3 November, 2026
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Raffaele Paci 12 copia

Con il #decreto Sblocca Italia diventa legge dello Stato l’accordo tra Regione Sardegna e Governo sul #patto di stabilità. Nel comma 9 dell’articolo 42 del complesso decreto del Governo Renzi, firmato oggi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, infatti, si legge che «in applicazione dell’accordo sottoscritto il 21 luglio 2014 tra il Ministro dell’economia e delle finanze e il Presidente della regione Sardegna, l’obiettivo di stabilità interno della regione Sardegna è determinato in 2.696 milioni di euro per l’anno 2014«. E poi, al comma 10: «A decorrere dall’anno 2015 la regione Sardegna consegue il pareggio di bilancio (…). A decorrere dal 2015 alla regione Sardegna non si applica il limite di spesa (…) e le disposizioni in materia di patto di stabilità». 
«Anche la Regione manterrà gli impegni presi nell’accordo del 21 luglio», commenta l’assessore al Bilancio, Raffaele Paci. E alle polemiche di chi vuole contrapporre le scelte della Sardegna e della Sicilia risponde: «La Regione Sicilia resterà sotto il tetto del patto di stabilità, noi abbiamo scelto una strada che ci rende più liberi nella gestione dei nostri soldi. E proseguiremo su quella strada».

Raffaele Paci 12 copia
È stato avviato ieri il primo tavolo di consultazione tra la Regione e le parti sociali sul nuovo Programma regionale di sviluppo. All’incontro, svoltosi nel pomeriggio, coordinato dal vicepresidente e assessore del Bilancio, Raffaele Paci, hanno preso parte i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl. Il confronto è proseguito quindi con le associazioni imprenditoriali e di categoria.
«I tre temi fondamentali e strettamente connessi oggi in discussione – ha detto il vicepresidente della Giunta regionale – sono il #Programma regionale di sviluppo, l’assestamento del Bilancio 2014 e la preparazione della Finanziaria del prossimo anno. Senza una seria, trasparente manovra di bilancio non si riesce ad affrontate la crisi e non si possono portare avanti politiche attive di sviluppo.» 
L’assessore si è quindi soffermato sull’impianto della prossima #legge Finanziaria rimarcando che si tratterà di una manovra armonizzata con i vari livelli dell’amministrazione dello Stato e con l’Europa: «Tratteremo esclusivamente risorse certe e cercheremo di realizzare un bilancio sempre più consolidato, efficiente ed organico. Inoltre – ha spiegato Raffaele Paci – istituiremo un fondo per lo smaltimento dei residui passivi anche per soddisfare debiti commerciali in perenzione da anni. Sarà fondamentale per raggiungere questi obiettivi il superamento del vincolo del patto di stabilità nel 2015».
«Il Programma regionale di sviluppo è un progetto di legislatura in progress – ha aggiunto Paci -. Le strategie dell’amministrazione regionale saranno sempre guidate dalle azioni di sistema ossia semplificazione, competitività e innovazione, pari opportunità. Al centro del programma ci saranno prima di tutto le persone, la filiera della conoscenza, la creazione di opportunità di lavoro, le politiche per una società più inclusiva, per la valorizzazione dei beni comuni, del territorio, delle reti infrastrutturali e delle istituzioni di alta qualità. Sarà fondamentale – ha concluso il vicepresidente della Giunta regionale – creare condizioni favorevoli alle imprese affinché possano lavorare in efficienza e a questo proposito la sburocratizzazione amministrativa non può che essere un passaggio decisivo.»

 

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«Chissà se ai professori prestati alla politica Francesco Pigliaru e Raffaele Paci appaiono ancora fattibili ed utili al rilancio del Sulcis i progetti cui hanno collaborato in qualità di consulenti della #Provincia di Carbonia Iglesias nel 2012, ottenendo 16mila euro ciascuno?»

Con questo quesito, Ignazio Locci, consigliere regionale di Forza Italia, mira a scoprire «le reali intenzioni di presidente della Regione Sardegna ed assessore della Programmazione in merito all’attuazione del Piano Sulcis, di cui tanto si è parlato in passato ma che oggi sembra essere finito nel dimenticatoio dell’attuale Giunta».

