8 November, 2026
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«La difesa degli allevatori sardi è per me un impegno che non ammette esitazioni. Non possiamo consentire che il loro lavoro e il futuro delle loro aziende siano messi a rischio da dinamiche speculative o da una rappresentazione del mercato che alimenta sfiducia e favorisce il deprezzamento delle produzioni.»
Lo dice il consigliere regionale Gianluigi Rubiu, intervenendo sulla vertenza latte e sulle difficoltà del comparto del Pecorino Romano.
«L’agricoltura e la pastorizia sono da sempre al centro della mia attività politica. Dietro ogni litro di latte ci sono famiglie, sacrifici e imprese che garantiscono occupazione e tengono vivi i nostri territori – aggiunge Gianluigi Rubiu -. La loro tutela deve essere la priorità di ogni scelta istituzionale.»
Per Gianouigi Rubiu è necessario distinguere le effettive difficoltà commerciali e finanziarie dalle letture allarmistiche che possono aggravare l’incertezza. «Non si può presentare la sovrapproduzione come una verità acquisita senza un quadro di dati verificabili che ne dimostri dimensioni e conseguenze. Un conto è affrontare eventuali squilibri tra disponibilità e domanda, un altro è accreditare l’immagine di un settore senza prospettive, creando le condizioni per acquisti al ribasso e penalizzando il reddito dei pastori. Il rischio di speculazione va affrontato con serietà, senza accuse generiche, ma anche senza sottovalutarlo.»
«La Regione ha manifestato la disponibilità a intervenire con 30 milioni di euro attraverso la SFIRS – sottolinea Gianluigi Rubiu -. Questo impegno deve tradursi in un sostegno concretamente accessibile e tempestivo, capace di dare respiro alle imprese e impedire che le esigenze di liquidità si traducano in vendite penalizzanti per l’intera filiera. Le risorse devono servire a difendere il valore delle produzioni e il lavoro degli allevatori.»
Il consigliere regionale richiama quindi alla necessità di un confronto fondato su numeri, trasparenza e obiettivi condivisi. «Non intendo attribuire responsabilità a singoli soggetti. Chiedo però che si faccia chiarezza sulle dinamiche che stanno indebolendo il mercato e che si lavori per una gestione più efficace delle scorte, una programmazione produttiva adeguata e una giusta remunerazione del latte.»
«Da parte mia – conclude Gianluigi Rubiu – assicuro pieno sostegno politico a ogni iniziativa seria e concreta che contribuisca alla soluzione della vertenza latte. Sono disponibile a sostenere il confronto tra allevatori, cooperative, trasformatori e istituzioni, senza preclusioni e con un obiettivo preciso: tutelare chi produce e impedire che il costo delle difficoltà del comparto ricada ancora una volta sui pastori sardi.»

