24 August, 2026

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Inizia da Cagliari l’avventura della diciannovesima edizione del “Musica sulle Bocche” International Jazz Festival, in programma dal 22 al 25 agosto nella splendida cornice di Castelsardo, uno dei borghi storici più belli d’Italia. Giovedì 1° agosto l’appuntamento è nel capoluogo per una prestigiosa anteprima che vedrà il musicista Enzo Favata in scena a partire dalle 21 all’Exma di via San Lucifero. Un concerto in solo ad ingresso gratuito che anticipa il ricco programma di Musica sulle Bocche, ben tredici concerti, laboratori, readings ed altre attività in quattro giorni.

L’artista algherese, direttore e fondatore di “Musica sulle Bocche”, arriva da tre tour in Giappone, Cina e Vietnam dove ha portato diversi suoi progetti musicali. In questo concerto cagliaritano si esibirà al sax soprano, clarinetto basso e live electronics per una serata organizzata in collaborazione con Radio X Social Club e l’Exma-Exhibiting and Moving Arts. L’ingresso è gratuito (info e servizio prenotazione tavoli ai numeri 389-1310628 e 070-4640591).

Dopo l’appuntamento cagliaritano, “Musica sulle Bocche” volerà in Serbia, prima tappa del progetto Jain – Jazz and Interculturalism che farà incontrare trenta giovani musicisti provenienti da Serbia, Albania e Sardegna. Dal 4 al 13 agosto i giovani selezionati per la nostra isola, tutti studenti o diplomati presso il corso di jazz del Conservatorio di Sassari, incontreranno i loro colleghi balcanici nel corso del Nisville Jazz Festival. Sarà la prima di tre residenze creative che consentiranno ai giovani musicisti di dialogare e creare attraverso la musica.

Jain – Jazz and Interculturalism è, infatti, un progetto di partenariato tra organizzazioni culturali nell’ambito del programma europeo Creative Europe, promosso dai serbi della Nisville Foundation in collaborazione con gli albanesi di Syri Blu e l’associazione sarda Jana Project, organizzatrice di Musica sulle Bocche. La finalità del progetto è di promuovere il dialogo interculturale attraverso la musica; l’obiettivo è quello di facilitare la creatività e lo scambio artistico aperto attraverso la connessione tra giovani musicisti jazz provenienti da diverse realtà culturali, sociali, economiche e geografiche.

I tre partner hanno così selezionato per ogni paese dieci giovani musicisti che parteciperanno alle diverse fasi del progetto che prevede prove e laboratori per la formazione di un’unica orchestra su un repertorio di jazz e di musiche popolari delle regioni coinvolte. Dalla Sardegna partiranno alla volta della Serbia le cantanti Alessandra Del Rio, Bianca Frau e Rebecca Ginatempo, il sassofonista Andrea Uggias, il chitarrista elettrico Davide Laconi, i batteristi Gabriele Zirulia e Paolo Addis, il pianista Marco Bande e i chitarristi Paolo Corda e Michele Porcu. Del gruppo fanno parte inoltre il batterista Jacopo Careddu, selezionato per una residenza artistica a Nis, e l’artista Giada Deroma della compagnia Officine Peregrine, in qualità di tutor.

Dopo l’esperienza in Serbia, la carovana di Jain si sposterà in Sardegna dal 20 al 30 agosto, per dieci giorni proprio a cavallo del festival “Musica sulle Bocche”, per poi fare tappa in Albania, dal 3 al 12 ottobre.

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«Una scelta che rinforza il diritto alla salute dei sardi con un nuovo polo di eccellenza e che rilancia il ruolo della Sardegna come partner autorevole sullo scenario internazionale.»

Così l’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino, commenta l’approvazione in Consiglio della variazione di bilancio che stanzia le risorse per il Mater Olbia.

