L’Amministrazione comunale ha annunciato lo slittamento della riapertura della piscina comunale di Carbonia


Sono Matteo Nucci e Isabella Leardini i vincitori della quarantunesima edizione del Premio letterario Giuseppe Dessì. A Matteo Nucci, per la Narrativa, è andato il riconoscimento per Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli); Isabella Leardini ha conquistato la sezione Poesia con Maniere nere (Mondadori).
I due vincitori sono stati proclamati questa sera, sabato 3 ottobre, a Villacidro, nel corso della cerimonia di premiazione del concorso dedicato allo scrittore di Paese d’ombre.
Accanto ai vincitori, per la Narrativa erano in gara Luigi Nacci con Il tempo dei semplici (Einaudi) e Romana Petri con Distanza di sicurezza (Neri Pozza), mentre nella sezione Poesia, Federico Italiano, autore di Godzilla e altre poesie (Guanda), e Alfredo Panetta, con ’Ndrangheta (Passigli Editori).
La serata, condotta con ritmo e naturalezza dall’attrice Chiara Buratti, ha visto la conduttrice dialogare con i vincitori e i finalisti della quarantunesima edizione del Premio Dessì, accompagnata dagli interventi musicali della cantautrice Erica Mou. Come da tradizione, l’appuntamento ha offerto anche l’occasione per la consegna dei premi speciali, annunciati nelle scorse settimane.
Il Premio Speciale della Giuria, riconoscimento destinato a un autore o a un’opera di particolare rilievo nell’ambito culturale e letterario, è stato conferito alla giurista e attivista Rosa Oliva. Ad Alessandro Cattelan, conduttore e showman, è andato invece il Premio Speciale della Fondazione di Sardegna, attribuito a un protagonista del panorama culturale e artistico per l’attività svolta nell’annualità di riferimento. Ha esordito quest’anno anche il Premio Speciale della Provincia Medio Campidano, dedicato a personalità e realtà impegnate nella valorizzazione e nella tutela dell’ambiente, assegnato alla conduttrice televisiva e autrice Licia Colò.
A portare i sei finalisti all’ultimo confronto e, al termine del percorso di valutazione, a indicare Matteo Nucci e Isabella Leardini come vincitori della quarantunesima edizione è stata la giuria del Premio, che ha lavorato su una base di partenza costituita da centinaia di proposte di alta qualità iscritte al concorso. La commissione, presieduta dall’accademica Anna Dolfi, tra i maggiori studiosi dell’opera di Giuseppe Dessì, comprende i docenti universitari Duilio Caocci, Gino Ruozzi e Nicola Turi, il poeta e critico letterario Giuseppe Langella, la giornalista e scrittrice Francesca Sforza, la linguista e scrittrice Francesca Serafini, il romanziere e bibliotecario Fabio Stassi e un rappresentante della Fondazione Dessì.
Per Matteo Nucci e Isabella Leardini il riconoscimento comprende anche un premio in denaro di cinquemila euro ciascuno (millecinquecento euro per gli altri finalisti). A questi riconoscimenti si aggiunge per i vincitori l’ingresso nell’albo d’oro del Premio Dessì, che negli anni si è arricchito delle firme di importanti scrittori, tra cui Salvatore Mannuzzu, Maria Corti, Nico Orengo, Laura Pariani, Marcello Fois, Sandro Onofri, Andrea Vitali, Giulio Angioni, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, Sandra Petrignani, Marco Belpoliti, Fabio Stassi ed Ermanno Cavazzoni, e di poeti come Silvio Ramat, Maria Luisa Spaziani, Elio Pecora, Alda Merini, Giancarlo Pontiggia, Patrizia Cavalli, Eugenio De Signoribus, Gilberto Isella, Maria Grazia Calandrone, Patrizia Valduga, Maurizio Cucchi, Valerio Magrelli e Ida Travi.
Presenti alla cerimonia, insieme ai protagonisti del Premio e ai numerosi rappresentanti delle istituzioni, anche l’assessora regionale alla Cultura, Ilaria Portas, che durante la premiazione ha sottolineato l’impegno culturale della Regione: «Stiamo cercando con grande energia di promuovere il libro e la lettura, per fare in modo che in ogni luogo in Sardegna ci sia un posto quotidiano per i libri».
