3 July, 2026

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Il viaggio di Dromos, il festival itinerante che fino a mercoledì vive la sua ventesima edizione tra Oristano ed altri suoi undici comuni, pianta le tende a Nureci per l’atteso appuntamento con il Mamma Blues, il “festival nel festival” (che quest’anno spegne undici candeline), costola della rassegna dedicata alla musica del diavolo e alle sue contaminazioni che chiude in bellezza l’intero festival, quest’anno dedicato alla “Dromos Revolution” in omaggio al cinquantenario del ‘68. Protagonisti del trittico di serate all’Arena Mamma Blues, nel piccolo borgo dell’Oristanese, il camerunese Roland Tchakounté oggi 13 agosto, la norvegese Kristin Asbjørnsen domani, martedì 14 agosto, e la formazione del nigeriano Seun Kuti & Egypt 80 mercoledì 15 agosto. Ad affiancare gli artisti internazionali nei momenti di apertura ai concerti e nello spazio dopo festival (nei Giardini del Sottomonte), come consuetudine, ci saranno alcuni tra i migliori musicisti del blues made in Sardinia, quest’anno rappresentati dai progetti Don Leone, Bob Forte trio, Malignis Cauponibus e South Sardinian Scum.

Il compito di aprire la infuocata tre giorni, dunque, spetterà oggi al bluesman camerunese Roland Tchakounté sul palco alle 23.00. Attivo nella scena internazionale con centinaia di concerti (in USA, Canada, Vietnam, Singapore, Africa, Indonesia, Francia, Germania, Belgio, Repubblica Ceca, Lituania, Italia e Spagna) e con quattro album all’attivo, l’artista originario di Douala, da tempo trapiantato in Francia, si caratterizza per uno stile che mescola blues e tradizione africana (scrive in Bamiléké, la sua lingua madre), ispirato in partenza da artisti come John Lee Hooker e Ali Farka Touré. Cantante e chitarrista “portavoce della libertà”, come ama definirsi, Tchakountè è l’artista delle “anime erranti”, caratterizzato dalla capacità indiscutibile di superare imposizioni e regole compositive predefinite, sfociando in un blues del Mississippi intessuto dai suoi profondi testi africani che urlano al mondo lo stato di abbandono del suo continente nativo. Al suo fianco a Nureci ci saranno Mick Ravassat alla chitarra elettrica, Tahiry Jamiro Razanamasy al basso e Karim Bouazza alla batteria.

 

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Dopo alcuni giorni di pausa, venerdì 17 agosto, a Calasetta,riprendono gli appuntamenti con LiberEvento, la rassegna letteraria organizzata davanti al suggestivo scenario della Torre spagnola dall’associazione culturale Contramilonga in collaborazione con il comune di Calasetta.

Alle 22.00 sarà ospite la scrittrice Cristina Caboni, di recente di nuovo in libreria con “La rilegatrice di storie perdute”, storia di due donne, Sofia e Clarice, i cui destini si incrociano grazie a un libro. L’autrice parlerà del suo lavoro insieme a Luca Sarriu, esperto di storia dell’arte.

Durante l’incontro sarà all’opera il vignettista Massimo Piga, che elaborerà un disegno ispirato alle suggestioni della serata.

Dopo l’incontro di venerdì, LiberEvento proseguirà ancora sabato 18 e domenica 19 agosto, con altri due autori sardi: Gesuino Nemus ed Anna Melis.

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Sono iniziati oggi, a Iglesias, i lavori per la realizzazione di 2,5 km di nuove reti idriche con un investimento di 550.000 euro. Il piano è finalizzato, oltre che a una drastica riduzione delle perdite, all’ammodernamento delle reti tenendo conto delle problematiche riscontrate negli ultimi anni. Riguardano principalmente la realizzazione di nuove condotte nei tratti dove sono stati registrati frequenti disservizi all’utenza e notevoli perdite di risorsa. Le vecchie tubature erano state realizzate decenni fa con materiali inadatti oppure ormai del tutto deteriorati: ci sono tratti di rete addirittura in materiale plastico, altri in acciaio soggetto a fenomeni di corrosione e altri ancora in ghisa grigia che tende a rompersi in presenza di forti escursioni termiche. Tutte le nuove condotte, invece, saranno realizzate in ghisa sferoidale, materiale che garantisce la migliore tenuta. Saranno rifatti integralmente anche gli allacci alle utenze servite che potranno contare, in questo modo, su un servizio più efficiente e pressioni adeguate.

