16 August, 2026

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Il presidente del Consiglio comunale di Carbonia, Daniela Marras, su specifica richiesta di 6 consiglieri comunali, ha convocato la prossima seduta dell’assemblea cittadina per martedì 14 aprile alle ore 10.00 nella sala polifunzionale di piazza Roma.
In questa fase di emergenza da Covid-19, ai consiglieri comunali e agli assessori sarà consentito di partecipare alla seduta – a loro discrezionalità – in presenza oppure in videoconferenza.
La riunione verterà su due punti all’ordine del giorno indicati nel seguente modo:
1. Ordine del giorno prot. 13167 del 30 marzo 2020 – allegato A;
2. Ordine del giorno prot. 14524 dell’8 aprile 2020 – allegato B.

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«La chiave per la riapertura e per la sopravvivenza delle imprese passa attraverso un approvvigionamento sicuro e continuo dei Dispositivi di Protezione Individuale e la modifica dei modelli di comportamento aziendali. L’emergenza rappresenta inoltre l’occasione per la digitalizzazione di molte attività.»

Lo afferma la sottosegretaria del Mise Alessandra Todde (M5S) in una lunga intervista a Interris.it., quotidiano digitale fondato da don Angelo Buonaiuto, nella quale l’esponente del M5S riassume anche i punti salienti dell’azione del Governo a sostegno delle imprese.

Per Alessandra Todde «è necessario che un’azienda si prenda cura dei propri dipendenti, garantendo sia percorsi sicuri per arrivare al lavoro sia la protezione nel luogo di lavoro stesso. Lo Stato, in tutte le sue espressioni, deve lavorare per poter supportare le aziende in questo percorso. Dobbiamo cominciare ora a definire le giuste strategie d’azione per l’ingresso nella fase di post emergenza e di convivenza con il virus e questa può essere un’occasione importante per mettere al centro della nostra economia non più l’uomo che consuma, ma l’uomo che produce e crea valore. Una visione più etica della nostra economia. Si deve stabilire una catena di comando e di responsabilità per garantire e sostenere le aziende che si metteranno in sicurezza. Nel momento in cui i virologi e gli epidemiologi comunicheranno che si potrà uscire dalla fase emergenziale, dobbiamo essere pronti. Ne va del futuro del nostro Paese».

Nell’intervista il sottosegretario parla anche delle opportunità che si aprono ora per compiere finalmente in Italia una vera rivoluzione digitale. «L’emergenza rappresenta l’occasione per la digitalizzazione di molte attività. Dobbiamo investire sempre di più in infrastrutture digitali e banda larga perché lo smart working non è soltanto una reazione all’emergenza ma rappresenta una modalità di lavoro che può aumentare l’efficienza delle aziende e della pubblica amministrazione. Bisogna quindi trasformarlo in normalità».

La sottosegretaria Alessandra Todde ricorda come «il ministero dello Sviluppo economico ha messo a punto diversi strumenti e programmi per incentivare la digitalizzazione delle imprese. Uno dei miei compiti è l’attuazione e la semplificazione per le Pmi. L’obiettivo è quello di salvaguardare le attività più piccole, di frequente anche le più qualitative, facilitando la loro presenza digitale ed informandole sugli strumenti disponibili e su come poterli utilizzare».

Inoltre, la sottosegretaria aggiunge che «con l’approvazione del Golden power, su cui ha lavorato duramente il sottosegretario Riccardo Fraccaro, si tutelano gli asset strategici del nostro Paese, proteggendoli concretamente da ogni mira ostile. La norma è valida per un ventaglio più ampio di settori, dall’agroalimentare a quello sanitario. Ha un ambito di applicazione anche a livello europeo, proteggendoci da scalate ai danni del nostro patrimonio produttivo e industriale. Inoltre, è esteso anche alle pmi strategiche per lo sviluppo del sistema-Paese».

«Il Governo ha una visione molto chiara di quello che dovrà essere il suo ruolo, al fianco delle imprese e della ricercaconclude Alessandra Todde -. Affiancare e regolamentare quelle sfere della vita dove l’innovazione è talmente rapida che le norme non consentono di stare al passo con i tempi. Credo fortemente nel valore democratizzante della tecnologia. Il nostro Paese deve investire sempre di più in infrastrutture digitali a supporto della nostra economia.»

