25 August, 2026

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Il presidente del Consiglio regionale Michele Pais ha ricevuto, questa mattina, il neo sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. E’ stato un incontro informale e molto cordiale. Il presidente Michele Pais ha formulato  al primo cittadino del capoluogo sardo i migliori auguri: «Ci aspettano anni di intenso lavoro – ha detto Michele Pais – ma sono convinto che riusciremo a raggiungere  traguardi ambiziosi per il bene di Cagliari e dell’intera Sardegna».

Il presidente del Consiglio regionale ed il neo sindaco hanno assicurato una collaborazione sempre più stretta tra le due istituzioni.

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E’ stata presentata questa mattina, nella sala conferenze della Mem Mediateca del Mediterraneo, a Cagliari, la XXXIV edizione della rassegna “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”. Con il presidente dell’associazione culturale Punta Giara Paolo Francesco Sodde e la responsabile della comunicazione Enrica Lotta (il direttore artistico Basilio Sulis non ha potuto partecipare per una leggera indisposizione), erano presenti Marco Zusa, vice-sindaco di San Giovanni Suergiu (uno dei tre Comuni in cui si svolgeranno i concerti e le attività collaterali; il comune di Masainas, i cui rappresentanti non hanno potuto presenziare per impegni di lavoro, ha mandato un messaggio di saluto; il comune di Sant’Anna Arresi, sede storica ed ancora principale del Festival, i cui nuovi amministratori sono stati eletti domenica 16 giugno, non era presente), Graziano Milia in rappresentanza della Fondazione di Sardegna, ed alcuni membri delle associazioni che compongono il Sardinia Jazz Network.

La Rassegna anche quest’anno si svolge sotto l’alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio e della Giunta della Regione Autonoma della Sardegna, con l’apporto fondamentale dell’assessorato della Pubblica Istruzione, Sport e Spettacolo, dell’assessorato del Turismo, Commercio e Artigianato  della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna.
Paolo Sodde Francesco, presidente e componente del direttivo dell’Associazione, dopo il saluto iniziale a nome dell’Associazione Culturale Punta Giara, ha portato i saluti del direttore artistico nonché fondatore del Festival Basilio Sulis, ed ha sottolineato come nonostante i quasi sette lustri di Festival e tantissime difficoltà di carattere finanziario, lo spirito degli organizzatori sia rimasto immutato e sempre fertile, e continua ad animare la vita e le scelte artistiche dell’Associazione culturale Punta Giara lungo il percorso intrapreso, con passione, curiosità e seguendo la contemporaneità sia sotto l’aspetto dell’evoluzione musicale sia dei mutamenti sociali.
Ha poi preso la parola Graziano Milia, rappresentante della Fondazione di Sardegna, che ha sottolineato quanto un evento culturale della portata del Festival di Sant’Anna Arresi costituisca un momento importante di valorizzazione della cultura dei nostri territori. Graziano Milia ha posto poi l’accento sul significato del finanziamento concesso a manifestazioni importanti come questa che hanno raggiunto, negli anni, rilevanza internazionale e si sono fatte bandiera della Sardegna nel mondo. Lo sforzo della Fondazione, ha aggiunto, è quello di ripartire risorse, con l’intento di finanziare la cultura sul territorio e per il territorio e, nel contempo, tutelare ed agevolare manifestazioni come questa, che rendono ai territori ed ai sardi tutti, un riconoscimento di respiro internazionale, con l’obiettivo di mantenere intatto un patrimonio di così grande rilevanza per la Sardegna.
Il vice sindaco di San Giovanni Suergiu, Marco Zusa, ha portato i saluti della sua Amministrazione ed ha sottolineato come la collaborazione con il Festival di Sant’Anna Arresi abbia sin dagli anni passati consentito di organizzare concerti nella sede dell’antica chiesa romanica di Palmas Vecchio e come questo evento stia crescendo in numeri ed interesse, di anno in anno.
Enrica Lotta, responsabile della comunicazione dell’Associazione Punta Giara, entrando nel “cuore” del Festival di quest’anno, “The New Sound of the Porgy and Bess”, ha spiegato in dettaglio come, partendo da questa celebre e controversa opera americana, si sia approdati ad affrontare temi assai moderni e spinosi quali l’integrazione, la solidarietà ed i diritti umani. Enrica Lotta ha spiegato inoltre come gli artisti del Festival siano stati chiamati a sviluppare questo tema in modo assolutamente libero e come la scommessa del Festival numero trentaquattro, sia proprio quella di puntare sulla libertà artistica e creativa degli artisti e scoprire poi con curiosità quello che sarà il colorato risultato finale.
Durante la presentazione del tema e del programma dettagliato del Festival, sono stati trasmessi i messaggi di Rob Mazurek, jazzista di riconosciuta fama mondiale (protagonista già un anno fa di alcuni concerti indimenticabili, come quello tenuto sulla spiaggia di Is Solinas con Gabriele Mitelli), e di Greg Tate, il direttore della Burnt Sugar Archestra Chamber, che direttamente dagli Stati Uniti hanno descritto brevemente il senso della loro partecipazione al Festival ed il significato dei loro progetti.
Il musicista Paolo Carrus, infine, ha offerto un suo pensiero sul Festival di Sant’Anna Arresi e sul progetto che quest’anno porterà con Alberto Balia e Sandro Satta, la Sardinia Instabile Orchestra, che vedrà anche la presenza di tre suonatori di launeddas.
   

