31 October, 2026
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Il ministero della Salute ha riconosciuto le proprietà terapeutiche dell’acqua minerale denominata Coquaddus che sgorga da due pozzi nell’ambito dell’omonimo permesso di ricerca sito nel comune di Sant’Antioco per la balneo-fangoterapia nel trattamento delle malattie artroreumatiche e per la balneoterapia nella cura delle malattie dermatologiche e delle patologie vascolari periferiche.

L’importante risultato è stato reso noto questa mattina da Ninetto Deriu, l’imprenditore che ha proposto la realizzazione di un centro termale nell’isola di Sant’Antioco per lo sfruttamento di queste acque, nel corso di una conferenza stampa convocata nella sala riunioni dello stabilimento Port.Al., ex Ila, di Portovesme.

La società titolare – si legge nel decreto del ministero della Salute, pena la revoca dello stesso, è tenuta a far pervenire al ministero della Salute – Direzione generale della prevenzione sanitaria, al termine dei primi due anni di attività, una sperimentazione clinica controllata, rigorosamente disegnata, eseguita secondo protocolli specifici, atta a valutare l’efficacia clinica del trattamento nelle indicazioni proposte. La relazione clinica sarà sottoposta alle valutazioni del Consiglio Superiore di Sanità perché verifichi se sussistono le condizioni per il mantenimento del riconoscimento.

«Il decreto ministeriale – ha spiegato Ninetto Deriu in una breve nota stampa presentata ai giornalisti, ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del movimento artigiani e commercianti incontrati anche prima della conferenza stampa – è fondamentale per la realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale, visto che sgombera il campo dai dubbi sulle effettive proprietà terapeutiche dell’acqua termale di Coquaddus. A questo punto, la realizzazione della struttura, che comporterà un investimento di 20 milioni di euro, è legata al rilascio delle concessioni urbanistiche.»

Il complesso, che nei piani progettuali prevede l’impiego di 120 dipendenti fissi e un indotto stimato in altri 180 occupati, sarebbe il primo centro termale costiero della Sardegna ed uno dei pochissimi in Italia.

«Ora ci attendiamo che la Regione acceleri l’iter autorizzativo per il rilascio della concessione urbanistica», ha detto Ninetto Deriu che è anche amministratore unico della Reno srl.

Gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione del progetto, considerato che oggi i terreni interessati sono classificati come agricoli, sono legati ad una deroga, attraverso un’intesa, per superare i vincoli rigidissimi posti dal Piano Paesaggistico Regionale.

Lo strumento dell’intesa (già utilizzato in altre aree della Sardegna) è stato proposto alla Giunta regionale ma, al di là della disponibilità di massima di alcuni assessori regionali (l’assessore dell’Urbanistica ed Enti locali, Cristiano Erriu, si è dichiarato disponibile ad esaminare il progetto e la richiesta di intesa nel corso del convegno svoltosi il 17 aprile dello scorso anno alla Grande Miniera di Serbariu ed ha poi partecipato ad un sopralluogo nel sito interessato, con il sindaco di Sant’Antioco, Mario Corongiu, il coordinatore del Piano Sulcis, Tore Cherchi, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e l’imprenditore), non c’è stato finora alcun pronunciamento ufficiale da parte del presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru.

Nel corso della conferenza stampa Ninetto Deriu ha spiegato che, su sollecitazione del governatore Pigliaru, i tecnici hanno arretrato l’area di insediamento delle strutture da 150 a 300 metri dal mare, ma di non poter andare oltre per la conformazione del terreno, perché oltre questa distanza si perderebbe la vista a mare e quindi le potenzialità di accoglimento della proposta da parte dell’utenza. Nonostante questa modifica, ad oggi il presidente Pigliaru non si è pronunciato.

«Attendiamo il pronunciamento del presidente Pigliaru – ha detto Roberto Puddu, segretario della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente – perché il territorio non può lasciarsi sfuggire un’opportunità occupazionale e di sviluppo di questo genere. Siamo favorevoli alla realizzazione di questo progetto e non solo, posso dire che, per rilanciare questo territorio, auspichiamo che i progetti come questo nel territorio siano almeno una trentina.»

