20 January, 2022
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Anche l’Udc e Fratelli d’Italia hanno ufficializzato le liste dei candidati per la circoscrizione di Carbonia Iglesias alle Regionali del 24 febbraio, entrambe collegate alla candidatura a governatore di Christian Solinas.

Per l’Udc i candidati sono Learco Fois (consigliere in carica ed ex sindaco del comune di Giba), Patrizia Congiu (ex assessore del comune di Carloforte), Luigi Perseu noto Ginetto (ex sindaco di Iglesias) ed Angela Scarpa (assessore dei Servizi sociali in carica del comune di Iglesias).

I candidati della lista Fratelli d’Italia sono Gianluigi Rubiu (consigliere regionale uscente), Veronica Impera (assessore in carica del comune di Santadi), Orietta Mura (assessore in carica del comune di Portoscuso) e Massimo Melis (consigliere comunale in carica ed ex assessore del comune di Sant’Antioco).

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«Dall’analisi dei dati sulle spendita dei fondi Europei per le politiche agricole delle varie misure risulta che questa sia ferma al 15%, lontano dalle stime della Giunta regionale. Un segno indicativo del fallimento. Le risorse destinate al piano di sviluppo rurale sono state oltre un miliardo e 300milioni di euro nel corso degli ultimi cinque anni. Solo una fetta di questi finanziamenti (circa 376 milioni) sono stati spesi a favore del mondo delle campagne.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale dei Fratelli d’Italia.

«Sulla misura 4.1, per rimuovere gli elementi di debolezza nella strutturazione delle aziende agricole, a fronte di un pacchetto pari a 298 milioni si è speso appena il 4 per cento (poco più di 12 milioni). Gli interventi dedicati allo sviluppo dell’imprenditoria giovanile hanno sofferto le lungaggini legate ai bandi, con una spendita delle risorse pari all’1% – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Tantissimi gli aspiranti imprenditori agricoli delusi e beffati dai pochi fondi arrivati nelle aziende a causa delle procedure burocratiche. I piani integrati di filiera? Ancora siamo fermi al palo.»

«Assistiamo ad una programmazione nell’erogazione dei finanziamenti a dir poco approssimativa e superficiale senza che l’assessorato dell’agricoltura metta in atto strategie di sostegno per il mondo rurale. Si stanno perdendo numerose opportunità derivanti dai finanziamenti dell’Unione Europea. Auspichiamo una riorganizzazione radicale dell’agenzia regionale per l’erogazione delle risorse agricole, ricorrendo anche alle competenze esterne come i liberi professionisti ed esternalizzando le istruttorie e i collaudi. In caso contrario, con questo andazzo, la Regione sarà obbligata a restituire una quantità di risorse tali da compromettere seriamente la sopravvivenza dell’intero settore agricolo. A peggiorare le cose, resta la spada di Damocle del prezzo del latte. Un tracollo – conclude Gianluigi Rubiu – con il prodotto pagato appena 60 centesimi. Il prezzo del latte al ribasso è un segnale tangibile della sofferenza del comparto agropastorale, con le aziende incapaci di reggere le spese ordinarie.»

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Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, interviene sullo stop imposto dal Consiglio dei ministri alla legge approvata dal Consiglio regionale, che avrebbe dovuto portare all’inquadramento di oltre 4mila dipendenti dell’Agenzia Forestas.

«E’ l’ennesimo provvedimento della Giunta Pigliaru bocciato dal Governo – dice Gianluigi Rubiu -. Un atto gravissimo che certifica la pessima gestione politica della Giunta di centrosinistra, ancora una volta ridicolizzata dall’esecutivo nazionale. Una legge che è passata grazie ai voti della minoranza che ha da sempre sostenuto la proposta di far riconoscere il contratto dei lavoratori di Forestas alla stregua dei dipendenti regionali.»

«Si convochi immediatamente il Consiglio regionale per discutere sulle osservazioni del governo – conclude Gianluigi Rubiu – per apportare le dovute modifiche alla norma, riconoscendo ai lavoratori il giusto riconoscimento contrattuale e soprattutto riorganizzando l’ente Forestas per una salvaguardia del  patrimonio ambientale della Sardegna.»

