11 May, 2026
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Il gruppo di Forza Italia Sardegna ha presentato un’interrogazione rivolta al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore alla Sanità Luigi Arru, primo firmatario Ignazio Locci, per sapere se siano a conoscenza dell’emergenza diabete nell’Isola delle disposizioni del Ministero della Salute in materia di dispositivi erogabili; quali azioni intendano avviare per scongiurare la disparità di trattamento e quali, invece, per porre in essere un Protocollo per l’assistenza integrata.

«L’assessorato regionale alla Sanità si impegni per elaborare una regolamentazione regionale unica per la cura dei pazienti affetti da ogni tipologia di diabete, valevole per tutte le Asl, affinché i circa 80 mila sardi colpiti da tali patologie possano beneficiare di prestazioni mediche certe, puntuali e senza discriminazioni – spiega Locci -. Il diabete mellito è una delle patologie considerate tra le più invalidanti; la Sardegna vanta il triste primato di regione con il più alto numero annuale di nuovi casi di diabete di tipo 1, con un’incidenza del diabete infanto-giovanile di oltre 50 casi per 100mila abitanti (nel resto d’Italia i casi annuali registrati si aggirano intorno a 6-7 ogni 100mila cittadini). Si consideri che, a fronte di circa 80mila pazienti, nell’Isola vi sono altrettanti nuclei familiari – per un totale di 300mila cittadini – che hanno a che fare con i problemi legati alla gestione della patologia diabetica.»

«Il diabete è, dunque, una vera e propria emergenza sociosanitaria ma, nonostante ciò, non esiste un Protocollo per l’assistenza integrata e Tecnico-Operativo per la prescrizione e fornitura di ausili per i pazienti, sebbene il Ministero della Salute abbia individuato una lista di dispositivi erogabili, codificati uniformemente in tutto il territorio nazionale, stabilendo che le regioni sono tenute a garantire le prestazioni e i servizi specificati nei Lea. Di conseguenza – conclude il consigliere regionale di Forza Italia Sardegna – le diverse Asl della Sardegna erogano in forma differente i servizi medico-ospedalieri, creando evidenti discriminazioni.»

La commissione Bilancio e Programmazione, con il voto a favore dei gruppi della maggioranza, il voto contrario di Fi e Fdi e l’astensione di Udc, Psd’Az e Riformatori, ha dato il via libera al Dl 205 che sostituisce la tabella “E”, nella quale sono riportate le spese autorizzate dall’articolo 4 della Finanziaria 2015, quelle cioè previste per realizzare opere e infrastrutture attraverso la contrazione di un mutuo da 700 milioni di euro.

Il provvedimento è stato illustrato, nella commissione presieduta da Franco Sabatini (Pd), dall’assessore regionale del Bilancio, Raffaele Paci, che ha evidenziato il carattere tecnico delle modifiche da sottoporre all’attenzione dell’Aula. In sostanza, si tratta di una misura precauzionale riferita ai 23 milioni di euro destinati per il rinnovo dei mezzi di trasporto Arst e allo stanziamento di un milione di euro per gli edifici di culto.

«Su questi due interventi – ha affermato Paci – sono stati riscontrati problemi di ammissibilità al finanziamento col mutuo sotto il profilo soggettivo dei beneficiari finali degli interventi (l’Arst è una società a totale partecipazione regionale e gli edifici di culto non restano di proprietà della Regione o dello Stato) e pertanto – ha proseguito l’assessore – sono sostituiti nella tabella “E” dal cofinanziamento regionale di una parte delle spese di investimento previste nella nuova programmazione comunitaria 2014-2020».

L’ulteriore modifica riguarda la rimodulazione degli interventi a favore del settore scuola-università (52.441 milioni di euro) e del piano delle opere infrastrutturali (417 milioni di euro). A questo proposito l’assessore Paci ha annunciato che sardi. Per quanto attiene le procedure per il muto da 700 milioni, l’assessore ha confermato l’indizione del bando pubblico ed ha auspicato che entro il prossimo giugno si completino tutte le procedure.

I consiglieri Ignazio Locci (Fi) e Paolo Truzzu (Fdi-Sardegna) sono intervenuti nel merito delle somme originariamente destinate al rinnovo dei mezzi di trasporto e inserite (nella nuova formulazione della tabella “E”) sul fondo unico di programmazione comunitaria proponendone, rispettivamente, la destinazione per le zone interne e per la riqualificazione dell’edilizia pubblica.

La consigliere Alessandra Zedda (Fi) ha lamentato l’assenza di “dati certi” sui programmi di spesa della Regione e la mancata informazione sulla cosiddetta armonizzazione del bilancio regionale. Alessandra Zedda ha inoltre auspicato maggiore chiarezza sui programmi e sulla relativa spesa nel settore dell’edilizia scolastica.

Il consigliere Giorgio Oppi (Aps) ha suggerito una migliore specificazione della descrizione degli interventi per l’ammodernamento dei mezzi di trasporto nella nuova formulazione della tabella “E”.

Il capogruppo di “Sardegna Vera”, Efisio Arbau, ha chiesto ed ottenuto dall’assessore Paci rassicurazioni sull’ammodernamento dei mezzi di trasporto pubblico dell’Arst e sul ricorso al leasing, così come era stato fatto ai tempi della Giunta Soru.

A margine del dibattito sul Dl 205, il capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, ha evidenziato il problema dei cosiddetti “lavoratori in utilizzo” e, nel corso del suo breve intervento di replica, l’assessore Paci ha assicurato il suo impegno per garantire che le risorse a tal proposito desinate in Finanziaria, siano utilizzate per l’impiego di quella tipologia di lavoratori nelle pubbliche amministrazioni.

La commissione, dopo il via libera a maggioranza, ha nominato il presidente Franco Sabatini relatore in Aula del Dl 205.

Il provvedimento, considerata l’urgenza, sarà sottoposto all’attenzione della conferenza dei capigruppo per l’immediata iscrizione all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio, ai sensi dell’articolo 102 del vigente regolamento interno.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

«Subito un nuovo bando della Regione per la gestione del porticciolo di Sant’Antioco.» Lo chiede Ignazio Locci, portavoce Sulky Lab-Sant’Antioco 2020.

«Dopo aver appreso (così come si evince dalla delibera di Giunta n° 40 del 27/03/2015) l’intenzione del comune di Sant’Antioco di voler rientrare in possesso delle aree del porticciolo di cui è concessionario, si ripropone il problema dell’affidamento della struttura (a oggi in mano alla Global, società subconcessionaria) – scrive in una nota Ignazio Locci -. Preso atto che l’ente‎ ha più volte dichiarato di non essere in grado di gestire il porticciolo in quanto non in possesso delle competenze e degli strumenti adeguati, non si capisce come possa avanzare alla Regione la richiesta di proroga della concessione fino al 2020 (la scadenza naturale è prevista al 31/12/2015). Un azzardo, se non un atto irresponsabile che metterebbe i lucchetti alla struttura.»

