22 September, 2026
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Recentemente la Conservatoria delle Coste, con la collaborazione dell’assessorato regionale alla Difesa dell’Ambiente, ha avviato una campagna informativa per raccontare il valore della posidonia oceanica e degli habitat costieri, cambiare la percezione delle banquette sulle spiagge e coinvolgere Comuni, scuole e cittadini nella conoscenza e nella tutela della costa. Un’iniziativa lodevole, che parte dal presupposto di sgomberare il campo dai cosiddetti falsi miti (a partire dal fatto che viene erroneamente definita alga, quando si tratta invece di una vera e propria pianta) ridando dignità a un elemento della natura che, nella migliore delle ipotesi, viene invece percepito come rifiuto.

Un progetto che per i comuni costieri come Sant’Antioco non può che essere accolto come un fatto positivo, necessario. Se non fosse che nel sito dedicato all’iniziativa www.nonsonounalga.org, sono presenti alcune informazioni, sotto forma di risposte alle domande più frequenti, che sollevano qualche dubbio e interrogativo sulle nuove direttive di gestione della posidonia che presto verranno emanate dalla Regione Sardegna, andando a sostituire e/o integrare quelle attualmente in vigore. Il 30 luglio scorso, infatti, la Giunta Regionale ha approvato la delibera contenente gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020. Contestualmente, è partita la campagna informativa “Non sono un’alga”, che ha visto il coinvolgimento di molteplici Comuni della Sardegna.

«Quando ho letto la delibera di approvazione degli indirizzi e successivamente il sito “Alga a chi?”commenta il sindaco Ignazio Loccimi sono immediatamente chiesto: arriveranno forse nuove direttive che renderanno non più possibili gli interventi di spostamento in situ? Attualmente, infatti, così come da anni fa il nostro Comune, la posidonia abbancata sulle spiagge viene collocata temporaneamente in punti di accumulo prossimi alla battigia concordati con il Corpo Forestale per poi essere ricollocata in autunno sulla stessa battigia, facendo in modo che il mare e la natura facciano il loro corso. Una procedura a cui adempiamo con rigorosa attenzione e che ci consente di rendere i litorali fruibili durante la stagione balneare e di preservare la spiaggia con il riposizionamento degli accumuli tra ottobre e novembre, così come previsto dalle attuali direttive. Tuttavia, leggendo alcune sezioni del sito “Alga a chi?” ho avvertito il timore che questa procedura possa essere presto superata. Mi riferisco, in particolare, alle sezioni: «Toglierla rende la spiaggia più bella». Risposta: “Più bella per qualche settimana, più piccola per sempre. Un solo metro cubo di banquette trattiene circa 40 kg di sedimento: quando mi si porta via, quella sabbia se ne va insieme a me. E la battigia resta esposta alle mareggiate dell’inverno successivo”. In realtà non è esattamente così, per molteplici ragioni, la prima delle quali è che quella posidonia (non rimossa, bensì spostata temporaneamente) viene poi riposizionata in autunno, consentendo alla natura di fare il suo corso e di riportarla in mare insieme alla sabbia. Sottolineo, peraltro, che la nostra spiaggia maggiormente esposta, Coa Cuaddus, sulla quale si concentrano principalmente gli interventi di spostamento, durante l’inverno assume dimensioni notevoli, protendendosi verso il mare anche di 10-15 metri aggiuntivi rispetto alle “dimensioni estive”. Sono poi le mareggiate primaverili ed estive con i venti provenienti dai quadranti Sud che si riprendono la spiaggia e lasciano montagne di posidonia, rendendo l’arenile difficilmente accessibile. E non sto qui a specificare cosa significhi per una destinazione turistica come la nostra gestire i flussi con un arenile, il più grande, non adeguato all’accoglienza di locali e visitatori, che si riversano su altre spiagge isolane, creando sovraffollamento e danni persino maggiori. Altra sezione “dubbia”: «Lasciarla in spiaggia danneggia il turismo». Risposta: “Il danno vero al turismo è la spiaggia che si accorcia. In Sardegna le coste in arretramento superano ancora quelle in avanzamento, e dove il litorale è stato recuperato lo si è fatto con ripascimenti, cioè riportando sabbia a spese pubbliche. Io faccio gratuitamente una parte dello stesso lavoro. Rimuovermi ogni anno significa pagare due volte”. Si continua a parlare di rimozione, quando invece le attuali direttive, come specificato, prevedono altre modalità evidenziate precedentemente. Infine: «Il mio comune la rimuove: cosa posso fare?» Risposta: “La gestione degli accumuli è regolata e spetta alle amministrazioni competenti, che valutano caso per caso: non tutte le rimozioni sono uguali, e alcune prevedono la separazione e il ritorno della sabbia sull’arenile. Se vuoi capire come viene gestita la tua spiaggia, la strada è chiedere al Comune. E parlarne: la maggior parte delle rimozioni nasce dalla convinzione che io sia sporcizia”. Su quest’ultimo aspetto, mi spiace dover sottolineare che il nostro Comune la sposta temporaneamente non perché essendo ignorante in materia la consideri sporcizia, quanto piuttosto perché un elemento temporaneo che rende scarsamente fruibile le spiagge, creando difficoltà di gestione dei flussi turistici e naturalmente anche dei locali che intendono trascorrere le proprie giornate al mare.»

