16 August, 2026

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«Il confronto con le parti sociali e la ricerca dell’unità è fondamentale per attivare una risposta unitaria ed efficace all’emergenza occupazionale, economica e sanitaria. Il presidente della Regione, Christian Solinas, non taccia sulla richiesta del Sindacato e sullo stesso invito del presidente della Repubblica ad un’unità di intenti.»

Lo scrive, in una nota, Gavino Carta, segretario generale della CISL Sardegna.

«Il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità inderogabile di uno sforzo comune e di unità d’intenti, per meglio rispondere ai problemi posti dall’emergenza coronavirus, e alle conseguenze nefaste sull’economia e sulla intera società del Paese – aggiunge Gavino Carta -, deve essere immediatamente accolto dalla Regione Sardegna, e in primo luogo dal suo presidente, Christian Solinas, al quale rinnoviamo, ancora una volta, l’urgenza di un immediato incontro per affrontare e decidere, ciascuno per le proprie funzioni e responsabilità, su una comune strategia, di breve e lungo periodo, sulle emergenze sanitarie, sugli atti necessari a governare l’impatto dei provvedimenti varati a livello nazionale, sui drammatici problemi del lavoro e delle crisi aziendali e produttive, sulle questione insolute dei trasporti e della insularità, dell’energia, dell’industria e dell’ambiente, della formazione e delle politiche attive del lavoro, in primo luogo.»

«Sono le stesse drammatiche condizioni del mondo del lavoro e dei problemi strutturali dell’Isola che necessitano, per essere meglio affrontate e risolte, di risposte immediate e tempestive, da inserire in una strategia che non può non partire dalla manovra economica e finanziaria per il 2020 e dai provvedimenti straordinari utili ad affrontare le conseguenze dell’emergenza sanitaria, e ormai anche economica e produttiva. Tutti aspetti che debbono vedere l’immediato coinvolgimento delle rappresentanze economiche e sociali, così come da qualche settimana sta già facendo il Governo nazionale, e che ancora aspettiamo di vedere dalla Giunta regionale – rimarca Gavino Carta -. La crisi del mercato del lavoro isolano, le vertenze aziendali che la Regione deve gestire con migliore protagonismo (Air Italy ed altre), gli effetti nefasti del lungo esercizio provvisorio, i pagamenti e la spesa della Regione in forte ritardo soprattutto sui Fondi europei, le riforme di settore da costruire e avviare, sono tutte emergenze che, sommandosi a quella sanitaria, necessitano della massima unità e del coinvolgimento di chi rappresenta i lavoratori e le imprese della Sardegna.»

«Il senso di responsabilità del sindacato ha per ora portato a evitare una forte contrapposizione con la massima istituzione di rappresentanza della Regione, proprio per la dimensione delle emergenze in atto e per la ricerca di una unità che anche in Sardegna deve essere messa in campo. Al presidente della Regione chiediamo ancora una volta di rompere subito gli indugi e di convocare con urgenza il Sindacato, che ha già formulato una precisa richiesta di incontro e che non ha avuto però risposta. Un comportamento che non ha precedenti nella storia dei rapporti tra Sindacato e Regione – conclude il segretario generale della CISL Sardegna -, neppure in momenti di aspro e duro confronto che hanno portato a scioperi e manifestazioni per il merito non condiviso dei provvedimenti, ma mai per il rifiuto di pervenire a un confronto con le rappresentanze sociali.»

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In questi giorni di grande apprensione e mobilitazione per la diffusione del Coronavirus, scendono in campo anche le Amministrazioni comunali, con una serie di richieste ai cittadini, finalizzate a contenere e a prevenire il Coronavirus.

Di seguito, il testo integrale pubblicato nelle pagine Facebook dei comuni di Calasetta, Masainas e San Giovanni Suergiu:

Considerato lo stato attuale di emergenza e il dilagarsi dei contagi arrivati oramai alla nostra provincia, con il presente chiediamo a tutti la MASSIMA COLLABORAZIONE.
CHIEDIAMO di rispettare le prescrizioni emanate dal Governo.
CHIEDIAMO alle famiglie provenienti da zone a rischio (Nord Italia, zone con contagi accertati, Cina, ecc.) di rispettare un periodo di quarantena volontaria (15 giorni almeno), in caso di sintomi non recarsi dal medico ma contattare i numeri dedicati (1500 e 118) e farsi consegnare la spesa a domicilio.
CHIEDIAMO a tutti di evitare luoghi affollati che non garantiscono il rispetto delle direttive suggerite (distanza ad almeno un metro, aerazione, presenza di sostanze igienizzanti, ecc.).
CHIEDIAMO di rinviare tutte le attività non urgenti e improrogabili.
L’unico modo per fermare il virus è interrompere i contagi.
Chiediamo, infine, a tutti di condividere il più possibile questo comunicato.

