazione del Dl 176 che permetta di risolvere la situazione dei dipendenti: «I contratti sono differenti, serve una soluzione che tuteli i l’occupazione».

Pierfranco Piredda (Fisascat-Cisl) ha indicato due priorità: il reperimento delle risorse necessarie per tutto il 2015 e la creazione di una società regionale in house che inglobi quelle provinciali. «Dal 1° luglio non ci sarà più alcune copertura finanziaria. La procedura di licenziamento avviata dalla Multiss di Sassari per 97 dipendenti deve essere fermata. L’accentramento dei servizi consentirebbe un risparmio di alcuni milioni di euro».

Per Caterina Cocco (Filcams-Cgil) «deve essere chiaro quali funzioni verranno trasferite ai comuni e quali alla Regione. Altrimenti si rischia il caos e a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i lavoratori».

Sergio Codonesu (Filcams-Cgil) ha evidenziato la necessità di trovare una soluzione per tutte le società: «Non serve operare per singoli casi, la situazione è drammatica per tutti. La vertenza è complessa, occorre riflettere bene sul provvedimento che si andrà ad approvare».

Concetto condiviso dai rappresentanti della Uiltucs Andrea Lai e Giampiero Manai che hanno auspicato una soluzione definitiva per i lavoratori. «Basta con i provvedimenti tampone. La fase transitoria del passaggio del personale dalle province ai comuni è la più delicata, occorre garantire il lavoro e i servizi».

Vincenzo Monaco (Css) ha sollecitato un’approvazione in tempi rapidi del Disegno di legge di riforma: «Il via libera deve arrivare entro giugno, altrimenti si perderanno definitivamente i posti di lavoro».

Stessa preoccupazione da parte di Giusy Pittalis (Filcams-Cgil), secondo la quale «c’è il pericolo concreto che i privati mettano gli occhi su alcuni servizi finora garantiti dalle società in house».

I consiglieri del Pd Roberto Deriu e Pietro Comandini hanno chiesto ai sindacati indicazioni precise sulle risorse necessarie per garantire il servizi per tutto il 2015 e suggerimenti sulle funzioni da affidare ai comuni o da riservare a un ente superiore.

I sindacati hanno ribadito la convinzione che un accentramento delle competenze potrà garantire un risparmio dei costi e un miglioramento dei servizi senza però indicare cifre precise sulla dotazione finanziaria necessaria alle attività del 2015.

Franco Sabatini (presidente della Commissione Bilancio) ha ribadito l’esigenza di definire un quadro economico preciso per individuare le risorse indispensabili a tenere in piedi le società. «In ogni caso non sarà possibile assorbire i dipendenti nel ruolo unico regionale».

Antonello Peru, a nome del gruppo di Forza Italia, ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per promuovere la collaborazione tra le diverse società. «In questo provvedimento – ha detto Peru – ci sono le soluzioni per garantire un futuro sereno ai lavoratori».

Secondo Roberto Desini (Cd) «non è pensabile delegare alcune funzioni ai comuni. Meglio pensare a un ente di secondo livello».

Daniele Cocco (Sel) ha invece ricordato gli impegni assunti in campagna elettorale per la salvaguardia di tutte le buste paga dei lavoratori in house. «La prima cosa da fare è risolvere le emergenze a partire dal pagamento della cassa integrazione del 2014 e del 2015».

Per Salvatore Demontis (Pd) la soluzione di un’unica società regionale non è auspicabile ma, per tutelare lavoratori e garantire qualità dei servizi, occorrerà pensare a un livello di gestione superiore rispetto a quello comunale».

Il presidente della Seconda Commissione Gavino Manca (Pd), dopo aver ricordato la drammatica situazione della Multiss di Sassari, ha chiesto notizie sullo stato finanziario delle altre società provinciali.

I sindacati hanno chiarito che la partita riguarda tutte le realtà in house. «Il lavoro sarà assicurato ancora per poche settimane. Dal primo luglio – hanno detto i sindacalisti – le società non avranno nessuna copertura».