Per il sindaco del comune di Sant’Antioco, dunque, sarebbe opportuna maggiore attenzione comunicativa: «Ben vengano i progetti di educazione ambientale anche noi, nel nostro piccolo, facciamo il possibile anche sul tema della posidonia, ma occorre stare molto attenti e cercare di contemperare tutti gli interessi in campo, evitando una guerra ideologica tra la preservazione delle coste, assolutamente condivisibile e imprescindibile, e la fruizione degli arenili, altrettanto prioritaria».

«Il Piano energetico regionale ha un ruolo strategico, avendo un forte impatto sui territori, perciò per la sua stesura è fondamentale la collaborazione con le Autonomie locali. L’incontro di oggi ha contribuito a chiarire molti dubbi e abbiamo avuto diverse risposte alle domande dei territori e degli amministratori locali.»

Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle Autonomie locali, ha commentato così l’incontro svoltosi questa mattina, nella sede del Cal, con l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani, e con il professor Alfonso Damiano, coordinatore scientifico del Piano energetico ambientale regionale della Sardegna (Pears).

«L’incontro si inserisce nel rapporto istituzionale di collaborazione tra il Cal e la Giunta regionale e le Autonomie locali intendono essere parte attiva dei processi decisionali – ha sottolineato Ignazio Locci –. Anche per garantire che questo strumento di pianificazione e programmazione non solo sia coerente col Piano di sviluppo regionale, ma che lo sia anche con le necessità dei territori e dei cittadini sardi, garantendo l’interesse pubblico generale. Il coinvolgimento dei sindaci rappresenta una garanzia per una tutela piena delle comunità. Ci sono molte aspettative nei confronti di questo Piano e nell’ipotesi di costruzione di una Società energetica sarda. Una multiutility che consenta di raggiungere l’obiettivo finale di ridurre il costo dell’energia per le famiglie sarde. Sarebbe importante anche un coinvolgimento degli enti locali nei ragionamenti per il miglioramento delle infrastrutture di distribuzione.»

Nel dibattito sono intervenuti anche i sindaci Antonino Munzittu (Decimoputzu), Toni Faedda (Olmedo), Federico Sollai (Villacidro), Beatrice Muscas (Samassi), Pietro Carbini (Santa Maria Coghinas), Carlo Lai (Ierzu), Romeo Ghilleri (Nuxis), Marco Pisanu (Siddi), Renato Melis (Esterzili), Umberto Oppus (Mandas), Francesco Lai (Loiri Porto San Paolo) e Fabrizio Demelas (Sorso).

Il primo sguardo va al Medio Oriente. Poi arriveranno le domande sul senso della vita, il giallo sardo, le musiche nate per il cinema, Grazia Deledda percorsa a piedi per le strade, i thriller storici, le vite che cambiano direzione, l’ironia e i gatti.

Dal 20 agosto al 29 settembre torna a Sant’Antioco Aperitivo con l’Autore e per più di un mese i libri escono dalle pagine per entrare nella città.

Nove appuntamenti, con una formula che ogni volta cambia. Si ascolta, si discute, si cammina e si suona. Un’autrice arriva dalla cronaca internazionale, un teologo prende cinque domande enormi e le mette davanti al pubblico, uno scrittore racconta mentre un musicista costruisce intorno alle parole il proprio suono. Poi il teatro, il romanzo storico, il noir, il cozy crime.

