2 November, 2026

«Per anni il sistema museale della nostra città è stato gestito come una filiera virtuosa ed efficiente che, partendo dallo scavo archeologico e passando dal restauro, dallo studio e dalla catalogazione dei reperti, arrivava fino all’esposizione degli stessi nei musei cittadini. Oggi questa eccellenza del territorio è a rischio, messa in pericolo da un lato dalla scellerata gestione regionale che con una serie di scelte inspiegabili ha eliminato completamente la voce relativa all’archeologia dal capitolato del bando relativo all’affidamento dei servizi del Parco Geominerario e, conseguentemente, impedito l’impiego dei lavoratori ex Ati-Ifras nei cantieri archeologici; dall’altro da un bando comunale che ha di fatto eliminato le figure di coordinamento e gestione del sistema, affidandole ad un concorso pubblico per funzionari che non è stato mai espletato, senza neppure prevedere un periodo di proroga degli attuali incarichi quantomeno per coprire il periodo di “vuoto” tra la scadenza degli attuali contratti e le eventuali nuove nomine.»

Lo scrive, in una nota, Luca Pizzuto, segretario regionale di Articolo UNO ed ex consigliere regionale.

«Il sistema museale si ritrova di colpo senza quelle persone che negli ultimi 25 anni lo hanno creato e diretto pur tra mille difficoltà e domani lo scavo archeologico del Nuraghe Sirai chiuderà i battenti, mandando a casa gli archeologi e ricollocando gli operai ad altre mansioni ancora tutte da definire – aggiunge Luca Pizzuto -. Una situazione che va a distruggere anni di studio, promozione e lavoro non solo a Carbonia ma in tutto il sistema archeologico del Sulcis, dimostrando ancora una volta quanto il nostro territorio venga poco considerato dal governo regionale, che ha evidentemente ben altre priorità.»

«Oltre ad esprimere la nostra solidarietà alla direttrice Carla Perra, all’archeologo Matteo Tatti, collaboratore del cantiere, e a tutti i lavoratori – conclude Luca Pizzuto -, chiediamo che l’amministrazione cittadina si impegni a preservare per quanto possibile un’eccellenza territoriale, e alla Giunta regionale di fermare al più presto questo scempio culturale e reintrodurre immediatamente la promozione e la tutela del patrimonio archeologico tra le finalità del Parco Geominerario.»

 

«Il cantiere archeologico di Nuraghe Sirai chiude. Quanto temevamo è diventato realtà. Dopo quasi VENTI ANNI di attività di studio, ricerche, scavo archeologico, restauri, manutenzione, tutela, valorizzazione, dopo tutti gli investimenti fatti per formare un gruppo di lavoratori altamente specializzati, si chiude. La politica ha voluto così.»
Sono le parole amare con le quali l’archeologo Matteo Tatti ha annunciato il triste epilogo del grande progetto di valorizzazione del Nuraghe Sirai.
«A niente sono valsi incontri, sollecitazioni, proteste, richiami, striscioni, appelli. Dai primi di maggio i lavoratori verranno spostati ad altre mansioni, in altri luoghi. E l’archeologo, come sempre, a casa. Rimane il valore altamente simbolico del sostegno di tutti voi», ha concluso Matteo Tatti.

«Il rigetto, da parte del TAR Lazio, dell’istanza di misura cautelare avanzata da RWM Italia non è affatto un GAME OVER. Il processo davanti al Tribunale amministrativo continua, mentre prepariamo l’appello al Consiglio di Stato contro l’ordinanza resa dal TAR in sede cautelare.»
Lo afferma l’amministratore delegato di RWM Italia, Fabio Sgarzi, dopo il primo atto del processo avviato dall’Azienda contro la revoca delle licenze di esportazione di bombe di aereo verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, decisa dal ministero degli Affari Esteri.
«Avevamo chiesto ai giudici di considerare la misura cautelare più idonea: non si pretendeva l’immediata ripresa delle esportazioni, ma uno strumento che, in attesa della decisione finale, aiutasse l’azienda a evitare la cancellazione dei contratti. Invece il TAR ha scelto la via più semplice e veloce del rigetto – aggiunge Fabio Sgarzi -. Inoltre, le revoche decise a gennaio 2021, a Governo Conte 2 dimissionario, sono state motivate con documenti che il ministero degli Affari esteri si è rifiutato di mostrare e che il TAR non ha esaminato e ci ha negato di vedere.»
«Chiederemo subito al Consiglio di Stato che riveda le decisioni del TAR e, in particolare, intervenga contro il negato accesso agli atti del ministero degli Affari esteri, perché ci venga garantito il diritto di difenderci adeguatamente – prosegue l’amministratore delegato di RWM Italia -. Un autorevole articolo di stampa di questi giorni informa che, a causa delle revoche delle licenze di esportazione alla RWM Italia, gli Emirati Arabi uniti e l’Arabia Saudita stanno prendendo le distanze dall’industria italiana della Difesa, non dando seguito a importanti commesse in discussione con la nostra industria di Stato. La cosa non mi sorprende.»
«Nel 2019 qualcuno ha pensato che fare di RWM Italia il capro espiatorio dell’intero comparto, per mantenere attivo il resto delle esportazioni verso tutti i Paesi della coalizione occupata in Yemen a supporto del governo legittimo e per ricavarne ritorni di politica interna, non avrebbe avuto conseguenze. Con le revoche definitive di gennaio, il ministero degli Affari esteri ha di fatto intrinsecamente espresso anche un chiaro giudizio negativo nei confronti di Arabia Saudita e Emirati Arabi uniti, quasi fossero Stati canaglia. Quale reazione ci si poteva aspettare? Eppure, soluzioni alternative, capaci di conciliare tutti gli interessi, anche quelli contrapposti, sono sempre esistite, ma fino a oggi non si sono volute prendere in considerazione – conclude Fabio Sgarzi -. Noi non ci rassegniamo e non rinunciamo ad agire in difesa delle nostre posizioni. Siamo fiduciosi che il nostro Giudice a Berlino, ovvero il Consiglio di Stato, metterà la vicenda sotto lente d’ingrandimento e che dalla sua analisi potranno uscire ristabilite verità e giustizia.»