Ninetto Deriu ha spiegato che non esiste la possibilità di una speculazione edilizia, paventata da alcuni, con un’eventuale successiva modifica della destinazione d’uso, perché c’è l’impegno assunto davanti ad un notaio sulla destinazione definitiva e non solo per 99 anni, come ipotizzato in un primo momento, delle strutture ad attività di centro termale e ancora che non si tratta di un progetto destinato esclusivamente ad un’utenza dalle elevate disponibilità economiche, perché il centro termale potrà essere frequentato anche da coloro che non sceglieranno di risiedere nelle strutture alberghiere del complesso, per scelta o per minori disponibilità economiche, raggiungendo lo stesso con mezzi propri o con i mezzi di trasporto messi a disposizione dall’organizzazione che effettuerà il servizio di bus navetta da Sant’Antioco.

Roberto Puddu ha concluso sottolineando che il progetto ha partecipato al concorso internazionale 99ideas del Piano Sulcis, classificandosi nelle prime dieci posizioni ed è inserito nell’ordine del giorno di un incontro già convocato dalla Giunta regionale che dovrebbe svolgersi a breve.

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Acque agitate in seno alla maggioranza di centrosinistra che amministra il comune di Iglesias. I malumori covavano ormai da qualche tempo ma sono affiorati con un certo clamore in occasione del confronto sullo stato di attuazione del Piano Sulcis, al quale è stata dedicata l’ultima riunione del Consiglio comunale, con la partecipazione del coordinatore del Piano, l’ex presidente della provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi.

Ad accendere i fuochi sono stati i due consiglieri del gruppo Cas@ Iglesias, Valentina Pistis e Giorgio Carta.

«Abbiamo deciso di ritornare dove, per il nostro gruppo, tutto aveva avuto inizio: la rivoluzione civica del 1993 – scrive oggi Valentina Pistis nel suo profilo facebook -. Quei banchi hanno oggi un forte significato simbolico, esprimono quell’efficacia ed efficienza amministrativa scritta nella storia della città. Certo, sulla scelta, non possiamo negarlo, ha certamente pesato anche la discussione sul Piano Sulcis. Abbiamo assistito al tentativo da parte del PD di difendere uno strumento fatto a pezzi dai report dello stesso Ministero. Ritardi, fondi inesistenti o già spesi, interventi tampone e non strutturali. Il Sulcis Iglesiente è sfinito dalle elemosine. Servono misure adeguate e a lungo termine. Il PD governa il territorio da tempo immemorabile: Provincia, Comuni, Enti, Consorzi. Oggi, con il Governo Regionale, ancor di più, molto di più. Un pizzico di autocritica non sarebbe guastata. Per il resto, andiamo avanti. Il Sindaco continua ad avere la nostra fiducia, meno le altre componenti della maggioranza. Per questo – conclude il capogruppo di Cas@ Iglesias – abbiamo voluto dare un segnale. Aspettiamo un forte cambio di rotta a favore della nostra Comunità.»

La replica del sindaco, Emilio Gariazzo, non s’è fatta attendere.

«Ho letto stamane le contraddittorie e, per molti aspetti incomprensibili ai più, dichiarazioni rilasciate alla stampa dai componenti di Cas@Iglesias – scrive Gariazzo in una nota –. Lasciando da parte il disappunto legato al fatto che il mio impegno per creare le occasioni di confronto all’interno della maggioranza è costante, vorrei esprimere alcune considerazioni.»