«Il buonsenso – aggiunge Giuseppe Fasolino – ha prevalso sui dubbi che abbiamo fugato, sulle ‘fake news’, e abbiamo trovato anche una ragionevole intesa sulle modifiche proposte in aula. Quella che prende forma è l’azione di una Sardegna che non si limita al rivendicazionismo e all’autocommiserazione ma si rialza sulle proprie gambe, ricomincia a camminare ed esercita con autentico spirito autonomistico un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale. È doveroso ricordare che questo percorso è cominciato proprio nell’Isola otto anni fa senza imposizioni romane, quando la Giunta di centrodestra intraprese i primi contatti con le autorità qatariote. Un percorso proseguito negli anni successivi, durante la scorsa Legislatura. Quella è stata la breccia che ha aperto la via per realizzare il sogno dell’ex San Raffaele ad Olbia, inseguito per trent’anni da validi e volenterosi politici. Ora con il contributo di tutti portiamo a compimento questo cammino – conclude l’assessore regionale della Programmazione – e pratichiamo quella buona politica che vola sopra le polemiche e produce fatti concreti.»

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I segretari regionali del PD Emanuele Cani e di Articolo Uno Luca Pizzuto esprimono solidarietà alle vittime degli ultimi attentati.

«Esprimo una ferma e dura condanna per il grave attentato compiuto ai danni del sindaco di Cardedu Matteo Piras al quale va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La violenza non può ne’ mai deve essere tollerata e accettata. E va sempre respinta con forza. Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine impegnate nelle indagini», scrive in una nota Emanuele Cani, segretario regionale del PD.

«Piena solidarietà ai compagni del Partito Democratico di Dorgali per l’ignobile attentato compiuto questa notte contro la loro sede – scrive Luca Pizzuto, segretario regionale di Articolo Uno -. Un abbraccio anche al compagno Matteo Piras, sindaco di Cardedu, per l’attentato intimidatorio di cui è stato vittima sempre nella nottata di oggi. Queste vile azioni non fermeranno la passione civica di chi crede nella politica come un azione seria e a servizio dell’altro. Per questo invito tutti e tutte a non lasciarsi bloccare da così tanta vigliaccheria e proseguire nella loro militanza e nella loro azione a servizio della comunità. Noi – conclude Luca Pizzuto – saremo sempre al fianco di tutti coloro che nella politica e nella democrazia ci credono. Avanti compagni.»

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Dal 4 al 7 agosto, a Calasetta, si terrà la seconda parte del festival Liberevento, dedicata al mondo dell’informazione, con Ritanna Armeni, Floriana Bulfon, Toni Capuozzo e Giovanni Panunzio.

In tempi di social media, cambiamenti tecnologici repentini e corsa a dare la notizia prima di tutti gli altri che direzione sta prendendo il giornalismo? E’ ancora capace di garantire un’informazione di qualità o sta facendosi stritolare dalle nuove esigenze del sistema?

Domande a cui si cercherà di dare riposta ogni volta partendo da un libro dell’ospite invitato.

Domenica 4 agosto si partirà con Ritanna Armeni (ha lavorato al Manifesto, Il Mondo, L’Unità e si è sempre occupata di tematiche femminili) che parlerà di “Una donna può tutto”, pubblicato da Ponte alle grazie. Nell’incontro moderato dalla blogger Manuela Zurru, Ritanna Armeni ripercorrerà le pagine del suo ultimo lavoro incentrato sulla vicenda di un gruppo di ragazze sovietiche che, nel 1941, riuscirono a conquistarsi un ruolo di primo piano nella battaglia contro il Terzo Reich ma soprattutto scrissero una storia di emancipazione femminile.

Il giorno dopo (lunedì 5 agosto) arriverà Giovanni Panunzio, fondatore di Telefono Antiplagio che, in dialogo con la scrittrice Lorenza Garbarino presenterà “Mediocrazia. Il silenzio dei colpevoli”, libro edito da Youcanprint nel 2018 in cui si parla di una società in cui il potere è in mano ai mediocri e ai media.

Martedì 6 agosto si prosegue con Floriana Bulfon, giornalista d’inchiesta impegnata soprattutto sul fronte della criminalità organizzata a Roma (per cui è stata anche minacciata), che parlerà di “Casamonica”, libro uscito quest’anno per Rizzoli. Dialoga con lei il giornalista Luca Gentile. Durante la serata l’artista Massimo MAP Piga eseguirà degli interventi artistici ispirati dalle emozioni suscitati dai racconti della giornalista.

Il sipario su questa seconda edizione di Liberevento si chiuderà mercoledì 7 agosto con Toni Capuozzo (già vicedirettore del TG5, ha lavorato a Panorama, Mese, Epoca e per la trasmissione Mixer di Giovanni Minoli) per presentare “La culla del terrore. L’odio in nome di Allah”, pubblicato da Signs Pubblishing. Il libro è un’opera di graphic journalism in cui si spiega quali sono le origini dell’attuale terrorismo islamista, delle bandiere nere dell’ISIS, della guerra santa dello stato islamico e dei suoi seguaci contro gli “infedeli” occidentali. A dialogare con il giornalista sarà Carlo Floris.