«Appare non più rinviabile una presa di posizione della Regione che ha il dovere, esattamente come sta facendo con Alghero, di valorizzare le aree di cui è proprietaria, riprendendosi la struttura e facendo un bando pubblico con garanzia di massima evidenza e nel rispetto delle direttive comunitarie in materia di concessioni demaniali, al fine di trovare imprenditori che possano potenziare il nostro porticciolo – conclude Ignazio Locci -. Altre soluzioni sarebbero una iattura.»

Sant'Antioco 48 copia

Cinque minuti per approvare una legge scellerata che regala non si sa a chi e a prezzi di saldo la compagnia di trasporti regionale Saremar, e non offre alcuna garanzia sia sul mantenimento delle corse per le isole minori, sia sul fronte della ricollocazione lavorativa delle maestranze, a un passo dal licenziamento collettivo stante la procedura concorsuale. La Commissione Trasporti ha oggi licenziato la legge per la privatizzazione della Saremar proposta dall’assessore regionale Massimo Deiana con il solo voto favorevole del Partito democratico (Sel si è astenuta mentre le opposizioni hanno votato contro), aprendo una crepa nella maggioranza ormai allo sbando. Perché se da una parte il Pd ha detto sì in Commissione al progetto di legge, dall’altra martedì in Consiglio regionale si appresta a votare una mozione contro la privatizzazione presentata dal segretario di Sel Luca Pizzuto e dal capogruppo del Pd Pietro Cocco.

Un passo falso che rasenta la follia politica e la dice lunga su come la maggioranza di governo, e in particolare il principale partito, abbia fino a oggi gestito la privatizzazione della Saremar. Il Pd è peraltro arrivato all’approvazione della legge ignorando le legittime richieste di Forza Italia sia per quanto riguarda i termini di presentazione degli emendamenti, sia in merito all’audizione (negata) dell’assessore Massimo Deiana. E questo grazie all’atteggiamento al limite del regolamento assunto dal presidente della commissione Antonio Solinas.

Ma l’aspetto più grave è che la maggioranza (o una parte di questa, vista la evidente spaccatura di cui dovrà dare conto) vuole giustificare la privatizzazione attribuendo la responsabilità alla Flotta sarda e all’ingiusta sanzione di undici milioni di euro che l’Unione Europea ha comminato alla Sardegna, la cui unica colpa è quella di avere cercato di battere il monopolio dei trasporti in Sardegna. Va infatti ricordato che la Regione nell’ultimo anno ha stanziato, con due leggi, ben 32 milioni di euro per pagare debiti e stipendi dei lavoratori. E oggi sventolano la solita scusa dei rigidi regolamenti dell’Unione Europea che imporrebbero l’operazione di svendita.

Insomma, se da una parte il Partito democratico si dichiara apertamente dalla parte dei lavoratori, tanto da presentare una mozione contro la privatizzazione perché evidentemente la considera lesiva, dall’altra approva la stessa legge in cinque minuti.

Forza Italia è invece senza tentennamenti e con un’unica faccia contro le nuove norme ed è convinta che il servizio debba rimanere in mano pubblica. Per questo ci opporremo in aula.

Ignazio Locci

Forza Italia Sardegna

Traghetti Arbatax e La Maddalena copia

L'Info Point di Sant'Antioco inaugurato nel 2009.

L’Info Point di Sant’Antioco inaugurato nel 2009.

«L’Info point del porticciolo di Sant’Antioco, di competenza della gestione commissariale dell’ex Provincia di Carbonia Iglesias, è ancora inspiegabilmente chiuso, benché già da qualche settimana vari appuntamenti (alcuni già svolti e altri in programma), tra Primavera sulcitana, Girotonno, sagre e altri eventi, animino il territorio richiamando migliaia di visitatori.» Lo dice Ignazio Locci, portavoce di Sulky Lab-Sant’Antioco 2020.

«Non si può pretendere di fare del turismo una speranza concreta di rilancio – aggiunge Locci, consigliere regionale e consigliere comunale di Sant’Antioco – se non siamo in grado di offrire un servizio di accoglienza che garantisca ai visitatori ogni tipo di informazione utile per vivere al meglio la permanenza nel territorio del Sulcis Iglesiente. Nel 2014 l’ex Provincia aveva aperto l’ufficio del lungomare Caduti di Nassirya il primo maggio, mantenendolo in attività fino al 30 settembre. Ma per quest’anno, forse per le difficoltà che incontra l’ente commissariato, per la penuria di fondi e forse anche per un certo disinteresse, non si hanno ancora notizie sull’avvio del servizio.»

«Il rischio, ammesso che la provincia finanzi anche per quest’anno il progetto, è che non si dia avvio per tempo al programma di informazione turistica. Ed è impensabile che il territorio sulcitano, che proprio quest’anno conosce nuove esperienze di promozione, non disponga di un Info point turistico. Per questo è doveroso che il sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu si faccia avanti e pretenda l’avvio immediato dell’ufficio. E se la gestione commissariale dell’ente intermedio si mostra impossibilitata ad avviare l’Info point, allora il primo cittadino deve impegnarsi per ottenerne la competenza, eventualmente coinvolgendo l’Unione dei comuni dell’arcipelago del Sulcis, che comprende anche Calasetta e Carloforte. L’auspicio naturalmente – conclude Ignazio Locci – è che lo sportello possa rimanere attivo in maniera permanente, e non soltanto nei mesi estivi.»