«La fiducia al Sindaco è importante, ma il Sindaco ricopre quel ruolo in virtù del fatto che è il garante politico di una coalizione. Più volte ho sostenuto che per affrontare in maniera seria i problemi di questa Città – aggiunge Gariazzo – è necessaria una grande unità di forze politiche che sappiano lavorare sinergicamente, considerando i loro partiti strumenti al servizio del progetto condiviso  che, pur nella difficoltà storica che viviamo, stiamo portando avanti. Questa unità deve esprimersi anche valorizzando le precedenti esperienze politiche. Detto questo, onestamente credo che i cittadini di Iglesias  abbiano qualche difficoltà a ricordare rivoluzioni epocali negli ultimi vent’anni, né tantomeno le rivoluzioni si possono fare semplicemente cambiando banco in Consiglio. Vi sono state invece esperienze importanti che, come ho già detto devono essere valorizzate, senza idealizzazioni nostalgiche, anche perché le condizioni cambiano alla velocità della luce, e dobbiamo essere capaci di offrire soluzioni adeguate ai tempi. Non abbiamo bisogno di primi della classe, dobbiamo lavorare lasciando da parte i personalismi e servendo il progetto. Tutto questo costa  fatica. E’ più facile un’esternazione o una interrogazione che una lunga ed estenuante elaborazione tra le componenti della coalizione che porta a soluzioni sostenibili condivise. Questa, invece, è l’unica strada possibile se tra qualche anno vorremo poter dire che abbiamo fatto una “rivoluzione”. Mi piace ricordare la frase del neoeletto Capo dello Stato, uomo di altissimo profilo morale: “Il mio pensiero va alle difficoltà ed alle speranze dei nostri concittadini.”»

«Per ciò che riguarda il Piano Sulcis, che mi sembra essere il “Casus belli” per questa presa di posizione – sottolinea ancora il sindaco di Iglesias -, ritengo ingeneroso attaccare il Partito democratico, a cui peraltro mi onoro di appartenere. Esso contiene alcuni provvedimenti come quello dell’esenzione fiscale, già applicato, che ha dato una mano concreta a circa 4.000 piccole imprese, che sarebbero in parte già chiuse se non ci fosse stato. Ricordo che quasi un terzo delle risorse disponibili nel Piano Sulcis sono  per il risanamento ambientale (bonifiche). Se questi soldi non sono stati ancora spesi , ed in parte persi, avrei gioco facile a dire che il soggetto attuatore di questi interventi ha fallito per il mancato controllo di un’Amministrazione regionale di centro destra degli scorsi anni, che certamente non era sostenuta dal Partito democratico. Il nostro ruolo di amministratori però deve andare oltre. Questo sta facendo la nostra amministrazione insieme all’attuale amministrazione regionale. Siamo ad un passo dallo sbloccare questi interventi, funzionali al nostro piano strategico, senza le quali nessuna riconversione economica del territorio è possibile. Per questo, è necessaria unità e senso di appartenenza ad una squadra, pur con le diverse sensibilità e storie politiche. Invito perciò l’amica Valentina Pistis – conclude Emilio Gariazzo – a condividere il percorso insieme al resto della coalizione, anche a costo di prendere qualche “spiffero d’aria”.»

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Lo stato di attuazione del Piano Sulcis, aggiornato al 26 gennaio, è stato illustrato ieri mattina nel corso di un incontro svoltosi a Cagliari. Erano presenti il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, il delegato dal Governo e coordinatore del Piano, Tore Cherchi, i sindaci e gli amministratori dei Comuni interessati, i rappresentanti dei sindacati confederali.

Durante l’incontro sono stati esaminati gli obiettivi e le risorse del Piano alla luce dei risultati ottenuti fino a oggi. Allo stato attuale, il Piano ha una dotazione finanziaria complessiva a valere su fondi europei, nazionali, regionali e provinciali, pari a oltre 600 milioni di euro, e sono sette le linee guida fissate dal protocollo d’intesa sottoscritto a Carbonia nel novembre del 2012 da Regione, MISE, Provincia e 23 Comuni.

La relazione del coordinatore si è concentrata sui programmi attuati e sulle criticità riscontrate nel 2014: dalla fiscalità di vantaggio per le imprese alla filiera agroalimentare, alle bonifiche, alle infrastrutture e alla ripresa produttiva delle fabbriche del polo industriale di Portovesme. La salvaguardia del tessuto produttivo sarà assicurata dalla riapertura imminente dell’Eurallumina (l’investimento previsto è di 190 milioni di euro) e dagli investimenti sul biofuel (290 milioni di euro, con creazione di 300 posti di lavoro), mentre si attendono novità positive anche sul fronte Alcoa, dopo la stipula del memorandum siglato con Glencore a Palazzo Chigi nel novembre scorso. Sul Biofuel, prima della scelta finale, si svolgerà una specifica riunione fra Regione, sindaci e sindacati. In ogni caso le autorizzazioni escluderanno dalla produzione di biomassa i terreni di prima e di seconda classe, cioè quelli a fertilità alta e medio alta. Si concentrerà l’attenzione, invece, sui terreni da bonificare e sulle aree marginali.

