28 March, 2026
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Gianluigi Rubiu, capogruppo consiliare di Area Popolare Sarda nell’Aula di via Roma, lancia l’allarme sui «tempi di attesa biblici nei pronto soccorso isolani». «Si tratta di una situazione esplosiva – spiega Gianluigi Rubiu -. Negli ospedali del Sulcis Iglesiente i tempi di attesa variano tra le quattro e le sei ore. Un’assurdità».

Il consigliere regionale di Iglesias sottolinea che «non c’è solo la criticità relativa alle aspettative dei pazienti, ma anche l’accoglienza e il sistema di valutazione degli utenti». «Per una semplice verifica delle priorità assistenziali – aggiunge Rubiu – si devono fronteggiare delle lungaggini davvero inconcepibili per un sistema sanitario all’avanguardia».

La situazione non cambia negli altri ospedali sardi. Dal Brotzu di Cagliari al San Marcellino di Muravera per arrivare al Santissima Annunziata di Sassari: ore ed ore in fila per un’urgenza. «E’ terrificante che alcuni pazienti, per le emergenze gravi, debbano attendere per ore – prosegue Rubiu – senza un adeguato intervento per porre in condizioni favorevoli gli utenti che affollano le sale d’attesa degli ospedali».

Secondo Gianluigi Rubiu occorre una svolta: «Un cambio di rotta che possa venire incontro alle esigenze dei pazienti, favorendo un’informazione comprensibile e pertinente alle famiglie in attesa e l’umanizzazione dell’assistenza. Per raggiungere questo traguardo occorre scongiurare le sforbiciate all’assistenza sanitaria in Sardegna, potenziando anche i presidi dei pronto soccorsi (soprattutto durante la stagione estiva) nei piccoli ospedali sempre più affollati per le emergenze sanitarie».

Gianluigi Rubiu 5 copia

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Manifestazione di protesta dei cacciatori sardi, questo pomeriggio, davanti ai piedi della sede dell’assessorato dell’Ambiente, in via Roma, a Cagliari, contro la proposta il calendario venatorio elaborata dal Comitato faunistico. Il capogruppo regionale di Area Popolare, Gianluigi Rubiu, ha presentato un’interrogazione sul tema.

«Si riveda immediatamente un disegno illogico che va contro le aspettative dei cacciatori sardi – sottolinea Rubiu -. L’apertura della caccia al cinghiale nella giornata del giovedì rischia di produrre dei disastri enormi per l’equilibrio dell’ecosistema e con una competizione sfrenata tra le diverse compagnie.»

Secondo il fronte contrario al calendario, che si allarga dall’Unione cacciatori Sardegna sino alla Federazione Italiana della Caccia ed al Movimento Caccia Pesca Ambiente, non è stato raggiunto l’obiettivo per un’adeguata programmazione.

«E’ assurdo – rimarca Gianluigi Rubiu -. L’universo dei cacciatori mai come ora appare inascoltato. L’assessore alla difesa dell’ambiente Spano dovrebbe prendere atto e rassegnare le dimissioni.»

«Diventa necessario ripristinare l’apertura della caccia ai cinghiali solo nei giorni festivi – conclude Gianluigi Rubiu – perché il rischio è di uno sterminio incontrollato della specie, senza la ponderazione delle situazioni che vedono la domenica come giornata ideale di caccia grossa.»

Cinghiale 1

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La revoca immediata della concessione mineraria in caso di scelte negative che si riflettano sui lavoratori. Il capogruppo di Area Popolare in Consiglio regionale, Gianluigi Rubiu, presagisce perfino l’annullamento delle autorizzazioni alla Polar, come conseguenza del licenziamento dei lavoratori delle ditte esterne in attività nello stabilimento di Piscinas, con una fabbrica all’avanguardia nella realizzazione di lettiere per gatti e nella produzione di bentonite per l’utilizzo nel settore farmaceutico ed enologico.

«Il passaggio di proprietà dalla Clariant – sottolinea  Gianluigi Rubiu – non avrebbe dovuto comportare alcun taglio di organico e mantenere inalterate le attuali condizioni del contratto collettivo di lavoro». Una vera e propria doccia gelata l’arrivo delle lettere di licenziamento agli operai delle ditte esterne. «Da qui – aggiunge Rubiu – il presidio di protesta davanti ai cancelli della fabbrica. La fabbrica è l’unica realtà produttiva ancora in attività nel Basso Sulcis, già in forte crisi visto lo smantellamento del settore minerario e la lenta agonia del comparto energetico. Uno stabilimento che distribuisce, tra diretti ed indiretti, una cinquantina di buste paga».

Lo spettro della crisi si allunga su tutti gli operai. «Per questo – conclude Rubiu – è necessario che la Regione ponga uno sguardo verso la situazione della Polar, con l’immediato tavolo di confronto tra la società e le organizzazioni sindacali».

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Gianluigi Rubiu, capogruppo di Area Popolare, ha presentato una mozione urgente con la quale si oppone alla chiusura dell’ufficio postale di Cortoghiana.

«Uno scippo assurdo e illogico – dice Rubiu -. Infatti, altre strutture del territorio sono state soppresse da Poste Italiane, facendo così venir meno una delle attività maggiormente utili ai cittadini ed al sistema produttivo della borgata (dal commercio alle attività artigianali in genere), che si troveranno così ad affrontare diversi chilometri per raggiungere altri presidi dislocati sul territorio. La sforbiciata infatti ha sinora portato alla cessazione delle filiali di Rio Murtas, Villarios, San Benedetto e Terresoli. Si impone una drastica riduzione dei servizi, senza pensare che il taglio potrebbe pregiudicare le possibilità di sviluppo del territorio.»

Una situazione allarmante che si aggiunge alle piaghe economiche e sociali. «Il Sulcis Iglesiente è attanagliato da una crisi economica e sociale che appare senza via d’uscita, con la dismissione di diverse fabbriche e la perdita di migliaia di posti di lavoro – aggiunge Rubiu -. Una desertificazione del territorio, con una povertà galoppante che lascia intravedere orizzonti negativi per il futuro». 