La rassegna comincia giovedì 20 agosto alle 20 in piazza De Gasperi con Cecilia Sala, che presenterà I figli dell’odio, edito da Mondadori, in dialogo con la giornalista Claudia Sarritzu.

Sala porta a Sant’Antioco un libro nato dentro uno dei punti più difficili del nostro presente. Israele, Palestina, Iran. Al centro le nuove generazioni, cresciute dentro guerre, radicalizzazioni e conflitti che hanno ricevuto in eredità. Il racconto passa dalle vite prima ancora che dalle mappe geopolitiche: ragazzi e ragazze ai quali la Storia è entrata molto presto nella quotidianità, tra giornalismo sul campo, responsabilità del racconto e domande su ciò che accade quando l’odio riesce a passare da una generazione alla successiva.

Il 4 settembre, alle 20.00, in piazza Italia sarà invece il momento di Vito Mancuso. La serata avrà la forma della lectio. Il punto di partenza sarà Gesù e Cristo, pubblicato da Garzanti, il lavoro nel quale Mancuso raccoglie anni di ricerca intorno al Gesù della storia e al Cristo della fede, distinguendo le due figure per poi cercare una relazione possibile tra loro.

Da lì il discorso si allargherà. Il senso della vita. Il bene e il male. La libertà. La speranza. Il rapporto tra ragione e fede. Cinque domande che appartengono alla filosofia e alla religione e, prima ancora, alla vita di ciascuno. Mancuso le porterà in piazza con quella ricerca che da anni lo colloca nel punto d’incontro fra teologia, filosofia, dubbio e coscienza.

Sabato 5 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi tocca a Flavio Soriga e Matteo Leone con Ballate di guardie e ladri. Breve storia del giallo sardo anni Zero. Qui il racconto passa alla musica. Soriga ripercorre una stagione della letteratura sarda che tra la fine del Novecento e gli anni Duemila ha trovato nel giallo una lingua nuova per leggere l’Isola; Leone accompagna questa storia con il suo repertorio musicale. Nel percorso compaiono alcune delle voci che hanno segnato quella stagione, da Giulio Angioni e Salvatore Mannuzzu a Luciano Marrocu, Giorgio Todde e Marcello Fois.

Il 13 settembre alle 21.00 in piazza Umberto i libri cambiano ancora forma con “Parole in colonna sonora”, spettacolo ideato, scritto e diretto da Giuditta Sireus, con le musiche eseguite dal vivo dall’Ensemble Réunis. Le pagine della letteratura incontrano le colonne sonore dei film che da quelle opere sono nati: romanzo, cinema e musica finiscono così dentro lo stesso racconto. Le parole restituiscono la storia, gli strumenti fanno riaffiorare le immagini.

Il giorno dopo, 14 settembre, alle 20.00, in piazza De Gasperi, Sant’Antioco entra nel tour esclusivo di Marcello Simoni. Lo scrittore bestseller dialogherà con Simonetta Selloni intorno a Delitto di mezzanotte, pubblicato da Newton Compton.

Simoni arriva con numeri che raccontano bene la dimensione raggiunta dalla sua narrativa: oltre due milioni di copie vendute, romanzi tradotti in venti Paesi, il Premio Bancarella conquistato con Il mercante di libri maledetti.

Poi comincia il romanzo. Aprile 1794, Garfagnana. Una notte di tempesta, un maestro di cappella trovato morto in un confessionale, mani e piedi legati, un simbolo sulla fronte. Indagano Vitale Federici e Bernardo della Vipera. Intorno al cadavere prendono posto un manoscritto eretico attribuito all’Ariosto, rituali oscuri e una loggia massonica. È il territorio del thriller storico che Simoni conosce bene, dove documentazione e invenzione devono riuscire a camminare con lo stesso passo.

Il 21 settembre il pubblico si alza dalle sedie. Alle 20 da piazzetta Italo Diana parte “Sui passi di Grazia”, tour itinerante per le vie di Sant’Antioco, seguito dallo spettacolo Grazia: storia di Cosima che inventò il Nobel della compagnia teatrale Il Crogiuolo.

Grazia Deledda diventa così una presenza da seguire fisicamente: la scrittrice, Cosima, la Sardegna dalla quale partì, la lingua che costruì e il percorso che la condusse al Nobel. Per una sera la biografia entra nelle strade e la città diventa parte della narrazione.