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Il gruppo consiliare di LeU Sardigna esprime piena solidarietà ai componenti della Casa del Popolo di Carbonia, dopo che ignoti la notte scorsa hanno, con scritte sui muri, inneggiato al fascismo e al duce.

«La bella esperienza della casa del Popolo di Carbonia rappresentante di una esperienza di mutualità, solidarietà e cooperazione – scrivono in una nota i consiglieri Eugenio Lai e Daniele Cocco – merita sostegno e incoraggiamento e non sarà di sicuro qualche balordo fascista a fermarne l’azione.»

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«In queste giornate concitate, dopo la pubblicazione nella tarda serata di giovedì 4 marzo del DPCM che sospende le attività didattiche le scuole si sono vuotate e senza il vociare degli alunni un silenzio surreale rimbomba tra gli anditi. Ma c’è una parte della comunità educante che è rimasta in servizio: il personale ATA. Assistenti amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e addetti alle aziende agrarie continuano il loro lavoro.»

Lo scrive, in una nota, la segreteria della FLC CGIL Sardegna Sud Occidentale.

«Nella scuola interdetta agli alunni, questo personale, prosegue la propria attività ma evidentemente la prosegue in modo talmente silenzioso che la loro presenza non è stata notata dai Comuni, per la parte riguardante gli Istituti Comprensivi e le Direzioni Didattiche, e dalla provincia della Sardegna Sud Occidentale, per gli Istituti di istruzione superiore, che celermente hanno “spento” il riscaldamento già a partire dal 5 marzo – si legge nella nota -. Basta poco, e chi frequenta la scuola ne è cosciente, affinché la temperatura nei nostri vetusti edifici crolli drasticamente e gli ambienti diventino gelidi. In queste giornate di estrema attenzione alle condizioni di salute della popolazione italiana ci chiediamo se sia il caso di lasciare centinaia di lavoratori alle proprie attività in condizioni precarie.»

«Se comuni e provincia hanno deciso di risparmiare sul riscaldamento delle scuole – conclude la nota della segreteria della FLC CGIL Sardegna Sud Occidentale – abbiano il coraggio di chiudere gli edifici scolastici di loro competenza.»

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Un nuovo caso di positività al Coronavirus è stato accertato in serata dall’unità di crisi. Si tratta di un uomo, attualmente ricoverato in ospedale a Cagliari, proveniente dalla Lombardia. Le sue condizioni non sono gravi.

L’Unità di crisi regionale, nel ricordare l’importanza dei comportamenti individuali per l’abbattimento della circolazione del virus, raccomanda l’auto-isolamento nel proprio domicilio o in altra sede, per almeno 14 giorni, a chiunque abbia il sospetto di essere entrato in stretto contatto con persone risultate positive al Coronavirus. Chi si dovesse trovare in questa situazione dovrà inoltre telefonare al numero verde 800311377, dalle ore 8.00 alle ore 20.00, per informare gli operatori delle proprie condizioni e delle circostanze del contatto con la persona la cui positività è stata accertata.

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La consigliera regionale Carla Cuccu (M5S) ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione, Christian Solinas, ed all’assessore all’ Igiene e Sanità, Mario Nieddu, riguardo le intenzioni dell’amministrazione in merito alle procedure concorsuali riservate al personale non dirigenziale, in modo da superare il precariato nelle pubbliche amministrazioni.

«Reputo possa essere una scelta giusta ed importante quella di indire dei concorsi riservati al personale non dirigenziale, in numero non superiore al 50% dei posti disponibili, che chiaramente risultino possedere determinate caratteristiche – spiega Carla Cuccu –. Per risultare idonei il candidato deve risultare titolare di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso. In più, deve aver maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi ma svolti negli ultimi otto anni, ovviamente presso l’amministrazione che il concorso lo ha bandito. Questa operazione è pensata per incidere sul superamento del precariato e sulla valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con rapporto di lavoro a tempo determinato.»