Logo Abbanoa

Il conguaglio Abbanoa sarà pagato dai sardi a partire da gennaio 2016 e spalmato in 4 anni. Come richiesto da Regione e Abbanoa, per consentire l’operazione l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, infatti, ha anticipato 90 milioni di euro, 70 entro giugno e 20 a dicembre. La Sardegna è l’unica Regione ad aver ottenuto questo risultato, ed è la prima volta che l’Autorità, che opera già un sistema di perequazione nel comparto elettrico, interviene nel settore idrico su precisa richiesta della Sardegna. Il risultato è stato raggiunto grazie a un intenso lavoro che ha visto protagonisti l’Amministrazione regionale, Abbanoa e il sistema degli Enti Locali, con l’obiettivo di rendere più sostenibile socialmente la rateizzazione dei conguagli in un contesto economico e sociale, come quello dell’Isola, già particolarmente colpito dalla crisi economica. E’ stato determinante anche l’intervento del Governo.
«È un risultato di cui siamo particolarmente orgogliosi, perché siamo la prima Regione a ottenerlo e perché è il frutto di un intenso lavoro – dice il presidente della Regione Francesco Pigliaru -. Abbanoa è stata sottoposta a un’istruttoria severa da parte dell’Autorità, che ha studiato la situazione e i profili di rischio e l’ha ritenuta una società affidabile. Abbiamo lavorato per pianificare, programmare e controllare il sistema dopo anni di gestione incerta e carente di programmazione, abbiamo fatto noi una prima capitalizzazione e stiamo lavorando intensamente per mettere ordine nel sistema e garantire un servizio di sempre maggior qualità. Questo è un bell’esempio di come funziona un moderno governo di centrosinistra. Punta all’efficienza, a un servizio sempre migliore ma si fa carico di situazioni pregresse, se ce ne sono, e si occupa con grande attenzione di equità e solidarietà sociale.»
La Sardegna, che ha incassato il risultato grazie anche all’impegno dei suoi parlamentari, farà dunque da apripista a livello nazionale. «È una delibera che farà scuola in Italia, che coniuga severità e solidarietà e che è un importante risultato per la Regione – sottolinea l’assessore Maninchedda -. Abbiamo lavorato duro, il 26 luglio abbiamo avviato il confronto con l’Autorità per ottenere l’anticipazione di gran parte dei 106 milioni di debito maturato dai sardi, c’è stata una costante collaborazione con l’Anci e alla fine Abbanoa ha superato l’ennesimo esame a cui è stata sottoposta ed è stata promossa da un soggetto esterno. Certo il nostro compito non si esaurisce oggi: abbiamo ancora moltissimo da fare, dobbiamo migliorare reti e infrastrutture, e la società dev’essere stimolata a dare il meglio di sé. Con il mutuo infrastrutture saranno effettuati importanti investimenti per rendere più efficiente il sistema idrico regionale».
«La proposta al governo regionale da Anci e Cal nasce nei giorni di Bultei, e precisamente nell’assemblea seguita all’attentato contro il sindaco. In quei giorni di tensione e di allarme – ricorda il presidente dell’Anci Sardegna, Pier Sandro Scano – abbiamo proposto alla Regione di lavorare insieme per dare due segnali forse piccoli ma importanti, conguagli Abbanoa e Tari, sul fronte dell’alleggerimento della pesantissima pressione tributaria. La collaborazione tra Regione, Enti locali, parlamentari sardi ha consentito questo risultato importante per i cittadini perché il pagamento dei conguagli viene differito di un anno e spalmato su quattro. Non sono ancora risolti i problemi tra Abbanoa e gli utenti sardi – conclude Scano -. Noi abbiamo parlato della necessità di una vera e propria opera di pacificazione che Abbanoa deve condurre: c’è ancora della strada da fare ma oggi registriamo un passo positivo.»
«Abbanoa è stata sottoposta a un’attenta analisi da parte dell’Autorità – ha spiegato l’amministratore unico Alessandro Ramazzotti – dimostrando di essere un’azienda sana e indirizzata all’efficientamento del servizio. Per il via libera della Cassa Conguagli sono state determinanti le azioni già intraprese e previste nel Piano di ristrutturazione aziendale: da una forte riorganizzazione del personale, grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche, agli investimenti sulle infrastrutture. Abbanoa, infatti, è il soggetto industriale più importante della Regione e può dare il suo contributo all’economia isolana. Dobbiamo anche tutelare gli 8 sardi su 10 che pagano regolarmente le bollette venendo incontro a chi è realmente in difficoltà, ma senza fare sconti ai veri morosi.»

Un master plan energetico e un job act aziendale sono gli obiettivi già fissati per i prossimi mesi: «Sono due aspetti che viaggiano in parallelo – ha sottolineato il direttore generale di Abbanoa, Sandro Murtas -. Tra i significativi costi di gestione rientrano quelli dell’energia elettrica per la potabilizzazione dell’acqua distribuita verso un territorio di 24 mila kmq con una densità abitativa di 68 abitanti per kmq, 360 impianti di depurazione, 40 potabilizzatori e 13mila km di rete. Altra voce importante riguarda il costo del lavoro: “stiamo approntando un jobs act di Abbanoa, per accompagnare alla pensione circa 100 professionalità mature nel biennio e – ha aggiunto Murtas – aprirci alle forme di occupazione flessibile inserendo nell’organico figure con un’istruzione medio-alta e che si occupano di innovazione».

«La lunga rateizzazione del conguaglio Abbanoa è certamente un’ottima notizia da accogliere con piacere – ha commentato Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia -. Ma è soltanto un primo passo: ora bisogna puntare al miglioramento dei servizi per i cittadini mettendo mano alle dimensioni degli ambiti territoriali. Questa è la scommessa in cui credere per fare in modo che gli utenti sardi beneficino di un servizio funzionale ed efficiente basato su un rapporto gestore-utente corretto e affidato a personale capace e cortese. Abbanoa, invece, è percepita come un ente farraginoso distante dalle reali esigenze dei cittadini ma sempre pronto a rivendicare i pagamenti delle fatture.»

 

Sant'Antioco 73 copia

«Il sindaco Mario Corongiu si adoperi per porre fine al più presto all’incubo che vivono gli abitanti dei container di via Logudoro a Sant’Antioco, costretti ad alloggiare in strutture fatiscenti, umide, tra ratti e insetti, e a rischio infezioni e malanni. Da troppo tempo i residenti delle casette prefabbricate attendono una sistemazione dignitosa: era il 2010 quando, per ragioni di sicurezza, gli ex inquilini di quello che un tempo era il mattatoio cittadino vennero trasferiti in case container acquistate e sistemate per l’occasione nell’area PIP antiochense. Una sistemazione che doveva essere provvisoria e durare solo alcuni mesi. Ma invece, a distanza di 5 anni, tre famiglie continuano a fare i conti con questa situazione di estremo disagio, nonostante le rassicurazioni e le promesse del primo cittadino.»

Lo dice Ignazio Locci, consigliere regionale e consigliere comunale di Sant’Antioco, nonché portavoce di Sulky Lab-Sant’Antioco 2020.

«Di recente, dopo i sopralluoghi di Asl e Vigili del fuoco che hanno caldeggiato lo sgombero di tutti i container considerati luoghi insani e insicuri – aggiunge Locci -, alcuni nuclei familiari sono stati trasferiti in case popolari. Purtroppo, però, ne restano ancora tre (tra questi una giovane donna con un figlio) per i quali è doveroso trovare un alloggio. Del resto, se dopo le relazioni di Asl e Vigili del fuoco Mario Corongiu ha trovato una sistemazione per alcune famiglie, può fare altrettanto per le rimanenti senza attendere la “strigliata” delle autorità competenti.

«Più passa il tempo e più crescono i problemi, sia per gli inquilini dei container, sia per i cittadini, sui quali ricade l’onere di pagare cifre esorbitanti per mantenere in piedi una realtà drammatica per la quale si sarebbe dovuta scrivere la parola fine anni fa. E anche se all’immobilismo di Corongiu siamo tristemente abituati – conclude Ignazio Locci -, non possiamo fare a meno di suonare la sveglia, nella speranza che esca dal torpore.»

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Industria al collasso, nessuna prospettiva futura e una Giunta regionale che, totalmente impreparata ad affrontare la grave situazione di crisi, preferisce guardare dall’altra parte, facendo orecchie da mercante di fronte al grido d’allarme che si leva da ogni angolo di Sardegna. Dato per certo che per uscire dallo stallo economico l’Isola ha bisogno di un progetto integrato che contempli anche l’industria, non si capisce per quale ragione l’esecutivo di Francesco Pigliaru abbia ormai deciso di abdicare al proprio ruolo (quello di estensore delle politiche regionali) e di rimanere con le mani in mano di fronte alle diverse intraprese industriali che non possono fare affidamento sull’appoggio di una classe dirigente che non sa (e non vuole) decidere.

