17 July, 2026
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Al World Tuna Competition è tempo di finalissima. Questa sera (lunedì 1 giugno) l’ultimo atto della 23ª edizione del Girotonno, la grande kermesse gastronomica internazionale che si tiene a Carloforte dal 29 maggio al 2 giugno. Cinque intense giornate ricche di eventi che trasformano l’isola di San Pietro in un palcoscenico diffuso di sapori, spettacoli, incontri e racconti che intrecciano gastronomia, identità e cultura del mare.

Per l’atto conclusivo del grande evento gastronomico internazionale organizzato dal Comune di Carloforte e dedicato alla cultura del tonno rosso di corsa e alle tradizioni del Mediterraneo, sarà sfida ai fornelli tra l’Italia, con gli chef Francesco Vitale e Roberto Pisano, e la Finlandia, con lo chef Jouni Kuru. I due paesi si sono qualificati dopo aver superato nelle semifinali gli chef di Giappone, Marocco, El Salvador e Siria.

World Tuna Competition

Per la prima volta nella storia della rassegna sono 5 i Continenti rappresentati nella gara internazionale che ha visto confrontarsi ai fornelli chef provenienti da 8 paesi: Australia, Finlandia, Giappone, Italia, Marocco, El Salvador, Siria e Spagna. Tutti, in quello che è lo spirito della manifestazione, hanno proposto ricette a base di tonno rosso del Mediterraneo, ciascuno ambasciatore della propria tradizione culinaria e del proprio legame con il mare.

Gli chef in gara

Per l’Australia ai fornelli la coppia di chef, Danny Mc Cubbin e Josè Massolo. Danny è il fondatore di The Good Kitchen, una “cucina comunitaria” a Mussomeli, nel cuore della Sicilia, nata con l’obiettivo di recuperare il cibo e valorizzarlo, trasformandolo in uno strumento di connessione sociale. El Salvador è stato rappresentato nella competizione da Luis Enrique Cruz Benitez e Aaron Felipe Velazques Campos, entrambi chef al ristorante messicano El Tiburon a Roma. Per la Finlandia in gara Jouni Kuru, chef e patron del ristorante Kustavin Kipinä, nell’arcipelago finlandese. E’ un imprenditore e produttore di eventi gastronomici di rilievo internazionale, ideatore di festival e format pop-up capaci di coinvolgere migliaia di partecipanti. Fondatore dell’Event Kitchen presso la Taiteen Talo di Turku, promuove un dialogo contemporaneo tra cucina, arte e cultura. Il Giappone ha schierato invece Taehwa Im, conosciuto come Nino e Marco Costeniero, detto chef Maruko, entrambi chef nella cucina di UNI Japanese Restaurant, a Cervia, nato dal desiderio di raccontare in modo autentico la cultura gastronomica nipponica. Per la squadra dell’Italia hanno gareggiato Francesco Vitale e Roberto Pisano. Il primo guida la cucina di Arieddas, in italiano “brezza”, il ristorante di Cantine Su’entu a Sanluri. Pisano, piemontese di nascita ma sardo nel cuore, lavora al ristorante La Spigola a Golfo Aranci, su una delle più belle spiagge della Sardegna. Il Marocco gareggia con Zahira Fenouri, originaria di Casablanca, chef alla Locanda Allevè a Pragelato, dove porta in cucina la sua storia, le sue radici e una visione gastronomica fatta di autenticità, contaminazione e passione.  Con lei in squadra Widdy Merdad, giovane chef con una grande passione per la cucina che lavora all’Hotel Forestis a Bressanone. Per la squadra della Siria ai fornelli ci sono stati  Somar Ismail e Alaa Al Masri del ristorante di cucina libanese e siriana Layalina a Roma. La Spagna è scesa in campo con Bernd H. Knöller, chef e patron del Ristorante RiFF a Valencia, una stella Michelin, una figura di riferimento della cucina mediterranea contemporanea con oltre quarant’anni di esperienza internazionale. Con lui in squadra lo chef Miguel Saval, che lavora nello stesso ristorante.

