16 August, 2026

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In questi giorni di grande apprensione, anche nell’Isola, per la diffusione del Covid-19, ad accrescere i timori di contagio tra le persone, c’è la carenza delle mascherine, strumento necessario ed indispensabile per evitare la nebulizzazione di miliardi di goccioline di saliva. Le mascherine mancano in tutto il territorio nazionale, è scattata la ricerca sui mercati internazionali e, finalmente, pare si stiano stimolando le aziende ad una superproduzione in tempi rapidi, per andare incontro alle esigenti, in crescita esponenziale.

Nell’attesa di reperirle sul mercato, c’è chi le mascherine le sta producendo in proprio, anche nel Sulcis, su iniziativa del team di lavoro Salidu-Pinna-Marroccu.

«Il nostro è un impegno sociale, privo di interesse commerciale – spiega Mario Marroccu, medico chirurgo -. Noi suggeriremo il metodo. Chi crede lo può applicare autarchicamente. Il gruppo di studio che, in mancanza di mascherine chirurgiche nella rete di distribuzione, ha proposto l’autofabbricazione di mascherine, desidera condividere queste osservazioni:
1 – similmente a noi si è attivata un’impresa piemontese nella produzione di mascherine in tela di cotone. Si tratta della ditta Miroglio di Alba. In più essi associano un elemento nuovo: l’idrorepellenza del cotone, ottenuta con l’aggiunta di una resina al tessuto.
2 – Le mascherine di cotone sono state approvate dalle regione Piemonte, che ne ha ordinato subito 600.000 per i propri bisogni.
3 – la regione Lombardia ha ordinato simili mascherine ad una ditta di abbigliamento lombarda.
4 – visto che il nostro fabbisogno dovrà essere soddisfatto da noi stessi, ci stiamo attivando per riformulare la struttura della nostra mascherina per introdurvi l’elemento impermeabilizzante. Domani e dopo ne testeremo l’impermeabilità, la resistenza alla varechina (viricida) e la compatibilità con una respirazione libera.»

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L’Amministrazione comunale di Carbonia, in piena ottemperanza al messaggio “Resta a Casa” lanciato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri al fine di prevenire e contenere il contagio da Coronavirus, intende preparare e diffondere un elenco delle attività del territorio comunale che offrono il servizio di consegna a domicilio.

Gli esercenti che desiderano essere inseriti all’interno di tale elenco potranno comunicare la propria adesione all’indirizzo email del comune di Carbonia comcarbonia@comune.carbonia.ca.it, indicando il nome della propria attività, un recapito telefonico e un indirizzo email a cui i cittadini potranno rivolgersi per prenotare la consegna a domicilio in questo periodo di emergenza per l’epidemia da Covid-19.

L’elenco delle attività che invieranno la propria disponibilità sarà aggiornato tempestivamente e pubblicato sul sito Internet del comune di Carbonia e sulla pagina Facebook Carbonia Newsletter.

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È stato notificato nella serata di ieri dai poliziotti della Squadra Amministrativa della Questura il provvedimento del prefetto della provincia di Cagliari che ha disposto la chiusura per 30 giorni di un circolo privato sito nella zona di Is Mirrionis.

I controlli amministrativi erano stati effettuati nei giorni scorsi dagli agenti, nell’ambito dell’ulteriore intensificazione dei servizi, disposta dal Questore della provincia di Cagliari, finalizzati a verificare l’osservanza dei decreti legislativi emanati recentemente dal Governo allo scopo di arginare la Emergenza Coronavirus, verificando la corretta osservanza circa le legittime motivazioni per circolare in ambito cittadino e per continuare svolgere le attività commerciali.

All’interno del circolo privato, aperto nonostante il divieto, oltre ad un elevato numero di persone intente a giocare ad alcune videolottery, gli operatori di polizia avevano rilevato diverse irregolarità.

All’esito dei controlli erano stati sequestrati due apparecchi irregolari, per i quali erano state elevate sanzioni amministrative per un totale di € 22.000 e, soprattutto, il presidente del circolo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 650 C.P. per il mancato rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 previsto dal decreto legge del 9 marzo 2020, n.14.

Ora, a seguito di questa attività di polizia e proprio applicando, per la prima volta in Italia, l’art. 15 dello stesso decreto legge, il prefetto di Cagliari ha irrogato a carico del gestore del circolo privato la sanzione della chiusura dell’esercizio per 30 giorni a partire dal prossimo 26 marzo.

