3 July, 2026

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Entra nel vivo l’undicesima edizione di Mamma Blues, il “festival nel festival” di Dromos, costola della più ampia rassegna itinerante organizzata dall’omonima associazione culturale che si muove tra Oristano e altri undici comuni della sua provincia. Protagonista assoluta sul palcoscenico dell’Arena Mamma Blues nel piccolo borgo di Nureci sarà la cantante norvegese Kristin Asbjørnsen (biglietto a 10 euro più prevendita). Ad aprire la serata, alle 22.00, e più tardi nuovamente in scena nello spazio dopofestival, il duo sulcitano Don Leone, reduce dal successo in terra ungherese, dove ha preso parte all’importante Sziget Festival.

Kristin Asbjørnsen è una delle espressioni di spicco della scena musicale norvegese. Nel corso degli ultimi dieci anni ha raggiunto un crescente successo internazionale tra il pubblico e la critica per la sua personale cifra stilistica, vincendo diversi premi in patria e all’estero (come il Mondomix Babel Med in Francia nel 2009). Nativa di Lillehammer, Kristin Asbjørnsen ha conseguito il diploma al Conservatorio di Musica di Trondheim e successivamente ha perfezionato il suo percorso all’Accademia Musicale Norvegese e all’Università di Oslo. Il suo personalissimo stile affonda le radici nella tradizione cantautorale norvegese, includendo elementi della musica africana, dello spiritual e del jazz. Pubblicato nel 2006, “A Spiritual Songbook” – disco di platino e una nomination per gli Spellemannprisen (Norwegian Music Awards) – è stato il suo primo album da solista, basato su spiritual afro-americani e sulle influenze ereditate dalla cantante Ruth Reese, sua ex insegnante di canto. Domani sera (martedì 14) a Nureci, la cantante e chitarrista norvegese, accompagnata da Olav Torget alle chitarre e Suntou Susso alla kora e al canto, presenta l’album “Traces Of You”, uscito tra febbraio e marzo di quest’anno. Una realizzazione dove risuonano tracce di musica dell’Africa occidentale, ninnananne e jazz contemporaneo del Nord Europa.

Ma il compito di aprire la serata, alle 22.00 sul palco dell’Arena Mamma Blues, spetta al duo Don Leone, formazione composta dai musicisti sulcitani Donato Cherchi (voce) e Matteo Leone (chitarra, batteria), che da due anni hanno unito le forze e le proprie esperienze personali, mettendo nel calderone spiritual rivisitati e stravolti, pezzi originali, ma anche cover importate da altri generi: un progetto di musica blues, cruda, elettrica e rauca che in breve tempo ha conquistato premi e riconoscimenti internazionali (sono i vincitori dell’Italian Blues Challenge 2017 e rappresentanti dell’Italia agli scorsi European Blues Challenge in Norvegia e all’International Blues Challenge di Memphis). Leone e Cherchi vantano al loro attivo il fortunato EP d’esordio “Welcome to the south-west”: un titolo che fa chiaro riferimento al loro Sulcis, territorio assetato e per larghi tratti incontaminato, con le sue aride strade di campagna sulle quali si muove l’idea dei due musicisti, strade piene di incroci, come quelle paludose della storia del blues. Dopo il concerto di Kristin Asbjørnsen il duo sarà di nuovo protagonista (alle 24.00) nei Giardini del Sottomonte per il consueto appuntamento dopo festival.

La notte di Ferragosto riflettori puntati, infine, alle 23.00, su la formazione di Seun Kuti & Egypt 80. Il trentaquattrenne musicista e cantante nigeriano, figlio più giovane della leggenda dell’afrobeat Fela Kuti, arriva al Mamma Blues con il suo nuovo album “Black Times”, il quarto registrato in studio con la straordinaria orchestra creata dal padre (l’epica Africa 70), ribattezzata Egypt 80 per riflettere le origini dell’Africa nera dall’antica civiltà faraonica. A fare da cornice al concerto principale, ci sarà in questa occasione la formazione dei South Sardinian Scum.

Altri appuntamenti scandiscono il trittico di giornate del festival Mamma Blues. Alle 18.00 i maestri della Music Accademy di Isili impartiscono le prime lezioni di musica (batteria, chitarra, armonica, tastiere) ai più piccoli nel laboratorio “Primi passi verso il Blues” (ingresso libero). Nei locali del Museo del Fossile è invece allestito il Blues Museum, dove si può visitare una piccola raccolta di materiale che ricorda la storia del Mamma Blues e del genere di matrice afroamericana. Il biglietto per il concerti di di Kristin Asbjørnsen costa 10 euro; 15 euro il biglietto per Seun Kuti & Egypt 80 (15 agosto). Costa 25 euro, invece, l’abbonamento per le tre serate di Mamma Blues. A tutti i prezzi vanno aggiunti i diritti di prevendita. Ingresso libero e gratuito a tutti gli appuntamenti dopo festival.