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«La Regione Sardegna partecipa con spirito di adesione nazionale al gemellaggio con la Regione Campania e i Comuni di Napoli e Pompei. In caso di eruzione del Vesuvio potrebbero essere circa 50mila persone a essere trasferite in Sardegna su loro richiesta.»

Lo ha detto l’assessore regionale dell’Ambiente, Gianni Lampis, oggi a Napoli per la firma dei protocolli per i gemellaggi tra i Comuni della zona rossa del Vesuvio e dei Campi Flegrei e le Regioni e le Province autonome, alla presenza anche del Capo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Angelo Borrelli. Il protocollo firmato oggi dalla Regione Sardegna è valido per cinque anni e serve a ratificare i luoghi in cui gli abitanti della zona rossa saranno trasferiti in caso di eruzione.

«Ora – ha precisato Gianni Lampis – verrà subito attivato dalla Direzione generale della Protezione civile regionale il tavolo tecnico per l’elaborazione del piano di evacuazione delle popolazioni insediate nel comune di Pompei e nel quartiere Posillipo di Napoli. È questa l’occasione per rafforzare legami istituzionali oltre i confini della nostra Isola affinché anche queste siano occasioni per ridare centralità nazionale alla Sardegna.»

«Con la Regione Campania e con i comuni di Napoli e Pompei – ha aggiunto l’assessore – abbiamo convenuto anche di intraprendere un rapporto di collaborazione ai fini della valorizzazione dei diversi patrimoni storici, archeologici, ambientali e paesaggistici come ulteriore strumento di condivisione di realtà ed esperienze che da sempre hanno reso grande l’Italia. Un ruolo di rilevante importanza ha concluso l’assessore Gianni Lampis – sarà assegnato alle associazioni di volontariato di Protezione civile dislocate fra le due Regioni tra le quali verranno stipulati ulteriori accordi e gemellaggi.»

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«Data l’importanza strategica del comparto zootecnico nell’economia della Regione continuiamo a non comprendere per quale motivo si debba assistere allo smantellamento delle strutture che contribuiscono alla sua grandezza, fornendo agli allevatori un servizio impoverito ed inadeguato

La segretaria regionale della Uila Uil Sardegna Gaia Garau esprime soddisfazione dopo l’audizione dei sindacati del comparto in merito alla vertenza delle APA, le associazioni provinciali allevatori, che da decenni svolgono un insostituibile lavoro a favore degli allevatori sardi occupandosi delle attività legate alla vendita e all’acquisto dei capi, dei controlli, della tenuta dei Libri genealogici e dell’organizzazione delle mostre.

«Le attività svolte da questi lavoratori sono fondamentali per il comparto zootecnico sardo», ha detto Gaia Garau durante l’audizione in cui ha ripercorso la storia delle quattro APA della Sardegna (AIPA Cagliari, APA Oristano, AIPA Nuoro e AIPA Sassari) che dal 2018 sono oggetto di un progetto di ristrutturazione e commissariamento da parte dell’AIA (Associazione Italiana Allevatori) a causa di difficoltà finanziarie dovute ad un’amministrazione inadeguata.