E questo immobilismo della Regione, frutto della totale assenza di politiche industriali, sta creando numerosi problemi: imprenditori che rinunciano a portare avanti le proprie idee, contrarietà preconcetta a ogni tipo di progetto industriale e clima di pessimismo generalizzato che deprime e affossa l’iniziativa privata.

Di questo passo i sardi dovranno definitivamente dire addio al comparto dell’industria (possiamo anche iniziare a fare a meno dell’Assessorato regionale all’Industria. Tanto, per quello che serve…) per la manifesta incapacità dell’attuale classe dirigente oggi al governo della Regione.

Il presidente Francesco Pigliaru si metta in testa che è suo preciso dovere risollevare le sorti della nostra Terra passando anche per il rilancio del settore industriale. Delle belle parole condite da vagonate di retorica siamo arcistufi: è il caso che il Governatore si impegni per individuare le giuste ricette che rilancino l’economia della Sardegna.

Ignazio Locci

Consigliere regionale Forza Italia Sardegna

La Sardamag prima dell'avvio delle demolizioni.

La Sardamag prima dell’avvio delle demolizioni.

«Ancora una volta sono qui a ricordare alla Giunta dei professori che le bonifiche nelle aree ex Sardamag di Sant’Antioco (affidate a Igea Spa per un importo di 5,5 milioni di euro), non sono ancora partite. E non hanno preso avvio a causa della loro indecisione, della totale assenza di politiche ambientali (e quelle messe in campo, poi, sono il peggio che si potesse programmare), di annunci in pompa magna svaniti nel nulla.»

A dirlo è Ignazio Locci, consigliere regionale del gruppo Forza Italia Sardegna.

«L’esecutivo Pigliaru – aggiunge il consigliere regionale di Sant’Antioco -, ieri, ha dato il via libera alla programmazione della spesa di 300mila euro per il completamento degli interventi di custodia, gestione e messa in sicurezza permanente del sito di Santu Miali, a Furtei (i lavori saranno svolti dall’Igea). Altri 60mila euro, invece, sono stati destinati a coprire i costi della convenzione con la stessa Igea per la proroga dei lavori di messa in sicurezza e di recupero ambientale a Monteponi. Prendo atto, quindi, del tentativo, seppur tardivo e insufficiente, di rilanciare l’Igea, oggi in stato di amministrazione controllata. Tuttavia mi chiedo perché gli assessori regionali dell’Ambiente e dell’Industria non abbiano ancora messo la controllata regionale nelle condizioni di avviare le bonifiche nelle aree ex Sardamag, per le quali sono stati stanziati a suo tempo svariati milioni di euro. Quanto ancora dovranno attendere gli antiochensi per riappropriarsi di quegli ettari di terreno e poterli riconvertire a fini turistici? I fondi necessari per le operazioni di recupero ambientale, del resto, sono in cassa, dunque restano un mistero le ragioni per cui gli assessorati competenti non abbiano ancora dato il via ai lavori. Forse al presidente Francesco Pigliaru non è abbastanza chiaro che i cittadini sono stufi di una politica che non sa assolvere al proprio dovere.»

«Ricordo alla Giunta regionale che quelle aree sono indispensabili per il rilancio del turismo portuale e residenziale del Sulcis Iglesiente. Auspico – conclude Ignazio Locci – che gli assessorati regionali competenti diano una scossa alle procedure affinché riparta una volta per tutte un processo di risanamento atteso sia dalla comunità antiochense, che dall’intero territorio sulcitano.»

Consiglio regionale 3 copia

Il Consiglio regionale ha approvato con 33 voti favorevoli e 18 contrari il DL n.130 “Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio”, meglio noto come nuovo Piano Casa.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con la discussione generale dell’art. 29 (“Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica”) del disegno di legge n. 130 – Giunta regionale – “Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia”.

Non essendoci iscritti a parlare, il presidente ha messo in votazione l’emendamento n. 228 ma, dopo aver constatato la mancanza del numero legale, ha sospeso la seduta per trenta minuti.

Alla ripresa dei lavori, il Consiglio ha votato e respinto l’emendamento n.228 e, a seguire gli emendamenti nn. 508, 509, 510, 511, 392 e 393.

Sull’emendamento n. 509, annunciando il voto contrario, il capogruppo di Sardegna Vera, Efisio Arbau, ha sottolineato che «questa mattina si arriva alla fine di un iter legislativo molto complesso che però ha consentito alle due coalizioni principali di confrontarsi nel merito ed individuare in alcuni casi significative occasioni di convergenza». Si tratta di un approccio utile, ha aggiunto, «ed è auspicabile che prosegua sulla scia di esempi virtuosi come, ad esempio, quello della vendita degli immobili abbandonati e degradati ad un euro, per favorire sia il recupero dei fabbricati che la realizzazione di progetti strategici pubblici o di partenariato pubblico-privato».

Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Eugenio Lai.

Il Consiglio ha approvato il testo dell’art. 29 con 29 voti favorevoli, 17 contrari ed 1 astenuto.

Successivamente il presidente ha avviato la discussione generale dell’art. 30 (“Disciplina transitoria”).

Il consigliere Alessandra Zedda, vicecapogruppo di Forza Italia, ha ribadito il giudizio negativo del suo gruppo sulla legge, aggiungendo in particolare che «le disposizioni transitorie, soprattutto al comma 3 dell’articolo, provocheranno il blocco di ogni attività attraverso un emendamento della Giunta che farà slittare tutto alla nuova legge urbanistica». Siamo contrari a questa eventualità, ha spiegato la Zedda, «perché riteniamo siano necessarie norme di equilibrio ispirate a principi di ragionevolezza ed equità finalizzate, da un lato, alla tutela del bene paesaggistico e, dall’altro, al rispetto di legittime esigenze dei privati che hanno sottoscritto accordi vincolanti con la pubblica amministrazione, come peraltro confermato da alcune pronunce della giurisprudenza». Inoltre, l’esponente di Forza Italia, ha richiamato l’attenzione della Giunta e della maggioranza sul fatto che, «anche in conseguenza della cancellazione del vecchio art. 12 della legge 4/2009, si determineranno sia un ulteriore vuoto normativo che, potenzialmente, gravi danni a tanti privati che hanno presentato progetti strategici investendo un grande volume di risorse; è prevedibile, quindi, che da tale situazione nascano  contenziosi in sede giudiziaria». Non essendoci iscritti a parlare il presidente ha messo in discussione gli emendamenti.

L’emendamento soppressivo totale 229 è stato respinto dall’Aula e così gli emendamenti 366, 367.

Approvato invece l’emendamento 72 (Francesco Agus e più), soppressivo del comma 3 dell’articolo 30.

Il presidente ha poi messo in votazione il testo dell’articolo 30, che è stato approvato.