«Grazie alle consulenze di Pigliaru, “Collaborazione alla redazione del #Piano di Sviluppo Strategico della Provincia di Carbonia Iglesias”, e di Paci, “Analisi e ricadute occupazionali”, si è contribuito alla stesura del “Piano strategico del Sulcis”, divenuto successivamente parte integrante del più ampio #Piano Sulcis. Ma oggi, seduti dall’altra parte della barricata – sottolinea il consigliere regionale di Sant’Antioco – i professori non sembrano più interessati all’attuazione dei progetti contenuti nel Piano.»

«Recentemente – aggiunge Ignazio Locci – il Governatore ha nominato Salvatore Cherchi (all’epoca delle consulenze di Pigliaru e Paci, presidente della disciolta provincia del Sulcis) coordinatore per le politiche di attuazione del Piano Sulcis, senza affidargli, tuttavia, alcun potere decisionale. E senza poteri decisionali, inutile specificarlo, non potrà offrire quel contributo che invece occorre: snellire la burocrazia e avviare i cantieri.»

Per avere chiarezza, Ignazio Locci ha presentato un’interpellanza, sottoscritta dai colleghi del #Gruppo Forza Italia Sardegna, rivolta al presidente della Regione ed all’assessore regionale alla Programmazione, «per sapere se l’attuazione del #Piano Sulcis rientri tra le priorità della Giunta regionale; se risultino ancora fattibili e sostenibili i progetti in esso contenuti e, in caso affermativo, quali potranno essere i tempi di attuazione».

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Il coordinatore del #Centro Studi dei Riformatori sardi, Franco Meloni, e due rappresentanti dei #Giovani Riformatori sardi e componenti del Centro Studi, Alessandra Onni e Roberta Pischedda, hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa per denunciare quello che hanno definito il bluff del #patto di stabilità e l’accordo Regione-Governo che costerà alla Sardegna almeno 300 milioni di euro l’anno.

«Nelle scorse settimane il presidente Pigliaru e l’assessore Paci sono tornati molto soddisfatti da Roma, reduci dall’incontro con il Governo da cui avrebbero ottenuto ( a loro dire) concessioni che definire storiche sembrerebbe estremamente riduttivo – hanno detto i rappresentanti dei Riformatori sardi –. A parte la sistemazione temporanea per il 2014, la vera conquista sarebbe il pareggio di bilancio ottenuto dal 2015 in poi che – in parole semplici – vuol dire che la Regione potrà spendere tutto quello che incasserà con l’unica condizione di mantenere il pareggio di bilancio e, non secondario, al netto di un massiccio accantonamento(  di circa 600 milioni) posto a carico della Regione dalla normativa vigente. Comunque niente più patto di stabilità, spesa libera dei nostri soldi, a prima vista davvero un trionfo della Giunta che parla di disponibilità aggiuntive di circa 1.2 miliardi.»

«A noi – hanno aggiunto – che il Governo, in questa situazione difficilissimo della finanza pubblica, fosse diventato improvvisamente così prodigo verso la Sardegna è sembrato un po’ strano ma esaminando bene l’accordo firmato da Pigliaru ci siamo resi conto che le cose non stavano esattamente come apparivano. In poche parole, non ci sarà davvero alcuna capacità di nuova spesa.» 

Meloni, Onni e Pischedda hanno aggiunto che «la Giunta Cappellacci aveva approvato una finanziaria che prevedeva un livello sia di cassa sia di competenza pari a 2513 milioni, ma, in più, aveva messo la quota del #Fondo Unico dei Comuni e Province (circa 500 milioni) fuori patto, forzando un po’ la situazione ma comunque l’aveva fatto e gli aveva dato corso. Poi aveva considerato questo ampliamento di spazi finanziari come un anticipazione (permanente) di 500 milioni dei 1.200 richiesti allo Stato. La norma regionale che ha messo fuori patto il fondo unico, non è mai stata impugnata dallo Stato né dalla Corte dei Conti, come invece avrebbe potuto e dovuto se le avesse ritenute incostituzionali, come fece ad esempio nel caso delle “entrate future” del 2007. Nel 2014 la capacità di spesa regionale anziché passare dai circa 3.000 milioni ( tra autorizzati e non, ma comunque reali) ai 3.700 milioni promessi dalla nuova Giunta (hanno parlato più volte di 1.200 milioni in più!!!), dopo il “trionfale” accordo Paci-Padoan è stata invece abbassata a meno di 2.700 milioni. Sempre al netto di sanità, mutui, ammortamenti, partite di giro, etc)».

