23 June, 2026

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Per la ventiduesima volta consecutiva l’Associazione di Promozione Sociale, Culturale e Ricreativa “Amedeo Nazzari” e Amici della Sardegna di Bareggio e Cornaredo, precisamente nei giorni 15 e 16 dicembre 2018, ha organizzato due giornate all’insegna della cultura e della solidarietà nell’ambito di una manifestazione che, per il valore morale che la caratterizza, è conosciuta come “Festa delle donazioni”.

In pratica, ogni anno, prima di arrivare al momento finale  della donazione a famiglie e persone disagiate del ricavato della annuale kermesse estiva tenuta nella struttura attrezzata di Cornaredo (undici giorni di lavoro volontario durante i quali un centinaio di socie/soci promuovono  la gastronomia, la musica e la cultura della  Sardegna), il Circolo sardo propone un tema culturale sviluppandolo secondo due assi: quello della spettacolarizzazione il sabato sera, e quello dell’approfondimento conoscitivo la domenica pomeriggio. Così è avvenuto anche quest’anno: il tema “La Grande Guerra 1915-1918” è stato sviluppato nella serata di sabato 15 dicembre, presso l’auditorium comunale “Madre Teresa di Calcutta”, in una narrazione (dal titolo “4 Novembre. ‘La Guerra è vinta’”) svolta, alla maniera di Marco Paolini, dal poliedrico uomo di teatro che risponde al nome di Gianluca Medas, della famosa più antica famiglia sarda di artisti, mentre il convegno sulla Grande Guerra è stato tenuto nel pomeriggio di domenica 16 dicembre presso la sala consiliare “Primo Levi” del comune di Bareggio.

Dopo i saluti del presidente del Circolo sardo Franco Saddi, Gianluca Medas, regista, scrittore e attore, accompagnato musicalmente da Francesco Medas, ha raccontato con maestria affabulatoria come il 4 novembre 2018, data che connota vittoria per l’Italia, parte da lontano, ben prima del 1914, e ha dato una spiegazione dei veri motivi che spinsero le nazioni a dare inizio in quell’anno a un conflitto “assurdo e doloroso”. Naturalmente ha esposto anche le motivazioni per le quali anche il Regno d’Italia, nell’anno successivo, dopo l’iniziale neutralità, pensò bene di entrare in guerra contro l’impero austro-ungarico, pagando però anch’esso un numero impressionante di vite umane. Il narratore di questa storia patria, che vide prima la disfatta di Caporetto e poi la vittoria di Vittorio Veneto, si è concentrato sulle fasi finali della guerra che portarono all’armistizio di Villa Giusti (3 novembre 1918, vicino a Padova). È giusto non far estinguere  la memoria di quella data fatidica (nel Bollettino della Vittoria, scritto dopo l’armistizio di Villa Giusti, il generale Armando Diaz, comandante supremo del Regio Esercito, annunciò, il 4 novembre 1918: “La guerra contro l’Austria-Ungheria è vinta”) ma non ci può essere celebrazione delle ragioni della guerra, che è di per sé un “assurdo insensato”.

Come si è detto, nel pomeriggio di domenica 16 dicembre, si è tenuto il convegno su “La Grande Guerra 1915-1918”, aperto dai saluti istituzionali del presidente Franco Saddi, dell’Amministrazione comunale di Bareggio (sindaco Linda Colombo e assessore della cultura Anna Lisa De Salvo), del sindaco di Cornaredo Yuri Santagostino, della consigliera regionale Silvia Scurati (per la F.A.S.I. era presente Antonello Argiolas, componente del Comitato Esecutivo). Tutti gli amministratori intervenuti hanno avuto parole di elogio per le azioni di solidarietà sociale ma anche per l’offerta di occasioni di divertimento e di degustazione della enogastronomia tipica della Sardegna che il Circolo sardo, grazie ai suoi volontari (uniti sicuramente dall’orgoglio di mantenere le proprie radici isolane), pone in essere permanentemente a favore delle persone e delle comunità residenti nella zona lombarda di adozione.