Stamane il piano è stato presentato, nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala Giunta del Centro direzionale di via Isonzo, da Vito Didaci, assessore dei Lavori pubblici, Opere pubbliche e Manutenzioni.

https://www.facebook.com/giampaolo.cirronis/videos/10217237710162739/

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Leonardo Pavoletti.

Andrea Cossu lascia il campo con le lacrime agli occhi al 7′ della partita con l’Atletico Madrid che ha chiuso la sua lunga e brillante carriera.

Una doppietta di Leonardo Pavoletti, contro il Palermo, ha regalato al Cagliari la qualificazione al quarto turno della Coppa Italia. Al 31′ del primo tempo il primo goal, al 7′ della ripresa il temporaneo pari dei rosanero, realizzato su calcio di rigore da Ilija Nestorovski, al 28′ il goal del definitivo 2 a 1 del bomber rossoblu.

«Tutto sommato è stato un ulteriore passo in avanti – ha commentato a fine partita il tecnico rossoblu Rolando Maran -. Innanzitutto è arrivato il risultato, propiziato da due gol di un attaccante. Abbiamo creato tanto nel corso della partita. Certamente dobbiamo crescere, forse abbiamo commesso l’errore di pensare di gestirla: noi invece dobbiamo sempre andare a tavoletta. Nel finale abbiamo rischiato su due verticalizzazioni ma non credo che in quelle occasioni abbiamo rallentato, piuttosto c’è stata qualche imperfezione nella nostra fase difensiva. Dobbiamo crescere di condizione – ha concluso Rolando Maran -, ma lo sapevamo ed è normale in questo periodo.»

I rossoblù torneranno in campo per la Coppa Italia nel quarto turno, avversario il Chievo in trasferta. Domenica prossima, ad Empoli, l’esordio nel nuovo campionato di Serie A.

Cagliari: Cragno, Faragò, Romagna, Ceppitelli, Lykogiannis, Castro, Cigarini (80’ Bradaric), Ionita, Pavoletti (86’ Cerri), Farias (62’ Sau). All.: Maran.

Palermo: Brignoli, Salvi, Bellusci, Rajkovic, Mazzotta, Fiordillino, Murawski (77’ Embalo), Jajalo, Trajkovski, Nestorovski, Balogh (62’ Moreo). All.: Tedino.

Arbitro: Paolo Valeri di Roma.

Reti: 31’ Pavoletti, 52’ Nestorovski su rigore, 73’ Pavoletti.

Stamane, intanto, la società ha annunciato che Andrea Cossu entra nel a far parte dello staff tecnico del Settore giovanile. La bandiera rossoblù coadiuverà, inoltre, l’area scouting.

A distanza di pochi giorni dal suo addio al calcio, la storia tra il Cagliari e il suo numero 7 continua. Da questa stagione Andrea Cossu, 270 partite in rossoblù, unico cagliaritano ad aver giocato con la Nazionale maggiore, metterà a servizio dei giovani tutta la sua esperienza e classe: collaborerà, infatti, con il settore giovanile, dedicandosi principalmente a far crescere sotto la sua ala i centrocampisti ed i trequartisti.

Andrea Cossu avrà inoltre un incarico nell’area scouting dove, collaborando soprattutto con il responsabile dell’area tecnica, Daniele Conti, avrà il compito di individuare i giovani talenti da portare in casa rossoblù.

 

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I vent’anni del gruppo folk San Giorgio di Usini e del festival “A manu tenta” toccano quest’anno il comune di Stintino. Grazie alla disponibilità e all’intesa con l’amministrazione comunale stintinese, cittadini e turisti potranno trascorrere un ferragosto diverso, all’insegna della cultura e delle danze tradizionali provenienti da diverse parti del mondo. Oltre ai balli della Sardegna del gruppo folk San Giorgio, nella piazza dei 45, a partire dalle 21,30, saranno ospiti di Stintino i gruppi internazionali provenienti da Messico, Argentina, Ucraina, Perù e Cile.

