23 June, 2026

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Proseguono anche questo fine settimana gli appuntamenti con i “Concerti per le feste”, organizzati dal Conservatorio “G.P. Da Palestrina”, in collaborazione con i comuni di Cagliari, Senorbì, Tratalias e Sennariolo per arricchire la magica atmosfera delle feste con la musica della tradizione.

Oggi, alle 19.00, nella Chiesa di Santa Barbara di Senorbì per la sezione “Sinfonie natalizie” della rassegna l’Orchestra sinfonica degli allievi del “Da Palestrina”, guidata da Alberto Pollesel, proporrà composizioni della tradizione natalizia come il Concerto grosso n. 8 “Fatto per la notte di Natale” di Arcangelo Corelli, l’“Adeste Fidelis”, sino a “Feliz Navidad” di Josè Feliciano e “Let it snow” di Y. Style. 

Domani (domenica 23 dicembre), alle 18.00, l’appuntamento è a Sennariolo (Or) con “Pagine classiche e canti tradizionali”: l’Oboe ensemble (diretto da Mario Frezzato) ed il Coro di voci bianche (diretto da Enrico di Maira) del Conservatorio di Cagliari saranno sul palco insieme al maestro di launeddas Luigi Lai per proporre un programma che spazierà da Bach a Mozart, sino alle musiche della tradizione isolana con brani scritti dallo stesso Lai e altri che il chitarrista Marcello Floris ha composto di recente, sviluppando e arrangiando temi dello stesso maestro di launeddas, sino a Notte de chelu. 

L’ingresso agli appuntamenti è libero e gratuito. 

 

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«Dio ha creato i colori per arricchire il mondo e renderlo più bello e accogliente.»

Lo ha detto Mamadou Camara, 28 anni, nato in Guinea, che oggi vive nel centro di accoglienza per richiedenti asilo Casa Emmaus a Iglesias e che sogna di diventare chef. Per raggiungere questo traguardo sta completando il ciclo di studi all’Istituto “Galileo Ferraris” di Iglesias.

Mamadou Camara è intervenuto nell’aula Magna del “Ferraris” all’incontro che ha aperto l’iniziativa “Sardos e Migrantes”, organizzata dalla Regione sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione.

«Le parole di Mamadou – ha dichiarato Filippo Spanu – riassumono il senso di questi momenti di approfondimento con i quali vogliamo far capire quanto sia importante per i giovani vivere in una società aperta e rispettosa di tutti, al di là del colore della pelle, dell’appartenenza etnica e delle religioni. Crediamo che i ragazzi, con corrette informazioni e sentendo i racconti drammatici di chi ha lasciato il suo paese devastato da guerre, povertà e conflitti etnici possano farsi un’idea del fenomeno migratorio.»

Sono intervenuti anche il giovane richiedente asilo Ibrahim Djallo, originario del Gambia, il direttore di Casa Emmaus Fernando Nonnis, la mediatrice culturale Carla Pinna ed il dirigente scolastico Massimo Mocci, si è svolta una degustazione di piatti tipici di Siria e Marocco.

Filippo Spanu ha inoltre ringraziato per il lavoro che stanno svolgendo ai fini dell’inclusione e dell’integrazione dei migranti gli operatori impegnati nel campo dell’accoglienza, che in Sardegna sono circa 1.000, ed i responsabili di Cas e Sprar: «Abbiamo costruito un modello fondato su un’accoglienza diffusa, nell’isola la media delle presenze nelle strutture è di 28 persone. Un plauso va anche ai Comuni che hanno offerto il loro prezioso sostegno alla costruzione di questa rete di solidarietà».

E proprio sul ruolo dei comuni era incentrato l’incontro successivo che si è svolto negli spazi del centro culturale a cui hanno preso parte, oltre all’assessore Filippo Spanu e a Fernando Nonnis, il sindaco di Iglesias Mauro Usai e Luca Di Sciullo, che ha presentato il Dossier statistico sull’immigrazione curato dal Centro Studi e Ricerche Idos.

Sempre a Iglesias, in piazza Sella, si è poi svolto un altro momento di degustazione di piatti africani preparati dai giovani richiedenti asilo prima dello spettacolo “C.arte d’imbarco” che ha chiuso, al Teatro Electra, l’intensa giornata di Sardos e Migrantes.