Guardando al futuro della Fondazione e al rapporto con le nuove generazioni, la presidente Debora Aru ha voluto sottolineare: «Vogliamo una Fondazione capace di custodire ciò che ha ricevuto e, nello stesso tempo, di interpretare il presente; una realtà aperta al mondo, vicina ai giovani e consapevole del ruolo che la cultura può svolgere nella crescita delle comunità e dei territori».
Il sindaco di Villacidro Federico Sollai nel suo intervento ha messo l’accento sul ruolo della letteratura in un tempo segnato da conflitti e divisioni: «In questo scenario la cultura assume un valore ancora più grande, perché ci insegna ad ascoltare e conoscere ciò che è diverso da noi, a mettere in discussione le nostre certezze. La cultura è uno dei più potenti strumenti di emancipazione, di dialogo e di pace che abbiamo a disposizione».
Domani (domenica 4 ottobre), chiuderà il sipario dell’edizione 2026 del Premio l’appuntamento conviviale Caffè con l’autore: partire dalle 10:30, nel cortile di Casa Dessì, il pubblico potrà incontrare Matteo Nucci, Isabella Leardini e gli altri finalisti, i tre premi speciali e i componenti della giuria.
La quarantunesima edizione del Premio Letterario Giuseppe Dessì è promossa e organizzata dalla Fondazione Giuseppe Dessì, con il contributo dell’Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione e Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Villacidro, della Provincia del Medio Campidano, della Fondazione di Sardegna e del MiC – Ministero della Cultura.
Impresa dell’Iglesias al Mariotti di Alghero. Una doppietta di Nicolas Capellino, entrato in campo al 55′ al posto di Santiago Dominguez e in goal la prima volta dopo soli 3′, ha dato alla squadra di Daniele Porcu la prima vittoria stagionale contro una delle grandi favorite per la promozione in serie D.
La prima frazione di gioco ha visto vede l’Iglesias subito pericolosa al 5’ con un sinistro dalla lunga distanza di Facundo Maitini, terminata alta di poco. Al 27’ l’Iglesias orchestra una pericolosa verticalizzazione con Santiago Dominguez per Beugré, ma Carta legge bene la traiettoria e ha neutralizzato in
uscita. La risposta algherese è arrivata un minuto dopo con una conclusione potente dalla distanza di Roccuzzo, terminata fuori misura. Al 40’ i giallorossi di Mauro Giorico hanno costruito un’ottima chance con Zirolia, la cui conclusione è stata murata con il corpo da un difensore della retroguardia iglesiente. Proprio allo scadere del primo tempo, al 45’, è salito in cattedra Carta, provvidenziale nel deviare una conclusione insidiosa e angolata di Facundo Maitini per blindare lo 0-0 all’intervallo.
Nella ripresa i ritmi sono saliti fin dai primi istanti. Al 3’ Baraye ha sfiorato il vantaggio con un colpo di testa su tiro dalla bandierina di Bombagi. Al 6’ bellissima azione manovrata dei padroni di casa conclusa da una botta violenta di Virdis: Daga non ha trattenuto, ma la difesa rossoblù è riuscita a liberare. All’8’ brivido per l’Alghero con una sventola velenosa del capitano dell’Iglesias Edoardo Piras che ha accarezzato il montante.
Al 10′ il cambio nell’attacco dell’Iglesias, Nicolas Capellino per Santiago Dominguez, rivelatosi decisivo. All’11’ è stato Zirolia ad avere la palla
del vantaggio su un cross al bacio dalla sinistra di Baraye, terminato a lato di testa in tuffo.
Nel miglior momento dell’Alghero è arrivato il vantaggio dell’Iglesias: al 13’ cross da sinistra di capitan Arzu verso il secondo palo, dove Capellino ha controllato la sfera e ha trafitto Carta per lo 0-1.
L’Alghero è si riversato in avanti e al 24’ ha trova il meritato pareggio: corner telecomandato di Bombagi e stacco imperioso di Fadda, che sale più in alto di tutti firma l’1-1. Sulle ali dell’entusiasmo, al 28’ Zirolia ha scagliato una gran botta sibilata di pochissimo a lato. Alla mezzora ancora Nicolas Capellino ha gelato l’Alghero: una disattenzione difensiva ha spalancato la strada al bomber argentino, bravo ad approfittarne e a superare Carta con un pallonetto per l’1-2.