   

 

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«Basta con la lottizzazione politica di dirigenti e primari negli ospedali sardi.» Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu critica con fermezza le ultime decisioni dell’assessorato della Sanità. «Dopo aver sfasciato i presidi ospedalieri della Sardegna – attacca il consigliere regionale di minoranza – ed aver umiliato i pazienti, con la desertificazione dei reparti e i tagli nelle corsie, il centrosinistra sta dando vita ad un meccanismo perverso con la nomina dei dirigenti in ruoli chiave della sanità. Un’operazione spregiudicata ed arrogante da parte dell’assessore della Sanità – aggiunge Gianluigi Rubiu – che sostituisce nelle direzioni di presidio ospedaliero di area omogenea dirigenti probabilmente colpevoli di voler con fatica risolvere i problemi del territorio. Uno scandalo senza precedenti che deve essere bloccato. Invochiamo l’azzeramento delle nomine, che sembrano adottate senza un criterio logico. Con la riforma del comparto il Sulcis Iglesiente ha visto la sforbiciata dei reparti negli ospedali, con la riduzione dei servizi che si è tradotta nel collasso delle prestazioni – conclude Gianluigi Rubiu -. La maggioranza ha sottovalutato per anni le istanze del territorio, salvo ora spartire le ultime caselle disponibili per gestire la sanità nei prossimi cinque anni.»

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Cresce l’allarme suscitato dal decreto del ministero dell’Ambiente, che ha previsto la chiusura di alcuni impianti fondamentali per la Sardegna, con la fermata delle centrali alimentate a carbone a partire dal 31 dicembre 2025. «E’ un atto folle ed illogico – denuncia Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia – che non tiene in alcuna considerazione le specificità della Sardegna, ancora priva di un progetto per l’utilizzo del metano. Occorre una pianificazione seria che possa dettare una nuova politica energetica, che non tagli fuori l’Isola dai percorsi di sviluppo. Auspichiamo la convocazione di un confronto con il Governo per disegnare gli scenari futuri dell’area industriale del Sulcis Iglesiente – conclude Gianluigi Rubiu -. Il rischio è che la chiusura delle centrali produca danni irreparabili all’intero sistema economico della Sardegna, con una crisi senza precedenti sul territorio».

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«Si convochi urgentemente l’organismo Oilos per una valutazione urgente della grave crisi del settore con l’immediata ricerca delle soluzioni atte a determinare un prezzo del latte di pecora stabile per i prossimi anni. Una riunione urgente della Commissione regionale attività produttive, aperta alle organizzazioni di categoria, potrebbe tracciare una nuova rotta per invertire il trend negativo.»

La richiesta arriva dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu che rimarca la situazione di difficoltà di diverse aziende agropastorali isolane: «Un dramma – spiega l’esponente dell’opposizione – perché il prezzo del latte viene contrattato a 0,60 centesimi al litro, rispetto a 0,85 centesimi della passata stagione. Una caduta verticale che sta mettendo in ginocchio il 90 per cento delle imprese agrozootecniche sarde».

Gianluigi Rubiu, componente della commissione Agricoltura de Consiglio regionale rilancia la battaglia: «Occorre promuovere azioni e strategie di impatto per sostenere le aziende ed evitare ulteriori riduzioni del prezzo attraverso un programma di accordi pluriennali che consenta alle aziende di organizzare un progetto di destagionalizzazione della produzione del latte, per limitare la produzione del pecorino romano, a causa dell’alternarsi  dei prezzi. Dobbiamo difendere a ogni costo il comparto ovino, il più strategico e rappresentativo della nostra Isola. Per questo auspichiamo una nuova programmazione dei fondi strutturali della misura relativa al benessere animale, con la previsione nei prossimi bandi del Psr di una consulenza tecnica veterinaria a favore delle aziende ovicaprine, attraverso misure di sostegno al reddito certe. L’Oilos – conclude Gianluigi Rubiu – non può essere la soluzione al problema, vista la lentezza e la superficialità delle decisioni».