«Visto che – aggiunge Carla Cuccu – da quanto emerge dalle conclusioni del direttore generale dell’Azienda ospedaliera Brotzu, sono complessivamente trenta le persone in possesso dei requisiti adatti (tra l’altro ognuno con le sue specificità). Visto che si è appresa la notizia che le procedure concorsuali riservate al personale in oggetto, da stabilizzare con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, parrebbero a tutt’oggi non essere state bandite. Ritenuto necessario ed urgente provvedere in merito all’assunzione di personale sanitario nelle strutture ospedaliere che ne sono prive, chiedo – conclude Carla Cuccu – di conoscere le posizioni in merito dell’amministrazione regionale, di sapere il termine entro il quale tali procedure si concluderanno e per quali qualifiche professionali ed infine se non ritengano di dover provvedere quanto prima anche alla luce dell’emergenza sanitaria Coronavirus

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«Articolo Uno Carbonia è certamente preoccupata per la diffusione della microcriminalità nella nostra città, è consapevole del fatto che non sia semplice risolvere una situazione che è parzialmente attribuibile al dilagare della crisi economica, ma ritiene che le istituzioni debbano farsi carico anche del disagio che legittimamente i nostri concittadini avvertono in misura crescente. Riteniamo che non può essere certamente “la giustizia fai da te” o le ronde di privati cittadini a sedare l’ansia crescente, ma siamo convinti che non possono essere nemmeno i post su facebook del primo cittadino e di altri rappresentanti della maggioranza che si limitano ad esprimere solidarietà e a fotografare la situazione: nel post del sindaco leggiamo che le forze dell’ordine “hanno un vasto territorio da controllare con scarse risorse di mezzi e personale”, ebbene: è stato richiesto un incontro con il prefetto per chiedere l’incremento degli strumenti necessari per affrontare la situazione?»

Il grido d’allarme per la situazione venutasi a determinare a Carbonia per i ripetuti episodi di microcriminalità verificatisi nelle ultime settimane, è riportato in una nota di Articolo Uno Carbonia diffusa stamane.

«Articolo Uno ritiene che sia necessario intervenire con provvedimenti seri, mirati al contrasto del disagio sociale e contestualmente ad azioni atte al rilancio economico della città e del territorio del Sulcis Iglesiente. Avremmo gradito l’intervento dei nostri maggiori rappresentanti istituzionali per chiedere conto dell’attuazione del Piano Sulcis, che avrebbe dovuto e potuto rappresentare una concreta opportunità di rilancio del territorio, non pensiamo che accendere i riflettori nazionali sulla città per gli atti di microcriminalità possa rappresentare un biglietto da visita per chi, come noi, vuole battersi per il rilancio sociale ed economico del territorio – si legge ancora nella nota -. Quale turista andrebbe a visitare un luogo definito insicuro e preda del crimine? Articolo Uno è disponibile a mettere in campo idee e proposte – conclude la nota di Articolo Uno Carbonia – per lavorare a percorsi che possano ridurre il disagio sociale dovuto in larga misura alla grave situazione economica del territorio.»

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Il presidente di ANCI Sardegna, Emiliano Deiana, a nome di tutti i sindaci della Sardegna, stamane ha inviato una comunicazione inerente il controllo in entrata e in uscita dai porti e dagli aeroporti della Sardegna sul Covid 19, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e a tutti gli enti competenti (il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas; il ministro della Salute, Roberto Speranza; l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu; il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli; l’assessore regionale dei Trasporti, Giorgio Todde; il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese; l’assessore regionale degli Enti locali, Quirico Sanna; il direttore della Protezione civile, Angelo Borrelli; l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis; il direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi; al presidente di Anci, Antonio Decaro; e, infine, ai prefetti della Sardegna)

Di seguito, il testo integrale:

«Mi permetto di scrivere alle SV Illustrissime per segnalare un fatto che sta destando grande preoccupazione nella comunità sarda sulle misure necessarie al contenimento del Covid 19.

Scrivo a nome dei sindaci della Sardegna che sono impegnati, in questa complicata fase, ad attivare tutte le possibili iniziative locali di informazione, conoscenza e prevenzione per il contenimento della malattia denominata Covid 19.

Come è noto a tutti la Sardegna è un’isola. Può essere raggiunta solo via aerea o via mare. È difficile raggiungerla (per le ragioni note legate ai trasporti e alla continuità territoriale), ma è relativamente semplice controllarla in entrata e in uscita.

In questo contesto particolare importanza per il contenimento della malattia, oltre alle attività di prevenzione, rivestono i controlli negli aeroporti e nei porti sardi: per chi entra e per chi esce dalla nostra isola.

In Sardegna esistono un gran numero di “seconde case” di proprietà di nostri concittadini residenti in altre regioni che, così come segnalano i sindaci dei comuni costieri, si stanno trasferendo in gran numero in Sardegna anche dalle regioni fin’ora più esposte alla malattia oppure arrivano per motivi di lavoro.

