Sanità

Luigi Arru (assessore della Sanità) sulla Chirurgia pediatrica a Iglesias: «Concentrare l’offerta è l’unico modo per garantire alti standard e specializzazione adeguata».

L’assessore regionale della Sanità Luigi Arru, alcuni minuti fa ha diffuso una nota sulla vicenda della Chirurgia pediatrica al CTO di Iglesias.

«Concentrare l’offerta della chirurgia pediatrica in una struttura complessa garantisce la miglior offerta sanitaria possibile per i piccoli pazienti sardi, con prestazioni adeguate e sicure, alti standard qualitativi e una appropriata preparazione in caso di interventi ad alta specializzazione. Disperdere l’offerta, a fronte di un bacino di utenza sempre più ridotto, significa non offrire servizi e competenze adeguate – dice l’assessore della Sanità Luigi Arru – la polemica sulla Chirurgia pediatrica di Iglesias è solo una drammatizzazione dell’informazione in sanità, che viene mistificata e distorta senza però fornire gli elementi utili a capire come stanno davvero le cose. La chirurgia pediatrica di Iglesias avrà un ruolo nella rete chirurgica pediatrica sarda, che assegnerà mandati diversi alle strutture a seconda della gravità delle patologie.»

Luigi Arru ricorda che il DM 70, che fornisce precise indicazioni sugli standard di qualità degli ospedali affinché garantiscano prestazioni appropriate e sicure, prevede per la chirurgia pediatrica che ci sia un reparto, struttura complessa, ogni 1,5 – 3 milioni di abitanti. Semplice, dunque, dedurre che in Sardegna dovrebbe esserci un unico reparto di Chirurgia pediatrica. «In realtà ne abbiamo tre, a Cagliari, Iglesias e Sassari. Anche in questo caso, la Sardegna ha un eccesso di offerta, nonostante la continua diminuzione delle nascite e dei bambini da assistere da circa 20 anni a questa parte – sottolinea l’assessore regionale della Sanità -. Le indicazioni delle società di Chirurgia pediatrica prevedono che, per poter effettuare interventi di alta specializzazione, il reparto debba essere inserito in organizzazioni in cui siano presenti altre specialità pediatriche, per avere le giuste garanzie in caso di interventi di alta complessità, per esempio gravi malformazioni presenti alla nascita. Diversificare l’offerta in tre centri significa invece avere un’esperienza di alta specialità ridotta, per il numero ridotto delle nascite, e dunque dei relativi casi di patologie complesse su cui intervenire: è chiaro a tutti, infatti, che più alto è il numero degli interventi effettuati, maggiore è la specializzazione che si acquisisce». 

C’è poi un altro elemento da sottolineare, secondo l’assessore regionale della Sanità. Nonostante la presenza di tre servizi di Chirurgia pediatrica, ancora molti bambini vengono portati dai genitori in ospedali pediatrici fuori regione come il Gaslini di Genova o il Bambin Gesù di Roma che, proprio per il numero di casi trattati, forniscono le giuste garanzie. Infine, il progressivo invecchiamento e pensionamento dei chirurghi pediatrici rende e renderà sempre più difficile avere equipe complete nelle tre sedi, per cui inevitabilmente sarà necessario concentrare l’offerta in ospedali dove siano presenti altri servizi specialistici.

«È, dunque, evidente – conclude Luigi Arru – che concentrare servizi e prestazioni in un unico centro d’eccellenza di Chirurgia pediatrica è la migliore garanzia per i bambini, perché solo in questo modo è possibile offrire gli elevati standard previsti dalla comunità scientifica. Il bene e la tutela della salute dei nostri piccoli pazienti sono e restano la priorità assoluta.»

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