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Quattordici consiglieri del centrosinistra dei gruppi di Centro democratico, Pd, Sel, Rossomori e Partito dei sardi, hanno presentato una proposta di legge, prima firmataria Annamaria Busia (Cd), sulla “modifica la legge regionale Statutaria 12 novembre 2013, n. 1 Legge statutaria elettorale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto  speciale per la Sardegna”. La nuova proposta di legge arriva dopo due bocciature della norma maturate nella scorsa legislatura.

Il testo, composto da un solo articolo, prevede l’inserimento dello spazio  per la doppia preferenza di genere nella scheda elettorale, ma non rende obbligatorio il secondo voto. Non si potranno dare, dunque, due preferenze dello stesso genere, ma si potrà anche decidere di darne soltanto una. Nessuna imposizione, dunque, ma soltanto un’occasione per consentire alle donne di dare il proprio contributo nelle Istituzioni.

La Sardegna è una delle Regioni più indietro dal punto di vista della parità di rappresentanza nelle Istituzioni, con appena quattro donne elette su sessanta consiglieri. «I tempi sono maturi per riproporre la legge e lo vogliamo fare a inizio legislatura per avere il tempo di approvarla – ha affermato la prima firmataria – vista la disponibilità del presidente della Prima commissione di inserirla nella programmazione dei lavori appena terminato l’esame della riforma degli enti locali». «La legge dello Stato – hanno spiegato i proponenti, in particolare le tre consigliere Annamaria Busia (Cd), Daniela Forma e Rossella Pinna (Pd) – ha già inserito la doppia preferenza nei Comuni superiori ai 5mila abitanti con ottimi risultati, mentre sei Consigli regionali hanno approvato negli ultimi due anni l’adeguamento della legge elettorale: la Sicilia, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, la Toscana, l’Umbria, e la Campania che ha già avuto importanti risultati, passando da una rappresentanza in Consiglio regionale del 2 per cento al 23 per cento.»

«E’ necessaria una forzatura», ha affermato Busia per garantire quanto previsto dall’articolo 16 dello Statuto speciale della Regione Sardegna che «prevede che la legge elettorale per l’elezione del Consiglio regionale al fine di conseguire l’equilibrio tra uomini e donne nella rappresentanza, promuove condizioni di parità nell’accesso alla carica di consigliere regionale».

«I tempi sono maturi – ha affermato Daniela Forma, Pd – ed è emersa la volontà dei partiti di garantire un’effettiva pari opportunità di rappresentanza nelle Istituzioni. Spero che  garantire la doppia preferenza possa essere inserita che nelle elezioni dei Comuni con meno di 5mila abitanti». Per l’esponente del Pd: «Siamo nei tempi per portare avanti questo importante risultato.»

D’accordo anche il presidente della Prima commissione, Francesco Agus (Sel), anche lui tra i firmatari del testo: «Questa legge va a sanare uno dei gravi problemi della legge elettorale ossia la rappresentanza di genere. Appena terminato l’esame della riforma degli enti locali esamineremo il testo in Commissione». Per Agus è vero che si tratta di una forzatura, ma soltanto affinché «la Regione raggiunga almeno gli stessi risultati dei Comuni».

Rossella Pinna (Pd) ha però sottolineato che questa legge è un primo passo, ma se non sarà affiancata da politiche sociali capaci di garantire alle donne la possibilità di svolgere il ruolo di mamma e di lavoratrice o di rappresentante delle Istituzioni non si arriverà al risultato sperato. La consigliera Pinna ha evidenziato la poca attenzione della Giunta verso questo problema. «In quest’anno l’assessorato della Salute e Politiche sociali non ha parlato di sostegno alla famiglia e al ruolo di genitore. Bisogna sollecitare la Giunta regionale affinché agisca in modo concreto ed efficace. Quella legge è un ottimo punto di partenza». Il vice presidente del Consiglio regionale, Eugenio Lai (Sel), ha affermato che come sindaco la sua lista è sempre stata composta dal 50 per cento di donne, ma sicuramente l’Assemblea e i partiti, in primis, «avrebbero potuto fare di più per quanto riguarda la composizione dell’Ufficio di presidenza e per le presidenze delle Commissioni». Roberto Desini, capogruppo del Cd, anche lui sottoscrittore della proposta, ha auspicato che non venga chiesto il voto segreto come nella scorsa legislatura. Desini ha confermato il pieno sostegno del partito a questa iniziativa legislativa.