«Occorre convocare immediatamente un tavolo di confronto con Poste Italiane volto a salvaguardare gli uffici pubblici ancora dislocati sul territorio, senza colpire un territorio già martoriato da una interminabile crisi economica e sociale. E’ necessario – conclude Gianluigi Rubiu – predisporre in tempi certi soluzioni alle vertenze, ostacolando la chiusura di altri presidi pubblici nel Sulcis Iglesiente.»

Cortoghiana - Piazza Venezia copia

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Consiglio regionale 2 copia

Stamane il Consiglio regionale ha approvato i primi 5 articoli del Dl 202 della Giunta regionale sulla trasformazione in agenzia del Consorzio “Sardegna ricerche”.

Il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il disegno di legge istituito con legge regionale 21/85 (Istituzione di un fondo per l’assistenza alle piccole e medie imprese, in attuazione dell’art. 12 della Legge 268/74). Il presidente, Gianfranco Ganau, ha quindi dato la parola al relatore di maggioranza, il consigliere di Sdl Pier Mario Manca.

Nella sua relazione, Manca ha ricordato l’esigenza più volte manifestata dalla Corte dei conti di trasformare il consorzio in Agenzia ed in effetti, ha sottolineato, «negli anni la struttura ha perduto la sua fisionomia originaria; il provvedimento, inoltre, appare in linea con l’esigenza di contenere i costi riordinando il contesto degli organismi di ricerca che fanno capo alla Regione senza spese aggiuntive». Su quest’ultimo punto, ha aggiunto Manca, «sono stati espressi in commissione alcuni rilievi per ciò che concerne il personale, rilievi manifestati in modo analogo anche dai consiglieri della minoranza».

Il consigliere Ignazio Locci, sull’ordine dei lavori, ha osservato che gli emendamenti al Disegno di legge non sono stati messi ancora a disposizione dall’Aula.

Il presidente Ganau ha assicurato che i documenti saranno messi a disposizione del Consiglio quanto prima. Il presidente ha quindi dato la parola al relatore di minoranza, il consigliere Gianluigi Rubiu, capogruppo di Area Popolare Sardegna.

Gianluigi Rubiu ha ripercorso in apertura le vicende più significative di Sardegna Ricerche ricordato affermando che nel tempo la struttura ha assunto un ruolo crescente al servizio del sistema delle imprese. «Ma il provvedimento – ha lamentato – suscita non poche perplessità, la governance passa da gestione democratica ad una monocratica di diretta espressione della politica e ciò esprime la chiara volontà di creare un ennesimo ente regionale a disposizione della Giunta; sul personale, d’altra parte, non è specificato il tipo di contratto da applicare al personale dell’ente e manca ogni riferimento all’anzianità di servizio di molte figure professionale». Si tratta di una ambiguità che, ad avviso di Rubiu, «merita un rigoroso approfondimento giuridico, date alcune precedenti esperienze regionali di segno negativo; esiste insomma un concreto rischio di impugnazione di questa legge, con oneri aggiuntivi a carico della Regione».

Il consigliere Piero Comandini (Pd) ha affermato che il problema può essere affrontato in modo burocratico, facendo riferimento alla trasformazione del consorzio 21, o capire opportunità contenute nel potenziamento di Sardegna Ricerche. «Questa è l’ottica giusta – ha dichiarato Comandini – per potenziare le funzioni di Sardegna Ricerche e valorizzare ruolo della struttura; quello di Pula è il primo parco tecnologico d’Italia con oltre 600 ricercatori, un fiore all’occhiello del sistema Regione, questa è l’idea della Giunta e della maggioranza».  «Siamo consapevoli – ha riconosciuto l’esponente del Pd – che certi modelli di sviluppo sono soggetti a dinamiche internazionali molto complesse ma, proprio per questo, quella di puntare su ricerca ed innovazione è una scelta vincente che consente alla Sardegna di essere un volano del sistema Italia; la legge, in definitva, contiene risposte ai quesiti della Corte dei conti ma politicamente conta di più la volontà di riordinare il sistema della ricerca nella prospettiva del rilancio dell’economia regionale».

Il consigliere Chistian Solinas (Psd’Az) ha premesso che «non è facile intervenire in questo clima,perché  la politica non può smarrire il proprio ruolo rispetto a quello che sta succedendo e lasciare che circolino tante voci sulla sentenza del Consiglio di Stato; le sentenze si rispettano ma un parlamento non può accettare senza dire nulla che un organo della magistratura disponga in materia della sua composizione, serve perciò un approfondimento in una sede da individuare, che potrebbe essere quella dei capigruppo, però procedere in queste condizioni non consente di svolgere il ruolo del parlamento sardo con serenità».

Il presidente ha ribadito che la sentenza non è pervenuta, confermando che se dovesse arrivare si procederà di conseguenza ma al momento, ha precisato, «i lavori del Consiglio possono continuare».

Riprendendo il suo intervento ed affrontando il merito, il consigliere Solinas ha osservato che «in parte il provvedimento risponde ai rilievi della Corte dei conti ma in un’altra parte procede in senso contrario acquisendo il personale in modo indiscriminato al sistema Regione; nei fatti, pur non discutendo le professionalità presenti all’interno di Sardegna Ricerche, il personale passerebbe da un contratto privato ad un pubblico e a questo punto occorre chiedersi cosa farà la Regione quando qualcuno dovesse chiedere la mobilità, con quale qualifica sarà considerato, come sarà possibile conciliare questa norma con quella sulla mobilità interna alla Regione». «Si determinerebbe poi – ha prospettato Solinas – un aumento di organico senza una programmazione a monte,  creando un problema peggiore di quello che si vorrebbe risolvere, senza dimenticare che lo stesso problema si riproporrà a breve con l’Ente Foreste che si sta trasformando in Agenzia». «E’ necessario insomma – ha concluso Solinas – un chiarimento complessivo sul mare magnum degli enti regionali perché altrimenti si procederà con una eccessiva discrezionalità che provocherà poi un contenzioso ingestibile».