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Oltre duemila spettatori in delirio questa sera all’Arena Fenicia di Sant’Antioco al concerto di Ermal Meta, prima tappa musicale del Sulky Festival 2018. Il vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo non s’è risparmiato e per in quasi due ore ha proposto tutti i suoi più famosi successi, tra i quali “Non mi avete fatto niente”, canzone con la quale ha vinto il Festival in coppia con Fabrizio Moro (per sostituire il quale, ha chiesto l’aiuto al pubblico); “Piccola Anima”, cantata dopo la versione riservata al pubblico, e “Io mi innamoro ancora”.  Nell’ultima parte del concerto ha proposto anche un inedito e, come bis, tre canzoni da solo, senza l’accompagnamento dei bravissimi musicisti del suo gruppo.

L’Arena Fenicia ha superato ancora una volta l’esame di un grande evento, confermando di essere una location straordinaria per questo genere di spettacoli, in grado di ospitare oltre 5.000 spettatori.

           

                           

 

 

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I carabinieri di Sarroch la notte scorsa hanno arrestato in flagranza del reato di furto aggravato, un pregiudicato di San Gavino Monreale classe 1979 che, intorno alle 2.30, è stato colto dai carabinieri impegnati in un servizio perlustrativo, intento a rubare sei pannelli solari della società telefonica Vodafone di circa 2 mq ciascuno, utilizzati per l’alimentazione energetica di un ripetitore dell’azienda telefonica che veniva immediatamente informata dai militari. L’arrestato è stato tradotto presso gli uffici del comando stazione e, successivamente, presso le aule del tribunale di Cagliari, per il rito direttissimo.

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Sono sei anni che Piazza Cattedrale, come in un grande club outdoor, porta in scena i suoni e le emozioni della grande musica blues degli States, trasformando per tre giorni la bomboniera del centro antico di Bitonto in una piccola Harlem.. Quest’anno, siamo qui a spegnere sei candeline con un ricchissimo cartellone, in scena dal 31 agosto al 2 settembre.

I riflettori per la sesta edizione del Bitonto Blues Festival, organizzato come sempre dall’associazione Blu & Soci e dall’instancabile direttore artistico Beppe Granieri, saranno tutti per Ronnie Hicks, la guest star originaria di Chicago, che si esibirà dal vivo sabato 1 settembre. Originario dell’Alabama, Hicks è tra i rappresentanti più autorevoli della scena blues dell’Illinois, grazie ad uno stile unico alla tastiera e alla voce. Nei primi anni ’70 ha avviato la carriera solista, formando quella che attualmente è la più longeva band del circuito dei club di Chicago, la Masheen Company Band, opening act di Albert King, Johnny Taylor, e Tyrone Davis. A fine 2018 Ronnie sarà sul grande schermo in “Soul Guy”, pellicola di produzione francese in cui interpreterà un bluesman.

Sul palco, assieme ad Hicks, Matteo Sansonetto, quest’anno padrino del Festival, e la sua Blues Revue, aficionados del BBF, tornati ad esibirsi dopo tre anni.

Come ogni anno il Bitonto Blues Festival dedicherà una parte importante della programmazione al meglio del blues nostrano. Il Festival sarà aperto venerdì 1° settembre dal progetto calabrese Eugenio Greco & New Mississipi, a seguire il rock-blues della Fabio Marza Band e la frizzante armonica di Martin Gumbo, live con gli Harmonica Friends. La seconda serata, quella dedicata a Hicks e Matteo Sansonetto, sarà accompagnata dalle musiche dei Black Cadillac Blues, dedicate al celebre film “Cadillac Records”, e dei ResPubblica.

L’ultima serata spazio al duo di Enrico Harmonica Penati, ai Swamp Dirty Water ft. il polistrumentista Fabrizio Canale e la formazione lombarda dei Limido Bros. Al termine di ogni serata ci sarà la grande jam finale.

I concerti del main stage di Piazza Cattedrale, che partiranno dalle ore 20:00, saranno totalmente gratuiti e, grazie alla mediapartnership di BitontoTV, distribuiti in diretta streaming sul web.