La serata si chiuderà con un concerto di Il Quintetto (formazione composta da Carla Caredda, Daniela Pibiri, Alessandro Ragatzu, Stefano Onano, alla voce, accompagnati al pianoforte da Federico Melis) che proporrà brani dal Quartetto Cetra ai Queen.

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Il presidente della Giunta Christian Solinas ed il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, esprimono solidarietà al sindaco di Cardedu, Matteo Piras, vittima di un attentato.

«Esprimo a nome mio e di tutta la Giunta la totale solidarietà e la più sentita vicinanza al sindaco di Cardedu, Matteo Piras, per il vile attentato subìto la scorsa notte. Questo gesto criminale è ancor più deprecabile poiché messo in atto nei confronti di un amministratore pubblico che con coraggio, quotidianamente, è impegnato per la sua comunità», ha detto il presidente della Giunta Christian Solinas.

Il presidente del Consiglio regionale Michele Pais ha espresso la “dura condanna del Consiglio regionale” per gli attentati messi a segno questa notte a Cardedu, contro il sindaco Matteo Piras, e a Dorgali, contro la sede del PD, «atti non degni di una società civile».

«Sono preoccupato – ha detto il presidente del Consiglio regionale – per questi eventi criminali che, ancora una volta, generano allarme nella popolazione e in chi crede nel confronto democratico.»

Il presidente Michele Pais ha espresso solidarietà in particolare al sindaco di Cardedu Matteo Piras, la cui auto è stata data alle fiamme: «Ancora una volta un amministratore è nel mirino degli attentatori. Il Consiglio regionale respinge con forza ogni forma di violenza e ha piena fiducia nelle forze dell’ordine che stanno lavorando per fare luce sulla vicenda».

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E’ ormai quasi tutto pronto, a San Giovanni Suergiu, per ospitare la terza edizione dell’International Street Food, il festival del cibo di strada internazionale, organizzato dall’Amministrazione comunale, con la collaborazione delle associazioni comunali, delle attività produttive e dei cittadini volontari.

Il programma dell’evento prevede incontri, talk food, esposizioni, animazioni, musica, suggestioni culturali e percorsi gastronomici. Le comunità internazionali con sede in Sardegna si riuniranno per proporre piatti della loro tradizione a base del loro pane. Nonostante si sia solo al terza edizione, l’evento cresce a vista d’occhio. Due anni fa i paesi rappresentati furono 14, domenica 11 agosto saranno ben 26 gli stand di altrettanti paesi, provenienti da tutto il mondo, oltre a quelli delle varie comunità della Sardegna, per la degustazione e la vendita di cibi di strada!

L’evento è patrocinato dalla Fondazione di Sardegna.

              

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Verrà presentato martedì sera, alle 21.00, presso Casa Spiga, a Teulada, il libro “Santu Sidoriu – TEULADA Fede, culto, storia e tradizione del Santo Agricoltore”, di Enrico Cambedda, Giampaolo Cirronis Editore. Interverranno il sindaco di Teulada Daniele Serra, il parroco della chiesa della Beata Vergine del Carmelo don Ignazio Porcu, l’editore Giampaolo Cirronis e, infine, l’autore Enrico Cambedda. Coordinerà la presentazione Stefano Urru.

Pubblichiamo la prefazione al libro, dell’autore Enrico Cambedda.