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Le segreterie nazionali FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico, per fare il punto sulla delicata situazione del progetto di rilancio della produzione di alluminio anello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. La richiesta è stata inviata per conoscenza al sottosegretario Alessandra Todde e al vice capo di gabinetto Giorgio Sorial.

L’incontro, se verrà convocato, inevitabilmente, vista l’emergenza sanitaria, si terrà in videoconferenza.

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Al Centro di Domotica di via Costituente, a Carbonia, sono stati stoccati centinaia di beni di prima necessità raccolti attraverso lo strumento del “Carrello Solidale”, presente da circa una settimana all’ingresso di numerosi supermercati cittadini.
Nella struttura – gestita dall’associazione “Le Rondini” – sono stati allocati anche i prodotti generosamente donati dal “Conad City” di piazza Ciusa, per un valore complessivo di circa 1.700 euro.
«Carbonia conferma a pieno titolo la sua vocazione solidale grazie alla generosità e all’altruismo dei nostri concittadini, che a vario titolo e in varia misura, stanno contribuendo ad alleviare le difficoltà delle persone che versano in ristrettezze acuite dalla crisi economico-sociale conseguente all’emergenza sanitaria del Covid-19.»
Stamattina il sindaco Paola Massidda, l’assessore delle Politiche sociali Loredana La Barbera, il comandante della Polizia Locale Gioni Biagioni ed il coordinatore delle associazioni di Protezione civile inserite all’interno del C.O.C. (Centro Operativo Comunale di Protezione Civile) Giampiero Atzei, si sono recati nella Casa della Domotica per salutare e ringraziare il personale dell’associazione “Le Rondini” e mettere a punto tutti i passaggi che costituiscono la grande “macchina” della solidarietà cittadina, dove confluiscono numerosi sodalizi che si stanno impegnando con spirito di abnegazione, passione e sacrificio per dare una mano ai soggetti più deboli.
Intanto, domani, sabato 11 aprile, alle ore 10.00, presso il Centro della Domotica di via Costituente, il fondo di beni di prima necessità si arricchirà ulteriormente grazie alla donazione di prodotti che verrà effettuata dalla Compagnia dei carabinieri di Carbonia.

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Il coordinamento delle associazioni di volontariato di Bacu Abis, ha promosso una petizione su change.org per l’installazione di una postazione Postamat nella frazione di Bacu Abis – comune di Carbonia, frazione che conta più di 1.700 abitanti e che per qualsiasi prelievo di danaro in contanti, i residenti, sono costretti a spostarsi nei centri vicini che distano decine  di chilometri per poter effettuare prelievi.

Sappiamo benissimo che nel nostro paese abitano tantissime persone anziane, peraltro senza automezzo di trasporto e in  difficoltà a spostarsi in altri centri per via dei trasporti talvolta inefficienti.

La postazione Postamat a Bacu Abis sarebbe importante per dare a tutti la possibilità un servizio indispensabile per il paese non solo per il ritiro di danaro allo sportello, ma anche per fare delle operazioni tipo depositare soldi nei C.C. ed altro, risolvendo una volta tanto un disagio che ci portiamo dietro da tantissimi anni e sopratutto quando succedono delle catastrofi come il Coronavirus.

Pertanto, si chiede a tutti di firmare la petizione per poter far sentire la nostra voce nei confronti di chi dovrebbe dare un servizio indispensabile per Bacu Abis dove finalmente i cittadini non devono prendere l’ auto per avere un servizio nel proprio paese.

Sandro Mereu  

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I primi 5 ventilatori polmonari acquistati dalla Fondazione di Sardegna sono stati consegnati e saranno messi a disposizione dei presidi sanitari nei prossimi giorni.
Si tratta del primo blocco dei 60 respiratori acquistati in Germania per far fronte alle necessità del Sistema sanitario regionale nell’emergenza Coronavirus.
L’intervento si inserisce nelle attività previste dal “Fondo straordinario per le emergenze sanitarie” messo a disposizione dalla Fondazione.
Le risorse stanziate sono di 2,4 milioni di euro e saranno utilizzate in stretta collaborazione con la Regione Sardegna, e in particolare con l’assessorato regionale della Sanità, ed avranno un duplice obiettivo: da un lato il potenziamento, nei tempi più rapidi possibili, della strumentazione in dotazione al Sistema sanitario regionale per garantire le possibilità di cura delle persone colpite dal virus e dall’altro il sostegno alle associazioni di volontariato impegnate, al fianco delle Istituzioni regionali e locali nella gestione dell’emergenza è nella limitazione delle occasioni di contagio.