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Strade quasi deserte, bar, ristoranti e pub chiusi, poche persone in giro con le mascherine sul volto (quando riescono a trovarle) e a debita distanza tra loro, file ai supermercati. L’emergenza Coronavirus ha completamente stravolto la nostra vita quotidiana, creando una situazione mai vissuta prima, dal dopoguerra ad oggi… I telegiornali e, soprattutto, i giornali online e i social network, aggiornati in tempo reale, scandiscono un vero e proprio bollettino di guerra senza soluzione di continuità… Le regioni del Nord Italia vivono il dramma più violento, alcune città, Bergamo e Brescia in testa, sono letteralmente in ginocchio… Le vittime non si contano più, 475 nella sola giornata odierna, un numero mai raggiunto neanche in Cina in 24 ore… La paura si sta espandendo anche nelle altre regioni, anche perché il rischio di contagio è alimentato dall’esodo incontrollato di migliaia di residenti delle regioni più colpite verso le regioni del centro e sud Italia, tra queste anche la Sardegna, dove la Regione ha avviato il censimento di coloro che sono arrivati nelle ultime settimane, imponendo loro la quarantena…

In una situazione così critica, la prima arma di difesa dal contagio è l’isolamento e quindi diventa sempre più fondamentale restare a casa, salvo i casi di estrema necessità. RESTIAMO A CASA.

Per capire come l’emergenza Coronavirus sta condizionando le persone anche nelle nostre città, dove pure i contagi sono stati fortunatamente fin qui assai limitati (5 nei 107 Comuni della provincia del Sud Sardegna, tra i quali uno a Iglesias e uno a Sant’Antioco), è estremamente significativa la fotografia allegata, scattata stamane in piazza Rinascita, davanti all’ufficio postale di Carbonia Centro. Le persone fanno la fila sul marciapiede, a distanza di diversi metri l’una dall’altra… Se qualcuno ci avesse detto appena due mesi fa, che sarebbe accaduto un evento “calamitoso” che avrebbe stravolto in maniera così radicale i nostri comportamenti, lo avremmo preso per pazzo… Purtroppo, è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti e rispettarla, per evitare che la situazione precipiti come è accaduto nelle regioni del Nord Italia. DOBBIAMO RESTARE A CASA e quando proprio non possiamo fare a meno di lasciare le nostre abitazioni, dobbiamo farlo rispettando tutte le disposizioni ricevute, per evitare qualsiasi possibilità di contagio.

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Da lunedì 23 marzo, l’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias metterà in produzione 20.000 mascherine protettive in polipropilene, per la distribuzione e nella disponibilità di cittadini del Sulcis Iglesiente e infermieri della sanità pubblica e privata, ospedaliera e territoriale.

«Nella lotta al Covid-19 – dice Graziano Lebiu, presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche Carbonia Iglesias -, ancora una volta scegliamo l’ambito della fattibilità e non della lamentazione, producendo nel nostro territorio quanto utile. Agire adesso significa proteggere la salute di chi è in prima fila con senso di responsabilità e limitare la diffusione del virus tra la popolazione.»

«La mascherine protettive in tessuto spundbond-polipropilene dell’Azienda “Nvolutia” in arrivo da Valencia (Spagna) – conclude Graziano Lebiu – saranno prodotte e confezionate da artigiane volontarie del comune di Calasetta in stretta collaborazione con la Pro Loco calasettana, e distribuite gratuitamente e direttamente dall’OPI Carbonia Iglesias nei luoghi di lavoro e delle risposte di cura ed assistenza. Garantiamo tutto il nostro supporto per il buon fine dell’iniziativa. Seguiranno suggerimenti»

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“Con tutto il cuore” è la campagna Conad 2019 che consentirà al reparto di Cardiologia Pediatrica e delle Cardiopatie Congenite dell’Azienda ospedaliera “G. Brotzu” di Cagliari, unico centro di riferimento in Sardegna, che ad oggi segue circa 8mila pazienti per procedure diagnostiche e terapeutiche, di acquistare un sistema di analisi degli elettrocardiogrammi, per mettere in rete tutti gli elettrocardiogrammi dei pazienti. Questo consentirà la gestione, la registrazione e l’interpretazione personalizzata di elettrocardiogrammi neonatali, pediatrici ed adulti, l’archiviazione di elettrocardiogrammi provenienti da altri elettrocardiografi, evitando così il consumo di carta termica deteriorabile nel tempo e relativi archivi fisici, nonché la gestione di una grande quantità di informazioni cardiologiche provenienti da un unico sito o da siti multipli, anche attraverso VPN: una soluzione aperta per integrarsi con piattaforme informatiche ospedaliere. Lo scorso anno era stato acquistato un sofisticatissimo ecocolordoppler.