Il 24 settembre alle 20 in piazza Italia sarà la volta di Elvira Serra, che presenterà Le voci di Via del Silenzio, edito da Solferino, in dialogo con Giuseppe Diana.

Luca è un giovane giornalista radiofonico e arriva sull’isola di San Giulio per realizzare un podcast. Vuole raccontare madre Maria Benedetta, badessa di un monastero di clausura. Prima di prendere i voti era Giulia Belgioioso, inviata speciale del Corriere della Sera, abituata a inseguire le grandi notizie del mondo. Il giornalista arriva per interrogare lei; poco alla volta saranno le scelte della donna a interrogare lui. Il dialogo entrerà proprio in questa zona del romanzo: le vite che potevano essere, quelle scelte davvero e il momento in cui una decisione cambia tutto.

Venerdì 25 settembre, alle 20.00, in piazza Umberto arriva Simone Tempia con Gran galà con delitto, edito da Garzanti. A dialogare con lui sarà Ciro Auriemma.

La scena è quella di un giallo classico: anni Sessanta, una villa, una contessa, una cena frequentata da aristocratici e personaggi che hanno ottime ragioni per sorvegliarsi a vicenda. Poi qualcuno muore. Tempia prende il meccanismo del delitto in ambiente chiuso e lo porta dentro il proprio mondo narrativo, fatto di ironia, osservazione dei caratteri e gusto per il paradosso, tra il piacere dell’enigma e quello, altrettanto forte, di osservare gli esseri umani quando qualcosa rompe le buone maniere.

L’ultimo appuntamento è martedì 29 settembre, alle 20.00, in piazza Italia. Piergiorgio Pulixi presenterà Il fattore gatto, edito da Marsilio, in dialogo con Giuditta Sireus.

Il libro riporta Pulixi nell’universo del libraio Marzio Montecristo e dentro quel filone cozy crime che con La libreria dei gatti neri ha conquistato un pubblico molto ampio. I gatti sono ormai parte integrante di questo mondo narrativo e il dialogo partirà anche dalla passione dello scrittore per questi animali, dal modo in cui sono entrati nei suoi romanzi e dal rapporto che costruiscono con i personaggi. Una vena più lieve che convive con il lato oscuro del noir che ha reso Pulixi una delle voci italiane più riconoscibili del genere. I suoi libri sono oggi tradotti in dodici Paesi.

La crescita della rassegna trova quest’anno anche un nuovo riconoscimento istituzionale.

«Il finanziamento regionale dice una cosa molto concreta: Aperitivo con l’Autore sta crescendo e questa crescita viene riconosciutadichiara il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci -. Per noi è un risultato importante perché premia una scelta precisa: investire sulla cultura con continuità, costruendo negli anni un festival capace di richiamare autori di primo piano e, insieme, di raccontare Sant’Antioco. Chi arriva per un incontro incontra anche le nostre piazze, percorre le vie del centro, scopre la storia, l’archeologia, il paesaggio e una comunità. È questo il valore che vediamo in un progetto culturale maturo: la capacità di produrre conoscenza in due direzioni, portando il mondo a Sant’Antioco e Sant’Antioco nel mondo. Il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna ci permette di consolidare questo percorso e di guardare avanti con maggiore forza.»

Un festival, dunque, che cresce anche attraverso il rapporto con i luoghi. Piazza De Gasperi, piazza Italia, piazza Umberto, piazzetta Italo Diana e le vie di Sant’Antioco diventano parte della programmazione e accompagnano il pubblico da un incontro all’altro.

«Aperitivo con l’Autore porta la cultura dentro la vita quotidiana di Sant’Antiocoaggiunge Luca Mereu, assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antioco . Le piazze e le strade diventano luoghi nei quali incontrare persone, idee e storie che arrivano da mondi diversi. Dal giornalismo alla filosofia, dalla narrativa alla musica e al teatro, questa edizione parla a pubblici differenti e costruisce occasioni di conoscenza. Il contributo regionale ci consente di dare continuità a questo lavoro e di farlo crescere mantenendo al centro la qualità della proposta. La cultura diventa così anche uno strumento attraverso il quale una comunità racconta se stessa e offre a chi arriva un motivo in più per conoscere Sant’Antioco.»