Al 34’ Bombagi ha avuto la palla dell’immediato 2-2 senza trovare lo specchio. Con il passare dei minuti il match si è trasformato in un vero e proprio assalto da parte dei giallorossi, generosi nel gettare il cuore oltre l’ostacolo alla ricerca del nuovo pari. Nel finale, su un disimpegno impreciso, è stato ancora Carta a evitare un passivo più pesante opponendosi a Facundo Maitini.
Per l’Alghero è la prima sconfitta stagionale, da metabolizzare in fretta considerando che mercoledì tornerà in campo per la gara di andata dei quarti di finale di Coppa Italia, a Bonorva. Anche l’Iglesias giocherà in Coppa Italia, in casa, con la Villacidrese.
In classifica l’Iglesias sale a quota 6 punti, scavalcando l’Alghero, fermo a quota 5.
Alghero: Carta, Nieddu (74′ Cossu), Sanna, Fadda, Baraye, Chessa (46′ Ferro), Mula (82′ A. Pinna), Bombagi, Roccuzzo, Zirolia (74′ Scognamillo), Virdis. A disposizione: Mannoni, Daga, Gallo, Perino, Putzu. Allenatore: Mauro Giorico.
Iglesias: Daga, A. Leroux Batte, Arzu, F. Dominguez, Crivellaro, Montisci, Floris, S. Dominguez (55′ Capellino), Beugre (74′ Rodriguez), Piras (82′ Corsini), Maitini (87′ Figus). In panchina: Bonifacio, Bahlaouan, Santos Liberato, Lambroni, R. Leroux Batte. Allenatore: Daniele Porcu.
Arbitro: Rosanna Barabino di Sassari.
Marcatori: 58′ e 75′ Capellino (I), 69′ Fadda (A).
Ammoniti: Baraye (A), Santiago Dominguez (I), Montisci (I), Maitini (I).

Il Carbonia 1939 gioca alle 16.00 a Sant’Anna Arresi a caccia della prima vittoria in 2ª categoria, dirige Annamaria Sabiu di Carbonia. La squadra mineraria è impegnata su un campo che nella stagione 2021/2022 ha visto il Carbonia Calcio allenato da David Suazo protagonista nel secondo campionato di serie D, per l’indisponibilità dello stadio “Carlo Zoboli”.
La squadra di Maurizio Ollargiu è chiamata a vincere per alimentare la sua classifica dopo il offerto pareggio casalingo maturato sei giorni fa con l’Atletico Uta. Il Comitato regionale FIGC Lega Nazionale dilettanti, intanto, ha accolto la richiesta della società guidata da Renato Giganti e disputerà tutte le gare interne il sabato pomeriggio all’orario ufficiale.
Oggi si giocano altri tre anticipi: Barbusi-Asseminese, Atletico Uta-Decimomannu e Teulada-Villaperuccio. Domani completeranno il programma della seconda giornata: Atletico Cortoghiana-Domusnovas, Bindua-Carlfoforte e Ussana-Audax.
Anticipo di lusso questo pomeriggio a Masainas (dirige Luca Sechi di Oristano, assistenti di linea Simone Pilloni di Carbonia e Alexandra Baneu di Oristano, fischio d’inizio alle ore 16.00), tra Atletico Masainas e Ferrini Cagliari, per la quarta giornata del girone A del campionato di Promozione regionale. La squadra di Fabio Tinti cerca i primi punti in casa dopo due sconfitte consecutive, subite in casa con il Selargius e a Cagliari con il Vecchio Borgo Sant’Elia. La Ferrini di Nicola Manunza, tra le maggiori pretendenti alla promozione in Eccellenza regionale dopo la retrocessione della passata stagione, cerca il riscatto dopo la sconfitta subita ad Arborea, arrivata dopo le due vittorie iniziali.
Domani l’Antiochense, con il morale alto dopo due vittorie consecutive maturate a suon di goal (complessivamente 7), cerca una conferma al Comunale con l’Arborea. Dirige Edoardo Caddeo di Cagliari, assistenti di linea Annamaria Sabiu e Marco Navarra di Carbonia. La squadra di Fabio Piras sta crescendo e punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano in un girone che si sta confermato molto qualitativo.
Sugli altri campi, si giocano Arbus Guspini Costa Verde-Vecchio Borgo Sant’Elia, Atletico Cagliari-Selargius, Castiadas-Cus Cagliari, Samugheo-Uta Calcio, Sant’Elena Quartu-Accademia Sulcitana e, infine, Tharros Oristano-Cannonau Picchi Jerzu.