Altri settori sui quali l’esecutivo intende imprimere una forte accelerazione sono il turismo (sugli investimenti ci sarà una riunione specifica) e l’agroalimentare. Per le due filiere sono stati pubblicati alcuni bandi ma gli esiti sono stati notevolmente inferiori alle disponibilità. Tempi più rapidi sono stati sollecitati anche sul programma delle Infrastrutture e degli interventi di risanamento ambientale (per questi ultimi sono disponibili oltre 170 milioni di euro). Sulle infrastrutture, porti e strade, i soggetti attuatori sono impegnati a effettuare gli appalti entro l’anno 2015.

Sulle bonifiche, invece, la Regione propone che oltre Igea se ne occupino, come stazioni appaltanti, anche i Comuni in modo da imprimere un’accelerazione. Un altro aspetto riguarda le opere idriche. Il presidente della Regione si è dichiarato d’accordo sulla necessità di considerare come strategico il collegamento della diga di monte Pranu con il sistema idrico regionale, da finanziare con sessanta milioni di euro. L’ente delle acque sta predisponendo il progetto. La Regione, infine, interverrà nei confronti del Governo perché la faccia la sua parte nell’attuazione del programma “99 Ideas”.

I provvedimenti definitivi di Palazzo Chigi sull’utilizzo delle risorse non sono stati ancora emessi. Il Mise tuttavia ha già dato parere favorevole e il Cipe dovrebbe pronunciarsi nella prossima riunione. In tal modo si potrà dar corso alla delibera approvata dalla Giunta nello scorso mese di luglio. Il tavolo di Coordinamento al completo sarà riconvocato fra due mesi. Intanto, il rapporto sullo stato di attuazione è già stato pubblicato ed è visionabile sul sito.

Dal 27 gennaio 2015 è disponibile nello speciale web Piano Sulcis della Regione Sardegna l’aggiornamento sullo stato di attuazione del Piano Straordinario per il Sulcis siglato con il Protocollo d’Intesa del 13 novembre 2012 tra Governo, Regione e Amministrazioni locali competenti per territorio.
Il rapporto, curato dal Coordinamento regionale del Piano, guidato da Tore Cherchi, delinea per macroprogrammi la stato delle attività portate avanti nell’ambito del Piano.

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L’ex parlamentare, sindaco di Carbonia e presidente della provincia di Carbonia Iglesias Tore Cherchi è stato nominato componente del Consiglio di indirizzo dell’Ente Lirico di Cagliari, in rappresentanza del ministero dei Beni culturali. L’incarico non è retribuito. Tore Cherchi attualmente è anche coordinatore del Piano Sulcis. Il Consiglio di indirizzo dell’Ente Lirico dovrà formulare una proposta da portare al vaglio del Ministero per la nomina del successore di Mauro Meli nell’incarico di Sovrintendente, per il quale ci sono 32 candidature, tra le quali quella dello stesso Meli. I 32 candidati, in ordine di presentazione delle domande, sono:
Angela Spocci, Domenico Balzani, Marco Tutino, Alessandro Gilleri, Eugenio Maria Aymerich, Attilio Martignoni, Cristian Marcia, Michele Galli, Antonino Marcellino, Francesco Siciliano, Sergio Maifredi, Carmelo Di Gennaro, Nicola Franco Balloni, Giandomenico Vaccari, Alessandro Borchini, Marcello Lippi, Riccardo Leone, Golat Ludek, Susanna Pasticci, Mauro Meli, Gabriele Gandini, Corrado Cabras, Sergio Rendine, Paolo Micciché, Cristina Baroni, Fabrizio Carminati, Paolo Gavazzeni, Rita Cinquegrana, Giannetto Cadau, Pier Lelio Lecis, Rosaria Lo Iudice, Antonio Marzullo.