Aperitivo con l’Autore – Festival Letterario Indipendente è un progetto del Comune di Sant’Antioco, realizzato in collaborazione con il Club di Jane Austen Sardegna, con il contributo e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport.

Per Giuditta Sireus, direttrice artistica e manager culturale, costruire una rassegna significa lavorare sulle relazioni fra persone, contenuti e linguaggi: «Un programma nasce molto prima della successione dei nomi. Bisogna chiedersi perché una voce serva proprio adesso, quale pensiero può mettere in moto e che cosa può accadere tra chi parla e chi ascolta. Cecilia Sala ci porta dentro una storia che si sta ancora scrivendo. Con Mancuso affronteremo domande che appartengono all’uomo da sempre. Poi il giallo suonerà, Deledda si percorrerà a piedi, la letteratura incontrerà il cinema attraverso la musica. Anche la scelta degli interlocutori fa parte di questo lavoro: un dialogo riuscito può aprire nel libro una strada che da soli avevamo letto diversamente. È questo che cerco nel mio lavoro di direttrice artistica e manager culturale: creare le condizioni perché dall’incontro nasca qualcosa che prima non c’era».

“Navigantes – La carovana dell’identità”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria Carta che porta i suoni, i canti, le musiche, i balli e i colori degli abiti tradizionali della Sardegna nelle comunità sorelle, per il 2026 farà tappa a Sant’Antioco, domenica 4 ottobre. Si tratterà della quarta edizione dopo quelle già organizzate a Barcellona nel 2023, a Bonifacio in Corsica nel 2024 e a Carloforte nel 2025. Una formula che sarà riproposta anche stavolta, con un’altra “invasione pacifica” di centinaia di sardi che attraverseranno in sfilata il centro di Sant’Antioco. Parteciperanno gruppi in abito tradizionale dei diversi territori della Sardegna, le maschere dei Mamuthones e Issohadores della Pro loco di Mamoiada, i suonatori degli strumenti della tradizione, come le launeddas e gli organetti diatonici, i canti a tenore e le voci femminili, insieme ai Tamburini di Oristano. Non mancheranno i gruppi antiochensi.

Questa mattina (giovedì 6 agosto) l’edizione del 2026 di “Navigantes” è stata presentata ai media nella sala consiliare del Comune di Sant’Antioco. Sono intervenuti il sindaco Ignazio Locci, Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, e Luca Mereu, assessore comunale della Cultura. Hanno partecipato le associazioni locali che hanno garantito la massima disponibilità per la buona riuscita dell’evento.

«Il nostro viaggio continua: riproponiamo “Navigantes” con rinnovato entusiasmo per il quarto anno – dichiara Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta -. Anche in questa occasione vogliamo rafforzare il legame tra due isole che condividono condizioni storiche e culturali. Ci sono elementi caratteristici come la musica, gli scambi turistici e, come ho già detto in occasione delle scorse edizioni, anche i rapporti tra i giovani che costituiscono quel ponte in grado di generare nuove e stabili relazioni. Tutto questo in un contesto sempre più europeo.»

Stavolta i legami sono davvero stretti, anche da un punto di vista linguistico. E non bisogna dimenticare che il patrono della nostra regione è proprio Sant’Antioco.

«Insomma, andiamo su un’altra isola ma rimaniamo in Sardegna. Con l’auspicio che il prossimo anno si possa portare Navigantes a La Maddalenaprosegue Leonardo Marras -. Sin dalla prima edizione di Navigantes, quale simbolo di viaggio dei sardi, abbiamo utilizzato l’immagine di una navicella nuragica, rinvenuta nel territorio di Bultei nel 1949 ed esposta al Museo Archeologico di Cagliari.»

Viaggiare, questo il messaggio dell’iniziativa, ha adesso un significato particolare. I nostri nonni e bisnonni raggiungevano luoghi lontani, in cerca di lavoro e fortuna. La Fondazione Maria Carta, oggi, porta più semplicemente la cultura popolare, le tradizioni della Sardegna, per un confronto con l’altro, che mai va inteso come un ostacolo. La diversità, anzi, significa arricchimento.