La giuria tecnica, l’assaggio degli esperti

Le creazioni degli chef saranno valutate da una giuria tecnica guidata da Laura Maragliano, direttrice editoriale del mensile Sale&Pepe, e composta da Desirè Capozzo, giornalista di Elle Gourmet, Roberto Giacobbo, giornalista, conduttore e volto del programma “Freedom – Oltre il confine”, Giuliano Greco, titolare della Carloforte Tonnare, Lara Leovino, giornalista di Bell’Italia, Fabrizio Nonis, conosciuto come El Bekèr, volto di Gambero Rosso, Manolo Orgiana, giornalista di Identità Golose, Gianluca Pacella dell’Ansa, Shigeru Hayàshi fondatore della società di consulenza SoloItalia, di Eataly Japan e scrittore di libri legati al cibo e al vino e Gaetano Urzì di Slow Food. A decretare il vincitore anche una giuria popolare formata dai visitatori della manifestazione.

I conduttori del Girotonno

Quest’anno a condurre tutti gli appuntamenti del World Tuna Competition e i Cooking show sul palco, oltre ai confermatissimi Federico Quaranta e Valentina Caruso, c’è stata anche una new entry: Peppone Calabrese, volto noto di Linea Verde. Un trio pazzesco, tre straordinari professionisti, volti amati della tv che non hanno bisogno di presentazioni. Sono loro le voci della rassegna e dei suoi protagonisti sul palco allestito sul corso Battellieri raccontando le emozioni della gara internazionale di tonno, gli chef e le ricette protagoniste dei cooking show.

Girotonno Live Cooking

Dal vivo i maggiori interpreti della cucina italiana e internazionale

Dopo Diana Beltran, Fulvio Marino e Vincenzo Sorvillo, oggi (lunedì 1 giugno) al Girotonno Live Cooking è la volta degli chef Antonio Colasanto, finalista di MasterChef Italia 10, Stefano De Gregorio del ristorante Deg di Busto Arsizio e Nicola Paulis, chef del ristorante Corte Rubja ad Iglesias. Infine, domani (martedì 2 giugno), sul palco del Tuna Theatre, saliranno il maestro giapponese Haruo Hichikawa chef e patron dell’omonimo ristorante a Milano, e Takeru Ogiso. Subito dopo toccherà a Fabrizio Nonis, conosciuto come El Bekèr, e Luca Pappagallo, tra i cuochi più seguiti e amati del web, che daranno vita a uno show coinvolgente, firmato Food Network. A chiudere in grande la manifestazione saranno i protagonisti della cucina carlofortina: Luigi e Antonello Pomata, Vittorio e Luca Poma, Andrea e Cristiano Rosso, Secondo ed Enrico Borghero che calcheranno il palco per un cooking show corale che celebra identità, tradizione e comunità.

Gli appuntamenti del Girotonno Live Cooking sono a pagamento. Il costo del biglietto è di 15 euro. Il ticket dà diritto ad una degustazione di una ricetta preparata da uno chef ed un bicchiere di vino. I ticket sono acquistabili presso l’Ufficio Turistico del Comune di Carloforte in Piazza Carlo Emanuele III nei giorni dell’evento.

Grande lavoro e partecipazione per la riuscita dell’evento gastronomico internazionale hanno assicurato i ragazzi dell’Istituto professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Galileo Ferraris” (Ipia) di Iglesias accompagnati dalla vice preside Elisabetta Medde e dai docenti Luigi Belvedere, Marcello Tatti, Giacomo Bachis e Rossella Deidda.

Le degustazioni in banchina

Tante ricette a base di tonno rosso al Tuna Food Village, l’area più vivace dell’intera manifestazione. Qui il profumo del mare si mescola a quello dei fornelli, regalando un’esperienza gastronomica che celebra la tradizione carlofortina con protagonista indiscusso: il tonno di corsa. Durante i giorni dell’evento, il Tuna Food Village accoglie visitatori e appassionati a pranzo e a cena, offrendo menù degustazione per tutti i gusti: pasticcio alla carlofortina, insalata di cous cous e tonno in umido. Sapori semplici, ma ricchi di storia, che raccontano l’identità di un’isola legata da secoli alla pesca e alla lavorazione del tonno. Diversi i ticket disponibili: 20 euro per un menu completo composto da tre portate (pasticcio, cous cous e cotoletta di tonno), accompagnate da una bottiglietta d’acqua e un panino; 12 euro per una portata a scelta, sempre con acqua e panino inclusi; 10 euro (da utilizzare tra le 15:30 e le 18:30) per una portata a scelta e un bicchiere di vino o una birra artigianale da 30 cl. Infine, per chi desidera semplicemente gustare un buon calice, è disponibile il ticket da 3 euro, che comprende vino o birra artigianale. I biglietti si possono acquistare direttamente nella banchina Mamma Mahon durante l’evento.

