19 April, 2026

«Le Città di Fondazione rappresentano un’opportunità strategica per il futuro dell’intera Sardegna, perciò bisogna promuovere e sostenere il restauro, la tutela e il rilancio dei centri urbani nati da un progetto urbanistico unitario tra gli anni Venti e Quaranta del Novecento, riconoscendoli come un patrimonio di straordinario valore storico, culturale e architettonico.»
Lo ha detto Emanuele Cera, primo firmatario, insieme a tutto il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, di una proposta di legge finalizzata al recupero e alla valorizzazione delle Città di Fondazione e dei nuclei urbani sorti nell’Isola tra le due guerre mondiali.

«La nostra proposta vuole restituire centralità al patrimonio storico e urbanistico rappresentato dalle Città di Fondazioneha aggiunto Emanuele Cera -. Un’eredità identitaria meritevole di essere preservata e promossa, non solo per il valore architettonico, ma anche come volano per il rilancio economico e culturale delle comunità che vi risiedono. Tra gli elementi chiave dell’iniziativa, la creazione del Museo delle Città di Fondazione ad Arborea, che avrà il compito di conservare e valorizzare documenti, testimonianze e materiali sulla storia e sull’architettura di questi insediamenti, rafforzando il legame con il territorio e stimolando un rinnovato interesse per il loro patrimonio”.

«In Sardegna ci sono diverse Città di Fondazione (Arborea, Carbonia e Fertilia), esempi di una delle stagioni più significative dell’architettura e dell’urbanistica italiana. Centri che non solo rappresentano modelli di pianificazione razionale, ma sono anche diventati punti di riferimento identitari e culturali per i territori in cui sorgono», ha concluso il consigliere regionale di FdI.

La proposta di legge di Fratelli d’Italia prevede un finanziamento di 10 milioni di euro per: il recupero e il restauro dei beni architettonici e per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente; gli incentivi per progetti di sviluppo locale, con l’obiettivo di rilanciare il turismo, le attività produttive e l’economia delle aree interessate; la creazione di spazi e servizi culturali e ricreativi, nonché l’organizzazione di eventi per diffondere la conoscenza della storia e dell’identità di questi centri urbani.

Nel 2025 è impensabile continuare a proporre un modello di confronto tra l’Esercito, quindi il Ministero della Difesa, il Comipa e gli Enti locali territoriali, secondo le vecchie logiche in cui tengono banco i soliti temi di dibattito: servitù militari e aperture da quanto a quando; ritorno economico nel territorio; consumo del suolo; indennizzi. Tutti argomenti, per carità, dai quali non si può prescindere ma che tuttavia devono anche lasciare spazio alla discussione sugli investimenti e sui nuovi progetti nazionali, ovvero sulle novità del modello di difesa Europeo e sui grandi investimenti in alta tecnologia con il progetto di revisione e ammodernamento delle infrastrutture militari.

E lo dico a maggior ragione alla luce del documento proposto dal Ministero della Difesa sulla servitù del Poligono di Capo Teulada e sulle relative dichiarazioni dei rappresentanti del Comipa, Comitato misto Paritetico sulle servitù militari. Se il documento fa passi in avanti ad ampie falcate, il Comipa resta saldamente ancorato a posizioni stantie che nel 2025, in ragione dell’avanzamento realizzato anche in ambito militare, appaiono fuori luogo.

Occorre guardare a modelli come joint venture che hanno come obiettivo primario lo sviluppo industriale. Se qui, in questo angolo di Sardegna, si porta la sperimentazione (e ci sono tutte le condizioni) significa anche attrarre aziende che orbitano attorno a queste prospettive e mirano a potenziare la comunicazione tra le varie forze militari. E su questi progetti ci sono impegni dello Stato Italiano per i prossimi 15 anni che ammontano a 23 miliardi con una prospettiva che guarda a 59 miliardi di euro. Un tema caldo che anche recentemente, in occasione di un incontro tra i sindaci e la Regione Sardegna (Assessorati alla Programmazione e all’Industria), è emerso in tutta la sua complessità: questo territorio, è stato ribadito, non riesce ad attrarre investimenti di una certa levatura. La Presidenza della Regione Sardegna e gli Enti locali devono orientare il proprio sguardo verso le nuove frontiere.