«L’AIA aveva annunciato la liquidazione delle APA qualora la Regione non fosse intervenuta a sanare lo scoperto – ha spiegato Garau -: nel 2018 i lavoratori hanno assistito ad uno svilente balletto delle responsabilità che ha visto da una parte gli amministratori delle APA accusare LAORE del blocco dei finanziamenti e dall’altra l’Agenzia regionale a sua volta accusare le associazioni private, di predisporre una rendicontazione non conforme. I dipendenti – ha aggiunto – sono stati usati come un mero strumento di questa trattativa, diventando le uniche vittime della guerra tra Assessorato e Commissari dell’AIA. Gli interventi dell’assessorato dell’Agricoltura non hanno in alcun modo variato gli esiti di questa vertenza”.

Dopo il commissariamento 13 lavoratori dipendenti delle quattro associazioni sono stati licenziati in tronco. Le AIPA di Cagliari e Sassari sono state liquidate e i dipendenti – che non hanno percepito per più di un anno la retribuzione – ad oggi hanno ricevuto tutti una lettera di licenziamento e rischiano di non veder saldato il loro credito nei confronti del datore di lavoro.

Tutto questo – denunciano i sindacati – è avvenuto senza che i Commissari incontrassero le organizzazioni sindacali nonostante le richieste, le manifestazioni di protesta e gli interventi dell’Assessorato. Il 16 luglio 2018, inoltre, i Commissari hanno proceduto al trasferimento di ramo d’azienda dell’AIPA di Nuoro-Ogliastra all’APA di Oristano che è stata rinominata A.A.R.S. (Associazione Allevatori Regionale della Sardegna), garantendo per questi lavoratori il mantenimento delle condizioni economiche e normative in essere.

«Ad oggi – ha spiegato Gaia Garau – i dipendenti vivono con incertezza questa fase di ristrutturazione. I circa 50 lavoratori rimasti operano su tutto il territorio regionale dovendo garantire il servizio nelle due province rimaste scoperte e  sono stati trasferiti, senza preavviso in due sedi separate, entrambe in territorio di Arborea.»

Ecco la richiesta di un maggiore impegno da parte della politica regionale a tutela dei lavoratori. «Il precedente Consiglio Regionale ha affrontato in diverse occasioni il tema delle APA senza tuttavia trovare soluzioni alla vertenza», ha concluso Gaia Garau, ricordando l’ordine del giorno votato il 14 marzo 2018 che impegnava l’assessore dell’Agricoltura e la Giunta alla erogazione degli stipendi arretrati, a interrompere le procedure di licenziamento in corso e presentare entro 45 giorni una proposta legislativa per valorizzare l’attività di assistenza tecnica nel settore zootecnico sardo.

«Tutti questi impegni sono stati disattesi, per questo chiediamo un intervento finalmente risolutivo da parte della politica regionale

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«Abbiamo riservato un avanzo di amministrazione dell’Aspal ai tirocini per gli over 30, fascia anagrafica con grosse difficoltà di inserimento, o addirittura di reinserimento, nel mondo del lavoro.»
Lo ha detto Alessandra Zedda, assessore regionale del Lavoro, presentando l’Avviso pubblico per l’attivazione di progetti di Tirocinio per il 2019.

Con una dotazione finanziaria di 2.3 milioni di euro del PO Fse Sardegna 2014/20 saranno attivati circa 800 tirocini, col 38% riservato ad azioni dirette per le donne. I destinatari possono essere cittadini comunitari ed extra Ue residenti in Sardegna, regolarmente soggiornanti alla data di presentazione del progetto di tirocinio e per tutta la sua durata. La procedura della domanda è interamente digitalizzata e tutta la documentazione relativa al progetto di tirocinio si può trovare on line su www.sardegna.lavoro.it . Anche le firme richieste per l’attivazione del tirocinio sono esclusivamente digitali, perciò il richiedente dovrà attivare la firma digitale attraverso la tessera sanitaria. Ad ogni tirocinante sarà riconosciuta un’indennità mensile lorda di 450 euro per 6 mesi di tirocinio, pari a complessivi 2.700 euro, con la possibilità per il datore di lavoro di integrare con proprie risorse. L’indennità sarà erogata direttamente dalla Regione, esclusivamente a fronte del raggiungimento di almeno il 70% delle ore di presenza, ed è cumulabile con la Naspi o altre forme di ammortizzatori sociali, oltre che compatibile con il reddito di cittadinanza. Il datore di lavoro dovrà designare un tutor, individuato tra i propri lavoratori in possesso di competenze professionali adeguate e coerenti con il Piano formativo individuale (Pfi) del tirocinante, che dovrà garantire la sua presenza in azienda ed affiancarlo durante lo svolgimento del percorso. La durata del tirocinio è di 6 mesi (30 ore settimanali e massimo 6 ore giornaliere) e non sono possibili proroghe.