La relazione per il convegno è stata svolta dal generale di Corpo d’Armata (aus) Enrico Pino, che è stato il 34° Comandante della “Sassari”, dal 5 agosto 2002 al 3 agosto 2003. (Una sua dichiarazione reperibile in Internet: «Quando sono arrivato a Sassari i due Reggimenti della Brigata, 151º e 152°, erano impegnati all’estero. Decisi così di impostare il periodo di comando sulla valorizzazione dell’immagine della Brigata. Nel 2 giugno del 2003 abbiamo riportato alla luce il cimitero di guerra storico dello Zebio, sull’Altipiano dei Sette Comuni»).

Il generale Pino, esperto di storia militare, ha illustrato, con l’ ausilio di numerose diapositive, le varie fasi della Prima Guerra Mondiale e il suo racconto è stato seguito con vivo interesse dal numeroso pubblico, che ha dimostrato ancora più attenzione quando il generale, con le parole e con le immagini, ha ricostruito, scandendole anno per anno, le azioni militari della “Sassari” nella Grande Guerra.

I presenti sono stati manifestamente soddisfatti di aver potuto prendere conoscenza visiva delle caratteristiche orografiche dei luoghi in cui si sono svolte le battaglie in cui i fanti “sassarini” hanno sacrificato “sa vida pro sa Patria”.

Dopo l’applaudita relazione del generale Pino, è seguita la commovente cerimonia delle donazione a persone e famiglie bisognose di sostegno economico e a Enti e associazioni di volontariato che operano per alleviare queste situazioni di fragilità personale o di disagio familiare.

Annunciate dal presidente Franco Saddi e motivate approfonditamente, una per una, dalla segretaria/tesoriera del Circolo Gisa Casu (che conclude così pubblicamente ogni anno un impegnativo lavoro precedente relativo alla  celta dei destinatari degli aiuti da devolvere e alla organizzazione del momento della consegna), le donazioni 2018 sono state destinate ai seguenti soggetti collettivi e individuali:

– all’Ospedale pediatrico microcitemico di Cagliari, che assiste in maniera globale i pazienti talassemici e i loro familiari;

– all’Associazione “Le Rondini” nata nel marzo 2014 ad opera di alcune famiglie del Sulcis spinte dall’esigenza di colmare il vuoto sociale causato da malattie neurodegenerative come la SLA, la distrofia muscolare, la sclerosi multipla e altre.

Da queste famiglie  è nato il progetto “Isola del Cuore” che offre a Maladroxia (nell’Isola di Sant’Antioco) dal giugno 2018 una spiaggia attrezzata per le persone affette da queste malattie;

– alla Protezione Civile di Bareggio-Cornaredo;

– a una ragazza e a un ragazzo assistiti con amorevoli cure dalle famiglie;

– a una famiglia disagiata residente in Sardegna,

– al comune di Cornaredo per l’assegnazione di borse di studio a studenti meritevoli, privilegiando quelli che sono in condizioni economiche meno favorevoli.

Alla scuola dell’infanzia di Bareggio di via Gallina, per una manifestazione annuale rivolta ai piccoli, il contributo era già stato assegnato.

In chiusura della manifestazione, buffet con prodotti tipici sardi (pane carasau e formaggio pecorino) ma anche con dolci sardi preparati dalle donne del Circolo e scambio degli auguri per le feste natalizie.

Paolo Pulina

Foto di Francesco Sanna.

Foto di Francesco Sanna.

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L’esigenza di contrastare le destre e i populismi – nell’ambito di una legge elettorale fortemente inadeguata a rappresentare democraticamente tutte le componenti della società, e che deve essere rapidamente modificata – richiede il massimo di unità delle forze progressiste. Per questo Liberi e uguali intende presentare, a sostegno della candidatura di Massimo Zedda a Presidente della Regione, una lista che sotto il proprio simbolo comprenda donne e uomini di riconosciuto prestigio personale e di vivace passione politica, in grado di dare voce e forza alle istanze dei sardi.