Riuscire a far approdare certi programmi di sviluppo nel Sulcis, infatti, significherebbe portare questo territorio al centro dell’interesse nazionale, garantendo un ritorno economico – l’agognato ritorno economico – senza precedenti. Ci vuole più coraggio, prendendo atto dell’evidente necessità di calamitare investimenti tecnologici anche su questi settori, andando oltre le solite posizioni preconcette che di fatto portano a un mero scontro, più che a un confronto, a un braccio di ferro, più che a una stretta di mano.

Ignazio Locci

Sindaco del comune di Sant’Antioco

Nella foto di copertina, il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci con il Generale di Brigata Stefano Messina, Comandante della Brigata Sassari

 

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Carbonia Iglesias ha organizzato per venerdì 31 gennaio alle ore 16.00, presso la sala conferenze Anfiteatro di via Roma 253, a Cagliari, il “tavolo progettuale interistituzionale per l’attivazione del corso di laurea infermieristica nella provincia Carbonia-Iglesias”.
L’OPI è fortemente convinto che sia possibile un accordo sinergico tra la Regione Sardegna, l’Università di Cagliari, la Asl Sulcis, i Comuni del Sulcis Iglesiente, il Consorzio AUSI, per dare anche ai ragazzi della nostra provincia una maggiore opportunità di studio e nel contempo per promuovere la formazione di professionisti sanitari competenti e indispensabili per il sistema Salute.
In piena carenza di professionisti sanitari infermieri ed in un frangente in cui non pochi studenti sono costretti a interrompere o a non intraprendere un corso di studi universitario per mancanza di risorse economiche in seno al proprio nucleo familiare anche per la drammatica condizione lavorativa e sociale del Sulcis Iglesiente, è una opportunità che il territorio deve cogliere
e che le istituzioni potrebbero sostenere.
L’OPI avanzò dal 2013 l’ipotesi di realizzare un corso di laurea in infermieristica decentrato, rifacendosi all’esperienza delle realtà già presenti in territorio sardo e con quelle dell’Università degli studi di Torino. A distanza di 12 anni, la necessità di fornire risposte agli stessi bisogni formativi sociali e, nondimeno, assistenziali, si fa più forte: i dati sul fabbisogno formativo che verranno esposti dal dott. Mastrillo, dell’Università di Bologna, l’esperienza della gestione e organizzazione dei corsi di laurea in sedi decentrate del dott. Dimonte, dell’Università di Torino, apriranno il confronto con l’Università di Cagliari circa i vantaggi e le criticità per la realizzazione di corsi universitari e con le autorità locali e regionali. Sarà inoltre occasione per tutte le istituzioni di individuare risorse e soluzioni per la risoluzione delle criticità e problematiche che emergeranno eventualmente dal dibattito sui dati e considerazioni espresse.
Nel solco delle importanti iniziative che l’Ordine porta avanti e che vanno oltre all’ordinaria amministrazione, siamo impegnati dal 2013 nel nella promozione del corso di Laurea in Infermieristica nel Sulcis. Il “tavolo progettuale”, saprà avviare un confronto per la risposta alla nostra domanda: «Siamo finalmente pronti al corsi di laurea in Infermieristica nel Sulcis Iglesiente?»
Sono stati invitati all’incontro le seguenti autorità:
– Direttore Generale della Sanità, Luciano Giovanni Oppo

– Presidente del Consiglio regionale, Giampiero Comandini
– Assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi
– Assessore regionale della Cultura, Ilaria Portas
– Rettore dell’Università di Cagliari, Francesco Mola
– Coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica, Paolo Contu, e Coordinatore attività professionalizzanti di Cagliari Maria Rita Pinna
– Il prof associato del Dipartimento di Scienze Mediche e San Pubblica, Luigi Minerba
– Il presidente Ersu Cagliari, Cosimo Ghiani
– Il commissario del Consorzio UniNuoro, Giovanni Pinna Parpaglia
– Il presidente del consorzio UniOlbia, Aldo Carta
– Il presidente del consorzio AUSI, Mauro Usai
– I sindaci dei 27 comuni del Sulcis Iglesiente
– Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche regionali
– I consiglieri regionali Andrea Pilurzu, Luca Pizzuto, Gianluigi Rubiu
– Il Direttore Generale della ASL Sulcis Giuliana Campus
– Il Direttore delle Professioni Infermieristiche Antonello Cuccuru.