Il presidente Ganau ha dato la parola a Marco Tedde (Forza Italia): «Si tratta di una legge che presenta molte zone d’ombra che incideranno su un ente strategico per la Sardegna». «L’azzeramento dei vertici – ha affermato Tedde – ci fa pensare alla volontà politica di mettere l’ente sotto lo stretto controllo della Giunta regionale». Il consigliere ha poi accusato la maggioranza di non aver portato avanti politiche a favore dell’innovazione e della ricerca, «diversamente da quanto fatto dalla Giunta Cappellacci fino al 2013 attraverso il finanziamento della legge 7 del 2007».

Per il vice capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda, la fretta porta a commettere errori. Il consigliere ha auspicato di rinviare la riforma dell’ente al progetto complessivo di riforma degli enti locali. Per Zedda non solo questa legge non porterà risparmi o miglioramenti di risultati, ma, se non verrà modificato l’articolo 8 sul personale, si «creerà un grande pasticcio».

L’esponente della minoranza ha chiesto alla Giunta di dire chiaramente se vuole investire ancora in ricerca e innovazione oppure no, ricordando all’assessore Paci che quando c’era la Giunta Cappellacci l’Università di Cagliari “aveva preteso” ingenti risorse per la ricerca di base.

Il vice presidente Eugenio Lai ha assunto la guida dell’Aula e ha dato la parola al capogruppo dei Riformatori sardi, Attilio Dedoni, il quale ha sottolineato che le «turbolenze dovute alla sentenza del Consiglio di Stato creeranno qualche problema».

Per l’esponente della minoranza questa legge non darà un nuovo impulso all’attività di ricerca: «Credo che le riforme non debbano essere fatte a spezzatino come propone questa Giunta regionale». Secondo Dedoni bisogna avviare una riorganizzazione organica della Regione anche i benefici per la Sardegna.

Il vice presidente Lai ha poi dato la parola al consigliere Stefano Tunis (Forza Italia). Per l’esponente della minoranza non è comprensibile che si impegni il tempo del Consiglio regionale per modificare la natura giuridica di un ente, quanto l’Isola soffre una crisi mai vista. Per Tunis, visto che con tale modifica non cambia nulla, «si potrebbe pensare che alla base di questo provvedimento ci siano problemi politica e non di risultato». Il consigliere ha poi concluso affermando che la Giunta è interessata a occupare posti di potere.

Lai ha, poi, dato la parola all’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, il quale ha, da subito, sottolineato che non si tratta di occupare posti di potere, visto che non è neanche previsto un Cda. L’obiettivo della legge, ha affermato, è di riordinare un tema importante ridefinendo la natura giuridica di Sardegna ricerche, come chiesto dalla Corte dei Conti. Paci ha affermato di avere accolto diverse osservazioni, «soprattutto quelle degli onorevoli Rubiu e Zedda», e di averle inserite all’interno degli emendamenti della Giunta. L’assessore ha ribadito che non c’è alcuna volontà di trasformare i dipendenti di Sardegna ricerche in dipendenti regionali e che manterranno il loro contratto. Per Paci con questa legge si fa un passo avanti proseguendo il lavoro positivo fatto negli ultimi anni dall’ente e dalla sua presidente, con l’obiettivo di rafforzare il sistema della ricerca in Sardegna.

Il vice presidente di turno dell’assemblea, Eugenio Lai, ha quindi posto in votazione il passaggio agli articoli, che è stato approvato dall’Aula, ed ha concesso la parola al capogruppo del Misto, Fabrizio Anedda, per la discussione generale sull’articolo 1.

Il consigliere Fabrizio Anedda ha lamentato i carenti servizi alle imprese garantiri da “Sardegna Ricerca” nel corso degli anni, a fronte di un cospicuo assorbimento di risorse regionali a valere sui capitoli di bilancio di competenza del Lavoro. «Auspico – ha concluso l’esponente della maggioranza – che con il passaggio al controllo diretto dell’assessorato della Programmazione migliorino i servizi per le imprese e ci sia un più efficace del personale».

Posto in votazione l’articolo 1 (Trasformazione del consorzio “Sardegna Ricerche” nell’agenzia regionale “Sardegna Ricerche e finalità”) è stato approvato con 27 voti favorevoli e uno contrario.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, è quindi intervenuto per dichiarare che la mancata partecipazione al voto dei consiglieri della minoranza è giustificata da “ragioni politiche” e non derivante da assenze.

Il vicepresidente Lai ha proseguito con la votazione dell’articolo 2 (Compiti dell’agenzia “Sardegna Ricerche”) che è stato approvato con 27 voti a favori e 17 contrari.

La consigliere di Forza Italia, Alessandra Zedda, intervenendo in sede di discussione dell’articolo 3 (Organizzazione s statuto dell’agenzia “Sardegna ricerche”) ha sottolineato che al comma 2 si prevede che sullo statuto il Consiglio debba limitarsi al parere, così  come avviene per una ordinaria delibera, ed ha rivolto la richiesta all’assessore della Programmazione perché “fornisca chiarimenti in ordine ai tempi e alla metodologia di approvazione delle statuto dell’agenzia”.

Il consigliere Stefano Tunis (Fi) ha espresso perplessità sulla formulazione del comma 1 dell’articolo 3 in ordine all’inquadramento del personale di “Sardegna ricerche” laddove si fa riferimento alla legge regionale 31 (disciplina del personale e dell’organizzazione degli uffici della Regione). «Bene i chiarimenti forniti dall’assessore Paci – ha affermato l’esponente della minoranza – quando afferma di non voler inquadrare il personale all’interno dell’amministrazione regionale ma la norma è scritta molto male e si presta a confusione». «Per tali ragioni – ha concluso Tunis – propongo un emendamento orale soppressivo del comma 1 dell’ articolo 3».

Il consigliere dei Riformatori, Luigi Crisponi, ha rimarcato l’assenza di un riferimento temporale sul termine di approvazione dello statuto da parte della Giunta regionale. L’esponente della minoranza ha quindi denunciato il rischio di creare «confusione tra l’impianto complessivo della norma in esame e quanto previsto nell’articolo 3 della stessa».