Il Comitato promotore sardo di Liberi e uguali auspica che a questa difficile battaglia aderisca la maggior parte delle formazioni della sinistra sarda, nel quadro di una leale convergenza programmatica, con lo scopo di valorizzare e migliorare le conquiste raggiunte nei settori del lavoro, della solidarietà sociale, dell’istruzione, e di correggere gli errori e le insufficienze rilevate nell’organizzazione istituzionale, nella sanità, nel governo del territorio, nel settore dei trasporti interni ed esterni, in quello delle politiche industriali, energetiche, agricole e delle attività produttive in genere.

Lo sviluppo armonico e democratico di tutti i territori dell’isola, nel contesto di rapporti leali con le istituzioni nazionali ed europee ma salvaguardando le specificità regionali, costituisce l’ineludibile obiettivo di una politica rinnovata, attenta sia alle esigenze dell’innovazione e della modernità che a quelle della solidarietà e dell’integrazione economica e sociale delle fasce di popolazione in maggiore difficoltà.

In questo senso le liste di Liberi e Uguali si mettono a disposizione delle associazioni culturali, di volontariato, e di tutti i cittadini che intendono impegnarsi concretamente per il futuro della Sardegna.

Bruno Palmas

per il comitato regionale

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Mercoledì 26 dicembre 2018 prenderanno il via a Tonara le iniziative del progetto “Spartiti e Memorie” per poi proseguire nei giorni 28 e 29 dicembre a Lei. Il progetto prevede un itinerario musicale fra il popolare e il colto con concerti, esposizioni, visite guidate, degustazioni a cui faranno da cornice esibizioni musicali itineranti tenute da “Su Cuntzertu Antigu Gavoesu” e dall’Ensemble “Wind Christmas” pure con interazioni esecutive e danzanti a cura del Coro Polifonico Femminile “Tonara”, del Gruppo folk Peppino Mereu di Tonara e della Corale Leyese.

Nel corso delle tre giornate sono previste le seguenti tre manifestazioni concertistiche:

 il 26 dicembre a Tonara si terrà presso il Teatro Comunale (alle ore 17.30) il concerto vocale – strumentale “Natale con celebri melodie” che vedrà protagonisti il Coro Polifonico Femminile “Tonara”, diretto dal Maestro Giovanna Demurtas, e il Gruppo Cameristico “Ensemble Porrino” di Elmas (Ignazio Perra: tenore, clarinetto e maestro direttore, Marianna Orrù: mezzo soprano, Elisa Ceravola: flauto traverso e ottavino, Laura Cocco: tromba e flicorno soprano, Alessio Asunis: tromba, Miriam Picciau: corno, Marianna Loddo: violino, Matteo Simone Musio; percussioni e Glockenspiel, Pasquale Perra: pianoforte). L’appuntamento musicale sarà caratterizzato dall’esecuzione di celebri melodie classiche, sacre, popolari, tradizionali e contemporanee (anche sarde) prevalentemente tratte dal repertorio natalizio

 il 28 dicembre si terrà a Lei, presso Piazza Kennedy, il concerto dell’artista Fausto Leali, con inizio alle ore 21.00;

 il 29 dicembre presso la Chiesa San Pietro (alle ore 19.00) si terrà il concerto di Natale “Missa ad Humiles” (con musiche di Battista Giordano) che vedrà protagonisti la Corale Leiese, il Coro Polifonico “Sos Calarighes” ed il Coro “Marghine” di Bolotana, il Coro Jubilaeum di Nuoro e l’Ensemble “Porrino String” (Maria Alessandra Cocco: violino, Alessio Manca: violino, Simona Persico: violino, Vittorio Vargiu: violino, Giulia Dessy: viola, Enrica Marini: viola, Pierpaolo Pais: violoncello, Francesco Sergi: contrabbasso) diretti dal maestro Giovanna Demurtas anche con la collaborazione del maestro Paola Puggioni.