Anche quest’anno, per avere tutte le informazioni sul Girotonno, basterà raggiungere l’Infopoint all’interno del Tuna Village. Ad accogliervi ci saranno gli studenti della 3B del Liceo Linguistico dell’Istituto Globale Carloforte.

 

«Le condizioni in cui versano numerose strade provinciali del Sulcis Iglesiente, tra cui la SP2, la SP 73, la SP 109 e molte altre arterie fondamentali per il collegamento tra i centri del territorio, rappresentano ormai un problema strutturale e non certo limitato alla sola stagione estiva.
In diversi tratti il transito dei veicoli è reso difficoltoso dal manto stradale gravemente danneggiato, dalla presenza di buche, avvallamenti e carreggiate deteriorate. Durante il periodo invernale, inoltre, le buche vengono spesso riempite dall’acqua piovana, diventando di fatto invisibili agli automobilisti e trasformandosi in vere e proprie insidie per chi percorre quotidianamente queste strade. Con l’arrivo della stagione estiva, al problema del manto stradale dissestato si aggiunge quello della mancata manutenzione delle cunette e dei bordi stradali, dove l’erba raggiunge altezze tali da compromettere la visibilità degli automobilisti, soprattutto in prossimità di curve, incroci e accessi laterali.»

Lo scrive, in una nota, Armando Linzas, consigliere di minoranza al comune di Sant’Anna Arresi.

«La sicurezza delle persone deve venire prima di tutto. Non è accettabile che cittadini, lavoratori, famiglie, turisti e operatori economici siano costretti ogni giorno a percorrere strade in condizioni precarie, rischiando danni ai mezzi e, soprattutto, la propria incolumitàaggiunge Armando Linzas -. Sappiamo che la Provincia del Sulcis Iglesiente ha stanziato recentemente risorse per interventi in diverse arterie stradali, tra le quali quelle citate, ma in attesa che vengano realizzati i lavori, è necessario che si intervenga per mettere una pezza alle situazioni più gravi, dove il manto stradale è maggiormente dissestato e sono presenti buche che in qualche caso appaiono vere e proprie voragini. Non si può attendere che accada un incidente grave prima di intervenire.»

 

E’ indetta la ventiseiesima edizione del “Premio qualità mieli tipici della Sardegna”. Il concorso è organizzato da comune di Guspini, comune di Arbus, Pro Loco Guspini, GAL Linas Campidano e Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, con la collaborazione dell’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele.

Il concorso è riservato a mieli prodotti in Sardegna e ha lo scopo di incentivare le migliori produzioni di miele e valorizzare le diverse qualità di miele prodotto in Sardegna.

Gli apicoltori che intendono partecipare al Concorso dovranno consegnare i campioni di miele entro il:

– 4 luglio 2026 (per tutte le tipologie di miele autunnale 2025 e primaverile 2026).

– 30 luglio 2026 (per le tipologie di miele di eucalipto e monofloreali estivi, quali castagno, timo, ecc.).

I campioni, corredati della scheda di partecipazione potranno essere consegnati e/o spediti direttamente all’associazione Pro Loco Guspini – via San Nicolò, 17 – 09036 Guspini (SU).

La consegna degli attestati di qualità e delle analisi avverrà a Montevecchio, il giorno 29 agosto 2026, in occasione del convegno all’interno della XXXIII Sagra del Miele.