Il consigliere del Psd’Az, Christian Solinas, ha affermato, rivolgendosi all’assessore Paci, che «il malvezzo della Giunta di scrivere gli statuti degli enti e delle società regionali non giustifica il fatto che anche quello di “Sardegna ricerche” debba essere scritto dall’esecutivo». «Lo statuto non è un mero atto di organizzazione – ha affermato l’esponente della minoranza – ma va inquadrato tra le competenze esclusive del Consiglio regionale». Christian Solinas ha concluso affermando di condividere la proposta formulata dal suo collega Tunis ed ha rimarcato la formulazione equivoca del comma 1 dell’articolo 3 in riferimento all’inquadramento del personale dell’agenzia.

La consigliere di Fi, Alessandra Zedda, ha preannunciato il voto contrario ed ha invitato l’assessore Paci a trovare una formula per garantire il parere di merito della competente commissione sullo statuto dell’agenzia.

L’assessore della Programmazione, ha però invitato il Consiglio ad approvare l’articolo 3 così come formulato nel testo all’esame dell’Aula («evitiamo ulteriori appesantimenti burocratici»).

Il consigliere del Psd’Az, Christian Solinas, ha preannunciato la non partecipazione al voto: «Il malvezzo non può diventare la norma nella nostra Regione».

Dopo il ritiro della proposta orale del consigliere Tunis, posto in votazione l’articolo 3 è stato approvato con 26 voti a favore e 13 contrari.

In sede di discussione dell’articolo 4 (Organi dell’agenzia “Sardegna ricerche”) il consigliere di Forza Italia, Stefano Tunis, ha espresso perplessità sulla prevista figura del direttore generale che accorperebbe la figura del direttore di servizio.

Posto in votazione l’articolo 4 è stato approvato con 27 voti favorevoli; 3 contrari e un astenuto. La consigliere di Fi, Alessandra Zedda, ha sottolineato che la mancata partecipazione al voto dei gruppi di minoranza deriva da ragioni politiche e non da assenze.

Il vice presidente Lai, ha quindi aperto la discussione sull’articolo 5 (Direttore generale) ed ha annunciato la presentazione di due emendamenti: il n. 9, sostitutivo parziale proposto dalla giunta regionale e il n.4 (Alessandra Zedda, Fi) aggiuntivo.

Il relatore, Pier Mario Manca (Sovranità, democrazia, lavoro) ha dichiarato parere favorevole all’emendamento n. 4 ed ha invitato al ritiro i presentatori dell’emendamento aggiuntivo n. 9

Per il parere della Giunta, è intervenuto l’assessore della Programmazione, Raffaele Paci, che ha precisato che l’emendamento n. 4, così come formulato, tiene conto delle osservazioni della minoranza e ricomprende il contenuto dell’emendamento n. 9.

La consigliere Alessandra Zedda (Fi) ha quindi comunicato il ritiro dell’emendamento n. 9 ed ha rimarcato l’opportunità di ricercare in prima istanza, la figura del direttore generale, tra i dirigenti della Regione e successivamente attraverso una selezione pubblica.

Posto in votazione l’emendamento n. 9 che sostituisce il comma 5 dell’articolo 5 con la seguente dicitura: il direttore generale è scelto tra il personale dirigente del sistema regione o, con procedura ad evidenza pubblica, tra persone di comprovata esperienza e competenza pertinenti alla funzioni da svolgere e che abbiano ricoperto, per almeno cinque anni, incarichi dirigenziali di responsabilità amministrativa, tecnica e gestionale in strutture pubbliche o private; è stato approvato con 26 voti  favore; 3 contrari e 12 astenuti.

Di seguito l’Aula ha approvato con 27 voti a favore; 8 contrari e sei astenuti l’articolo 5.

Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, intervenendo sull’ordine dei lavori, ha posto come pregiudiziale per il proseguo della seduta un chiarimento e una verifica circa la notifica della sentenza del Consiglio di Stato sulla decadenza di quattro consiglieri regionali ed ha chiesto al vice presidente della Giunta, Paci se corrispondesse al vero l’avvenuta notifica della sentenza presso gli uffici della presidenza della Giunta. Pittalis ha inoltre invitato la presidenza dell’assemblea a verificare se vi siano state notifiche presso l’avvocato del Consiglio regionale.

Il vice presidente Eugenio Lai ha confermato che non risultato notifiche formali presso gli uffici del Consiglio regionale e l’assessore Paci ha rassicurato che il presidente della Giunta seguirà le disposizioni di legge e il corretto iter qualora la sentenza fosse notificata. Paci ha anche precisato di non poter fornire informazioni più puntuali in quanto presente in Aula e non negli uffici della Regione.

Il vice presidente Eugenio lai ha quindi sospeso per alcuni minuti la seduta e alla ripresa dei lavori ha confermato che la sentenza del Consiglio di Stato non è stata notificata alla Regione.

Aperta la discussione sull’articolo 6 (Organo di controllo) il consigliere di Fi, Stefano Tunis, ha evidenziato la necessità di sanare, in sede di coordinamento tecnico del testo di legge, la presunta incongruenza tra quanto stabilito nell’articolo 5 e quanto approvato al comma 1 dell’articolo 3 in merito alle procedure per l’individuazione direttore generale.

L’assessore Paci ha dichiarato che «la sostanza è salvaguardata» ed ha rimandato a opportune verifiche in sede di coordinamento tecnico.

Posto in votazione l’articolo 6, la seduta è stata sospesa per trenta minuti per mancanza del numero legale in Aula.

Alla ripresa dei lavori, il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha dichiarato conclusi i lavori della mattinata e ha convocato la conferenza dei capigruppo, annunciando che il Consiglio si riunirà questo pomeriggio.

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Com’era inevitabile, la sentenza del Consiglio di Stato che ha portato all’esclusione di quattro consiglieri dall’Assemblea di via Roma, è stata commentata questa sera nel corso dei lavori del Consiglio regionale, chiamato all’esame del Testo Unificato 45-61/A, contenente disposizioni in materia di apicoltura, di cui è relatore il consigliere del Partito Democratico Piero Comandini.