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Confartigianato Trasporti Sardegna sosterrà, gratuitamente, gli autotrasportatori sardi che vorranno chiedere i danni alle compagnie Volvo/Renault, Man, Daimler/Mercedes, Iveco, DAF e Scania, già sanzionate 2 anni fa dalla Commissione Europea, per aver danneggiato le imprese con un “cartello” che, tra il gennaio 1997 e lo stesso periodo del 2011, gonfiò i prezzi degli autocarri.

Grazie alla class action che l’Associazione Artigiana porterà avanti, attraverso un importante studio legale europeo specializzato in queste vertenze nel tribunale di Amsterdam, le imprese potranno essere risarcite gratuitamente e sollevate da eventuali oneri, che verranno detratti dalle somme recuperate. Se l’iniziativa non dovesse avere esito positivo, nessun costo sarà imputabile alle imprese aderenti.

«Potranno aderire tutte le imprese che avessero acquistato nel periodo indicato (da gennaio 1997 a gennaio 2011) autocarri delle marche citate – commenta Giovanni Mellino, presidente di Confartigianato Trasporti Sardegna – e di peso superiore alle 6 tonnellate, sia in conto terzi che in conto proprio

In Sardegna sono migliaia le imprese potenzialmente coinvolte, e non si parla solo di aziende di autotrasportato con mezzi adibiti a trasporto conto terzi ma anche, ad esempio, di imprese edili, metalmeccaniche, del legno proprietarie di camion ad uso proprio superiori ai 60 quintali.

«L’azione legale non comporta nessun costo e nessun rischio – aggiunge Giovanni Mellino – e per facilitare l’adesione stiamo per lanciare una piattaforma on-line su misura attraverso la quale gli autotrasportatori e le imprese interessate. Con il sostegno delle nostre associazioni territoriali in tutta la Sardegna – conclude il presidente di Confartigianato Trasporti Sardegna – potranno facilmente caricare i propri dati e i documenti a supporto del proprio possibile diritto risarcitorio

Le modalità e i termini di adesione saranno comunicati nelle prossime settimane, a cura di tutti gli ufficio Confartigianato in tutta l’Isola, che forniranno alle imprese tutta la necessaria consulenza ed assistenza.

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Procede a tappe forzate la marcia della decima edizione del NurArcheoFestival, la rassegna teatrale organizzata dal Crogiuolo, diretta da Rita Atzeri e dedicata quest’anno a Cristiano Bandini, giornalista e scrittore recentemente scomparso.

Domani, martedì 14 agosto, a Laconi, negli spazi esterni del Museo dei Menhir, andrà in scena, alle 19.00, “Gocce di fuoco”, di e con Dario Buonanno (una produzione Teatro del Sottosuolo). Uno sciamano stregone accompagna gli spettatori in questo viaggio senza tempo, in cui il fuoco, uno degli elementi che da sempre affascina e contemporaneamente spaventa l’essere umano, diventa protagonista di una storia magica dove tutto si trasforma e prende nuova forma.
Dal 2002 Dario Buonanno (Darbo) studia e pratica la giocoleria (è laureato in Scienze motorie all’Università di Cagliari e pratica discipline orientali, come il kung fu e il tai-chi). Dopo aver iniziato nel 2006 le sue esperienze nell’ambito delle arti sceniche, negli ultimi anni si è specializzato nella giocoleria infuocabile, da cui prende vita “Gocce di fuoco”, il suo primo spettacolo interamente dedicato ad uno dei 4 elementi naturali.
Alle 18.00 è prevista su prenotazione l’escursione naturalistica nel Parco a cura dell’associazione De Lacon.

Il Ferragosto sarà in compagnia di “Perseverare humanum est” (piccolo mosaico di storie bibliche e moderne) di e con Matteo Belli, grande affabulatore sulle orme di Dario Fo, e le musiche originali di Paolo Vivaldi. L’appuntamento, una prima regionale, è fissato per mercoledì 15, alle 22.00, al Menhir Museum di Laconi. Lo spettacolo si presenta, secondo quanto recita il sottotitolo, come un insieme di storie legate dal filo rosso dell’eterno ritorno di alcuni aspetti del comportamento umano. Si inizia con una chiacchierata tra la mamma di Noè e quella di Mosè relativa ai problemi dei rispettivi figli, si arriva alla storia di una generazione nata intorno alla metà degli anni ’60, emblematizzata nella figura di un antieroe come Massimo Piloni, eterna riserva di Dino Zoff nella Juventus dei primi anni ’70, e si chiude con la più “antica di tutte le storie”: la divertita e malinconica rievocazione di un inedito paradiso terrestre.
Nell’arco di circa un’ora e mezza Matteo Belli, che prosegue la sua ricerca espressiva affabulatoria, interpreta una sessantina di personaggi e una ventina di parlate diverse tra lingue, dialetti e grammelot, utilizzando un repertorio di strumenti antichi e moderni, nel tentativo di ritrovare i principi di un linguaggio popolare che sempre e comunque sia in grado di premiare la sensibilità e l’intelligenza dello spettatore.