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Al via la consegna a domicilio dei libri. Stamattina i volontari dell’associazione Senso Comune hanno cominciato la distribuzione dei testi, dei Cd e degli audiovisivi per i cittadini residenti nella città di Carbonia e nelle sue frazioni.

Un servizio utilissimo per consentire ai nostri concittadini di godere della lettura di un buon libro, che accompagna e rende più dilettevoli le nostre giornate di “isolamento forzato”.

In tempi di emergenza da Covid-19 possiamo utilizzare al meglio il nostro tempo libero, staccando dalla realtà e trovando rifugio immaginario nei romanzi, nei saggi, nella poesia e in tanti altri generi letterari dei nostri autori preferiti.

Il servizio “Cibo per la mente” – totalmente gratuito – è stato organizzato dall’Amministrazione comunale di Carbonia, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis (SBIS), l’associazione di volontariato Senso Comune ed il contributo della Portovesme Srl.

 

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Una proposta operativa in tre direttrici per salvare l’economia della Sardegna. Immettere immediatamente liquidità nel nostro sistema produttivo ed utilizzare la nostra moneta complementare esistente, il Sardex, per salvare la stagione turistica. Per farlo la Regione dovrebbe creare subito un fondo di garanzia complessivo a copertura dell’intera operazione.

E’ il pacchetto prospettato dal consigliere Antonello Peru – Cambiamo! Udc – che ha presentato i capisaldi del programma.

»Le misure proposte fino ad oggi portano sicuramente una boccata di ossigeno alle famiglie in difficoltà e cercano di dare una risposta alle attese di tutto il mondo imprenditoriale che rischia di pagare un prezzo insopportabile per l’emergenza Coronavirus. Ho cercato in questi giorni di dare il mio contributo portando non solo le mie proposte ma anche quelle che sono venute fuori dal confronto con studiosi ed esperti di materie economiche e sociali ma anche dall’ascolto dei rappresentanti delle categorie produttivespiega l’esponente centrista -. È emersa una verità ed un’esigenza inconfutabile: tutto il nostro tessuto produttivo non può aspettare i tempi tecnici degli aiuti statali e regionali, non si può attendere anche un solo giorno. Le scadenze sono quotidiane e non intervenire tempestivamente rischia di creare danni incalcolabili.»

Primo punto. Grazie al fondo di garanzia creato si deve chiedere al sistema bancario sardo di mettere immediatamente a disposizione delle imprese, senza alcuna istruttoria, finanziamenti a tasso zero di almeno 25mila euro garantiti al 100% dalla Regione e da restituire in 6 anni. Il fondo di garanzia a copertura metterebbe così le banche nelle condizioni di poter erogare nel giro di uno o al massimo due giorni.

«Le banche, in questo momento, sono per le imprese quello che un ospedale rappresenta per una persona positiva al Covid-19 e che necessita del respiratore: non si puoi dire ad un’impresa che deve aspettare i tempi di un’istruttoria. Mi rendo conto che si tratta di un’operazione non semplice ma l’obiettivo deve essere questo e si deve agire con una tempistica praticamente azzerataaggiunge Antonello Peru -. La parte di supporto strategico alle scelte politiche deve essere affidata ad una task force di economisti. Come per l’emergenza sanitaria ci si affida ad una commissione scientifica allo stesso modo si deve operare per l’emergenza economica.»

La seconda proposta: immissione mini bond da parte della Regione attraverso la Sfirs.

«C’è una grande liquidità in Europa e per questo si può ipotizzare questa operazione avvallata dalla Consob, con tutti i crismi del mercato finanziario. Raccogliere la provvista di liquidità per investimento e a sostegno del sistema produttivo.»

La terza direttrice di intervento può invece essere la chiave per salvare la stagione turistica e con essa salvaguardare le imprese del settore ricettivo, i loro dipendenti, le aziende e i lavoratori stagionali e tutte quelle dell’indotto.