L’assessore Cristiano Erriu ha riferito di interlocuzioni tra i gruppi per proporre un emendamento orale sul termine per il posizionamento delle strutture per la balneazione nel caso in cui il Comune non si sia ancora dotato del Piano di utilizzo del litorale.

Il testo recita così: “Le disposizioni regolanti il funzionamento delle strutture a servizio della balneazione in assenza di Pul entrano in vigore dal 31 dicembre 2016. In via transitoria il permesso di costruire per la realizzazione delle strutture può avere durata non superiore a quella della stagione balneare”.

L’on. Pietro Pittalis (Forza Italia) ha chiesto una breve sospensione dei lavori per la verifica dell’emendamento annunciato dall’assessore all’Urbanistica. Alla ripresa, l’Aula ha approvato l’emendamento.

L’on. Roberto Desini (Centro democratico) ha illustrato un emendamento orale sulla certificazione energetica degli edifici e l’on. Carta (Psd’Az) ha chiesto che l’onere sia trasferito in capo ad Area. Sul punto l‘assessore Erriu ha detto: “Non sono in grado di dare un parere positivo per ragioni di copertura finanziaria”. Gli emendamenti sono stati respinti.

Approvato l’emendamento 632 (Giuseppe Fasolino e più) e anche il 93, modificato dal 632 appena approvato.

Il vice presidente Eugenio Lai ha aperto dunque la discussione sull’articolo 31 (abrogazioni) che abroga alcuni articoli di leggi regionali precedentemente approvate, in modo da non creare difformità con le norme comprese nel testo in esame. In particolare l’articolo abroga gli articoli 12, 13 e 14 bis della legge 23 /1985 (norme in materia di controllo dell’attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative), gli articoli principali della legge 4 del 2009, ossia la legge sul Piano casa, e l’art. 17 (disposizioni urbanistiche a favore di portatori di handicap gravi) della legge Finanziaria del 2007 e la legge sul golf ( n. 19/2011).

Per Marco Tedde (Forza Italia) è importante arrivare a un riordino delle norme, soprattutto per quanto riguarda l’articolo 20 (Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive). In particolare, secondo Tedde, non è corretto consentire gli interventi di ampliamento se si ha una struttura entro i 300 metri dal mare e non a chi è oltre i 300 metri. Il consigliere ha annunciato un emendamento orale per creare «una situazione di giustizia formale».

Il vice presidente Lai ha invitato Tedde a formulare il suo emendamento che sarà discusso alla fine dell’articolo. E’ quindi intervenuto Ignazio Locci (Forza Italia) il quale si è detto contrario a quanto previsto dal comma 5, ossia l’abrogazione del parere della Regione per la realizzazione degli edifici in “agro con volumi superiori a 3000 metri cubi”. «Non ci sembra coretto – ha detto – credo che si debbano coordinare meglio le politiche di verifica e controllo».

Per Oscar Cherchi (Forza Italia) si sta eliminando il cuore della legge 4. «Siamo contrari a questo articolo – ha detto – in quanto non condividiamo l’atteggiamento di questo Consiglio regionale, della Giunta e della maggioranza che hanno cambiato il percorso di un Piano casa che ha già dato risultati importanti». Per quanto riguarda il comma 5 ha poi aggiunto: «Non capiamo perché si voglia togliere il controllo della Regione visto che si tratta di insediamenti importanti». Cherchi si è detto contrario all’emendamento orale sulle aree attrezzate, perché non attinente a un articolo abrogativo. In conclusione Cherchi ha espresso giudizio negativo sul comma 4 che abroga la legge sul golf.

D’accordo anche il vice capogruppo di Forza Italia, Alessandra Zedda: «L’articolo 31 abroga il più importante articolo della legge 4 che ha avuto con un impatto socioeconomico importante». Per Zedda: «Creiamo un vuoto normativo, lascerete il territorio privo d’indirizzo e creerà dei problemi per chi ha già sostenuto piani strategici già concordati con i comuni». L’esponente di minoranza ha rivolto poi un appello all’assessore Erriu affinché intervenga per concedere alle attività che si trovano sul litorale di Cagliari di avere il tempo di realizzare i necessari adeguamenti al Pul. La Zedda ha spiegato che il Pul impone l’immediato adeguamento, senza deroga, con investimenti immediati in un momento di difficoltà economica come quello che sta attraversando tutta la Sardegna, Cagliari compresa.

Per Antonello Peru (Forza Italia) «l’articolo 31 all’articolo abroga leggi e articoli della precedente 4. Articoli che davano organicità e qualificavano l’obiettivo della legge 4. Non solo. Abroga una legge intera: la legge 19, la legge sul golf, una legge che non ha avuto seguito e che viene abrogata per un pregiudizio ideologico». Poi i dati. «Il turismo golfistico nel mondo cresce dell’8 per cento – ha spiegato Peru –  e genera 40 miliardi di euro grazie a 70 milioni di golfisti. C’è un contenitore che già esiste e dove la Sardegna poteva e può entrare per le condizioni climatiche favorevoli e la posizione geografica dell’Isola». Peru ha poi aggiunto: «Il golfista consuma 4 volte di più del turista medio e si trattiene 7 giorni contro i 4 medi, in Spagna genera 3 miliardi di euro di fatturato. Questi sono i numeri importanti – ha continuato – che la Sardegna poteva auspicare, con una destagionalizzazione turistica importante». Si tratta, ha detto Peru «di una legge che poteva veramente generare ricchezza in un territorio che soffre. Una legge che rispettava l’ambiente. L’abrogazione della legge esprime la volontà di andare contro la Sardegna e i sardi. Noi quindi siamo contrari».

Il presidente Ganau ha chiuso la discussione generale e aperto le votazioni. Dopo aver approvato il testo dell’articolo, sono stati approvati gli emendamenti aggiuntivi 138 (della Giunta) che dopo il comma 1 aggiunge il comma 1 bis che abroga gli articoli 4 e 5 della legge regionale 1 luglio 1991, n. 20 (Norme integrative per l’attuazione della legge regionale n. 45 del 1989, concernente: Norme per l’uso e la tutela del territorio regionale) e successive modifiche e integrazioni, l’emendamento 630 all’emendamento 113 (Giunta) che aggiunge l’articolo 31 bis. Disposizioni transitorie in materia di impianti eolici. In particolare questo testo, approvato con 28 voti favorevoli e 18 contrari, prevede che: “1. Nelle more della revisione del Piano paesaggistico regionale, conformemente ai principi espressi dalla Corte Costituzionale, secondo cui nella localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili non è consentito adottare misure volte a precluderne in maniera generalizzata la realizzazione, non trova applicazione l’articolo 112, secondo comma, delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale primo ambito omogeneo. 2. La Giunta regionale approva, entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, una deliberazione contenente l’individuazione delle aree e dei siti non idonei all’installazione degli impianti eolici e le linee guida per il loro corretto insediamento”. Il Consiglio regionale ha poi approvato con 43 voti favorevoli e 3 contrari, l’emendamento orale presentato da Antonio Solinas (Pd), presidente della Quarta commissione, a cui ha chiesto di apporre la firma Pietro Pittalis, a nome del gruppo di Forza Italia. Il testo prevede che “al termine dell’articolo 31 è aggiunto il seguente testo: 1. Sono aree di sosta di autocaravan e di caravan omologati a norma delle disposizioni vigenti le aree destinate esclusivamente al parcheggio degli stessi mezzi per un periodo massimo di 48 ore consecutive. 2. Sono aree attrezzate per la sosta di autocaravan e di caravan omologati a norma delle disposizioni vigenti le aree dotate di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario, atti ad accogliere i residui organici e le acque chiare e luride raccolte negli appositi impianti interni di detti veicoli. 3. I comuni, nel rispetto delle norme vigenti e degli atti di pianificazione sovraordinati, individuano e regolamentano all’interno del proprio territorio le aree per la sosta e le aree per la sosta attrezzata di autocaravan e caravan”.

