19 April, 2026

Nuova gravissima emergenza all’ospedale Sirai di Carbonia: la sala di Emodinamica ha interrotto l’attività a causa delle carenze di personale. La decisione è stata comunicata dal responsabile, il dottor Salvatore Ierna, a tutti gli addetti ai lavori che operano nella Asl Sulcis.

Tra gravi carenze di personale, cancellazione e riduzione dei Servizi, l’offerta sanitaria dell’ospedale Sirai di Carbonia e dell’intera Asl Sulcis, si impoverisce sempre più.

L’emergenza del Servizio di Emodinamica si protrae ormai da oltre otto anni.

Il 29 novembre 2016, a causa di una grave contrazione dell’organico, la struttura dell’Emodinamica del presidio ospedaliero Sirai di Carbonia iniziò a garantire il Servizio solo “H8”, dalle 8.00 alle 16.00, dal lunedì al venerdì. Per 16 mesi la Struttura potè contare su due soli medici e nel mese di marzo 2018, dopo che uno di questi chiese ed ottenne l’aspettativa per un anno, il solo cardiologo interventista rimasto ad operare nella Struttura di Emodinamica, fu il dirigente responsabile: Salvatore Ierna.

Da allora l’emergenza è diventata cronica, fino all’annuncio di chiusura arrivato ieri per carenze di personale. E così un’altra eccellenza della Sanità sulcitana, visti i precedenti, rischia di scomparire, in un preoccupante clima di rassegnazione collettiva.

Si è svolto a Roma, nella sede del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, un incontro tra il ministro Gilberto Pichetto e la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, al quale hanno partecipato anche l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani e le strutture competenti del Ministero. Nel corso della riunione, è stato discusso il cosiddetto DPCM Sardegna, relativo all’individuazione di opere e infrastrutture per la metanizzazione dell’isola: la Regione ha confermato le modifiche al piano di infrastrutture per l’approvvigionamento del gas, che sarà oggetto a breve di una riunione operativa tra i rispettivi uffici tecnici.

Sono stati trattati inoltre i temi delle aree idonee, anche alla luce della recente impugnazione da parte del Consiglio dei ministri della legge sarda, i progetti strategici per le materie prime critiche riguardanti il territorio isolano attualmente in valutazione presso la Commissione europea.

La presidente Alessandra Todde ha ribadito al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che per quanto riguarda i percorsi di nomina dei presidenti e dei Commissari dei parchi, l’intesa con la Regione Sardegna è un passaggio indispensabile. Nel caso in cui la Sardegna non venisse coinvolta, come da norme, la Regione provvederà a tutelarsi nelle sedi competenti.

«L’incontro di oggi, pur nella consapevolezza delle differenti posizioni, è stato un confronto utile e costruttivo e ha costituito un passaggio necessario per il superamento delle centrali a carbone presenti in Sardegna. Inoltre, abbiamo ribadito la volontà della Regione di rispettare gli obiettivi del Pniec continuando a tutelare gli interessi della Sardegna e dei sardi», hanno detto Alessandra Todde ed Emanuele Cani.

E’ in programma lunedì 3 febbraio, nella sala riunioni dell’Hotel Perda Rubia, al km 2 della strada provinciale 75, a San Giovanni Suergiu, l’8 congresso della Cisl Scuola del Sulcis Iglesiente, “Diamo forma al futuro”.

Dopo l’accoglienza e la consegna dei materiali, prevista dalle 8.30, alle 9.00 il congresso verrà aperto con la nomina dell’ufficio di presidenza e la costituzione delle commissioni. Seguirà, alle 9.30, la relazione della segretaria generale territoriale Arianna Sabiu. Alle 10.00 i saluti degli invitati, ai quali seguirà il dibattito con gli interventi della segretaria generale della Cisl Scuola Sardegna Maria Luisa Serra e del segretario generale Ust Cisl del Sulcis Iglesiente Antonello Saba, le conclusioni saranno di Roberto Calienno, segretario generale della Cisl Scuola nazionale.

Dopo il pranzo, nel pomeriggio sono previsti gli adempimenti congressuali: l’approvazione della mozione congressuale, la proclamazione degli eletti, la convocazione del Consiglio generale e, infine, l’elezione del segretario generale, della segreteria e del Collegio dei sindaci.