Il campionato di Eccellenza regionale propone oggi le partite della quarta giornata del girone d’andata. Tra le partite più attese ci sono Alghero-Iglesias, Villacidrese-Santa Teresa Gallura e Ilvamaddalena-Villasimius.
Al Mariotti di Alghero, contro la corazzata di Mauro Giorico, l’Iglesias di Daniele Porcu sogna l’impresa, prima vittoria stagionale dopo tre pareggi consecutivi. Ancora priva dello squalificato Leon Mancini, affronta il fortissimo avversario senza paura. Dirige Rosanna Baranino di Sassari, assistenti di linea Matteo Degortes e Marco Porcheddu di Olbia.
A Villacidro la squadra di Andrea Cocco cerca di fermare la marcia del Santa Teresa, capolista insieme al Lanusei. Vincendo aggancerebbe in classifica la squadra gallurese. Dirige Gabriele Mulas di Oristano, assistenti di linea Francesco Carta e Mirko Pili di Oristano.
Il Villasimius di Federico Cocco, dopo la vittoria sulla Nuorese, cerca i primi punti esterni su uno dei campi più difficili, con l’Ilvamaddalena di Giancarlo Favarin. Scontro tra due delle squadre più ambiziose, chi vince avvicina la vetta della classifica. Dirige Andrea Truocchio di Sassari, assistenti di linea Antonio Carbini di Olbia e Pier Giuseppe Bellai di Ozieri.
Sugli altri campi, si giocano Bonorva-Terralba, Tortolì-Tempio, Calangianus-Lanusei, Nuorese-Taloro e Usinese-Atletico Uri.
Importante passo avanti per la Cardiologia dell’Ospedale Sirai di Carbonia, dove dopo quasi otto anni, sono stati eseguiti con successo quattro impianti di pacemaker. Un risultato atteso che amplia l’offerta sanitaria del Sulcis Iglesiente e consente di garantire ai pazienti una risposta qualificata direttamente sul territorio, riducendo la necessità di rivolgersi a strutture di altre aziende sanitarie.
E’ il risultato di un percorso fortemente voluto dalla Direzione aziendale e accompagnato, negli ultimi mesi, da un intenso lavoro di formazione e organizzazione del personale della Cardiologia.
Determinante il lavoro dell’équipe guidata dal dott. Salvatore Ierna, che ha saputo costruire una squadra motivata, valorizzando anche i professionisti più giovani e favorendo la crescita delle competenze necessarie per raggiungere questo importante traguardo.
In questa prima fase, le sedute dedicate agli impianti di pacemaker si svolgeranno il giovedì mattina, con l’obiettivo di consolidare progressivamente l’attività.
Il servizio si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento della Cardiologia del Sirai, punto di riferimento fondamentale per il Sulcis Iglesiente e sempre più integrata con la rete dei servizi territoriali. Il reparto, infatti, è coinvolto nel progetto di telemedicina con le strutture del territorio, con l’obiettivo di favorire una presa in carico più efficace e una maggiore continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
«È un risultato importante, frutto di programmazione, formazione e lavoro di squadra – sottolinea il direttore generale Paolo Cannas -. Stiamo lavorando per rafforzare progressivamente il Sirai e restituire al territorio servizi sempre più completi e qualificati. L’avvio degli impianti di pacemaker è un passo concreto in questa direzione, ma stiamo lavorando anche per una progressiva ripresa delle attività di Neurologia e per un ulteriore potenziamento dell’Ortopedia.»
«La situazione di Eurallumina richiede un intervento immediato. La Regione Sardegna considera ormai non più rinviabile l’individuazione delle risorse necessarie a garantire la continuità della gestione del sito di Portovesme, con particolare riferimento ai presidi ambientali, alla sicurezza degli impianti e alla tutela dei lavoratori. Per la Regione è necessario dare seguito al percorso istituzionale avviato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e procedere alla convocazione urgente di un nuovo tavolo nazionale.»
Lo hanno detto la presidente della regione Alessandra Todde e l’assessore dell’Industria Emanuele Cani a seguito delle comunicazioni trasmesse nei giorni scorsi dalla società e delle preoccupazioni espresse sia dal Consorzio Industriale Provinciale Carbonia Iglesias che dalle organizzazioni sindacali.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, le attuali disponibilità finanziarie non sarebbero sufficienti a garantire tutte le obbligazioni aziendali e le attività indispensabili per il presidio ambientale e la sicurezza del sito. Tra queste rientrano il trattamento delle acque, la manutenzione e conservazione degli impianti e la messa in sicurezza del patrimonio aziendale.