«Il progetto “Navigantes” incarna la visione del viaggio che non è soltanto geografico, ma soprattutto culturale e umano, nel quale costumi, musiche, canti, danze e tradizioni diventano strumenti di incontro, conoscenza reciproca e valorizzazione dell’identità collettiva commenta il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci -. La nostra è una terra di antiche civiltà e di secolari tradizioni, crocevia di popoli e culture nel cuore del Mediterraneo e quindi non possiamo che condividere pienamente questi valori. Per tale motivo, riteniamo che ospitare “Navigantes 2026” rappresenti un’importante occasione di crescita culturale e di promozione del nostro territorio, oltre che un momento di grande partecipazione per tutta la comunità.»

«Ogni paese, ogni territorio della Sardegna ha una storia diversa da raccontare, un costume, una musica, una lingua, un’identità che lo rende unico. E la cosa più bella è che questa diversità non ci divide: ci rende più ricchiaggiunge Gianluca Mereu, assessore comunale della Cultura -. Navigantes nasce proprio per questo: per farci incontrare e riscoprire attraverso i tanti gruppi che sfileranno. Ognuno porterà un pezzo della propria terra e, tutti insieme, ci ricorderanno che la Sardegna è una sola, ma ha mille anime. E siamo davvero felici che il prossimo appuntamento di questo viaggio sia proprio a Sant’Antioco, il 4 ottobre, dove avremo l’onore di accogliere tutte queste straordinarie espressioni della nostra identità.»

Nell’ambito delle celebrazioni del primo agosto in onore del patrono di Sardegna, questa mattina il sindaco Ignazio Locci ha ricevuto nel municipio due valenti artisti che hanno donato al comune di Sant’Antioco altrettante opere celebrative del culto del Santo Mauritano: una statua in terracotta e un dipinto su travertino. Gli artisti hanno così voluto omaggiare il Santo medico arricchendo l’iconografia che, declinata in diverse espressioni, è già presente nel Palazzo comunale.

Gli artisti, come hanno raccontato questa mattina, sono entrambi intimamente legati al Santo e alla sua città: Enrico Schirru, autore della statua, è originario di Sant’Antioco e da anni è emigrato nella città di Bologna, dove pratica la sua arte scultorea, mentre Maria Rosaria Esposito, di Napoli, da sempre ha eletto Sant’Antioco a sua città del cuore, dove peraltro trascorre le sue vacanze. La donazione dell’artista partenopea si è inserita nel progetto avviato in occasione de “Sa Festa Manna”, che prevedeva la realizzazione di due statue originali raffiguranti Antioco nel rispetto dell’iconografia tradizionale, con l’intento di offrire una reinterpretazione artistica unica e originale. La prima statua è stata realizzata dall’artista Jacopo Scassellati e consegnata alla città nei giorni della festa che si celebra quindici giorni dopo Pasqua. Quest’oggi, invece, in occasione dei festeggiamenti del primo agosto, giorno della dedicazione della Basilica, è stato il turno di Enrico Schirru, che ha offerto la sua rappresentazione di Antioco richiamando tutti i simboli identitari del Santo venuto dal mare. Non a caso, il simulacro si erge su un “ciu”, ovvero la barca tipica antiochense, mentre il Santo è accostato alla palma del martirio e tiene tra le mani il libro della medicina con inciso il bastone di Asclepio e il Vangelo raffigurante un pesce, simbolo di Gesù. Nel basamento, invece, è presente lo stemma del Comune di Sant’Antioco su ogni facciata e, giacché Patrono di Sardegna, anche i Quattro Mori.

«Ringrazio i due artisti per la dedizione e la passione con cui hanno realizzato queste due operecommenta il sindaco Ignazio Loccisi tratta di due donazioni, dunque frutto del loro rispettivo amore per il nostro patrono e per Sant’Antioco.»

Da opportunità concreta per le famiglie dei Comuni del Sulcis, i voucher a sostegno della conciliazione tra vita privata e vita lavorativa previsti nel JTF rischiano di trasformarsi in occasione mancata a causa dell’inerzia dell’assessorato regionale al Lavoro, al quale il territorio del Sulcis Iglesiente chiede un intervento tempestivo per la conclusione del procedimento.