«Considerato l’apprezzamento per lo strumento, abbiamo valutato che si tratta di una misura nella quale vale la pena di investire, auspicando che i risultati siano sempre migliori – ha aggiunto l’assessore Alessandra Zedda -. Sarà una delle tante misure che l’Assessorato del Lavoro metterà in campo per le politiche attive del lavoro, attuando un’unica regia con l’Aspal, così da generare terreno fertile per sviluppare nuove e numerose occasioni di lavoro. Finora, da quando ci siamo insediati, abbiamo rispettato il nostro cronoprogramma e presto daremo il via ad altre forme di tirocinio che riguarderanno tutti i settori occupazionali e tutte le fasce d’età.»

«I tirocini sono una vera politica attiva del lavoro, una misura importantissima e molto attesa sia dalle aziende sia dai beneficiari – ha evidenziato il direttore generale dell’Aspal, Massimo Temussi -. Parlano i numeri: nell’edizione precedente, il 58% dei tirocini si è trasformata in rapporto di lavoro e di questi il 47% proprio nella stessa azienda. Un risultato davvero considerevole che puntiamo a consolidare. Saranno i Cpi a fare da filtro, così da avere progetti di tirocinio coerenti che consentano una crescita per i tirocinanti e siano un valore aggiunto per i soggetti ospitanti.»

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Nel 16° Rally Italia Sardegna, corso lo scorso weekend sugli sterrati dell’Isola, la Scuderia Porto Cervo Racing era presente con tre equipaggi: Liceri-Mendola (Peugeot 208 R2), Tali-Salis (Ford Fiesta R5) e Leoni-Tocco (Renault Clio RS R3). Nella prestigiosa gara, a mettersi in luce e a salire sulla pedana d’arrivo della gara iridata, sono stati Michele Liceri e Salvatore Mendola, più forti delle insidie incontrate nei quattro giorni di gara.

«Dopo tutto quello che ci è successo – ha commentato Michele Liceric – sono consapevole che abbiamo fatto una grande gara. Nonostante i tantissimi problemi, non abbiamo mai mollato, anzi, abbiamo cercato di recuperare. La gara è stata molto dura, anche per le strade, difficoltose per noi con le due ruote motrici, però siamo arrivati alla fine in questa gara unica, incredibile, che ti segna la vita e ti segna il cuore. Ringrazio innanzitutto Tore, la mia sicurezza, che mi ha aiutato in tutti i sensi, mi ha fatto da padre, non solo da navigatore, ringrazio la mia scuderia Porto Cervo Racing, il Team Julli, impeccabile con due macchine su due all’arrivo, gli sponsor e gli amici, fondamentali per questa occasione. La prossima gara sarà ‘Il Nido dell’Aquila’ a fine settembre, e poi chiuderemo in bellezza il Campionato Italiano Rally Terra con il ‘Tuscan Rewind’. E’ in forse la nostra partecipazione alla gara di casa, il ‘Rally Terra Sarda’, per il quale stiamo cercando gli sponsor.»

Soddisfatto anche il navigatore Salvatore Mendola, al suo terzo Rally Italia Sardegna: «Con lo zio di Michele, Paolo Liceri, siamo stati i primi sardi a partecipare al mondiale con una Wrc, dico questo perché anche se con Michele abbiamo corso con una macchina più piccola, l’emozione non è stata inferiore, anzi, con le condizioni che abbiamo trovato in prova, arrivare sino alla fine è stato molto più difficile e mi ha regalato maggiore soddisfazione. Michele è un pilota giovane, è da poco che corre e che corriamo insieme, è stato un professionista perché ha fatto tutto quello che doveva fare: salvaguardare la macchina e camminare dove si poteva camminare; si è fidato ciecamente di quella che poteva essere la mia esperienza e, alla fine, abbiamo superato le difficoltà incontrate durante le prove. Ovviamente, se non avessimo avuto i problemi che ci sono stati, magari anche il risultato finale, per quanto riguarda il Campionato Italiano Rally Terra, al quale siamo iscritti, sarebbe stato migliore, ma alla fine va bene così».

Gara dal sapore amaro per l’equipaggio composto da Francesco Tali e Fabio Salis, costretti al ritiro quando avevano preso un buon ritmo di gara.