«La situazione di Eurallumina non può essere affrontata soltanto come un’emergenza finanziaria. Servono risorse per affrontare l’emergenza, ma anche un percorso chiaro per superare definitivamente l’attuale situazione di incertezza che riguarda il futuro di uno stabilimento strategico per il sistema industriale del Sulcis e centinaia di lavoratori – hanno aggiunto Alessandra Todde ed Emanuele Cani -. Comprendiamo la preoccupazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze. Mesi di incertezza e di riduzione del reddito hanno avuto un impatto pesante sulle famiglie e sul territorio. Proprio per questo è necessario che il confronto istituzionale produca rapidamente risultati concreti. La Regione è pronta a fare la propria parte, ma il Governo deve mettere in campo gli strumenti e le risorse di propria competenza.»
«La priorità è garantire che non venga mai meno la continuità dei presidi ambientali e delle attività necessarie alla sicurezza del sito. Su questo punto è indispensabile un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte, e in particolare che il Governo assicuri in tempi rapidissimi le risorse necessarie», hanno concluso Alessandra Todde ed Emanuele Cani.
Tra i nodi da affrontare resta quello relativo al congelamento degli asset societari e alla possibilità di definire una prospettiva industriale per Eurallumina. La Regione ritiene necessario che su questo punto venga individuato un percorso istituzionale capace di salvaguardare il patrimonio industriale e occupazionale e di creare le condizioni per la ripresa produttiva.
La successiva progettazione esecutiva sarà sviluppata per stralci. Il primo avrà un valore di 4.572.235,48 euro, con copertura finanziaria già garantita attraverso le risorse indicate nel provvedimento: 2.572.235,48 euro nell’ambito dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione della Regione Sardegna e 2 milioni di euro sul capitolo destinato alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza della SP2.
Percorsa quotidianamente da numerosi cittadini, la strada è stata teatro di numerosi sinistri e necessita di una manutenzione seria e organica. L’obiettivo della Provincia è migliorare le condizioni di sicurezza e percorribilità, affrontando le criticità della pavimentazione con soluzioni adeguate allo stato effettivo dei diversi tratti.
«La sicurezza della SP2 è una priorità per la nostra amministrazione e per tutto il Sulcis Iglesiente – dichiara il presidente Mauro Usai -. Parliamo di una strada che tante persone percorrono ogni giorno per raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi, e sulla quale si sono verificati numerosi incidenti. La Provincia sta investendo risorse importanti per rispondere a un’esigenza concreta del territorio: poter contare su collegamenti sicuri e su una strada mantenuta come i cittadini hanno diritto di aspettarsi. L’approvazione del progetto e la copertura del primo stralcio rappresentano un passaggio concreto in questa direzione.»
Il progetto interessa entrambe le direzioni di marcia ed è fondato su indagini specialistiche e verifiche delle condizioni strutturali della strada. Le lavorazioni saranno differenziate in base alla gravità dei dissesti: dal rinnovo della pavimentazione ai rinforzi strutturali, fino al risanamento degli strati profondi nei punti maggiormente compromessi. Sono inoltre previsti interventi per il deflusso delle acque, la sistemazione delle banchine e il ripristino e l’integrazione della segnaletica.
«Per ottenere risultati duraturi occorre intervenire sulle cause del deterioramento – sottolinea il consigliere delegato Sasha Sais -. Le indagini hanno consentito di individuare le diverse criticità e di progettare lavorazioni mirate, comprese quelle più profonde dove necessarie. Pavimentazione, drenaggio e segnaletica concorrono allo stesso obiettivo: migliorare la sicurezza e la qualità della percorrenza quotidiana. Con il primo stralcio finanziato diamo una base concreta a questo impegno.»
L’approvazione del progetto di fattibilità consente ora di procedere alla progettazione esecutiva del primo stralcio. Il quadro complessivo costituisce il riferimento per programmare gli ulteriori interventi in relazione alle risorse disponibili, proseguendo il lavoro della Provincia per una viabilità più sicura, efficiente e adeguata alle necessità del territorio.