Nella foto di copertina Arianna Sabiu

 

Il Palazzetto dello Sport di Santadi, in via Is Collus, ha aperto il 2025 della ginnastica ritmica sarda con due giorni di gare intense e spettacolari, segnando l’inizio della Don Bosco Cup. Un evento organizzato dall’ASD Airone in collaborazione con le Polisportive Giovanili Salesiane (PGS), che ha visto in pedana 144 atlete e 235 esercizi, con la partecipazione di nove società provenienti da tutta la Sardegna: Airone di Santadi, Aerobic di Donori, Attitude di Guspini, My Cocoon di Assemini, Turbo di Dolianova, Dafne di San Gavino Monreale, Erre Esse di Sant’Andrea Frius, Flamingo di Terralba e Madia de La Maddalena.

Le competizioni si sono svolte il 25 e 26 gennaio: il sabato è stato dedicato alle ginnaste del livello B, mentre la domenica ha visto impegnate quelle dei livelli C1, C2, D ed E. Per tutte, l’obiettivo era chiaro: raggiungere i punteggi necessari per qualificarsi alla Finale Nazionale di Lignano Sabbiadoro, in programma dal 1° al 6 maggio 2025. Tra le protagoniste, spiccano le più giovani in gara: Ginevra Sanna dell’ASD Turbo ed Elisa Adriana Savca della Madia, che nonostante la loro età hanno affrontato la pedana con determinazione e concentrazione. Sul versante opposto, Mamusa Sara dell’ASD Dafne ha rappresentato l’esperienza, distinguendosi per l’eleganza e il controllo maturati in anni di gare.

La Don Bosco Cup tornerà l’8 e 9 marzo con la seconda tappa, momento cruciale per la classifica generale: i punteggi accumulati decreteranno la campionessa assoluta. L’attenzione è ora rivolta alla preparazione per Lignano Sabbiadoro, dove le atlete sarde punteranno a far valere il loro talento e l’impegno dimostrato sul palcoscenico regionale.

 

Domani la presidente Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, saranno a Roma dal ministro dell’Ambiente e della Transizione energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per definire tempi e modalità per la modifica del Dpcm relativo al piano di approvvigionamento energetico dell’isola, propedeutico alla chiusura delle centrali a carbone, per confrontarsi in merito all’impugnazione sulla legge delle aree idonee e per altri importanti provvedimenti che riguardano la Sardegna.