«Si tratta di un’importante occasione per il nostro paese – afferma l’assessore al Turismo Francesca Demontis – da una parte festeggeremo la fondazione di Stintino e i suoi 133 anni di storia; dall’altra rinsaldiamo quel legame con i paesi dell’entroterra della nostra isola che portano la loro cultura e, come in questo caso, la cultura di popoli e nazioni lontane. Un’opportunità di fare rete e promuovere i territori della nostra Sardegna, e non solo.»

Il festival A manu tenta, dopo la tappa di apertura di Usini del 4 e 5 agosto ha toccato nel suo tour le piazze di Perfugas, Sanluri, Ploaghe, Arzachena, Tissi, Orgosolo e Villanova Tulo prima di approdare a Stintino nel giorno di Ferragosto.

«L’esperienza stintinese ci arricchisce notevolmente – sostiene Gavino Piras, presidente del gruppo e di recente premiato con Oscar dell’integrazione – e per questo diciamo grazie all’amministrazione comunale per averci accolto. Stintino ci darà la possibilità di far godere a tanti turisti uno spettacolo che fa capire quanto siano importanti i confronti culturali e la combinazione di tradizioni diverse.»

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Il nuovo Cagliari 2018/2019 si presenta questa sera alla Sardegna Arena contro il Palermo, alle 20.30, per il terzo turno della Coppa Italia (dirige Paolo Valeri, assistenti di linea Stefano Del Giovane di Albano Laziale e Gianluca Sechi di Sassari, quarto uomo Antonio Giua di Olbia). Per il Cagliari si tratta di un test importante, in vista del campionato che scatterà sabato e domenica prossimi. Il Palermo è una delle squadre favorite per la promozione in serie A. Nel suo organico ha giocatori di grande qualità che non sfigurerebbero in serie A, tra i quali Nestorovski, Trajkovski, Jajalo e Rispoli. Il compito che attende il Cagliari per conquistare il passaggio al turno successivo è tutt’altro che facile e Rolando Maran lo ha spiegato bene ai suoi giocatori nei giorni di vigilia.

I convocati sono 24: 1 Rafael, 2 Pajac, 3 Andreolli, 4 Dessena, 6 Bradaric, 8 Cigarini, 9 Cerri, 12 Daga, 16 Aresti, 17 Farias, 18 Barella, 19 Pisacane, 20 Padoin, 21 Ionita, 22 Lykogiannis, 23 Ceppitelli, 24 Faragò, 25 Sau, 27 Deiola, 28 Cragno, 29 Castro, 30 Pavoletti, 32 Han, 56 Romagna.

«La partita nasconde delle insidie: il Palermo parte per vincere il campionato di Serie B, dunque, è un avversario da rispettare, peraltro in questo momento della stagione le categorie spesso si livellano – ha detto alla vigilia Rolando Maran -. Però preferisco pensare a noi piuttosto che al Palermo: andremo in difficoltà se non dovessimo scendere in campo con la mentalità giusta. Noi dobbiamo confermare i miglioramenti visti sin qui, è la prima gara ufficiale, davanti al nostro pubblico, non vogliamo rimproverarci nulla a fine gara. Vogliamo onorare la Coppa Italia al meglio e andare avanti. La competizione non è meno importante del campionato, permetterà a tutti di accumulare più minutaggio. Dobbiamo andare in campo ogni volta con la mentalità di chi sta giocando una finale, altrimenti non arriveremo mai ad una certa caratura di squadra.»

La squadra rossoblu questa sera giocherà con la terza maglia, blu, caratterizzata da un elegante rigato in grafica embossata, tono su tono, presente sul corpo anteriore della maglia che è a girocollo con apertura a V. Sul collo, sui bordi manica, sui fianchi e sul fondo maglia inserti di colore rosso. Il backneck è personalizzato con etichetta che riporta il logo dello sponsor, lo stemma del club, lo scudetto di Campioni d’Italia e la scritta CAGLIARI CAMPIONE D’ITALIA 1969-70. Sul petto a destra, in bianco, il logo Macron, sul cuore invece lo scudetto del Cagliari. Dietro, sotto al collo, in grafica embossata, appare in rilievo la scritta CAGLIARI 1920. Il kit è completato da shorts blu con coulisse piatte bianche e puntali rosso e blu e da calzettoni rossi con riga verticali blu al centro e in orizzontale la scritta CAGLIARI 1920. La vestibilità è Slim Fit, il tessuto principale è Soft Lock e la presenza di inserti in micromesh facilitano la traspirabilità del capo.