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Nella quinta giornata del girone di ritorno della prima fase di qualificazione del girone unico della serie C Silver di basket, l’Automek Calasetta alle 18.30 di oggi gioca sul campo del Sant’Orsola, a Sassari. La squadra di Simone Frisolone, reduce dalla bella vittoria ottenuta la settimana scorsa a Sestu, sul campo della Pirates Academia Basket (74 a 65), è attualmente terza in classifica, con 18 punti (9 vittorie e 3 sconfitte), a sei lunghezze dalla capolista Basket Olbia, con una partita in meno disputata.

Dopo aver travolto rispettivamente la Frongia’s Caffè Vitalis e il Cus Sassari con ampio margine (praticamente identico) con i punteggi di 85 a 51 e 92 a 59, la Sulcispes Sant’Antioco e la Scuola Basket Miners Carbonia saranno impegnate in trasferta, domenica 23 dicembre, nell’11ª giornata del campionato di serie D.

La squadra di Paolo Massidda sarà di scena alle 19.00 sul campo del Basket San Salvatore, a Selargius; quella di Marco Dessì, mezz’ora prima, giocherà sul campo della Frongia’s Caffè Vitalis, a San Gavino Monreale.

La Sulcispes, con 14 punti, occupa la quarta posizione della classifica, a pari punti con C.M.B. Porto Torres e Sinnai Basket; la Scuola Basket Miners Carbonia, con 12 punti, è settima in classifica, a pari punti con il Basket Uri Club.

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A Monserrato, rapina un tabaccaio con due coltelli da cucina, poi fugge a piedi. Un individuo, armato di due coltelli, si è fatto consegnare il danaro in cassa per un valore ancora in corso di quantificazione. Il colpo è stato messo a segno alle 20.30 della scorsa notte, poco prima dell’orario di chiusura, ai danni della tabaccheria di via Del Redentore, sita nel cuore del centro storico di Monserrato. Al momento della rapina, all’interno del negozio, era presente solo il 45enne commesso che, non opponendo alcuna resistenza, ha seguito le indicazioni del rapinatore. Fortunatamente nessun ferito. Sul posto è stato immediato l’intervento dei carabinieri della stazione dei carabinieri di Monserrato, per i rilievi del caso. L’uomo, con il volto travisato da un passamontagna per non farsi riconoscere, avrebbe agito da solo ma non si può escludere l’eventuale presenza nei paraggi di un complice a bordo di un mezzo, con il quale potrebbe essersi dileguato rapidamente dalla scena. Al vaglio i fotogrammi registrati dalle telecamere a circuito chiuso del negozio, ma anche le immagini di altre telecamere, per acquisire qualche particolare che possa far risalire al malvivente.

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Progetti innovativi, giovani con talento e tanta voglia di emergere: ecco cosa fa della nostra Isola, che vanta una storia informatica forte e con tanta competenza, terra di startup. A Cagliari, nell’“indie” coworking Hub&Spoke di Filippo Candio, sono state 10 le startup che hanno preso parte all’Investor Day, una giornata dedicata alla presentazione dei progetti più innovativi.

All’evento, organizzato dallo Studio Serratore-Gagnè, che si occupa di accompagnare le nuove realtà giovanili nel mondo dell’impresa, e moderato da Michele Collu, ha preso parte la società di venture capital Lumen Ventures, per la prima volta in Sardegna: la LV supporta le società che si affacciano nel mondo degli affari dall’inizio al successo, fornendo esperienza pratica e concreta di crescita. Le startup che hanno partecipato, tutte rigorosamente made in Sardinia sono: autentico, Brave Potions, Healthy Virtuoso, Humans Hub, Income, Limoos, MAGA, Milk Brick, Veranu, NapShower. Il percorso di formazione con l’investitore (con un contributo di 2mila euro deciso nel corso della giornata) è stato assegnato a Veranu, la mattonella intelligente che trasforma i passi delle persone in energia elettrica a bassissimo costo e impatto ambientale praticamente nullo.

«L’evento è stato molto interessante, affermano gli investitori di Lumen. Ci ha permesso di conoscere realtà di valore e ad alto contenuto tecnologico, a dimostrazione del fatto che l’Italia vanta un importante patrimonio di eccellenze, che con il giusto supporto siamo certi potranno brillantemente concorrere nei mercati esteri dove la competizione è molto elevata. La Sardegna, e Cagliari in particolare, hanno confermato di poter essere un punto di riferimento per lo sviluppo dell’ecosistema startup in Italia.»