«Il livello delle entrate fiscali (titolo I) è stato di 6.587 milioni nel 2013, ma nella Legge Finanziaria per il 2014, valutando correttamente la probabile riduzione del PIL e della parallela riduzione delle imposte pagate dai cittadini e dalle imprese, è stato previsto un livello di entrate di poco inferiore ai 6 miliardi. Non bisogna aspettare il 2015 per capire che le nostre risorse si ridurranno drasticamente, visto che già ad agosto del 2014 gli accertamenti sono inferiori di oltre 500 milioni alle previsioni. Ma a causa del disastroso andamento dell’economia ed anche per le clausole sottoscritte con l’accordo, a fine anno il calo delle entrate è probabile che sia anche  superiore.

Sulla base dei pronunciamenti della Corte Costituzionale, nel bilancio regionale sono iscritte risorse che il MEF tuttora contesta e poiché nell’accordo Paci-Padoan da un lato non è stata prevista alcuna clausola di salvaguardia per la Regione e dall’altro è stata sottoscritta una rinuncia ai ricorsi e agli eventuali pronunciamenti favorevoli futuri, è facile capire come tutto questo non solo metta a rischio le posizioni già conquistate, ma ci privi inoltre del più importante strumento di pressione, rafforzando le pretese del MEF che ben conosciamo dal passato.

Dal 2015 non si applicheranno più le regole del patto (scompariranno tra l’altro i 964 milioni finora posti a carico della Regione dalla normativa previgente) ma rimangono comunque in piedi gli “accantonamenti” istituiti nel 2012 (ossia i tagli di entrata) che oggi ammontano a oltre 577 milioni all’anno e che dal 2012 al 2017  valgono poco meno di tre miliardi.»

«La Giunta Pigliaru si è assunta inoltre la gravissima responsabilità di rinunciare a tutti i contenziosi in atto con il Governo, dove pure c’era la concreta possibilità di vincerne qualcuno.»

La conclusione per i Riformatori sardi è semplice: «Di sicuro con i “trionfali” accordi i sardi non ci hanno guadagnato nulla, anzi con la rinuncia ai ricorsi ci hanno perso molto, sapendo che per il futuro, anche a causa dell’andamento dell’economia, non solo non ci saranno gli sbandierati 1.2 miliardi in più ma invece centinaia di milioni in meno.

Oltre a tutto con l’accordo “trionfale”, Pigliaru e Paci hanno consegnato la Regione con mani e piedi legati ai funzionari della ragioneria Generale dello Stato che saranno gli unici a valutare e contabilizzare il livello delle entrate, e se sbagliano a favore loro, e il passato ci insegna che non è improbabile, noi potremo solo ricorrere dopo che loro le avranno fissate.

Con il nuovo sistema la Regione Sardegna non potrà più accertare direttamente le compartecipazioni ai tributi erariali in base al proprio dettato statutario, ma potrà iscrivere in entrata solo quello che lo Stato impegnerà e devolverà.

Nel 2013 la Giunta di centro destra ha speso circa tre miliardi (oltre alla sanità), nel 2014 la Giunta di centrosinistra spenderà 2.696 milioni (sempre oltre la sanità), e nel 2015, se va bene, arriverà a 2.700 milioni.

In poche parole il tetto alla spesa l’hanno tolto perché non c’e n’era bisogno, sapevano già che le entrate sarebbero state inferiori al tetto stesso. E questo – hanno concluso i Riformatori sardi – è a prova di smentita.»