Intervenendo sull’ordine dei lavori, il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha commentato la sentenza del Consiglio di Stato con cui sono stati esclusi dall’Assemblea alcuni consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. «Anche se non è dato sapere chi saranno i subentranti – ha osservato Pittalis – è certo che si pone la necessità di conoscere gli effetti del dispositivo essendosi costituito in giudizio il Consiglio regionale; occorre quindi sapere come si intende procedere perché il Consiglio deve poter funzionare nella sua completa composizione».

Il presidente Ganau ha replicato comunicando che gli uffici del Consiglio non hanno ancora ricevuto la notifica della sentenza, che costituisce «il primo passaggio per poter avviare le successive procedure previste dalla legge». Sullo stesso argomento il consigliere Mario Floris (Sardegna) ha messo in luce che «la surroga deve essere immediata anche in presenza di un ricorso in Cassazione».Il presidente Ganau ha ribadito la necessità di ricevere la notifica della sentenza, assicurando che «poi si procederà in tempi molto rapidi».

Successivamente, il presidente ha dato la parola al consigliere del Pd Piero Comandini, relatore del Testo unificato sull’apicoltura, per illustrare i contenuti del provvedimento.

Piero Comandini, in premessa, ha ringraziato il presidente e tutti i componenti della Commissione attività produttive per la qualità del lavoro svolto, ancora più apprezzabile per essere arrivati a un testo unificato. «Con questa legge – ha affermato – si colma un vuoto perché il settore era disciplinato da una legge vecchia di 30 anni, profondamente superata da un quadro normativo nazionale ed europeo che in questi anni ha subito profondi cambiamenti e, in secondo luogo, si va incontro agli apicoltori, ad un settore che in questi anni è cresciuto moltissimo come ha testimoniato l’ascolto della categoria durante l’iter della legge». «Abbiamo incontrato imprenditori attenti e preparati – ha ricordato Comandini – che ora avranno una opportunità in più per sviluppare le loro aziende anche privilegiando forme organizzate e associate, in modo da favorire un’ulteriore crescita del settore; con la legge riconosciamo inoltre l’apicoltore come imprenditore agricolo e l’ape come animale zootecnico estendendo ovviamente al settore tutti i benefici del comparto agricolo». «In Sardegna – ha proseguito il consigliere del Pd – sono attivi circa 50.000 alveari per oltre 2.000 imprese che però coprono solo 40% del fabbisogno regionale con una produzione di miele di circa 16.000 quintali; ci sono quindi spazi significativi di mercato che la legge consentirà di sfruttare appieno, c’è una significativa presenza di giovani nel settore che va incentivata, non solo in funzione della produzione ma anche per una ragione ambientale importantissima, perché l’ape è un sensore straordinario dei cambiamenti climatici e dello stato di salute dell’ambiente».

Il consigliere Gianmario Tendas, anch’egli del Pd, ha evidenziato che la norma in discussione raccoglie molte delle istanze poste dagli operatori del settore all’attenzione del Consiglio regionale. Il testo, ha detto, «recepisce le migliori esperienze legislative nazionali e comunitarie e si colloca in una realtà particolare come quella della Sardegna dove gli alveari sono ancora troppo pochi rispetto alle potenzialità della nostra Regione, dove infatti una buona parte viene importato; per quanto riguarda l’aspetto quantitativo c’è ancora molto da fare anche se la legge è una buona base di partenza, soprattutto perché classifica l’ape come animale di allevamento zootecnico ed apre nuove prospettive per il settore ora inserito a pieno titolo nella pianificazione dello sviluppo rurale della Sardegna». Restano aperte alcune criticità, a giudizio di Tendas, che riguardano la carenza di elementi conoscitivi sul prodotto, sulla sua percezione presso i consumatori, sui marchi di qualità e sul controllo dell’uso di pesticidi e diserbanti nei contesti interessati dall’apicoltura; di qui l’importanza di una revisione delle attività di assistenza tecnica e specialistica delle agenzie regionali e del potenziamento delle collaborazioni con modo scientifico e l’università.

Il presidente ha dato quindi la parola al consigliere di Forza Italia, Oscar Cherchi, promotore di una delle due proposte di legge che hanno poi dato vita al testo unificato in esame. Cherchi ha ringraziato i colleghi della Commissione per il lavoro fatto che ha consentito di dare una risposta importante al settore apistico. Da tempo, ha spiegato, era necessario adeguarsi alle norme nazionali e comunitarie vista anche l’importanza, ormai riconosciuta, della funzione delle api nella conservazione dell’ecosistema. Cherchi ha confermato la bontà del testo e ha ricordato che con l’approvazione della legge si raggiunge il risultato di consentire al mondo apistico di poter accedere al Piano di sviluppo rurale.

Plauso del consigliere regionale del Pd, Lorenzo Cozzolino per il lavoro svolto dai colleghi Comandini, Lotto e tutti i componenti della Quinta commissione. Si tratta, secondo il consigliere,  di un intervento che sarà molto utile per lo sviluppo rurale della nostra Isola, per creare posti di lavoro, ma anche per preservare l’ecosistema.

Lorenzo Cozzolino ha proposto un emendamento per riservare i corsi di formazione, in primis, ai giovani disoccupati.

«E’ una legge di buoni principi, di buone intenzioni – ha affermato Marco Tedde (Forza Italia) – un testo che è riuscito a unire le diverse sensibilità. E’ anche un testo di qualità dal punto di vista normativo perché abroga una norma vetusta e ridefinisce ex novo la materia». Unico elemento negativo secondo Tedde è che la legge non prevede risorse per incentivare il settore.

Soddisfatto anche Piermario Manca (PdS): «Siamo riusciti a ottenere una legge ordinata che supera un vuoto normativo». Per i consigliere della maggioranza i punti più importanti della legge sono la definizione dell’apicoltura come attività agricola, il fatto che viene normato il nomadismo,   la formazione e l’aggiornamento che spetta agli enti pubblici, e la definizione degli standard igienico-sanitari.