«Le preoccupazioni che in questo anno erano state denunciate si sono puntualmente verificate. Da lunedì 3 maggio l’uscita dei 103 lavoratori ex Ifras determina la non operatività dei cantieri di Igea ma in parte anche di Carbosulcis considerato che 10 lavoratori prestavano il servizio a Nuraxi Figus per svolgere le attività del piano di messa in sicurezza della miniera. Per questo motivo, giovedì 29 aprile, si è svolta un’assemblea dei lavoratori Carbosulcis e due ore di sciopero dei lavoratori di Igea per denunciare il grave immobilismo della Regione Sardegna e della società in-house.»

La denuncia arriva dall’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL che hanno diffuso un durissimo comunicato.

«Gli incontri avvenuti martedì con l’azienda e giovedì con l’assessorato dell’Industria – si legge nel comunicato – hanno generato altra confusione e nessuna decisione operativa se non lo scaricabarile di responsabilità. Nel corso dello sciopero, i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno evidenziato ancora una volta che nella delibera approvata lo scorso 1 aprile non sono menzionate le attività di bonifica, limitando così Igea alle sole attività di gestione delle concessioni minerarie, in più si dispone una dotazione organica in cui, tra l’altro, si palesa ancora una volta la volontà di non prevedere la figura del Direttore Generale.»

«La pianta organica proposta appare non congrua per svolgere la mission aziendale mentre si palesa la trasformazione della società, nelle migliori delle ipotesi, in mera stazione appaltante; per questo motivo abbiamo chiesto all’assessora Anita Pili la possibilità di partecipare alla stesura del Piano industriale, strumento fondamentale per il futuro di Igea – aggiunge l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL -. Oltre al problema strutturale sono emersi i malumori e le preoccupazioni dei lavoratori derivanti da continui rinvii e scelte aziendali non condivisibili. Abbiamo avuto modo di reiterare la nostra richiesta all’assessora Anita Pili di dare l’opportuno indirizzo rispetto alle problematiche già da tempo evidenziate sulla modifica pianta organica che non riteniamo condivisibile, sul mancato riconoscimento di quanto previsto dal CCNL, sulla mancata discussione e applicazione della contrattazione di secondo livello e sulla decisione di trasferire gli uffici della Direzione aziendale a Cagliari, aumentando così lo scollamento e il distacco tra i vertici aziendali ed i lavoratori. A questo si aggiunge la necessità di una discussione di merito rispetto al futuro dei siti di Silius e Olmedo.»

«Martedì ci sarà un nuovo incontro con l’assessorato dell’Industria, alla presenza dell’Amministratore Unico – conclude l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL –, al fine di affrontare tutti i problemi sopra descritti. L’auspicio è che si possa delineare un percorso chiaro e condivisibile, per uscire da una situazione che, di fatto, ha portato alla contrapposizione rispetto a tutti i temi sopra menzionati.»

Cresce il numero dei nuovi positivi al Covid-19 in Sardegna, 247, su 3.421 test eseguiti (7,22%). Salgono a 54.507 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.186.276 tamponi.

Si registrano 3 nuovi decessi (1.384 in tutto). Sono 370 (+5) le persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, 49 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 16.674 e i guariti sono complessivamente 36.030 (+389).
Sul territorio, dei 54.507 casi positivi complessivamente accertati, 14.259 (+78) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.236 (+46) nel Sud Sardegna, 4.827 (+27) a Oristano, 10.593 (+9) a Nuoro, 16.592 (+87) a Sassari.