Militari impegnati in un'esercitazione

«Non ci sarà nessuna smobilitazione delle servitù militari in Sardegna». Lo ha ribadito oggi il #ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha effettuato una visita lampo nei diversi poligoni isolani a bordo di un elicottero, interrompendo per alcune ore una breve vacanza in Sardegna. «Con il presidente della Regione Francesco Pigliaru – ha detto il ministro Pinotti – non abbiamo firmato il protocollo d’intesa ma aperto un tavolo per ragionare insieme per trovare una soluzione affinché la presenza delle forze armate in Sardegna conviva al meglio con le esigenze della popolazione.»

La visita-lampo effettuata dal ministro della Difesa Roberta Pinotti nei diversi poligoni della Sardegna a bordo di un elicottero ha colto di sorpresa ed è stata criticata dall’assessore del Bilancio e vicepresidente della Giunta regionale Raffaele Paci.

«Ci fa piacere che i ministri vengano in Sardegna in vacanza e si preoccupino delle problematiche dell’isola – ha detto Raffaele Paci – ma auspichiamo e riteniamo più opportuno che, in futuro, i rappresentanti del Governo prendano contatti e coinvolgano le Autorità regionali. La posizione della Regione sui poligoni militari è stata espressa più volte e resta la stessa non abbiamo firmato il protocollo d’intesa, ma resta aperto il tavolo con il Governo. La Sardegna ha diritto a una diminuzione della pressione delle servitù militari e continua a chiedere a Roma indennizzi economici per i danni causati nelle e dalle aree militari.»

Nei prossimi mesi andrà in Aula il decreto Ambiente. «Come già detto nei giorni scorsi dall’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano – conclude il vicepresidente – questa sarà l’occasione per far sentire la voce della Regione Sardegna e trovare una soluzione che sia accettabile per tutto ciò che concerne le aree militari, rispetto alle bonifiche e all’equiparazione delle soglie di inquinamento delle aree militari e industriali».

Il capogruppo del Partito Democratico, Pietro Cocco, pur esprimendo gradimento per le visite che i ministri dello Stato effettuano in Sardegna, condivide con il vice presidente della Giunta Raffaele Paci «che sarebbe stato opportuno prevedere il coinvolgimento del presidente Pigliaru su un argomento di fondamentale importanza come quello sulla presenza delle servitù militari che gravano sul territorio della Sardegna».

Pietro Cocco invita il ministro della Difesa, in un quadro più ampio di rapporti tra Stato e Regione, a prendere atto della volontà espressa all’unanimità dal Consiglio regionale che con l’ordine del giorno del 17/06/2014 di cui è primo firmatario, ha impegnato la Giunta regionale «perché si proceda verso una  graduale dismissione dei poligoni militari, verso un  riequilibrio in termini di compensazione economica dei danni ambientali subiti nel corso degli anni, una possibile riconversione dei poligoni ad uso esclusivo civile, nonché una previsione di eventuali fiscalità di vantaggio».

«Su questi e sugli altri punti, il Consiglio regionale e il Partito Democratico della Sardegna – conclude Pietro Cocco – non sono disposti ad arretrare e continueranno a vigilare per il rispetto delle posizioni assunte dalla Regione Sardegna.»

Durissimo il commento del deputato di #Unidos Mauro Pili, sul suo profilo facebook.

«Vergognosa dichiarazione di tale Paci, vice di Pigliaru, sulla visita della Pinotti – dice Mauro Pili -: felici che il ministro faccia le vacanze in Sardegna speriamo che ci coinvolga in futuro. Tutti servi del sistema. Tutti in silenzio. Se non avessi denunciato l’arrivo di questa signora con le stellette nessuno avrebbe aperto bocca. Vergogna!»