L’Aula è quindi passata all’esame dell’articolo 32 (disposizioni finali ed entrata in vigore) e i relativi emendamenti.  

Acquisiti i pareri di Commissione e Giunta, il presidente Ganau ha aperto la discussione.

Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori, ha duramente criticato la scelta di Giunta e maggioranza di cancellare “con un atto violento” la legge sul Golf, approvata nella precedente legislatura.  «Non avete avuto la capacità di ascoltare con il cuore le sollecitazioni e i suggerimenti che sono arrivati dalla minoranza, non avete mostrato interesse agli indirizzi progressisti per uno sviluppo serio dell’Isola. La cancellazione della legge sul golf è un misfatto».

Per Ignazio Locci (Forza Italia), il Dl 130 riapre la possibilità di realizzare impianti ad energia rinnovabile, parchi eolici e serre fotovoltaiche. «Alcune forze politiche che hanno attaccato il Governatore oggi votano per la riapertura di parchi energetici da fonti rinnovabili in deroga al Piano Paesaggistico regionale – ha detto Locci – è doveroso sottolinearlo. Ora rimane il nodo delle direttive che la Giunta dovrà approvare. Speriamo che, nel rispetto delle regole del libero mercato, non si apra la strada a speculatori senza scrupoli».

Gigi Ruggeri (Pd) ha invece difeso l’impianto della legge. «E’ una norma che va verso la semplificazione – ha detto Ruggeri – la differenza rispetto al precedente Piano Casa è data dai limiti di costruzione nell’agro e dal divieto di edificare entro i 300 metri dal mare. Altro punto qualificante è il limite assoluto agli incrementi volumetrici dentro l’edificato».

Ruggeri ha poi riconosciuto la «funzione anticrisi» svolta dal Piano Casa negli ultimi anni denunciandone però limiti evidenti: « l’operazione andava regolamentata per impedire casi come quello dell’Auchan di Sassari che ha realizzato un incremento volumetrico di 17000 mq».

Il consigliere del PD ha poi criticato l’atteggiamento ostruzionistico dell’opposizione manifestando la necessità di una modifica del Regolamento interno. Occorre trovare una sintesi che garantisca l’opposizione ma, allo stesso tempo, permetta alla maggioranza di andare avanti nel suo programma di Governo».

Durissima la replica del capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis. «Non si può tollerare l’atteggiamento di chi è stato silente per tutta la discussione della legge e poi si alza per fare la morale su come si lavora in Aula. L’on. Ruggeri non riuscirà mai a mettere il bavaglio a questa opposizione».

Pittalis si è detto contrario a una modifica del Regolamento interno. «Lo si vuole cambiare per non farci parlare e per far approvare le nefandezze che avete fatto passare con questa legge (deroghe al PPR, ritorno all’eolico). Tollero tutto ma non che ci si limiti nell’esercizio della democrazia». 

Il presidente Ganau ha invitato tutti i consiglieri a mantenere toni più bassi. «Siamo alla conclusione di un iter che ha garantito il confronto tra le parti – ha sottolineato il presidente del Consiglio – tutti hanno svolto il proprio ruolo nel modo migliore».

Ganau ha quindi messo in votazione l’emendamento soppressivo totale n.231 che è stato respinto dall’Aula. Bocciati anche gli emendamenti soppressivi parziali n.380 e 381.

Si è quindi passati alla votazione del testo dell’art. 32 che ha ottenuto il via libera con 28 voti a favore e 17 contrari.

Successivamente sono stati presentati due emendamenti orali, uno da parte della Giunta e un altro da parte del consigliere Marco Tedde (Forza Italia).

L’emendamento dell’esecutivo, illustrato dall’assessore Cristiano Erriu, modifica l’art 11 del Dl 130 e stabilisce che “in ogni caso di mancato rispetto dei tempi per il rilascio del permesso di costruire si forma il silenzio inadempimento e l’interessato può avanzare istanza alla direzione generale competente in materia urbanistica della Regione per l’intervento sostitutivo”. La correzione – ha detto Erriu – serve a rendere più fluida l’applicazione della norma. L’emendamento orale all’art. 11 Giunta è stato approvato con 28 voti a favore.

Bocciato invece l’emendamento orale dell’on. Tedde (25 contrari, 21 a favore) che chiedeva una modifica dell’art 20 per consentire agli alberghi che hanno pertinenze entro e oltre i 300 metri dal mare di realizzare strutture per servizi.

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia), preannunciando il voto contrario, ha detto che «l’opposizione ha provato a contrastare le tante oscenità che contiene e qualcosa è stata modificata grazie al nostro apporto, piccoli miglioramenti che però non possono giustificare un parere positivo; la maggioranza ha messo le lancette dell’orologio indietro di tre anni, lo pensiamo noi e lo pensano l’opinione pubblica, il modo del lavoro e delle categorie produttive». Spero, ha aggiunto Cherchi, «che non si parli ancora di tasselli e che la maggioranza si assuma le proprie responsabilità per non aver approvato quelle norme organiche che davvero servono alla Sardegna; basta con le finte genialate, non siete né salvatori della Patria né moltiplicatori di pani e pesci».

Il consigliere Lorenzo Cozzolino (Pd), favorevole, ha sottolineato che la legge «è frutto del laborioso impegno dell’assessore della Giunta e del Consiglio, l’avvio di un processo di riforma complessiva del settore urbanistico, non solo la riscrittura del piano casa ma la prima pietra di un nuovo sviluppo del domani». La nuova legge urbanistica in particolare, secondo Cozzolino, «farà fare un salto di qualità al settore nel segno della sostenibilità; la Sardegna vive un momento difficilissimo in cui bisogna andare oltre l’emergenza per esprimere ogni potenzialità di sviluppo, attraverso la riduzione del consumo del territorio nel rispetto delle vocazioni per evitare danni incommensurabili». Abbiamo un grande patrimonio che vogliamo conservare, ha concluso il consigliere del Pd, «valorizzando tradizione e modernità, una progettualità pubblico privata per rilanciare i nostri centri storici e l’agro con criteri di efficienza, sicurezza, superamento barriere architettoniche».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi), contrario, ha citato in apertura alcuni dati economici, evidenziando che «la Sardegna è dietro alla Romania ed alla Bulgaria con il Medio campidano che è perfino dietro la Grecia, i nostri giovani vanno fuori e imprese portano i libri in tribunale, la gente pensa che politici sono tutti ladri ed incapaci». Per queste ragioni, ha proseguito Cossa, «ci voleva una risposta diversa che riconoscesse l’importanza dell’edilizia in Sardegna e rilanciasse davvero il settore». Semplicemente, ha precisato esponente dei Riformatori, «sarebbe bastato semplificare il ginepraio di norme che soffoca la materia; la maggioranza ha messo questa legge prima di quella sugli enti locali e sulla sanità pensando di fare una grande legge sull’edilizia, invece ha messo in  piedi un apparato che sembra fatto apposta per complicare la vita delle persone, non per i passaggi sui 300 metri o per il grave errore della soppressione della legge sul golf o sull’agro, ma perché è infarcita di pasticci».