 

L’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani è intervenuto questa sera in merito all’impugnazione della legge regionale sulle aree idonee da parte del Governo.

«La decisione del Governo di impugnare la legge regionale 20 sulle aree idoneeha detto Emanuele Canipresuppone che la Sardegna debba subire in maniera passiva la transizione energetica, anteponendo ancora una volta gli interessi degli speculatori alla tutela di ambiente e paesaggio. Noi rimaniamo convinti delle nostre ragioni e siamo determinati, ora più che mai, a difendere di fronte alla Corte Costituzionale le prerogative autonomistiche della nostra Isola riconosciute dalla Costituzione e dallo Statuto sardo, contribuendo a una transizione giusta ma che tuteli il territorio dalla speculazione.»

«Il futuro della Sardegna e del suo sviluppo energetico devono restare appannaggio dei sardi ha concluso l’assessore dell’Industriae ci aspettiamo su questo una mobilitazione trasversale di tutte le forze politiche isolane.»

Anche a San Giovanni Suergiu arrivano ulteriori servizi per l’infanzia. Aprono, infatti, le nuove attività educative dell’Asilo Nido “I Germogli” erogate nella struttura comunale di Is Urigus. Nell’edificio comunale, concesso a titolo gratuito per 5 anni rinnovabili per altri 5, prende avvio un progetto che segna un traguardo importante per la comunità del paese sulcitano. Dopo un lungo lavoro di adeguamento strutturale e con la costante attenzione dell’Amministrazione Comunale, il Nido è pronto ad accogliere i bambini da 3 ai 36 mesi in un ambiente sicuro, stimolante e conforme alle normative vigenti.
La struttura, che avrà la gestione affidata alla Cooperativa Le Api, si propone come un punto di riferimento fondamentale per le famiglie del territorio, offrendo servizi educativi di qualità, pensati per favorire lo sviluppo dei bambini sin dai primi anni di vita.
Il Nido “I Germogli” sarà aperto dalle 8.00 alle 16.00, dal lunedì al venerdì, con la possibilità di scegliere tra pacchetti full time o part time, con o senza pasto. Questa flessibilità consentirà alle famiglie di adattare l’offerta educativa alle proprie esigenze lavorative e personali.
L’Amministrazione comunale ha messo in campo un impegno considerevole per rendere possibile l’apertura di questa struttura che va a rafforzare l’offerta di servizi per l’infanzia sul territorio. Un passo concreto verso il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, in particolare dei più giovani, garantendo loro un futuro migliore fin dai primi anni.
«Siamo estremamente soddisfatti per l’apertura del Nido “I Germogli”dichiara l’assessora delle Politiche sociali Alessandra Mancaun risultato che segna una tappa fondamentale nel nostro impegno a favore delle famiglie e dei più piccoli e il miglioramento dei servizi offerti alla nostra comunità.»

 

Domenica 2 febbraio si terrà, presso il Museo Archeologico Villa Sulcis, l’appuntamento “Fiabe
al museo”, dedicato ai bambini e alle bambine dai 4 ai 7 anni.
Attraverso le avventure di Gaetano, i partecipanti scopriranno come si viveva nell’era glaciale,
tra mammut lanosi, bisonti e tigri dai denti a sciabola. Potranno, poi, sperimentare i colori della
preistoria e come si dipingeva milioni di anni fa!
L’attività ha un costo di 8 € e durerà circa un’ora e trenta minuti.
L’evento è organizzato dal Consorzio Sistema Culturale Sardegna, gestore del Sistema Museale di Carbonia.
Prenotazione obbligatoria: Museo Archeologico Villa Sulcis 0781 1867304 – 345 888 6058
(anche whatsapp) – museicarbonia@gmail.com

Lunedì 27 gennaio Sant’Anna Arresi ha festeggiato l’ultracentenaria Grazia Angioni per i suoi 102 anni. Casalinga, sposata con Ersilio Cinus, agricoltore diretto. deceduto il 14 maggio 2014 all’età di 93 anni (era nato il 2 novembre 1920), ha avuto 10 figli, 11 nipoti, 6 bisnipoti e 5 trisnipoti.

Grazia Angioni è stata festeggiata dai familiari e dall’Amministrazione comunale, rappresentata nell’occasione dall’assessore Fabio Diana.