Il progetto “Spartiti e Memorie” è promosso e organizzato dall’associazione culturale Musicale “Ennio Porrino” di Elmas con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo (ai sensi della L.R. 7/55) e del Comune di Lei ed in collaborazione con il comune di Tonara, il Coro Polifonico Femminile “Tonara”, il Gruppo Folk Peppino Mereu, la Pro Loco di Tonara e la Corale Leyese.

L’ingresso a tutti i concerti è gratuito.

Il direttore artistico, maestro Ignazio Perra, precisa che con il progetto “Spartiti e Memorie” si è voluto mettere maggiormente in luce e potenziare l’importante valore turistico, culturale, produttivo, artistico, identitario, architettonico, ambientale, naturalistico di Tonara e Lei, due piccoli comuni facenti parte dei Borghi Autentici d’Italia, con l’obiettivo di far meglio conoscere le peculiarità proprie dei territori coinvolti e di fornire ai visitatori che affluiranno in questi luoghi anche la possibilità di fruire di proposte artistiche e di spettacolo di alto rilievo artistico.

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Dopo il debutto di ieri a Sinnai, prosegue oggi a Tadasuni (inizio ore 18.30) la sedicesima edizione di Gospel Explosion, tradizionale appuntamento natalizio organizzato da Progetto Evoluzione, l’associazione culturale di casa a Narcao che da quasi trent’anni dedica il suo impegno alla diffusione e divulgazione della musica afroamericana in Sardegna (nel prossimo luglio spegnerà ventinove candeline con il festival Narcao Blues). Fino a domenica 30 dicembre, la manifestazione riscalderà l’isola con lo spirito ed il calore del gospel, genere musicale che si è sviluppato negli anni Trenta del Novecento nelle chiese afroamericane cristiano-metodiste, allargandosi progressivamente nell’intero continente nordamericano.

Protagonista, quest’anno, il gruppo newyorkese Uni.Sound, quattro voci magnifiche – quelle dei membri fondatori Terelle Tipton, Eric Sumpter, Shilan Douglas e Sharon Williams – e tre strumentisti (Fullen Jr Terrence McCarthy al piano, Christopher Atlas Amir al basso e alla chitarra, Benjamin Michael Anthony alla batteria), in arrivo nell’isola per un tour di concerti in dieci tappe.

Uni.Sound affonda le sue radici nel gospel tradizionale, il church gospel, unendo con grande duttilità tradizione e modernità, in un vero e proprio show dove la presenza scenica, l’eleganza e lo stile sono tanto importanti quanto i temi cantati e il profondo studio e lavoro sulla vocalità nera. I quattro creatori del complesso si sono incontrati nel 2008 quando cantavano nelle chiese di Harlem come parte di un coro, portando poi avanti il progetto Uni.Sound parallelamente all’attività solistica che li ha portati nel corso degli anni a esibirsi in oltre sessanta paesi e a condividere il palco con artisti del calibro di CeCe Winans, Donnie McClurkin, Yolanda Yvetta Adams, Diana e Rhonda Ross, Bono e gli U2, Avril Lavigne, Bobby McFerrin, i Take 6 e Brandford Marsalis, tra gli altri. Terelle Tipton, Eric Sumpter, Shilan Douglas e Sharon Williams hanno creato un gruppo che rispecchiasse la loro idea di “unione musicale”, una band tenuta insieme da un filo rosso capace di valorizzare sia le personalità individuali che l’impatto complessivo della formazione. È dell’anno scorso il primo ep; titolo: “Uni.Sound”.