Sotto la direzione dal manager della squadra Nazionale, Marco Mazzieri, indetto dal Comitato regionale e dalla Delegazione Tecnica della Sardegna, si è svolto il 29 e 30 novembre scorsi ad Iglesias il 4° Clinic regionale di aggiornamento tecnico pratico sui fondamentali del baseball e del softball. L’iniziativa formativa è stata voluta dal vice presidente federale Totoni Sanna in risposta alle diverse sollecitazioni di tecnici sardi. «Siamo molto grati a Marco Mazzieri per questa sua disponibilità: è la prima volta in oltre quarant’anni di batti e corri nell’Isola – ha rammentato il Presidente del Comitato regionale Sardegna Nicola Ribichesu – che un allenatore della squadra azzurra calca il prato di un diamante sardo»

Comprensibile il grande interesse, l’aspettativa e la notevole partecipazione per un evento di tale livello tecnico: ben quaranta tra tecnici tesserati ed “aspiranti” tecnici (questi ultimi in gran parte ex tesserati CNT o ex atleti che intendono riavvicinarsi all’attività tecnica) provenienti anche dalle località più lontane del Nord Sardegna quali Olbia, Alghero, Olmedo. Il corso è stato ospitato nel diamante dell’Iglesias Baseball. Come ha rimarcato l’assessore comunale dello sport Simone Franceschi, nel saluto di benvenuto rivolto a Mazzieri ed ai partecipanti al corso: «Questo stadio è una struttura unica in Sardegna, e grazie all’apporto ed alla dedizione degli operatori locali possiamo pensare di valorizzarne il ruolo di servizio nei confronti del movimento sportivo dell’intera Isola”. Il clima ancor mite della prolungata bella stagione sarda ha consentito ai corsisti di alternare attività d’aula alle attività in campo, incentrate in particolare sulle tematiche della battuta e della gestione della squadra. Le dimostrazioni di Mazzieri sono state supportate da un gruppo di giovani atleti, provenienti dalle società della Sardegna meridionale, Vibraf Domusnovas, Cagliari, Hinterland Quartu Sant’Elena, nonché le locali Villa Ecclesiae e Iglesias baseball, che sono stati impegnati nell’esecuzioni dimostrativa dei diversi Drills di battuta, Baserunnings e Defensive Drills per interni ed esterni. Il tecnico Walter Angioy, manager del Cagliari Baseball, ha presentato ai colleghi la propria esperienza nell’ambito del progetto Verde Azzurro, fornendo dati puntuali sull’obiettivo ritardo tecnico del baseball e softball isolano rispetto al resto del Paese. «Nell’Isola è necessario giocare molto di più – ha affermato Angioy – ma, soprattutto, è indispensabile un radicale impegno perché tutti condividiamo un linguaggio tecnico innovativo e comune». Un impegno che è stato fortemente sollecitato nei partecipanti, particolarmente attenti ed interessati alle conversazioni avviate da Marco Mazzieri sul batting coach e ancor più sugli aspetti mentali della battuta. «L’abilità da acquisire – ha affermato il tecnico della Nazionale – è l’immaginazione: quel modo positivo di operare intellettivamente che può eliminare le energie contrastanti con l’intenzionalità di una buona prestazione, come l’ansia e la paura di non farcela.»

«Credo che si tratti di un punto di svolta per i metodi di allenamento in uso in Sardegna.» Così ha commentato Antonio Agus, psicologo ed osservatore privilegiato del lavoro del clinic. «Dal mare delle sfumature tecniche che hanno caratterizzato l’evoluzione del baseball – ha osservato “Lello” Agus, 40 anni fa primo tecnico e primo Presidente del Comitato regionale FIBS – Marco Mazzieri fa emergere una nuova modalità, quella dei pensieri positivi, che favoriscano attraverso il recupero mnemonico di piacevolezze sensoriali una buona predisposizione a prestazioni coordinate ed automatismi vincenti. E’ grazie alle rappresentazioni ideo motorie, immagini costruite con l’allenamento, che recuperate in un insieme unico, che è possibile l’esecuzione automatica e veloce di un compito complesso.» 