 

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Sono riprese stamane, con l’audizione dei sindacati di categoria (Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fp), nella commissione Autonomia del Consiglio regionale, le audizioni sul disegno di legge n. 176, presentato dalla Giunta regionale, in materia di “riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna”.

I segretari della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil non hanno nascosto le preoccupazioni sul futuro occupazionale dei lavoratori attualmente impiegati nelle amministrazioni provinciali e nelle cosiddette società in house del sistema degli enti locali in Sardegna. Davide Paderi (Cisl-Fp) ha quindi invitato la commissione e la Regione sarda a prendere esempio da quanto promosso, a tal proposito, in altre realtà del Paese, dove  con la sottoscrizione di apposite intese si è sancita, nelle more di approvazione delle leggi di riforma, la salvaguardia dei posti di lavoro ed anche il riassorbimento degli eventuali esuberi in organico nelle rispettive amministrazioni. Il segretario della Cgil-Fp, Antonello Congiu, ha auspicato inoltre che la commissione, nel corso dell’esame del Dl 176, possa introdurre norme efficaci per far sì che il personale attualmente impiegato nelle Province segua le funzioni che si prevede di trasferire ad altri enti. Esigenza ribadita anche dal segretario Uil-Fp, Giampaolo Spano, che ha proposto di prevedere in norma la presa incarico nelle province storiche delle funzioni e del personale delle province nel frattempo soppresse.

Sul tema delle emergenze i sindacati hanno manifestato preoccupazione per la situazione dei lavoratori precari e di quelli delle società in house. A questo proposito, il presidente della I commissione, Francesco Agus, ha dichiarato che il problema dei lavoratori precari delle amministrazioni provinciali (il cui impiego scadrà al massimo entro il prossimo 30 giugno) è già all’attenzione del parlamentino dell’Autonomia e nei prossimi giorni  sono attese opportune iniziative da parte del competente assessore degli Enti Locali, Cristiano Erriu.

I lavori della Prima commissione proseguono questo pomeriggio con le audizioni delle segreterie confederali e domani alle 10 dei sindacati autonomi. Sempre domani ma alle 11.00, in seduta congiunta con la II commissione, saranno ascoltate le rappresentanze sindacali aziendali dei lavoratori delle società in house della Province ed alle 12.30 le rappresentanze di lavoratori della Regione. Giovedì,alle 10.00, è prevista l’audizione del Consiglio delle autonomie locali; alle 11 .00 è il turno invece dei presidenti delle società in house delle Province; alle 15.00 sono convocati i presidenti delle Camere di Commercio e alle 16.00, i sindaci dei Comuni capoluogo (ad eccezione di Cagliari e Sassari, per i quali è in programma un apposito incontro). Le audizioni si concluderanno venerdì alle 10.00 con i parlamentari eletti in Sardegna e gli eurodeputati sardi.

Sinistra Sarda, in collaborazione con l’Altra Europa, ha organizzato per domani 22 aprile un incontro dibattito sul tema della Riforma degli Enti locali in Sardegna dal titolo “I Diritti delle Persone ed il protagonismo delle Comunità nell’ambito del riordino del sistema delle Autonomie Locali in Sardegna”, all’Hotel Quadrifoglio di Via Peretti, 10, a Cagliari. L’inizio è fissato alle 16.30.

All’incontro, coordinato dal segretario regionale di Rifondazione Comunista, Giovannino Deriu, parteciperanno i consiglieri regionali di Sinistra Sarda, Alessandro Unali e Fabrizio Anedda.

Dopo l’analisi giuridica curata dal docente di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università di Sassari, Maurizio Cecchetti, seguiranno gli interventi dell’assessore regionale agli Enti locali, Cristiano Erriu, del consigliere regionale, Roberto Deriu, dell’assessore della Provincia di Sassari, Rosario Musmeci e del coordinatore regionale del PdCI, Antonello Barmina.