 

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Nuova iniziativa culturale di Unisulky S’Ischiglia Network – Università Popolare del Sulcis, Senior University by Unisulky Sulcis, riservata agli ultra sessantenni con diploma di maturità. Le lezioni si terranno a Carbonia, dal prossimo mese di novembre, con tutti i docenti titolari di cattedra all’Università di Cagliari. Verranno attivati sei corsi di 12 ore complessive ciascuno, ciascuno di tre ore consecutive ogni martedì, scelti a maggioranza di manifestazione di interesse da parte dei possibili, futuri iscritti. Due ore verranno dedicate alla didattica, un’ora alla lettura, analisi e commento del testo obbligatorio che verrà scelto per la frequenza del corso, durante il quale verranno proposti colloqui di valutazione col docente e test di valutazione dell’apprendinento. Ogni corso terminerà con un colloquio finale di valutazione che potrà concludersi con il rilascio, se superato, di un attestato di frequenza e di merito. A chi avrà frequentato e superato almeno la metà dei corsi del programma verrà rilasciato un diploma di merito. Per ulteriori informazioni e per esprimere la propria disponibilità a partecipare, gli interessati potranno rivolgersi al numero di cellulare 348 3293867.

Corsi proposti:

1. Antropologia Culturale

2. Turismo

3. Alimentazione e nutrizione

4. Biologia e biochimica

5. Linguistica

6. Architettura

7. Scienze Ambientali e Naturali

8. Pedagogia e Psicologia

9. Lavoro e innovazioni tecnologiche

10. Linguistica Generale

11. Geografia

12. Astronomia

13. Filosofia

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Il salone parrocchiale di Villarios ha ospitato ieri sera la presentazione del libro “Villarios – La vecchia borgata tra storia e racconti”, scritto da Guido Floris e pubblicato da Giampaolo Cirronis. Sono state numerose le persone, non solo di Villarios e Giba, che nonostante la calda giornata di agosto, non sono voluti mancare all’appuntamento, nel corso del quale è stato ripercorso quasi un secolo di storia della comunità, con un’attenzione particolare a quanto accadde negli anni ’60, prima dell’abbandono del vecchio paese e nei primi anni di vita nel vuoto centro abitato, costruito per porre rimedio ai gravi danni provocati dalla realizzazione della diga di Monte Pranu (inaugurata nel 1950).

Dopo la breve presentazione dell’editore e i saluti del sindaco di Giba, Andrea Pisanu, Guido Floris ha ricostruito i contenuti del libro commentando le fotografie pubblicate, proiettate su uno schermo. Molti dei presenti, non più giovanissimi, hanno rivissuto con emozione un’indimenticabile fase della loro vita.

Nel salone parrocchiale è stata allestita anche una mostra di fotografie (stampate in formato 30×40) sulla storia del paese, parte delle quali sono contenute nel libro.

Per documentare compiutamente i contenuti del libro, pubblichiamo la presentazione allo stesso fatta dall’autore.

«Nel 1054, dopo lo scisma d’Oriente, il giudice Orzocco I per divulgare meglio la religione, la cultura e le idee innovatrici nel Sud Sardegna, diede in dono ai benedettini di Montecassino sei chiese del Sulcis, tra cui Santa Marta, presso il vecchio borgo di Villarios. E’ la prima volta che compare il nome di Villarios. Compare ancora nell’atto di donazione paga del 1485 con cui Pietro De Aragall figlio di Giacomo, fa in favore di un altro Giacomo figlio di Filippo.

In seguito Villarios, Giba e Masainas ebbero le stesse vicende di spopolamento.

Nel XV secolo il Sulcis risulta quasi interamente spopolato a causa delle frequenti invasioni turche.

Questo lavoro non vuole essere un documento storico nel senso stretto del termine. Non ci interessava produrre date e avvenimenti. Certo i fatti narrati sono documentati attingendo a varie fonti e restituiscono l’intreccio delle storie di Villarios, Masainas e Giba. Una storia di ripopolamento. Di gente che si è ripresa i propri territori dopo le incursioni barbariche e in quei salti costruì le loro dimore con attività agricole e pastorali che lì crebbero fino a diventare, alternativamente, sedi municipali.