Ma ancor meglio che con l’esposizione teorica, il tecnico federale è riuscito a suscitare veri momenti di vibrante emozione attraverso la visione delle immagini della Nazionale vincente il Campionato Europeo del 2012 in terra d’Olanda. «La nostra squadra è fatta di persone normali. Un nome per tutti: Matteo Reginato, battitore vincente nel momento decisivo. Si tratta di uno di noi, uno come noi – ha ricordato il manager Mazzieri ai tecnici isolani commentando l’ormai storico turno di battuta del giovane azzurro – che è però capace di interpretare al meglio e rendere efficiente una preparazione fondata sulla volontà, l’impegno e l’autodisciplina». «Siamo certi, caro Marco – ha detto il presidente del CNT Sardegna, Tore Cherchi, rivolgendo a Mazzieri, alla conclusione del clinic, un caloroso ringraziamento a nome di tutti i partecipanti e del C.R. Sardegna – che la tua presenza in Sardegna non sia episodica, ma costituisca solo la prima tappa di un nuovo percorso di crescita tecnica e di un rinnovato impegno delle strutture federali per lo sviluppo delle aree periferiche del nostro movimento.»

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Da oggi, giovedì 6 novembre, è online sul sito della Regione Sardegna lo speciale dedicato al Piano Straordinario per il Sulcis realizzato dal Coordinamento Regionale del Piano di Sviluppo per il Sulcis.

Lo Speciale ripercorre l’iter di definizione del Piano Sulcis, dal Protocollo d’Intesa del 13 novembre 2012 ai successivi provvedimenti collegati, gli obiettivi, la dotazione finanziaria, la governance e le modalità operative. Vengono descritti i diversi ambiti nei quali è articolato il Piano e le attività messe in campo dalla Regione Sardegna, insieme al Governo nazionale e alle altre amministrazioni locali, per sostenere un territorio in crisi, con interventi mirati alla salvaguardia del tessuto produttivo, ad attività di ricerca e sviluppo tecnologico, interventi infrastrutturali, interventi di risanamento ambientale, oltre che impegni formativi e finanziari, orientati a favorire il rilancio e lo sviluppo dell’intera area del Sulcis Iglesiente. È possibile consultare gli atti ufficiali, anche per singolo intervento, visionare lo stato di attuazione delle attività e approfondire la conoscenza del territorio attraverso la sezione dedicata alle analisi e studi.

Nello speciale è pubblicato il Rapporto sullo Stato di attuazione del Piano Sulcis al 31 ottobre 2014 a cura del Coordinamento Regionale del Piano di Sviluppo del Sulcis, affidato dallo scorso mese di maggio all’ex presidente della Provincia di Carbonia Iglesias, Tore Cherchi.

E’ stato presentato questa sera, nella Sala convegni della #Grande Miniera di Serbariu, il progetto #“Cagliari Sardegna Capitale europea della Cultura – candidatura 2019”.

Hanno partecipato all’incontro, con il sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, e l’assessore della Cultura, Loriana Pitzalis, i rappresentati del comune di Cagliari: il sindaco Massimo Zedda; il vicesindaco ed assessore dei Lavori pubblici, Luisanna Marras; l’assessore della Cultura, Enrica Puggioni; il Direttore dei Musei Civici di Cagliari, Anna Maria Montaldo; il Direttore artistico della candidatura, Massimo Mancini.

Numerosa e qualificata la presenza di amministratori, operati culturali, rappresentanti di associazioni. Sono intervenuti, tra gli altri, Tore Cherchi, ex sindaco di Carbonia, e il professor Antonello Sanna, docente universitario e da anni impegnato nella realizzazione di progetti per i comuni di Cagliari e Carbonia.

Nei vari interventi è stato sottolineato che la candidatura di #Cagliari rappresenta un’opportunità per tutta la Sardegna e in particolare per il Sulcis Iglesiente. Il progetto è basato e si sviluppa grazie alla rete di partenariato che coinvolge anche Carbonia e diversi comuni del Sulcis Iglesiente.

Ormai sta per compiersi la scelta sulla città che rappresenterà l’Italia alla candidatura europea. Venerdì 3 ottobre, la Commissione responsabile della nomina effettuerà un sopralluogo sul territorio candidato.

L’incontro odierno ha consentito di conoscere meglio le opportunità che questo importante progetto può offrire ed è stato un utile scambio di informazioni sulle attività comuni che si stanno mettendo in campo, al fine di coinvolgere cittadini, associazioni, operatori culturali e turistici.