Per il consigliere Paolo Zedda (Soberania e Indipendentzia) si tratta di una legge che mette ordine in un settore che ha importanti possibilità di crescita e di sviluppo: la Sardegna produce l’11% del prodotto isolano e, in particolare, produce il miele amaro tra i più pregiati per le sue caratteriste organolettiche. Il settore dell’apicoltura può creare, ha concluso, posti di lavoro senza costi e aiutare l’ambiente.

Anche il capogruppo del Psd’Az, Christian Solinas, ha ringraziato la Quinta commissione per il lavoro svolto e ha condiviso i giudizi positivi sulla norma espressi precedentemente dai colleghi. Solinas ha però evidenziato che negli ultimi 30 anni, nonostante il vuoto normativo, il settore è cresciuto nella produzione e nei fatturati grazie alle associazioni degli apicoltori e alle Op. Il consigliere ha quindi auspicato che non venga alterata questa organizzazione che finora ha funzionato bene. Solinas ha criticato anche la richiesta di certificazioni sanitarie in caso di spostamenti interni alla regione, perché «appesantiscono le  procedure» e, infine, ha consigliato una differenziazione tra gli apicoltori professionisti e tra chi lo fa per hobby.

Il presidente della Quinta commissione, Luigi Lotto (Pd), in premessa del suo intervento ha rivolto apprezzamento e gratitudine all’intera commissione ed ha ripercorso le tappe del lavoro fatto per presentare all’Aula il testo unificato, scaturito dalle due distinte proposte di legge dei consiglieri Piero Comandini (Pd) e Oscar Cherchi (Fi), arricchito dalle considerazioni e dalle proposte raccolte nel corso delle numerose audizioni svolte in sede di discussione del testo normativo. «L’ascolto degli operatori del settore dell’apicoltura – ha precisato Comandini – è proseguito in un confronto continuo e costruttivo con l’obiettivo comune di approvare un testo di legge che tenga conto delle reali esigenze di chi con le api lavora, ci dedica del tempo e ne ricava reddito». Il consigliere dei democratici ha quindi sottolineato l’insostituibile ruolo delle api, non solo in chiave produttiva, ma soprattutto per ciò che attiene gli equilibri ecologici e ambientali. «Sotto questo aspetto – ha dichiarato Lotto – l’ape rappresenta l’insetto simbolo». Il presidente della commissione ha poi rimarcato il positivo ruolo svolto dagli apicoltori sardi nonostante l’assenza di una normativa al passo con i tempi ed ha ribadito che la coltivazione delle api è importante per l’intero comparto agricolo in quanto migliora le produzione di molte coltivazioni agricole («spesso gli agricoltori chiamano gli apicoltori per installare gli alveari»).

Nel merito del testo di legge, il consigliere Lotto, ha evidenziato la presentazione di circa dieci emendamenti («tutti sostanzialmente condivisi») e nel merito della formazione professionale ha ammesso di non aver dato seguito alle indicazioni degli operatori: «Perché abbiamo confermato la scelta di garantire l’erogazione delle attività di formazione sostenute con i fondi pubblici da parte di istituzioni pubbliche».

Il presidente della Quinta commissione ha concluso auspicando sempre maggiore “serietà professionalità e rigore” per garantire “prodotti di qualità” ad incominciare dal miele. «Perché dove non c’è equilibrio ambientale e salubrità – ha affermato Luigi Lotto – non si produce il miele che è un prodotto unico nel significare la provenienza e la sua origine dall’essenza vegetale e dal suo ambiente».

Il capogruppo di “Soberania e Indipendentzia”, Emilio Usula, pur definendo “una buona legge” la proposta per l’apicoltura ha incentrato il suo intervento sul mancato intervento per limitare o addirittura impedire l’utilizzo di prodotti insetticidi e diserbanti. «Prodotti che minacciano seriamente il nostro patrimonio zootecnico e la salute dei nostri concittadini – ha proseguito il consigliere di maggioranza – e questi fitofarmaci sono troppo facilmente acquistabili, tanto che si assiste ad un pericoloso abuso di queste sostanze altamente nocive». Il consigliere Usula ha quindi ricordato le recenti pubblicazioni nelle più autorevoli riviste scientifiche e le risultanze di studi e ricerche sulle conseguenze derivanti dall’utilizzo di tali farmaci per ribadire l’opportunità di norme che ne riducano drasticamente l’utilizzo in agricoltura.

Il capogruppo di “Area popolare sarda”, Gianluigi Rubiu, pur riconoscendo gli aspetti positivi di un norma che regoli l’apicoltura ha posto in rilievo quelle che, a suo giudizio rappresentano, “evidenti criticità” del testo in discussione. La prima sottolineatura critica ha riguardato gli articoli 2 e 3 della proposta di legge, in particolare per quanto attiene “l’eccessiva ambigua” derivante dalle definizioni di “apicoltore e imprenditore apistico”. L’esponente della minoranza ha inoltre manifestato dubbi sulle possibilità del calcolo del potenziale nettarifero ed ha evidenziato “refusi e errori” negli articoli 12 e 5. In conclusione del suo intervento, il consigliere Rubiu ha definito “ridicola” la composizione della commissione apistica regionale che prevede 11 componenti ed ha invitato Giunta a Consiglio ad essere propositivi con i finanziamenti al settore in sede di discussione del Psr e della Pac.

L’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, ha dichiarato di condividere il lavoro svolto dalla commissione e ha definito “un testo valido” quello proposto all’esame dell’Aula, preannunciando “una opportuna valutazione” degli emendamenti ad esso presentati. L’assessore ha quindi ricordato l’assenza di una efficace e moderna regolamentazione del settore dell’apicoltura che pur non rappresentando un settore rilevante del comparto agricolo sardo in termini di produzione, rappresenta un’attività fondamentale per lo sviluppo armonico dell’agricoltura in Sardegna. La norma in esame consentirà di dialogare in forma corretta con gli operatori e ciò è molto utile – ha sottolineato la Falchi – in vista della predisposizione dei bandi del programma di sviluppo rurale e per inerire dunque le azioni che rispecchino a pieno le esigenze dell’intero comparto.

