1 June, 2026
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«La Sardegna: un ascotificio?». Lettera aperta del dottor Giorgio Madeddu alla presidente della Regione Alessandra Todde

Lettera aperta del dottor Giorgio Madeddu alla presidente della Regione Alessandra Todde.

Gentilissima Alessandra Todde, Presidente Regione Sardegna

Le invio questa mia riflessione perché Le riconosco sensibilità e attenzione alle difficoltà della Sardegna ma non posso condividere alcune iniziative proposte dai Direttori Generali delle Asl individuati dal “Campo Largo” come necessarie e inevitabili.

Desidero proporle una riflessione e se possibile avere la sua opinione.

28 febbraio 2026 “L’Unione Sarda”

“L’ASCOT – precisa la ASL di Carbonia – svolge le stesse funzioni normalmente affidate ai medici di medicina generale: monitoraggio dei pazienti cronici e fragili. Particolare attenzione alla popolazione anziana, gestione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale”.
“Nessuna interruzione dell’assistenza, comunica la ASL, dichiarando di essersi attivata con largo anticipo per prevenire criticità. L’attivazione dell’ASCOT, secondo il D.G. Paolo Cannas, risponde adeguatamente ai bisogni assistenziali del territorio, offrendo un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

Analizziamo insieme Presidente e Assessore alla Sanità Todde:

A) Stesse funzioni affidate ai medici di Famiglia?

Iglesias, dopo pensionamenti e rinunce di 3 Medici di Famiglia, scopre che per 4.500 Pazienti non è possibile individuare nuovi Sanitari che possano prendersi cura di loro. La ASL di Carbonia istituisce presso l’Ospedale Santa Barbara di Iglesias l’ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriali) che prevede dal lunedì al venerdì un medico presente per 5 ore, in sintesi 25 ore alla settimana. I 3 Medici di famiglia in una settimana garantivano ai 4500 pazienti tra ambulatorio, domiciliari, reperibilità telefonica per urgenze, rassicurazioni su dubbi terapeutici e impegni di natura burocratica, sempre più invadenti, 186 ore settimanali (62 x 3). E’ evidente, ma non per il Vostro Dott. Cannas, che la Comunità degli Orfani di Medico di Famiglia si troverà ad affrontare una realtà nuova, precaria con aggravio per l’intero sistema sanitario: Guardia Medica, 118, Pronto Soccorso e chiaramente medicina difensiva alle stelle. Fino a 6 mesi addietro affiancavo 1.500 Pazienti, ancora oggi 200 sono senza Medico benché il Distretto sanitario di Iglesias mi avesse garantito entro i primi di novembre adeguata soluzione per tutti.

Ogni giorno concludevo faticosamente la mia giornata dopo le 21 con non poche preoccupazioni per le difficoltà che incrociavano i Pazienti per accedere al sistema sanitario non certo universalistico, per niente gratuito e sempre meno accessibile a troppi.
Un Medico dell’ASCOT di Iglesias in 5 ore di ambulatorio senza triage, sostituisce 3 Colleghi quindi 100 minuti per ogni Medico; eppure io che conoscevo una vita i Pazienti, con una segretaria dedicata, dopo 12 ore mi sentivo spesso inadeguato. Dopo oltre due mesi di attività dell’ASCOT iglesiente non si registra una sola visita domiciliare (utilissima e produttiva attività del Medico di Famiglia, previene accessi impropri ai servizi d’urgenza) ma forse Lei Presidente Todde potrebbe richiedere al Dott. Cannas una sintesi dell’attività extra ambulatoriale, potrei nella mia indagine essere stato superficiale.
Un Medico di Famiglia ogni mese tra Visite Programmate ai Pazienti cronici, allettati, in ADI, dimissioni ospedaliere e necessità impreviste raggiunge a domicilio mediamente 3 Pazienti al giorno. Recentemente ho visitato i locali dell’ASCOT, la fiumana dei richiedenti arrivava a 120, alle 13.00 un centinaio di Pazienti era stato servito, gli altri a casa, 3 minuti a Paziente!!! Eppure: “Stesse Funzioni….” Io non mi permetto di avanzare consigli ma senza mettere in discussione i tanti consiglieri e Direttori Generali che le hanno presentato L’ASCOT come brillante alternativa e le possono riferire quanto non la fa soffrire prenda, senza preavviso a metà mattina, il numeretto segna coda e sperimenti come ho fatto io le “stesse funzioni” poi con calma le paragoniamo a come eravamo abituati.