La prima tappa in terra sarda è stata ieri a Sinnai, al Teatro Comunale, organizzata in collaborazione con Good Vibrations and Sweet Music. Oggi gli Uni.Sound sono attesi alle 18.30, nella chiesa di San Nicolò di Bari a Tadasuni, in provincia di Oristano (ingresso libero). L’indomani – domenica 23 – appuntamento alle 19.30, nello scenario del nuovo teatro “Maria Carta” di Pula, di recente costruzione (è stato inaugurato lo scorso 30 luglio). I biglietti, in questo caso, costano 12,50 euro (info e prenotazioni al Box Office, in viale Regina Margherita, 43, a Cagliari).

Martedì 25 il complesso newyorkese saluta il Natale a Carbonia con un concerto al Teatro Centrale (ore 19.00) organizzato con il patrocinio del Comune della città mineraria (biglietto a 10 euro; info e prenotazioni da Biagetti, in via Gramsci, 139).

Dal Sud al Nord Sardegna: la sera di Santo Stefano (mercoledì 26), la rotta del tour isolano porta gli Uni.Sound ad Alghero, nella bella cornice del Teatro Civico, dove è previsto un doppio set: alle 18.00 e alle 21.00 (biglietti a 12 euro; per informazioni e prenotazioni: InfoAlghero, via Cagliari, 2, presso ex Casa del Caffè). Giovedì 27 riflettori accesi alle 21.00, al Teatro Comunale di Sassari, uno dei teatri più grandi dell’isola (1.421 sono i posti a sua disposizione), dove la rassegna rinnova l’appuntamento natalizio nella seconda città della Sardegna, che lo scorso anno ha accolto con grande partecipazione il talento del nuovo gospel Cedric Shannon Rives. Biglietti a 10 euro più prevendita (info e prenotazioni: Pasquali Sport, largo Cavallotti, 21).

Si resta al Nord anche venerdì 28, per un concerto a Sennori, all’Auditorium Antonio Pazzola (inizio alle 21.00), proposto in collaborazione con la cooperativa Theatre En Vol all’interno della manifestazione Habitat in Gospel. Biglietto intero a 12 euro, ridotto a 7 euro; biglietto famiglia per due adulti e due bambini a 26 euro. Parte del ricavato sarà destinato al sostegno del progetto “Un container per l’Angola”. 

Al ritorno nel Sud dell’isola, un doppio impegno attende il complesso americano sabato 29: alle 18.30, a Serramanna, nella Sala Conferenze vico Mossa (ingresso libero – in collaborazione con il Comune di Serramanna e l’associazione culturale Su Stentu) e poi in serata, alle 21.30, a Iglesias nella chiesa di San Pio X Papa (ingresso libero – in collaborazione con il comune di Iglesias). Ultima data nel calendario della sedicesima edizione di Gospel Explosion domenica 30 dicembre: gli Uni.Sound chiudono il loro giro di Sardegna in musica a Sestu, alle 19.00, nella chiesa Madonna delle Grazie (ingresso libero – in collaborazione con la Pro Loco di Sestu).

Sotto la direzione artistica di Gianni Melis e dell’Associazione Culturale Progetto Evoluzione, la rassegna Gospel Explosion ha portato nel corso degli anni in tutta la Sardegna il grande gospel statunitense, con importanti gruppi come i Tony Washington Singers, The Harlem Messengers, Flossie Boyd Johnson & Favor, Friendly Travelers, Sjuwana Byers and Children of God, Oscar Williams & Perfected Praise, il London Community Gospel Choir, Followers of Christ e South Carolina Mass Choir e Cedric Shannon Rives. Nata con il preciso intento di dar continuità all’idea dell’associazione culturale Progetto Evoluzione di creare occasioni di sviluppo e crescita culturale in periodi dell’anno differenti da quello estivo, la rassegna è divenuta nel tempo uno degli appuntamenti più importanti nella mappa delle rassegne isolane e nazionali.