Un mancato controllo – associato a una possibile moltiplicazione esponenziale dei contagi – potrebbe mandare in tilt il sistema sanitario regionale “tarato” (neanche troppo accuratamente) sui soli residenti in Sardegna e con un numero largamente insufficiente di posti di terapia intensiva. Un’insufficienza che potrebbe non tutelare né chi risiede in maniera stabile né chi vi risiede temporaneamente nel momento acuto della crisi sanitaria.

Ad oggi sussistono delle problematiche circa i controlli negli aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia (alla riapertura) e quelli da attivare nei porti di Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Santa Teresa Gallura (collegamento con il porto di un altro Stato: la Francia), Arbatax, Oristano e Cagliari nonché con le nostre isole minori di La Maddalena e dell’Isola di San Pietro.

Anci Sardegna e tutti i sindaci sardi chiedono l’immediata risoluzione delle problematiche che non permettono, nel momento di massima crisi, un controllo accurato – con le tecnologie più appropriate e con una mappatura totale di chi entra e di chi esce dall’Isola, i motivi del viaggio e i suoi spostamenti recenti – negli aeroporti e, soprattutto, nei porti della Sardegna.

Alla comunità sarda poco importano i conflitti di attribuzione e di competenze fra Stato e Regione: Vi chiediamo di sederVi tutti intorno a un tavolo e trovare una soluzione a partire dalle prossime ore.

Facciamo questo invito in maniera accorata per tranquillizzare la comunità sarda, per non rendere vani gli sforzi che stiamo facendo, noi e voi, a livello nazionale, regionale e locale, per non far prevalere pulsioni legate all’emotività che difficilmente possono essere controllate dai soggetti istituzionali più prossimi ai cittadini: i sindaci e gli amministratori comunali.

Facciamo questo invito avendo chiarissimo l’appello fatto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a noi tutti: concorrere lealmente alla risoluzione di problemi, in maniera unitaria e senza correre dietro alle polemiche di parte o politiche.

Certo di una positiva soluzione della problematica rappresentata già dalle prossime ore mi è gradita l’occasione, a nome mio e di tutti i sindaci della Sardegna, di porgere i più cordiali saluti.»

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L’Arciconfraternita del Santo Monte di Iglesias, in rispetto al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 4/03/2020 in materia di garanzia del rispetto delle regole finalizzate a evitare e/o limitare il contagio da Covid-19, ha annullato tutte le manifestazioni di preambolo alla Settimana Santa 2020.
Non avranno luogo, dunque, la presentazione del libro a cura del dott. Roberto Poletti, prevista in San Michele per il 21/03/2020, tantomeno i concerti al Teatro Electra programmati nei giorni 28, 29 marzo 2020.
Sono da considerarsi altresì annullate le consuete Sante Messe previste, ogni singolo venerdì, per tutto il periodo quaresimale.
Resterà momentaneamente invariato, con tutte le dovute precauzioni previste dal decreto presidenziale, il programma relativo all’assistenza agli indigenti per la consegna delle derrate alimentari di prima necessità.
In attesa di conoscere nuove informazioni in merito agli sviluppi della situazione sanitaria nazionale e relative eventuali nuove disposizioni ministeriali, rimane in dubbio anche lo svolgimento delle storiche e tradizionali processioni della Settimana Santa, a tal proposito vi terremo aggiornati attraverso la diffusione di successivi comunicati stampa.

«Nella notte tra venerdì e sabato alcuni fascisti hanno fatto visita alla Casa del Popolo di Carbonia imbrattando le mura e le serrande, nostre e del condominio, con delle scritte inneggianti al Duce e al Ventennio. Siamo contenti di aver attirato la loro attenzione, vuol dire che il nostro lavoro per costruire una società più libera, eguale, giusta e solidale sta funzionando.»

Lo scrivono, in una nota, Matteo Sestu e Marco Corrias, esponenti della Casa del Popolo di Carbonia.

«Questi poveracci non hanno di meglio da fare che passare la notte a sporcare beni altrui e pubblici. Tra i nostri progetti c’è quello di recuperare degli spazi per metterli a disposizione della comunità e del quartiere. Noi cerchiamo di costruire contrapponendoci a coloro che sporcano e vogliano distruggere – concludono Matteo Sestu e Marco Corrias -. Finché ci saranno persone che, ispirandosi al fascismo, trasmettono odio e violenza vuol dire che ci sarà bisogno della Casa del Popolo. »