Una domenica all’insegna della biodiversità e dell’educazione ambientale. Il 31 maggio 2026, la suggestiva cornice dell’Oasi WWF Monte Arcosu, nel cuore del Parco Naturale di Gutturu Mannu, ha ospitato la Giornata delle Oasi del WWF. L’evento, che ha richiamato numerose famiglie con escursioni guidate e laboratori creativi, ha visto la collaborazione del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale (CFVA) della Regione Sardegna.
A testimoniare la rilevanza istituzionale e l’impegno sul campo del Corpo, erano presenti il Comandante del CFVA e il personale della Stazione Forestale di Uta.
Un momento toccante della manifestazione ha visto come protagonisti i bambini, coinvolti dal personale del Corpo forestale durante le operazioni di rilascio di fauna selvatica.
Sono state liberate 11 tartarughe indigene. Gli esemplari erano stati allevati in cattività e regolarmente consegnati da privati cittadini che li detenevano legittimamente con regolare certificazione CITES, a dimostrazione di una catena virtuosa tra istituzioni e popolazione.
Subito dopo il personale forestale ha liberato anche un bellissimo esemplare di gheppio. Il rapace era stato precedentemente soccorso in difficoltà e curato presso il Centro per l’Allevamento e il Recupero della Fauna Selvatica (CARFS) di Monastir.
Il Corpo forestale ha ormai una consolidata tradizione di partecipazione a tutti quegli eventi volti a sensibilizzare i cittadini, e in particolare le nuove generazioni, alla fruizione responsabile e sostenibile della natura.

 

Lettera aperta del dottor Giorgio Madeddu alla presidente della Regione Alessandra Todde.

Gentilissima Alessandra Todde, Presidente Regione Sardegna

Le invio questa mia riflessione perché Le riconosco sensibilità e attenzione alle difficoltà della Sardegna ma non posso condividere alcune iniziative proposte dai Direttori Generali delle Asl individuati dal “Campo Largo” come necessarie e inevitabili.

Desidero proporle una riflessione e se possibile avere la sua opinione.

28 febbraio 2026 “L’Unione Sarda”

“L’ASCOT – precisa la ASL di Carbonia – svolge le stesse funzioni normalmente affidate ai medici di medicina generale: monitoraggio dei pazienti cronici e fragili. Particolare attenzione alla popolazione anziana, gestione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale”.
“Nessuna interruzione dell’assistenza, comunica la ASL, dichiarando di essersi attivata con largo anticipo per prevenire criticità. L’attivazione dell’ASCOT, secondo il D.G. Paolo Cannas, risponde adeguatamente ai bisogni assistenziali del territorio, offrendo un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

Analizziamo insieme Presidente e Assessore alla Sanità Todde:

A) Stesse funzioni affidate ai medici di Famiglia?

Iglesias, dopo pensionamenti e rinunce di 3 Medici di Famiglia, scopre che per 4.500 Pazienti non è possibile individuare nuovi Sanitari che possano prendersi cura di loro. La ASL di Carbonia istituisce presso l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias l’ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriali) che prevede dal lunedì al venerdì un medico presente per 5 ore, in sintesi 25 ore alla settimana. I 3 Medici di famiglia in una settimana garantivano ai 4500 pazienti tra ambulatorio, domiciliari, reperibilità telefonica per urgenze, rassicurazioni su dubbi terapeutici e impegni di natura burocratica, sempre più invadenti, 186 ore settimanali (62 x 3). E’ evidente, ma non per il Vostro Dott. Cannas, che la Comunità degli Orfani di Medico di Famiglia si troverà ad affrontare una realtà nuova, precaria con aggravio per l’intero sistema sanitario: Guardia Medica, 118, Pronto Soccorso e chiaramente medicina difensiva alle stelle. Fino a 6 mesi addietro affiancavo 1.500 Pazienti, ancora oggi 200 sono senza Medico benché il Distretto sanitario di Iglesias mi avesse garantito entro i primi di novembre adeguata soluzione per tutti.