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Come da tradizione, il Mercato delle Birre Artigianali si tiene a ridosso del Capodanno, il 29 ed il 30 di dicembre, ad Alghero. E, dopo aver incontrato sapori, malti e luppoli di territori lontani questa volta la storica due giorni algherese dedicata al mondo brassicolo punta quasi esclusivamente sulle eccellenze della Sardegna. Sei birrifici sardi presenti, un viaggio in lungo e in largo per l’Isola, Lara di Tertenia, Dolmen di Uri, Seddaiu e Isola di Thiesi, Chemu di Cagliari e Iskida di Sassari. A questi si aggiunge l’unico birrificio “straniero”, main sponsor dell’evento e produttori della birra bavarese dal cuore italiano gli italotedeschi di Kühbacher Brewerei. 

Nella piazza Pino Piras trova spazio la tradizione gastronomica sarda rivisitata in chiave street food o servita nei moderni truck con la presenza di Rosticciando, Sebada on the road, Pork’n’roll, Ristorante Lido, il forno di Podda e altri, mentre il mondo della somministrazione su gomme sarà rappresentato al meglio dal mitico volkswagen dal sapore vintage del Baretto Cocktail Truck. 

La trilogia della qualità si conclude con tanta musica dal vivo, cinque diversi progetti con sonorità diverse dal soul al pop, dal rock alla dance. Sul palco del Mercato delle Birre Artigianali Anima Soul, Scacco Matto, Pirati, Boogie Wonder Gang e l’intramontabile dj Davide Merlini. Infine i prodotti realizzati a mano una decina di artigiani e hobbisti trovano sede all’interno degli atelier adiacenti al mercato stesso.

Mettere al centro le eccellenze, gastronomiche, artigiane e brassicole sardeper il Mercato Artigianale è una vera e propria dichiarazione d’amore per la propria terra e per il proprio pubblico che questo territorio vive quotidianamente. Una scommessa per gli organizzatori e per i propri partner pubblici – Comune di Alghero Fondazione Alghero – e privati che ha come obbiettivo quello di rafforzare sempre più la presenza della Riviera del Corallo nel mondo degli eventi in Sardegna anche durante la stagione invernale.

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Su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Pier Luigi Caria, l’Esecutivo Pigliaru ha approvato, nei giorni scorsi, una delibera che stanzia 100mila euro per la valorizzazione della filiera suinicola sarda sui derivati a base di carne di maiali nati e allevati sull’Isola. Il provvedimento ha licenziato, dopo essere state sottoposte all’attenzione delle associazioni di categoria e delle organizzazioni produttive di settore, le direttive di attuazione dell’art. 11 della legge del 2 agosto 2018 sulla “Valorizzazione della suinicoltura sarda”: una norma tanto attesa da tutto il comparto che ha finalmente messo ordine e regolamentato il settore, anche alla luce delle attività di contrasto alla Peste suina africana messe in campo dalla Giunta. Proprio l’art. 11 attribuisce alla Regione il compito di valorizzare le preparazioni tipiche della tradizione regionale, a base di suini nati e allevati in Sardegna, promuovendo la realizzazione di accordi o programmi di filiera tra i soggetti interessati, con particolare attenzione alla qualità dei prodotti, alla sostenibilità ambientale e al rispetto del benessere degli animali.

Gli aiuti erogati ai partecipanti agli accordi saranno concessi  in regime “de minimis”, secondo quanto previsto dai regolamenti dell’Unione europea, non potranno superare un importo complessivo di 35mila euro e gli accordi di filiera dovranno avere durata non inferiore a 1 anno. Il bando pubblico per l’ammissione degli aiuti sarà adottato e pubblicato dall’Agenzia agricola regionale Argea Sardegna.