«La scelta di affidare le lavorazioni della prossima fermata della centrale Enel di Portovesme a imprese e lavoratori provenienti da fuori Sardegna, pur potendo essere formalmente legittima, non può non suscitare forte preoccupazione in un territorio già duramente colpito dalla crisi industriale.»
Lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, intervenendo sulla vicenda sollevata dalle organizzazioni sindacali in vista della fermata programmata della centrale, prevista dal 6 ottobre e della durata di circa dieci settimane.
«Chiediamo a Enel rispetto per il Sulcis, per i tanti disoccupati, per i lavoratori in mobilità in deroga e per quanti attendono di rientrare al lavoro dopo anni di incertezza legata alle vertenze industriali. In un territorio segnato dalle crisi dell’ex Alcoa, di Portovesme srl, Eurallumina e dell’intero indotto, anche un’attività temporanea può rappresentare un’importante occasione occupazionale per imprese e maestranze locali – prosegue Gianluigi Rubiu -. Non si tratta di mettere in discussione le prerogative aziendali ma di pretendere da una grande realtà come Enel la giusta sensibilità verso una comunità che vive una condizione sociale ed economica estremamente difficile. Occorre verificare ogni possibile soluzione per valorizzare le professionalità presenti nel territorio, anche alla luce della conoscenza degli impianti e delle esigenze di sicurezza evidenziate dai sindacati.»
«La politica regionale non può restare a guardare. La Regione Sardegna convochi con urgenza un tavolo con Enel, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e istituzioni locali, per affrontare le ricadute occupazionali della fermata e dare risposte concrete ai lavoratori. Il Sulcis non chiede privilegi, ma rispetto, attenzione e responsabilità», conclude Gianluigi Rubiu.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu ha presentato un’interrogazione scritta alla Presidente della Giunta regionale e all’assessore dell’Industria sulla situazione occupazionale presso lo stabilimento di Iglesias della Renovo BioEdil.
«Renovo BioEdil è stata presentata, sin dall’avvio, come un progetto strategico per il Sulcis: un impianto per la produzione di pannelli isolanti in fibra di legno, definito dall’azienda stessa come il primo nel suo genere in Italia, con ricadute occupazionali dirette e un modello di filiera corta che utilizza materia prima al 100% sarda – si legge in una nota dell’on. Gianluigi Rubiu -. Il progetto è stato sostenuto da risorse pubbliche nazionali e regionali, in quanto investimento ad alta valenza industriale, ambientale e occupazionale. In questi giorni l’azienda  ha però avviato una procedura di licenziamenti collettivi che interessa 12 lavoratori su un organico complessivo di circa 50 unità, motivata da una “riorganizzazione interna” e non da un calo di commesse, con la prevista eliminazione di un intero turno di lavoro.»
Gianluigi Rubiu chiede alla Giunta regionale «di fare chiarezza su quali e quante risorse pubbliche siano state erogate all’impresa, se la Regione sia stata informata per tempo della procedura di licenziamenti e quali azioni concrete intenda attivare per evitare l’ennesima crisi occupazionale nel Sulcis. Si chiede inoltre di verificare il rispetto degli impegni occupazionali assunti in sede di accesso ai contributi e, in caso di inadempienza, di valutare i provvedimenti conseguenti, fino al possibile recupero delle somme erogate».
«Le istituzioni non possono limitarsi a erogare risorse pubbliche e poi restare a guardare quando un’impresa, che ha beneficiato di contributi e agevolazioni, decide di ridurre l’organico senza una crisi di commesse – aggiunge il consigliere Gianluigi Rubiu -. Chi ha ricevuto sostegno pubblico deve rispettare i patti con le istituzioni, con il territorio e, soprattutto, con i lavoratori. Il Sulcis non può permettersi l’ennesima perdita di posti di lavoro, specie in un settore innovativo e ad alta valenza ambientale come quello della bioedilizia».
Gianluigi Rubiu conclude annuncindo che seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda e che, in base alle risposte della Giunta regionale, valuterà ulteriori iniziative per tutelare l’occupazione e gli interessi del territorio del Sulcis.

«Il Sulcis Iglesiente continua a pagare un prezzo altissimo in termini di attenzione istituzionale e di concretezza delle politiche regionali per l’agricoltura. È inaccettabile che, a fronte di un intervento presentato come strategico per il rilancio del comparto agricolo sardo, proprio uno dei territori più fragili dell’Isola risulti tra i più penalizzati dalla graduatoria provvisoria del bando SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”.»

Lo denuncia il consigliere regionale Gianluigi Rubiu, primo firmatario dell’interrogazione presentata insieme ai colleghi del gruppo, con la quale si chiede alla Presidente della Regione e all’Assessore dell’Agricoltura di chiarire le ragioni di una graduatoria che, a fronte di una dotazione finanziaria importante, ha accolto solo una quota esigua delle domande presentate.

«Il dato più grave – sottolinea Gianluigi Rubiu – è che nel Sulcis Iglesiente risultano accolte soltanto due domande. Un risultato che fotografa con chiarezza la totale insufficienza dell’azione della Giunta e la drammatica marginalizzazione di un territorio che invece avrebbe bisogno di risposte immediate, risorse adeguate e una visione davvero attenta ai bisogni delle imprese agricole.»

Per il consigliere di Fratelli d’Italia, l’esito della graduatoria è in evidente contraddizione con i continui proclami della maggioranza sull’attenzione prioritaria verso l’agricoltura, i territori e le aziende: «Si parla di centralità dell’agricoltura, ma nei fatti si producono esclusioni, disparità territoriali e nuove delusioni per imprenditori che hanno investito, programmato e creduto nelle opportunità del bando».