Il giorno successivo, giovedì 16, dopo la prima nazionale andata in scena nell’area archeologica di Tamuli a Macomer, viene riproposto “Dalla luna ai menhir”, sempre al Menhir Museum di Laconi, palcoscenico di queste giornate ferragostane del NAF. Il testo di Bepi Vigna vedrà ancora protagonista Rita Atzeri, che sarà accompagnata dall’arpa di Roul Moretti. Lo spettacolo sarà preceduto alle 21.30 dalla visita guidata al Museo.

 

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Lunedì 20 agosto ritorna l’attesa manifestazione “Gruttas Obertas”, spaccato di vita di una Sant’Antioco che fu. L’evento, organizzato dalla Cooperativa Archeotur, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, offre un itinerario alla scoperta delle tombe ipogee (per gli antiochensi “Is gruttas”) attraverso la rappresentazione di diverse scansioni temporali. A partire dalle 20.00, il Villaggio Ipogeo di Sant’Antioco (via Necropoli e dintorni) si animerà tra ricostruzioni storiche, artigianato, musica e degustazioni di prodotti tipici sardi. Sarà possibile, dunque, accedere gratuitamente agli ipogei e al Museo Etnografico “Su Magasinu ‘e su binu”, che ha sede in un tipico magazzino completo di lolla (cortile porticato) del XVIII secolo, dove sono esposti gli attrezzi necessari allo svolgimento dei vari mestieri.

Il villaggio ipogeo comprende una serie di tombe puniche costruite tra la fine del VI e la fine del III sec. a. C., riadattate come abitazione in epoca successiva dalle classi più povere del paese e conosciute con il nome di Is gruttas. In seguito al ritrovamento delle spoglie di Sant’Antioco sotto la Basilica a lui dedicata, avvenuto nel 1615, il Vescovo tentò di porre fine al lungo abbandono dell’isola dovuto alle continue incursioni dei pirati barbareschi. Così, richiamati dalle concessioni di terreni promesse dalla chiesa, furono numerose le famiglie che iniziarono una nuova vita nell’isola, seguiti da tantissime altre che pur non ottenendo niente in cambio del loro coraggioso ritorno si adattarono a questa vita fatta di miseria, povertà ed emarginazione. Nella zona conosciuta sino al 1998 con il nome di “Sa arruga de is gruttas”, erano numerosissime le famiglie che vissero nel rione sino gli inizi degli anni ’70. Alcune camere funerarie sono attualmente allestite con manufatti ottenuti dall’intreccio della palma nana e con oggetti vari, utilizzati da coloro che vi hanno vissuto. Ristrutturate recentemente, offrono al visitatore uno spaccato di vita passata.

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Nikki Beach Costa Smeralda – Restaurant & Beach Club, lo splendido ed esclusivo beach club di Cala Petra Ruja, si prepara a celebrare Ferragosto, la festa più attesa dell’Estate, con cinque giorni ricchi di musica, divertimento e tante sorprese, all’insegna della “Celebration of Life”, mantra che anima da vent’anni tutte le attività dei Nikki Beach nel mondo.

Da martedì 14 agosto e fino a domenica 19 agosto, ogni giorno a partire dalle 13.00, saranno tanti gli appuntamenti esclusivi che faranno ballare e divertire tutti gli ospiti del Nikki Beach Costa Smeralda, per una settimana di Ferragosto davvero indimenticabile. Ai dj set di Dj Jubesp si alterneranno le esibizioni live del sassofonista Janis Danevics e, direttamente da Cuba, del virtuoso del violino Julio Cuba, celebre a livello internazionale per aver collaborato con i nomi più importanti della musica Dance.

Sabato 18 agosto inoltre è da segnalare il secondo appuntamento con l’evento Yacht Club, organizzato in collaborazione con Nautica Assistance. Nel corso della giornata, a partire dalle 13.00, il beach club di Cala Petra Ruja si trasformerà in un vero e proprio Yacht Club con decorazioni a tema e dress code rigorosamente ispirato al fantastico mondo della navigazione. Un esclusivo party a tema nautico che animerà l’intera giornata del Nikki Beach Costa Smeralda.