Ogni giorno concludevo faticosamente la mia giornata dopo le 21 con non poche preoccupazioni per le difficoltà che incrociavano i Pazienti per accedere al sistema sanitario non certo universalistico, per niente gratuito e sempre meno accessibile a troppi.
Un Medico dell’ASCOT di Iglesias in 5 ore di ambulatorio senza triage, sostituisce 3 Colleghi quindi 100 minuti per ogni Medico; eppure io che conoscevo una vita i Pazienti, con una segretaria dedicata, dopo 12 ore mi sentivo spesso inadeguato. Dopo oltre due mesi di attività dell’ASCOT iglesiente non si registra una sola visita domiciliare (utilissima e produttiva attività del Medico di Famiglia, previene accessi impropri ai servizi d’urgenza) ma forse Lei Presidente Todde potrebbe richiedere al Dott. Cannas una sintesi dell’attività extra ambulatoriale, potrei nella mia indagine essere stato superficiale.
Un Medico di Famiglia ogni mese tra Visite Programmate ai Pazienti cronici, allettati, in ADI, dimissioni ospedaliere e necessità impreviste raggiunge a domicilio mediamente 3 Pazienti al giorno. Recentemente ho visitato i locali dell’ASCOT, la fiumana dei richiedenti arrivava a 120, alle 13.00 un centinaio di Pazienti era stato servito, gli altri a casa, 3 minuti a Paziente!!! Eppure: “Stesse Funzioni….” Io non mi permetto di avanzare consigli ma senza mettere in discussione i tanti consiglieri e Direttori Generali che le hanno presentato L’ASCOT come brillante alternativa e le possono riferire quanto non la fa soffrire prenda, senza preavviso a metà mattina, il numeretto segna coda e sperimenti come ho fatto io le “stesse funzioni” poi con calma le paragoniamo a come eravamo abituati.

B) “La ASL 7 si è attivata con largo anticipo per prevenire possibili disagi.”

La dichiarazione, agiografica, della ASL è patetica, il dott. Cannas avrebbe fatto ben altra figura se avesse evitato questa imprudenza. Inviai alla dottoressa Campus e per conoscenza al Presidente Solinas le previsioni sulle inevitabili criticità della Medicina Generale del Sulcis nel 2022. E’ proprio vero “…non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra …” Che strano, il dott. Cannas e la d.ssa Campus erano colleghi, D.G. Solinasiani, ma forse non dialogavano su queste problematiche “provinciali”, condividevano altri, più importanti obiettivi. Sarà mia premura farle avere la nota cestinata senza risposta perché i Direttori Generali (storicamente tutti, anche i segnalati dal centro sinistra) di solito non rispondono se non a coloro che li nominano.

C) “L’ASCOT è un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

I primi servizi ASCOT in Sardegna emergono nell’oristanese quando l’8 marzo 2023 il D.G. della ASL dott. Serusi propone un bando per Medici disponibili alle ASCOT per 10 sedi carenti di Medico di Famiglia. La settimana successiva con lo stesso entusiasmo di chi vince la Coppa dei Campioni dichiara che ben 90 medici sono disponibili, un trionfo! Oggi le 10 ASCOT, furono virali e molto contagiose, sono diventate 44. Il dott. Serusi sicuramente per tanti altri meriti è stato reclutato anche dal “Campo Largo”, oggi guida AREUS.
Nel 2023 l’attuale Direttore Generale allora alla ASL di Nuoro in, chiaramente fraterna, competizione con il Solinasiano Seruci attiva il 21 aprile (medaglia d’argento) un bando (rispondere alla carenza di 24 medici di Famiglia) per 9 sedi ASCOT (Bitti, Oliena, Olzai-Ottana, Orotelli, Sarule, Fonni, Orgosolo, Dualchi e Nuragugume) anche in quella occasione l’ASCOT farà tutto (lo garantisce Lui), ma sopra tutto sarà “temporaneo”. Giugno 2023 mezzo trionfo, risposta molto positiva: 34 medici dichiarano disponibilità agli ASCOT a questi si aggiunge Macomer.