Il professor Nicola Perra, docente di Fisica teorica e Statistica in un’Università di Londra, ci ha inviato un articolo pubblicato il 27 gennaio (3 giorni fa) sulla rivista scientifica “Nature” in cui un gruppo di famosi studiosi comunica al mondo intero che è deceduto un uomo in Inghilterra a causa di un’infezione da “virus influenzale aviario H5N1”.
Attenzione! Non si tratta della comune “influenza umana H1N1” come quella che provocò 60-100 milioni di decessi nel 1919. Questo nuovo virus è specifico degli uccelli. Il focolaio iniziale proviene dagli uccelli selvatici. I focolai diffusi negli allevamenti intensivi di pollami sono arrivati da essi. Il virus, classificato con la sigla H5N1, venne scoperto a Hong Kong nel 1993. Nel 1997 esplose un’epidemia negli allevamenti aviari di quell’area e per fermarla vennero sacrificati 15 milioni di volatili. Vi furono altre 6 epidemie tra il 1997 e il 2006 ma riguardarono solo animali da allevamento (polli, tacchini, anatre, oche). Oltre all’eliminazione radicale di quegli allevamenti si procedette a vaccinazioni veterinarie estesissime. Da allora gli scienziati temono l’adattamento del virus aviario all’uomo, in quanto si tratta di un agente ad altissima letalità, molto più alta del Covid 19 e della Spagnola del 1919.
Il 25 marzo 2024 (10 mesi fa) si è scoperto che gli uccelli selvatici portatori del virus hanno acquisito la capacità di contagiare le mucche. In quel giorno si registrò il primo caso nella storia di passaggio del virus aviario ai mammiferi.
Il 22 maggio 2024 (8 mesi fa) il ministro della Salute australiano ha comunicato d’aver registrato il primo caso di infezione di H5N1 nei loro allevamenti di bovini.
Nello stesso periodo (pochi mesi fa) negli Stati Uniti di trovò il DNA del virus aviario nel latte distribuito dai centri commerciali. Questo fece capire l’estrema diffusione del virus negli allevamenti di mucche da latte in America. Si scoprì, dalle segnalazioni dei veterinari, che il contagio si era diffuso a 16 Stati dell’Unione e a 900 grandi allevamenti di bovini. Si ebbero 64 infezioni negli allevatori e solo un decesso. Questi addetti avevano inspirato massivamente i virus nei loro polmoni.
Quegli episodi a loro volta erano stati preceduti da un’epidemia da virus aviario in allevamenti di polli.
La mortalità in quegli allevamenti fu altissima; per fermarne la diffusione si procedette ad uccidere tutti gli animali.
Nel settembre 2024 (4 mesi fa) nel Missouri il CDC (Centre for Disease Control) ha segnalato un caso di contagio in una persona che non aveva avuto contatti con animali infetti. Ciò fece porre il sospetto, per la prima volta, che il paziente fosse stato contagiato da un uomo. Fu allarme severo perché quel virus è contagioso solo fra uccelli. E’ ammesso che possano contrarre la malattia gli animali che mangiano carne cruda di uccello infetto o ne respirano le feci secche polverizzate così come è accaduto agli umani che lavoravano a contatto stretto con i pennuti.
Il fatto della diffusione massiva a mandrie di vacche che non hanno avuto contatti con pennuti è nuovo.
Significa che le prime vacche che si sono ammalate contraendo l’influenza aviaria dovrebbero aver mangiato o inspirato feci di gallina. Dato che le galline non esistono dentro gli allevamenti di mucche, come è successo che il virus si sia diffuso a tutta la mandria e poi abbia raggiunto molte mandrie che sono allevate a distanza? Questa volta le galline non c’entrano nulla. Il nesso causale sta nella vicinanza di mucche influenzate a mucche sane. Perché questo fatto è gravissimo? Perché non è possibile il contagio da mucca a mucca di virus H5N1; per ragioni di specificità dell’ospite è possibile solo il contagio da uccelli infetti a mucca sana o ad altri mammiferi sovraesposti (come gli operai). Per motivi biologici i mammiferi non possono contagiarsi a vicenda in quanto il virus aviario originale (per intenderci quello di HongKong) non ha i “rampini” per aggrapparsi alle cellule dei mammiferi. Pertanto, l’unica spiegazione possibile è che adesso quei virus abbiano imparato a fabbricarsi i “rampini” per saltare da una mucca all’altra. E’ avvenuta una mutazione che si è iscritta nel loro DNA; pertanto, possiamo ben dire che questi ora sono “nuovi virus” capaci di attaccare anche i mammiferi. Cioè è avvenuto quello che gli scienziati chiamano “salto di specie”. Questa mutazione di DNA virale non era mai esistita prima.
Il fatto che un virus, nato per vivere solo dentro gli uccelli, abbia acquisito la capacità di viaggiare dentro i mammiferi, come se fossero dei taxi, per andare da un posto ad un altro liberamente, significa che adesso, per la prima volta, il virus aviario non è più riservato solo agli uccelli, ma è diventato specifico anche per le mucche.

Questa mutazione è un evento pericolosissimo. Significa che la potenzialità di mutazione del virus è talmente evoluta e rapida che in breve tempo può mutare per vivere stabilmente nell’uomo, usarlo come ospite definitivo, e utilizzarlo come ponte per passare ad altri esseri umani, sia attraverso le goccioline dell’alito, sia attraverso secrezioni e sangue. Si può immaginare cosa avverrebbe negli assembramenti in luoghi chiusi come scuole, fabbriche, edifici pubblici, mezzi di trasporto di massa.
Fino ad oggi le epidemie di virus H5N1 degli uccelli sono state contenute abbattendo interi allevamenti ed eliminandone le carcasse col fuoco. Metodo adatto solo agli animali. Se l’uomo diventasse vettore il contagio potrebbe diffondersi a tutto il mondo in un lampo.
Ciò che ci vuole riferire l’articolo di “Nature” è che la mutazione del DNA virale per adattare il virus ad essere contagioso per il mammifero “mucca” è avvenuta in un paio di mesi. Se questa è la velocità che ha acquisito a mutarsi, dovremmo aspettarci che i salto di specie al “mammifero” Uomo sia imminente. Il futuro potrebbe essere molto impegnativo per l’Umanità.
Come si vede il virus H5N1 lavora in tempi rapidi. Il nostro problema sta nel fatto che l’Uomo, per prendere decisioni, ha tempi troppo lunghi e potrebbe farsi trovare impreparato. Basta vedere l’enorme “indecisionismo” sanitario che affligge la Sanità nazionale da anni.
Ciò detto sarebbe prudente prepararsi ai ripari con quel che si ha:
– informazione corretta e tempestiva,
– educazione sanitaria,
– metodi di isolamento individuale,
– mascherine,
– lavaggio delle mani,
– disinfezione degli ambienti.
Seguiamo l’evoluzione.