Come sempre gli ospiti potranno gustare i piatti proposti la cucina raffinata, di ispirazione mediterranea, affidata alla guida dell’executive chef Brian Molloy, accompagnati da champagne e cocktail creativi.

 

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È stato accolto da una piazza Belly gremita e dal ritmo incalzante di tamburi e trombe, con tanto di palcoscenico coi tappeti rossi e stendardi appesi alle facciate, il “Corteo Storico Calasettano”, dopo quattro anni di assenza. La scena è stata catturata dai cento figuranti, abbigliati con costumi d’epoca frutto di attente ricerche e di fedele riferimento al passato, e dai componenti delle delegazioni ospiti della serata: balestrieri e sbandieratori di Iglesias e i tamburini e trombettieri della Sartiglia di Oristano.

I momenti delle esibizioni spettacolari e della presentazione dei personaggi storici (le nobili famiglie dei Lomellini e dei Grimaldi, il re Carlo V, il bey di Tunisi con la famiglia, Emanuele Filiberto di Savoia con la consorte Margherita di Valois) si sono alternati agli intermezzi di vera e propria narrazione: il corteo, mirato a raccontare i momenti salienti dell’epopea tabarchina lungo i secoli clou della sua storia (il Cinquecento, il Settecento e l’inizio Ottocento), ha potuto infatti contare su un conduttore speciale: il vicesindaco del comune di Calasetta, Remigio Scopelliti, profondo conoscitore della storia del paese e delle dinamiche che hanno condotto alla sua fondazione nel 1770 (sebbene le sue origini affondino fino al 1500 allorché la dinastia genovese dei Lomellini estese i suoi interessi economici nell’isola tunisina di Tabarca, dando inizio all’epopea dei tabarchini).

«La storia dei tabarchini è così importante, che va in ogni modo valorizzata e tutelata: per questo da anni bussiamo alle porte dell’Unesco per ottenere il riconoscimento come patrimonio immateriale dell’umanità», ha commentato in apertura di serata.

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Il viaggio di Dromos, il festival itinerante che fino a mercoledì vive la sua ventesima edizione tra Oristano ed altri suoi undici comuni, pianta le tende a Nureci per l’atteso appuntamento con il Mamma Blues, il “festival nel festival” (che quest’anno spegne undici candeline), costola della rassegna dedicata alla musica del diavolo e alle sue contaminazioni che chiude in bellezza l’intero festival, quest’anno dedicato alla “Dromos Revolution” in omaggio al cinquantenario del ‘68. Protagonisti del trittico di serate all’Arena Mamma Blues, nel piccolo borgo dell’Oristanese, il camerunese Roland Tchakounté oggi 13 agosto, la norvegese Kristin Asbjørnsen domani, martedì 14 agosto, e la formazione del nigeriano Seun Kuti & Egypt 80 mercoledì 15 agosto. Ad affiancare gli artisti internazionali nei momenti di apertura ai concerti e nello spazio dopo festival (nei Giardini del Sottomonte), come consuetudine, ci saranno alcuni tra i migliori musicisti del blues made in Sardinia, quest’anno rappresentati dai progetti Don Leone, Bob Forte trio, Malignis Cauponibus e South Sardinian Scum.

Il compito di aprire la infuocata tre giorni, dunque, spetterà oggi al bluesman camerunese Roland Tchakounté sul palco alle 23.00. Attivo nella scena internazionale con centinaia di concerti (in USA, Canada, Vietnam, Singapore, Africa, Indonesia, Francia, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Lituania, Italia e Spagna) e con quattro album all’attivo, l’artista originario di Douala, da tempo trapiantato in Francia, si caratterizza per uno stile che mescola blues e tradizione africana (scrive in Bamiléké, la sua lingua madre), ispirato in partenza da artisti come John Lee Hooker e Ali Farka Touré. Cantante e chitarrista “portavoce della libertà”, come ama definirsi, Tchakountè è l’artista delle “anime erranti”, caratterizzato dalla capacità indiscutibile di superare imposizioni e regole compositive predefinite, sfociando in un blues del Mississippi intessuto dai suoi profondi testi africani che urlano al mondo lo stato di abbandono del suo continente nativo. Al suo fianco a Nureci ci saranno Mick Ravassat alla chitarra elettrica, Tahiry Jamiro Razanamasy al basso e Karim Bouazza alla batteria.