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E’ durissima la presa di posizione del consigliere regionale dei Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu, sulla chiusura del reparto di chirurgia pediatrica al CTO di Iglesias.

«La cancellazione del reparto – spiega Gianluigi Rubiu che ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale – costituisce la morte definitiva della sanità ospedaliera nel Sulcis Iglesiente, già colpito da pesanti tagli ai servizi sul territorio. Con la soppressione dell’unità all’interno della struttura sanitaria di via Cattaneo, i piccoli pazienti e le loro famiglie saranno costretti ad estenuanti viaggi verso il Brotzu di Cagliari. E’ l’ennesima sberla ai danni del Sulcis Iglesiente – aggiunge Gianluigi Rubiu -. Una vergogna senza precedenti che ci riporta indietro di cinquant’anni, con l’apertura del prestigioso Ospedale Crobu, fiore all’occhiello della sanità sarda e quindi del sistema socio assistenziale iglesiente. La politica perversa della Giunta targata Pigliaru, con le riforme dell’accoppiata Arru-Moirano – conclude Gianluigi Rubiu – ha portato il nostro territorio ad un declino inesorabile, con disservizi da terzo mondo.»

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Si è svolta ieri mattina, a Teulada, la cerimonia di commemorazione della Battaglia di Natale (Fronte Russo 25 – 31 dicembre 1941) presso l’aerocampo situato sulla strada statale 195, a circa 1,5 km in direzione Sant’Anna Arresi, dall’ingresso della Caserma “S. PISANO”, in località Sa Portedda. Erano presenti le massime autorità militari (con il comandante del Comando militare autonomo “Sardegna”, generale Giovanni Domenico Pintus), civili (numerosi sindaci, con in testa il primo cittadino di Teulada Daniele Serra, e i consiglieri regionali Paolo Dessì e Gianluigi Rubiu) e religiose (guidate dal vescovo della diocesi di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda).

Dopo l’intervento di saluto del comandante del 3° Reggimento Bersaglieri, colonnello Gabriele Cosimo Garau, e la proiezione di un filmato che ha ricostruito la vicenda storica della Battaglia di Natale, il vescovo della diocesi di Iglesias, monsignor Giovanni Paolo Zedda, ed il cappellano militare don Giancarlo Caria hanno celebrato la Messa. E’ stata poi letta la preghiera del bersagliere.

Nella seconda parte della cerimonia, sono state effettuate alcune esercitazioni dimostrative sul piazzale antistante l’aerocampo.

Nel mese di luglio 1941, il 3° Reggimento Bersaglieri partecipò all’occupazione di Spalato, alla Campagna contro la Jugoslavia, in Bosnia. Il 24 luglio, il Reggimento partì da Bardolino per la Russia, nell’ambito del Corpo di spedizione italiano in Russia (C.S.I.R.). Il 5 settembre, il Reggimento entrò in contatto con il nemico nella zona del fiume Dnieper. Il 28 settembre, partecipò alla prima battaglia combattuta e vinta da soli reparti italiani a Petrikovka, sul Don. Successivamente, proseguì verso il bacino del Donez, in condizioni ambientali proibitive, conquistando la testa di ponte di Uspenowka. Il 20 ottobre, conquistò il centro industriale e ferroviario di Stalino, precedendo la IV Divisione alpina tedesca. Il 1° novembre, i bersaglieri del leggendario col. Aminto Carretto si impadronirono del centro industriale di Rjkowo, con un ingente bottino di uomini e materiali. L’11 e 12 novembre, i bersaglieri del XX e quelli del XVIII Battaglione si lanciarono in aiuto dell’80° Reggimento fanteria, che riuscì così a sottrarsi all’annientamento. Il bilancio fu di 54 morti e 222 feriti. Il 18 novembre, il Reggimento occupò la linea Rassipnaja-Petropawlowka-Ivanowski, che mantenne per tutto l’inverno, contendendo il terreno a forze enormemente superiori. Il 25 dicembre, nella battaglia di Natale, il 3° Reggimento bersaglieri, posto a presidio del caposaldo di Petropawlowka, in tre giorni di furiosi combattimenti, contenne forze dieci volte superiori, finché non fu costretto a ripiegare sul caposaldo del XXV Battaglione. Il 28 dicembre, spronato dal colonnello Aminto Carretto, il Reggimento conquistò tutte le posizioni dopo una serie di contrattacchi.