L’interrogazione chiede alla Giunta di spiegare se siano state valutate rimodulazioni delle risorse, economie o ulteriori stanziamenti per ampliare il numero delle domande finanziate e consentire l’accoglimento di tutte le istanze ammissibili e meritevoli.

«Non possiamo accettare che una misura definita strategica si trasformi nell’ennesimo annuncio smentito dai fatti. Il Sulcis Iglesiente non può restare ai margini delle attenzioni della Regione, soprattutto in un settore come l’agricoltura che rappresenta presidio di sviluppo, lavoro e dignità per intere comunità. Serve una correzione immediata di rotta: meno propaganda, più atti concreti», conclude Gianluigi Rubiu.

«Il rischio di chiusura del Punto di Primo Intervento dell’ospedale di Iglesias è oggi concreto e imminente a seguito della cessazione dei contratti dei cosiddetti medici “a gettone” nei servizi di emergenza-urgenza. Una criticità ampiamente prevedibile e nota da mesi, rispetto alla quale la Giunta regionale non ha evidentemente messo in campo misure sufficienti a garantire la continuità del servizio e la tenuta della rete dell’emergenza sanitaria territoriale.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Le conseguenze di questa situazione rischiano di essere immediate e gravi per un territorio già fortemente penalizzato, con l’imminente pericolo di un depotenziamento dei servizi essenziali e di
un sovraccarico degli altri presidi ospedalieri – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Preoccupante situazione anche per il Pronto Soccorso dell’ospedale “Sirai” di Carbonia, che già opera in condizioni di forte pressione e che rischia un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro a seguito dell’eventuale chiusura del Punto di Primo Intervento dell’0spedale di Iglesias. Il presidio, infatti, non risulta adeguatamente rafforzato e registra in questi giorni anche il trasferimento di una unità medica, con ulteriore peggioramento della situazione organizzativa.»

«Serve un intervento immediato per evitare il collasso della rete dell’emergenza-urgenza nel Sulcis Iglesiente – conclude Gianluigi Rubiu -. Per queste ragioni, in queste ore è stata presentata un’interrogazione alla Presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere chiarimenti urgenti sulle misure adottate e sulla reale capacità di garantire la continuità assistenziale nei presidi interessati.»

Da anni la strada circumlacuale del Lago Corsi, nei pressi della diga di Punta Gennarta, rappresenta per Iglesias un luogo di forte valore sociale, ambientale e identitario: un percorso frequentato da cittadini, famiglie, sportivi e visitatori per passeggiate, attività all’aria aperta e momenti di svago immersi nel verde. La sua attuale chiusura, motivata da presunte criticità di sicurezza, rischia però di sottrarre alla comunità uno spazio storico e molto amato, per il quale appare oggi necessario individuare, con urgenza e senso di responsabilità, una soluzione che coniughi la tutela dell’incolumità pubblica con la piena restituzione dell’area alla fruizione collettiva.

Ho presentato in queste ore un’interrogazione all’assessore regionale dei Lavori pubblici per richiamare l’attenzione sulla chiusura della strada circumlacuale del Lago Corsi, presso la diga di Punta Gennarta, nel territorio del comune di Iglesias, con l’obiettivo di favorirne la restituzione alla fruizione pubblica in condizioni di piena sicurezza.

Per decenni quel percorso ha rappresentato un luogo prezioso per la comunità iglesiente: uno spazio di passeggio, sport, socialità e contatto con il verde, frequentato da famiglie, cittadini, sportivi e visitatori. La sua riapertura, naturalmente nel rispetto di tutte le necessarie verifiche tecniche, sarebbe un segnale importante per il territorio e per la qualità della vita di chi vive Iglesias.

Nell’interrogazione chiedo alla Regione di acquisire un aggiornamento chiaro sulle criticità segnalate da ENAS e di valutare, insieme al comune di Iglesias, soluzioni concrete che consentano di superare l’attuale chiusura attraverso interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e, se necessario, accessi regolamentati.