Il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia), favorevole, ha ricordato che «la legge ha iniziato il suo percorso il 13 marzo, causalmente nello stesso momento dell’elezione di Soru che ha aleggiato a lungo in quest’Aula, forse immeritatamente perché alla fine la responsabilità è tutta dei consiglieri, mentre l’assessore ha tentato stoicamente di superare certi limiti del dibattito consiliare introdotti per colpa della maggioranza». Nel merito, ad avviso di Locci, «c’è stata molta propaganda per mandare messaggi ambientalisti all’esterno, ma la legge non servirà a questo e nemmeno a rilanciare il settore dell’edilizia in Sardegna, senza dimenticare la gravissima complicazione delle procedure tanto è vero che nell’entrata a regime della norma emergeranno grandissime difficoltà di applicazione».

Il consigliere Rossella Pinna (Pd) ha detto di essere «una di quelle silenti di cui ha parlato Pittalis ma condivido con accenti diversi le preoccupazioni di Ruggeri perché molto spesso i lavori dell’Aula hanno restituito ai Sardi l’immagine di una casta chiusa dentro il palazzo, di un Titanic dove si continua a suonare mentre il mondo crolla; alcune parti della legge sono state positivamente condivise e tuttavia non appare più differibile intervenire sul regolamento sia per snellire i lavori Consiglio che per dare alla Sardegna le riforme di cui ha bisogno». Il punto più qualificante della legge, a giudizio della Pinna, «è che si abbandona il concetto conosciuto di piano casa per affermare una nuova idea di agro e paesaggio con limite dei 300 metri, e la densificazione dell’esistente, si traccia un confine e si disegnano i tratti principali di una nuova urbanistica organica e di un testo unico sull’edilizia, nell’ottica di un processo di semplificazione che i cittadini attendono».

Il consigliere Paolo Truzzu (Fdi-Sardegna), contrario, ha fatto una sorta di bilancio del mese di lavoro del Consiglio, mettendo in evidenza che «nonostante la maggioranza si lamenti del tempo perso in realtà l’opposizione ha svolto un ruolo utilissimo; i continui emendamenti dimostrano che legge era pasticciata e non aveva fatto il giusto percorso in commissione». Il testo, ha continuato Truzzu, «è stata migliorato in alcuni punti, gli stessi rilevati da ampi settori dell’opinione pubblica, in altre parole siamo arrivato ad un piatto forse un po’ più digeribile ma non è quello che interessa ai sardi; l’immagine del Titanic che qualcuno ha evocato regge fino ad un certo punto perché all’esterno, invece, molti si sono resi conto dell’inutilità di questa legge perché aumenta la burocrazia, frutto dell’atteggiamento di chi non vuole ascoltare chi sta fuori e nemmeno chi ha dato il consenso al centro sinistra».

Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia), contrario, ha affermato che «il percorso tormentato della legge non è attribuibile all’opposizione ma al fatto che il testo è nato male e gestito peggio dalla maggioranza; ne è venuto fuori un prodotto contraddittorio, lo pensano anche alcuni della maggioranza salvo poi votarla come ha fatto il consigliere Sale». Nel merito, ha osservato Tedde, «è piena di errori macroscopici a cominciare dalla mancata proroga della legge 4/2009 che avrebbe rappresentato il miglior ponte verso la legge urbanistica, rivendichiamo comunque alla nostra parte il miglioramento alcuni aspetti francamente ottusi come quello contro gli alberghi oltre i 300 metri, e siamo sicuri che la Sardegna ha capito e capirà ancora di più dopo la pubblicazione della legge».

Il consigliere Alessandra Zedda, sempre di Forza Italia, ha paragonato la legge alla favola della volpe con la pancia piena per affermare che «la legge avrà pesanti ripercussioni negative per la stessa maggioranza che l’ha voluta, mentre l’opposizione rivendica il merito dei miglioramenti ottenuti in coerenza con le domande espresse dalla società sarda».

Il consigliere Antonello Peru, anch’egli di Forza Italia, si è detto «convintamente contrario ad una legge senza corpo, senz’anima e  senza cuore, che non rilancerà il settore, non riqualificherà il patrimonio edilizio, non riordinerà il tessuto urbanistico, frenerà la corsa all’efficienza energetica dei fabbricati, vanificherà i risultati ottenuti dal piano casa con circa un miliardo di investimenti privati». La verità, ha sostenuto Peru, «è che non avete sentito i sardi, salvo qualche suggerimento, solo per un pregiudizio ideologico, dimenticando che l’ambiente non è appannaggio del centro sinistra, come ha dimostrato la recentissima vicenda della centrale di Fiumesanto».

Il consigliere Giuseppe Fasolino, Forza Italia, annunciando il suo voto contrario ha dichiarato che, anche a livello personale, si è impegnato a fondo per migliorare la legge «ed in effetti rispetto a come era arrivata in Aula è migliorata; vuol dire che da parte nostra non c’era ostruzionismo ma un invito alla riflessione, invito che perfino qualcuno della maggioranza ha mostrato di raccogliere ed anche l’assessore ha mostrato una certa capacità di ascolto». Tuttavia, ha concluso Fasolino, «restiamo convinti che la strada maestra per rimettere in moto l’economia della Sardegna fosse quella di prorogare il vecchio piano casa per arrivare in tempi brevi ad una nuova legge urbanistica».

Per l’on. Luigi Lotto (Pd) “il voto favorevole a questa legge deriva da tante considerazioni, la prima delle quali è stata la necessità di approvarla perché si erano create le condizioni. La nostra risposta non è stata la semplice proroga del Piano casa ma anche ad altre esigenze che la Sardegna ha. Certo, mancano ancora le risposte fondamentali sul futuro dell’urbanistica sarda. Avremo occasione per discuterne e per dare risposte più puntuali”.

Invece, per l’on. Stefano Tunis (Forza Italia) “vale la pena di ricordare che avevamo detto che non sarebbe stata una buona legge. Infatti, grazie al duro lavoro di questa assemblea la legge è sensibilmente migliorata anche grazie all’apporto non secondario di regia dell’assessore e grazie al lavoro dell’opposizione. Non era chiusa in questo palazzo la casta ma in un appartamento qui nei pressi, con le tapparelle abbassate. Ogni volta che potete voi manifestate un atto di sudditanza totale alla classe burocratica e accademica che vi comanda. Avete scelto di essere dei piccoli interpreti”.