Raffaele Paci 12 copia
Il presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, ha firmato il decreto con il quale nomina vicepresidente l’assessore del Bilancio e della Programmazione, Raffaele Paci. Il decreto è stato firmato al termine dell’ultima giunta prima della breve pausa estiva.
58 anni, Raffaele Paci è professore Ordinario di Economia Applicata, Università di Cagliari. Presidente del #Corso di Laurea Interuniversitario Telematico in Scienza dell’Amministrazione.
Dopo la laurea in Scienze Politiche a Cagliari, ha svolto gli studi di specializzazione in economia presso la University of Essex ed è stato Fulbright Visiting Scholar presso la Northeastern University di Boston.
Ha ricoperto vari incarichi accademici tra i quali Preside della Facoltà di Scienze Politiche, Direttore del #CRENoS, Presidente del Corso di Laurea in Economia e Politiche Europee, la Cattedra Jean Monnet in “Regional Economic Integration in the European Union”. Ha diretto numerosi progetti di ricerca a livello europeo, nazionale e locale. Ha inoltre rivestito diversi incarichi professionali in Sardegna per istituzioni pubbliche e private ed è stato consigliere di amministrazione del #CRS4 e di Pharmaness e coordinatore del Piano regionale di turismo sostenibile della #RAS.
E’ autore di circa 100 pubblicazioni sui temi dell’economia regionale, dell’innovazione tecnologica, dell’integrazione europea, dell’economia del turismo. del ruolo dei fattori immateriali (capitale umano, innovazione, creatività) nei processi di sviluppo locale che sono stati pubblicati sulle più importanti riviste internazionali.

Palazzo della Regione 1 copia
È stato firmato questa sera dal presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e dai presidenti dell’Anci, Piersandro Scano, e del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL), Giuseppe Casti, alla presenza dell’assessore della Programmazione Raffaele Paci, l’accordo che destina agli enti locali della Sardegna 160 milioni di euro, cioè la metà dei 320 che la Regione può spendere grazie all’intesa con il governo sul patto di stabilità. Di questi, 70 potranno essere utilizzati dalle amministrazioni locali senza tenere conto del patto di stabilità, 30 andranno al Fondo unico degli Enti Locali e con gli altri 60 saranno pagati i crediti vantati dagli enti locali sulle opere delegate, quelle cioè che riguardano il sociale, l’ambiente, la scuola, i lavori pubblici, la programmazione. Al momento dell’assestamento di bilancio, a settembre, sarà poi incrementato con 35 milioni il Fondo unico per gli Enti Locali. Nel 2015, infine, sarà istituito un tavolo permanente di monitoraggio e co-programmazione per analizzare tutti gli aspetti della finanza degli enti locali e del rapporto finanziario tra Regione ed Enti locali.

«I cittadini sono importanti, i Comuni sono importanti, ma sono bloccati nella loro spesa dal patto di stabilità – ha detto il presidente Pigliaru -. Noi, mettendo l’accordo nero su bianco, abbiamo deciso insieme ai Comuni di trovare una soluzione che ci consentisse nel più breve tempo possibile di far arrivare soldi alle persone, ai cittadini, soldi reali alle persone reali. La Regione è stata collaborativa perché quando si parla di Regione e Comuni si parla in realtà di due livelli diversi della stessa azione di governo. Non siamo l’uno contro l’altro armati, non c’è stato nessun tentativo di scaricare l’uno le colpe sull’altro perché, se così fosse, avremmo di certo titoli sui giornali, ma non arriverebbe un euro ai Comuni per i cittadini. Invece i soldi arriveranno ai cittadini, e molto velocemente.» 

L’assessore della Programmazione Raffaele Paci assicura che «grazie a questo accordo nelle casse dei comuni della Sardegna arriveranno 160 milioni tra nuovi spazi finanziari e soldi veri, che per i Comuni sono una boccata d’ossigeno rispetto a un patto di stabilità che è molto rigido anche per loro. Ma, oltre questo, quello che abbiamo dimostrato in questi giorni – ha sottolineato Paci – è che con una leale collaborazione fra pezzi dello Stato è possibile andare avanti e superare momenti difficili come questo. C’è una prospettiva futura per il 2015, con un ulteriore rafforzamento della collaborazione per consentire maggiore trasparenza e efficienza nell’uso delle risorse».

Ha espresso la sua soddisfazione anche il presidente dell’Associazione dei Comuni: «Certo non potevamo pretendere di risolvere tutti i problemi della finanza locale in una volta sola – ha commentato Piersandro Scano – , ma di sicuro è un buon accordo, che ci consente di arrivare alla fine dell’anno con un po’ più di ossigeno, e questo, con le esigue risorse che ci sono, è già un importante risultato». Secondo Giuseppe Casti «il ripristino parziale del fondo unico è importantissimo sia per le amministrazioni locali, che hanno chiuso il bilancio e che potranno beneficiarne in fase di assestamento, sia per quelli che ancora non l’hanno chiuso e che dunque potranno usufruirne subito. C’è stato un netto cambio di atteggiamento da parte della Regione – sottolinea Casti – con il presidente Pigliaru che ha dimostrato subito una presa di coscienza forte sulla questione».