Non ho mai pensato di scrivere un libro. Neppure questo lo è. Da tempo volevo offrire, prima di tutto a me stesso, poi ai Teuladini, una riflessione su Sant’Isidoro Agricoltore, il più amato dalla gente del mio paese. Ho cercato, allora, di preparare una sorta di diario che contenesse notizie sulla vita del Santo madrileno, sul suo culto nel Mondo, in particolare in Sardegna e, naturalmente, a Teulada. Mi sono servito delle notizie gentilmente offerte dalla Real Congregacion de San Isidro de Madrid e da altre pubblicazioni, in lingua spagnola, che sono state utili per capire e documentare la sua figura. Sono state altrettanto indispensabili alcune chiacchierate con amici, persone anziane, uomini di chiesa ed un’attenta lettura delle pagine web dei tanti comuni, in tutto il mondo, che festeggiano Sant’Isidoro. Il mio diario, per scelta personale, non ha valenza scientifica. Altri, molto meglio di quanto possa aver fatto io, consulteranno archivi e documenti ufficiali e potranno fornire notizie sulla storia del culto a Teulada e sulla chiesetta rurale. Mi è stata utile la collaborazione dei tanti amici che hanno provveduto ad inviarmi la documentazione fotografica sul simulacro del santo; alcuni mi hanno contattato da paesi lontani: Messico, Uruguay, Argentina, Colombia, Panama, Filippine, etc. Altri, anche attraverso le biblioteche, mi hanno aiutato qui in Sardegna. è servita la mia passione per la fotografia che mi ha consentito, nel corso degli anni, di seguire, a maggio ed agosto, le tante feste di Sant’Isidoro a Teulada. Non è stato facile fare una selezione fra migliaia di immagini conservate in archivio. Spero di aver utilizzato quelle più significative. Sono stato a lungo in dubbio sulla sistemazione dei vari capitoli. La logica avrebbe voluto che iniziassi con la presentazione della Vita di Sant’Isidoro e proseguissi con tutte le altre notizie inerenti la diffusione del suo culto. Ma l’obiettivo di questo mio lavoro è, soprattutto, quello di mettere in risalto la grande fede, la religiosità, il folclore e le tradizioni che animano ed uniscono, uomini e donne del mio paese. Senza voler sminuire l’importanza di Isidro Labrador, la sua vita, i miracoli e la devozione degli Spagnoli, soprattutto dei Madrileni, a cui ho dedicato le pagine più significative di questo diario, ho scelto di far luce, soprattutto, sul rapporto fra questa figura e Teulada ed aprire così il racconto. Per presentare il mio paese mi sono servito degli splendidi versi di un amico poeta e del “sogno letterario” di un altro amico giornalista, conosciuto circa trent’anni fa. Tutto questo, per conservare quella splendida magia dei luoghi e delle persone di Teulada. Ho voluto accogli-re la collaborazione dei bambini della Scuola Primaria “Taddeo Cossu“, che hanno illustrato con disegni semplici e spontanei la loro idea del santo. Ho dedicato qualche capitolo allo svolgimento della festa, dando grande spazio alle foto e limitando all’essenziale la parte narrativa. Anche se le immagini, spesso, sanno raccontare più delle parole o di qualsiasi prosa. Insomma, una cronaca fotografica essenziale per cercare di cogliere le sensazioni, i colori, le tradizioni, la religiosità. In altre parole: la Festa. Mi è sembrato opportuno riproporre, grazie all’autorizzazione del figlio Gabriele, quanto su Sant’Isidoro scrisse Ovidio Addis: un testo ricco di colore, di poesia e di leggenda che rientra nel sentimento più profondo della popolazione. Ho dedicato qualche pagina a delle curiosità legate al finanziamento della festa, attraverso “sa circa“ (la questua) ed “is progettus” (una sorta di asta). Non ho potuto ignorare il fascino e l’importanza della Confraternita del Rosario che, erede dei primi fedeli della Teulada settecentesca, ancora oggi accompagna le più importanti espressioni del culto religioso, compresa la festa di Sant’Isidoro. Alla Confraternita ho riservato diverse immagini. Nella seconda parte del diario ho scritto della vita del protettore degli agricoltori, della moglie Maria Toribìa (Santa Maria de la Cabeza) e del figlio Illàn. Su quest’ultimo, spesso, sono state scritte cose errate. Anche importanti studiosi ed uomini di chiesa hanno sempre ignorato che Illàn non morì bambino ma sopravvisse ai genitori sino a tarda età. Una parte importante è stata riservata alle preghiere ed alle invocazioni, tradotte dalla lingua spagnola. Tre diversi capitoli hanno accennato, rispettivamente, al culto di Sant’Isidoro Agricoltore, nel Mondo, in Italia e in Sardegna. Il capitolo finale ha riguardato “Is goccius“, quei canti religiosi dedicati al Santo. Mi sono dovuto limitare a quelli cantati a Teulada, senza trascurare un qualche accenno ad altri della Sardegna (Sedilo) ed ai gosos spagnoli. In questo capitolo ho anche sintetizzato alcuni motteti e versi a lui dedicati. Ho accolto, in altrettante pagine strategiche, due poesie di un’amica, espressione della più genuina anima popolare, manifestazione autentica dell’amore e del culto e di grande sensibilità poetica. Ribadisco che il mio è un lavoro modesto, senza alcuna velleità letteraria, pensato e scritto col cuore, per far conoscere il santo madrileno, il suo modello di vita, l’amore per la famiglia e la fede. Nello stesso tempo, ho voluto offrire ai miei concittadini, se lo vorranno, l’opportunità di approfondire ulteriormente questo argomento con criteri scientifici ed una maggiore eleganza letteraria.