Quest’anno, sono bastati 50 centesimi ed ognuno di noi è stato la goccia che ha poi dato vita ad un mare di contributi.

Grazie alla generosità di tanti, con questa bellissima iniziativa, è stato possibile raccogliere la somma di 621mila euro…un traguardo straordinario…da batticuore per tutti!

Nadia Pische

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Al fine di contribuire alla diffusione dei servizi a domicilio, offerti dalle attività presenti nel territorio comunale, il comune di Iglesias sta predisponendo un elenco delle attività che offrono tale servizio con i relativi contatti telefonici e telematici, con lo scopo di agevolare gli utenti.

Chiunque voglia comunicare la propria disponibilità a offrire servizi di spesa e consegna acquisti a domicilio, può inviare il nome della propria attività, il proprio recapito telefonico ed il proprio contatto telematico al seguente indirizzo mail: emergenza.domicilio@comune.iglesias.ca.it .

L’elenco delle attività consentite dai decreti ministeriali, che invieranno la propria disponibilità, analogamente a quanto fatto da altre Amministrazione comunali, sarà pubblicato sui canali del comune di Iglesias ed aggiornato periodicamente.

La possibilità di essere inseriti nell’elenco è aperta a tutte le attività consentite dai decreti ministeriali in tema di prevenzione e contenimento dell’infezione Covid-19.

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Gli agenti del Corpo Forestale della Regione proseguono i controlli nelle campagne e nelle zone costiere per vigilare sul rispetto delle norme di sicurezza, in modo particolare da parte di coloro che nelle settimane scorse sono giunti in Sardegna per riversarsi nelle case al mare.

L’inosservanza delle ordinanze del presidente della Regione comporta le conseguenze previste dall’art. 650 del cp, con arresto fino a 3 mesi e sanzione. Oggi sono stati effettuati 557 controlli, oltre 100 più di ieri, 28 in area Cagliari, 23 Iglesias, 88 Oristano, 138 Sassari, 91 Tempio, 119 Nuoro, 47 Lanusei. Sono state sanzionate 6 persone. Un controllo svolto a Platamona ha comportato anche l’inseguimento di un automobilista che non si è fermato all’alt degli agenti, e che ha accelerato cercando di far perdere le proprie tracce in una strada di campagna. E’ stato denunciato.

«Quella svolta dai forestali è un’opera preziosa – ha sottolineato ancora una volta il presidente della Regione Christian Solinas -. E’ fondamentale che tutti rispettino le regole e i nostri agenti forestali saranno giustamente inflessibili.»

 

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Cresce ancora il numero dei positivi al Coronavirus in Sardegna, i casi dall’inizio dell’emergenza sono 134 (compresi i due deceduti). Nell’Isola sono stati eseguiti complessivamente 1.135 test, 987 dei quali sono risultati negativi e 14 sono ancora in corso d’accertamento. I ricoverati in ospedale sono 49, dei quali 7 si trovano in terapia intensiva, 83 in isolamento domiciliare.
32 casi sono stati riscontrati nella Città Metropolitana di Cagliari, 5 nella provincia del Sud Sardegna, 3 in quella di Oristano, 20 in provincia di Nuoro e 74, infine, in provincia di Sassari.

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Il sindaco di San Giovanni Suergiu, Elvira Usai, al fine di tutelare la salute di tutta la comunità, ha emanato un’ordinanza volta ad evitare assembramenti che ancora persistono per attività di tipo motorio e ricreativo all’aperto.
Con l’ordinanza, in vigore da oggi, è fatto divieto assoluto di passeggio pubblico o attività sportiva, non rientrante tra gli spostamenti per ragioni di lavoro, di salute o di necessità prescritte dai D.P.C.M. dell’8 ed 11 marzo 2020 e non rispondente a comprovate e non rinviabili esigenze primarie di cui alla omogenea circolare del ministero dell’Interno.
In allegato il testo del documento.