B) “La ASL 7 si è attivata con largo anticipo per prevenire possibili disagi.”

La dichiarazione, agiografica, della ASL è patetica, il dott. Cannas avrebbe fatto ben altra figura se avesse evitato questa imprudenza. Inviai alla dottoressa Campus e per conoscenza al Presidente Solinas le previsioni sulle inevitabili criticità della Medicina Generale del Sulcis nel 2022. E’ proprio vero “…non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra …” Che strano, il dott. Cannas e la d.ssa Campus erano colleghi, D.G. Solinasiani, ma forse non dialogavano su queste problematiche “provinciali”, condividevano altri, più importanti obiettivi. Sarà mia premura farle avere la nota cestinata senza risposta perché i Direttori Generali (storicamente tutti, anche i segnalati dal centro sinistra) di solito non rispondono se non a coloro che li nominano.

C) “L’ASCOT è un riferimento sanitario temporaneo alla comunità locale.”

I primi servizi ASCOT in Sardegna emergono nell’oristanese quando l’8 marzo 2023 il D.G. della ASL dott. Serusi propone un bando per Medici disponibili alle ASCOT per 10 sedi carenti di Medico di Famiglia. La settimana successiva con lo stesso entusiasmo di chi vince la Coppa dei Campioni dichiara che ben 90 medici sono disponibili, un trionfo! Oggi le 10 ASCOT, furono virali e molto contagiose, sono diventate 44. Il dott. Serusi sicuramente per tanti altri meriti è stato reclutato anche dal “Campo Largo”, oggi guida AREUS.
Nel 2023 l’attuale Direttore Generale allora alla ASL di Nuoro in, chiaramente fraterna, competizione con il Solinasiano Seruci attiva il 21 aprile (medaglia d’argento) un bando (rispondere alla carenza di 24 medici di Famiglia) per 9 sedi ASCOT (Bitti, Oliena, Olzai-Ottana, Orotelli, Sarule, Fonni, Orgosolo, Dualchi e Nuragugume) anche in quella occasione l’ASCOT farà tutto (lo garantisce Lui), ma sopra tutto sarà “temporaneo”. Giugno 2023 mezzo trionfo, risposta molto positiva: 34 medici dichiarano disponibilità agli ASCOT a questi si aggiunge Macomer.