Il secondo passaggio e volume della Grammàtica cuntrastiva sardu – italianu di Mario Puddu, pubblicazione della Editziones NOR nella Colletzione “paràulas”, si occupa di Morfologia.
La complessiva opera Grammàtica cuntrastiva faciapare è concepita in tre parti: Fonologia, Morfologia, Sintassi. E appunto il volume secondo tratta tutta la variabilità delle nove categorie grammaticali del lessico, studiate in modo essenziale nel confronto, nelle differenze ed analogie tra le strutture della limba sarda e la lingua italiana.
Il senso di una grammatica contrastiva per i sardi permette un normale studio linguistico di approfondimento e di formazione culturale glottodidattica, sulle forme organizzate di un sistema di conoscenza-comparazione, in modo paritario, del rapporto evolutivo tra le due lingue in esame.
La necessità di avere una grammatica dal senso contrastivo, pratica e funzionale, nasce dalla considerazione che il rapporto dell’italiano verso il
sardo non si è sviluppato come un corretto contato ordinàriu tra limbas, ma de dominiu, a disvalore e disprétziu, mància lègia de ignoràntzia nosta a
iscrocorigadura; dunque un “bilanciamento” dignitoso, democratico di matura responsabilità umana e politica.
Il trattato morfologico, specifico nelle distinte categorie che caratterizzano tradizionalmente le nove classi lessicali, analizza in modo nodale e a faciapare: nomi-sostantivi, verbi, pronomi, articoli, aggettivi, avverbi, preposizioni, congiunzioni e interiezioni.
Una ricchezza di esempi ed esercizi facilitano l’apprendimento delle dinamiche linguistiche del sardo, con richiami di fraseologia ed autori delle aree di parlata campidanesa, de mesania, ogiastrina, nugoresa-barbagina, baroniesa, logudoresa, sulcitana.
Lo studio considera il patrimonio linguistico di totu su sardu ed evidenzia i profondi segni di unitarietà e distintività svolta in valore e funzione
significativa; naturalmente, non essendo limbazos de limba sarda, sono escluse le parlate del tabbarchino, saligheresu, tataresu e cadhuresu.
Forte e appassionato il richiamo dello studioso, autore anche del Ditzionàriu de sa limba e de sa cultura sarda (I ed. 2000 e II ed. il 2015, Editore Condaghes) e della Grammàtica de sa limba sarda (I ed. 2008 e II ed. il 2018, Editore Condaghes) perché la lingua sarda possa essere limba de iscola e rappresenti la normalità del nostro èssere pòpulu de su logu nostu in su mundhu.

La parte conclusiva dello studio è dedicata alla letteratura; pagine intense che offrono esempio delle diverse parlate, tutte di grande ricchezza lessicale, e che invitano a una scrittura regolarizzata del sardo. Gli autori dei brani proposti sono Benigno Casula (Tonara), Matteo Tuveri/Arianna Steri (Lunamatrona), Costantino Fois (Nuragugume), Claudia Carta (Iersu), Mariangela Dui (Lùvula), Frantzischinu Satta (Nùoro), Anna Simbula/Maddalena Sanna (Tratalias), Nino Fadda (Tiesi), Marco Pani (Arrolli), Marco Coghe (Ùssana).
Mario Puddu, oltre ai tanti volumi e interessi di specificità linguistica, ha pubblicato il romanzo Alivertu, la silloge poetica Pro chi libbera torres! e Totu frades, traduzione dell’Enciclica di papa Francesco Fratelli tutti (Editore Condaghes, 2021). In presenza e in videoconferenza tiene frequenti corsi di e in limba sarda, strutturati in I livello (scrittura e pronuncia), II livello (morfologia del lessico) e III livello (analisi logica e sintassi).

Cristoforo Puddu

«Continuiamo ad assistere inesorabilmente a una situazione drammatica di carenza di personale sanitario, tecnico e amministrativo nelle Aziende del SSR, senza intravedere un’inversione di tendenza. In misura sempre maggiore tanti professionisti abbandonano le nostre Aziende pubbliche per riversarsi sul privato o andare all’estero, impoverendo le già scarse risorse presenti.»

L’ennesimo grido d’allarme arriva della segreteria regionale UIL FPL Sardegna che in una lettera aperta all’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza sociale Armando Bartolazzi, chiede un immediato intervento finalizzato ad assunzioni straordinarie che diano finalmente respiro all’intero SSR.