L’on. Cesare Moriconi (Pd) ha detto: “E’ evidente che su questa materia i due schieramenti la pensano diversamente, facciamocene una ragione. Questa legge raggiunge un equilibrio possibile su temi delicati e ci porta all’obiettivo del rilancio del comparto edile e della riqualificazione del patrimonio immobiliare della Sardegna, seguendo anche l’obiettivo dell’efficienza energetica. Insomma, una legge che risolve tanto, non consuma suolo e non compromette comunque nulla”.

L’on. Giuseppe Meloni (Pd) ha sostenuto che “non da questa legge possiamo aspettarci molti risultati, serve per tenere a galla un settore dell’economia. Ma tutti ci attendiamo qualcosa di importante dalla nuova legge urbanistica e in particolare una nuova disciplina delle zone F e dell’adeguamento dei Puc al Ppr”.

Secondo l’on. Modesto Fenu (Zona franca) “questa è una legge tecnica migliorata dal contributo dell’opposizione. Se questa legge fosse rimasta un po’ di più in commissione non sarebbe stato male. Imparate ad ascoltare i portatori di interesse che stanno qui fuori: sono tutti preoccupati”.

Per l’on. Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) “in questo mese e mezzo di dibattito sul Piano casa sono emerse tante indicazioni utili ma molto si è perso per strada”. Invece, l’on. Dedoni (Riformatori) ha detto che “se questo è il concetto base che porta a compimento l’azione politica siamo in piena contraddizione”.

Ha quindi preso la parola il presidente della Commissione Urbanistica Antonio Solinas che, in premessa, ha ringraziato la minoranza per il lavoro svolto in Commissione e in Aula.

Solinas ha difeso la legge e si è detto convinto che molte critiche cadranno una volta che la norma entrerà a regime. «Non è una legge contro i cittadini – ha detto Solinas – viviamo vicino alla gente e conosciamo i problemi». Poi, rispondendo al capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha detto che sull’eolico non si è cambiata idea ma «c’è solo il rispetto della sentenza europee». Riguardo alla legge sul golf, Solinas ha infine ricordato che il centro sinistra ha sempre avversato il provvedimento: «crediamo che non abbia prodotto nulla e per questo andava cancellata».

Roberto Desini, capogruppo del Centro Democratico, si è detto dispiaciuto per la mancata approvazione della legge entro il 31 dicembre dello scorso anno.  «Forse sarebbe stato meglio prorogare il Piano Casa per approfondire meglio alcune tematiche e garantire il pieno coinvolgimento degli Enti Locali – ha rimarcato Desini – voteremo a favore perché siamo parte integrante della coalizione ma per leggi così importanti serve una riflessione più approfondita».

Desini ha poi ricordato le diverse posizioni del Centro Democratico, rispetto alla maggioranza, sulle costruzioni nell’agro e gli incrementi volumetrici in Zona F. «Abbiamo un’idea chiara – ha detto il capogruppo del Cd – per spirito di coalizione ci siamo adeguati. Nella prossima legge urbanistica servirà un atteggiamento diverso da parte della maggioranza».

Angelo Carta, capogruppo del Psd’Az, dopo aver annunciato il suo voto contrario si è detto convinto che solo il tempo potrà consentire di dare un giudizio definitivo sulla legge. Carta ha poi bocciato la proposta di modifica del Regolamento interno: «non serve cambiare le regole,  è necessario invece rendere più rapida l’azione di governo della Giunta regionale».

Secondo Daniele Cocco (Sel) non sarà questa la norma che dirimerà i problemi dello sviluppo della Sardegna.  «La speranza è che la prossima legge urbanistica dia l’input allo sviluppo. Il paesaggistico è stato aggredito in passato da scelte politiche scellerate». (Psp)

E’ poi intervenuto il capogruppo di Assemblea popolare, Gianluigi Rubiu, secondo il quale il Dl 130 inserisce solo limiti e restrizioni, «è un attacco all’economia sarda e colpisce settori trainanti come edilizia, turismo, servizi e agricoltura». Rubiu ha poi aggiunto: «La vostra visione, incentrata sulle limitazioni e sui vincoli, non vi ha permesso di pensare al futuro, nonostante i nostri continui tentativi di miglioramento della legge. Ci teniamo a ribadire  – ha concluso – che ambiente e paesaggio sono per noi risorse fondamentali, ma servono anche strutture e servizi per poterle fruire».

Il capogruppo del Pd, Pietro Cocco, ha definito la legge migliorativa rispetto al precedente Pieno casa. «Annuncio il voto favorevole mio e del gruppo del Pd. Stiamo votando una legge per l’edilizia, che è una legge di passaggio tra il vecchio piano casa e la nuova legge urbanistica che stiamo preparando e che arriverà in aula entro la  fine dell’anno».

Per il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis «alcuni colleghi della maggioranza hanno cercato di giustificare il loro voto a favore, altri hanno puntato il dito contro il ruolo dell’opposizione. Vi ricordo che il presidente del centrosinistra a vinto le elezioni, ma i partiti del centrodestra hanno preso più voti rispetto a quelli del centrosinistra e non siamo qui soltanto a fare da spettatori perché noi rappresentiamo la maggioranza dei sardi». Pittalis ha poi aggiunto: «Con questa legge avete perso l’occasione di rilanciare un settore, quello edilizio, fatto per la maggior parte da piccoli artigiani. Avete perso la possibilità di dare risposta ai sardi». Per l’esponente della minoranza «questa legge serve a creare un danno e una mole di contenziosi. Poi non lamentiamoci».

Il presidente Ganau ha poi dato la parola all’assessore Cristiano Erriu: «La Giunta e io personalmente abbiamo avvertito da subito le difficoltà di raggiungere un equilibrio tra le tante esigenze che emergevano dai diversi territori, enti, associazioni e cittadini. Quella raggiunta con il DL 130 è la soluzione migliore possibili». E ha aggiunto: «Non ci sono valori moderati, ma un’azione politica decisa per moderare il conflitto e lo scontro alla ricerca di un interesse generale e del bene comune. Si tratta di una legge equilibrata che vuole dare risposte». Erriu ha poi concluso: «Do atto all’opposizione di aver fatto da pungolo e da supporto e quando ho ritenuto ragionevole la proposta l’ho accolta».

Concluse le dichiarazioni di voto ha chiesto la parola il consigliere Alessandra Zedda, Forza Italia: «Colgo l’occasione, vista la presenza del presidente, per manifestare forte preoccupazione in ordine alle notizie sulla possibilità di trasferire nella nostra Isola una parte degli immigrati sbarcati stamattina. Sono state già state avvertite le Asl. La Sardegna non è in grado di accoglierli».

Il presidente Ganau ha aperto la votazione finale sulla legge che è stata approvata con 33 voti favorevoli e 18 contrari.