Nell’agosto del 2017, l’associazione culturale “Su Estrai”, con un progetto intitolato “Ricostruiamo la memoria”, volle festeggiare il 50° anno del trasferimento della vecchia borgata alla nuova, riproponendo il cammino della comunità attraverso una serie di foto antiche e il ripristino, parziale, dei luoghi e delle vie della vecchia borgata. L’interesse della comunità fu grande. Vedere sfilare numerosissime persone alla mostra fotografica, soffermarsi a commentare le foto dei personaggi e dei luoghi, fu una gioia immensa per gli organizzatori. E poi percorrere le vie antiche, i luoghi, i resti che racchiudevano ricordi ancora vivi, fu un’esperienza bellissima.

Questo lavoro nasce per raccontare quella storia. Storia di ricordi, di sentimenti, di fatica, di dolore e di gioie. Accanto ai dati storici abbiamo cercato di ricostruire la sua vita contadina, le sue abitudini, la sua vita sociale, il suo lavoro, le sue credenze. Lo abbiamo fatto attraverso numerose interviste con i più anziani del paese. Il sardo, in genere, è persona chiusa, discreta. Non ama parlare del suo passato. Nelle interviste, dopo un’iniziale diffidenza, i ricordi fluivano velocemente, sempre più chiari, sempre più popolati di persone e di luoghi.

Come in un film, raccontiamo quel vissuto. Un villaggio un tempo importante, fino a diventare Comune che ha visto fiorire, anche se non direttamente coinvolto, un’economia industriale nella zona di Porto Botte con la peschiera, l’imbarco del carbone di legna proveniente da Pantaleo, il Carbonia Lido.

Gli affioramenti d’acqua provenienti dalla diga di Monte Pranu resero le abitazioni pericolanti. Da quel momento tutto cambiò. Iniziò la lunga fase della costruzione della nuova borgata. Le discussioni sulla scelta del nuovo sito e, infine, il trasferimento tra l’ottobre e novembre del 1967.

Non lontano il rumore delle ruspe cancellava ogni ricordo.»

                  

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Alle prime luci dell’alba, una pattuglia dell’aliquota radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Cagliari, nel corso di un servizio perlustrativo e su disposizione della Centrale operativa del Comando provinciale dei carabinieri di Cagliari, è intervenuta presso la terrazza del “Bastione di Santa Croce”, sito in via Santa Croce 41, dove un 66enne cagliaritano, disoccupato, verosimilmente colto da una crisi depressiva per motivi connessi a difficoltà di natura economica, nel manifestare intenti suicidi, si è sporto con l’intero corpo nel vuoto, ad un’altezza di circa 20 metri, rimanendo ancorato solo con le braccia al cornicione delle mura castellane. I militari hanno sollevato l’uomo dopo avergli afferrato le braccia ed una gamba, riportandolo in posizione di sicurezza sul piano strada.

I sanitari del 118, nel frattempo intervenuti, hanno trasportato l’aspirante suicida presso l’ospedale “SS. Trinità”, dove è stato ricoverato nel reparto di psichiatria.

 

 

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Ieri i carabinieri della stazione di Pula hanno eseguito una raffica di perquisizioni. Un importante dispositivo, tra cui un’unità cinofila antidroga ha eseguito cinque decreti di perquisizioni domiciliari emessi dall’Autorità giudiziaria di Cagliari, nei confronti di 5 giovani di Pula che la notte del 5 luglio scorso, nei pressi del Bar H24 di via La Marmora, si erano resi responsabili di una spedizione punitiva nei confronto di un 21enne di Cagliari, procurandogli la frattura della mascella, oltre a contusioni multiple sul corpo, per una prima prognosi di 30 giorni di cure. Un vero raid, verosimilmente riconducibile alla spartizione dello spaccio di stupefacenti nella località costiera.

L’attività investigativa, condotta dalla stazione dei carabinieri di Pula, ha consentito di raccogliere utili indizi per l’emissione dei decreti nei confronti degli aggressori di quella notte, tra i quali compaiono anche 3 minorenni, due dei quali con precedenti di polizia.

Le perquisizioni hanno fornito ottimi riscontri alle indagini. In una delle abitazioni, peraltro, è stato trovato anche una modica quantità di marijuana. I 5 giovani sono indagati per il reato di lesioni aggravate.