Grande soddisfazione anche da parte dall’avvocato Federico Serratore, dello Studio Legale Serratore Gagnè: «Eravamo certi, e ne abbiamo avuto conferma, del valore dei progetti sardi. Gli investitori hanno potuto conoscere le potenzialità, l’ambizione e le competenze delle startup isolane, rimanendo positivamente colpiti dalle persone prima ancora che dalle idee. Quello di ieri è solo l’inizio di un progetto sul quale crediamo fortemente. Come Maria Lai, con un nastro azzurro, creò una connessione tra le persone, portandole a collaborare verso un unico obiettivo, nel nostro piccolo vogliamo far sì che nasca una forte relazione e un’unità di intenti tra imprenditori sardi e investitori».

Alessio Calcagni, CEO Veranu, non nasconde l’emozione per il riconoscimento conseguito: «E’ stato un piacere per la nostra startup partecipare e presentare al VC Lumen Ventures il nostro prodotto e gli steps realizzativi che intendiamo attuare a partire dal prossimo anno. Siamo molto soddisfatti di aver ulteriormente compreso che la fiducia accordataci significa, ancora una volta, che la strada intrapresa e che stiamo percorrendo è quella giusta».

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«Un patrimonio immobiliare inefficiente dal punto di vista energetico compromette gli sforzi fatti in altri campi, come quello della mobilità o delle aree verdi. Per questo Cagliari si è candidata a capitale europea della sostenibilità 2021, non per avere un’etichetta da esibire ma per segnare, anche in tema ambientale, una discontinuità con le politiche del passato.»

Francesca Ghirra, assessore della Pianificazione del comune di Cagliari, ha spiegato l’importanza dell’efficientamento energetico degli immobili pubblici per i Comuni e dell’impatto che può avere sulla qualità della vita dei cittadini. «Perché il nostro obiettivo, anche in relazione a edifici come l’Ospedale Civile o la clinica Macciotta, deve essere recuperare, riqualificare, migliorare il comfort, riducendo consumi e emissioni».

I programmi delle municipalità più consapevoli e all’avanguardia nel miglioramento dell’efficienza energetica dell’edilizia pubblica hanno rappresentato il cuore del workshop “Più efficienza: obiettivo Comune”, organizzato nel Centro ricerche nella Grande miniera di Serbariu. L’incontro è stato aperto dall’intervento del direttore tecnico della Sotacarbo Enrico Maggio, che ha ricordato come «l’efficienza energetica è il primo combustibile di un sistema energetico globale davvero sostenibile: contribuisce a mitigare il cambiamento climatico, facilità la crescita economica e porta con sé benefici sociali tangibili».

Per i Comuni efficientare il patrimonio edilizio pubblico è l’opportunità di evidenziare lungimiranza e senso di responsabilità, necessarie per attuare le politiche definite da Nazioni Unite ed Unione europea per il contenimento delle emissioni di CO2, sia nel pacchetto clima 20/20/20 che negli accordi di Parigi del 2015, ribaditi, forse con minor entusiasmo, nella recente COP24 di Katowice.

Gli impegni presi a livello globale dagli Stati prevedono per il 2030 un miglioramento del 27% dell’efficienza energetica, mentre per il 2050 l’obiettivo è la riduzione dell’80% dei gas serra rispetto ai livelli del 1990. La riduzione deve avvenire in tutti gli ambiti: il 60% deve essere raggiunto nel settore dei trasporti, il 90% nell’efficienza degli edifici e l’80% nell’industria. Il settore immobiliare ha un ruolo chiave in questo processo: un edificio ad alta efficienza energetica si caratterizza per un fabbisogno quasi nullo di energia e quella che serve deve essere prevalentemente assicurata da fonti energetiche rinnovabili prodotte in loco.

Il professore Antonello Sanna, ordinario del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università di Cagliari, ha presentato i lavori di recupero effettuati nella città e nella miniera di Carbonia, seguito dal sindaco di Iglesias Mauro Usai, che ha illustrato l’azione avviata dalla sua giunta per il recupero e l’efficientamento del compendio minerario di Monteponi.

Intervento salutato con apprezzamento dal professor Antonello Sanna, che ha moderato il dibattito: «L’80% del patrimonio edilizio nazionale è in mani private e i problemi di acquisizione complicano e limitano le politiche di recupero. Ma danno fiducia il sindaco Usai e l’assessore Ghirra, giovani rappresentanti di una nuova generazione di amministratori, capace di evidenziare una consapevolezza e un atteggiamento molto diversi da quelli del passato». Plauso ribadito da Marco Tradori, che ha partecipato in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Cagliari.