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Giovedì 25 luglio, il Consiglio comunale di Iglesias ha approvato una mozione presentata dai consiglieri Gianni Medda, Alessandro Pilurzu, Ignazio Mocci, Carlo Murru e Simone Pinna, relativa alla difficile situazione del polo industriale di Portovesme, al centro in questi ultimi anni di una crisi profonda, che mette a rischio il lavoro di migliaia di persone residenti ad Iglesias e nel resto del territorio del Sulcis.
Nella mozione viene sottolineata la necessità di tutelare il comparto industriale, un settore strategico per l’Italia, la cui valorizzazione deve andare di pari passo con le politiche ambientali e con i principi di ecosostenibilità e di ecocompatibilità.
Il comparto industriale del Sulcis vive una situazione di crisi che è stata accentuata anche dal fatto che la Sardegna è l’unica regione italiana priva di accesso alla rete nazionale del gas metano, un gap che di fatto non rende praticabile una completa interruzione della produzione di energia per mezzo del carbone entro il 2025, come previsto dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e l’Ambiente.
Secondo il documento approvato nel corso del Consiglio comunale del 25 luglio, visto che il polo industriale di Portovesme utilizza una larga percentuale dell’energia sarda, è necessario procedere ad una riconversione della centrale Enel, trasformandola in una unità di produzione in cogenerazione (energia elettrica ed energia termica), soluzione che consentirebbe di sostenere un sistema ad alta flessibilità, in sinergia con lo sviluppo delle energie rinnovabili, e con particolare riguardo per la tutela ambientale, consequenzialmente al percorso avviato dalla Portovesme srl, dall’Alcoa e dall’Eurallumina, finalizzato alla bonifica delle aree non utilizzate.
Accelerando la chiusura delle centrali termoelettriche a carbone, senza realizzare contestualmente gli interventi necessari ad una riconversione energetica, alla luce anche del gap rappresentato dalla mancanza di accesso alla rete del gas metano, si rischierebbe di mettere definitivamente fine alla produzione nel polo energetico di Portovesme, con la chiusura definitiva degli stabilimenti di Eurallumina, della Syder Alloys e della Portovesme srl, che avrebbe disastrose ricadute sui livelli occupazionali di un territorio come quello del Sulcis, già duramente colpito dalla disoccupazione ed a forte rischio di impoverimento.
La mozione approvata dal Consiglio comunale impegna la Giunta ed il sindaco Mauro Usai a mettere in campo, insieme alle altre Amministrazioni comunali del territorio ed alle parti sociali, tutte le iniziative necessarie a far partire una mobilitazione che porti alla ripresa della produzione, interfacciandosi con la Regione Sardegna e con il Governo Nazionale, affinché la questione industriale del Sulcis venga affrontata prioritariamente, e venga trovata una soluzione che possa tutelare i lavoratori, la produzione e la salvaguardia dell’ambiente.

 

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Nel pomeriggio, i carabinieri della stazione di Assemini della Compagnia di Cagliari, a seguito del rinvenimento del cadavere di Marcella Mura, 78 anni, hanno eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica in ordine al reato di omicidio volontario pluriaggravato, nei confronti del figlio 48enne convivente.

Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo. La donna, dalla prima ricostruzione dei fatti, sarebbe stata colpita ripetutamente con un bastone alla testa e alle braccia e con un coltello da cucina. Le indagini proseguiranno per approfondire ulteriormente i contorni della vicenda in cui si è generato il delitto.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto la traslazione della salma presso il Policlinico di Monserrato per l’esame autoptico. L’uomo è stato trasferito presso il carcere di Uta.