Il progetto, infatti, è un’occasione unica per aprire il territorio alla dimensione internazionale, ottenere visibilità, incrementare il turismo locale e dare nuovo slancio alla vita culturale. Dai prossimi mesi saranno avviati programmi di eventi, workshop e laboratori.

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La quarta edizione de S’Ischola de su Trabagliu, organizzata dall’Associazione culturale LAMAS, candida Pattada ad essere pensatoio stabile delle politiche per lo sviluppo della Sardegna. Come creare lavoro? Quale e come? è il titolo scelto. Industria, artigianato, agroalimentare, turismo, economia culturale saranno i focus programmati dal pomeriggio di venerdì 12 e per il sabato 13 settembre all’Hotel La pineta nel Parco La Pineta Salvatore Pala. Lamas, col contributo della #Fondazione Banco di Sardegna ed il patrocinio del #FAI (Fondo Ambiente Italiano), intende elaborare strumenti di sviluppo immediatamente traducibili in atti concreti dall’iniziativa privata e pubblica isolana. L’evento si strutturerà in cinque incontri attivi e circolari. Gli stessi titoli degli incontri sono in chiave di domanda:

– C’è ancora spazio per l’industria? Per quale?

– L’accoglienza è il lavoro di una stagione?

– Dalla terra e dal mare quale lavoro?

– C’è ancora spazio per il sapere delle mani?

– Con la cultura si mangia?

La scelta de #S’Ischola de su Trabagliu è dettata dal volere unire alle competenze di studiosi e tecnici la diretta esperienza di artigiani, imprenditori, industriali i quali si faranno interpreti del bisogno di praticità, concretezza, operabilità necessarie per uscire dall’attuale deserto occupazionale. Un esempio concreto lo si avrà venerdì 12, alle ore 20.00, quando l’intreccio di artigianato e di arte darà vita al concerto del #Quartetto Karel che suonerà con gli strumenti ad arco del liutaio pattadese Piero Virdis. Per l’occasione saranno eseguiti brani di tre compositori che seppero, con la loro opera, rendere in musica paesaggi della Sardegna: Lao Silesu, Gavino Gabriel, Ennio Porrino.

Il Laboratorio pubblico #S’ischola de su trabagliu ha il compito di orientare i decisori specie in un momento in cui si sono rarefatti i luoghi di incontro, di partecipazione, di proposta. Come creare lavoro? Quale e come? Vuol far convergere intelligenze ed esperienze intorno ad un obiettivo il lavoro diventato la prima emergenza dell’isola. La due giorni di comunità intellettuale e sociale nel centro nord della Sardegna con oltre cinquanta contributi

dibatterà per produrre soluzioni;

elaborerà un “piano di rinascita” sociale;

discuterà di industria che non sia solo chimica di base;

creerà una rete di saperi e mondi spesso separati;

svilupperà l’idea che il lavoro non piove sui territori ma dev’essere elaborato dai territori stessi.

PROGRAMMA

Venerdì 12 settembre

Ore 16.00 Inizio lavori

Salvatore Mereu Regista Cagliari

Proiezione Transumanza

Ore 16.15 Lo stato dell’economia e del lavoro

Antonella Crescenzi Economista Ministero dell’Economia e delle Finanze Roma

Giorgio Macciotta CNEL Roma

Ore 17.00 C’è ancora spazio per l’industria? Per quale?

Introducono e coordinano

Tore Corveddu Lamas

Angelo Sini Lamas

Intervengono

Francesca Ticca Segretario Regionale UIL Sardegna Cagliari

Oriana Putzolu Segretario Regionale CISL Sardegna Cagliari

Michele Carrus Segretario Regionale CGIL Sardegna Cagliari

Tore Cherchi Coordinatore Progetto Sulcis Cagliari

Pietro Ciarlo Costituzionalista Università di Cagliari

Maria Antonietta Mongiu Presidente regionale Fai Sardegna

Antony Muroni Direttore L’Unione Sarda Cagliari

ORE 20.00 CONCERTO

Quartetto Karel – Strumenti ad arco di Piero Virdis –Pattada

Musiche di Lao Silesu, Gavino Gabriel, Ennio Porrino

Sabato 13 Settembre

Ore 9.30 L’accoglienza è il lavoro di una stagione?