Seguirà un dibattito con gli Amministratori locali e cittadini.

I lavori si concluderanno con l’intervento di Francesco Agus, consigliere regionale e presidente della commissione Autonomia e Riforme.

La Prima (Autonomia e ordinamento regionale), presieduta da Francesco Agus (Sel), si riunisce oggi, 21 aprile, alle 11,30, per le audizioni sul D.L. 176 (riordino del sistema delle Autonomie locali della Sardegna). I lavori proseguiranno anche nel pomeriggio dalle 16.00. La Commissione si riunirà anche domani, 22 aprile, alle 10.00, mentre alle 12.00 è prevista una seduta congiunta con la Seconda Commissione. I lavori proseguiranno nel pomeriggio di domani alle 16.00, giovedì e venerdì mattina alle 10.00.

Questo pomeriggio si riunirà, alle 17.00, anche la Seconda commissione (Lavoro, cultura e formazione professionale), presieduta da Gavino Manca (Pd). All’ordine del giorno: P/47 (Istituzione Centri Provinciali Istruzione Adulti. Integrazione al Piano di dimensionamento scolastico regionale as. 2015/2016), le vertenze lavoro-precariato e la programmazione dei lavori.

La Commissione si riunirà, in seduta congiunta con la Prima Commissione, mercoledì 22 aprile con il seguente ordine del giorno: alle 11, audizione dei rappresentanti sindacali aziendali delle società in house delle province di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano sulle problematiche occupazionali; appalto del servizio di vigilanza armata e portierato degli immobili della Regione; alle 12,30, audizione dell’assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu; alle 13.00, audizione delle segreterie regionali FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL.

La Quarta commissione (Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità), presieduta da Antonio Solinas (Pd) si riunirà mercoledì, 22 aprile, alle 11.00, per la programmazione dei lavori.

La Quinta commissione (Attività produttive), presieduta da Luigi Lotto (Pd), si riunirà domani, 22 aprile, alle 16.00. All’ordine del giorno: l’audizione dell’Amministratore delegato della S/B Industrial Minerals sulla situazione della miniera di Olmedo, l’audizione delle organizzazioni sindacali sulla situazione della miniera di Olmedo.

E’ prevista anche l’audizione dell’assessore regionale dell’Industria, Maria Grazia Piras, sui seguenti temi: situazione della miniera di Olmedo, situazione della Keller Elettromeccanica, P/51 (Integrazione Fondo rischi Consorzi Fidi. Modifica interpretativa delle direttive di attuazione. Legge regionale 5 marzo 2008, n. 3, art. 7, comma 47, come integrata della legge regionale 14 maggio 2009, n. 1, art. 4, comma 3, della legge regionale 15 marzo 2012, n. 6, art. 4, comma 43 della legge regionale 20 dicembre 2013, n. 3). All’ordine del giorno anche la programmazione dei lavori, che proseguiranno giovedì, 23 aprile 2015, alle 10,30 con lo stesso ordine del giorno.

La Sesta commissione (Sanità e politiche sociali), presieduta da Raimondo Perra (Psi), si riunirà mercoledì, 22 aprile alle 10,30. All’ordine del giorno: audizione del
sindaco del comune di Quartu Sant’Elena, Mauro Contini, della delegazione dei sindaci dell’unione di comuni del Sarrabus-Gerrei, del sindaco del comune di Tempio, Romeo Frediani, su problematiche sanitarie.

I lavori riprenderanno nel pomeriggio, alle 16.00, con il seguente ordine del giorno: audizione della delegazione dell’unione dei comuni dell’Ogliastra e del presidente del comitato dei sindaci del distretto sanitario di Sorgono su problematiche sanitarie. Prevista anche l’audizione dell’assessore regionale del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, Virginia Mura, sul doc. n. 5/XV (legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, articolo 24 e seguenti. Proposte al Consiglio regionale per la nomina di tre esperti in seno alla Consulta regionale per l’emigrazione).