Dai primi di Gennaio 2026 Dott. Cannas Dirige la ASL 7 di Carbonia, come si sono evoluti gli ASCOT temporanei da Lui inaugurati del nuorese? Tutti operativi i primi con integrazione delle new entry: Siniscola, Sorgono, Dorgali, due Ascot a Nuoro e se Lei, Presidente Todde, fosse interessata nel portale della ASL di Nuoro e del resto della Sardegna troverebbe tutte le recenti moltiplicazioni (ASCOT FOREVER).
Stravagante l’affermazione del Dott. Cannas : Servizio Sanitario Temporaneo. Non sarà sfuggito ai suoi consiglieri la tendenza a rinunciare agli incarichi per Medico di Famiglia disertando i bandi (si sono presentati in 70 su quasi 500 posti vacanti) e l’esaltante partecipazione ai bandi per le sedi ASCOT.
Il motivo sta tutto nella triade: Fatica, Responsabilità e Denaro. Il Medico di Famiglia svolge una professione emozionante, si prende cura del Paziente nella sua globalità, è un esercizio opposto alla frettolosa e asettica ricettazione; è ascolto, accoglienza, studio anche di quanto i soli esami non raccontano, affianca il Paziente per un lungo tratto della sua esistenza e percepisce la responsabilità per la fiducia che in lui si riversa. E’ totalizzante, dopo il Covid non offre possibilità alternative, tralasci famiglia, passioni, volontariato, diventi ostaggio di una responsabilità che non ammette tentennamenti, potresti arrenderti? Sarebbe umano pensarci.
Il Danaro gioca un ruolo importante: il compenso per 5 ore di ASCOT è di 300 euro, il compenso per 12 ore di lavoro del Medico di Famiglia si aggira, considerando le spese, sulla metà, si comprende meglio perché è molto più seducente disertare alcuni bandi e non altri. Il pericolo reale Onorevole Todde aleggia inesorabile, la nostra regione rischia di trasformarsi in un ASCOTIFICIO o meglio in un SARDASCOTIFICIO e Lei potenziale Madrina della cerimonia, la tendenza è incontenibile se non si procede a nuove iniziative.
L’ASCOT pensiero rappresenta la sconfitta della sanità territoriale, annulla la possibilità per il Malato di poter fare affidamento su un Medico di fiducia per tutta la giornata sapendo che lo troverà disponibile sempre, una amicizia itinerante che si trasforma in rassicurazione ansiolitica.
Durante i primi 6 mesi da pensionato ho ricevuto numerose segnalazioni di Pazienti senza medico di Famiglia due mi hanno indignato e lasciato senza parole.
Signora Giovanna invalida, 92 anni: “…e adesso chi mi cura?”;
Signora Anna 90 anni invalida, grave cardiopatia, allettata, in terapia con i nuovi anticoagulanti orali, da diversi giorni senza terapia perché l’ASCOT (come qualsiasi altro ufficio) rispetta rigorosamente il segna coda e l’orario di chiusura dell’ambulatorio, quindi poca sensibilità, nessuna elasticità tantomeno valorizzazioni delle priorità.
Davanti a questa realtà di decadenza sanitaria non possiamo invocare pezzette come ASCOT né tamponamenti momentanei o inaugurazioni di distrazione di massa ma programmare in tempi purtroppo non brevi una trasformazione globale di un Servizio Sanitario ormai in transumanza verso la Sanità privata.
Le possibili proposte sul tavolo per la sanità territoriale (di prossimità la definite con orgoglio): Case e Ospedali di Comunità che a macchia di leopardo stanno per inaugurarsi. Sono locali, muri, letti, sopramobili, senza operatori. Prevedo che l’ASCOT pensiero verrà utilizzato costantemente e queste strutture saranno ASCOTizzate, inevitabili tagli di nastri tricolori con Sindaci brillanti che antepongono i contenitori e il proprio narcisismo all’essenzialità dei bisogni sanitari.
Alcune iniziative, fondamentali, sono state proposte con passione dal Movimento 5 Stelle e mi permetto di valorizzarne la loro attualità ma, andrebbero sostenute.

1) Libero Accesso alla Facoltà di Medicina
2) Direttori Generali delle ASL e dirigenti sanitari indicati dopo pubblico concorso.
3) Obbligo dopo la specializzazione di esercitare per almeno 5 anni nel Servizio Pubblico
4) Chiedere la partecipazione della Comunità a nuovi stili di vita e vivere da protagonisti la medicina preventiva.

La condizione precaria, terminale, del Servizio Sanitario Nazionale invoca scelte radicali, impopolari che richiedono pazienza e sacrifici per la Comunità vittima sacrificale della sanità dei partiti. Non si otterrà nessun miglioramento se non avremo il coraggio di scegliere tra chi merita e i maggiordomi.

Onorevole Todde Buon Lavoro, Rifletta.

UNA COMUNITA’ CHE NON SOSTIENE LA VITA DEBOLE HA I GIORNI CONTATI

Giorgio Madeddu
Medico di Famiglia in Pensione
Resp. Scientifico “Amici della Vita San Giuseppe”

I playoff di Prima C
Il Corpo forestale e
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