Continua a crescere il numero dei positivi al Covid-19 tra le persone domiciliate nel comune di Iglesias. Ieri il sindaco Mauro Usai aveva comunicato la presenza di 99 positivi, numero salito oggi a 108, sempre con 5 pazienti ospedalizzati. Oltre ai positivi, altre 130 persone si trovano precauzionalmente in quarantena, ieri erano 125.
Nell’ambito dell’attività di prevenzione e contenimento del Covid-19, e tenendo conto dell’evolversi della situazione sanitaria, il sindaco di Iglesias, dopo le scuole chiuse ieri, con ordinanza n. 49 del 30.04.2021, ha disposto la chiusura in via precauzionale ed eccezionale, fino al 3 maggio, della Scuola dell’Infanzia paritaria San Giuseppe Operaio.
L’Ordinanza è disponibile e consultabile nel sito internet istituzionale del comune di Iglesias.

E’ stato firmato oggi l’accordo per la concessione e il rinnovo degli ammortizzatori sociali in deroga per l’anno 2021, in favore delle lavoratrici e dei lavoratori in mobilità e dei dipendenti delle aziende che insistono nelle Aree di crisi riconosciute come complesse dalla vigente normativa nell’ambito del territorio della Regione Sardegna. Nello specifico si fa riferimento ai poli industriali di Porto Torres e di Portovesme per i quali sono state attuate misure mirate di politiche industriali che hanno come finalità il rilancio produttivo dei territori interessati.

«Un risultato importante, frutto anche del coinvolgimento dei sindacati, che garantisce un sostegno al reddito alle tante famiglie che da mesi attendono risposte concrete. La firma di oggi rappresenta il costante impegno della Giunta regionale che mira alla salvaguardia dei lavoratori che spesso vivono in condizioni al di sotto del limite previsto per definire la soglia della povertà assoluta.»
Lo ha dichiarato l’assessore regionale del Lavoro, Alessandra Zedda, a margine di un incontro che si è svolto oggi, in videoconferenza, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, per definire la sottoscrizione dell’accordo che prevede la concessione di indennità di mobilità ordinaria o in deroga, per la durata massima di 12 mesi, pari a un importo di circa 1.639 euro mensile.

«Purtroppo – ha precisato l’assessore – a causa del prolungato periodo di godimento dell’ammortizzatore in deroga, ad alcuni lavoratori l’importo dell’indennità viene decurtato in maniera significativa. Stiamo lavorando su questo fronte, insieme al viceministro dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, per risolvere urgentemente questa anomalia.»

La platea dei potenziali beneficiari, in considerazione dell’analisi effettuata dai sindacati, si ridurrebbe da 710 a circa 650 lavoratori, ciò in ragione delle situazioni individuali riconducibili a fuoriuscite per pensionamenti, decessi e altre fattispecie e tenendo conto dell’inserimento di alcune unità per recuperi e qualche nuovo ingresso. Le risorse complessive stanziate, come ha ricordato l’assessore Alessandra Zedda in apertura dei lavori, ammontano a quasi 12 milioni di euro e sono state assegnate alla Regione Sardegna dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze.

«Entro la prossima settimana – assicura l’assessore Alessandra Zedda – sarà predisposto il bando a sportello che dovrà contemplare la possibilità di istanza di concessione anche da parte di soggetti che non hanno potuto presentare domanda per vari motivi nella precedente annualità 2020. Inoltre, al fine di accelerare la procedura dei pagamenti l’Assessorato lavorerà in modo sinergico con il Ministero competente e con l’Inps.»

E’ in programma venerdì 30 aprile, alle 19.00 un evento in diretta streaming organizzato dai Giovani democratici del Sulcis Iglesiente, sulla pagina facebook (https://www.facebook.com/GDSulcisIglesiente/).
Si parlerà del nuovo assegno unico ed universale e delle politiche territoriali sui giovani, le famiglie e sul lavoro. I relatori che parteciperanno al confronto saranno Caterina Cocco (segretaria regionale CGIL Sardegna), Daniele Reginali (presidente consiglio comunale di Iglesias e segretario provinciale del PD), Rossella Pinna (consigliera regionale PD e componente IV commissione regionale su sanità e servizi regionali) ed Emanuele Cani (segretario regionale PD).

La Polizia locale del comune di Carbonia effettuerà nel corso del mese di maggio 2021 controlli sistematici su tutto il territorio comunale per verificare che siano rispettati i limiti di velocità da parte dei conducenti.

Le postazioni di controllo per il rilevamento della velocità saranno di volta in volta presegnalate, a norma di legge, dall’apposito segnale stradale di indicazione temporaneo ad alta visibilità, riproducente l’iscrizione “Polizia Municipale di Carbonia – Controllo elettronico della velocità”.

L’apparecchiatura tecnica per il rilevamento sarà impiegata con la presenza e sotto il costante controllo del personale appartenente al Comando di Polizia locale di Carbonia.

E’ stato anticipato a sabato 1 maggio, sempre alle 17.00, l’appuntamento del festival culturale Liberevento con il giornalista Luca Telese, previsto inizialmente per domenica 2 maggio.

L’incontro, organizzato come sempre in streaming sulla pagina Facebook del festival, vedrà Telese, giornalista, saggista e volto noto della tv, parlare del suo libro “Qualcuno era comunista”, pubblicato all’inizio del 2021 da Solferino editore. 

A dialogare con l’autore sarà il giornalista Carlo Floris.