«Per farlo, come abbiamo detto all’inizio, la proposta è di utilizzare la nostra moneta complementare, il Sardexrimarca l’esponente di Cambiamo! Udc -. Abbiamo la fortuna di avere un circuito già perfettamente funzionante a cui aderiscono oltre 12 mila imprese. A questo circuito si dovrebbe chiedere una disponibilità perché si metta al servizio del sistema produttivo regionale. In caso di risposta affermativa potrebbe essere utilizzato per una emissione straordinaria effettuata dal circuito stesso e garantita dalla regione a favore delle imprese del settore turistico e delle famiglie sarde che beneficerebbero di un bonus vacanze. Ad ulteriore garanzia di questa operazione la Regione dovrà consentire la possibilità per gli aderenti al circuito della moneta complementare di poter pagare in Sardex le imposte regionali. Considerato che le imposte regionali, addizionali regionali e Irap, hanno un valore annuo di circa 600 milioni di euro, l’emissione straordinaria di Sardex potrà essere dimensionata proprio a questa somma. Di questi 600 milioni: 300 milioni (fino a 30mila euro per ciascuna impresa) andrebbero a soddisfare le esigenze di circa 10mila imprese sarde del settore turistico che, iscrivendosi al circuito, potrebbero usare la moneta complementare per sostenere l’attività turistica, acquistare prodotti agroalimentari sardi ma anche per pagare beni e servizi di altre imprese sarde funzionali all’attività turistica. Si innesterebbe quel processo di economia circolare con una moneta completamente sarda, utilizzata dalle imprese per i loro acquisti.»

A beneficiare degli altri 300 milioni di crediti sarebbero proprio circa 300mila nuclei familiari della nostra Isola, che iscrivendosi volontariamente al circuito, otterrebbero un bonus vacanza da 1.000 Sardex da spendere nelle strutture ricettive della nostra regione. In questo modo la stagione turistica sarebbe salva e le nostre famiglie avrebbero quindi la possibilità di poter usare i crediti per pagare la loro vacanza in Sardegna. E per la realizzabilità dell’operazione è fondamentale che la moneta continui a circolare, consentendo ai detentori dei crediti di pagare proprio in Sardex i tributi di derivazione regionale. C’è un ultimo aspetto, forse il più importante: è possibile con un’emergenza sanitaria in corso pensare che si possano programmare vacanze questa estate? La risposta può essere affermativa dimostrando che «la Sardegna, sulla base di uno screening di massa, ha il pieno controllo del venir meno della diffusione del virus, proponendosi al resto del mondo come regione Covid-19 free. Per far questo serve investire tutto l’occorrente in tamponi ed in laboratori di ricerca per effettuare tamponi a tappeto in tutta l’isola. Con una decina milioni di euro si potrebbero fare tamponi a tutti i cittadini sardi, isolando realmente e nel concreto il virus e permettendo di avviare la ripresa delle attività e delle uscite ma rendendo soprattutto la Sardegna un’isola felice dove poter trascorrere una vacanza in totale sicurezza. Anche gli accessi nell’Isola infatti sarebbero possibili solo a chi è in possesso di una certificazione, eseguita in una struttura sanitaria nell’immediata vigilia della partenza, che attesti la negatività al virus conclude Antonello Peru -. Possiamo considerare quello che stiamo vivendo come un periodo in cui servono sforzi ma anche decisioni straordinarie e coraggiose, come quelle che a nostro avviso vanno assunte subito qui in Sardegna».

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In occasione del Venerdì santo, l’arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Baturi, ha voluto indirizzare una lettera di ringraziamento a tutti gli operatori dell’azione caritativa ecclesiale che fanno sì che «non venga meno in questo frangente la “carezza” di un pasto o di un tetto, di una parola di conforto o iniziativa di amicizia».