L’assessore ha quindi riaffermato la validità della commissioni apistica, così come prevista nella proposta di legge ed ha lamentato il fatto che, a causa del parere negativo degli uffici della Commissione europea, non si è potuto dar seguito all’opportunità di introdurre il cosiddetto “reddito compensativo” anche in apicoltura. «Ma – ha aggiunto Elisabetta Falchi – possiamo lavorare bene e concentraci su tutte le misure europee che consentono importanti azioni di filiera e di promozione legate alle produzioni del miele». L’assessore ha inoltre affermato che la “formazione deve essere esercitata dalle agenzie” ha fornito rassicurazioni per la creazione di percorsi formativi adeguati alle necessità degli operatori. In questo contesto sono state ipotizzate, tra le altre, azioni volte agli apicoltori e non soltanto per un migliore e più corretto utilizzo dei fitofarmaci.

Il capogruppo di “Aps”, Gianluigi Rubiu, ha chiesto, rivolgendosi al presidente del Consiglio, qualche minuto di sospensione per svolgere alcune verifiche sul testo degli emendamenti presentati.

Il presidente Ganau ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli e dopo il via libera dell’Aula ha accordato la sospensione. Prima però la consigliera di “Sovranità, Democrazia e Lavoro”, Anna Maria Busia, ha chiesto la sospensione della seduta per compiere opportune valutazioni sul contenuto della sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato decaduti i consiglieri Gavino Sale (Irs), Efisio Arbau (La Base), Michele Azara (Idv) e Modesto Fenu (Zona Franca per Randazzo) e che a detta della Busia «sarebbe stata notificata alla presidenza della Giunta».

Il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi ribadito che nessun atto di tal genere risulta notificato negli uffici della Regione ha sospeso i lavori per consentire una valutazione degli emendamenti presentati al testo sull’apicoltura, così come richiesto dal capogruppo “Aps”, Gianluigi Rubiu.

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha iniziato l’esame degli articoli. L’Assemblea ha approvato la legge con 46 voti favorevoli ed 1 contrario apportando però alcune modifiche al testo con una serie di emendamenti. In particolare, all’art. 2 è stato introdotto il termine “maturazione” al posto di “raffinazione” in riferimento all’elenco dei prodotti agricoli in apicoltura. Sempre all’art. 2 è stato modificato il passaggio relativo al “nomadismo” che sarà consentito su tutto “il territorio regionale” senza limiti di tempo. All’art. 4 è stata inserita una norma che impegna la Giunta ad emanare, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, disposizioni per il rilascio della concessioni. All’art. 5 è stata apportata una modifica riguardante la comunicazione, entro 48 ore, degli spostamenti degli “apiari” per movimenti di nomadismo. Dall’art. 6 è stata abrogata una norma che consentiva un rapporto diretto col mercato ai piccoli produttori con non più di 30 alveari. Sempre all’art. 6 è stata cambiata la parte della norma relativa alla comunicazione ai servizi veterinari delle Asl di situazioni riguardanti malattie, morie e spopolamenti negli alveari. All’art. 9 è stata approvata una modifica per consentire lo svolgimento di attività formative anche presso le aziende apistiche riservando una quota del 50% ai giovani disoccupati.

Per quanto riguarda l’art. 10 è stato respinto con 44 voti contrari e 2 favorevoli, dopo il mancato accoglimento di una proposta di ritiro, un emendamento dei consiglieri di Sdl Roberto Desini e Anna Maria Busia, relativo al controllo della Regione sull’attività apistica attraverso le proprie Agenzie e con risorse specifiche.

All’art. 11 è stata aggiunta una norma per specificare in dettaglio i requisiti dei componenti della commissione apistica regionale indicati dai produttori ed infine, all’art. 13 è stata inserita una norma che, in materia di sanzioni, assegna il relativo gettito non solo alle Asl ma a tutti gli enti che, a vario titolo, svolgono attività di controllo.

Subito dopo il voto finale riguardante il Testo unificato sull’apicoltura, il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha chiesto la convocazione della conferenza capigruppo «in considerazione del fatto che può essere messa in discussione in tempi brevissimi la mozione sulla continuità marittima».

Il presidente Ganau, nell’accogliere la richiesta, ha sospeso i lavori ed ha convocato la conferenza dei capigruppo.

Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau, sulla base della decisioni della conferenza dei capigruppo, ha dichiarato chiusa la seduta comunicando la convocazione del Consiglio per domattina, alle 10.00, con all’ordine del giorno la discussione del disegno di legge n. 202 riguardante la trasformazione in Agenzia del consorzio “Sardegna Ricerche” e, nel pomeriggio, l’esame del documento n. 6 sul Programma dell’attività del Corecom per il 2015.

L’Assemblea si riunirà anche nella giornata di giovedì, alle ore 10.00, per esaminare una risoluzione sulla continuità territoriale marittima mentre alle 14 è stata fissata la riunione della Quinta commissione (Attività produttive).

Consiglio regionale 3 copia

«I tagli sull’assistenza domiciliare sarebbero una catastrofe per il territorio e sono assolutamente da evitare». Lo dice Gianluigi Rubiu, capogruppo di Area Popolare in Consiglio regionale. «Sempre più cittadini segnalano la riduzione delle ore, la discontinuità o la sospensione del servizio – sottolinea Rubiu – con un peggioramento della qualità dell’assistenza. I disagi sono connessi anche alla modifica dei medici, con prestazioni sempre più carenti sul territorio. Una situazione che penalizza adulti con grave disabilità, malati cronici e soggetti anziani appena dimessi dagli ospedali.»