Prendiamo atto che la situazione sta diventando sempre più difficile da gestire. Tra guerre, crisi energetica, aumento del costo dei carburanti, inflazione, aumento dei costi delle materie prime e un quadro politico e istituzionale che troppo spesso sembra lontano dai problemi reali delle persone, il peso delle difficoltà ricade ogni giorno di più sui cittadini, sulle famiglie, sulle attività produttive e soprattutto sui piccoli Comuni.
E la nostra Sardegna, davanti al caro energia, al caro carburante e alle difficoltà che stanno attraversando interi territori, sembra essere rimasta troppo spesso in silenzio.
Dietro questi aumenti ci sono cittadini che fanno sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, famiglie costrette a ridurre le proprie spese, pensionati che devono scegliere tra necessità diverse, giovani che non riescono a costruire il proprio futuro e persone che, anche per una semplice visita medica o per raggiungere il posto di lavoro, devono affrontare costi di trasporto sempre più elevati.
Ci sono attività commerciali che devono sostenere bollette, affitti, carburanti, forniture e costi di gestione sempre più pesanti.
Ci sono artigiani e piccole imprese che lavorano ogni giorno con margini sempre più ridotti.
Ci sono aziende agricole e zootecniche che devono fare i conti con l’aumento del costo dell’energia, dei mangimi, dei fertilizzanti, dei trasporti e delle materie prime.
Ci sono attività produttive che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi necessari per continuare a lavorare e mantenere l’occupazione.
E quando un’attività chiude, non chiude soltanto una saracinesca: si impoverisce una comunità, si perde un servizio, si perde un posto di lavoro e si alimenta ulteriormente lo spopolamento dei nostri territori.
Questo è particolarmente grave nei piccoli Comuni della Sardegna, dove già oggi garantire i servizi essenziali è sempre più difficile.
Pensiamo al costo degli scuolabus, alla gestione degli edifici scolastici, al riscaldamento e all’energia delle strutture pubbliche, all’assistenza agli anziani e alle persone fragili, ai servizi sociali, alle attività per bambini e ragazzi, alla manutenzione delle strade, dell’illuminazione pubblica e del patrimonio comunale, alla raccolta dei rifiuti, al trasporto e a tutto ciò che serve per mantenere vivo e funzionante un Comune.
Sono costi che aumentano continuamente mentre le entrate e le risorse disponibili non crescono allo stesso ritmo.
E a farne le spese sono soprattutto i territori più periferici e fragili, quelli che spesso si trovano lontani dai principali servizi scolastici, sanitari, lavorativi e amministrativi.
La distanza dai servizi ha un costo.
Lo ha per una famiglia che deve accompagnare un figlio a scuola. Lo ha per un anziano che deve raggiungere un ospedale o una struttura sanitaria.
Lo ha per chi deve recarsi quotidianamente al lavoro.
Lo ha per uno studente che deve spostarsi per frequentare le scuole superiori o l’università.
Lo ha per un’impresa che deve trasportare merci e prodotti. Lo ha per un commerciante che deve sostenere costi di approvvigionamento sempre più elevati.
Lo ha per un agricoltore, per un allevatore, per un artigiano e per ogni lavoratore che opera in un territorio dove le distanze incidono pesantemente sulla competitività.
E poi ci siamo noi, gli amministratori locali.
Siamo chiamati a dare risposte nel sociale, a sostenere le famiglie, ad aiutare le persone fragili, a garantire servizi, a mantenere le infrastrutture e a creare condizioni favorevoli per lo sviluppo.
Ma abbiamo sempre meno risorse. Siamo chiamati a tutelare i cittadini, ma spesso siamo costretti ad aumentare tasse e tributi per riuscire semplicemente a mantenere in piedi i Comuni, garantire i servizi essenziali e provare a realizzare qualche investimento.
È una contraddizione che non possiamo più ignorare.
Da una parte ci viene chiesto di sostenere le nostre comunità; dall’altra siamo lasciati ad affrontare aumenti dei costi che mettono in discussione la possibilità stessa di garantire quei servizi.
E non possiamo dimenticare il problema dello spopolamento.
Ogni servizio che viene ridimensionato, ogni attività che chiude, ogni giovane che è costretto a lasciare il proprio paese per cercare lavoro, ogni famiglia che decide di trasferirsi altrove rappresenta una perdita per l’intera comunità.