«Avevamo le gomme consumate – ha spiegato Francesco Tali – nell’ultima prova della prima tappa del venerdì, la macchina non ha tenuto e, purtroppo, siamo usciti. Un vero peccato perché stavamo facendo una bella gara. L’unico rammarico è stato quello di non ripartire il giorno successivo con il super rally.»

Mondiale sfortunato anche per Gianluca Leoni, a causa di una iniziale non perfetta forma fisica. «Venerdì, dopo la prova di Castelsardo – ha spiegato Gianluca Leoni – non mi sono sentito bene, così sabato è stato necessario riposare. Domenica, nella prova dell’Argentiera, abbiamo preso una pietra e spaccato la coppa dell’olio: è andata peggio di come poteva andare. Dispiace perché nelle due prove che abbiamo fatto, i tempi erano positivi, si poteva fare una bella gara».

Intanto, la Scuderia continua senza sosta nell’organizzazione del Rally Terra Sarda in programma in Gallura il 5 e 6 ottobre 2019, valido come prova di Coppa Rally Aci Sport di Zona.

Grazie al rinnovo della partnership tra la Scuderia Porto Cervo Racing con le compagnie di navigazione, che garantisce sconti e agevolazioni agli associati del Team durante tutto l’anno, verrà dedicata particolare attenzione per tutti i partecipanti all’ottava edizione della gara.

Il Rally Terra Sarda è inserito nel programma degli eventi organizzati dalla Porto Cervo Racing per i festeggiamenti dei primi vent’anni di attività del Team.

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Sull’ultima tappa del Giro delle Miniere c’è la firma di Michele Pittacolo. Il campione del mondo paralimpico su strada 2018 ha trionfato sul traguardo di Pabillonis, conquistando per il terzo anno consecutivo un successo di tappa nella corsa del Sud-Ovest Sardo. In seconda posizione si è classificato Fabio Orcame (Team Cesaro Falasca), mentre sul gradino più basso del podio è salito Alessio Freschi (Team Bike Ballero). Nessun problema per i quattro leader della classifica generale, tutti confermati: i vincitori del Giro delle Miniere 2019 sono Roberto Cesaro (Team Cesaro Falasca) nella Fascia A, Pietro Capuccilli (Team Cesaro Falasca) nella Fascia B, Alessandro Freschi (Team Bike Ballero) nella Fascia C e Michela Gorini (Fausto Coppi Fermignano) tra le donne.

La IV Coppa Città di Pabillonis – Trofeo della Terracotta è un circuito interamente pianeggiante di 22 chilometri da ripetere per quattro volte. Oltre 90 i partenti da via Ugo Foscolo a Pabillonis. Il gruppo procede compatto per il primo giro, poi – all’inizio del secondo – parte la fuga. A partire sono Orcame e Capuccilli per il Team Cesaro Falasca, Nannetti e Freschi per il Team Bike Ballero, e Michele Pittacolo (Pittabike). I cinque fuggitivi impongono alla corsa delle medie orarie piuttosto alte, e in breve tempo guadagnano circa 2 minuti di vantaggio sul resto del gruppo. Il gruppetto si presenta ancora compatto sul rettilineo finale di via Ugo Foscolo, dove – di comune accordo – si sceglie di non lanciare una volata ma di lasciare che sia Michele Pittacolo ad aggiudicarsi la soddisfazione di tagliare per primo il traguardo.

«E’ stato un gesto di grande sensibilità – ha affermato il corridore friulano – in tanti anni di corse non mi era mai capitato. Sono felice per il risultato e, più in generale, per il rendimento che ho mostrato qui al Giro delle Miniere. Ora mi sento davvero pronto per i campionati italiani assoluti che si svolgeranno in Veneto nel fine settimana. Ringrazio l’organizzazione della SC Monteponi e il patron Luigi Mascia. Qui in Sardegna mi sento sempre a casa.»

Ha partecipato alla tappa di Pabillonis anche il “Diablo” Claudio Chiappucci, che dopo aver chiuso con il 23° posto assoluto, ha consegnato le ultime maglie rossoblù a Cesaro, Capuccilli, Freschi e Gorini. Presenti anche il presidente onorario FCI Sardegna Salvatore Meloni e il presidente del Coni regionale Gianfranco Fara.