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A meno di due settimane dal riconoscimento ufficiale dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo (Oilos) da parte del ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo, la Giunta Pigliaru ha approvato pochi giorni fa una delibera, proposta dall’assessore dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, che finanzia con 100mila euro il programma di avviamento delle Organizzazioni interprofessionali. In Sardegna opera l’Oilos, un’associazione senza scopo di lucro, composta dai rappresentanti delle attività economiche connesse alla produzione del latte ovino ed alla trasformazione dei prodotti lattiero-caseari; costituita ufficialmente il 22 dicembre 2016 è stata appunto riconosciuta con decreto del ministro Gian Marco Centinaio il 10 dicembre scorso.

«L’Oilos rappresenta una quota significativa delle attività economiche del settore all’interno della circoscrizione economica Sardegna nella quale intende operare– spiega Pier Luigi Caria –, ed è chiamata a svolgere un ruolo determinante per il miglioramento delle relazioni e dell’equilibrio di mercato, con lo scopo di rafforzare la posizione competitiva del sistema produttivo territoriale nel settore lattiero caseario ovino, attraverso l’uso di strumenti atti a favorire il dialogo, il coordinamento e la cooperazione tra i diversi soggetti della filiera. Alla luce di questo importante risultato in termini di aggregazione della filiera – conclude Pier Luigi Caria -, la Giunta regionale ha definito un regime di aiuti per l’avviamento a favore delle organizzazioni interprofessionali riconosciute così da favorire un maggiore governo del comparto e assicurare più tutela agli anelli più deboli della filiera, in questo caso i pastori.»

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«Basta che si smaltisca l’umido di Cagliari: chi se ne frega se gli altri affogano nei rifiuti? Il sindaco di Cagliari è sindaco metropolitano solo quando gli fa comodo, cioè quando si tratta di arraffare i finanziamenti. Per il resto quando può non fa altro che umiliare gli altri comuni della Città metropolitana, ricordando loro che sono pur sempre comuni di serie B. Che si tratti di trasporto pubblico locale o di gestione dei rifiuti.»

Lo scrive, in una nota, Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori sardi.

«È di lunedì 17 la comunicazione ai comuni che dal 19 dicembre (ben due – 2! – giorni dopo) il Tecnocasic non sarebbe più stato in grado di accogliere l’umido. Il motivo: l’introduzione della raccolta differenziata nella città di Cagliari – con dieci anni di ritardo – costringe l’impianto del Tecnocasic a lavorare al massimo regime e ne ha saturato la capacità. Morale: gli altri comuni si arrangino – aggiunge Michele Cossa -. Un fatto gravissimo, praticamente senza preavviso e sotto le feste, quando le quantità di rifiuti tendono ad aumentare, che li ha costretti – nella più totale indifferenza della Città metropolitana e del suo sindaco – a cercare soluzioni immediate per evitare situazioni tipo Roma o comuni della Campania, con rifiuti accatastati sui marciapiedi e cani randagi, ratti e gabbiani nelle strade cittadine.»

«Chissà se Francesco Pigliaru quando dice di aver lasciato una Sardegna migliore si riferisce anche alla gestione di un settore delicato come quello dei rifiuti, che richiede un’accurata pianificazione e che invece è stato lasciato da questa Giunta regionale all’improvvisazione. Mentre i comuni devono mandare i compattatori a Villacidro (trasporto ovviamente a carico del contribuente dei comuni più virtuosi), fino a quando anche l’impianto di Villaservice non collasserà. Scelta tuttavia obbligata – conclude Michele Cossa -, visto che la Regione si guarda bene dal concedere alle piattaforme private che lavorano l’umido l’aumento delle quantità trattabili.»

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L’assessorato delle Politiche giovanili del comune di Sennori, guidato dall’assessore Salvatore Piredda, per il 31 dicembre 2018 e il 1° gennaio 2019 metterà a disposizione dei cittadini sennoresi il servizio di bus navetta gratuito per raggiungere Alghero e Castelsardo dove si festeggerà in piazza l’arrivo del nuovo anno.