Mario Marroccu

Gloria Dessì è la nuova segretaria comunale titolare del comune di Sant’Anna Arresi.

«A seguito del procedimento di individuazione e nomina, dal 17 gennaio 2025 il comune di Sant’Anna Arresi ha nuovamente in servizio il segretario comunale titolare; si tratta della carboniense dott.ssa Gloria Dessì, funzionaria che vanta nella Pubblica Amministrazione un’esperienza quasi ventennale, dapprima nel comune di Carbonia, poi nella provincia di Carbonia Iglesias e, da ultimo, presso l’Agenzia regionale Forestas», si legge in una nota diffusa dal sindaco Paolo Dessì.
«Siamo molto feliciafferma il sindaco di Sant’Anna Arresi – perché il Comune era privo di un segretario comunale titolare da ben 6 anni; infatti, l’ultimo risale al 2019, dopo di che le Amministrazioni che mi hanno preceduto hanno sempre fatto ricorso a istituti che consentivano l’individuazione di segretari provvisori, quali reggenze, scavalchi e vice segretari. Il ruolo del segretario comunale è troppo importante sia per il supporto di alta professionalità tecnica che offre agli uffici, garantito da un reclutamento concorsuale pluriennale e molto selettivo ad opera del ministero dell’Interno, sia per l’assistenza agli organi di governo dell’ente che finalmente possono contare su una figura di vertice dotata anche di quelle capacità relazionali e comportamentali che fanno la differenza nella cura del bene comune.»
«Proprio perché riconosco il valore aggiunto che il segretario comunale può portare alla vita dell’ente ho scelto di fare un investimento, conferendo alla dott.ssa Gloria Dessì un incarico a tempo pieno: troppo spesso in questi anni abbiamo assistito a una svalutazione della figura del Segretario, costretto a dividersi tra più Comuni e a farne le spese è stata l’efficacia dell’azione amministrativaaggiunge Paolo Dessì -. Siamo particolarmente contenti perché si tratta di una giovane donna, madre di famiglia, nata, cresciuta e residente nel Sulcis, che ha un profondo legame con il territorio, la qual cosa dimostra che il Sulcis, nonostante le difficoltà, cresce una gioventù promettente e possiede risorse umane di eccellenza per potersi amministrare in piena autonomiaconclude il sindaco di Sant’Anna Arresi -. Colgo, quindi, l’occasione per dare, a nome mio, del Consiglio, della Giunta e di tutta la cittadinanza, un caloroso benvenuto a Sant’Anna Arresi alla nostra nuova segretaria comunale.»

Una coppia tranquilla, Giulio, un bell’uomo forse un pochino distratto, Anna una bella moglie desiderosa di attenzioni… non solo loro ma anche una figlia piccola ancora da crescere, un amore forse un pochino stanco, abitudinario che soffre della mancanza di una ventata di freschezza… A questo ci pensa la coppia che si traferisce nello stesso condominio…i nuovi vicini di casa Laura e Toni con il loro travolgente e frizzante amore…fatto di continui e rumorosi rapporti sessuali che fanno persino, a detta di Giulio, timido e riservato, tremare i mobili.

Le vicissitudini quotidiane si susseguono in maniera brillante e divertente sia per la simpatica trama che, al tempo stesso, offre numerosi spunti di riflessione, sia per la bravura delle attrici e degli attori del cast… Amanda Sandrelli, figlia della bellissima Stefania Sandrelli, Gigio Alberti, Alessandra Acciai e Alberto Giusta, regia Antonio Zavatteri.

Pubblico attento e divertito che ha seguito la trama applaudendo anche più volte in momenti a volte non consentiti dall’etichetta del teatro.

Una serata che per l’allegria ha spazzato via tutti i pensieri dei presenti e chissà se qualcuno o qualcuna si sono rivisti in uno dei personaggi… non lo scopriremo mai!!!

