Energie rinnovabili

Italia Nostra: «Il Consiglio dei ministri ha dato un duro colpo agli speculatori delle energie rinnovabili».

Il Consiglio dei ministri n. 12 svoltosi in data 27 luglio «dopo aver riscontrato che non ne sussistono le condizioni, a norma dell’art. 5 della legge 23 agosto 1988 n. 400, ha deliberato di non autorizzare la prosecuzione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto di impianto solare termodinamico da 55 MW denominato “Flumini Mannu” e delle opere connesse, da realizzarsi nei comuni di Villasor e Decimoputzu».

«Italia Nostra ha costantemente seguito l’evolversi della procedura presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – scrive in una nota l’associazione ambientalista -, soprattutto dopo il parere negativo espresso per la CSP “Gonnosfanadiga” da parte del Governo Gentiloni, cui non era seguita, incomprensibilmente, analoga bocciatura per l’impianto di “Flumini Mannu”.

Le voci su interventi dilatori e strumentali da parte di alcune figure politiche del precedente Governo avevano destato sconcerto e preoccupazioni. Non può dunque che accogliersi con vivo compiacimento la tanto attesa decisione del Consiglio dei ministri. Finalmente si è posta una pietra tombale su una vicenda che si è trascinata per un quinquennio presso il ministero dell’Ambiente.»

«Risale, infatti, al 2 dicembre 2013 la data della presentazione dell’istanza per l’attivazione della procedura di VIA. La pioggia di Osservazioni inviate da Regione, Comuni, Associazioni ambientaliste, Comitati, cittadini avevano evidenziato in modo inoppugnabile gli impatti negativi di un tale impianto non solo sull’ambiente, ma anche sull’economia e sui rapporti sociali che nel tempo si sono costituiti sul territorio. In altri termini la non sostenibilità di Centrali di tali dimensioni con il contesto isolano – aggiunge Italia Nostra -. L’indiscriminato consumo di suolo, la sottrazione dello stesso allo svolgimento di attività agropastorali radicate nel tempo, lo sconsiderato emungimento dalle falde di ingenti risorse idriche, le irreversibilità degli effetti indotti nelle matrici ambientali dalle opere edili erano solo alcuni degli innumerevoli problemi con i quali il territorio si sarebbe dovuto confrontare. Nonostante le evidenze e i pronunciamenti su tali negatività anche di autorevoli figure universitarie, la Commissione del ministero dell’Ambiente si era espressa in senso positivo, mentre il ministero dei BBCC attraverso le locali Soprintendenze aveva bocciato senza esitazione il progetto. La delibera del Consiglio dei ministri chiude definitivamente la partita. È stata una battaglia combattuta in modo diretto dalla Comunità stimolata dalla indefessa azione dei Comitati e delle associazioni ambientaliste. Abbiamo dimostrato che i Sardi sanno superare ataviche divisioni quando l’interesse primario è quello di difendere il proprio territorio. Abbiamo dimostrato che è possibile una sinergia tra rappresentanze politiche e cittadinanza attiva. Abbiamo dimostrato che tra pubblica Amministrazione (statale e regionale) e Comunità le convergenze virtuose sul modus operandi sono logiche conseguenze se al centro dell’azione è il Bene Comune. È una giornata storica per le Comunità di Decimoputzu e Villasor!»

«Di tutta questa vicenda rimangono misteriosi il comportamento del governo Gentiloni che sceglie di bocciare un solo impianto sospendendo l’altro in attesa di tempi migliori, e quello della Regione Sarda che mentre a Roma si oppone ai due impianti “Flumini Mannu” e “Gonnosfanadiga”, in domo approva un impianto simile (San Quirico) nelle campagne di Oristano, che presenta analoghe criticità in relazione agli impatti ambientali – conclude Italia Nostra -. Constatiamo invece con piacere che l’attuale Governo dimostra sensibilità e volontà di contrastare quelle operazioni speculative legate in qualche modo alle energie rinnovabili, accogliendo i suggerimenti avanzati dalle associazioni ambientaliste nell’incontro col ministro dell’Ambiente Costa del 12 giugno e nella successiva lettera inviatagli il 22 giugno 2018.»

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