Ordine d’arrivo 4ª tappa

1 – Michele PITTACOLO (Pittabike ASD) 2h7m54s
2 – Fabio ORCAME (Team Cesaro Falasca) st
3 – Alessio FRESCHI (Team Bike Ballero) st
4 – Pietro CAPUCCILLI (Team Cesaro Falasca) 2h7m55s
5 – Alessandro NANNETTI (Team Bike Ballero) 2h7m55s

I vincitori del Giro delle Miniere

FASCIA A – Roberto CESARO (Team Cesaro Falasca) 8h5m2s
FASCIA B – Pietro CAPUCCILLI (Team Cesaro Falasca) 8h6m55s
FASCIA C – Alessandro FRESCHI (Team Bike Ballero) 8h15m30s
DONNE – Michela GORINI (Fausto Coppi Fermignano) 6h22m49s

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Venerus

Si avvicina la 15ª edizione del Premio Bindi. Dal 5 al 7 luglio a Santa Margherita Ligure (GE) ritorna il fascino di una delle rassegne musicali più prestigiose della musica italiana, per tre serate che omaggeranno passato, presente e futuro della canzone d’autore.

I finalisti di questa edizione, che si esibiranno sabato 6, saranno (in ordine alfabetico) Daniele Aliperti, Lamine, Leanò, Francesco Lettieri, Nevruz, Sale, Micaela Tempesta e Il Terzo Istante. Ogni finalista si esibirà davanti alla giuria due volte: al pomeriggio, sul palco sul lungomare, proporrà due propri brani in versione acustica, mentre alla sera, sul palco dell’anfiteatro Bindi, toccherà all’interpretazione di un brano di Umberto Bindi e di un proprio brano.

La giuria, proveniente dal mondo dell’industria e del giornalismo musicale italiano sarà composta da: Massimo Poggini (giornalista/direttore Spettakolo.it), presidente di giuria, Roberta Balzotti (Rai), Claudio Cabona (critico musicale), Daniela Cappelletti (Radio Italia), Armando Corsi (musicista), Massimo Cotto (autore/conduttore), Daniela Esposito (ufficio stampa), Guido Festinese (critico musicale), Riccardo Loda (Warner Chappell italiana), Elisabetta Malantrucco (RadioRai), Lucia Marchiò (Repubblica), Marco Mori (AudioCoop), Francesco Paracchini (rivista L’Isola che non c’era), Ezio Poli (L’Isola ritrovata).

Sempre sabato verrà assegnato il Premio Bindi New Generation. Quest’anno sarà premiato Venerus, una delle note più liete tra le nuove proposte dello scenario musicale indipendente. Con il debut EP A Che Punto È La Notte (Asian Fake), una delle sorprese discografiche dello scorso anno, e il recente EP Love Anthem, l’artista milanese ha conquistato pubblico e critica.

Il Bindi è una vetrina musicale per gli artisti emergenti, un happening per la promozione di progetti di qualità, un’occasione per le nuove realtà musicali di confrontarsi su un palco prestigioso, davanti ad una giuria di esperti e di addetti ai lavori: tre serate con ospiti di prestigio, a significare la continuità artistica tra artisti affermati e cantautori in rampa di lancio. Il Premio Bindi, dedicato al mai dimenticato Umberto Bindi, è da sempre una realtà di incontro, di scambio e di crescita artistica.

«Il Premio Bindi non è soltanto un appuntamento fisso dell’estate di Santa Margherita Ligure: si è consolidato nel panorama della musica cantautorale italiana diventando un punto di riferimento per tanti giovani artisti. Ed è tuttora un piccolo grande contributo per tener vivo il ricordo di Umberto Bindi, un uomo gentile, buono e un grande artista» (Paolo Donadoni, sindaco di Santa Margherita Ligure).

Nelle prossime settimane saranno annunciati nuovi ospiti: il Premio Bindi sarà ancora una volta capace di illuminare i vari mondi della musica italiana, esaltando eccellenze e novità del suo panorama.

Il palco del Bindi ha ospitato negli anni grandi nomi della musica italiana come Gino Paoli, Mauro Pagani, Antonella Ruggiero, Eugenio Finardi, Morgan, Niccolò Fabi, Andrea Mirò, Frankie Hi NRG, Ron, Cristina Donà, Francesco Baccini, Pacifico, Paolo Jannacci, Alberto Fortis, Fausto Mesolella, Avion Travel, Vittorio De Scalzi, Maurizio Lauzi, Carlo Fava, Massimo Bubola, Quintorigo, Renzo Rubino, Enzo Iacchetti, Filippo Graziani, Cristina Donà, Mario Venuti, Izi e Coma_Cose.