La priorità deve essere una sola: garantire la sicurezza delle persone senza rinunciare a un bene che per la città ha un forte valore sociale, ambientale e identitario. È un tema che merita attenzione, responsabilità e collaborazione istituzionale, con l’obiettivo di restituire agli iglesienti e a tutti i frequentatori un luogo bello, utile e davvero vivibile.

Gianluigi Rubiu

Consigliere regionale Fratelli d’Italia

Il piazzale del Centro direzionale del comune di Iglesias, in via Isonzo, ha ospitato ieri pomeriggio l’assemblea pubblica organizzata dalle segreterie territoriali dei lavoratori metalmeccanici, FIOM CGIL, FSM CISL e UILM UIL, sui temi legati al futuro del territorio del Sulcis Iglesiente: lavoro, industria, ambiente e sviluppo.

Hanno partecipato i segretari nazionali di categoria, Loris Scarpa (FIOM CGIL), Valerio D’Alò (FIM CISL) e Guglielmo Gambardella (UILM UIL), con i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL). Al loro fianco e al fianco dei lavoratori, c’erano il sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, il presidente del Consorzio industriale e sindaco di Carbonia Pietro Morittu, diversi colleghi sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente tra i quali è intervenuto Ignazio Atzori primo cittadino di Portoscuso, i consiglieri regionali Alessandro Pilurzu (PD) e Gianluigi Rubiu (FDI).

“Insieme per decidere il futuro – Il territorio ha bisogno di rispetto, impegno e risposte” è uno messaggi intorno ai quali si sono sviluppati tutti gli interventi, perché è finito il tempo dei rinvii mentre il territorio vive il tempo delle risposte che si chiedono al Governo nazionale e alla Regione Sardegna per rilanciare l’apparato industriale e l’economia di un territorio che vive tempi di sempre maggiore difficoltà.

Con la soluzione delle annose vertenze aperte, Eurallumina, Sider Alloys e Portovesme srl ma anche quella della Centrale Grazia Deledda dell’Enel, il territorio necessita di interventi urgentissimi per la realizzazione delle bonifiche, che sono indispensabili per l’individuazione di nuove aree attrezzate da mettere a disposizione di nuovi imprenditori. Il territorio chiede progetti rispettosi dell’ambiente, perché sono finiti i tempi che lo hanno visto, sotto il ricatto occupazionale, subire una pesantissima devastazione.

Nel corso degli interventi si è parlato anche del nuovo incontro ministeriale che dovrebbe svolgersi il prossimo 3 giugno, annunciato via social ma non ancora ufficializzato alle organizzazioni sindacali, che non potrà essere come i precedenti privo di risposte.

Al termine dell’assemblea abbiamo intervistato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e i segretari territoriali Roberto Forresu (FIOM CGIL), Giuseppe Masala (FSM CISL) e Renato Tocco (UILM UIL).

 

Questa mattina, a Santadi, è stata inaugurata la prima edizione di “Sboccia un Fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius. Erano presenti al taglio del nastro, con i sindaci di Giba Andrea Pisanu (presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis), di Santa’Anna Arresi Paolo Luigi Dessì, di Tratalias Emanuele Pes, di Perdaxius Gianluigi Loru (vicepresidente della Provincia del Sulcis Iglesiente), di Santasi Massimo Impera, di Nuxis Romeo Ghilleri e di Villaperuccio Marcellino Piras, l’assessora regionale della Pubblica istruzione e Cultura Ilaria Portas, il deputato Salvatore Deidda, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu e il responsabile dell’Area tecnica del comune di Santadi Alessandro Carta.

Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno, realizzato con la collaborazione delle Pro Loco del territorio e il lavoro delle strutture comunali.
L’evento, da oggi al 23 maggio, vedrà i cinque Comuni del Sulcis protagonisti di iniziative dedicate alla scoperta delle ricchezze turistiche, culturali e identitarie del Sulcis, valorizzando tradizioni, paesaggi e comunità.
Questo il programma completo delle cinque tappe del progetto:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi.
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale.
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu.
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru.
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo.


«In Sardegna migliaia di persone con diabete rischiano ogni giorno la salute perché la Regione non garantisce un accesso adeguato ai sensori glicemici, nonostante le chiare evidenze scientifiche e le indicazioni nazionali più aggiornate. È una situazione indegna di un sistema sanitario che si definisce universale e che, invece, finisce per discriminare i pazienti in base alla loro terapia e, spesso, al reddito.»