Il testo integrale della lettera

Alla Caritas diocesana, Caritas parrocchiali e gruppi caritativi parrocchiali

Alle associazioni di volontariato aderenti alla Consulta diocesana del volontariato e degli organismi socio assistenziali – Arcidiocesi di Cagliari

Alle persone e organismi che collaborano all’attività caritativa della Chiesa

Celebriamo questo Venerdì Santo 2020 mentre il nostro Paese e l’intera umanità è impegnata a fronteggiare la tragedia della pandemia virale. Conseguente alla grave crisi sanitaria, si stanno mostrando i primi segnali di una crisi economica e sociale che rischia di compromettere la sicurezza di vita di larghe fasce della popolazione e di far cadere nel baratro dell’indigenza la parte più debole ed emarginata della nostra società.

La Chiesa è provocata dalla presente situazione a esprimere nel modo più ampio la sua missione di annuncio della Parola di Dio, di preghiera e di servizio della carità. Abbiamo più volte affermato di sentire «una responsabilità enorme di prossimità al Paese». Occorre mettere in opera, ha detto il Papa, la “creatività dell’amore”.

Sento il dovere, a nome di tutta la nostra comunità diocesana, di rivolgere un pensiero grato e affettuoso a quanti collaborano a diverso titolo e nei modi più diversi all’attività caritativa della Chiesa, perché non venga meno in questo frangente la “carezza” di un pasto o di un tetto, di una parola di conforto o iniziativa di amicizia. La Chiesa si manifesta in essi con il cuore e volto di una madre che si prende cura con amore dei suoi figli e in particolar modo dei più poveri.

La dedizione concreta di tante donne e uomini, e soprattutto di tanti giovani, è un grande motivo di consolazione e di speranza. È immaginabile la ricostruzione del tessuto sociale del nostro paese solo nel coraggio e semplicità con cui accetteremo di spartire con gli altri un destino comune e di far posto nei nostri cuori alle necessità degli altri.

In questo Venerdì Santo ripensiamo alla figura della Veronica: nella misura in cui manifesta al Signore sofferente la sua bontà, offrendo un sudario, riceve in dono l’impronta del suo Volto. Ogni cristiano, nel cui cuore si ritrova l’immagine vera di Cristo, sa riconoscerne i lineamenti nei fratelli che si trovano nel bisogno. «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mc 25, 40). Nell’amore con cui soccorriamo gli affamati, assetati, forestieri, nudi, malati, carcerati, Dio si fa presente. È questa umile certezza che ci anima anche quando avvertiamo che il bisogno è smisurato rispetto alle nostre possibilità.

Invoco di cuore la benedizione divina su quanti si offrono per l’aiuto fraterno, perché adempiano generosamente il loro proposito e manifestino la sollecitudine della Chiesa.

A tutti, dal profondo del cuore, Buona Pasqua!

Cagliari, 10 aprile 2020
Venerdì Santo

+ Giuseppe Baturi
Arcivescovo

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Da oggi è attivo anche nella ASSL di Carbonia il “drive through”, la possibilità, cioè, di effettuare il tampone direttamente in auto, recandosi presso l’Ambulatorio di Igiene e Sanità Pubblica dello Stabilimento Santa Barbara di Iglesias.
La Struttura di Igiene e Sanità pubblica del Sud Sardegna, diretta dal dottor Antonello Frailis, di concerto con la Direzione medica di Presidio ha attivato una struttura ambulatoriale ad Iglesias, presso l’ospedale Santa Barbara in cui i pazienti convocati potranno recarsi con la propria auto e dove personale infermieristico, ovviamente con tutte tutti i DPI previsti, “preleverà” il campione nasofaringeo del paziente direttamente dall’auto, oppure facendolo accomodare all’interno dell’ambulatorio.
La convocazione costituisce deroga (temporanea e limitata alle date e orari prestabiliti) al divieto di mobilità dalla propria abitazione per il periodo di quarantena, di cui al DPCM 8 marzo 2020, art. 1, comma 1, lettera c.
Va ben precisato che questo modalità funziona su chiamata – sempre a cura degli assistenti sanitari dell’Igiene e Sanità pubblica – e per pazienti che non hanno più sintomi, e devono fare i tamponi necessari autorizzati dall’Unità di crisi.
Questa modalità, consente di procedere in modo più rapido e di ottimizzare le risorse umane a disposizione. I pazienti, che avranno un appuntamento per l’effettuazione del tampone, dovranno recarsi all’ambulatorio seguendo il percorso più breve e diretto possibile, così anche per rientrare a casa.