Nell’ottobre del 2025, infatti, si chiudeva la prima fase di uno strumento di attuazione del Programma Nazionale JTF 2021-2027 – Piano Territoriale Sulcis Iglesiente (con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro) ovvero l’avviso pubblico che aveva l’obiettivo di creare un Catalogo di fornitori di servizi dedicati a lavoratrici e lavoratori impegnati in un percorso di formazione professionale o, ancora, agli inoccupati e privi di impiego impegnati in attività di cura e assistenza di figli minori di 18 anni o familiare disabile. In particolare, l’obiettivo era quello di contribuire al miglioramento dei servizi sociali ed economici, garantendo il principio dell’uguaglianza, dell’inclusione e della non discriminazione tramite processi di sviluppo territoriale nelle aree del Sulcis Iglesiente, caratterizzate da dinamiche di spopolamento, denatalità e invecchiamento della popolazione.

Il procedimento, rintracciabile al link https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/175403498227382 risulta “In svolgimento”, ma va evidenziato che la prima fase è scaduta nel lontano 13 ottobre del 2025.

«Ad oggipuntualizza il sindaco del comune di Sant’Antioco, Ignazio Locci nonostante la prima fase dell’avviso pubblico si sia conclusa 9 mesi addietro, tutto tace: siamo ormai in attesa da quasi un anno che venga pubblicato il catalogo dei servizi standard per i quali abbiamo notizie siano stati già da tempo definiti i costi standard. A questo, dovrebbe seguire la pubblicazione dell’avviso per l’erogazione dei voucher. Le famiglie del Sulcis, intanto, restano in attesa. Si tratta di una misura importantissima, un’opportunità concreta, basti pensare che si tratta di voucher per servizi di asili nido e micronidi; di baby-sitting e baby parking; centri di aggregazione per ragazzi e adolescenti; servizi di supporto all’apprendimento (lezioni individuali/educatore familiare/tutor per potenziamento); servizi erogati da Centri a ciclo diurno per anziani, disabili e famiglie o ancora di assistenza domiciliare a favore di anziani e disabili. Mi appello dunque all’Assessora regionale al Lavoro Desirè Manca affinché faccia presto per dare gambe alla misura e, per l’occasione, la invitiamo a recarsi nel nostro Comune per la presentazione ufficiale del progetto.»

«L’approvazione della variazione di bilancio e l’assestamento sono momenti importanti per la finanza regionale. Ancora di più in questa occasione, considerando che le risorse in ballo sono tante, oltre un miliardo di euro. Dispiace non avere contezza del quadro e delle scelte del Governo regionale, infatti non sappiamo quali scelte si vogliano fare per la Sardegna. Certamente non sono state condivise con il mondo delle autonomie locali. Non è un buon metodo di confronto, soprattutto in presenza di un’ampia quantità di risorse, probabilmente più della legge finanziaria ordinaria.»

Ignazio Locci, presidente del Consiglio delle autonomie locali, lo ha detto questa mattina al termine della riunione del Cal.

«Le esigenze manifestate dai rappresentanti degli enti locali, anche nei confronti del Cal, sono tante. Dalla carenza di fondi per le politiche sociali a quelli per la gestione dei luoghi di cultura, fino allo scorrimento delle graduatorie dei lavori pubblici e alle risorse necessarie per la cura del territorio, per esempio la prevenzione degli incendi. I sindaci sono in prima fila ma con sempre meno risorse, eppure rischiano in prima persona avendo responsabilità molto precise. Occorre maggiore attenzione verso gli enti locali e le discussioni sulla direzione della spesa devono essere in qualche modo condivise e rese più trasparenti, proprio per coinvolgere fattivamente gli amministratori locali. A meno che non ci sia la volontà di riservare attenzione esclusivamente ai comuni più grandi», ha aggiunto Ignazio Locci.

Con l’indicazione dei quattro sindaci, designati dal Cal (Consiglio delle autonomie locali), e la nomina da parte della presidente della Regione, si è costituito il Comitato territoriale di Forestas (Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell’ambiente della Sardegna). Lo presiede l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, e ne fanno parte Carlo Lai, Renato Melis, Francesco Ledda e Romeo Ghilleri, sindaci di Jerzu, Esterzili, Alà dei Sardi e Nuxis, comuni dove sono presenti terreni amministrati dall’Agenzia.
«Le autonomie locali vogliono esercitare compiutamente il proprio ruolo, arricchendo gli organi regionali con le proprie competenze e dando vita a proficui momenti di confronto. Così da assicurare che le politiche forestali tengano conto delle esigenze delle diverse comunità, sempre all’insegna dell’obiettivo comune della tutela e della valorizzazione del patrimonio forestale», ha sottolineato il presidente del Cal, Ignazio Locci.