Lo denuncia il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, che ha presentato un’interrogazione urgente alla presidente della Regione e all’assessore della Sanità per chiedere conto delle gravi carenze nell’assistenza alle persone con diabete e per sapere quali misure immediate si intendano adottare.

«Mentre le linee guida nazionali raccomandano l’utilizzo dei sensori per tutti i pazienti in terapia insulinica, in Sardegna – prosegue Gianluigi Rubiu – si continua ad applicare criteri vecchi e restrittivi che escludono migliaia di malati, in particolare quelli trattati con sola insulina basale. A pagarne il prezzo sono soprattutto i più fragili, che non possono permettersi di acquistare i dispositivi di tasca propria. Di fatto, la Regione sta creando pazienti di serie A e pazienti di serie B».

Il consigliere sottolinea come la dotazione finanziaria prevista dalla Giunta per i sistemi integrati per il diabete risulti del tutto insufficiente persino a garantire l’attuale livello di erogazione dei dispositivi, figuriamoci a estenderne l’uso secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. «Si stanziano risorse che non coprono neppure l’esistente e poi ci si stupisce se le famiglie denunciano disservizi, ritardi, forniture inadeguate. Qui non siamo davanti a un dettaglio contabile, ma a una scelta politica precisa: risparmiare sulla pelle dei malati cronici», attacca Gianluigi Rubiu.

Nell’interrogazione si chiede alla Giunta se intenda aggiornare con urgenza le deliberazioni regionali sui criteri di prescrizione dei sensori glicemici, adeguandole alle linee guida nazionali e alle migliori pratiche già adottate in molte altre Regioni, e se non ritenga doveroso incrementare gli stanziamenti per garantire a tutti i pazienti in terapia insulinica un monitoraggio moderno ed efficace.

«Il diabete non aspetta i tempi della burocrazia – conclude Gianluigi Rubiu –. Ogni giorno senza un controllo adeguato significa più rischi di ipoglicemie, complicanze, accessi in pronto soccorso. La Giunta Todde ha il dovere morale e politico di smettere di voltarsi dall’altra parte e di dare risposte immediate alle migliaia di sardi che convivono con questa malattia. Non accetteremo che, ancora una volta, siano i più deboli a pagare il prezzo dell’inerzia regionale».

Questa mattina, presso l’Aula Consiliare del comune di Santadi, è stato presentato ufficialmente “Sboccia un fiore nel Sulcis”, il progetto dell’Unione dei Comuni del Sulcis che mette in rete Santadi, Nuxis, Tratalias, Villaperuccio e Perdaxius.
Si tratta di un percorso condiviso che punta a valorizzare eventi, tradizioni e identità del Sulcis interno.
Non un nuovo evento, ma una nuova visione:
una rete stabile tra Comuni, strumenti comuni di promozione, coordinamento organizzativo e una strategia condivisa per rafforzare il territorio.
Durante la conferenza sono stati presentati:
– il logo ufficiale del progetto
– gli obiettivi e le azioni previste
– il calendario dei cinque eventi territoriali in programma tra aprile e maggio
Calendario dei cinque eventi che animeranno il territorio tra aprile e maggio:
• Domenica 19 aprile – Santadi, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Marconi
• Sabato 25 aprile – Tratalias, dalle ore 10.00 alle 20.00, Borgo Medievale
• Domenica 3 maggio – Villaperuccio, dalle ore 10.00 alle 20.00, Necropoli di Montessu
• Domenica 10 maggio – Nuxis, dalle ore 10.00 alle 20.00, Piazza Franco Murru
• Sabato 23 maggio – Perdaxius, dalle ore 10.00 alle 20.00, località San Leonardo
Il progetto verrà realizzato con la grande collaborazione delle Pro Loco del territorio.
Si tratta di un primo passo concreto verso una promozione più coordinata, capace di dare continuità e maggiore visibilità alle iniziative locali.
Hanno partecipato alla presentazione del progetto, con il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis Andrea Pisanu, i sindaci, gli amministratori comunali e i rappresentanti delle Pro Loco, l’assessora regionale della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Ilaria Portas e il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.