Il 3° è il Reggimento bersaglieri più decorato (in qualità) d’Italia. Vanta, infatti, due Ordini Militari d’Italia, tre Medaglie d’Oro e tre d’Argento al Valor Militare, una d’Argento al Valore dell’Esercito, tre Medaglie di Bronzo al Valor Militare ed una di Bronzo al Merito Civile.

Con la profonda ristrutturazione dell’esercito italiano del 1976 che aboliva il livello reggimentale, il 3º Reggimento bersaglieri venne sciolto il 20 ottobre 1975 ed il suo comando si trasformò in Comando 3ª Brigata mec. “Goito”. La Bandiera di Guerra e le tradizioni vennero ereditate dal 18º battaglione bersaglieri “Poggio Scanno”. Sia il 18° che il 10º battaglione bersaglieri “Bezzecca”, stanziato a Solbiate Olona, presso la caserma “Ugo Mara”, vennero inquadrati nella 3ª Brigata mec. “Goito”, intanto costituitasi in seguito alla soppressione della Divisione “Centauro”. Tra il 1982 e 1983 alcune Compagnie del 18° Battaglione “Poggio Scanno” vennero aggregate al II Battaglione Bersaglieri “Governolo” per la missione di Pace in Libano.

Ricostituitosi nuovamente nell’agosto del 1991 in fase sperimentale come 3° Reggimento Bersaglieri “Goito”, dal 1° agosto 1992 assunse la denominazione attuale.

Nel quadro del processo di riordinamento dell’Esercito Italiano, nel 2002 il Reggimento è passato alle dipendenze della Brigata cor. “Ariete”. Il 30 novembre 2009 infine, con la cerimonia di chiusura della caserma “Mameli” di Milano, il Reggimento (dopo 46 anni di permanenza) è stato trasferito a “Sa Portedda” (Teulada), inglobando il disciolto 1º Reggimento Corazzato della Brigata Sassari.

Da ottobre 2011 ad aprile 2012, il Reggimento ha partecipato all’operazione ISAF XVII in Afghanistan, nell’ambito del “Provincial Reconstruction Team” di Herat.

                     

    

 

                            

                

 

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«Non possono abbandonare al loro destino gli operai del Sulcis Iglesiente, già strangolati da una crisi senza precedenti e dalla mancanza di lavoro.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu illustra le ragioni della lettera al Governo Conte: «Sarà un Natale all’insegna dell’incertezza e della precarietà per migliaia di lavoratori del polo industriale di Portovesme. I lavoratori delle fabbriche dell’area produttiva più estesa del Sulcis Iglesiente – che conta i dipendenti ex Ila, ex Alcoa, ed ex appalti Eurallumina – attendono con trepidazione l’approvazione di una legge che possa assicurare gli ammortizzatori sociali 2019 per l’area di crisi complessa del Sulcis Iglesiente».

I sussidi scadono a fine anno, poi i lavoratori potrebbero vedersi negata l’erogazione di un sostegno per la disoccupazione.

«Il Sulcis è da tempo alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo, l’industria è un pilastro portante per le speranze di rinascita e ripresa produttiva del nostro territorio. Per questo siamo convinti che ci sia la necessità di mettere in atto tutte le strategie progettuali ed economiche per favorire il rilancio del polo industriale di Portovesme, in modo particolare la filiera dell’alluminio – aggiunge Gianluigi Rubiu nella lettera inviata anche alla responsabile di Fratelli d’Italia per invocare un pressing sull’esecutivo –  Occorre un intervento decisivo affinché si scongiuri l’ipotesi di una scadenza degli strumenti di integrazione al reddito senza l’accompagnamento dei relativi sussidi per il 2019 e si attivino tutte le condizioni per dichiarare che il polo di Portovesme e dintorni diventi strategico per l’Italia, come già avvenuto per l’Ilva di Taranto nel settore dell’acciaio.»