Il bus per Alghero partirà il 31, alle 21.00, da piazza Sacro Cuore, fermata fronte cimitero; il bus per il ritorno partirà alle 6.00 dell’1 gennaio, dalla stazione degli autobus di Alghero.

Il bus per Castelsardo farà due collegamenti: la prima corsa partirà alle 20.00, sempre da piazza Sacro Cuore, mentre la seconda corsa partirà alle 21,15. Previsti due viaggi anche per il ritorno, il 1° gennaio: prima corsa alle ore 5.00, seconda corsa alle 6,15. 

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Il nome del progetto è essenziale ed eloquente nel contempo: “Ràixe – Spazi digitali per la cultura tabarchina”. E mira dritto al bersaglio: recuperare, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio immateriale della comunità tabarchina. Come? Creando un grande archivio digitale che sfoci nella realizzazione di uno spazio museale “a tema” nel cuore di Calasetta.

Sono queste le linee (o, per citare il progetto, le cosiddette “macroazioni”) del disegno concepito dalla cooperativa sociale onlus “Millepiedi” che di recente ha incassato l’approvazione per l’assegnazione di un finanziamento della Regione Sardegna (del bando “Domos de Sa Cultura”), assicurandosi una dotazione di 90mila euro, cui se ne aggiungeranno altri 3 mila a cura della onlus.

L’obiettivo è importante: strappare all’oblio e tutelare attraverso gli strumenti della memoria digitale l’immane patrimonio culturale dei tabarchini, con la sua messa in rete ai fini della fruizione pubblica. Perché il sistema identitario dei tabarchini, proprio per il suo carattere immateriale ovvero radicato (e qui ritorna con eloquenza il concetto di ràixe, radici) nelle trame dell’oralità, non deve andare perduto e merita anzi di essere preservato. Anche attraverso i contatti con le istituzioni e gli attori locali.

«Il dialogo con le altre comunità è fondamentale – spiega Marzia Varaldo, presidente della “Millepiedi”per questo, negli ultimi tempi, abbiamo organizzato degli incontri anche a Carloforte allo scopo di stimolare il confronto sui temi-chiave del progetto, nell’ottica del coinvolgimento di tutte e cinque le comunità con la stessa origine culturale: oltre a Calasetta e Carloforte, anche Tabarka, Nueva Tabarka e Genova-Pegli.»

Dello stesso avviso, il vicesindaco di Calasetta Remigio Scopelliti: «Queste realtà hanno ripreso i contatti e collaborano con entusiasmo al progetto – osserva – siamo inoltre particolarmente felici del rinnovato rapporto tra Calasetta e Carloforte».

Prima della realizzazione dello spazio museale, nell’ambito di una programmazione che si articola nell’arco di 24 mesi e si pone come termine il gennaio del 2020 è, dunque, fondamentale l’aspetto dell’archiviazione: «Sono iniziate le fasi di digitalizzazione che confluiranno nel museo: abbiamo potuto contare, tra gli altri, sulla disponibilità e sulle conoscenze di Remigio Scopelliti», aggiunge Marzia Varaldo.

Il comune di Calasetta, inoltre, ha dato il suo contributo al progetto mettendo a disposizione i locali di via Umberto, destinati a vestire i panni del polo digitale, e ha aperto le porte dell’archivio comunale (cui si è aggiunta la collaborazione degli archivi di Sant’Antioco e Carloforte) allo scopo di rispettare i punti cardine di “Ràixe”: preservare il sapere senza immobilizzarlo, e renderlo bacino di consultazione e di approccio conoscitivo per i tabarchini stessi e per i curiosi, anche in vista delle naturali ripercussioni sul versante turistico.

«La realizzazione concreta di un simile progetto ha un’indubbia rilevanza culturale – osserva ancora Remigio Scopelliti – e sono certo che possa fornire un contributo forte alla nostra missione: ottenere, da parte dell’Unesco, il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità per l’eredità culturale dei tabarchini.»