Giunta Pigliaru
La Giunta regionale, su proposta dall’assessore dell’Ambiente, Donatella Spano, ha stanziato 650.000 euro per coprire i costi delle emergenze e delle #calamità naturali verificatesi nel corso del 2013. Sono sei i centri per i quali è stato deliberato lo stato di calamità naturale: Laconi (per incendio), Villanova Tulo, Guspini, Arbus, Ulassai e Osini. Sono stati quindi approvati interventi urgenti di messa in sicurezza e mitigazione del rischio idrogeologico sul rio l’Alzoni, a seguito dell’alluvione dello scorso settembre nel comune di San Teodoro. Dopo la delibera dello scorso maggio, si ripartisce il residuo del 2014 tra le diverse Province per la prosecuzione dei servizi contro gli insetti nocivi, parassiti, animali e roditori. Via libera anche al bilancio consuntivo 2012 della #Conservatoria delle Coste. Approvata, infine, la delibera per i contributi alle organizzazioni di volontariato e di Protezione civile per il 2014 pari a 1,6 milioni di euro.
E’ stata approvata, su proposta dell’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Francesco Morandi, la proroga al 30 settembre 2014 della scadenza per la realizzazione dei programmi dei Centri commerciali naturali ammessi al bando 2013. Inoltre la data del 31 ottobre 2014 è stata fissata quale termine ultimo per la presentazione delle relative rendicontazioni.
L’assessore dei Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, ha presentato la delibera, approvata, per la mitigazione del rischio idrogeologico, l’autorizzazione di spesa per la progettazione e l’attuazione di interventi urgenti nei Comuni della Sardegna più esposti alle calamità e per azioni sulla sicurezza e il ripristino di infrastrutture e opere pubbliche danneggiate.
Su proposta dell’assessore del Lavoro, Virginia Mura, arrivano in via definitiva i criteri e le modalità di programmazione dei contributi per il potenziamento economico delle cooperative e dei loro consorzi e, in attuazione della normativa comunitaria, le modalità per l’individuazione e la validazione delle competenze, acquisite in maniera formale ed informale attraverso gli istituti formativi. La Giunta ha poi approvato il disegno di legge, proposto sempre dall’assessore Mura, sugli interventi urgenti per le spese di funzionamento e di manutenzione delle sedi della formazione professionale e il completamento dei relativi piani.
La Giunta ha dato il via libera, su proposta dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, alla delibera che innova, in via preliminare, lo statuto dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale. Attesa da diversi anni, l’approvazione del documento è il presupposto per aprire una nuova fase e ribadire il ruolo fondamentale della struttura in battaglie cruciali come per esempio quelle contro la lingua blu. Dall’assessore Arru anche le delibere sul censimento del patrimonio immobiliare dell’Azienda sanitaria 2 di Olbia, necessario in seguito ad alcuni trasferimenti di materiali; l’approvazione definitiva del programma di investimenti per l’anno 2010 e la nomina del collegio sindacale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari. In seguito all’individuazione di risorse residue del Por 2007-2013 equivalenti a quasi 9 milioni di euro, sono stati approvati preliminarmente acquisti per l’ammodernamento tecnologico, stabiliti in base alle esigenze manifestate dai direttori delle Asl. Un milione e 400mila euro saranno infine destinati al programma di inclusione sociale.
La Giunta ha approvato la rimodulazione del IV atto aggiuntivo dell’accordo di programma nell’ambito del PIA “Algherese-Golfo dell’Asinara”, su proposta dell’assessore del Bilancio, Raffaele Paci.
Via libera, in definitiva, agli atti di programmazione delle attività culturali 2014 per spettacolo, festival letterari e sport. L’assessore Claudia Firino ha proposto uno stanziamento di 6milioni e 300mila euro per gli organismi di spettacolo e 500mila per i progetti di promozione della lettura e i festival letterari. Al programma annuale per lo sviluppo dello sport sono stati attribuiti 6milioni e 481mila euro.