Dai primi di Gennaio 2026 Dott. Cannas Dirige la ASL 7 di Carbonia, come si sono evoluti gli ASCOT temporanei da Lui inaugurati del nuorese? Tutti operativi i primi con integrazione delle new entry: Siniscola, Sorgono, Dorgali, due Ascot a Nuoro e se Lei, Presidente Todde, fosse interessata nel portale della ASL di Nuoro e del resto della Sardegna troverebbe tutte le recenti moltiplicazioni (ASCOT FOREVER).
Stravagante l’affermazione del Dott. Cannas : Servizio Sanitario Temporaneo. Non sarà sfuggito ai suoi consiglieri la tendenza a rinunciare agli incarichi per Medico di Famiglia disertando i bandi (si sono presentati in 70 su quasi 500 posti vacanti) e l’esaltante partecipazione ai bandi per le sedi ASCOT.
Il motivo sta tutto nella triade: Fatica, Responsabilità e Denaro. Il Medico di Famiglia svolge una professione emozionante, si prende cura del Paziente nella sua globalità, è un esercizio opposto alla frettolosa e asettica ricettazione; è ascolto, accoglienza, studio anche di quanto i soli esami non raccontano, affianca il Paziente per un lungo tratto della sua esistenza e percepisce la responsabilità per la fiducia che in lui si riversa. E’ totalizzante, dopo il Covid non offre possibilità alternative, tralasci famiglia, passioni, volontariato, diventi ostaggio di una responsabilità che non ammette tentennamenti, potresti arrenderti? Sarebbe umano pensarci.
Il Danaro gioca un ruolo importante: il compenso per 5 ore di ASCOT è di 300 euro, il compenso per 12 ore di lavoro del Medico di Famiglia si aggira, considerando le spese, sulla metà, si comprende meglio perché è molto più seducente disertare alcuni bandi e non altri. Il pericolo reale Onorevole Todde aleggia inesorabile, la nostra regione rischia di trasformarsi in un ASCOTIFICIO o meglio in un SARDASCOTIFICIO e Lei potenziale Madrina della cerimonia, la tendenza è incontenibile se non si procede a nuove iniziative.
L’ASCOT pensiero rappresenta la sconfitta della sanità territoriale, annulla la possibilità per il Malato di poter fare affidamento su un Medico di fiducia per tutta la giornata sapendo che lo troverà disponibile sempre, una amicizia itinerante che si trasforma in rassicurazione ansiolitica.
Durante i primi 6 mesi da pensionato ho ricevuto numerose segnalazioni di Pazienti senza medico di Famiglia due mi hanno indignato e lasciato senza parole.
Signora Giovanna invalida, 92 anni: “…e adesso chi mi cura?”;
Signora Anna 90 anni invalida, grave cardiopatia, allettata, in terapia con i nuovi anticoagulanti orali, da diversi giorni senza terapia perché l’ASCOT (come qualsiasi altro ufficio) rispetta rigorosamente il segna coda e l’orario di chiusura dell’ambulatorio, quindi poca sensibilità, nessuna elasticità tantomeno valorizzazioni delle priorità.
Davanti a questa realtà di decadenza sanitaria non possiamo invocare pezzette come ASCOT né tamponamenti momentanei o inaugurazioni di distrazione di massa ma programmare in tempi purtroppo non brevi una trasformazione globale di un Servizio Sanitario ormai in transumanza verso la Sanità privata.
Le possibili proposte sul tavolo per la sanità territoriale (di prossimità la definite con orgoglio): Case e Ospedali di Comunità che a macchia di leopardo stanno per inaugurarsi. Sono locali, muri, letti, sopramobili, senza operatori. Prevedo che l’ASCOT pensiero verrà utilizzato costantemente e queste strutture saranno ASCOTizzate, inevitabili tagli di nastri tricolori con Sindaci brillanti che antepongono i contenitori e il proprio narcisismo all’essenzialità dei bisogni sanitari.
Alcune iniziative, fondamentali, sono state proposte con passione dal Movimento 5 Stelle e mi permetto di valorizzarne la loro attualità ma, andrebbero sostenute.

1) Libero Accesso alla Facoltà di Medicina
2) Direttori Generali delle ASL e dirigenti sanitari indicati dopo pubblico concorso.
3) Obbligo dopo la specializzazione di esercitare per almeno 5 anni nel Servizio Pubblico
4) Chiedere la partecipazione della Comunità a nuovi stili di vita e vivere da protagonisti la medicina preventiva.

La condizione precaria, terminale, del Servizio Sanitario Nazionale invoca scelte radicali, impopolari che richiedono pazienza e sacrifici per la Comunità vittima sacrificale della sanità dei partiti. Non si otterrà nessun miglioramento se non avremo il coraggio di scegliere tra chi merita e i maggiordomi.

Onorevole Todde Buon Lavoro, Rifletta.

UNA COMUNITA’ CHE NON SOSTIENE LA VITA DEBOLE HA I GIORNI CONTATI

Giorgio Madeddu
Medico di Famiglia in Pensione
Resp. Scientifico “Amici della Vita San Giuseppe”