«Si continuano a scorrere le graduatorie concorsuali e di stabilizzazione con assoluta lentezza, a non prevedere procedure di mobilità», si legge nel documento, in cui si evidenzia come anche il personale che le Aziende hanno formato da anni, con contratti a termine e in scadenza di contratto, perlopiù venga dismesso e mandato a casa.

«Assistiamo a Piani del Fabbisogno del Personale redatti in conservazione rispetto ai precedenti, dove non vengono previsti processi di implementazione. Continuiamo a “spremere” e “sfruttare” il personale presente con la conseguenza che ci ritroviamo operatori con carichi di lavoro sempre più insostenibili, sottoposti a turni massacranti, usuranti», si legge nella lettera.

Il sindacato denuncia, inoltre, il fenomeno della costante crescita di personale con limitazioni sanitarie e medico legali. «Nel 2006 il dato del Personale del SSR con limitazioni era del 22% specifica il documentomentre oggi a distanza di circa 20 anni è quasi raddoppiato al 42%, questo a causa dei motivi esposti sopra e del fatto che l’età media è sempre più elevata: tra blocchi totali o parziali del turn over, mancata programmazione e politiche di disinvestimento, si è prodotta questa situazione».

«La UIL FPL è seriamente preoccupata per questo stato di cose e chiede un immediato intervento finalizzato a assunzioni straordinarie che diano finalmente respiro all’intero SSR traducendolo da subito in una attenta programmazione e finanziando adeguatamente e concretamente i Piani del Fabbisogno del Personale affinché le Aziende possano procedere finalmente ad assunzioni consistenti e non centellinate come sta accadendo oggi: ospedali, sistema Territoriale e dell’emergenza Urgenza sono al collasso per la grande carenza di personale, il Personale non ce la fa più!»

Secondo il sindacato è infatti necessario immettere nuovo personale sia nei Reparti Ospedalieri, sia nel settore dell’emergenza Urgenza e sia nel sistema territoriale (anche in virtù del D.M. 77) che – denuncia la UIL FPL  – «va completamente rifondato».

«Bisogna rendere attrattivo e incentivante il nostro SSR, anche mediante investimenti mirati come affitti e acquisti agevolati di abitazioni, che in alcune zone rappresentano una seria criticità, ma anche sulla previsione degli asili nido in ogni Azienda, un’altra importante criticità», evidenzia la segreteria regionale della UIL FPL chiedendo all’assessore un «immediato intervento e urgente specifico incontro».

«D’altrondedenuncia la UIL FPL la Corte costituzionale è stata netta ed inequivocabile rispetto agli investimenti da attuare sul SSR e sul suo Personale, che ricordiamo è il meno pagato d’Italia. C’è ancora molto da fare per colmare questo inaccettabile gap pagando di più e meglio il nostro Personale.»

 

Oggi, lunedì 27 gennaio, ricorre il “Giorno della Memoria”, in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Sono trascorsi esattamente 80 anni, era il 27 gennaio del 1945, quando il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato dalle truppe sovietiche, liberando i superstiti. La scoperta del campo e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
«Un periodo drammatico e buio della nostra storia, che rappresenta l’occasione per riflettere sulle atrocità e le aberranti azioni compiute dai nazifascisti che cagionarono la morte di tanti poveri innocenti, bambini, donne, uomini e anziani. Rievocare la Shoah e le sue nefaste conseguenze, ricordando e onorando le vittime delle persecuzioni naziste e del genocidio ebraico è il modo migliore per affrontare il presente, con l’auspicio che esso sia foriero di una rinnovata cultura votata al rispetto e alla salvaguardia dei valori della libertà, della pace, della giustizia e dell’integrazione. La speranza, rivolta soprattutto ai nostri giovani, è che da questa tragica vicenda si possa ripartire contribuendo alla costruzione di una società dove non trovi più alcuno spazio di esistere l’antisemitismo, ma dove alberghi invece il dialogo, la tolleranza e l’apertura verso gli altri. L’obiettivo è ricordare il passato, onorare le vittime delle persecuzioni naziste e del genocidio ebraico per costruire un presente e un futuro di libertà, pace, giustizia e integrazione», ha dichiarato il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu.
Sul tema del Giorno della Memoria, oggi, alle ore 17.30, presso la Sala Fabio Masala della Grande Miniera di Serbariu si terrà la proiezione del film intitolato “L’ultima volta che siamo stati bambini”, regia di Claudio Bisio.