 

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La Giunta regionale domani siglerà un accordo con gli Enti Locali per il trasferimento di risorse finanziarie destinate a superare le emergenze più volte sottolineate dai Comuni e dalle Province sarde. L’intesa sarà firmata dal presidente della Regione Francesco Pigliaru e dal presidente dell’#ANCI Sardegna Pier Sandro Scano. 

È quanto emerso dall’incontro, svoltosi oggi ad Abbasanta, al quale hanno partecipato l’assessore al Bilancio Raffaele Paci, i sindaci dell’ANCI e i rappresentanti del #Consiglio delle Autonomie Locali. È in discussione in queste ore un possibile accordo con gli Enti locali che potrà portare benefici finanziari destinati a superare i vincoli del Patto di stabilità. 

«Si tratta di un buon accordo – afferma l’assessore Paci – la Regione ha deciso di condividere con gli Enti locali la metà delle risorse fuori Patto, frutto dell’intesa con lo Stato. Ora si apre una nuova fase del rapporto con i sindaci e i rappresentanti delle Autonomie locali basata sulla comune responsabilità istituzionale.»

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«Il governo regionale è aperto e disponibile ad avere un confronto continuo con le parti sociali su tutti i punti del nostro programma e sulla nostra azione politica: gli obiettivi sono condivisi e siamo contenti di discutere ed arricchire di ulteriori idee le nostre proposte». Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha concluso l’incontro con le segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL tenutosi ieri nella sala giunta di viale Trento.

Oltre al presidente, hanno partecipato anche l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci, quello dell’Industria Maria Grazia Piras e il capo di gabinetto dell’assessore del Lavoro, che era impegnata a Roma per una riunione.

Il presidente Pigliaru ha riassunto il lavoro svolto in questa prima fase dalla giunta, poi l’assessore Paci ha fatto il punto della situazione sul bilancio: «L’accordo col governo sul patto di stabilità ci permette di spendere 364 milioni di euro in più per quest’anno e per l’anno prossimo ci scioglie dai vincoli nel rispetto del pareggio di bilancio – ha detto – è un risultato molto positivo, soprattutto perché il pareggio di bilancio per noi è comunque già previsto dall’attuale legge di contabilità, ma ci siamo liberati da vincoli di spesa che per la nostra Regione erano troppo penalizzanti».

Raffaele Paci ha anche confermato che «i lavori sulla manovra finanziaria 2015 passeranno attraverso una interlocuzione costruttiva». In particolare, poi, l’esponente della Giunta Pigliaru ha sottolineato il lavoro di “ripulitura” del bilancio in corso negli uffici dell’assessorato: «Finora abbiamo avuto un bilancio regionale con molti, troppi livelli di incertezza – ha spiegato – abbiamo 4 miliardi di residui attivi e passivi, solo per fare un esempio. Ma con la manovra 2015 vogliamo presentare un bilancio più veritiero, nel quale gli impegni che prendiamo anche con voi possano avere certezza della copertura di spesa». 

L’assessore Piras, dal canto suo, si è soffermata soprattutto sulle principali vertenze aperte, come quella di #Alcoa e come l’opera di risanamento in corso per #Igea. «Abbiamo anche aperto un’interlocuzione con #Eni – ha detto Piras -. Stiamo mettendo a punto il nuovo Piano energetico regionale, sul quale attiveremo subito il confronto coi sindacati e con tutte le parti interessate». 

«Siamo disponibili ad avere un confronto su tutto – ha detto infine il presidente Pigliaru – a partire dal lavoro, che è stato il pilastro principale della nostra campagna elettorale e il punto focale del lavoro di questi primi mesi, per poi articolare la discussione su tavoli settoriali: la nostra non è una cultura politica contraria all’interlocuzione. Anzi, ora che l’azione del governo regionale sta entrando a regime e stiamo iniziando a correre davvero, è particolarmente importante mantenere un contatto costante e produttivo sulle politiche da mettere in campo: a settembre ci rivedremo per avviare un lavoro organico sull’emergenza lavoro, la manovra di bilancio e il programma regionale di sviluppo.»