Un piccolo Comune senza servizi, senza attività produttive, senza commercio, senza giovani e senza opportunità rischia lentamente di perdere la propria identità e la propria capacità di futuro.
Per questo la questione non riguarda soltanto i bilanci degli enti locali. Riguarda il diritto di vivere, lavorare e costruire una famiglia anche nei piccoli centri.
Riguarda il diritto alla mobilità.
Riguarda il diritto alla salute.
Riguarda la scuola.
Riguarda il lavoro.
Riguarda le imprese.
Riguarda il commercio.
Riguarda l’agricoltura e l’allevamento.
Riguarda gli anziani e le persone fragili.
Riguarda i giovani.
Riguarda la possibilità concreta di mantenere vive le nostre comunità.
E ogni volta la risposta sembra essere la stessa: è colpa della guerra, della crisi internazionale, dell’emergenza energetica o dell’aumento dei costi.
Ma fino a quando possiamo continuare a utilizzare le emergenze come giustificazione senza affrontare fino in fondo le conseguenze concrete che queste producono sulla vita delle persone e dei territori?
Le emergenze possono spiegare una difficoltà, ma non possono diventare la normalità.
Nel frattempo si trovano risorse per grandi eventi, iniziative e vetrine, mentre per i problemi quotidiani delle famiglie, degli anziani, dei bambini, dei lavoratori, delle imprese e dei piccoli Comuni le risposte sembrano spesso insufficienti.
Non possiamo continuare così.
Non possiamo chiedere alle famiglie di sopportare continuamente nuovi aumenti.
Non possiamo lasciare sole le attività produttive che ogni giorno cercano di mantenere posti di lavoro e servizi nei nostri territori.
Non possiamo permettere che commercianti, artigiani, agricoltori e imprese siano costretti a lavorare soltanto per riuscire a coprire i costi.
Non possiamo accettare che un giovane debba lasciare il proprio paese perché non trova opportunità.
Non possiamo lasciare soli gli anziani, le persone fragili e le famiglie che hanno maggiormente bisogno di sostegno.
Non possiamo continuare ad assistere alla progressiva riduzione dei servizi nei territori periferici.
Non possiamo lasciare che il costo della distanza e dell’insularità ricada ancora una volta interamente sui cittadini e sulle imprese sarde.
Serve una presa di coscienza.
Serve ascoltare realmente i territori.
Serve un confronto serio e concreto tra Governo, Parlamento europeo, Regione, Comuni e tutte le istituzioni competenti.
Servono risorse adeguate per i piccoli Comuni.
Servono interventi strutturali contro il caro energia e il caro carburanti.
Servono misure capaci di sostenere concretamente famiglie, lavoratori e attività produttive.
Servono politiche per contrastare lo spopolamento.
Servono investimenti nei trasporti, nella sanità, nella scuola, nelle infrastrutture digitali e nei servizi essenziali.
Serve sostenere chi produce, chi lavora e chi investe nei nostri territori.
E serve, soprattutto, una visione che riconosca la Sardegna non come un territorio periferico da assistere, ma come una comunità che ha bisogno di condizioni concrete per poter crescere e costruire il proprio futuro.
Perché dietro ogni numero di bilancio ci sono persone.
Dietro ogni aumento dei costi c’è una famiglia.
Dietro ogni attività che chiude c’è un lavoratore. Dietro ogni impresa che rinuncia a investire c’è un’opportunità persa.
Dietro ogni giovane che parte c’è una comunità che si impoverisce.
Dietro ogni servizio che viene meno c’è un cittadino che diventa più fragile.
E dietro ogni piccolo Comune ci sono amministratori che ogni giorno cercano, con le risorse che hanno, di trovare soluzioni e dare risposte.
Noi amministratori locali siamo ancora qui.
Siamo qui ad ascoltare i cittadini, a raccogliere le loro difficoltà, a cercare risorse, a garantire servizi e a mantenere vive le nostre comunità.
Ma ormai siamo arrivati al limite.
Non possiamo più far finta che tutto sia normale.
Non possiamo più limitarci a gestire l’emergenza.
È arrivato il momento di mettere al centro le persone, il lavoro, le famiglie, le attività produttive e i territori.
Perché difendere i piccoli Comuni significa difendere una parte fondamentale della Sardegna.
E difendere la Sardegna significa garantire ai suoi cittadini la possibilità di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nella propria terra.
Romeo Ghilleri
Sindaco di Nuxis