I lavori riprenderanno giovedì 23 aprile 2015 alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno: programmazione lavori. Alle 16,30 è prevista l’audizione dell’assessore regionale dell’Igiene e sanità e dell’assistenza sociale, Luigi Arru, sul P/52 (Finanziamento indistinto della spesa sanitaria di parte corrente 2013. Modifica dei criteri di assegnazione dell’accantonamento destinato al macrolivello “valorizzazione dell’appropriatezza e dell’adeguatezza organizzativa ed economico gestionale”). Successivamente la Commissione esaminerà la P.L. 126 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 maggio 2013, n. 12 “Norme per la formazione specialistica medica, medico-veterinaria e non medica dell’area sanitaria”).

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Il nuovo Piano Casa il giorno dopo. Stamane la Giunta Pigliaru e i partiti del centrosinistra hanno fatto il punto sui risultati raggiunti con l’approvazione del disegno di legge che ha tenuto impegnato il Consiglio regionale per un mese. «Una legge importante, che crea chiarezza e che resterà in vigore fino all’approvazione del disegno di legge sull’Urbanistica. Una legge che riesce a creare il giusto equilibrio tra sviluppo economico e tutela del territorio».

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha evidenziato che questa legge interviene sulle zone a rischio idrogeologico, sui centri storici, tutela la fascia dei 300 metri e valorizza il ruolo delle Amministrazioni comunali. Per Cocco il centrodestra in questi anni non ha fatto niente per l’edilizia visto che, dal 2009 al 2013, il settore ha registrato la perdita di 24100 posti di lavoro. Il capogruppo del Pd ha però anche riconosciuto all’opposizione di aver dato il suo contributo e ha rilevato l’importanza del scrutinio finale in cui la maggioranza ha votato compatta.

Soddisfatto anche il presidente Pigliaru: «Si tratta di una legge che ha l’anima del centrosinistra». Una legge transitoria, ha detto, che guarda allo sviluppo economico ma senza danneggiare il paesaggio e l’agricoltura.

La legge, secondo il presidente, ha l’obiettivo di mitigare la crisi, assieme con l’apertura dei cantieri pubblici, ma anche di migliorare la qualità degli interventi urbanistici e di creare sviluppo.

Il presidente della Quarta commissione, Antonio Solinas (Pd), ha evidenziato come sia emersa chiaramente la diversa visione che hanno centrodestra e centrosinistra in materia di edilizia. «Ci siamo presi le nostre responsabilità, rispettando gli impegni assunti con gli elettori in campagna elettorale». Poi una risposta alle critiche del centrodestra sull’abrogazione della legge sul golf. Solinas ha ricordato che il centrosinistra aveva avversato la legge la scorsa legislatura e che chi vuole investire e costruire campi da golf lo può fare anche senza la legge del 2011.

L’assessore regionale dell’Urbanistica, Cristiano Erriu, ha voluto poi spiegare il perché non si sia voluta prorogare la legge 4. Il punto fondamentale, ha affermato l’esponente della Giunta, è stato di eliminare i blocchi per la realizzazione del Piani comunali che l’incertezza della norma creava. Per l’assessore questa legge fa incontrare l’interesse del privato di aumentare gli spazi delle proprie abitazioni e del pubblico perché, con soldi privati, vengono eseguiti interventi edilizi migliorativi, legati alla green economy, e viene creato lavoro. «Una legge – ha concluso – che prevede interventi di riqualificazione e non nuovo consumo del suolo». Nel sito della Regione, ha poi aggiunto, è stato pubblicato un Powerpoint con tutti i dettagli della legge, spiegando che molti dei punti contenuti nella 130 saranno presenti anche nella nuova legge urbanistica.

Soddisfatto anche il capogruppo del Centro democratico, Roberto Desini, il quale ha rimarcato l’importanza della compattezza della maggioranza nel voto finale, nonostante su alcuni punti le visioni fossero differenti. D’accordo anche Francesco Agus (Sel): «Questa legge ha segnato il cambio di passo: siamo passati dalla stagione delle deroghe alla quella delle leggi uguali per tutti». Per Raimondo Perra (Psi- Sardegna Vera) questa legge «è il giusto compromesso tra lo sviluppo economico e la salvaguardia del territorio».