Introducono e coordinano

Susi Ronchi Giornalista Cagliari

Gianni Manca Lamas

Intervengono

Vittoria Mereu Direzione Commerciale Marketing e Direzione Business – Tirrenia

Italo Meloni Direttore Cirem Università di Cagliari

Roberto Petza Chef Fondazione Accademia Casa Puddu Siddi

Franco Mulas Direttore Starwood Arzachena

Giuseppina Scorrano Esperta Turismo Cagliari

Attilio Mastino Rettore Università di Sassari

Ore 11:00 Dalla terra e dal mare quale lavoro?

Introducono e coordinano

Maria Francesca Chiappe L’Unione Sarda Cagliari

Salvatore Palitta Lamas

Intervengono

Angelo Aru Agronomo Università di Cagliari

Sergio Vacca Professore Scienza del Suolo Università di Sassari

Giuseppe Delogu Dirigente Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale Regione Sardegna

Francesco Casula Direttore 3 A Arborea

Vito Gulli Direttore ASDOMAR Olbia

Alfonso Orefice Esperto di sviluppo rurale Cagliari

Ersilia di Tullio Responsabile Area Agricoltura Industria alimentare Nomisma Bologna

Nicolò Migheli Sociologo Cagliari

Ore 15.30 C’è spazio per il sapere delle mani?

Introducono e coordinano

Gian Franca Fois Lamas

Antonello Deiosso Lamas

Intervengono

Piero Virdis Liutaio Pattada

Antonio Fogarizzu Designer

Stefano Mameli Confartigianato Imprese Sardegna Cagliari

Anna Maria Sanna già Dirigente scolastica Cagliari

Rosario Musmeci Esperto Formazione e Istruzione Sassari

Ilene Steingut Direttrice Istituto Europeo Designer Cagliari

Silvano Tagliagambe Filosofo della Scienza Università di Sassari Cagliari

Ore 17.30 Con la cultura si mangia?

Introducono e coordinano

Salvatore Fenu Lamas

Maria Antonietta Mongiu Lamas

Intervengono

Filippo Martinez Regista Oristano

Giuseppe Giordano Presidente Calagonone Jazz Cagliari

Antioco Floris Direttore CELCAM Università di Cagliari

Franco Masala Storico dell’architettura Cagliari

Costantino Cossu Responsabile Cultura La Nuova Sardegna

Pinuccio Sciola Scultore e musico San Sperate

Romano Cannas già Direttore Sede Rai Cagliari

Le zone franche copertina

Verrà presentato venerdì 11 luglio, a partire dalle ore 17.30, nella sala conferenze della #Grande Miniera di Serbariu, il libro “Le Zone Franche“, di Aldo Berlinguer e Tore Cherchi, G. Giappichelli editore.

Nel pieno della crisi, l’obiettivo della #Zona franca è ritornato di grande attualità. Prevale una visione conflittuale e rivendicativa: da un lato la Zona franca è presentata come la soluzione dei problemi dello sviluppo, dall’altro è liquidata come un vecchio e superato arnese. Si è tentato di chiarire se ci sia evidenza dell’attualità e utilità di una Zona franca estesa all’intera isola o limitata a porzioni del suo territorio. Le risposte  non possono prescindere dall’avvertenza preliminare che le Zone franche sono uno strumento molto sofisticato, fatto non soltanto di fisco favorevole, ma anche e sempre più di servizi, burocrazia ed infrastrutture ottimali, contesti lavorativi favorevoli, progetti definiti, forte motivazione politica e managers all’altezza del compito.

Il dibattito, coordinato dal giornalista Sandro Mantega, verrà aperto da Giuseppe Casti, sindaco di Carbonia.

Sono previsti gli interventi degli autori e dei deputati Emanuele Cani e Francesco Sanna; dei consiglieri regionali Luca Pizzuto, Ignazio Locci e Pietro Cocco; del sindaco di Portoscuso Giorgio Alimonda; di Mariano Lo Piccolo del Comitato Zona franca.