 

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L’ufficio di Presidenza del Centro Studi Agricoli, guidato da Tore Piana, si è riunito nei giorni scorsi per analizzare la proposta del nuovo “Piano di regolazione dell’offerta pecorino romano Dop 2019/2022” presentata ed elaborata dallo stesso Consorzio della Dop. Come si ricorderà il piano attuale triennale scade il 31 luglio 2019 ed è pertanto necessario proporre un nuovo piano dell’offerta valevole per il triennio 2019/2022 che contenga norme precise e severe per non ripetersi una nuova crisi del prezzo del latte di pecora, come quella avvenuta nel mese di febbraio di quest’anno, causata da una sovra produzione di formaggio Pecorino Romano Dop rispetto a quanto programmato dallo stesso piano ora in scadenza. Il vecchio piano dell’offerta non conteneva norme severe per i caseifici che non rispettano le quantità di formaggio assegnate, da qui la crisi per sovraproduzioni cui il mercato attuale non è in grado di assorbire.

La proposta presentata dal Consorzio del Pecorino romano Dop nei giorni scorsi, secondo gli esperti del Centro Studi Agricoli, non contiene norme sufficienti per prevenire e limitare le sovra produzioni, inoltre per le quote di produzione da assegnare ai caseifici, tiene conto delle produzioni massime degli stessi degli ultimi tre anni, questo comporterà se approvato, che i caseifici che non hanno rispettato le quote assegnate ed hanno prodotto molto di più, si vedranno premiati con l’assegnazione di quote produttive maggiori, anziché essere penalizzati. Mentre viene considerata dal CSA, la quota aggiuntiva di euro 0,64 a kg di formaggio Pecorino Romano Dop, per chi supererà le quote assegnate, molto positiva. La precedente quota aggiuntiva veniva quantificata in euro 0,16 al kg. Ma anche su questo punto il CSA rileva come «la norma proposta sia molto nebulosa e non chiara, non si capisce se questa debba essere successivamente deliberata dal CDA e poi dall’Assemblea dello stesso Consorzio di Tutela, pur essendo indicata nel Piano dell’Offerta. Inoltre sempre per il CSA, sono troppe le deroghe contenute nella proposta, che annullerebbero quasi per intero l’applicazione della quota aggiuntiva per i caseifici che supereranno le quote di produzione assegnate».

«Deve essere chiaro – dichiara Tore Piana – che nessuno dora in poi dovrà più superare le quote produttive assegnate. La Regione dovrà immediatamente approvare un provvedimento che escluda i caseifici, sia essi privati sia essi cooperative, che non rispetteranno le quote produttive assegnate, da tutti i contributi previsti da Leggi Regionali di settore o dal PSR.»

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«La paralisi è praticamente totale: non ci sono fondi per la manutenzione ordinaria, né per quella straordinaria. Neanche un euro da destinare ai pagamenti delle imprese, e addirittura nemmeno le somme necessarie a cambiare le gomme alle auto delle macchine di servizio, per acquistare la cancelleria, e se vogliamo entrare nei dettagli, neanche per comprare la carta igienica. Sono incredibili oltre che ridicole la condizioni economiche in cui è costretto a operare L’Ente Acque della Sardegna. O meglio, a non operare. Dal momento che l’attività è totalmente bloccata poiché le casse dell’ENAS risultano completamente vuote. Per questo chiedo all’assessore regionale dei Lavori pubblici se sia a conoscenza della gravissima situazione denunciata in questi giorni dai dipendenti.»

Questa la richiesta del consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che in qualità di vice presidente della IV Commissione “Governo del territorio, ambiente, infrastrutture, mobilità” ha presentato un’interpellanza urgente sulla paralisi dell’Ente che gestisce i 46 invasi della Sardegna.

«L’8 gennaio di quest’anno – spiega Roberto Li Gioi – è stato autorizzato l’esercizio provvisorio per l’anno 2019 per il periodo dal 1 gennaio sino al 30 aprile. Oggi, giunta la scadenza dei termini, l’ENAS non può materialmente garantire né l’avvio né la prosecuzione dell’attività. Chiedo, pertanto,all’assessore dei Lavori pubblici – conclude Roberto Li Gioi -, quali misure o azioni intenda intraprendere per garantire nuovamente la piena operatività dell’Ente.»