Lo spettacolo inserito nel cartellone degli eventi al Teatro Centrale di Carbonia è andato in scena domenica 26 gennaio, secondo appuntamento della nuova stagione 2024-2025 di prosa e danza organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna al Teatro Centrale di Carbonia con il patrocinio e il sostegno del comune di Carbonia, della Regione Sardegna e del MiC/Ministero della Cultura e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Nadia Pische

Una pinna nobilis in acciaio corten, a simboleggiare in forma artistica uno degli elementi identitari di Sant’Antioco e, in particolare, della laguna. Ci sono tutti i richiami alla cultura del mare antiochense, dal bisso ai maestri d’ascia, all’educazione ambientale e alla sostenibilità, nell’opera realizzata dalle mani dell’artista sardo Giorgio Casu, installata ieri mattina (29/01) nel lungomare Cristoforo Colombo, lì dove si suggella lo stretto legame tra la laguna, la pinna nobilis e Sant’Antioco. Proprio quel lungomare che poco distante ospita un’altra installazione in acciaio creata ancora una volta da Giorgio Casu: “Le vele”, altro elemento che caratterizza la storia più profonda di Sant’Antioco e il suo legame interiore con il mare.

«Ho voluto ricreare la pinna nobilis in grande scala con segni grafici semplici e decorativiracconta l’autore Giorgio Casui  suoi tagli daranno all’alba di Sant’Antioco contorni e prospettive nuove proprio nel mezzo, tra la piazza Ferralasco, le barche e il mare. Al suo fianco ho sognato uno scudo, un compagno, quasi un protettore bianco che le farà compagnia per tanti anni. Per me è un grande onore essere parte degli scorci che rappresentano questa terra unica con una seconda opera in acciaio. Mi sento particolarmente responsabilizzato, impegnato a dare sempre il meglio perché per me quest’isola occupa un posto speciale e intimo del mio cuore.»

Il progetto rientra nell’ambito delle attività di collaborazione tra il Comune e il Centro di educazione ambientale e alla sostenibilità di Sant’Antioco ed è stato finanziato grazie all’annualità 2023 del Bando per il supporto di progetti finalizzati alla cura e valorizzazione di beni comuni, destinato agli enti pubblici titolari di Ceas. Il Ceas di Sant’Antioco ha una sede non casuale, il MuMa del Lungomare, museo del mare che custodisce gli antichi saperi antiochensi annodati con il mare, tra i quali appunto le vele delle imbarcazioni costruite dai maestri d’ascia e la pinna nobilis, detta anche “nacchera”, il bivalve che offre il bisso, il pregiato filamento setoso, l’oro del mare apprezzato in tutto il mondo. Il MuMa è dunque anche punto di “raccordo” delle due opere di Giorgio Casu, posizionate poco distanti.

«La collaborazione ormai stabile con l’artista di fama internazionale Giorgio Casu è un orgoglio per tutta la comunitàdice il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci -. Quest’opera è l’ulteriore dimostrazione della sua capacità di saper raccontare Sant’Antioco e le sue tradizioni attraverso un’espressione artistica contemporanea che riesce a guardare nel più profondo dell’animo antiochense. Confido possano esserci ulteriori occasioni per consentire all’artista sardo, amico di Sant’Antioco, di poter raccontare la nostra isola attraverso la sua arte.»

Con questa ulteriore creazione, il Museo diffuso di Sant’Antioco annovera una nuova attrattiva che arricchisce i molteplici circuiti culturali urbani ed extraurbani: «L’ormai consolidato progetto “Museo Diffuso – Isola di Sant’Antioco” è uno strumento culturale fondamentale per la nostra cittadina perché permette di valorizzare, coordinare e integrare l’insieme delle risorse archeologiche, culturali e ambientali presenti a Sant’Antioco – commenta l’assessore della Cultura Luca Mereu -. Un concetto che si estende anche all’arte figurativa in tutte le sue forme e declinazioni, con una predilezione naturale per le tradizioni, il retaggio culturale e l’identità di Sant’Antioco. E la millenaria arte della tessitura del bisso, meravigliosamente rappresentata dalla creatività di Giorgio Casu, non poteva certamente fare eccezione.»

 

Venerdì 7 febbraio, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Comunale di Carbonia, sita in viale Arsia s.n.c., nell’ambito della rassegna “Carbonia scrive”, verrà presentato il libro di Fleanna Lai “Lettere di un bruco a una farfalla”.

Dialogherà con l’Autrice lo Scrittore Igor Melis.

Fleanna Lai nasce a Carbonia nel 1979. Laureata in Pedagogia, lavora come insegnante presso la Scuola dell’Infanzia. Ha pubblicato i suoi racconti nelle Antologie “Sedici porte” (2016) e “Giochi, giocattoli e giorni lontani” ( 2017) con la casa editrice Amico Libro.
“Lettere di un bruco ad una farfalla” è la sua prima silloge poetica.