Il riconoscimento alle politiche di efficientamento energetico dei comuni più virtuosi può essere anche tangibile, come conferma Ivano Talmon, rappresentante dell’agenzia CasaClima, che offre collaborazione e un servizio di certificazione ai comuni: «Non stiamo inventando nulla, applichiamo il modello European energy award, che in Europa vede coinvolti oltre duemila comuni, tra i quali Lione, Lipsia, Ginevra. In Italia, al momento, stiamo assistendo in questo percorso 25 comuni».

         

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Sta avendo grande risalto a livello nazionale, come in fondo non era stato difficile prevedere, l’iniziativa che ha portato il Gruppo di intervento giuridico ad acquisire una parte delle dune e della spiaggia di Chia, davanti all’isolotto di Su Giudeu, per difendersi da «altamente probabili integrazioni normative che consentano la produzione di volumetrie edilizie da concentrare subito a ridosso di dune e spiaggia». L’operazione, definita qualche giorno fa davanti ad un notaio, a Cagliari, è costata 100mila euro per quattro ettari di paradiso.

L’associazione ambientalista, subito dopo la firma dell’atto notarile, ha avviato una raccolta di fondi per coprire almeno in parte l’investimento, con contributi di almeno 30 euro, in cambio dei quali verranno inviati attestati di benemerenza e tessere associative, se gradite. Il Gruppo di intervento giuridico ricorda inoltre che, per le erogazioni in favore delle onlus, è prevista la detrazione del 19% degli importi donati, fino ad un massimo di 2.065,83 euro.

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C’è la massima disponibilità della Regione a fornire tutto il supporto necessario alla provincia di Nuoro per risolvere nel più breve tempo possibile le problematiche della SP 3 Siniscola-Lodè, resa inagibile da una frana caduta lo scorso 29 ottobre.

La situazione della strada è stata esaminata questa mattina in un vertice convocato dal commissario della provincia di Nuoro Costantino Tidu.

La volontà della Regione di collaborare alla migliore e più rapida risoluzione è stata espressa dal capo di gabinetto dell’assessorato dei Lavori pubblici Mario Uras, che ha partecipato in rappresentanza dell’assessore Edoardo Balzarini.

«Una volta ricevute le indicazioni da parte della Provincia sulle soluzioni che i geologi incaricati riterranno più sicure ed efficaci – ha detto Mario Uras – la Regione, che mette a disposizione, se necessarie, anche le proprie strutture tecniche, supporterà l’Ente per le eventuali coperture finanziarie.»

All’incontro erano presenti anche il direttore del Servizio territoriale opere idrauliche di Nuoro Salvatore Mereu, il geologo Antonio Sanna, il geologo incaricato dalla Provincia Giorgia Laruffa, i tecnici dell’Ente ed i sindaci dei comuni interessati. 

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Il deputato del Movimento 5 Stelle Nardo Marino ha presentato un’interrogazione scritta al ministero dell’Ambiente e al MISE, sul progetto di realizzazione da parte di Terna Spa degli elettrodotti a 150 Kv “Santa Teresa – Tempio” e “Tempio – Buddusò” che ricadranno nella zona settentrionale della Sardegna interessata da aree di pregio naturalistico.

L’obiettivo dell’interrogazione, depositata lo scorso 18 dicembre, è ottenere dai ministri competenti in materia, rassicurazioni e garanzie di tutela del patrimonio naturalistico ed economico esistente nelle aree che verranno gravate dal posizionamento di numerosi tralicci. In particolare, l’interrogazione fa riferimento ai 63 tralicci, alti 40 metri, che verranno  dislocati su una superficie di 18 chilometri nel territorio di Berchidda. Nell’atto ispettivo, il deputato Marino riporta le preoccupazioni esposte in più occasioni dall’amministrazione comunale di Berchidda e dal comitato popolare “No at Berchidda”, nato per manifestare la propria contrarietà al progetto. Il comune di Berchidda ritiene che l’opera, se realizzata secondo il progetto di Terna Spa, rischierebbe di mettere in sofferenza l’intero habitat.

«La storia arriva da lontano – commenta l’onorevole Nardo Marino – è necessario che infrastrutture del genere vengano concordate con i territori interessati e che venga tutelato il patrimonio naturalistico esistente evitando – laddove possibile – il posizionamento dei tralicci nelle aree di maggior pregio.»