Nella foto di copertina Romeo Ghilleri, sindaco di Nuxis

Sono ufficialmente iniziati oggi i lavori per la realizzazione del canale navigabile di Sant’Antioco, un’infrastruttura strategica destinata a rafforzare il sistema della portualità e a valorizzare il patrimonio ambientale e turistico dell’isola. All’avvio del cantiere hanno preso parte il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, e il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, che hanno voluto essere presenti in un momento particolarmente significativo per il territorio.

L’intervento rappresenta un’opera di grande rilievo, attesa da anni, che contribuirà a migliorare l’accessibilità via mare e ad accrescere le opportunità di sviluppo economico, turistico e occupazionale del Sulcis.

Nel corso della visita al cantiere, il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai ha dichiarato: «Un’opera strategica che l’intero Sulcis Iglesiente attendeva da tempo. 220.000,00 euro che permetteranno di ripristinare un’infrastruttura al servizio di tutti, in particolare dei diportisti e pescatori. Si attendeva da anni questo passo ed è stato possibile compierlo grazie alla collaborazione tra Provincia e comune di Sant’Antioco».

La presenza congiunta del presidente della Provincia e del sindaco di Sant’Antioco testimonia la piena sinergia istituzionale nel sostenere un’opera considerata strategica per il futuro del territorio e per la valorizzazione delle sue potenzialità.

L’avvio dei lavori segna l’inizio di una nuova fase per Sant’Antioco e per l’intero Sulcis Iglesiente, con l’obiettivo di dotare il territorio di un’infrastruttura capace di favorire sviluppo, competitività e nuove prospettive di crescita.

Nato soltanto due anni fa, il Festival letterario indipendente di Sant’Antioco, “Aperitivo con l’Autore”, è già una realtà consolidata capace di attrarre risorse dalla Regione Sardegna per 85mila euro dedicati alle annualità 2026 e 2027, a cui si aggiungono ulteriori 25mila euro di cofinanziamento comunale per un investimento complessivo di 110mila euro. Nato come scommessa, “Aperitivo con l’Autore” si prepara per il 2026 a offrire a cittadini e ospiti una prestigiosa serie di autori che porteranno nell’isola la letteratura di qualità. Già negli anni scorsi, seppur con risorse limitate, non erano certo mancati i grandi nomi, da Simone Tempia a Franco Arminio, da Cristina Caboni a Piergiorgio Pulixi, per citarne soltanto alcuni.

«La formula con cui si sviluppano gli appuntamenti letterari è tutta racchiusa nello stesso nome di battesimo del Festival: “Aperitivo con l’Autore”commenta il sindaco Ignazio Loccidunque, serate all’imbrunire alla scoperta dei libri, della cultura, sorseggiando un aperitivo in incantevoli location antiochensi. Ingredienti che non mancheranno anche in questa edizione, della quale presto sveleremo gli autori, che è stata pensata per i mesi di agosto e settembre, con un’attenzione speciale alla necessità di allungare la stagione estiva. In previsione, inoltre, ci saranno ulteriori incontri anche nei mesi successivi con l’intenzione di coinvolgere le scuole. Siamo molto felici di poter assistere ancora una volta a nostra “creatura” che cresce e si fa grande.»

«Ci sono risultati che hanno un valore speciale perché raccontano un percorso fatto di impegno, costanza e fiducia nelle proprie scelte – commenta l’assessore della Cultura Luca Mereu –. Il finanziamento della Regione Sardegna ai Festival Letterari, ottenuto per la prima volta dal comune di Sant’Antioco, è uno di questi. È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio perché premia un lavoro costruito nel tempo. In questi quattro anni abbiamo creduto nella cultura come motore di crescita, di partecipazione e di condivisione. Abbiamo investito tanto nella promozione della lettura, coinvolgendo bambini, ragazzi e adulti, e trasformando ogni appuntamento in un’occasione di incontro, dialogo e arricchimento per tutta la comunità. Questo finanziamento non è un punto di arrivo, ma la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Ora abbiamo un’opportunità in più per consolidare “Aperitivo con L’Autore” e regalare, a Sant’Antioco e a tutto il territorio, un festival letterario capace di emozionare, far riflettere e avvicinare ancora più persone al piacere della lettura».

Nella foto di copertina Cristina Caboni