«Con la cancellazione di diversi reparti a Iglesias, molte emergenze si effettuano durante il trasporto in ambulanza – evidenzia ancora Gianluigi Rubiu – in quanto in tantissimi casi è opportuno il trasferimento al Sirai di Carbonia. E’ in atto la desertificazione sanitaria del territorio, con le sforbiciate ai servizi ed a numerosi poli d’eccellenza distribuiti tra il Santa Barbara ed il Cto – conclude Rubiu -. Non si comprende che così si favorisce lo spopolamento del Sulcis Iglesiente. Un disastro. Per questo occorre una battaglia unitaria volta ad evitare una catastrofe sociale.»

Ospedale Santa BarbaraCTO Iglesias copia

Donatella Spano 6

«La nuova legge forestale nasce dall’esigenza di colmare un vuoto normativo in una Regione come la Sardegna che possiede la maggiore estensione di boschi d’Italia (1milione e 200mila ettari, di cui oltre 220.000 gestiti dall’Ente Foreste) e può esprimere, anche in questo settore, grandissime potenzialità». Lo ha dichiarato l’assessore regionale dell’Ambiente, Donatella Spano, presentato davanti alla quarta commissione (Governo del territorio) presieduta dall’on. Antonio Solinas (Pd) il disegno di legge n. 18 – Giunta regionale – Legge forestale della Sardegna.

«Si tratta di un provvedimento organico – ha affermato l’assessore – che prende spunto dalla normativa nazionale e comunitaria in materia e dalle migliori esperienze della legislazione regionale e, sostanzialmente, dà indicazioni precise sulla missione della nuova agenzia regionale Forestas che andrà a sostituire l’Ente Foreste.»

«I punti qualificanti della legge – ha spiegato ancora la Spano – partono dalla definizione di bosco come luogo di biodiversità meritevoli di tutela per valorizzare questa grande risorsa attraverso processi di programmazione partecipata che prevedono anche interventi di semplificazione rivolti ai privati e meccanismi di monitoraggio e controllo dei risultati ottenuti.»

«Il ciclo di programmazione – ha aggiunto l’assessore dell’Ambiente – sarà articolato su 3 livelli: il piano forestale regionale, il piano di contrasto del rischio idro-geologico ed un piano particolareggiato su base comunale; anche la governante sarà molto snella, un amministratore unico affiancato dal collegio dei revisori e da un comitato territoriale (dove saranno presenti i sindaci) e, sul piano organizzativo, un catena di comando formata da direttore generale, servizi centrali e territoriali.»

Per quanto riguarda l’inquadramento del personale, circa 7.000 unità compresi le diverse tipologie di “stagionali”, l’assessore ha precisato che «a seguito dell’entrata in vigore di diverse norme nazionali si è reso necessario un approfondimento del Disegno di legge specifico predisposto dall’assessorato degli Affari generali; in ogni caso, tutto il personale transiterà dall’Ente Foreste alla nuova Agenzia».

Dopo la relazione dell’assessore Spano hanno preso la parola i consiglieri regionali Salvatore Demontis (Pd), Gianni Tatti e Gianluigi Rubiu (Area popolare Sardegna), Antonello Peru (Forza Italia) ed Eugenio Lai di Sel.

Il presidente della commissione Antonio Solinas, nelle sue conclusioni, si è riservato di acquisire anche le audizioni del commissario straordinario e del direttore generale dell’Ente Foreste. «Il problema del contratto, ha osservato – è molto complesso e credo che, in questa fase ed in attesa del disegno di legge dell’assessore, possiamo limitarci a dire se il perimetro contrattuale deve essere quello tracciato dalla legge 31 o un altro; sotto questo profilo, ritengo preferibile un inquadramento all’interno del contratto regionale».

«Sul piano generale – ha concluso Solinas – ritengo sia necessario valorizzare nella nuova programmazione sia il ruolo del Consiglio regionale che quello delle Autonomie locali fermo restando che, su questo e su altri punti, siamo e restiamo aperti a proposte migliorative.»

Il capogruppo di Area Popolare, Gianluigi Rubiu, è intervenuto oggi sull’acquisizione delle quote della compagnia di navigazione Cin – Tirrenia, rilevate da Onorato.

«Siamo davanti ad un monopolio che potrebbe produrre gravi conseguenze per la politica dei trasporti in Sardegna- ha detto Rubiu – un’operazione di mercato ad alto rischio per le rotte da e per l’Isola. E’ l’ennesima certificazione del fallimento della politica regionale nel settore dei trasporti. Non bastano le difficoltà a pianificare un’equilibrata continuità territoriale  sui cieli sardi. Ora si aprono questi nuovi scenari con il controllo esclusivo delle rotte marittime isolane da parte dell’armatore napoletano.»

«Il pericolo è che si impongano prezzi proibitivi sulle rotte da e per l’Isola, vista la posizione dominante dell’armatore, senza che nessuno possa aprire concorrenza – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Il 90 per cento del traffico passeggeri e merci sarà nelle mani di una sola persona. Si rischia di impedire ai sardi il diritto alla mobilità, con dei costi accessibili.  In tutta questa partita, la Regione non ha sicuramente giocato un ruolo decisivo per ostacolare questa scalata. Non solo – conclude Gianluigi Rubiu – non si registrano dei passi avanti volti a scongiurare che la posizione di monopolio possa danneggiare i sardi.»

01- Ph Tirrenia©Gianluigi Rubiu 1 copia

La  commissione Attività produttive, presieduta da Luigi Lotto (Pd), ha approvato, all’unanimità, il Testo unificato delle proposte di legge 45 (Oscar Cherchi e più) e 61 (Comandini e più). Il parlamentino ha nominato il consigliere Piero Comandini (Pd) relatore del provvedimento in aula.

La commissione ha anche approvato, a maggioranza, il disegno di legge 202 ((Trasformazione in agenzia del Consorzio per l’assistenza alle piccole e medie imprese “Sardegna Ricerche”, istituito con la legge regionale 23 agosto 1985, n. 21 (Istituzione di un fondo per l’assistenza alle piccole e medie imprese, in attuazione dell’articolo 12 della legge 24 giugno 1974, n. 268) e ha nominato relatori per l’aula Pier Mario Manca (Soberania e Indipendentzia) per la maggioranza e Gianluigi Rubiu (Aps) per l’opposizione.