L’area oggetto dell’intervento, infatti, ospita specie faunistiche endemiche in via d’estinzione, come la rarissima aquila del Bonelli ed i vigneti dedicati alla coltivazione del Vermentino di Gallura Docg: l’apposizione dei tralicci in questi siti potrebbe provocare danni di carattere ambientale ed economico.

Il comune gallurese ha chiesto più volte un confronto diretto con i vertici di Terna per studiare una variante al tracciato nel rispetto delle specificità ambientali e del modello di sviluppo esistente basato sull’allevamento, l’agricoltura e la viticoltura. Le richieste del sindaco Andrea Nieddu non hanno trovato risposta ufficiale. L’interrogazione del deputato Nardo Marino punta ad ottenere riscontri sulle iniziative che il Governo intende adottare per favorire sia una variante del progetto che abbia come obiettivo la salvaguardia delle aree di pregio naturalistico, sia un confronto tra le comunità interessate dall’opera e Terna Spa.

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Una montagna di crediti nei confronti di ATS ed altri enti pubblici che arriva sino agli 800mila euro, il ricorso ai prestiti bancari per evitare il tracollo, il ritardo nei pagamento degli stipendi ai lavoratori. E’ l’istantanea fornita dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru sulla situazione in cui versa la cooperativa Jolly di Ploaghe, con un’interrogazione urgente all’assessore della Sanità «perché vengano risolte le problematiche legate ai pagamenti dell’ATS e degli enti pubblici interessati nei tempi dovuti all’azienda affinché si ripaghino i danni economici, di immagine e di produzione futura causati ad un soggetto privato che per quasi 27 anni ha sostenuto territorio e enti pubblici e che avrebbe potuto garantire con professionalità e competenza oltre i servizi attivi, anche altri servizi utili e a volte indispensabili al nostro territorio, forti della conoscenza, della professionalità e della rete creata in questi anni di operato». 

«Vogliamo evitare il tracollo di un’azienda che negli anni è uno dei motori trainanti dell’assistenza sociale nel Nord Sardegna – aggiunge Antonello Peru -. La Cooperativa Jolly dal 1992 si occupa di assistenza ai disabili e agli anziani. La società eroga i servizi di mensa e pulizie all’intera struttura della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe, le attività di assistenza legate al reparto “L’Ancora” (casa protetta sempre all’interno della struttura socio sanitaria suddetta) e alcune prestazioni connesse all’assistenza domiciliare ai soggetti svantaggiati. Gli imprevisti si sono rivelati un ostacolo insuperabile dal 2009, con l’inserimento della società nel Plus del territorio (il piano locale unitario dei servizi). Una zavorra per la società, che inizia ad usufruire dei servizi bancari (con fidi e anticipo) per far fronte ai ritardi nei pagamenti dei servizi. Le lungaggini nella corresponsione delle corresponsioni per le attività svolte a favore del Plus si dilatano anche a 90 giorni (oltre i tempi previsti dal contratto), con difficoltà nel portare avanti i servizi e nel regolare pagamento degli stipendi. I contrattempi sono aumentati con la sinergia con la Fondazione San Giovanni, che avrebbe dovuto portare vantaggi enormi per il territorio, superando anche gli intoppi derivanti dai ritardi del Plus. Al contrario – sottolinea ancora Antonello Peru – dal 2016 con il transito della Fondazione da Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (Ipab) a ente accorpato all’allora Asl di Sassari (ora Ats) il tracollo si è materializzato con tutta la sua drammaticità. ATS e Enti pubblici vantano un debito di circa 800mila euro di quota capitale nei confronti della cooperativa Jolly. La società ha promosso tutte le iniziative atte a recuperare i debiti, attraverso decreti ingiuntivi contro Ats e comune di Ploaghe. La crisi ha travolto la coop, con molti dipendenti (circa 40) che hanno preferito licenziarsi, perdendo così l’opportunità lavorativa e facendo perdere all’azienda le risorse umane formate negli anni anche con investimenti piuttosto elevati.»

Altri operatori attendono di conoscere il loro destino, con 11 mensilità arretrate da recuperare e i fornitori locali che rischiano di perdere i loro incassi. «Non vorremmo che dopo anni finisse gambe all’aria un’altra cooperativa – conclude Antonello Peru – che si è rivelata adeguata per assicurare servizi sociali e assistenza ai soggetti deboli nel territorio».